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    <title>Notiziario</title>
    <link>http://www.uaarbergamo.it/</link>
    <description>Notiziario</description>
    <language>en-us</language>           
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      <title>Notiziario</title>
      <link>http://www.uaarbergamo.it/</link>
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<item>
 <title>PapaRatzi: io insegno, lo Stato no.</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=652</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20110111-Ratzi_Sex_Life.jpg">TavoleDellaLeggeDiRatzi</a></div><br />
Per prima cosa leggete <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.repubblica.it/esteri/2011/01/10/news/papa_sicurezza_cristiani-11040589/')">in questo articolo di Repubblica</a> le ultime affermazioni di PapaRatzi.<br />
Decimosesto dice: "non posso passare sotto silenzio un'altra minaccia alla libertà religiosa delle famiglie in alcuni Paesi europei, là dove è imposta la partecipazione a corsi di educazione sessuale o civile che trasmettono concezioni della persona e della vita presunte neutre, ma che in realtà riflettono un'antropologia contraria alla fede e alla retta ragione". <br />
E questo dopo aver chiesto agli Stati del mondo di "garantire che le comunità religiose possano operare liberamente nella società". <br />
Se capiamo bene, il discorso del pontefice è questo: "Cari Stati, voi dovete insegnare quello che dico io nelle vostre scuole e inoltre dovete lasciare che io nelle mie dica quello che voglio io". <br />
In pratica, la Chiesa è libera di educare, gli Stati no. <br />
E c'è di più: se gli Stati si mettono in testa di insegnare qualcosa che alla Chiesa non va, allora per il papa c'è in corso un attacco alla libertà religiosa. Il che fa capire quale sia l'idea di libertà religiosa di PapaRatzi: c'è libertà religiosa fintanto che tutti dicono ciò che sta bene alla Chiesa cattolica. In presenza di qualsiasi voce contraria, la libertà religiosa appare violata. Ratzi è riuscito a rovesciare insomma la libertà religiosa, in base alla quale in materia di fede ciascuno può dire quel che vuole, nel suo contrario: la persecuzione e la stigmatizzazione del dissenso.<br />
Ciò che scatena la protesta del papa è non casualmente l'educazione sessuale. Guai se le persone imparassero a godere del proprio corpo e a non prendersi qualche pericolosa malattia a trasmissione sessuale. Meglio regalare un cilicio a ogni adolescente, riempire di terrore dell'inferno chiunque si masturbi, lasciare che qualcuno si prenda l'HIV perché non ha usato il preservativo e andare avanti così per la maggior gloria del Dio di PapaRatzi.<br />
Che il mostro di spaghetti volante preservi in vita Papa Ratzi! Ogni suo anno di pontificato, grazie alle stupidaggini che dice, giova alla causa dell'ateismo più di tutti gli sforzi della nostra piccola associazione!<br />
Se volete saperne di più sul Mostro di Spaghetti Volante, <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://it.wikipedia.org/wiki/Pastafarianesimo')">cliccate qua</a><br />
Atei saluti<br />
Tommaso Bruni - socio del Circolo UAAR di Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=652</comments>
 <pubDate>Tue, 11 Jan 2011 21:30:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Terza Giornata Nazionale dello Sbattezzo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=650</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Mauro/20101021-sbattezzo_1.gif">Sbattezzo</a></div>In occasione della terza Giornata Nazionale dello Sbattezzo il Circolo UAAR di Bergamo sarà presente in città con un <br />
<br />
<div style="text-align: center"><b>banchetto informativo<br />
sabato 23 ottobre<br />
dalle 14.30 alle 18.30<br />
in Piazza Pontida</b></div><br />
Clicca di seguito per visualizzare il 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/Mauro/20101021-Comunicato_Sbattezzo_2010.pdf')">comunicato stampa</a> e il 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/Mauro/20101021-Volantino_Sbattezzo_2010.pdf')">volantino</a> di presentazione dell'iniziativa.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=650</comments>
 <pubDate>Thu, 21 Oct 2010 16:49:57 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Assemblea annuale circolo 26 settembre 2010</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=648</link>
<description><![CDATA[Il Circolo UAAR di Bergamo informa che<br />
<br />
<b>domenica 26 settembre alle ore 10.00<br />
presso il Circolo ARCI della Grumellina<br />
in via Gorizia 17 - Bergamo</b><br />
<br />
si terrà la <b>Assemblea Annuale</b> del Circolo, valevole anche come Assemblea Precongressuale in vista del Congresso nazionale UAAR che si terrà a Varese il 31 ottobre e il 1 novembre 2010.<br />
<br />
Ordine del Giorno:<br />
- valutazione attività del circolo;<br />
- elezione di Coordinatore e Cassiere per il periodo Settembre 2010 - Settembre 2011;<br />
- elezione di 4 delegati del circolo per il congresso di Varese;<br />
- programmazione iniziative future e ripartizione degli oneri organizzativi;<br />
- varie ed eventuali.<br />
<br />
<b>Tutti i soci sono caldamente invitati a partecipare</b>, perché si tratta del più importante momento di vita associativa dell'intero anno e perché il congresso si tiene solo una volta ogni tre anni.<br />
La riunione è aperta a chiunque voglia partecipare, ma <b>solo i soci in regola con l'iscrizione 2010 al 31 maggio 2010 hanno diritto di voto e candidatura.</b> <br />
Alle riunioni è possibile iscriversi all'associazione e ritirare moduli di sbattezzo.<br />
<br />
Atei saluti<br />
Il Circolo UAAR di Bergamo]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=648</comments>
 <pubDate>Thu, 23 Sep 2010 11:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Il film del 20 settembre - IV edizione</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=646</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20100913-MareDentroLocandina_small.jpg">Locandina</a></div><br />
Il Circolo UAAR di Bergamo organizza, con la collaborazione di Lab80:<br />
<br />
<b>Serata laica UAAR: celebrando Porta Pia<br />
<br />
Lunedì 20 Settembre 2010, ore 21 - Auditorium di Piazza della Libertà - Bergamo<br />
<br />
Proiezione del film “Mare dentro" di Alejandro Amenábar, con Javier Bardem<br />
<br />
Premio Oscar 2005 per il Miglior Film Straniero<br />
<br />
INGRESSO LIBERO</b><br />
<br />
Trovate qui il volantino dell'iniziativa in formato  oppure in formato 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20100913-20100920_VolantinoFilm.pdf')">PDF</a>.<br />
<br />
Per il quarto anno il Circolo bergamasco della UAAR decide di festeggiare il 20 settembre, giorno della caduta dello Stato della Chiesa nel 1870, con un film. <br />
Questa volta abbiamo scelto di proiettare un film sulla malattia e sulla morte, nonché sul diritto di ogni essere umano di decidere da sé che cosa deve succedere al suo corpo quando si ha purtroppo a che fare con questi temi. <br />
Questa pellicola sull'auto-determinazione individuale ci pareva adatta a celebrare un giorno in cui Roma e il Lazio si scrollavano di dosso la tirannia teocratica di Pio IX (quello del Sillabo, che condannava libertà di pensiero e di stampa) e in cui in Italia si affermava la separazione di potere politico e potere spirituale. <br />
Il 20 settembre fu una data cruciale per l'affermazione in Italia delle libertà individuali. <br />
In quella data veniva anche rivendicato il principio di laicità, secondo cui tutte le fedi sono pari di fronte alla legge. Quest'idea sarebbe stata poi rinnegata dal Concordato mussoliniano, nei fatti ancora oggi in vigore.<br />
Vedere il nostro film non costa nulla, perché l'ingresso è libero. <br />
Tuttavia, se volete che l'occasione si ripeta nel 2011, nel 2012 e via discorrendo, chi ha la possibilità di farlo dovrebbe farci una piccola donazione, prestarsi a una sorta di questua atea. Noi non siamo la Chiesa Cattolica, non abbiamo 3 miliardi di euro di beni immobili nella sola provincia di Bergamo e un quarto delle case della capitale nazionale. Per questo motivo abbiamo bisogno anche del vostro supporto per tenere viva la memoria di una data importante della storia italiana, che in molti (troppi) hanno ogni interesse a far cadere nell'oblio.<br />
Vi aspettiamo<br />
Il Circolo UAAR di Bergamo]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=646</comments>
 <pubDate>Mon, 13 Sep 2010 16:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Scuola statale: tagliate migliaia di cattedre, tranne quelle di religione cattolica.</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=645</link>
<description><![CDATA[Sei un insegnante di scienze, di italiano, di matematica? TAGLIATO!<br />
Sei un insegnante di regione cattolica? ASSUNTO!<br />
Per il Governo è prioritario che i cittadini sappiano pregare, non che sappiano far di conto o che conoscano le leggi della fisica.<br />
Leggete <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.repubblica.it/scuola/2010/07/02/news/prof_religione-5322264/index.html')">questo articolo di Repubblica</a>.<br />
Mentre gli insegnanti di tutte le altre discipline sono tagliati senza pietà, gli insegnanti di religione cattolica nella scuola di Stato aumentano di numero!<br />
Se i cittadini pensano che la matematica e la biologia siano più utili delle preghiere, dovrebbero farsi qualche domanda sulla bontà delle azioni di questo governo.<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore - Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=645</comments>
 <pubDate>Mon, 5 Jul 2010 10:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Proiezione e riunione</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=644</link>
<description><![CDATA[Il Circolo UAAR di Bergamo informa che <br />
<br />
<b>mercoledì 7 luglio 2010 alle 21.00<br />
presso il Circolo ARCI della Grumellina <br />
in via Gorizia 17 - Bergamo</b><br />
<br />
proietteremo il video, realizzato dal Centre d'Action Laïque di Bruxelles, <br />
<br />
<b>La minaccia creazionista</b> (Belgio 2009, 27', vo sottotitolata in italiano)<br />
<br />
A seguire la riunione del Circolo:<br />
- Scelta definitiva pellicola 20 settembre;<br />
- Congresso UAAR 2010: ricerca di candidati delegati;<br />
- Determinazione assemblea precongressuale e annuale del Circolo, con rinnovo cariche;<br />
- varie ed eventuali.<br />
<br />
La riunione è aperta a chiunque voglia partecipare. Alle riunioni è possibile iscriversi all'associazione e ritirare moduli di sbattezzo.<br />
<br />
Atei saluti<br />
Il Circolo UAAR di Bergamo]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=644</comments>
 <pubDate>Fri, 2 Jul 2010 19:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Gazebo a Treviglio</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=643</link>
<description><![CDATA[Il Circolo UAAR di Bergamo comunica che<br />
<br />
<b>sabato 26 giugno 2010<br />
dalle ore 16.00 alle ore 19.00<br />
a Treviglio, Piazza Manara</b><br />
si terrà un gazebo informativo dell'associazione.<br />
<br />
Presso il banchetto sarà possibile iscriversi all'associazione, ritirare i moduli di sbattezzo, visionare la nostra rivista 'L'Ateo' e firmare la nostra petizione contro il finanziamento della Curia de L'Aquila da parte della regione Lombardia a guida formigoniana.<br />
<br />
Distribuiremo in particolare materiale materiale sull'Insegnamento della Religione Cattolica nelle scuole statali, una delle pratiche meno laiche presenti nel nostro paese, che costa al contribuente quasi un miliardo di euro all'anno.<br />
In particolare, da gennaio gli insegnanti di religione hanno un aumento di 200 euro mensili, mentre i loro colleghi delle altre materie vengono tagliati in massa dalla scure della Gelmini e si ritrovano (quelli che non tornano a casa) gli stipendi bloccati per anni.<br />
Passate a trovarci!]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=643</comments>
 <pubDate>Fri, 25 Jun 2010 12:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Sindone di Garlaschelli: l&apos;unica falsa e certificata</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=642</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20100604-Sindone_sm.jpg">E' lui o non è lui?</a></div><br />
Ma siamo sicuri che questo sia proprio il famoso nazareno?<br />
Da molto tempo si discute dell'autenticità della Sindone torinese, la cui esistenza storica è accertata sin dal XIV secolo.<br />
Il Prof. Garlaschelli del CICAP ha deciso di fare un esperimento: <br />
clonare la Sindone con le tecnologie del Trecento.<br />
Se la Sindone esiste davvero sin dal 35 e.v. ed esibisce caratteristiche miracolose come sostiene la CCAR, <br />
non dovrebbe essere possibile rifarla praticamente identica oggi usando le tecnologie del quattordicesimo secolo.<br />
Invece Garlaschelli, mettendosi al lavoro con attrezzi e pigmenti dell'epoca, <br />
è riuscito a creare una copia quasi perfetta, <br />
un'ottima simulazione dell'opera dei falsari medievali.<br />
<br />
Venite a vedere l'unica Sindone davvero falsa<br />
<b>sabato 12 giugno alle ore 17.00<br />
al Caffè Letterario – <br />
via S Bernardino 53 – BG</b><br />
Sarà presente l'autore dell'opera.<br />
Ingresso libero!<br />
Diffidate dei falsi non certificati!<br />
Il Circolo UAAR di Bergamo]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=642</comments>
 <pubDate>Fri, 4 Jun 2010 22:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Aumentati gli stipendi degli insegnanti di religione</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=641</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20100604-IRC.jpg">IRC</a></div><br />
La notizia è vecchia di sei mesi, ma vale la pena ricordarla, a causa dei presenti tagli all'istruzione.<br />
Nelle scuole statali italiane saranno tagliate migliaia di cattedre, ma gli insegnanti di religione, scelti dal vescovo e pagati dalle tasse del contribuente italiano, beneficeranno di un aumento di euro 200 al mese. <br />
Questo grazie a una scelta del ministro Giulio Tremonti, autore della legge sullo 8/1000 di cui chiediamo l'abrogazione e noto per il suo motto mazziniano "Dio, Patria, Famiglia".<br />
L'aumento si assomma a vari altri vantaggi per gli insegnanti di religione cattolica, che, per esempio, quando sono di ruolo restano nella scuola anche quando perdono il beneplacito del vescovo. Ci sono quindi ex-insegnanti di religione che, pur non potendo più insegnare il cattolicesimo perché e.g. divorziati, non possono essere licenziati. Di conseguenza questi signori sono sovente messi su cattedre su cui non sono titolati ad insegnare per mancanza di requisiti, o sono assegnati ad altre mansioni, il tutto a spese dello Stato.<br />
Leggete <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.repubblica.it/scuola/2010/01/16/news/aumenti_prof_religione-1971395/')">questo articolo</a> di Repubblica.]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=641</comments>
 <pubDate>Fri, 4 Jun 2010 21:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Il Comune di Bergamo attacca la legge 194/1978</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=640</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20100528-Franco_Tentorio.jpg">F. Tentorio</a></div>Fa specie che un'amministrazione comunale dia il patrocinio a una manifestazione che attacca frontalmente una legge dello Stato.<br />
Ciononostante, è ciò che si verificherà domani a Bergamo.<br />
L'associazione estremista cattolica Scienza e Vita, infatti, organizzerà in Piazza Vecchia una serata di preghiera, chiamata "Dai luce alla vita", a cui pare parteciperanno anche gli esponenti locali della formazione neofascista Forza Nuova, che l'anno passato avevano organizzato analoga iniziativa.<br />
Scopo della manifestazione è l'abrogazione della (pur non perfetta) legge 194/1978, che garantisce in Italia da più di 30 anni la potestà delle donne sul proprio corpo e sancisce il loro diritto di scelta.<br />
Dato che siamo fortunatamente in un regime democratico, è del tutto legittimo che dei cittadini chiedano di modificare delle leggi. Noi della UAAR lo facciamo tutti i giorni. Addirittura chiediamo di modificare la Costituzione! <br />
Tuttavia, ciò che colpisce è che questa legittima manifestazione abbia il <b>patrocinio del Comune di Bergamo</b>. <br />
Ciò significa che il Comune appoggia la posizione dei manifestanti e che chiede allo Stato di abrogare la 194.E questo è preoccupante, perché la posizione degli anti-abortisti si basa sul presupposto dell'equivalenza fra un ovulo fecondato (zigote) e esseri umani adulti come il sottoscritto che scrive e voi che mi leggete. <br />
E questa equivalenza è un falso, prima che morale, biologico, perché uno zigote non ha un sistema nervoso, non ha desideri, non ha interessi, non può provare dolore, non ha nessuna delle caratteristiche che possono qualificare me e voi come esseri umani. <br />
E dire che l'embrione va protetto perché è 'vita umana in potenza' non è un buon argomento, perché ciò che è in potenza qualcos'altro <b>non è</b>, per l'appunto, quel qualcos'altro. Se una ghianda è una quercia in potenza, significa che non è una quercia e che, quindi, non va trattata come se fosse una quercia.<br />
Se ciò non bastasse, si consideri che da uno zigote possono sorgere due esseri umani adulti (come nel caso dei gemelli monozigoti), il che indica che lo zigote <b>non è una persona</b>, e che normalmente solo una piccola percentuale delle fecondazioni porta a una gravidanza: l'aborto è un fatto che si verifica di continuo nella riproduzione naturale di <i>Homo sapiens</i>. <br />
Infine, la donna è una parte fondamentale della gravidanza: senza utero non c'è gravidanza. E dato che la cultura politica liberal-democratica incarnata in tutte le Costituzioni europee conferisce ai cittadini e alle cittadine un amplissimo potere sul proprio corpo, sin dai tempi dello <i>habeas corpus</i>, la donna ha il diritto di rifiutare all'embrione l'uso del proprio utero. Non consentire alla donna di farlo sarebbe una violazione del libero uso del suo corpo: sarebbe come un sequestro o una reclusione senza sentenza di un magistrato ed equo processo.<br />
Insomma, dare il patrocino a "Dai luce alla vita" è come dare il patrocinio a una manifestazione in cui si sostiene che la Terra è piatta e in cui si chiede che tutti coloro che sostengono che sia rotonda siano messi in gattabuia.<br />
Questa volta il Sindaco Tentorio ha proprio preso una cantonata, da cui speriamo rinsavisca presto. A meno che non stia seguendo, per interesse, la scia del peggior clericalismo e dell'asservimento ai poteri forti, di stampo notoriamente cattolico, che da decenni hanno le mani sulla città.<br />
Si ricorda a mo' di chiosa finale che le donne cattoliche o che comunque non vogliono abortire hanno, secondo la legge 194, tutto il diritto di non farlo. La libertà di scelta garantita dalle norme vigenti non è forse la condizione che meglio tutela le convinzioni di tutte le donne, credenti o non credenti che siano? <br />
Per approfondire, vedere <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.bergamonews.it/bergamo/articolo.php?id=26793')">questo articolo di Bergamonews</a><br>e <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://bgreport.org/?p=2727')">questo articolo di BgReport</a>.<br />
Tommaso Bruni – Coordinatore – Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=640</comments>
 <pubDate>Fri, 28 May 2010 20:45:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Gazebo informativo UAAR a Zogno - Mercato</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=639</link>
<description><![CDATA[Il Circolo UAAR di Bergamo comunica che<br />
<br />
<b>sabato 29 maggio 2010<br />
dalle ore 9.00 alle ore 12.00<br />
a Zogno, in area mercato (via Pietro Ruggeri)<br />
si terrà un gazebo informativo dell'associazione.</b><br />
<br />
Facciamo con molto piacere questo gazebo, dato che abbiamo sudato sette camicie per ottenere il permesso dall'amministrazione locale a guida leghista.<br />
<br />
Presso il banchetto sarà possibile iscriversi all'associazione, ritirare i moduli di sbattezzo, visionare la nostra rivista 'L'Ateo' e firmare la nostra petizione contro il finanziamento della Curia de L'Aquila da parte della regione Lombardia a guida formigoniana.<br />
<br />
Distribuiremo in particolare materiale sullo 8/1000 dell'IRPEF, meccanismo truffaldino inventato da Tremonti nel 1985 (quando lavorava per Craxi il Ladro) e che tutti gli anni regala alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana 1.000.000.000 euro circa.<br />
<br />
La UAAR chiede che l'8/1000 sia abolito al più presto o, in subordine, sostituito con un meccanismo che non preveda il riparto delle quote non destinate.<br />
<br />
Passate a trovarci!]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=639</comments>
 <pubDate>Fri, 28 May 2010 20:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Negata la prima comunione a bimba che non segue assiduamente il catechismo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=638</link>
<description><![CDATA[Svantaggi dell'essere cattolici: se tuo figlio o tua figlia non frequentano abbastanza spesso il corso di catechismo, i preti possono negare a lui/lei la tanto desiderata prima mangiata antropofaga del Corpo di Cristo in forma di ostia.<br />
Leggete <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.bergamonews.it/bassa/articolo.php?id=26533')"> qui questo articolo di Bergamonews</a>.<br />
Per fortuna noi siamo non-credenti e questi problemi con il clero non li abbiamo.<br />
Atei saluti<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore - Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=638</comments>
 <pubDate>Wed, 26 May 2010 10:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Un clericofascista</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=637</link>
<description><![CDATA[Il segretario vescovile di Sarteano (SI) intervistato dai giornalisti di Annozero.<br />
Secondo il sacerdote in Italia i media, in mano ai comunisti, stanno cercando per mezzo di un complotto di sottrarre l'8/1000 alla Chiesa Cattolica. Unico mezzo per fermare il complotto: il ritorno del Duce.<br />
Buona visione<br />
Il Circolo UAAR di Bergamo<br />
<object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/mPbMLpgUuJo&hl=it_IT&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/mPbMLpgUuJo&hl=it_IT&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object><br />
]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=637</comments>
 <pubDate>Tue, 25 May 2010 12:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Il miracolo nel porcile</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=636</link>
<description><![CDATA[Una bella serie di quartine del nostro socio Franco G.<br />
<br />
IL MIRACOLO (nel porcile )<br />
<br />
Al miracolo gridan tutti                                            <br />
come fossero prosciutti                                              <br />
sono solo gocce strane <br />
non son fette di salame<br />
<br />
quando poi sia successo<br />
di sicuro c’è l’eccesso<br />
c’è chi dice che s’è mosso<br />
ma non era sangue rosso<br />
<br />
non ricordan le preghiere<br />
la tv ha le loro sere<br />
ma del resto l’importante<br />
che il miracolo sia eclatante<br />
<br />
non perderanno l’occasione<br />
di aprire un mercatone<br />
costruirci un bell’impianto<br />
per far feste al nuovo santo<br />
<br />
già son pronti gli architetti<br />
con disegni e bei progetti<br />
“siate certi cari amici<br />
li portiam qui anche in bici”<br />
<br />
e verranno a milioni<br />
pieni di euro o dollaroni<br />
spenderanno una fortuna<br />
per andare oltre la luna<br />
<br />
“non cercate di aiutarli<br />
han bisogno di soffrire”<br />
dietro il buio e il dolore<br />
va più il prete che il dottore<br />
<br />
 sembra un mondo destinato<br />
a viver sempre nel passato<br />
ma dopo un po’ ti guardi in giro<br />
e ti viene un bel sospiro<br />
<br />
il miracolo nel porcile<br />
alla tv dei baciapile<br />
sembra evento più importante<br />
di una bomba devastante<br />
<br />
ma il miracolo quello vero<br />
è che l’altro mondo intero<br />
pensa ben diversamente<br />
dai cattolici certamente<br />
<br />
liberati noi ci siamo<br />
dal miracolo pagano<br />
anche se la chiesa in coro<br />
vuol salvare il suo tesoro<br />
<br />
non ci  prendono certo in giro<br />
né il visionario né il fachiro<br />
il miracolo di ogni giorno<br />
è non aver coglioni intorno. ]]></description>
 <category>Fare l'Ateo</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=636</comments>
 <pubDate>Mon, 24 May 2010 00:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Gazebo informativo UAAR Bergamo - sabato 22 maggio ore 15.00-18.00</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=635</link>
<description><![CDATA[Il Circolo UAAR di Bergamo comunica che<br />
<br />
sabato 22 maggio 2010<br />
dalle ore 15.00 alle ore 18.00<br />
in Porta Nuova - Bergamo, di fronte all'albergo "Il cappello d'oro"<br />
si terrà un <b>gazebo informativo dell'associazione</b>.<br />
<br />
Presso il banchetto sarà possibile iscriversi all'associazione, ritirare i moduli di sbattezzo, visionare la nostra rivista 'L'Ateo' e firmare la nostra petizione contro il finanziamento della Curia de L'Aquila da parte della regione Lombardia a guida formigoniana.<br />
Distribuiremo in particolare materiale sullo 8/1000 dell'IRPEF, meccanismo truffaldino inventato da Tremonti nel 1985 (quando lavorava per Craxi il Ladro) e che tutti gli anni regala alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana 1.000.000.000 euro circa. <br />
La UAAR chiede che l'8/1000 sia abolito al più presto o, in subordine, sostituito con un meccanismo che non preveda il riparto delle quote non destinate. <br />
Passate a trovarci! <br />
Il Circolo UAAR di Bergamo]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=635</comments>
 <pubDate>Thu, 20 May 2010 18:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Gazebo informativo UAAR Bergamo - sabato 24 aprile ore 15.00-18.00</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=633</link>
<description><![CDATA[Il Circolo UAAR di Bergamo comunica che<br />
<b>sabato 24 aprile 2010<br />
dalle ore 15.00 alle ore 18.00<br />
in Piazza Pontida - Bergamo, vicino alla edicola</b><br />
si terrà un gazebo informativo dell'associazione.<br />
Presso il banchetto sarà possibile iscriversi all'associazione, ritirare i moduli di sbattezzo, visionare la nostra rivista 'L'Ateo' ed altro ancora.<br />
Passate a trovarci!]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=633</comments>
 <pubDate>Fri, 23 Apr 2010 09:10:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Riunione 22 Aprile</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=632</link>
<description><![CDATA[Il Circolo UAAR di Bergamo si riunisce<br />
<br />
venerdì 22 aprile, ore 21,<br />
presso ARCI, via Gorizia 17 - Bergamo.<br />
<br />
Ordine del giorno:<br />
- organizzazione seconda Sindone a Bergamo<br />
- che fare del tema della pedofilia?<br />
- film 20 settembre: raccolta idee<br />
- varie ed eventuali<br />
<br />
Ricordo a tutti gli interessati di rinnovare l'iscrizione per il 2010.<br />
Potete farlo molto facilmente da <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaar.it/adesione-modulo')">questa pagina web</a> o in cartaceo alle riunioni.<br />
<br />
Ci sono ancora 18 soci su 60 che non hanno ancora rinnovato la tessera per il 2010.<br />
<br />
Tutti i soci UAAR e i cittadini interessati sono invitati a partecipare alla riunione.<br />
Saluti atei<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore - Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=632</comments>
 <pubDate>Fri, 23 Apr 2010 09:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>RU 486: il Dott. Frigerio, primario di ginecologia ai Riuniti, torna all&apos;attacco</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=631</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20100411-Luigi_Frigerio.jpg">Frigerio</a></div><br />
Già in passato avevo parlato delle opinioni sulla pillola abortiva del primario di Ginecologia e Ostetricia degli Ospedali riuniti di Bergamo, Dott. Luigi Frigerio, noto ciellino (trovate il nostro precedente articolo <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=611')">qui</a>).<br />
<br />
Oggi il Dott. Frigerio riparte all'attacco del mifepristone, il temuto farmaco che può essere usato per interrompere gravidanze senza isterosuzione, cioè senza inserire una pompa aspirante su per la vagina della donna gravida e succhiare endometrio ed embrione via dall'utero. <br />
<br />
L' 8 Aprile Frigerio, in qualità di presidente di una misconosciuta Società Lombarda di Ostetricia e Ginecologia (SLOG), che rappresenta una minoranza degli specialisti della regione, ha mandato una lettera al Direttore generale dell'assessorato regionale alla sanità, Dott. Lucchina, per spiegargli che non si può costringere un ospedale ad adottare un farmaco. <br />
Il che è falso, perché se l'AIFA (Agenzia italiana del farmaco) ha approvato un principio attivo, questo può essere prescritto da qualsiasi medico ne faccia richiesta, indipendentemente dalla struttura di appartenenza. L'ospedale non è costretto ad adottare il farmaco, ma ogni medico che lo volesse usare avrebbe il diritto di farlo.<br />
<br />
Non esiste di certo la “obiezione di coscienza” a livello ospedaliero, perché evidentemente un ospedale non ha una coscienza né un'opinione. L'obiezione di coscienza è riservata dalla legge 194 a singoli medici, che (contrariamente agli ospedali) hanno opinioni e coscienza.<br />
 <br />
La UAAR propone di abolire l'obiezione di coscienza anche per i singoli medici, in quanto costoro non hanno alcun obbligo di lavorare per il sistema sanitario nazionale e, qualora non volessero fare aborti, dovrebbero essere cortesemente invitati a lavorare come liberi professionisti: tuttavia questa discussione ci porterebbe ora fuori tema.<br />
 <br />
Scendiamo piuttosto nel dettaglio di quanto scritto dal Dott. Frigerio.Potete facilmente consultare il testo della sua lettera all'assessorato regionale <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.ecodibergamo.it/stories/Bergamo%20citt%C3%A0/244209/')">qui</a>.<br />
<br />
Il Dott. Frigerio sostiene in primo luogo che non esiste un diritto all'aborto farmacologico.<br />
A ciò si può facilmente rispondere che non si tratta di una questione medica, ma di una questione politica. Dato che la L. 194/1978 dice all'art 15 che<br />
<i>Le regioni, d'intesa con le università e con gli enti ospedalieri, promuovono l'aggiornamento del personale sanitario ed esercente le arti ausiliarie [...] sul parto e sull'uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell'integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l'interruzione della gravidanza. </i><br />
c'è da dubitare che questo diritto non sussista, dato che la terapia farmacologica (mifepristone + prostaglandine) è di certo più rispettosa dell'integrità fisica della donna rispetto all'isterosuzione. <br />
<br />
Poi il primario afferma che la RU 486 presenta i seguenti svantaggi rispetto alle tecniche chirurgiche:<br />
<br />
- <b>provoca frequentemente coliche addominali con nausea, vomito e altri sintomi correlati</b><br />
Posto che ciò sia vero (bisognerebbe citare articoli di riviste mediche con peer-review per sostenere questa tesi), il punto non è tanto se queste controindicazioni ci siano, quanto se siano maggiori o minori di quelle legate alla isterosuzione, cioè alla procedura alternativa. Questo infatti è il criterio per scegliere la bontà di una procedura medica: il confronto con alternative possibili. Ma il Dott. L. Frigerio purtroppo nulla ci dice su questo. <br />
Inoltre, se il mifepristone avesse controindicazioni molto più pesanti del metodo chirurgico, probabilmente in Francia non praticherebbero il 35% degli aborti usando questo farmaco né esso sarebbe utilizzato nella gran parte dei paesi sviluppati. <br />
<br />
-<b> l'aborto diventa psicologicamente più pesante, perché dura di più. Si arrivano a diverse settimane di durata per lo svuotamento dell'utero.</b><br />
In realtà l'aborto arriva entro 4 ore dall'assunzione delle prostaglandine nel 60% dei casi. Nel restante 40% dei casi il problema può essere risolto somministrando una seconda dose di prostaglandine (misoprostol). Infatti le linee guida britanniche del Royal College of Obstetricians and Gynaecologists del Regno Unito (<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://web.archive.org/web/20080227213507/http://www.rcog.org.uk/resources/Public/pdf/induced_abortionfull.pdf')">le potete scaricare qui , in EN</a>) alla raccomandazione 43 (p. 52-53) invitano a riassumere le prostaglandine se non c'è stata espulsione del materiale uterino entro 4 ore. <br />
Una simile procedura, che è giudicata sicura dai medici britannici, elimina il problema della dilatazione dei tempi e il relativo presunto impatto psicologico. <br />
<br />
-  <b>Sono necessari tre giorni da trascorre in ospedale, con relativi problemi di posti letto.</b><br />
I 3 giorni di ricovero non hanno nessuna necessità medica. In Francia si è eliminata l'ospedalizzazione perché con il passare degli anni ci si è resi conto che non era necessaria. Nel Regno Unito, le succitate linee guida (raccomandazioni 52-55, p. 60) prevedono, dopo l'aborto, solo una linea telefonica a disposizione 24 ore su 24 e la possibilità di una visita con lo specialista dopo 2 settimane, che è caldamente consigliata. Eliminando l'antiscientifico requisito dell'ospedalizzazione il problema posto dal Dott. Frigerio verrebbe meno.<br />
<br />
- <b>Se la donna decide per la dimissione contro il parere dei sanitari si propone la necessità di controlli clinici in ambulatorio e al pronto soccorso che non possono essere risolti senza risorse aggiuntive.</b><br />
Le complicanze successive all'espulsione del materiale uterino, a leggere le linee guida britanniche, non paiono tali da richiedere risorse aggiuntive per gli ambulatori e i pronto soccorso. Anche in questo caso occorre confrontare questo presunto onere di lavoro per le strutture sanitarie con le complicanze post-operatorie della isterosuzione. Il Dott. Frigerio dovrebbe mostrare che l'isterosuzione grava di meno su ambulatori e reparti di pronto soccorso rispetto alla terapia mifepristone + misoprostol, il che è ampiamente improbabile, perché un'operazione chirurgica con anestesia rimane pur sempre un'operazione, con tutte le possibili complicanze del caso.<br />
<br />
- <b>8 donne su 100 che usano mifepristone + prostaglandine devono ricorrere a interventi di completamento dell'aborto con tecnica chirurgica.</b><br />
Posto che sia così (Frigerio non cita fonte), il problema è ancora la mancata comparazione con le metodologie chirurgiche: l'isterosuzione fa meglio del 92%? <br />
Ammesso e non concesso che sia così, questo maggior successo della terapia chirurgica sarebbe prioritario rispetto alla non-invasività dell'aborto farmacologico? <br />
Queste le domande che bisogna porsi, che il Dott. Frigerio non pone e a cui tanto meno risponde. Eppure è possibile sostenere una posizione netta come la sua solo dopo aver chiarito per bene queste questioni. <br />
In proposito mi limito solo a far notare che i ginecologi britannici, nelle già citate linee guida, dicono che l'aborto farmacologico deve essere preferito alla via chirurgica sino alla settima settimana di gravidanza (Raccomandazione 39, p. 62) e che rimane equivalente al metodo chirurgico sino alla tredicesima settimana (alla tredicesima settimana  - 90 giorni - finisce il periodo temporale in cui l'interruzione volontaria di gravidanza è normalmente legale in Italia ex L. 194/1978, art. 4).<br />
<br />
Quanto detto ci permette di liquidare le affermazioni della lettera del Dott. Frigerio come dettate dalla sua appartenenza religiosa e non dalle sue conoscenze mediche. <br />
Come tali, queste affermazioni non sono probabilmente nel migliore interesse delle sue pazienti, in quanto questo interesse è definito dalla biomedicina e non dalla religione cattolica. <br />
Mi auguro che siano considerate tali anche dalle autorità regionali.<br />
<br />
Per approfondire, potete leggere questi due articoli di Bergamonews:<br />
<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.bergamonews.it/politica/articolo.php?id=24502')">Articolo 1</a><br />
<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.bergamonews.it/bergamo/articolo.php?id=24560')">Articolo 2</a><br />
<br />
Tommaso Bruni – Coordinatore - Circolo UAAR di Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=631</comments>
 <pubDate>Mon, 12 Apr 2010 08:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Ratzinger e gli stupri di bambini in Irlanda</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=630</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20100406-Ratzi_Sex_Life.jpg">Ratzinger_Sex_Life</a></div><br />
Vignetta: I comandamenti di papa Benedetto. I. La vostra vita sessuale è affar mio II. La nostra vita sessuale non è affar vostro<br />
<br />
Ho letto la lettera mandata da Papa Ratzinger ai cattolici irlandesi nel marzo 2010. E' un testo interessante per comprendere il modo in cui le gerarchie vaticane vedono il problema delle violenze sessuali su bambini. Ve ne consiglio la lettura: lo <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/letters/2010/documents/hf_ben-xvi_let_20100319_church-ireland_it.html')">trovate qui</a>. In questo testo evidenzierò alcuni aspetti che ritengo importanti.<br />
<br />
<b>1 Chi è danneggiato?</b><br />
Ratzinger riconosce che le vittime hanno molto patito:<br />
<br />
<i>Avete sofferto tremendamente e io ne sono veramente dispiaciuto. So che nulla può cancellare il male che avete sopportato. È stata tradita la vostra fiducia, e la vostra dignità è stata violata. [...] Esprimo apertamente la vergogna e il rimorso che tutti proviamo.</i><br />
<br />
Tuttavia, la sua lettera ritorna spesso su un altro tipo di danno perpetrato dai sacerdoti stupratori, quello fatto alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana (CCAR) e in particolare alla credibilità del clero agli occhi dei fedeli. Ratzinger scrive:<br />
<br />
<i>lo sconcertante problema dell’abuso sessuale dei ragazzi, che ha contribuito in misura tutt’altro che piccola all’indebolimento della fede e alla perdita del rispetto per la Chiesa e per i suoi insegnamenti</i><br />
<br />
e rivolgendosi ai sacerdoti stupratori aggiunge:<br />
<br />
<i>Avete perso la stima della gente dell’Irlanda e rovesciato vergogna e disonore sui vostri confratelli. Quelli di voi che sono sacerdoti hanno violato la santità del sacramento dell’Ordine Sacro, in cui Cristo si rende presente in noi e nelle nostre azioni. Insieme al danno immenso causato alle vittime, un grande danno è stato perpetrato alla Chiesa e alla pubblica percezione del sacerdozio e della vita religiosa. </i><br />
<br />
Il pontefice sembra più preoccupato della perdita di prestigio dell'istituzione di cui è a capo che delle sofferenze delle vittime. Infatti i ragazzi violentati sono verosimilmente andati incontro ad atroci sofferenze psichiche, fra le cui conseguenze si possono immaginare suicidi, incubi ricorrenti, incapacità di avere una normale vita sessuale, sviluppo di tendenze erotiche verso minori per inconscia imitazione delle violenze subite. Una maggiore enfasi sulla centralità dei danni inferti alle vittime avrebbe certo giovato alla missiva del pontefice, anche perché i danni inferti alla CCAR interessano poco o nulla a chi si è ritrovata la vita distrutta dalle voglie violente di un prete.<br />
<br />
<b>2 Quale giustizia?</b><br />
In accordo con quanto detto prima, lo scopo della lettera è sanare “le ferite inferte” dai sacerdoti violentatori “al corpo di Cristo”. Tutt’altro, invece, sarebbe dovuto essere a mio avviso il fine della missiva: assicurare in futuro la massima cooperazione con le istituzioni civili, in modo che i responsabili di questi delitti sessuali vengano puniti in modo rapido dalla giustizia umana (non da quella divina, che esiste solo per chi crede in Dio) e in modo che i sospetti siano appropriatamente investigati dalle forze di polizia prima che i crimini si verifichino.<br />
Questa è l'unica risposta sensata che bisognerebbe dare alle vittime di crimini così gravi. <br />
Bisogna riconoscere che Ratzinger spende qualche parola in proposito, ma purtroppo si tratta di poche righe. Il papa cita fra i fattori che hanno favorito le violenze <br />
<i><br />
una preoccupazione fuori luogo per il buon nome della Chiesa e per evitare gli scandali, che hanno portato come risultato alla mancata applicazione delle pene canoniche in vigore e alla mancata tutela della dignità di ogni persona. </i><br />
<br />
Si noti en passant come si parli solo di pene “canoniche”. <br />
<br />
Poi dice ai vescovi irlandesi: <br />
<br />
<i>Oltre a mettere pienamente in atto le norme del diritto canonico nell’affrontare i casi di abuso dei ragazzi, continuate a cooperare con le autorità civili nell’ambito di loro competenza.</i><br />
<br />
Anche qui si noti “di loro competenza”. <br />
<br />
Infine Ratzinger proclama:<br />
<i><br />
Non si deve risparmiare alcuno sforzo per migliorare ed aggiornare procedure già esistenti </i><br />
<br />
laddove le procedure in questione sono tutte canoniche e interne alla Chiesa. <br />
<br />
Per il pontefice le autorità civili non devono essere coinvolte troppo: manca il riconoscimento del fatto che, quando vengono violati i diritti umani di un individuo, occorre in primo luogo notificare il fatto alla forza pubblica e alla magistratura competente. Ciò segue le norme della CCAR su questi temi (cfr. i documenti 'Crimen sollicitationis' e 'De delictis gravioribus'). La CCAR continua a rispondere a logiche di autonomia giurisdizionale e a seguire le proprie leggi penali (quelle del diritto canonico); purtroppo queste ultime non garantiscono nessuno perché non si riferiscono a tribunali imparziali e democraticamente costituiti (sono infatti formati da sacerdoti) né ad alcuna forza di polizia dotata di potere coercitivo. La CCAR dovrebbe riconoscere che di fronte alla violenza su minori deve passare la palla nel minor tempo possibile alle autorità civili e che ogni arroccamento sulla propria giurisdizione alla fin fine comporta un vantaggio per lo stupratore e uno svantaggio per la vittima o potenziale vittima. Ma Ratzinger si muove in direzione contraria, in ossequio alla tradizione.<br />
<br />
<b>3 Le colpe delle gerarchie</b><br />
Quali sono, secondo il pontefice, le responsabilità delle gerarchie in questo caso? Ratzinger scrive ai vescovi<br />
<i><br />
Non si può negare che alcuni di voi e dei vostri predecessori hanno mancato, a volte gravemente, nell’applicare le norme del diritto canonico codificate da lungo tempo circa i crimini di abusi di ragazzi. Seri errori furono commessi nel trattare le accuse. [...] Si deve ammettere che furono commessi gravi errori di giudizio e che si sono verificate mancanze di governo. Tutto questo ha seriamente minato la vostra credibilità ed efficacia. </i><br />
<br />
I vescovi sono accusati di non aver rispettato le norme interne della CCAR, di essere stati lassisti. La colpa di tutto ciò, a detta del papa, è da addebitarsi al Concilio Vaticano II, vera <i>origo malorum</i>, fonte di tutti i mali della cattolicità moderna. Infatti, riferendosi agli anni 1960-1970, il pontefice scrive<br />
<br />
<i>Il programma di rinnovamento proposto dal Concilio Vaticano Secondo fu a volte frainteso e in verità, alla luce dei profondi cambiamenti sociali che si stavano verificando, era tutt’altro che facile valutare il modo migliore per portarlo avanti. In particolare, vi fu una tendenza, dettata da retta intenzione ma errata, ad evitare approcci penali nei confronti di situazioni canoniche irregolari. È in questo contesto generale che dobbiamo cercare di comprendere lo sconcertante problema dell’abuso sessuale dei ragazzi [...]</i><br />
<br />
Troppo modernismo, poca aderenza al Vangelo avrebbero portato a una situazione di condiscendenza verso la violenza sessuale. <br />
Questa è la diagnosi di Ratzinger ed è una diagnosi sbagliata, perché le norme canoniche possono essere applicate più o meno strettamente, ma in ultima analisi non possono nulla rispetto a crimini così gravi, che abbisognano il più delle volte di immediate misure di polizia che solo l'autorità civile può prendere. <br />
E' stata la tendenza della CCAR a tenere tutto dentro di sé, sono state le norme (scritte da Ratzinger stesso) che riservano questi delitti alla sede apostolica e che minacciano di scomunica le vittime che denunciano a favorire gli stupratori e a poter far parlare di una vera e propria omertà della CCAR rispetto a questi fatti. <br />
Le responsabilità penali, strettamente personali, degli stupratori non hanno a che fare con la CCAR: la violenza sessuale, come giustamente dice Ratzinger, non riguarda né solo la CCAR né solo l'Irlanda. <br />
Ciò che ha a che fare con la CCAR è il favoreggiamento sistematico della violenza sessuale sui minori che questa confessione religiosa ha portato avanti attraverso l'omissione di denunce all'autorità giudiziaria civile e la minaccia di scomunica nei confronti delle vittime che avessero denunciato. <br />
Di questo la CCAR dovrebbe fare ammenda e chiedere scusa. <br />
Questo è precisamente ciò che Ratzinger in questa lettera non ha fatto e che rende incredibili le sue scuse nei confronti delle vittime per i singoli atti perpetrati dai sacerdoti. Ratzinger si rammarica per quanto accaduto, ma non rimuove gli elementi odiosi e criminogeni che erano e sono presenti nel modo in cui la CCAR tratta il fenomeno. Ciò rende vana una lettera che con tutta probabilità era dettata dalle migliori intenzioni, ma che non coglie il nocciolo del problema: finché la CCAR non denuncia questi fatti all'esterno nel minor tempo possibile, sarà complice di questi crimini. Il pontefice può scrivere quanto desidera che la preoccupazione per il buon nome della Chiesa deve essere ridotta, ma ciò rimane lettera morta finché non si passa alla rapida denuncia alle autorità civili.<br />
Concludo riprendendo una citazione che il pontefice fa in questo testo, a proposito di S. Giovanni Maria Vianney e del ruolo del sacerdote: <br />
<br />
<i>Il sacerdote ha la chiave dei tesori del cielo: è lui che apre la porta, è lui il dispensiere del buon Dio, l’amministratore dei suoi beni. </i><br />
<br />
Questa immagine del sacerdote seduto al consiglio di amministrazione della Dio s.p.a. è indicativa dell'immagine che il clero della CCAR ha di se stesso: mediatori essenziali fra Dio e i fedeli senza i quali non ci può essere alcuna salvezza per le anime, i preti sono un gruppo di eletti la cui onorabilità deve essere a tutti i costi preservata, una casta con interessi convergenti che devono essere tutelati.<br />
E' paradossale che Ratzinger al contempo inviti a non farsi troppi scrupoli del buon nome della Chiesa e proponga questa immagine del sacerdote. <br />
Questa immagine è infatti la radice del favoreggiamento della violenza contro i minori nella CCAR: se un sacerdote si macchia di un crimine, è necessario in primo luogo coprire la cosa, affinché l'interesse del clero in generale sia preservato, affinché non si infligga un danno alla Chiesa. Nonostante Cristo dicesse “Oportet ut scandala eveniant” (Mt, 18, 7), è buona cosa che gli scandali vengano a galla, la CCAR li ha insabbiati regolarmente. <br />
Finché la CCAR avrà questa visione del proprio clero, difficilmente le cose potranno cambiare in meglio sul versante delle violenze sessuali: Ratzinger e successori saranno costretti a scrivere molte altre lettere di scuse, a pagare molti altri milioni di dollari di risarcimenti, mentre centinaia di vite saranno distrutte da crimini che potevano essere facilmente evitati seguendo le parole di quel vangelo che la CCAR ritiene sacro.<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore - Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=630</comments>
 <pubDate>Tue, 6 Apr 2010 12:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Magistrato anti-pedofili: vescovi non denunciano preti pedofili</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=628</link>
<description><![CDATA[<i>Pubblichiamo un'intervista al procuratore aggiunto meneghino P. Forno, in reazione alla quale il ministro della giustizia Alfano ha subito ordinato un'ispezione ministeriale per difendere l'onorabilità degli ordinari diocesani italiani<br />
Circolo UAAR di Bergamo</i><br />
<br />
Pedofilia, procura Milano: "Complicità dei vescovi"<br />
di Luca Fazzo<br />
Pietro Forno, capo del pool anti-molestie: "La lista di sacerdoti inquisiti è lunga. La Chiesa non ha mai ostacolato le indagini. Ma i vertici non hanno mai denunciato un caso". L'Abc: "Anche Paolo VI sapeva".<br />
<br />
Roma - Una gerarchia cattolica che tace, copre, insabbia. <br />
Che per paura degli scandali non punisce i preti colpevoli di abusi sessuali. <br />
Che li lascia a contatto con i fedeli e con i bambini. <br />
Che chiude gli occhi davanti a un fenomeno talmente radicato e devastante da domandarsi se non vi siano uomini che scelgono la strada del sacerdozio proprio per poter avvicinare le loro vittime. <br />
È un quadro sconcertante quello dipinto in questa intervista al Giornale dal magistrato che da più tempo in Italia si occupa di abusi sessuali: Pietro Forno, procuratore aggiunto della Repubblica a Milano, capo del pool specializzato in molestie e stupri.<br />
<br />
<i>Quanti sacerdoti ha inquisito per reati sessuali?</i><br />
«La lista, purtroppo, non è corta».<br />
<br />
<i>E qual è stato l’atteggiamento delle gerarchie ecclesiastiche?</i><br />
«Devo dare atto che, una volta iniziate le indagini, non mi sono mai stati messi ostacoli. Però le notizie positive finiscono qui».<br />
<br />
<i>In che senso?</i>«Nel senso che nei tanti anni in cui ho trattato l’argomento non mi è mai, e sottolineo mai, arrivata una sola denuncia né da parte di vescovi, né da parte di singoli preti, e questo è un po’ strano. La magistratura quando arriva a inquisire un sacerdote per questi reati ci deve arrivare da sola, con le sue forze. E lo fa in genere sulla base di denunce di familiari della vittima, che si rivolgono all’autorità giudiziaria dopo che si sono rivolti all’autorità religiosa, e questa non ha fatto assolutamente niente».<br />
<br />
<i>Ma i vescovi non hanno l’obbligo di denunciare i preti che sbagliano.</i><br />
«È vero che non esiste un obbligo formale di denuncia da parte dell’autorità ecclesiastica, perché un vescovo non è un pubblico ufficiale. Quindi il vescovo che tace non commette il reato che commetterebbe un preside che tacesse. È anche vero che qualunque cittadino - soprattutto quando è investito di un’autorità o di un’autorevolezza particolari - quando viene a sapere di un reato per cui si può procedere d’ufficio ha la possibilità di denunciare, e direi il dovere morale. Questo non avviene mai. Mai. È un punto dolente. Noi come magistrati abbiamo l’obbligo di informare l’ordinario diocesano, ovvero il vescovo, quando arrestiamo o chiediamo il rinvio a giudizio di un prete, e lo abbiamo sempre rispettato. Ma il contrario non mi è mai accaduto. Non ho mai ricevuto dalle gerarchie cattoliche una sola denuncia nei confronti di un prete o di un altro sottoposto al controllo vescovile, come un sacrestano, un educatore, un chierichetto».<br />
<br />
<i>Perché? Non sanno quello che accade nelle loro parrocchie? O lo sanno e preferiscono tacere?</i><br />
«Io sono convinto che loro sappiano molto più di quello che sappiamo noi. Ma c’è un problema a monte, ed è che cosa significa l’abuso sessuale da parte di un sacerdote. E qui mi permetto di dire una cosa di cui in questi giorni non si è parlato, nelle tante discussioni sul tema degli abusi sessuali all’interno della Chiesa. Il discorso viene spesso liquidato come un problema di pedofilia. Ma il prete che abusa di un bambino è più paragonabile a un genitore incestuoso che a un pedofilo di strada che insidia i bambini ai giardinetti. Bisogna partire da un dato di fatto: il sacerdote ha un enorme potere spirituale, tanto che spesso viene chiamato “padre”, e questo è significativo. Se guardiamo questi episodi in senso non biologico ma spirituale e morale, ci troviamo di fronte più a un abuso incestuoso che a un classico stupro. Ricordo che anche nelle cronache di questi giorni si parla di atti avvenuti in confessionale. E io mi chiedo: perché proprio in confessionale? Perché proprio in quel luogo e in quel momento? Perché è in quel momento che più intensamente il sacerdote si presenta come rappresentante di Dio. È stato condannato a Milano un sacerdote che nel confessare ragazze di quattordici o quindici anni le faceva spogliare e le palpeggiava dicendo “lo vuole Gesù”. Ecco, il concetto del “lo vuole Gesù” è il punto d’arrivo dell’incesto spirituale».<br />
<br />
<i>Quali sono le ripercussioni sulle vittime?</i><br />
«Sono esperienze che marchiano in profondità le vittime per tutta la vita, proprio per le figure da cui provengono. Io ho in mano un documento della Chiesa canadese che negli anni Novanta è stata la prima a fare una indagine interna e ha scoperto che il 5 per cento del clero canadese ha queste tendenze. Il 5 per cento! In quel documento si ricostruiscono le conseguenze devastanti che questi avvenimenti hanno sulle vittime, si ricostruiscono persino i loro percorsi religiosi, e si vede che spesso abbandonano la Chiesa e si formano una immagine di Dio molto simile a quella dei loro abusanti».<br />
<br />
<i>Perché sono così numerosi questi casi?</i><br />
«Io ormai ho un dubbio, e parlo solo di dubbio perché non posso avere riscontri diretti: che ci siano sacerdoti che scelgono di fare i sacerdoti per abusare, perché è oggettivo che nella scelta del sacerdozio c’è un’enorme facilitazione nell’avvicinare le vittime. Eppure compiono tutto il percorso formativo fino a venire messi a contatto con i ragazzi. Questo pone un grosso interrogativo: ma nessuno se n’è accorto prima? Dov’è il discernimento spirituale che dovrebbero esercitare coloro che li scelgono? Non hanno osservato il loro comportamento, le loro tendenze, le modalità con le quali si rapportano ai giovani? E un’ultima domanda: cosa accade all’interno dei seminari?».<br />
<br />
<i>Se le cose stanno come le descrive lei, siamo di fronte a un fenomeno di indulgenza, se non di omertà, da parte delle gerarchie. Teme che in fondo questi siano considerati peccati veniali?</i><br />
«Nessun teologo può avere l’ardire di sostenere che si tratti di un peccato veniale, tanto che questi sono tra i pochi casi per cui il diritto canonico prevede la riduzione allo stato laicale. Eppure nessuno di questi sacerdoti ha mai subito questa punizione. Neanche quello che diceva alle sue vittime “lo vuole Gesù”».<br />
<br />
<i>La riduzione allo stato laicale può essere una soluzione estrema. Magari prendono misure più blande.</i><br />
«Io convengo che la riduzione allo stato laicale sia indubbiamente una sanzione grave, ma di fronte alla gravità di queste cose non credo che si debba essere indulgenti. Invece non solo non vengono cacciati ma accade a volte che non vengano nemmeno messi in condizioni di non nuocere più. Quando hanno queste notizie si limitano a spostarli da una parrocchia all’altra, e così gli permettono di fare altre vittime inconsapevoli, perché quando la piazza è bruciata gli consentono di andare dove non li conoscono».<br />
<br />
<i>Come se lo spiega?</i><br />
«Lo chieda a loro. Non alla Chiesa, ma alla gerarchia ecclesiale. Della Chiesa fanno parte anche i fedeli, e molti di loro - tra cui il sottoscritto - la pensano diversamente. <b>Il problema è la gerarchia</b> (grassetto nostro ndr). Secondo me non li puniscono perché li hanno scelti loro, educati loro, allevati loro, e quindi si creano dei legami di difesa, di protezione. E c’è soprattutto la paura dello scandalo. Che è una paura poco evangelica, perché il Vangelo dice invece che è necessario che gli scandali avvengano. È una paura poco cristiana, insomma»<br />
<br />
<i>Adesso le sembra che qualcosa stia cambiando? Che stiano correndo ai ripari?</i><br />
«Nel 2000 scrissi su una rivista giuridica che esisteva un problema di pedofilia nella Chiesa, e un sacerdote che va per la maggiore mi replicò negando semplicemente l’esistenza del problema. Adesso quello stesso sacerdote riconosce che questo dramma è reale. Meglio tardi che mai, mi vien da dire. E visto che nelle recenti direttive del Papa è previsto che le diocesi possano rivolgersi a laici per essere aiutate e consigliate nella prevenzione di questi fatti, io sono a disposizione. Qualche idea da suggerirgli ce l’avrei».<br />
<br />
da "Il Giornale", 1 Aprile 2010<br />
<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.ilgiornale.it/interni/pedofilia_procura_milano_complicita_vescovi/01-04-2010/articolo-id=434292-page=1-comments=1')">Cliccate qui</a> per l'articolo originale.]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=628</comments>
 <pubDate>Fri, 2 Apr 2010 20:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>27 marzo: festa dell&apos;apostata</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=622</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20100315-Volantino_Festa_Apostata.jpg">Festa dell'apostata</a></div><br />
 Sei sbattezzato? Vuoi mollare la Chiesa Cattolica e non sai come si fa?<br />
Vieni alla Festa dell'Apostata, la festa degli sbattezzati, degli scomunicati e di quelli che non ne possono più di essere pecorelle di Papa Ratzi!<br />
<br />
<b>Sabato 27 Marzo – ore 17.45<br />
Caffè Letterario - via S. Bernardino 53 - Bergamo</b><br />
<br />
<b>Aperitivo anticlericale</b> con gli autori del fumetto <i>Quasi quasi mi sbattezzo</i>, Alessandro Lise e Alberto Talami.<br />
<br />
Una festa di tutti gli apostati bergamaschi, per conoscere chi ce l'ha fatta e per capire come si fa ad uscire dal gregge.<br />
<br />
Se non credi più che il Vaticano sia il rappresentante in terra di un presunto creatore, perché non lasci la Chiesa Cattolica una volta per tutte? Vieni a scoprire come si fa!<br />
<br />
Trovate il volantino dell'iniziativa  e 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20100317-Volantino_Festa_Apostata_20100327.pdf')">in formato PDF qui</a>.<br />
<br />
<i>Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, art. 18<br />
"Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include <b>la libertà di cambiare di religione o di credo</b>, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti".</i>]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=622</comments>
 <pubDate>Thu, 25 Mar 2010 23:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Omofobia a Treviglio - BG</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=627</link>
<description><![CDATA[Gli omofobi trovano rivoltante l'omosessualità, ma è l'omofobia ad essere immorale, discriminatoria e generatrice di sofferenza. Sentite un po' come si comportano gli abitanti di Treviglio - BG di fronte all'omosessualità.<br />
<br />
<object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LPYdqDYHe14&hl=it_IT&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/LPYdqDYHe14&hl=it_IT&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object><br />
<br />
Circolo UAAR di Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=627</comments>
 <pubDate>Tue, 23 Mar 2010 18:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Il Comune di Zogno e il banchetto UAAR</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=625</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20100322-Ghisalberti.jpg">Il Sindaco di Zogno Ghisalberti</a></div><br />
Chi è il signore qui a fianco? <br />
E' il sindaco di Zogno, Giuliano Ghisalberti, Lega Nord, eletto in giugno 2009 con il 50,61% dei voti degli zognesi. <br />
Zogno, per i forestieri, è un centro della bassa valle brembana di circa 9000 abitanti, situato a 18 km circa dal capoluogo orobico. <br />
<br />
E perché ci interessiamo di Ghisalberti? <br />
<br />
Perché è da qualche mese che il circolo bergamasco della UAAR vuole organizzare un gazebo da quelle parti, specificamente dedicato al tema del crocefisso nelle scuole pubbliche. La Lega, nei giorni di novembre 2009 successivi alla sentenza CEDU, aveva realizzato molti gazebo 'pro crocefisso nelle scuole' in varie località della provincia e ci pareva il caso di rispondere in una delle sue roccaforti.<br />
<br />
Abbiamo fatto una richiesta di autorizzazione per il 19 dicembre, dapprima in area mercato. La polizia locale e gli impiegati comunali ci hanno risposto che la zona era occupata da altre associazioni. Allora, sempre per la stessa data, abbiamo fatto richiesta per Piazza Italia: anche in questo caso ci è stato opposto un diniego, motivato pure in questo caso da precedenti richieste pendenti, nel caso specifico da bancarelle natalizie. Il giorno 19 una nostra socia è passata a verificare l'effettiva occupazione delle zone ed entrambe le aree erano libere: c'era parecchio posto per fare un gazebo di 9 metri quadri.<br />
<br />
Il copione si è ripetuto quando ci siamo fatti nuovamente coraggio e abbiamo fatto una nuova richiesta per il 20 marzo 2010. Questa volta il diniego oppostoci dalla polizia locale ha avuto a che fare con ragioni di circolazione. Peccato che l'area da noi richiesta sia una Piazzetta all'interno del paese, in cui sono presenti delle panchine di pietra e una fontana. Prima ci si poteva posteggiare, ma ora è un'area pedonale. La strada sta di fronte ma è del tutto indipendente dalla piazza.<br />
<br />
Di fronte a queste incredibili motivazioni, ci sentiamo a interpretare la vicenda come un atto di malafede da parte del Comune di Zogno, nonché come una violazione delle nostre libertà costituzionali: <i>"Art. 17 I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica".</i><br />
<br />
Il messaggio dell'amministrazione di Zogno è forte e chiaro: dove c'è la Lega, la UAAR non entra. E quanto alla Costituzione, può andare a finire nel posto in cui Bossi a suo tempo voleva cacciare il tricolore. E' buffo che ad ergersi a difesa della cattolicità vilipesa dalla sentenza CEDU sia la Lega Nord, una forza politica che sino all'11 Settembre 2001 si scagliava contro il buonismo del clero verso gli extracomunitari e i cui esponenti sovente si sposavano con rito celtico...<br />
<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore - Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=625</comments>
 <pubDate>Mon, 22 Mar 2010 14:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Sgarbi vs. UAAR</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=624</link>
<description><![CDATA[Vittorio Sgarbi attacca la UAAR a Lamezia Terme <br><br><br />
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rIEyRykTyHA&hl=it_IT&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/rIEyRykTyHA&hl=it_IT&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object><br><br><br />
Gli attacchi di questo personaggio farsesco ci fanno guadagnare consensi, perché le sue argomentazioni sono strampalate. E' piuttosto evidente infatti che cultura non è sinonimo di religione e che c'è una bella differenza fra insegnare storia dell'arte cristiana ed esporre il crocefisso come simbolo della scuola di Stato. <br />
La UAAR non si è mai opposta allo studio della letteratura, della filosofia, dell'arte cristiane, nella consapevolezza che esse sono una parte importante, ma non unica né essenziale né fondante, del patrimonio culturale italiano. La cultura italiana ha tante radici: greche, latine, cristiane, musulmane, illuministiche e pure massoniche: non si vede perché privilegiare il cristianesimo rispetto agli altri influssi. Inoltre il passato non può essere un idolo da venerare, ma deve essere considerato alla luce dei valori che una società decide di mettere al proprio centro: nel nostro caso, si tratta dei valori espressi dalla nostra (sempre perfettibile) Costituzione. Personalmente rimarco che una maggiore attenzione al sapere scientifico non potrebbe che giovare all'educazione dei giovani cittadini italiani.<br />
Un ringraziamento a Sgarbi per le nuove tessere che egli con il suo operato continuamente ci procura.<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore - Circolo UAAR di Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=624</comments>
 <pubDate>Sat, 20 Mar 2010 14:30:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Drastico mutamento dei vertici SESAAB</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=623</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20100319-Beschi2.jpg">Mons. Beschi</a></div><br />
La SESAAB - Società Editrice Santi Alessandro Antonio e Bassiano - è la società editrice della Eco di Bergamo, della Provincia (di Como, Lecco, Sondrio, Varese) e del Cittadino di Monza. La SESAAB è controllata dalla Diocesi di Bergamo. Da decenni nel suo CdA siedono le personalità più di spicco del panorama economico bergamasco, oltre che ai diretti rappresentanti della diocesi.<br />
Mons. Beschi, da circa un anno nuovo vescovo di Bergamo, sostituisce in questi giorni i vertici SESAAB. <br />
E' un importante aggiornamento nel dominio vescovile sull'informazione bergamasca. <br />
Fuori dal CdA Zanetti della UBI Banca e l'industriale Miro Radici (che aveva già venduto le sue azioni). <br />
Al comando della SESAAB (quindi dei succitati quotidiani lombardi) va Moreschi, uomo di fiducia della curia vescovile orobica, già a capo di BergamoTV. Ettore Ongis, direttore della Eco in quota Opus Dei, farà le valige?<br />
<br />
Per tutti i dettagli vedere <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.bergamonews.it/economia/articolo.php?id=23461')">questo ottimo articolo di Bergamonews</a>.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=623</comments>
 <pubDate>Fri, 19 Mar 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Gazebo UAAR a Bergamo - sabato 27 Feb</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=621</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20100226-Volantino_Formigoni_Aquila_Casa_Studente_sm.jpg">Volantino vs. Formigoni</a></div><br />
Il Circolo UAAR di Bergamo comunica che<br />
<br />
<b>sabato 27 febbraio 2010<br />
dalle ore 15.00 alle ore 18.00<br />
in Piazza Pontida - Bergamo, vicino alla edicola</b><br />
<br />
si terrà un gazebo informativo dell'associazione, dedicato in particolare alla ricostruzione della Casa dello Studente dell'Aquila da parte di Regione Lombardia. Il Presidente della Giunta lombarda Roberto Formigoni ha usato 7.5 milioni di euro <b>pubblici</b> per costruire una struttura che sarà regalata alla Diocesi dell'Aquila. <br />
<br />
Si costruisce su terreno della Diocesi, ma <i>stranamente</i> la Diocesi non è stata espropriata, come succede invece ad ogni altro privato.<br />
<br />
Saranno raccolte firme contro questo maxi-regalo del Governatore lombardo al vescovo dell'Aquila.<br />
<br />
Presso il banchetto sarà possibile iscriversi all'associazione, ritirare i moduli di sbattezzo, visionare la nostra rivista 'L'Ateo' ed altro ancora.<br />
Passate a trovarci!<br />
<br />
Trovate 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20100226-Volantino_Formigoni_Casa_Studente.pdf')">proprio qui</a> il volantino sulla scandalosa vicenda della Casa dello Studente.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=621</comments>
 <pubDate>Fri, 26 Feb 2010 12:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Bilancio del Darwin Day UAAR 2010</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=620</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20100221-DDU_10_Boncinelli_sm.JPG">Boncinelli</a></div>Devo dire che organizzare il Darwin Day Uaar il sabato sera mi era sembrata una scommessa azzardata.<br />
Invece mi sbagliavo. <br />
Il DDU 2010 è andato bene, molto bene: abbiamo bissato il pienone di Telmo Pievani nel 2009.<br />
Il Caffè Letterario era zeppo, con tanto di gente in piedi, per un totale di 80-90 persone. Parecchi gli interventi dal pubblico. Nota positiva: il pubblico era in buona parte non-uaarino (anzi, gli uaarini si contavano sulle dita di una mano: disonore su di voi :-) )<br />
La quasi totalità del merito per la buona riuscita della serata va a un Boncinelli vivace ed istrionico. Il professore ha un raro pregio: quello di divulgare senza banalizzare, una cosa che in Italia riesce a pochi e di cui il paese delle reliquie e delle processioni avrebbe tanto, tanto bisogno... <br />
Grazie al relatore, al variegato pubblico che ha partecipato, a Charles Darwin, la cui teoria ha reso possibile l'ateismo.<br />
<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore - Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=620</comments>
 <pubDate>Sun, 21 Feb 2010 23:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>20 febbraio: Darwin Day UAAR 2010 a Bergamo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=617</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20100208-Happy Darwin Day_2_sm.jpg">Buon Darwin Day 2010!</a></div><br />
<b>Sabato 20 Febbraio 2010 – ore 21<br />
<br />
Il Caffè Letterario - Via San Bernardino, 53 - Bergamo</b><br />
<br />
Presentazione del volume “Perché non possiamo non dirci darwinisti” di Edoardo Boncinelli - Rizzoli 2009<br />
Sarà presente l'autore.<br />
<br />
Festeggiamo il duecentounesimo compleanno di Charles Darwin, padre della teoria dell'evoluzione biologica, insieme a Edoardo Boncinelli, uno dei massimi genetisti italiani.La teoria dell'evoluzione è solo un'ipotesi, come sostiene il vicepresidente del CNR Prof. Roberto De Mattei, oppure è la base di tutta la biologia che si fa nel XXI secolo?<br />
Con questo libro Boncinelli vuole chiarire che la teoria dell'evoluzione è provata sperimentalmente e che senza di essa la biologia contemporanea non esisterebbe. Come tutte le teorie scientifiche, la teoria dell'evoluzione non spiega tutto, ma questa sua incompletezza, lungi dall'indebolirla, è proprio ciò che distingue la scienza sperimentale dall'ideologia e dalla religione.<br />
<br />
Edoardo Boncinelli è nato nel 1941 ed è professore di Fondamenti Biologici della Conoscenza presso l'Università Vita-Salute S. Raffaele di Milano. I suoi studi sul ruolo dei geni homeobox nello sviluppo embrionale del moscerino della frutta <i>Drosophila melanogaster</i> (i cui esiti sono poi stati estesi ai vertebrati e ai mammiferi, fra cui l'uomo) gli hanno dato fama internazionale.<br />
<br />
Trovate il volantino dell'iniziativa in formato PDF 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20100208-Volantino_DDU10_Boncinelli.pdf')">cliccando qui</a>.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=617</comments>
 <pubDate>Tue, 16 Feb 2010 22:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Riunione 19 Febbraio 2010</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=619</link>
<description><![CDATA[Il Circolo UAAR di Bergamo si riunisce<br />
<br />
<b>venerdì 19 febbraio, ore 21, <br />
presso il bar Bopo - via Concordia 6A - Ponteranica</b><br />
<br />
Trovate dove il Bopo stia sulla pagina web <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.ilbopo.it/')">http://www.ilbopo.it/</a><br />
<br />
Ordine del giorno:<br />
- proposte e organizzazione campagna 8/1000;<br />
- proposta di iniziativa sul testamento biologico;<br />
- banchetto di marzo a Zogno;<br />
- presentazione di "Dentro l'Opus Dei" in aprile;<br />
- definizione seconda sindone a BG;<br />
- ricerca di un nuovo coordinatore di Circolo;<br />
- varie ed eventuali.<br>Ricordo a tutti gli interessati di rinnovare l'iscrizione per il 2010.<br />
Potete farlo molto facilmente da <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaar.it/uaar/adesione/modulo')">questa pagina web</a> o in cartaceo alle riunioni.<br />
<br />
Ci sono ancora <b>33 soci</b> su 60 che non hanno ancora rinnovato la tessera per il 2010.<br />
<br />
Tutti i soci UAAR e i cittadini interessati sono invitati a partecipare alla riunione.<br />
Saluti atei<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore - Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=619</comments>
 <pubDate>Sun, 14 Feb 2010 19:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>LO SCANDALO DEGLI INSEGNANTI DI RELIGIONE</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=618</link>
<description><![CDATA[Lo scandalo degli insegnanti di religione, ingigantito dalla decisione governativa di regalare ad essi un “tesoretto” tramite aumenti biennali, è in realtà un insieme intollerabile di scandali. <br />
<br />
Il primo di essi riguarda l’imposizione della religione come materia insostituibile nella scuola pubblica e strumento di propaganda clericale tra i giovani. La possibilità di rendere tale materia almeno davvero facoltativa è stata negli anni vanificata dalle enormi difficoltà imposte nei confronti della materia “alternativa”: fermo restando che, per i Cobas e per ogni laico/a, la religione è e dovrebbe essere questione privata da tenere estranea alla scuola pubblica.<br />
 Ma non meno scandalosa è l’altra pietra miliare del “feudo” clericale nella scuola, e cioè le modalità di reclutamento degli insegnanti di religione, non assunti come tutti gli altri docenti in base a concorsi e titoli riconosciuti dallo Stato, ma tramite insindacabile giudizio della Curia cattolica, che fornisce e toglie il placet in base alla sua dottrina. In altri termini i docenti di religione sono dipendenti dello Stato vaticano e della gerarchia cattolica pagati dallo Stato italiano: grottesca anomalia inesistente in alcun altro paese europeo o “occidentale”. <br />
<br />
Ad aggravare ulteriormente i due già macroscopici scandali dell’Italia “giardino vaticano”, se ne è aggiunto un terzo durante il precedente governo Berlusconi e con la ministra Moratti, avallato poi dal successivo governo di centrosinistra, e cioè la non-licenziabilità degli insegnanti di religione. Mentre qualsiasi altro docente assunto dallo Stato può perdere il posto di lavoro, i docenti di religione, in caso di non-conferma da parte della Curia, hanno comunque diritto ad un posto garantito in una altra materia: il che, paradossalmente, consentirebbe alla Chiesa cattolica, revocando ogni anno la “delega” ad un buon numero di docenti, di riempire la scuola pubblica di decine (o centinaia) di migliaia di “propagandisti”. <br />
<br />
L’ultimo affronto alla laicità della scuola, nonché alla più elementare giustizia salariale, arriva ora: il ministro Tremonti regalerà, a partire da maggio 2010, ai docenti di religione, di fatto “di ruolo” e inamovibili, scatti biennali di stipendio (aumento mensile medio intorno ai 220 euro) con annessi arretrati dal 1 gennaio 2003 (per migliaia di euro); gli stessi scatti biennali, a suo tempo unica modalità di “carriera” per i lavoratori della scuola, cancellati brutalmente con l’assenso di centrodestra e centrosinistra, e negati attualmente ai precari veri, quelli nominati dallo Stato. <br />
Ci sarà qualche forza parlamentare che ci aiuterà a bloccare almeno questo ultimo scandalo o tutta la politica istituzionale continuerà ad inchinarsi al potere vaticano e alla clericalizzazione della scuola?<br />
<br />
Piero Bernocchi, portavoce nazionale COBAS]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=618</comments>
 <pubDate>Fri, 12 Feb 2010 00:15:21 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Veronesi: &quot;La religione impedisce di ragionare&quot;</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=616</link>
<description><![CDATA[Dal Corriere della sera del 4.2.10<br />
<br />
Lo scienziato Umberto Veronesi a Sky Tg24 Pomeriggio:«La religione impedisce di ragionare». <br />
«La religione, per definizione, è integralista, mentre la scienza vive nel dubbio, nella ricerca della verità»<br />
 <br />
MILANO - La religione impedisce di ragionare mentre la scienza vive nella ricerca della verità. Sono mondi molto lontani. Umberto Veronesi, nel corso di Sky Tg24 Pomeriggio, ha spiegato i motivi che, da scienziato, lo hanno portato ad allontanarsi dalla fede. <br />
«Scienza e fede non possono andare insieme - ha affermato l' oncologo - perché la fede presuppone di credere ciecamente in qualcosa di rivelato nel passato, una specie di legenda che ancora adesso persiste, senza criticarla, senza il diritto di mettere in dubbio i misteri e dogmi che vanno accettati o, meglio, subiti». <br />
<br />
«INTEGRALISTA» - Secondo Veronesi, infatti, la religione, per definizione, è integralista, mentre la scienza vive nel dubbio, nella ricerca della verità, nel bisogno di provare, di criticare se stessa e riprovare. <br />
In sostanza, è la sua tesi, si tratta di due mondi e concezioni del pensiero molto lontani l'uno dall'altro, che non possono essere abbracciati tutti e due. <br />
Nel corso della trasmissione l'oncologo ha poi ricordato di venire da una famiglia religiosissima, «ho recitato il rosario tutte le sere fino ai 14 anni», ma di aver deciso di allontanarsi, nei primi tempi con grande difficoltà, dopo aver esaminato a fondo tutte le religioni. «Perché - ha concluso - mi sono convinto che ogni religione esprime il bisogno di una determinata popolazione in quel momento storico». (Fonte: Ansa)<br />
<br />
]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=616</comments>
 <pubDate>Thu, 4 Feb 2010 23:48:40 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Don Mario Pieracci</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=612</link>
<description><![CDATA[Ecco a voi il prete che qualche giorno fa su RaiUno, a "La vita in diretta", ha dichiarato che l'ateismo dovrebbe essere illegale e che le associazioni atee dovrebbero essere sciolte. <br />
Dispiace constatare che l'eredità illiberale e assolutista di Pio IX abbia ancora radici profonde nel mondo cattolico italiano, come dimostrano gli umori da inquisitore di questo sacerdote.<br />
Potete sentire con le vostre orecchie le parole del suddetto in questo video:<br />
<object width="400" height="290"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/vj8aVwJTv7I&hl=it_IT&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/vj8aVwJTv7I&hl=it_IT&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object><br />
Tommaso Bruni - Coordinatore - Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=612</comments>
 <pubDate>Tue, 26 Jan 2010 17:48:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Il primario di ginecologia dei Riuniti attacca la pillola RU486</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=611</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20100121-Mifepristone.png">Mifepristone</a></div><br />
In Italia la pillola abortiva RU486, basata su una molecola che si chiama mifepristone, non riscuote grandi simpatie. Alla fine di luglio 2009 l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ne autorizzò l'uso in Italia dopo una lunghissima sperimentazione, durata ben oltre i tempi massimi obbligatori stabiliti dalla UE. Subito si aprì una bagarre politica: il governo in carica, il Vaticano e i cosiddetti 'movimenti per la vita' denunciarono la pericolosità del farmaco e la sua inefficacia; ciò di fronte a un parere favorevole della commissione tecnico-scientifica di AIFA e a un uso internazionale ampio e consolidato. Il farmaco è usato infatti in associazione a prostaglandine in Francia sin dal 1988 per praticare un terzo circa degli aborti; inoltre è legale in tutti e 50 gli stati degli USA, è utilizzato nel Regno Unito, in Svezia e in molti altri paesi. La polemica, dal fatidico 30 luglio 2009, di fatto non si è mai placata, principalmente per opera del clericalissimo ministro Sacconi e del senatore Gasparri, che ha avuto la bella idea di sprecare il denaro del contribuente per aprire una commissione d'inchiesta in proposito al Senato. <br />
<br />
Spiace vedere che in ambito orobico la diffidenza preconcetta verso la RU486 alberghi anche in persone che occupano posti di responsabilità. E' il caso del primario di ginecologia ed ostetricia dei Riuniti, Dott. Frigerio, che in una recente intervista su “Il nuovo giornale di Bergamo” (15 gennaio 2010, p. 10, 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20100121-20100115_Intervista_Frigerio_RU486.jpeg')">la trovate qui</a>) ha dichiarato che il mifepristone “è inefficace sul piano clinico” e che “è poco sicuro, stenta ad essere utilizzato perché dispendioso non tanto in termini economici quanto umani e psicologici”. <br />
Sebbene chi scrive non sia un medico, che il mifepristone stenti ad essere utilizzato è falso: si è già detto del caso francese, mentre l'utilizzo negli USA è stato in costante crescita nell'ultimo decennio. <br />
Che sia inefficace sul piano clinico è pure falso, tanto che lo si usa da 20 anni e che in Francia lo possono prescrivere, oltre agli ospedali, i medici di famiglia, i ginecologi e i centri di pianificazione familiare: addirittura nel paese transalpino la maggioranza di destra ha recentemente proposto di dare anche alle levatrici la possibilità di prescrivere la pillola abortiva ed è stato, sempre per volontà della destra, cancellato l'obbligo di ospedalizzazione perché ritenuto non necessario dal punto di vista sanitario (leggere <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=575')">un articolo de "il manifesto" in proposito</a>).<br />
Gli effetti collaterali della molecola esistono, ma le controindicazioni gravi si riducono molto evitando di somministrare il farmaco a pazienti a rischio, come scriveva il Prof. Carlo Flamigni, già docente di Ginecologia e Ostetricia all'università di Bologna, su “il manifesto” del 1 Agosto 2009 (
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20090802-Flamigni_RU486.doc')">trovate l'articolo qui</a>). Nel complesso il mifepristone è una valida alternativa all'istero-suzione per aborti nelle primissime settimane di gravidanza. In Francia, dopo decenni di pratica, la finestra temporale concessa per questa tecnica è di 5 settimane dal concepimento ed è ragionevole che non debba essere ampliata. Non si vede perché privare le donne di una ulteriore possibilità di scelta per esercitare il loro diritto ad abortire (riconosciuto in Italia dalla legge 194/1978) e di un metodo clinico che riduce l'invasività e il dolore legati alla procedura chirurgica.<br />
Tommaso Bruni – Coordinatore – Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=611</comments>
 <pubDate>Thu, 21 Jan 2010 23:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Gazebo informativo UAAR Bergamo - sabato 23 gennaio piazza Pontida</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=610</link>
<description><![CDATA[Il Circolo UAAR di Bergamo comunica che<br />
<b>sabato 23 gennaio 2010<br />
dalle ore 15.00 alle ore 18.00<br />
in Piazza Pontida - Bergamo, vicino alla edicola</b><br />
si terrà un gazebo informativo dell'associazione, dedicato in particolare alla questione del crocefisso nelle scuole statali.<br />
<br />
Presso il banchetto sarà possibile iscriversi all'associazione, ritirare i moduli di sbattezzo, visionare la nostra rivista 'L'Ateo' ed altro ancora.<br />
Passate a trovarci! <br />
]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=610</comments>
 <pubDate>Wed, 20 Jan 2010 18:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Riunione 22 Gennaio 2010</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=609</link>
<description><![CDATA[Il Circolo UAAR di Bergamo si riunisce<br />
<br />
<b>Venerdì 22 Gennaio, alle ore 21,<br />
presso ARCI, via Gorizia 17, BG</b>.<br />
<br />
Ordine del giorno:<br />
- Fissati il DDU e la presentazione di "Quasi quasi mi sbattezzo";<br />
- Presentazione di "Dentro l'Opus Dei" in aprile?<br />
- Esposizione della seconda sindone di Garlaschelli? Pro e contro;<br />
- Campagna 8/1000 in aprile - maggio: fondi e modalità;<br />
- Il lento commiato del Coordinatore di Circolo.<br />
<br />
Ricordo a tutti  gli interessati di <b>rinnovare l'iscrizione</b> per il 2010. <br />
Potete farlo molto facilmente da<br />
<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaar.it/uaar/adesione/modulo/')">questa pagina web</a><br />
o in cartaceo alle riunioni.<br />
<br />
Ci sono ancora <b>42 soci su 60</b> che non hanno ancora rinnovato la tessera per il 2010.<br />
<br />
Tutti i soci UAAR e i cittadini interessati sono invitati a partecipare alla riunione.<br />
Saluti atei<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore - Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=609</comments>
 <pubDate>Mon, 18 Jan 2010 11:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Sei un dipendente di Regione Lombardia e critichi Comunione e Liberazione? Fuori!</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=608</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20100117-Assalto_Potere_Lombardia.jpg">CL domina la Lombardia</a></div><br />
Nei giorni scorsi è avvenuto in Regione Lombardia un episodio grave. <br />
Un dipendente della Regione, il Dott. Enrico De Alessandri, è stato sospeso dallo stipendio perché ha pubblicato un pamphlet contro Comunione e Liberazione, che potete scaricare dal <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.teopol.it/')">sito Teopol</a><br />
Le autorità regionali hanno ritenuto che il libello fosse insultante nei confronti della Regione, dipinta come un ente finalizzato alla distribuzione di prebende e di poltrone nella sanità ai ciellini, e che questo ledesse l'onorabilità del datore di lavoro del Dott. D'Alessandri, appunto la Regione. Di qui la sospensione. <br />
Una simile decisione causa un grosso problema di libertà di espressione: <br />
il Dott. D'Alessandri è libero o no di scrivere quanto pensa o no? <br />
Non ha dei diritti costituzionali che non possono essergli negati? <br />
Le sue critiche a CL devono valere di per se stesse come critiche nei confronti della Regione? <br />
La Regione si identifica, dopo anni di potere formigoniano, con Comunione e Liberazione?<br />
Lo strapotere di CL in Regione Lombardia azzera il livello di laicità di questa istituzione, rendendola così antidemocratica e partigiana rispetto alle diverse scelte religiose e filosofiche che i cittadini hanno il diritto di fare. <br />
<br />
Su questa vicenda alcuni consiglieri regionali di opposizione hanno presentato una interrogazione: potete sentire la risposta del vice-presidente della Lombardia, Gianni Rossoni, <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.youtube.com/watch?v=nxRDqb_tcQw')">su YouTube</a>.<br />
<br />
Per firmare la petizione di De Alessandri contro CL, <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.firmiamo.it/sulpoteremonopolisticodiclinlombardia')">visitate questa pagina</a>.<br />
<br />
Il Circolo UAAR di Bergamo chiede ai cittadini di firmare questa petizione, per difendere la laicità dell'istituzione regionale (potente quanto un piccolo Stato), e che il Dott. D'Alessandri sia immediatamente reintegrato.<br />
Tommaso Bruni – Coordinatore – Circolo UAAR di Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=608</comments>
 <pubDate>Sun, 17 Jan 2010 15:30:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Riunione Circolo: Ven 18 Dicembre, ore 21</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=604</link>
<description><![CDATA[Il Circolo UAAR di Bergamo si riunisce<br />
<br />
<b>Venerdì 18 Dicembre, ore 21<br />
presso ARCI, via Gorizia 17, Bergamo</b><br />
<br />
con il seguente OdG:<br />
<br />
- Proiettare Religiolus in inverno 2010? Pro e contro;<br />
- Delibere della Lega Nord in provincia di BG, riguardo all'esposizione del crocefisso in luoghi di proprietà statale;<br />
- Banchetti 2010: tentativo di raggiungere l'obiettivo di 10 all'anno e di formare 2 squadre di 4 persone (5 banchetti/anno per squadra);<br />
- Presentazione di "Quasi quasi mi sbattezzo" in gennaio - febbraio?<br />
- Reiscrizioni 2010: qualcuno che aiuti a ricontattare soci 2008 non reiscritti nel 2009?<br />
- Esposizione della seconda sindone di Garlaschelli<br />
- Campagna 8/1000 in aprile - maggio: fondi e modalità<br />
- Il lento commiato del Coordinatore di Circolo<br />
<br />
Tutti i soci UAAR e i cittadini interessati sono invitati a partecipare.<br />
<br />
Saluti atei<br />
<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore - Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=604</comments>
 <pubDate>Tue, 15 Dec 2009 23:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>1000 euro di multa a chi rimuove il crocefisso a Villa D&apos;Ogna (BG)</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=603</link>
<description><![CDATA[Il circolo bergamasco della Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR) considera inaccettabile l'ordinanza recentemente emessa dal sindaco leghista di Villa d'Ogna, A. Bosatelli. <br />
Le contravvenzioni per chi rimuove il crocefisso dai locali pubblici arrivano sino alla cifra, del tutto fuori luogo, di 1000 euro. <br />
In primo luogo ci chiediamo in nome di quale potere e di quale motivo d'urgenza il Sindaco emani questo provvedimento, in secondo luogo ricordiamo che la CEDU (Corte Europea Diritti dell'Uomo) ha recentemente emesso una sentenza in base alla quale la presenza di simboli religiosi nelle aule di scuole statali lede i diritti dell'uomo, poiché limita illegittimamente la libertà di genitori non-credenti di dare ai propri figli l'educazione che meglio credono e perché segnala una mancanza di rispetto, da parte delle istituzioni pubbliche, nei confronti dei non-credenti e dei credenti in fedi minoritarie.Come non-credenti ci sentiamo ingiustamente discriminati da misure come quelle prese dal sindaco di Villa d'Ogna, tanto<br />
più se si considera:<br />
- che non esiste alcuna legge italiana che imponga la presenza del crocefisso nelle scuole e che è giuridicamente discusso se i regolamenti di epoca fascista che hanno fatto affiggere quei simboli per la prima volta siano ancora in vigore;<br />
- che inoltre la stessa Corte Costituzionale (s. 203/1989) ha definito la laicità dello Stato, che di certo è in contraddizione con la presenza del crocefisso cattolico nelle scuole pubbliche, come un 'principio supremo'.<br />
Di conseguenza chiediamo che l'ordinanza del Sindaco Bosatelli sia al più presto ritirata, perché questi atti ledono l'eguaglianza di noi cittadini non-credenti rispetto alla maggioranza cattolica.<br />
Il Circolo UAAR di Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=603</comments>
 <pubDate>Thu, 10 Dec 2009 15:30:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>La Provincia bacia il Crocefisso</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=602</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20091204-Pirovano_s.jpg">Pirovano</a></div>Ieri, 3 dicembre, il Consiglio Provinciale di Bergamo ha approvato un ordine del giorno della maggioranza contro la sentenza CEDU sul crocefisso nelle scuole pubbliche. Nello stesso tempo la clericale maggioranza (Lega, PdL) del Consiglio Provinciale si è anche schierata contro la lotta all'omofobia, appoggiando in pratica il fenomeno: questo il risultato dell'aver bocciato un odg presentato da Matteo Rossi del PD e da altri consiglieri di opposizione, che chiedeva l'adesione dell'ente alla Giornata Mondiale Contro l'Omofobia.<br />
<br />
<a href="http://www.bergamonews.it/politica/articolo.php?id=19106">Trovate qui un articolo di Bergamonews sull'argomento</a>.<br />
<a href="http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/104862_provincia_difesa_del_crocefisso_non_alla_giornata_contro_lomofobia/">Trovate invece qui un articolo dal sito della Eco diocesana</a>.<br />
<br />
Del tutto lontane da una cultura laica, e improntate a un clericalismo chiuso e identitario, le dichiarazioni dei consiglieri provinciali di maggioranza.<br />
Giuseppe Prevedini (Lega Nord): “Il crocifisso non è un semplice pezzo di legno. Fa parte della nostra cultura, se qualcuno vuole svendere il proprio didietro per qualche voto politico lo faccia pure. Noi della Lega Nord invece siamo per la nostra tradizione, la nostra religione. A casa nostra le decisioni le prendiamo noi, non ci importa nulla di quello che dice la corte europea”.<br />
Elianora Prevedoni (Popolo della Libertà): «il crocefisso è un simbolo dell'identità nazionale ed europea, non si può cancellare».<br>L'idea è la solita. C'è un'identità culturale (declinata a scala locale, nazionale o continentale) che va difesa e tutelata contro chiunque la rifiuti o la metta in discussione. La sentenza CEDU attacca questa identità, queste presunte "radici": quindi va rigettata. Ma contro questa prospettiva si possono sollevare due obiezioni. <br />
<br />
La prima è: ma esiste la cultura di un popolo, cioè un insieme definito di contenuti culturali che siano condivisi dalla stragrande maggioranza degli abitanti di un territorio? In un mondo reso meticcio dalla globalizzazione e dai flussi migratori, in un'Italia in cui il 16% della popolazione afferma apertamente di non credere in alcun Dio, viene da dubitare che questa sia una verità. Più probabilmente si tratta della speranza dei nostalgici di una vecchia omogeneità culturale ormai rotta, caduta. Costoro pensano che sia reale l'oggetto dei loro desideri, dei loro rimpianti nei confronti del tempo in cui in paese si parlava solo dialetto, tutti andavano in chiesa e non c'era nessuno con la pelle scura in giro. Di conseguenza gli esponenti della maggioranza in Provincia non parlano del presente, ma idoleggiano il passato.<br />
<br />
La seconda obiezione è: anche se ci fosse un'identità culturale omogenea a Bergamo e in Italia, sarebbe questo un buon motivo per negare ad alcuni cittadini (gli omosessuali, gli atei, gli islamici, ecc) il diritto ad essere diversi, per imporre una cultura attraverso leggi? <br />
No, non sarebbe un buon motivo. <br />
La nostra Costituzione, all'art. 3, vieta di discriminare fra i cittadini sulla base delle loro credenze o della loro cultura. Questo è un vincolo che viene posto alla stessa sovranità popolare. Uno Stato democratico deve rispettare e tutelare le minoranze, pena diventare una dittatura della maggioranza, cioè un regime illiberale che può benissimo decidere di destinare le minoranze a qualsiasi sorte, come rinchiuderle in campi di prigionia, deportarle, massacrarle. <br />
Le idee che guidano la maggioranza del nostro Consiglio Provinciale, ci dispiace constatarlo, non sono compatibili con le basi morali e politiche dell'assetto costituzionale. <br />
Se tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge e hanno uguale diritto ad avere le proprie idee e ad educare i propri figli ai valori in cui credono, non è possibile che lo Stato scelga una religione come propria prediletta e ne eriga il simbolo ad effige di Stato, da esporsi in tutte le scuole pubbliche.<br><br />
Tommaso Bruni – Coordinatore – Circolo UAAR Bergamo<br><br><i>Nella foto il presidente della provincia di Bergamo, Ettore Pirovano (Lega)</i>]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=602</comments>
 <pubDate>Fri, 4 Dec 2009 16:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Io mi ricordo: II Edizione. Proiezione de &quot;I testimoni&quot; di A. Téchiné</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=599</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20091126-ITestimoniPoster_small.jpg">Les Témoins</a></div><i>Riceviamo e inoltriamo volentieri.<br />
Il Circolo UAAR di Bergamo</i><br />
<br />
IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE CONTRO L'AIDS<br />
<br />
ArciGay Bergamo “Cives”, <br />
ArciLesbicaXXBergamo <br />
e BergamoLaica presentano:<br />
<br />
<b>IO MI RICORDO, II Edizione<br />
<br />
Proiezione del film<br />
I TESTIMONI<br />
di André Téchiné (2007)<br />
<br />
LUNEDÌ 30 NOVEMBRE ORE 21<br />
Auditorium P.za della Libertà - Bergamo</b><br />
INGRESSO 3 EURO<br />
<br />
L’incasso finanzierà iniziative di informazione e prevenzione sull'AIDS a cura di BergamoLaica.<br />
Trovate 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20091126-Volantino_Film_20091130_Definitivo.pdf')">qui il volantino dell'iniziativa</a>.<br />
<br />
Di AIDS non si parla quasi più. <br />
<br />
Finita l'epoca della Grande Paura grazie alle nuove terapie, l'AIDS è stato trasformato in un problema dell'Africa Subsahariana. <br />
<br />
Come se qui da noi non ci fosse più. <br />
<br />
Invece ogni anno in Italia 3-4000 persone sono contagiate dal virus, divenendo sieropositive. Molte non si accorgono di aver contratto il virus sino alla fase di malattia conclamata, perché non fanno spesso i test. Così queste persone non possono curare precocemente l'infezione e rischiano di contagiare i loro partner sessuali. Tutto ciò a causa dell'oblio dell'AIDS, dello scarso uso del preservativo, della mancata consapevolezza che l'infezione oggi riguarda prevalentemente gli eterosessuali,<br />
la gente “normale”, e che Bergamo è una delle province più colpite.<br />
<br />
Info: bergamolaica@bergamolaica.it<br />
Trovate <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://bergamolaica.ning.com/page/world-aids-day')">informazioni sullo HIV qui</a>.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=599</comments>
 <pubDate>Thu, 26 Nov 2009 15:30:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Puntata di Sciarada del 13.11</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=598</link>
<description><![CDATA[Ho partecipato a una puntata della trasmissione "Sciarada" di VideoStar dedicata al tema del crocefisso. Oltre a me, Don Luciano San Vito e l'On. Nunziante Consiglio della Lega Nord. Conduce Silvia Butera.<br />
Se la volete vedere, la <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.videostartv.eu/sciarada/sci1311.wmv')">trovate qui</a>. <br />
Sono 200 MB e ci metterete qualche decina di minuti a scaricarla con una connessione sui 5 Mb/s. <br />
Tommaso Bruni - Coordinatore - Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=598</comments>
 <pubDate>Sun, 22 Nov 2009 15:30:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>I talebani cattolici</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=597</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20091122-Crocefisso_scuola_small.jpg">Crocefisso, simbolo religioso</a></div><br />
La sentenza CEDU sul ricorso di Soile Lautsi Albertin, socia UAAR, riguardo al crocefisso nelle scuole pubbliche ha destato reazioni sconcertanti. <br />
Il mondo politico italiano si è schierato in blocco contro la CEDU e in favore di una prassi che non è suffragata da alcuna legge dello Stato e che deriva regolamenti degli anni Venti, emanati dal dittatore Mussolini. <br />
Ho avuto modo di discutere pubblicamente con persone favorevoli al crocefisso nelle scuole di Stato e ho trovato posizioni che non condivido ma che almeno si basano su argomentazioni razionali, non sulla pura espressione di umori identitari. <br />
<br />
Ma oltre a questi cattolici ragionevoli ci sono anche i fanatici, i talebani cattolici. Sono soprattutto le reazioni di questi ultimi ad apparire sproporzionate e inaccettabili.Fra questi possiamo annoverare il Sindaco leghista del piccolo Comune riminese di Casteldelci (trovate <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://ilcarattere.wordpress.com/2009/11/17/il-conto-e-salato-per-i-ristoranti-senza-crocefisso/')">qualcosa in proposito qui</a>), che ha deciso di multare tutti gli esercizi pubblici (anche fruttivendoli, edicolanti, pasticcerie...) che non esporranno il crocefisso. Ovviamente un Comune non ha alcun potere di fare ciò e un ricorso al TAR contro un simile provvedimento lo vedrebbe annullato nel giro di pochi mesi. <br />
Purtroppo a questo esaltato sindaco romagnolo si sono accodati molti altri comuni ad amministrazione leghista in tutto il Nord Italia, anche se la multa è di solito riservata a chi rimuova il crocefisso dalle aule scolastiche, senza che si arrivi agli eccessi da regime totalitario del sindaco di Casteldelci.<br />
Un altro talebano cattolico è il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che ha minacciato di morte migliaia di atei, di agnostici e di non-cristiani dicendo: “Possono morire loro [quelli che non vogliono il crocefisso ndr] e quei finti organismi internazionali che non contano niente”. Che un Ministro della Repubblica minacci di morte masse di cittadini è indegno della carica che ricopre e squalifica l'intera gamma delle istituzioni repubblicane. Del resto trovare al Ministero della Difesa uno che negli anni '70 a Milano riempiva di legnate i suoi avversari politici è già di per sé piuttosto sconcertante.  <br />
<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.youtube.com/watch?v=kXPFM8t_wwU')">Trovate lo show di La Russa qui</a><br />
Per stare più vicini al locale, nella notte fra venerdì 20 e sabato 21 i militanti bergamaschi di Forza Nuova hanno messo croci di legno recanti la scritta “Dio, Patria, Famiglia” in vari punti della provincia di Bergamo, insieme a tricolori italiani di 10 metri, che, stando al bislacco comunicato stampa di FN, sono “anelli di congiunzione tra Nazione e Fede”. <br />
Le croci di legno sono state rimosse dai militanti del locale centro sociale nella mattina di sabato 21. <br />
Trovate <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.bergamonews.it/politica/articolo.php?id=18533')">notizia delle gesta di FN qui</a><br />
Trovate <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.pacipaciana.org/2009/11/21/croci-e-cuori/')">invece qui notizia</a> della contro-azione del centro sociale Pacì Paciana.<br />
<br />
Mi piacerebbe soffermarmi sulle motivazioni addotte da FN per mostrare ai lettori come la presenza dei crocefissi nelle scuole di Stato sia incompatibile con la democrazia liberale, mentre nulla vieta invece di esporre il crocefisso in casa propria, in luoghi pubblici come i negozi, in scuole private.<br />
<br />
Scrivono gli esaltati di Forza Nuova:<br />
<i>La nostra cultura, la nostra tradizione [...] sono tutti frutti di quest'albero vivo a forma di croce, la cui ombra copre (volente o nolente) ogni uomo del nostro popolo. Questi semplici simboli di legno [...] segnano la barriera ideale oltre cui avanza la grigia nebbia del relativismo, del rinnegamento di noi stessi, del deserto intellettuale, frutto di questo tempo misero e dei miseri farisei che ne sono giudici. Alle fredde carte burocratiche di Strasburgo, alle loro leggi sterili, alla loro tiepidezza insipida, contrapponiamo il segno vero dell'Umanità e della Passione nella sua interezza, nella sua realtà suprema. Nella carne e nel sangue.</i><br />
<br />
Che cosa emerge da questo testo? In primo luogo che c'è un Noi, il Noi del supposto Popolo Italiano. Un popolo di cui io e 9 milioni di altri non-credenti probabilmente non facciamo parte, nella mente dei signori di FN, perché non crediamo in Dio (e, per quello che riguarda me personalmente, neppure nella Patria e nella Famiglia patriarcale). <br />
In una democrazia liberale, un popolo non è definito da una cultura e neppure dall'abilità di parlare una lingua: è basata solo sul requisito della cittadinanza, che è conferita in base alla legge (in Italia, prevalentemente in base al diritto di sangue, ma anche per matrimonio o residenza). Una volta che una persona è un cittadino, egli fa parte della comunità politica ed è titolato a prendere parte ai processi decisionali, nonché ad avere fruibilità concreta di una vasta gamma di diritti. Che cosa il cittadino pensi, quale Dio preghi, quale sia la sua lingua madre è irrilevante dal punto di vista di una democrazia liberale. I cittadini sono tutti uguali fra di loro quanto ai loro diritti e ai loro doveri, indipendentemente dai contenuti culturali di cui sono portatori. <br />
I signori di FN sono del tutto avversi a questa visione e quindi si collocano fuori dalla democrazia, fuori dalla Costituzione, fuori dalla legge italiana e dai valori europei. La Costituzione, la democrazia, la legge dello Stato, la tradizione giuridica europea sono infatti tacciati di condurre al “rinnegamento di noi stessi”, al “deserto intellettuale”. FN difende un Noi fittizio, fatto di nostalgici di un tempo in cui i diversi e i dissidenti erano sprangati a morte per le strade, un Noi che nella sua minuscola irrilevanza esprime la propria frustrazione verso le grandi, secolari conquiste del liberalismo europeo. Queste conquiste, lungi dal portare a un deserto culturale, sono l'unico strumento esistente per far convivere sullo stesso territorio una pluralità di culture, una diversità di punti di vista che è garanzia di una ricchezza intellettuale senza pari, a cui nessuna cultura identitaria potrà mai sperare di giungere. <br />
La Repubblica italiana ha dunque bisogno di affrancarsi dall'eredità fascista rappresentata dal crocefisso nelle Scuole di Stato.<br />
Ha bisogno di conferire a tutti i suoi cittadini uguale dignità, di non relegare 9 milioni di non-credenti e centinaia di migliaia di credenti non-cattolici nella posizione di cittadini di serie B. <br />
In particolare la Repubblica ha bisogno di separarsi da qualsiasi tradizione culturale specifica, di non propagandare una certa fede come implicitamente fa con la presenza del crocefisso, simbolo religioso cattolico, nelle scuole di Stato. <br />
Solo così l'Italia potrà chiudere i conti con il fascismo, divenire uno Stato realmente laico, realmente europeo e realmente democratico.<br />
<br />
Tommaso Bruni – Coordinatore – Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=597</comments>
 <pubDate>Sun, 22 Nov 2009 13:30:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Riunione Circolo 20.11</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=596</link>
<description><![CDATA[La prossima riunione del Circolo UAAR di Bergamo si terrà<br />
<br />
<b>Venerdì 20 novembre 2009, ore 21<br />
presso il bar BOPO, via Concordia 6A, Ponteranica (BG)</b><br />
<br />
Il BOPO <a href="http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=via+concordia+6a,+ponteranica&sll=41.<br />
442726,12.392578&sspn=15.866528,38.803711&ie=UTF8&hq=&hnear=Via+Concordia,+24010+Ponteranica+Bergamo,+Lombardia&z=16">sta qui</a>.<br />
<br />
Ho aggiunto all'OdG, su suggerimento di altri coordinatori, un punto di discussione generale, non organizzativa. <br />
Il tema prescelto questa volta, per via della sentenza CEDU, è la presenza del crocefisso in luoghi di proprietà statale. Perché non ci deve essere? Che cosa dire a coloro che vorrebbero che fosse conservato, <a href="http://www.bergamosera.com/cms/2009/11/13/albino-lega-in-piazza-per-<br />
crocefisso-e-sicurezza/">come questi</a>?<br />
<br />
OdG:<br />
- resoconto della riunione annuale dei Coordinatori di Circolo (punti fondamentali);<br />
- consegna magliette UAAR acquistate a Rimini;<br />
- banchetto a Zogno sul crocefisso in risposta ad iniziativa leghista di senso opposto;<br />
- iniziative future: DDU 10, seconda Sindone, proiezione di Religiolous;<br />
- discussione libera: crocefissi nei luoghi statali.<br />
<br />
Saluti atei<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore - Circolo UAAR Bergamo ]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=596</comments>
 <pubDate>Tue, 17 Nov 2009 19:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>La sentenza sul crocefisso nelle scuole statali: finalmente in italiano!</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=594</link>
<description><![CDATA[<i>Inoltriamo da due atei varesini; li ringraziamo per il prezioso servizio svolto, molto utile a un buon dialogo fra clericali e laici.<br />
Approfittiamo per ricordare che la Corte Europea per i Diritti dell'Uomo (CEDU) <b>non</b> è un'istituzione dell'Unione europea, ma del ben più largo Consiglio d'Europa. Nel Consiglio d'Europa ci sono anche Russia, Turchia, Ucraina e molti altri paesi che non fanno parte della UE a 27.<br />
Il Circolo UAAR di Bergamo</i><br />
<br />
Sulla sentenza della Corte Europea sul crocifisso nelle scuole è stato detto e scritto di tutto e di troppo. <br />
Senza alcuna cognizione di causa, cioè senza conoscere la sentenza.<br />
Per fortuna ci hanno pensato due atei varesini a realizzare e mettere online la traduzione in italiano dall'originale francese di detta sentenza.<br />
Trovate <a href="http://setiitalia.altervista.org/sentenza.html">qui il testo italiano</a> della sentenza della Corte Europea per i Diritti dell'Uomo nel caso Lautsi vs. Italia.<br />
Citando i traduttori, chiunque è gratuitamente autorizzato alla pubblicazione.<br />
Almeno se ne parlerà con cognizione di causa. E non per sentito dire al bar.<br />
Cordiali saluti.<br />
Laura Morandi e Bruno Moretti Turri]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=594</comments>
 <pubDate>Sun, 8 Nov 2009 10:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Paolo Flores d&apos;Arcais sul testamento biologico a Bergamo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=593</link>
<description><![CDATA[<i>Riceviamo e volentieri inoltriamo<br />
Circolo UAAR di Bergamo</i><br />
<br />
Paolo Flores d’Arcais<br />
(filosofo – direttore della rivista MicroMega)<br />
<br />
Chi decide sulla vita: l’individuo, lo Stato, la Chiesa?<br />
<br />
10 novembre 2009, ore 10.30 <br />
Università degli Studi di Bergamo – via Caniana, 2 - aula 15<br />
<br />
Conferenza pubblica organizzata nell’ambito del corso di Teoria generale del diritto – Prof. Persio Tincani<br />
<br />
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BERGAMO<br />
<br />
DIPARTIMENTO DI SCIENZE GIURIDICHE]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=593</comments>
 <pubDate>Sat, 7 Nov 2009 19:30:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Presentazione di &quot;Il cattolicesimo reale&quot;</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=592</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20091103-Cattolicesimo_reale.jpg">Il Cattolicesimo Reale_cover</a></div><b>Venerdì 6 Novembre ore 21<br>presso il Caffè Letterario, via San Bernardino 53, Bergamo<br><br>Walter Peruzzi presenta il saggio "Il cattolicesimo reale", edizioni Odradek.<br><br>Intervengono l'autore e Filippo D'Ambrogi, socio del Circolo UAAR Bergamo.</b><br><br>Il libro dimostra, attraverso un'amplissima documentazione che copre gli interi due millenni di teologia cattolica, come il cattolicesimo non sia né la religione dell'uguaglianza, né la religione della gioia, né la religione dell'amore, ma al contrario una religione che ha nella discriminazione, nella sofferenza e nell'avversione al diverso i suoi punti focali.<br><br>In particolare, l'autore fa notare i paradossi creati dal dogma dell'infallibilità dei papi. Le loro "infallibili" dichiarazioni si contraddicono l'una con l'altra e sono molto spesso incompatibili con i valori prevalenti in Europa dai tempi della Rivoluzione francese. L'infallibilità si dimostra insomma un'arma a doppio taglio, perché impone alla Chiesa di non rinnegare nulla del suo indifendibile passato: Peruzzi, con la sua certosina ricerca documentaria, intende far pagare al Vaticano il prezzo delle incoerenze generate dal dogma di Pio IX.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=592</comments>
 <pubDate>Tue, 3 Nov 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Presentazione di &quot;Vaticano S.P.A.&quot;</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=591</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/gallery/20091025-vaticano-spa_small.jpg">Vaticano S.P.A.</a></div><i>Riceviamo e volentieri inoltriamo.<br />
Circolo UAAR di Bergamo</i><br />
<br />
Bergamolaica presenta<br />
<br />
VATICANO SPA, di Gianluigi Nuzzi, Chiarelettere 2009<br />
<br />
Giovedì 29 ottobre, ore 21 presso Il caffè letterario, via S. Bernardino 53, Bergamo.<br />
<br />
Sarà presente l'autore.<br />
<br />
Lo IOR, Istituto Opere di Religione, è la banca del Vaticano. <br />
Grazie all'extraterritorialità garantita dal Concordato, agisce al di fuori della legge italiana. <br />
Negli anni '80 lo IOR e il suo direttore Paul Marcinkus furono al centro del crack del Banco Ambrosiano, conclusosi con l'impiccagione a Londra del banchiere piduista Roberto Calvi.<br />
Questo libro utilizza i materiali dell'archivio segreto di Mons. Dardozzi, una delle figure chiave dello IOR anni '90, e mostra come anche dopo la cacciata di Marcinkus la banca del Vaticano abbia diretto operazioni sporche. In particolare lo IOR avrebbe dato un contributo determinante a riciclare i fondi usati per la celebre maxitangente Enimont.<br />
Alla presentazione sarà presente l'autore, Gianluigi Nuzzi.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=591</comments>
 <pubDate>Sun, 25 Oct 2009 21:30:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Un articolo sullo sbattezzo 2: la vendetta</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=590</link>
<description><![CDATA[Ecco qui un altro articolo sullo sbattezzo, apparso sempre su "Il Bergamo"<br><br />
<br />
La Giornata bergamasca dello Sbattezzo ha totalizzato 13 sbattezzandi contro i 13 dell'anno scorso. Assoluta costanza, quindi. Tuttavia a dare il segno dell'espansione del fenomeno "sbattezzo" è sufficiente il Circolo di MI, che, stracciando ogni record, ha totalizzato in un solo giorno 150 (centocinquanta) sbattezzi.<br />
<br />
Circolo UAAR di Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=590</comments>
 <pubDate>Sun, 25 Oct 2009 01:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Video di Odifreddi</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=589</link>
<description><![CDATA[Messaggio registrato da P.G. Odifreddi, uno dei Presidenti Onorari della UAAR, per il Meeting UAAR svoltosi a Roma il 19 Settembre 2009.<br />
Circolo UAAR di Bergamo<br />
<br />
<object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/dK-dFQ7Ec-M&color1=0xb1b1b1&color2=0xcfcfcf&feature=player_embedded&fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/dK-dFQ7Ec-M&color1=0xb1b1b1&color2=0xcfcfcf&feature=player_embedded&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="425" height="344"></embed></object>]]></description>
 <category>Arte, spettacolo, divertimento</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=589</comments>
 <pubDate>Fri, 23 Oct 2009 10:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Un articolo sullo sbattezzo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=588</link>
<description><![CDATA[<i>Ecco un articolo da "Il Bergamo" di oggi (19/10), con tanto di gigantografia del nostro tesoriere Zaverio :-)</i><br />
<br />
<i>A tutti i non-credenti: se non credete più, perché rimanere cattolici ed essere annoverati nel gregge del papa più integralista degli ultimi 50 anni? <br />
Se non credete nel Dio dei cattolici, mollate ufficialmente la loro chiesa, anche perché nessuno vi ha interpellato quando vi ci hanno fatto entrare!<br />
Saluti atei<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore - Circolo UAAR Bergamo</i>]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=588</comments>
 <pubDate>Mon, 19 Oct 2009 13:45:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>2a Giornata Nazionale dello Sbattezzo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=585</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20091002-banner_giornata_sbattezzo_2009.png">Banner Sbattezzo</a></div>Per il prossimo 25 Ottobre, la UAAR organizza a livello nazionale la seconda Giornata dello Sbattezzo. <br>La Chiesa Cattolica Apostolica Romana affibbia a quasi tutti i cittadini italiani, quando sono in fasce e incapaci di intendere e di volere, la propria tessera di appartenenza. Lo sbattezzo dà la possibilità a tutti coloro che lo desiderano di sbarazzarsi di questa tessera e di uscire ufficialmente dalla CCAR. Se non credi più e non vuoi essere usato da PapaRatzi come merce di scambio con il governo di turno per la promozione di leggi clericali e liberticide come quella contro il testamento biologico, butta via subito la tessera della Chiesa Cattolica con lo sbattezzo! Perché devi restare cattolico se non credi nell'infallibilità del pontefice quando parla dalla cattedra di San Pietro o nell'assunzione in cielo di Maria?! In occasione della prima giornata dello sbattezzo, 1000 persone in Italia e 13 a Bergamo hanno aderito all'iniziativa.<br />
<br />
<b>Il modulo di sbattezzo lo trovate 
<script language="JavaScript" type="text/javascript">
<!--
function apri(nomefinestra,contenuto)
{
if(! window.focus) return;
var creafinestra=window.open("",nomefinestra,"top=50,left=50,width=680,height=460,dependent=no,scrollbars=yes,menubar=yes,toolbar=yes,resizable=yes,copyhistory=no,location=yes");

creafinestra.document.close();
creafinestra.document.write("<frameset><frame src="+contenuto+"></frameset>");
creafinestra.focus();
}
// -->
</script>
<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20091002-Modulo_Sbattezzo_Ott08.pdf')">QUI</a> in formato PDF.</b><br />
<br />
<i>Questioni pratiche</i><br>L'operazione di sbattezzo è semplice: occorre mandare per raccomandata AR alla parrocchia di battesimo un modulo di sbattezzo firmato e una fotocopia della Cartà d'Identità, in modo da ottenere l'annotazione della propria non più appartenenza sul registro dei battezzati. <br>Il Circolo UAAR di Bergamo si incarica di spedire la raccomandata per voi, dietro contributo spese, risparmiandovi la coda alle poste. Ma dato che servono la vostra firma, la fotocopia della C.I. e la conoscenza della parrocchia di battesimo, abbiamo organizzato un paio di banchetti pubblici, sabato 17 e sabato 24 ottobre dalle 14.30 alle 18.30, per aiutarvi nelle pratiche e per farci consegnare le carte necessarie. Il giorno 17 il gazebo UAAR sarà posto in via XX Settembre, di fronte al negozio Unieuro, vicino alle colonne di Prato, mentre il 24 ci troverete in Piazza Pontida, vicino all'edicola.<br><br><b>E' importante che chi viene al banchetto per lo sbattezzo sappia già quale sia la propria parrocchia di battesimo, cercandola sul sito <a href="http://www.parrocchie.it">Parrocchie.it</a> e che abbia con sé la propria Carta d'Identità (meglio ancora la fotocopia già fatta)</b>. <br><br>In assenza di questa informazione e della C.I. non possiamo fare nulla per voi. Quindi interrogate vecchi zii per scoprire dove siete stati battezzati, altrimenti saremo costretti a inviare molte raccomandate, con perdita di tempo e denaro, nonché esiti sovente infruttuosi. <br />
Per qualsiasi informazione, scrivere a coordinatore@uaarbergamo.it<br />
Tommaso Bruni<br />
Coordinatore - Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=585</comments>
 <pubDate>Sun, 18 Oct 2009 13:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Vietare il Burqa?</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=587</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20091011-Burqa.jpg">Burqa</a></div><i>La mia opinione, del tutto personale, su una questione assai controversa.<br>Saluti atei<br>Tommaso Bruni - Coordinatore - Circolo UAAR Bergamo</i><br />
<br />
VIETARE IL BURQA?<br />
<br />
L'autonomia individuale è un valore estremamente forte, che ogni Stato democratico ha il dovere di tutelare. All'interno dell'autonomia sta la libertà di espressione religiosa: la manifestazione della propria fede è consentita, attraverso tutti i simboli e abiti che la fede di turno ritiene opportuni, finché essa non nuoce ad altri. Se il Burqa non danneggia nessuno se non chi lo porta, non si vede perché vietarlo, dal punto di vista dell'autonomia. Infatti, in base all'autonomia, è lecito persino lasciarsi morire per aver scelto di non farsi amputare un piede cancrenoso: a maggior ragione è lecito vestirsi di un panno. Se il Burqa dovesse essere vietato perché "contrario alla dignità" di qualcuno, allora bisognerebbe anche vietare alla Binetti o ai membri del Opus Dei di mettersi il cilicio, che, causando dolore fisico, sembra ben più lesivo della dignità umana di qualsiasi indumento. Quindi il valore "autonomia" è tutto a favore della possibilità di Burqa in pubblico.Non regge poi un punto tradizionalmente portato avanti dai proibizionisti: "Sono i mariti che impongono alle donne di mettersi il Burqa: non è una libera scelta delle donne". Questo andrebbe dimostrato caso per caso; inoltre, se in una cultura la donna è tradizionalmente sottoposta al marito, sembrerà, a una donna appartenente a quella cultura, logico e naturale obbedire al maschio. Non c'è violazione apparente delle sue preferenze e dei suoi desideri: non è detto che una donna sia più infelice per il fatto di vivere sottomessa, se le è stato insegnato che questa è l'unica alternativa possibile. <br />
Insomma non si può pensare che una donna sia meno autonoma di un'altra, che le sue scelte siano meno valide e meno degne di rispetto, perché appartiene a una cultura in cui la subordinazione maschio-femmina è normale. Questo vorrebbe dire delegittimarla come agente morale.<br />
Le scelte vanno rispettate, anche in presenza di rilevanti pressioni sociali o psicologiche e quali che siano i motivi per cui sono maturate (una volta che si escludano psicosi e che i tempi di riflessione siano sufficientemente lunghi).<br />
Se così non fosse, sarebbe troppo facile per il governo di turno dire: "Non possiamo tenere in considerazione la scelta del cittadino X perché X è stato condizionato dalla sua formazione / religione / provenienza etnica, con la conseguenza che la sua scelta non è libera". In questo modo il condizionamento delle scelte individuali da parte dell'ambiente sarebbe preso a pretesto per violazioni arbitrarie dell'autonomia individuale da parte del potere. Si spianerebbe la strada al paternalismo di Stato.<br />
Questo ragionamento non si applica a pratiche come il rogo delle vedove del XIX secolo indiano o l'infibulazione, dove il sacrificio richiesto alla donna è di portata tale da rendere inverosimile che la scelta sia libera (se non in un'infima minoranza di casi).<br />
<br />
Ci sono però valori diversi dall'autonomia che contrastano con la possibilità di mettere il Burqa in pubblico (nessuno pensa di vietarlo in abitazioni private). Si tratta del bisogno da parte delle forze dell'ordine di riconoscere i cittadini (L. 152/1975, più nota come Legge Reale, modificata da L. 533/1977). Attualmente questa legge non consente a me o a chiunque altro di girare per la strada in un giorno qualunque con una maschera da Darth Vader. Però consente il Burqa, perché la religione è considerata un "giustificato motivo" per coprirsi il volto. Tutto sta nel decidere se il diritto di espressione della propria religiosità sia superiore o inferiore rispetto al dovere dello Stato di garantire l'ordine pubblico.<br />
Altri buoni argomenti contro il Burqa per la strada, a mio avviso, non ci sono.<br />
<br />
Ritengo che un'opzione liberale sul Burqa in luoghi pubblici, basata sul diritto dei cittadini di esprimere la propria fede, sia preferibile alla scelta proibizionista e compatibile con la Costituzione repubblicana. Non pare infatti che il travisamento del volto renda impossibile l'esercizio delle proprie funzioni da parte delle forze di pubblica sicurezza: si limita a complicarlo leggermente. Questa complicazione deve a mio avviso cedere il passo di fronte a un diritto costituzionalmente sancito (art. 19) come la libertà di manifestare la propria fede.<br />
Posizioni come quelle della Lega, che proibiscono il Burqa in nome dell'ordine pubblico, sono in ogni caso degne di rispetto e devono essere discusse seriamente in un dibattito pubblico.<br />
<br />
Tommaso Bruni]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=587</comments>
 <pubDate>Sun, 11 Oct 2009 13:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Riunione 16.10.09</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=586</link>
<description><![CDATA[Il Circolo UAAR di Bergamo si riunisce<br />
<br />
Venerdì 16 Ottobre 2009 alle ore 21,<br />
presso il bar ARCI di via Gorizia 17 - Bergamo (quartiere Grumellina)<br />
<br />
con il seguente OdG:<br />
<br />
- 2a Giornata Nazionale dello Sbattezzo<br />
- ideazione nuove iniziative (con particolare riferimento al testamento biologico);<br />
- individuazione relatore Darwin Day 10;<br />
- varie ed eventuali.<br />
<br />
Tutti i soci sono caldamente invitati a partecipare.<br />
<br />
Ricordo che le riunioni sono aperte a tutti i cittadini; durante le riunioni è possibile iscriversi alla UAAR.<br />
<br />
Per informazioni, scrivere a bergamo@uaar.it o telefonare al 339.7415298<br />
<br />
Saluti atei<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=586</comments>
 <pubDate>Fri, 9 Oct 2009 15:06:15 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Presenziamo al Comune di Bergamo: otteniamo la mozione contro l&apos;omofobia</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=584</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20090907-20090912_Sit_in_vs_omofobia.jpg">Stop Omobofia!</a></div><br />
<i>Volentieri rendiamo nota questa importante iniziativa.<br />
Il Circolo UAAR di Bergamo</i><br />
<br />
Presenziamo al Comune di Bergamo: otteniamo la mozione contro l'omofobia<br />
<br />
Il Gruppo Bergamo contro l'omofobia, ArciGay "Cives" Bergamo, ArciLesbicaXXBergamo e BergamoLaica<br />
<br />
invitano a tutti i cittadini a partecipare al consiglio comunale di domani, lunedì 28 settembre, in cui sarà presentato dal consigliere Pietro Vertova un ordine del giorno contro la violenza omofobica.<br />
Ritrovo alle ore 18 in Piazza Matteotti, di fronte al Comune. Seguirà ingresso nella sede istituzionale per assistere alla seduta dell'assemblea. L'omofobia è analoga a razzismo, xenofobia, antisemitismo e sessismo e va strenuamente contrastata!<br />
<br />
<br />
Ecco il volantino dell'iniziativa:<br />
<br />
Dopo il Sit-in organizzato qui a Bergamo per dire NO all'omofobia, abbiamo l'occasione di OTTENERE QUALCOSA DI CONCRETO, oserei dire MOLTO CONCRETO. Si tratta di una mozione contro l'omofobia, proposta dal Consigliere comunale Pietro Vertova in Comune. La mozione verrà discussa il 28, data in cui DOBBIAMO ESSERE PRESENTI TUTTI NOI, per far sentire la nostra<br />
presenza, pressando sul Consiglio.<br />
<br />
-----------------------------------------------------------------<br />
<br />
Bergamo, 14 settembre 2009<br />
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE<br />
Ordine del giorno urgente<br />
Oggetto: Recenti eventi di crescente omofobia in tutta Italia<br />
<br />
Il Consiglio Comunale di Bergamo<br />
Visti i recenti numerosi atti omofobici accaduti in tutta Italia;<br />
<br />
Tenuto conto della risoluzione del Parlamento Europeo sull’omofobia in Europa che:<br />
<br />
• richiama gli obblighi internazionali ed europei in materia di diritti umani;<br />
<br />
• considera l’omofobia “una paura e una avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità” basata sul pregiudizio e analoga a razzismo, xenofobia, antisemitismo e sessismo;<br />
<br />
• segnala “recenti eventi preoccupanti verificatesi in vari Stati membri” a danno di persone con orientamento sessuale diverso dalla maggioranza;<br />
<br />
• pensa che “occorrono ulteriori azioni a livello della UE e degli Stati membri per sradicare l’omofobia e promuovere una cultura della libertà, della tolleranza e dell’uguaglianza tra i cittadini e negli ordinamenti giuridici”;<br />
<br />
• sollecita “vivamente gli Stati membri a intensificare la lotta all’omofobia mediante un’azione pedagogica , ad esempio attraverso campagne contro l’omofobia condotte nelle scuole, le università, i mezzi di informazione e anche per via amministrativa, giuridica, legislativa.<br />
<br />
Verificato che sussiste ancora in Italia una cultura omofobica che contrasta con la tutela dei diritti di tutti i cittadini e che conduce a innumerevoli atti di violenza contro cittadini omosessuali e transessuali;<br />
a causa di questo clima si stanno svolgendo manifestazioni spontanee contro l’omofobia in molte città, compresa Bergamo.<br />
<br />
Invita il Parlamento italiano a discutere ed approvare quanto prima la legge contro l’omofobia che ha attualmente l’approvazione di tutti i partiti politici;<br />
<br />
Si impegna a promuovere nella città di Bergamo, anche in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti<br />
nel settore, iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica a una cultura delle differenze e alla condanna di<br />
una mentalità omofobica e transfobica, intervenendo, in collaborazione con gli organismi istituzionali di competenza, anche e soprattutto nelle scuole che hanno il dovere di formare i giovani perché contribuiscano a costruire un mondo rispettoso dei diritti di ciascuno.<br />
<br />
Pietro Vertova, consigliere comunale dei Verdi<br />
<br />
-----------------------------------------------------------<br />
<br />
A tutti coloro che hanno rifiutato questo e molti altri inviti perché tanto "mica sono frocio, non mi riguarda":<br />
<br />
Prima di tutti, vennero a prendere gli zingari<br />
e fui contento perché rubacchiavano.<br />
<br />
Poi vennero a prendere gli ebrei<br />
e stetti zitto perché mi stavano antipatici.<br />
<br />
Poi vennero a prendere gli omosessuali<br />
e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.<br />
<br />
Poi vennero a prendere i comunisti<br />
ed io non dissi niente perché non ero comunista.<br />
<br />
Un giorno vennero a prendermi<br />
e non c'era rimasto nessuno a protestare.<br />
<br />
(versione attribuita a Bertolt Brecht 1898-1956) ]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=584</comments>
 <pubDate>Sun, 27 Sep 2009 14:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Serata laica UAAR: celebrando Porta Pia</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=583</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20090917-TuttaColpaDiGiuda_sm.jpg">Locandina_Film</a></div>Il Circolo UAAR di Bergamo organizza, con la collaborazione di Lab80:<br><br><b><font size=4>Serata laica UAAR: celebrando Porta Pia</font><br><br>Lunedì 21 Settembre 2009, ore 21 - Auditorium di Piazza della Libertà - Bergamo<br><br>Proiezione del film “Tutta colpa di Giuda” di Davide Ferrario<br><br>INGRESSO LIBERO – SARÀ PRESENTE IL REGISTA</b><br><br>Trovate qui il volantino dell'iniziativa 
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}
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</script>
<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090917-Volantino_20090921_FilmFerrario.jpeg')">in formato JPEG</a> oppure 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090917-Volantino_20090921_BG_col.pdf')">in formato PDF</a>.<br />
<br />
Per il terzo anno il Circolo bergamasco della UAAR decide di festeggiare il 20 settembre, giorno della caduta dello Stato della Chiesa nel 1870, con un film. Questa volta abbiamo scelto di proiettare una commedia in musica, che parla di libertà, di felicità su questa terra (e non nell'aldilà) e di molto altro. Questa pellicola ci pareva adatta a celebrare un giorno in cui Roma e il Lazio si scrollavano di dosso la tirannia teocratica di Pio IX (quello del Sillabo, che condannava libertà di pensiero e di stampa) e in cui in Italia si affermava la separazione di potere politico e potere spirituale. In quella data veniva anche rivendicato il principio di laicità, secondo cui tutte le fedi sono pari di fronte alla legge. Quest'idea sarebbe stata poi rinnegata dal Concordato mussoliniano, nei fatti ancora oggi in vigore. <br />
Vedere il nostro film non costa nulla, perché l'ingresso è libero. Tuttavia, se volete che l'occasione si ripeta nel 2010, nel 2011 e via discorrendo, chi ha la possibilità di farlo dovrebbe farci una piccola donazione, prestarsi a una sorta di questua atea. Noi non siamo la Chiesa Cattolica, non abbiamo 3 miliardi di euro di beni immobili solo in provincia di Bergamo e un quarto delle case della capitale; per questo abbiamo bisogno anche del vostro supporto per tenere viva la memoria di una data importante della storia italiana, che in molti (troppi) hanno ogni interesse a far cadere nell'oblio.<br />
Vi aspettiamo<br />
Il Circolo UAAR di Bergamo.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=583</comments>
 <pubDate>Thu, 17 Sep 2009 19:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Crescere in famiglie omogenitoriali</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=582</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090914-Presentazione_Crescere_sm.jpeg">Volantino</a></div><i>Diamo notizia di questa ottima iniziativa di<br />
ArcilesbicaXXBergamo.<br />
Il Circolo UAAR di Bergamo</i><br />
<br />
ARCILESBICAXXBERGAMO<br />
organizza la presentazione del libro<br />
<b>"Crescere in famiglie omogenitoriali"</b><br />
<br />
<b>Venerdì 18 Settembre 2009, ore 19.30<br />
presso Il Caffè Letterario, via San Bernardino 53, Bergamo</b><br />
<br />
ARCILESBICAXXBERGAMO <br />
in occasione della presentazione del libro "CRESCERE IN FAMIGLIE OMOGENITORIALI" <br />
organizza una serata-incontro-dibattito con mamme e papà, lesbiche e gay, e figl* che crescono in famiglie omogenitoriali, <br />
per far conoscere l'"eccezionale quotidiano" ancora oggi spesso oggetto e non soggetto di conoscenza...<br />
<br />
Saranno presenti anche la curatrice Dott.ssa Chiara Cavina, l'Avv. Stefania Santilli ed il preside Bruno Belletti.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=582</comments>
 <pubDate>Mon, 14 Sep 2009 23:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>La clava del Sant&apos;Uffizio si abbatte sui preti pro choice</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=580</link>
<description><![CDATA[<i>Riporto due ottimi articoli de "il manifesto", su come la Congregazione della Dottrina della Fede stia provvedendo a sanzionare dal punto di vista disciplinare i firmatari dell'appello di Micromega a favore dell'autodeterminazione di Eluana Englaro. Come al solito le alte gerarchie vaticane sono rimaste al tempo del Sillabo. Pur essendo capacissima di adattarsi al succedersi dei ceti dirigenti e delle forme di potere nei secoli, la Chiesa Cattolica Apostolica Romana conserva intatto il suo apparato istituzionale autocratico e illiberale, volto a perseguire il dissenso e a far eseguire in silenzio gli ordini dei vertici. Non si vede come si possano accettare lezioni di liberalismo o di morale pubblica da un'istituzione di questo tipo, una monarchia assoluta elettiva che ha la stessa legittimità democratica di un caudillo sudamericano.<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore Circolo UAAR Bergamo</i><br />
<br />
<br />
<b>ARTICOLO 1<br />
<br />
Il Vaticano punisce i preti pro-Eluana</b><br />
Luca Kocci - ROMA<br />
Alla vigilia della ripresa del dibattito parlamentare sul testamento biologico, dal Vaticano parte una dura nota di censura contro 41 preti e religiosi che cinque mesi fa firmarono un appello «per la libertà sul fine-vita» promosso dalla rivista Micromega. Una vendetta a freddo nei confronti di un gruppo di sacerdoti ritenuti troppo svincolati dal pensiero unico delle gerarchie ecclesiastiche. Ma anche un attacco preventivo per serrare le fila e per scongiurare il ripetersi di analoghe iniziative ora che la Camera si prepara a riprendere la discussione di un disegno di legge che lo stesso presidente dei deputati Gianfranco Fini ha auspicato venga modificato, rivendicando l'autonomia del Parlamento dai desiderata della Chiesa.<br />
A marzo scorso, mentre il Senato incalzato dalle pressioni cattoliche e sull'onda emotiva della morte di Eluana Englaro stava per approvare l'obbligo di idratazione e nutrizione per i malati in stato vegetativo, 41 preti e religiosi sottoscrissero un appello poi pubblicato su Micromega. «La legge sul testamento biologico che il governo e la maggioranza si apprestano a votare imprigiona la libertà di tutti i protagonisti coinvolti al momento supremo della morte», diceva il testo. «Con la forza della ragione e la serenità della fede ci opponiamo ad un intervento legislativo che mortifichi la libertà di coscienza», sostenevano i sacerdoti che affermavano: «Come credenti riteniamo che chiunque come è stato libero di vivere la propria vita, così possa decidere anche di morire in pace, quando non c'è speranza di migliorare le proprie condizioni di esistenza umana».<br />
Adesso, a cinque mesi di distanza, la reazione della Santa Sede. Ad agosto - segnala l'agenzia di informazioni Adista - la Congregazione vaticana per la dottrina della fede (cioè il Sant'Uffizio) ha inviato una lettera riservata ai vescovi delle diocesi di appartenenza dei 41 preti con un ordine preciso: convocarli per richiamarli all'ordine ed eventualmente punirli. La libertà di pensiero e di espressione è il peccato mortale dei 41, secondo il Vaticano: hanno dato la loro adesione ad un testo contrario alla dottrina cattolica e pubblicato, inoltre, su una rivista che Oltretevere si ritiene laicista ed anticlericale.<br />
Alcuni vescovi si sono attivati, altri lo faranno nei prossimi giorni, alla ripresa dopo la pausa estiva. Dovranno decidere se usare il guanto di velluto o il pugno di ferro nei confronti dei loro preti: ovvero se limitarsi ad un rimprovero con la promessa di non farlo più, oppure se utilizzare la clava del diritto canonico che prevede sanzioni che possono andare dall'obbligo del silenzio fino alla sospensione a divinis. Sul banco degli imputati, fra gli altri, don Andrea Gallo della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova, don Albino Bizzotto, dei Beati i Costruttori di Pace, che dal 19 agosto digiuna a sola acqua contro la costruzione della nuova base militare Usa al Dal Molin di Vicenza; don Enzo Mazzi della comunità di base dell'Isolotto e don Alessandro Santoro della comunità delle Piagge entrambe a Firenze; don Vitaliano Della Sala, già in passato messo sotto accusa dalle gerarchie ecclesiastiche e poi totalmente reintegrato in una parrocchia dell'Irpinia; don Angelo Cassano, parroco a Bari, in prima fila nelle battaglie per i diritti degli immigrati; padre Nino Fasullo, direttore di Segno, una delle riviste di punta dell'antimafia palermitana; i preti operai Carlo Carlevaris e Roberto Fiorini. E poi altri parroci, sacerdoti e religiosi di tutta Italia molto impegnati anche sul terreno sociale.<br />
Un primo risultato l'offensiva del Vaticano lo ha già incassato: uno dei 41, un prete della diocesi di Cremona, pochi giorni fa ha inviato una lettera a Micromega chiedendo di ritirare la propria firma dall'appello. Segno che probabilmente le pressioni del Vaticano e del vescovo hanno sortito l'effetto desiderato: una ritirata silenziosa e in buon ordine.<br />
Comunque vada a finire la storia, l'iniziativa della Santa Sede che colpisce non un singolo sacerdote, come avvenuto negli ultimi anni, ma un intero gruppo rimanda a tempi lontani: restando all'Italia, alla battaglia referendaria per il divorzio del 1974 quando molti preti schierati per il «no» subirono la repressione da parte delle gerarchie ecclesiastiche; o più recentemente al 1989, quando vennero puniti in vari modi gran parte dei 63 teologi, molti dei quali laici che persero la cattedra universitaria, che firmarono una «Lettera ai cristiani» a favore di una attuazione più decisa del Concilio Vaticano II; e don Vittorio Cristelli, direttore del settimanale diocesano Vita trentina, che osò pubblicare la lettera, venne licenziato in tronco. Anche loro, come i 41 di oggi, colpevoli di aver esercitato la propria libertà di coscienza e di parola.<br />
<br />
<br />
<b>ARTICOLO 2<br />
<br />
«Processato da Bagnasco perché poco ortodosso»</b><br />
Luca Kocci - ROMA<br />
Paolo Farinella, il prete inquisito per l'appello pro Eluana<br />
<br />
Ha mantenuto il silenzio fino a ieri, ma ora che la notizia dell'apertura dell'inchiesta da parte della Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede nei confronti dei 40 preti che avevano firmato l'appello «per la libertà sul fine-vita» è stata resa nota dall'agenzia Adista e dal manifesto, don Paolo Farinella ha deciso di parlare, «per amore di verità e libertà».<br />
Biblista e parroco a Genova di Santa Maria Immacolata e San Torpete, don Farinella è uno dei firmatari del testo pubblicato da Micromega che ha messo in moto il procedimento dell'ex Sant'Uffizio. Lo scorso 7 agosto è stato convocato dal cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana ma anche arcivescovo di Genova, che ha prontamente obbedito alla richiesta della Congregazione per la Dottrina della Fede di richiamare all'ordine i preti che si erano espressi per la libertà di coscienza sul fine-vita, e quindi a favore di quel testamento biologico tanto inviso alle gerarchie ecclesiastiche e alla maggioranza di governo.<br />
Un colloquio con il cardinale «durato quasi tre ore», racconta don Farinella. «Bagnasco mi ha chiesto riservatezza sull'incontro, ma visto che ora parte dell'oggetto della nostra conversazione è stata resa nota me ne sento esonerato».<br />
<br />
<i>Cosa le è stato rimproverato?</i><br />
Il cardinale mi ha convocato e mi ha detto che la Congregazione per la Dottrina della Fede gli aveva inviato una lettera per verificare la mia ortodossia sulla questione dell'eutanasia, se cioè c'era corrispondenza fra il mio pensiero e la dottrina della Chiesa cattolica.<br />
<br />
<i>Come ha risposto a questi rilievi?</i><br />
Ho detto che al momento non c'è una dottrina definita su questo tema, ma ci sono delle dichiarazioni del magistero ordinario che sono molto diverse fra loro: sul fine-vita la Congregazione per la Dottrina della Fede e alcuni rappresentanti della Curia vaticana dicono una cosa, ma il cardinal Martini e i vescovi tedeschi ne dicono altre.<br />
<br />
<i>Cioè?</i><br />
La Conferenza episcopale tedesca, peraltro insieme alle Chiese evangeliche, ha approvato dieci anni fa un vero e proprio testamento biologico chiamato «Disposizioni anticipate del paziente cristiano», in cui la scelta sulla libertà di cura è lasciata al malato, ai suoi familiari e ai medici. Insomma anche nelle gerarchie ci sono sensibilità diverse e c'è una Chiesa di base su posizioni completamente diverse da quella istituzionale. Non c'è una Chiesa monolitica con un'interpretazione univoca come invece la Congregazione per la Dottrina della Fede vorrebbe far credere.<br />
<br />
<i>Cosa pensa delle modalità di intervento della Congregazione per la Dottrina della Fede contro voi preti che avete firmato l'appello pubblicato da Micromega?</i><br />
Le modalità sono ancora quelle del vecchio Sant'Uffizio. Avrebbero dovuto informarmi ed interpellarmi direttamente, in quanto l'inquisito sono io e mi ritengo in grado di pensare e di parlare con la mia testa. Invece hanno preferito scrivere al mio vescovo, secondo il metodo di parlare a suocera perché nuora intenda. Inoltre non perdono il vizio di isolare una frase dal contesto per poi imbastire un processo. E non mi pare che tutto questo possa chiamarsi rispetto della persona.<br />
<br />
<i>Il cardinal Bagnasco come ha reagito?</i><br />
Devo dire che il nostro colloquio è stato tranquillo e libero. Mi è sembrato che non abbia dato eccessivo peso alla questione. Mi ha chiesto qualche documento scritto, che già gli ho consegnato, in modo che possa inviarli in Vaticano e chiudere così la questione. Francamente non credo che ci sarà una nuova caccia alle streghe. Poi se decideranno comunque di continuare il processo io sono pronto.<br />
<br />
<i>Fra qualche giorno alla Camera riprenderà il dibattito sul finevita, cosa pensi che succederà?</i><br />
Non succederà nulla. Berlusconi e la sua maggioranza approveranno il testo già licenziato dal Senato, che prevede l'obbligo di idratazione e nutrizione e non contempla l'ipotesi del testamento biologico. Poi metteranno sul piatto il finanziamento alle scuole private cattoliche, bloccheranno la pillola Ru486, faranno qualche altra concessione alle gerarchie ecclesiastiche e anche le polemiche di questi giorni fra Vaticano, Cei, Avvenire e governo si risolveranno a tarallucci e vino.<br />
<br />
da "il manifesto", 01 e 02-09-2009]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=580</comments>
 <pubDate>Fri, 11 Sep 2009 00:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Sit-in contro l&apos;omofobia</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=579</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20090907-20090912_Sit_in_vs_omofobia.jpg">Sit-In</a></div><i>Il Circolo UAAR di BG aderisce a quest'iniziativa, per respingere ogni discriminazione e ogni violenza contro gli omosessuali. L'omosessualità non è una malattia e non è una colpa: è solo un modo di essere che non deve essere oggetto di persecuzioni, odio, violenze, in quanto non nuoce ad alcuno. Ogni individuo deve essere lasciato libero di vivere come meglio crede, infatti, finché non causa danno ad altri.<br>Tommaso Bruni - Coordinatore Circolo UAAR BG</i><br><br><br>ArciGay "Cives" Bergamo, ArciLesbicaXXBergamo e Bergamolaica organizzano<br><br><b>sabato 12 settembre, ore 17<br>di fronte a Palazzo Frizzoni, piazza Matteotti, Bergamo</b><br><br><b>SIT-IN CONTRO L'OMOFOBIA</b><br><br>Dopo gli ultimi episodi di violenza avvenuti a Roma la capitale ha dato il via a un’iniziativa spontanea, che pian piano sta coinvolgendo altre città d’Italia.<br />
E’ un’iniziativa che parte dal basso, dalle persone, come me e te, senza colori e ideologie politiche. <br />
È importante farsi vedere, aver voglia di scendere in piazza e (di)mostrare a noi stessi e al resto d’Italia, che noi siamo dalla parte delle Persone.<br />
“Io sono gay. Io sono lesbica. Io sono uomo. Io sono donna. Io sono mamma. Io sono figlio. Io sono una sorella. E io un fratello. Io lavoro. Io parlo inglese. Io sono etero. Io faccio la cameriera. Io sono sposato da 25 anni. Io farò il cantante. E io il manager per un importante azienda.”<br />
Non importa quale sia il tuo orientamento politico religioso sessuale, l’importante è unirsi.<br />
Organizziamoci. <br />
Dimostriamo che Bergamo è fuori dallo stereotipo di città Ignorante, chiusa, bigotta che tanti hanno in mente. <br />
Mostriamo che Bergamo è una città da Vivere. Mostriamo che Bergamo non ci sta!<br />
Per questo abbiamo bisogno dell'aiuto di tutt*: partecipate e diffondete la notizia.<br />
Chiediamo (a chi di dovere) che faccia qualcosa, prenda provvedimenti, e tuteli tutti noi, in quanto persone.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=579</comments>
 <pubDate>Mon, 7 Sep 2009 22:45:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Riunione 11.09.09</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=578</link>
<description><![CDATA[Il Circolo UAAR di Bergamo si riunisce<br />
<br />
Venerdì 11 Settembre 2009 alle ore 21,<br />
presso il bar ARCI di via Gorizia 17 - Bergamo (quartiere Grumellina)<br />
<br />
con il seguente OdG:<br />
<br />
- sit-in contro l'omofobia sabato 12, ore 17, di fronte a PalaFrizzoni;<br />
- meeting della UAAR a Roma il 19 Settembre<br />
- film del 21 Settembre alle 21 presso l'auditorium di Piazza della Libertà ("Tutta colpa di Giuda" di D. Ferrario);<br />
- banchetti per lo sbattezzo: quanti, dove, chi li fa?<br />
- progetto scuole proposto da Franco Ghidini;<br />
- presentazione di libri: Peruzzi, Pedote;<br />
- discussione sul problema delle reiscrizioni;<br />
- varie ed eventuali.<br />
<br />
Tutti i soci sono caldamente invitati a partecipare.<br />
Ricordo che le riunioni sono aperte a tutti i cittadini; durante le riunioni è possibile iscriversi alla UAAR.<br />
Per informazioni, scrivere a bergamo@uaar.it o telefonare al 339.7415298<br />
Cordiali saluti<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=578</comments>
 <pubDate>Mon, 7 Sep 2009 22:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Liberi di non credere</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=577</link>
<description><![CDATA[<i>Qui sotto il manifesto della più importante iniziativa UAAR dell'anno: il meeting romano "Liberi di non credere". La partecipazione è aperta a tutti. Chi voglia partire da Bergamo è pregato di scrivere a bergamo@uaar.it o di telefonare al 339.7415298 (Tommaso).</i><br><br><div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20090905-banner_roma_liberi_di_non_credere.jpg">Banner 19 Settembre</a></div><br><br><br><br><br><br>19 SETTEMBRE 2009, ROMA<br />
LIBERI DI NON CREDERE<br />
primo meeting nazionale per un paese laico e civile<br />
<br />
Atei e agnostici non credono nei miracoli.<br />
Per questo l'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ha deciso di darsi voce da sola.<br />
Nasce così il primo meeting nazionale per un paese laico e civile in cui non siano più calpestati i diritti civili dei non-credenti, organizzato per sabato 19 settembre a Roma.<br />
Nonostante crescano costantemente di numero (in Italia un cittadino su sette non crede, superando i fedeli di tutte le confessioni di minoranza messe assieme) e nonostante a livello mondiale la loro diffusione vada di pari passo alla diffusione del benessere, dell’istruzione, della libertà di espressione e dei diritti civili in generale, nel nostro paese, di atei e agnostici e delle loro istanze non si riesce a far parlare. Il meeting sarà l’occasione per dire cosa vogliamo.<br />
Vogliamo l’uguaglianza, giuridica e di fatto, di credenti e non credenti.<br />
Vogliamo l’affermazione concreta della laicità dello Stato.<br />
Vogliamo la fine di ogni privilegio, di diritto e di fatto, accordato alle confessioni religiose.<br />
Vogliamo che le concezioni del mondo non religiose abbiano la stessa visibilità e lo stesso rispetto delle concezioni del mondo religiose.<br />
In particolare, chiediamo:<br />
Avvio di un processo per il superamento del regime concordatario<br />
Riconoscimento delle unioni civili<br />
Aumento delle risorse pubbliche stanziate per la ricerca scientifica<br />
Rimozione degli ostacoli frapposti alla contraccezione d’emergenza (c.d. “pillola del giorno dopo”)<br />
Abolizione dei limiti all’accesso alla fecondazione artificiale introdotti dalla legge 40/2004<br />
Abolizione dell’obiezione di coscienza nei reparti di ginecologia degli ospedali pubblici<br />
Introduzione della pillola RU-486 e presenza capillare di consultori pubblici<br />
Legalizzazione dell’eutanasia attiva volontaria<br />
Riconoscimento delle direttive anticipate di fine vita<br />
Rimozione di ogni discriminazione basata sull’orientamento sessuale<br />
Possibilità per tutti i cittadini di poter abbandonare formalmente la propria religione<br />
Disponibilità su tutto il territorio nazionale di strutture per la cremazione e di sale del commiato laiche<br />
Disponibilità, su tutto il territorio nazionale, di luoghi solenni e tempi consoni per il matrimonio civile<br />
Edifici pubblici laici, non contrassegnati dal simbolo della Chiesa cattolica<br />
Rispetto delle leggi sull’inquinamento acustico anche da parte delle confessioni religiose<br />
Abolizione delle leggi di tutela penale in materia religiosa<br />
Fine dei privilegi delle confessioni religiose nelle strutture obbliganti (ospedali, carceri, caserme...)<br />
Riduzione dei tempi per l’ottenimento della separazione e del divorzio<br />
Introduzione del sistema tedesco, per il quale solo i contribuenti che vogliono espressamente finanziare la loro fede pagano la tassa di religione<br />
Fine del versamento di fondi comunali alle confessioni religiose quali oneri di urbanizzazione secondaria<br />
Una scuola pubblica laica: dove chi non frequenta le ore di religione cattolica non sia discriminato; dove lo stesso insegnamento religioso cattolico sia sostituito da educazione civica o studio di religioni e filosofie non confessionali; dove non si svolgano atti di culto, visite pastorali o altre azioni di evangelizzazione; dove si insegnino l’evoluzionismo e il pensiero critico; alla quale siano destinati i fondi attualmente riversati su un sistema di scuole private ghettizzante e inefficiente.<br />
<br />
PROGRAMMA DEL MEETING<br />
ore 14:30<br />
Ritrovo nell’area antistante lo stadio Flaminio (Piazzale Ankara) a Roma.<br />
(come raggiungere il meeting)<br />
<br />
Ore 15 Brevi interventi dei soci UAAR, testimoni di piccole e grandi battaglie laiche<br />
Presentazione: Adele Orioli, responsabile iniziative giuridiche UAAR<br />
Assistenza laica: Anna Maria Pozzi (Torino) / Fania Zanforlin (Treviso)<br />
Campagna ateobus: Giorgio Villella (Padova)<br />
Campagna oneri: Roberto Grendene (Bologna)<br />
Clero a scuola: Luciano G. Calì (Grosseto)<br />
Crocifissi fuori luogo: Franco Coppoli (Terni)<br />
Finanziamenti alle chiese: Silvio Manzati (Verona)<br />
Marcatura Territoriale: Dino Di Tinco (Ginosa, Taranto)<br />
Ora Alternativa: Rosalba Sgroia (Roma)<br />
Nuove Chiese: Paolo Gelmo (Bolzano)<br />
Religione in TV: Francesco D'Alpa (Catania)<br />
Sbattezzo: Pier Giorgio Nicoletti (Cosenza)<br />
Sale del commiato/funerali civili: (a cura del circolo UAAR di Venezia)<br />
Scienza: (a cura del circolo UAAR di Varese)<br />
Scuola/educazione: Fabio Milito Pagliara (Salerno)<br />
Testamento Biologico: Bruno La Piccirella (Genova)<br />
Vilipendio: Manlio Padovan (Rovigo)<br />
Estero: Vera Pegna (ambasciatrice FHE presso OSCE) / Julien Houben  (responsabile esteri UAAR)<br />
<br />
Ore 17 Interventi dei relatori e del segretario UAAR<br />
Omosessualità:  Franco Grillini<br />
Pari opportunità: Laura Balbo, presidente onorario UAAR<br />
Il diritto di essere scettici: Carlo Flamigni, presidente onorario UAAR<br />
Bioetica: Valerio Pocar, presidente onorario UAAR<br />
Ateismo ed etica laica: Margherita Hack, presidente onorario UAAR (videointerevento)<br />
Ateismo: Piergiorgio Odifreddi, presidente onorario UAAR (videointerevento)<br />
Conclusioni: Raffaele Carcano (segretario UAAR)<br />
<br />
A conclusione del meeting, fino alle 23:00, concerto gratuito per la commemorazione del XX SETTEMBRE con:<br />
- Paolo Ferrarini<br />
- Just for Jam<br />
- Banda Putiferio<br />
- RATTI DELLA SABINA<br />
Durante la serata sonetti di Francesco Burroni e monologhi di Francesca Fornario<br />
<br />
L'indomani, XX Settembre dalle ore 09:30 deposizione di una corona alla cerimonia ufficiale presso la Breccia di Porta Pia in Corso Italia.<br />
<br />
<br />
Per aderire alla manifestazione inviate una e-mail con oggetto “adesione” a: adesioni19settembre@uaar.it<br />
Per dare una mano all'organizzazione dell'evento, inviare una e-mail con oggetto “staff uaar” a: organizzazione@uaar.it  indicando i compiti per i quali ci si offre volontari<br />
Informazioni per raggiungere il meeting   Informazioni per eventuale pernottamento<br />
<br />
Il Comitato di Coordinamento UAAR ]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=577</comments>
 <pubDate>Sat, 5 Sep 2009 16:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Il Vaticano attacca a testa bassa l&apos;aborto farmacologico</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=576</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090801-Morresi.jpg">A. Morresi</a></div><br />
Il 31 luglio 2009 la AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha autorizzato l'uso in Italia del Mifepristone, noto anche come RU486 o pillola abortiva. Questo farmaco non va confuso con la pillola del giorno dopo, che è un anticoncezionale. La sperimentazione in otto ospedali italiani è durata anni, ma solo ieri si è giunti al via libera definitivo. <br />
La decisione ci porta al livello degli altri paesi europei, dove il Mifepristone è massicciamente usato: era quasi un "atto dovuto", non solo per la situazione europea ma anche visto il precedente parere della commissione tecnico-scientifica. <br />
Non sembra pensarla così il Vaticano, che ormai entra a gamba tesa nella vita politica italiana con una completa faccia di bronzo, senza tema che qualcuno dei nostri uomini politici difenda il "principio supremo" (parole della Consulta) della laicità dello Stato. <br />
Mons. Sgreccia, massimo bioeticista pontificio, si è premurato di ricordare a tutte le donne cattoliche che l'aborto provoca la scomunica; lo stesso ha fatto il suo diretto successore Mons. Rino Fisichella dalle colonne de "L'Osservatore Romano".<br />
"Avvenire" ha accusato alcune componenti del Governo di non aver fatto abbastanza per scongiurare la decisione della AIFA. Si aggiunge alle voci tonanti di Mons. Sgreccia, Mons. Fisichella e di Avvenire quella del vescovo di San Marino – Montefeltro, Luigi Negri, secondo cui il mifepristone è un "pesticida umano". <br />
Nel frattempo 50 fascisti di Azione Giovani, a Roma, occupano per poco tempo la sede AIFA per protestare in modo squadristico e violento contro l'aborto. <br />
<br />
A livello locale, al coro delle voci papaline si aggiunge quella di Assuntina Morresi, membro del Comitato Nazionale di Bioetica. <br />
La studiosa, che non è un medico, ma una professoressa universitaria di fisica, ha rilasciato sulla "Eco di Bergamo" del 1 agosto 2009 un'intervista piena di inesattezze. Morresi parla con dubbia cognizione di causa (è nel comitato nazionale di bioetica perché in quota CL) e diffonde spaventosi numeri sulla pericolosità della pillola senza citare fonti. Inoltre continua a soffermarsi sul rischio di emorragie per le donne che prendono il RU-486, quando nella sperimentazione italiana, svolta in otto ospedali su 1778 donne, c'è stata la necessità di trasfondere sangue in un solo caso (fonte "il manifesto", 01-08-09). Inoltre, come scrive sullo stesso numero de "il manifesto" Carlo Flamigni, professore di Ginecologia e Ostetricia all'Università di Bologna, le morti riportate, 29 su una platea di quasi un milione di utilizzi, sono dovute nella quasi totalità dei casi al mancato rispetto delle linee guida, che escludono dall'uso del farmaco donne che fumano molto, che hanno problemi di cuore o la pressione alta. Trovate l'articolo di Flamigni 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20090802-Flamigni_RU486.doc')">qui</a>.<br />
Proseguendo, l'ospedalizzazione per 15 giorni, invocata da Morresi, è stata sospesa in Francia perché ritenuta inutile al fine di garantire una maggiore sicurezza (cfr. <a href="http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=575">il nostro articolo precedente</a>). <br />
Quanto alle generali preoccupazioni portate dalla professoressa, "non conosciamo i danni che può provocare nel corso degli anni la pillola", "se l'azione chimica può portare all'insorgere di tumori", esse non sono giustificate nel senso che valgono per qualsiasi nuovo farmaco, per definizione. Assumere rischi fa parte di qualsiasi introduzione di nuove sostanze sul mercato e, verrebbe da dire, di ogni cambiamento. Un principio di precauzione inteso in senso assoluto porta solo alla paralisi. La sperimentazione italiana non ha evidenziato nulla di preoccupante. Il mefipristone è inoltre già usato in moltissimi paesi (USA, UK, Francia, Spagna, Svezia...) e, sino ad ora, non pare tossico. Questo, del resto, è l'argomento decisivo contro la Morresi: se la pillola è così pericolosa, perché i più importanti paesi del mondo la usano come alternativa all'aspirazione tradizionale?<br />
L'intervista de "L'Eco" alla professoressa Morresi è un tipico esempio dell'atteggiamento dei cattolici clericali di fronte a ciò che considerano sbagliato. Non si rassegnano al fatto che qualcuno possa pensare diversamente da loro e vogliono proibire per legge dello Stato ciò che ritengono peccaminoso, anche a costo di stravolgere la realtà e diffondere dati fuorvianti, se ciò giova alla causa della proibizione. <br />
I cattolici clericali manifestano l'esatto opposto di una mentalità liberale, che è l'unica mentalità democratica: contestano nei fatti il principio che si può vietare solo per tutelare un diritto altrui. <br />
E in questo caso quale diritto andrebbe tutelato? Quello dell'embrione? <br />
Ma non sappiamo neppure se l'embrione sia una persona o meno, quindi se possa avere diritti in generale. <br />
Invece è certo che una donna gravida abbia un corpo e che abbia potestà su di esso. Il corpo le appartiene e ne fa ciò che vuole: è un diritto che non può esserle sottratto e che fa parte del diritto più ampio all'integrità personale, lo stesso che rende ingiuste le lesioni e la tortura. La donna ha quindi il pieno, insindacabile diritto ad abortire se lo desidera e parimenti a non farlo se non lo desidera. Se una donna non potesse abortire, sarebbe spossessata del proprio corpo, deprivata di se stessa. Costringere una donna a una gravidanza è una violenza inaccettabile, come pure lo è non darle la facoltà di scegliere il modo in cui abortire, se più di uno è disponibile. Ci si augurerebbe che il governo non voglia ulteriormente mettere i bastoni fra le ruote all'esercizio di un diritto delle donne, ad es. imponendo lunghe ospedalizzazioni che sono già state superate in molte parti del mondo. Ma dopo la vicenda Englaro, gli atti d'indirizzo, i decreti anti-Cassazione e i parlamenti convocati ad horas, da questo governo ci si può aspettare solo il peggio.<br />
Tommaso Bruni – Coordinatore Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=576</comments>
 <pubDate>Sat, 1 Aug 2009 16:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>L&apos;aborto farmacologico in Francia</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=575</link>
<description><![CDATA[<i>Pubblico due articoli sulla vicenda dell'aborto farmacologico. <br />
Comincio con il pubblicare un articolo sull'uso del Mifepristone (RU486) in Francia, per far capire come funziona il farmaco in un paese "normale", dove governa una destra europea. Il Mifepristone è usato ogni anno per interrompere la gravidanza di 60.000 donne francesi circa ogni anno. Interessante quanto si dice sulla necessità di ospedalizzazione.<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore Circolo UAAR Bergamo</i><br />
<br />
<b>Pillola abortiva - Presto il voto sulla nuova legge<br />
In Francia la destra chiede di estenderne l'uso</b><br />
di Anna Maria Merlo - Parigi<br />
da "il manifesto", 31 Luglio 2009<br />
<br />
In Francia, paese di origine del professor Etienne-Emile Baulieu, capo dell'équipe che ha messo a punto la molecola della RU 486 agli inizi degli anni '80, la cosiddetta «pillola abortiva» è finita sui giornali all'inizio del mese,ma per motivi ben diversi da quelli italiani. Il Consiglio costituzionale, per un vizio di forma della proposta di legge che aveva dimenticato di precisare i tempi della sperimentazione, ha bocciato l'emendamento della parlamentare Bérengère Poletti (del'Ump, il partito di Sarkozy), che voleva estendere alle levatrici la possibilità di prescrivere questo trattamento.<br />
L'emendamento era però passato a larga maggioranza sia all'Assemblea che al Senato, camere dove domina la destra. Bérengère Poletti ha subito affermato di aver già preparato la modifica richiesta dal Consiglio costituzionale - una sperimentazione di due anni - per poter far rivotare l'emendamento, nell'ambito della discussione in corso della legge sulla riforma dell'ospedale.<br />
Dare anche alle levatrici la possibilità di prescrivere la RU 486 è difatti diventata una necessità, per «garantire alle donne l'attuazione di un diritto». La RU 486 deve essere presa entro cinque settimane, i tempi sono brevi e la domanda alta: ormai in Francia un terzo degli aborti praticati ogni anno avviene con l'RU (l'incidenza degli aborti è nel paese stabile da trent'anni: 840mila nascite e 200mila aborti, cioè un'interruzione volontaria di gravidanza ogni cinque nascite, una cifra considerata ancora alta per mancanza di una maggiore prevenzione).<br />
La RU 486 è legale in Francia dall'88 (la legge Veil che legalizza l'aborto è del '75). All'inizio, c'erano state polemiche.<br />
La pillola era stata ritirata per circa un mese, in seguito alle pressione del movimento pro-life, sul modello statunitense, ma l'allora ministro della sanità, il socialista Claude Evin, l'aveva reintrodotta d'ufficio.<br />
Nella prima fase, solo gli ospedali potevano prescrivere la Ru 486. <br />
Ma dal 2004, con Philippe Douste-Blazy ministro della sanità (Ump, destra), la prescrizione è stata estesa ai medici di famiglia e ai ginecologi. Douste-Blazy, che è medico, aveva spiegato allora che «con l'esperienza, ci siamo resi conto che dal punto di vista medico l'ospedalizzazione non è giustificata». Il ministro aveva scelto di estendere la possibilità di prescrizione fuori dalle strutture ospedaliere per «migliorare la situazione delle donne e accorciare i tempi di attesa» che, con l'esclusività ospedaliera, rischiavano di essere troppo lunghi rispetto ai tempi legali di 5 settimane. <br />
E' la stessa ragione che ha spinto oggi la parlamentare dell'Ump a presentare l'emendamento per permettere la prescrizione alle levatrici. In ambulatorio è possibile ricevere la Ru 486 anche in altri paesi, tra cui Usa, Svezia o Tunisia. In Francia non è facile abortire, non tanto per una grande incidenza del ricorso dei medici alla clausola di coscienza, ma soprattutto perché questa specialità attrae poco i medici, visto che non permette di fare carriera in ospedale: i dottori che accettano si trovano poi inchiodati al reparto in cui si praticano le interruzioni di gravidanza, per mancanza di nuove leve.<br />
Il dottor Sakis, che è tra gli inventori della molecola (a cui la Roussel-Uclaf nel '97 aveva ceduto il brevetto per evitare problemi di commercializzazione dei propri prodotti negli Usa a causa della battaglia dei pro-life), afferma che la Ru 486 è semplicemente «un'alternativa medicinale alla tecnica di aspirazione». <br />
Negli ospedali dove viene usata sottolineano che le polemiche sono pretestuose, perché non si tratta affatto di una «scelta di facilità». Anche ora che la prescrizione può essere fatta dal medico di famiglia, le regole sono estremamente vincolanti: la donna deve prendere cinque appuntamenti e i primi due sono di informazione, seguiti da una settimana obbligatoria di «riflessione». Solo al terzo appuntamento, la donna prende la prima pillola, in presenza del medico. Due giorni dopo, verranno somministrate altre due pillole e l'aborto avrà luogo, per espulsione, all'incirca dopo 4 ore nel 60% dei casi, fino a 24-72 ore dopo per il 40%.<br />
«La legge sull'aborto in Francia è molto severa - spiega una dottoressa dell'ospedale di Colombes, una delle strutture più grosse per l'utilizzazione della molecola - e per la Ru 486 le regole sono ancora più severe. Non bisogna<br />
diffondere l'idea che sia un trattamento miracoloso.<br />
Molti pensano che con la Ru 486 la gravidanza sparisca. Ma non è così. La pillola provoca un aborto spontaneo e questo è un argomento di cui, tra l'altro, le donne parlano poco anche tra loro, perché è vissuto come un fallimento dell'organismo».]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=575</comments>
 <pubDate>Sat, 1 Aug 2009 14:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Una laicità malintesa</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=574</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090720-Jean_Jaures.jpg">Jaures</a></div>Vale la pena soffermarsi su un articolo di P. Roma apparso in prima pagina sulla Eco il 18 luglio 2009. <br />
Trovate l'articolo 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20090720-20090718_Articolo_Eco_Roma.doc')">qui</a>.<br />
L'autore fa una riflessione sul concetto di laicità, interpretandolo alla maniera del pontefice ora regnante. Questa interpretazione della laicità si basa su una dicotomia che non è mai esistita nella storia del pensiero politico sino all'ascesa di Joseph Alois Ratzinger al soglio di Pietro: quella fra “laicità” e “laicismo”. <br />
La laicità, sovente condita con gli aggettivi “sana”, “buona”, “corretta”, si riduce a una generica attitudine al dialogo fra religiosi dell'una o dell'altra fede e a un rapporto collaborativo fra istituzioni statali e religione cattolica. In alcuni casi alla laicità viene addirittura attribuito il significato di “vita laicale”, contrapposta allo stato sacerdotale: indica quindi la vita del buon cattolico che non ha preso gli ordini sacri né ha fatto una scelta di vita consacrata.<br />
Il laicismo invece è il peggiore dei mali possibili: una dottrina vecchia, ottocentesca, statalista e anticlericale. In realtà il laicismo, come lo chiama Ratzinger, non è altro che la laicità, per come è intesa nell'Europa continentale ininterrottamente dai tempi del Conte di Cavour, del Kulturkampf bismarckiano e della legge francese del 1905. Laico è lo Stato che non prende posizione rispetto a fedi religiose e a credenze filosofiche e che considera queste faccende affare dei cittadini privati; da ciò consegue che lo Stato: <br />
- deve lasciare a ciascuno la libertà di avere la fede che vuole, o di non averne alcuna;<br />
- non deve incorporare una morale fideistica nelle sue leggi;<br />
- non deve finanziare confessioni religiose con il denaro dei contribuenti. <br />
Un concetto di cristallina chiarezza, che costituisce uno dei pilastri delle democrazie liberali.<br />
Gli stessi cattolici hanno idee ben distinte sulla natura di questo classico concetto, come dimostra lo stesso Roma, che infatti scrive:<br><br><i>Per costoro [i laicisti, ndr], in uno Stato laico le religioni non devono avere influenza sulla società nel suo complesso, in quanto hanno rilievo solo rispetto alla dimensione privata. [...] Non ci si rende conto che in tal modo viene ingigantito il ruolo dello Stato nel regolare la vita delle comunità fino ad impedire loro di avere un ruolo pubblico.</i><br><br>Qual è l'accusa che Roma muove alla laicità classica, cioè al cosiddetto laicismo, secondo il lessico ratzingeriano?<br>Di fatto è quella di non rispettare i “corpi intermedi”, le “comunità”, quelle aggregazioni di uomini che un certo pensiero politico vede come precedenti (e prioritarie) rispetto allo Stato, fra cui le comunità religiose, i gruppi di interesse economico, i gruppi etnici ecc. Ciò viene sostenuto proprio quando lo Stato come lo conosciamo oggi, ancor prima di divenire liberale con la Rivoluzione Francese, si è costituito lottando contro queste strutture sociali, di solito ben più opprimenti nei confronti delle libertà individuali dello Stato assolutista stesso, ed esautorandole. Quanto allo Stato liberale, esso si basa su una dialettica fra due poli: l'individuo, portatore di diritti inalienabili che lo Stato non può toccare e agente politico in quanto cittadino, e lo Stato, che risulta dalla volontà sovrana dei cittadini stessi, esercitata attraverso una Costituzione rigida. Qualsiasi altra dimensione della vita sociale, in un'ottica liberale, non ha riconoscimento se non nella misura in cui deriva dalla libera associazione dei cittadini: i “corpi intermedi” sono dunque gruppi privati che risultano dall'unione di cittadini altrettanto privati. La rivendicazione di un'importanza prioritaria dei corpi intermedi, o di un loro ruolo costitutivo nella struttura dello Stato, appartiene a teorie politiche reazionarie, come la filosofia del diritto di Hegel a cui fortemente si ispirò Giovanni Gentile nella sua teorizzazione dello stato fascista come stato totalitario e corporativo. <br />
Da ciò risulta che la teoria politica che Roma schizza non è compatibile con la democrazia liberale e che, nella dicotomia posta da Ratzinger, un solo corno è compatibile con l'assetto della Costituzione del 1948, cioè la laicità classica o “laicismo”, che la Corte Costituzionale stessa definì principio supremo dell'ordinamento nel 1989.<br />
La dicotomia posta dal pontefice è un modo per confondere le acque e per snaturare alcuni concetti politici a proprio uso e consumo. Purtroppo nel nostro paese i clericali godono, specie nella TV pubblica, di un'egemonia mediatica, cosicché in Italia, diversamente che nel resto del continente, questo lessico è ora invalso. <br />
La medesima strategia volta a impadronirsi delle parole e dei concetti dell'avversario, tecnica in cui i cristiani son maestri sin dal loro confronto con il paganesimo ellenistico nei primi secoli della loro religione, è utilizzata da P. Roma in alcune citazioni che cercano di volgere il pensiero di esponenti laici contro la laicità classica. Ma, come diceva Marcel Proust, “méfiez-vous des morceaux choisis”, diffidate dei brani scelti. Roma cita infatti un brano di Claudio Magris: <br><br><i>Laico non vuol dire affatto, come ignorantemente si ripete, l'opposto di credente, o di cattolico, e non indica di per sé, né un credente né un ateo né un agnostico. Laicità non è un contenuto filosofico, bensì una forma mentis; è essenzialmente la capacità di distinguere ciò che è dimostrabile razionalmente da ciò che è oggetto di fede, a prescindere dalla adesione o meno a tale fede.</i><br><br>Sebbene questo testo affronti il problema della laicità dal punto di vista individuale (quando un uomo è “laico”?) e non da quello statale (quando uno Stato è “laico”?), è del tutto compatibile con la laicità tradizionale, che non è irreligiosità, bensì il contrario del confessionalismo. Laico è chi vuole che lo Stato sia laico, che la cosa pubblica non imponga a nessuno un certo modo di vedere le cose, una particolare Weltanschauung, proprio perché alcune cose sono dimostrabili razionalmente (e su queste lo Stato può prendere posizione), mentre altre no (e su queste lo Stato deve tacere). E' rimarchevole come Roma usi una citazione come questa per cercare di avvalorare la visione della “corretta laicità” elaborata da J. A. Ratzinger.<br>Ma in che cosa si sostanzia questa pseudo-laicità, la corretta laicità che deve essere conforme al magistero della chiesa romana, pena degradare nel pericoloso laicismo nichilista e anarcoide? <br />
Stando all'articolo, in questo:<br><br><i>Il dialogo tra lo Stato, la Chiesa e le altre religioni, come anche il dialogo tra individui di diversa estrazione sociale, culturale e religiosa, nel rispetto delle convinzioni e delle pluralità di opzioni, nonché della libertà di manifestarle. Questo spirito laico significa tolleranza, dubbio rivolto anche alle proprie certezze, capacità di credere fortemente in alcuni valori sapendo che ne esistono altri, pur essi rispettabili. Altra cosa è il laicismo, che non ha sufficiente serenità nel pensare le relazioni tra credenti e non credenti, tra Stato e religione e nel perseguire una laicità compiuta, perché influenzato da pregiudizi antireligiosi o anticlericali.</i><br><br>Queste belle parole, con l'esclusione dell'ultimo periodo, sono compatibili con la visione classica della laicità e, di per sé, non costituiscono neppure un concetto di laicità politicamente utilizzabile. E questo perché mancano il punto fondamentale: la legislazione statale. La laicità si occupa solo di ciò: le leggi e i valori che le ispirano. Vi è laicità se questi valori non sono dettati da una religione o da una filosofia, come il materialismo dialettico. Non vi è laicità se invece le leggi sono l'impronta di una visione del mondo chiaramente ravvisabile e se limitano la libertà dei cittadini di pensare con la loro testa. Le parole di Roma non dicono nulla di come le leggi dovrebbero essere nell'Italia “correttamente laica” del papa. E nulla dicono perché su ciò cascherebbe l'asino: il pontefice sarebbe costretto a rivendicare leggi esemplate sul magistero cattolico, con conseguente crollo dei suoi ingannevoli giochi di parole. Il suo clericalismo si paleserebbe in piena luce.<br />
Il dialogo fra credenti e non-credenti non deve mai venire meno, ma ciò non ha nulla a che fare con l'accettazione di leggi confessionali che impongono indebitamente a tutti la volontà di una parte, ancorché maggioritaria. La laicità infatti pone limiti, in quanto principio costituzionale, alla stessa sovranità popolare. Religione e filosofia riguardano l'individuo e la sua coscienza e lo Stato su di esse deve tacere: questa è la laicità, condizione necessaria di una democrazia liberale. In sua assenza si scivola nella teocrazia, o meglio nella ierocrazia, nel governo dei sacerdoti, visto che Dio non è mai stato capace di parlare da solo ed è sempre stato costretto ad avvalersi, per manifestare la sua volontà, del prezioso aiuto di un clero. E una simile discesa nella ierocrazia è precisamente ciò che P. Roma e, attraverso di lui, il romano pontefice invocano con la grande, pluriennale campagna mediatica di cui questo articolo è un piccolo tassello. Una campagna che dunque ogni sincero democratico di questo paese ha il dovere morale di contrastare.<br><br>Tommaso Bruni – Coordinatore Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=574</comments>
 <pubDate>Mon, 20 Jul 2009 22:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Gazebo informativo UAAR Bergamo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=573</link>
<description><![CDATA[Il Circolo UAAR di Bergamo comunica che organizzerà un banchetto informativo<br><br><b>sabato 18 luglio, dalle ore 15.30 alle ore 19.00<br>in Piazza Pontida - Bergamo</b>, vicino all'edicola.<br><br>Passate a trovarci!]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=573</comments>
 <pubDate>Thu, 16 Jul 2009 11:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Riunione circolo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=572</link>
<description><![CDATA[Il Circolo UAAR di Bergamo si riunisce<br />
<br />
<b>Giovedì 2 Luglio 2009 alle ore 21,<br />
presso il bar ARCI di via Gorizia 17 - Bergamo (quartiere Grumellina)</b><br />
<br />
con il seguente OdG:<br />
- nomina del segretario del Circolo, incaricato ufficiale della redazione e della pubblicazione dei verbali;<br />
- aggiornamento film del 20 settembre;<br />
- banchetti informativi in città e in provincia;<br />
- progetto scuole proposto da Franco Ghidini;<br />
- presentazione di libri (Pedote? Defanti?);<br />
- discussione sul problema delle reiscrizioni;<br />
- 2da Giornata dello Sbattezzo: come organizzarla;<br />
- varie ed eventuali.<br />
<br />
Ricordo che le riunioni sono aperte a tutti i cittadini; durante le riunioni è possibile iscriversi alla UAAR.<br />
Cordiali saluti<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=572</comments>
 <pubDate>Wed, 24 Jun 2009 15:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Carlo Alberto Defanti prosciolto da ogni addebito</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=571</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090624-Carlo_A_Defanti.jpg">CA_Defanti</a></div>Fa piacere sapere che l'ordine dei medici della provincia di Bergamo abbia assolto da ogni accusa il dott. Carlo Alberto Defanti, per anni primario di neurologia ai Riuniti e medico di Eluana Englaro per più di un decennio.<br />
Defanti era oggetto di un'indagine per via della sospensione dell'idratazione e dell'alimentazione forzata di cui la donna in stato vegetativo permanente è stato oggetta nel febbraio di quest'anno.<br />
Stante la sentenza del luglio 2008 della Corte di Appello di Milano, del resto, l'operato dello staff medico che ha provveduto a sospendere l'alimentazione e l'idratazione artificiali di Eluana si è svolto nella piena legalità. La estenuante battaglia legale di Beppino Englaro mirava infatti proprio a questo: non staccare Eluana di nascosto, come moltissimi fanno, ma farlo pubblicamente e con l'avallo della legge.<br />
La legislazione italiana attuale, in primis art. 32 comma 2 della Costituzione, e la giurisprudenza sinora emersa consentono di sospendere l'alimentazione e l'idratazione forzata in un paziente che, prima di entrare in stato vegetativo, avesse dimostrato la volontà di non sopravvivere in quelle condizioni.<br />
Ora dobbiamo impedire, come minimo, che la situazione peggiori, ad es. attraverso l'approvazione alla Camera dello sciagurato DdL Calabrò, già approvato al Senato; inoltre occorrerà attivarsi per avere una buona legge sul testamento biologico, come quella recentemente approvata in Germania, che impedisca di vedere ancora parlamenti convocati <i>ad horas</i> per bloccare le legittime sentenze della magistratura.<br />
<br />
Per maggiori informazioni, <a href="http://www.bergamonews.it/bergamo/articolo.php?id=12405">trovate qui un articolo di Bergamonews</a>]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=571</comments>
 <pubDate>Wed, 24 Jun 2009 13:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Consigli pratici per evoluzionisti spaesati</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=570</link>
<description><![CDATA[<i>Volentieri inoltriamo dal Centro Nuovo Progetto.<br />
Il Circolo UAAR di Bergamo</i><br />
<br />
24 giugno | ore 21:00<br />
Rotonda della Besana - Milano<br />
<br />
Emanuele Coco, Consigli pratici per evoluzionisti spaesati<br />
<br />
Conferenza-racconto con Elio e Rocco Tanica (letture)<br />
<br />
Puccio Castrogiovanni (bouzouki, fisarmonica, marranzani, tamburi)<br />
<br />
Tommaso Galati (fonico)<br />
Il bicentenario della nascita di Darwin offre l'occasione per ripercorrere la storia, le teorie e le vicende che hanno portato l'evoluzionismo fino ai giorni nostri.<br />
Attraverso una lettura ironica e movimentata, lo scrittore e storico della scienza Emanuele Coco crea un iter narrativo lungo cui Elio e le Storie Tese interpretano brani del repertorio classico dell’evoluzionismo: de Maillet (1656-1738), Robinet (1735 -1820), Diderot (1713-1784), Buffon (1707-1788), Lamarck (1744-1829), Darwin(1809-1882), Wallace (1823-1913), Huxley (1887-1975), ecc.<br />
Gli elefanti immaginati da Diderot come “improvviso prodotto della fermentazione”, gli uomini acquatici di de Maillet che si innamorano delle polene delle navi, lo sconforto di Darwin di fronte alle anticipazioni di Wallace, sono solo esempi delle vicende che si sono svolte sul palcoscenico dell’evoluzionismo: un mondo sì teorico e scientifico, ma anche umano e – a tratti – persino buffo.<br />
Il racconto, allestito da Emanuele Coco e da Elio e le Storie Tese, insegue l’evoluzionismo prima, durante e dopo Darwin con un occhio attento alla contemporaneità e al dibattito sul determinismo genetico.<br />
Il fine dunque non è solo rendere omaggio alla più importante teoria attorno al vivente, ma anche invitare a una riflessione su alcuni luoghi comuni relativi alle ipotesi sulle basi genetiche delle attitudini sociali umane.<br />
La conferenza è ispirata all’omonimo audio-racconto, scritto da Emanuele Coco e interpretato da Elio e le Storie Tese e Leo Gullotta.  <br />
<br />
Emanuele Coco, scrittore e storico della scienza, si occupa di Storia dell’evoluzionismo e insegna presso le Università degli Studi di Catania e di Firenze. E’ ricercatore Marie Curie presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales (EHESS) di Parigi. I suoi lavori sono dedicati ai rapporti tra scienza e società attraverso progetti che integrano ricerca e linguaggi narrativi. Ha scritto di recente Egoisti Malvagi e generosi - Storia naturale dell'altruismo (Bruno Mondadori, Milano 2008) e Ospiti ingrati (Nottetempo, Roma 2007).<br />
<br />
Elio e le Storie Tese (talvolta abbreviato in EelST o Elii) sono un gruppo musicale italiano di Milano, fondato da Stefano Belisari (in arte Elio) nel 1980. Il gruppo ha conosciuto, nel tempo, una popolarità sempre crescente, alimentata prima dalla circolazione di registrazioni bootleg dei loro spettacoli in locali come il Magia Music Meeting e lo Zelig di Milano, poi dalla pubblicazione dei primi album e dalle numerose comparse in televisione.<br />
<br />
Puccio Castrogiovanni, poli-strumentista e arrangiatore, suona con Carmen Consoli e i Lautari.<br />
<br />
Tommaso Galati, fonico e tecnico di palco, lavora con importanti artisti tra cui Carmen Consoli, Max Gazzé, Fiorella Mannoia.<br />
<br />
info<br />
Rotonda di via Besana<br />
Via E. Besana 12 - Milano<br />
sottoporticato<br />
Ingresso libero fino ad esaurimento posti]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=570</comments>
 <pubDate>Sat, 20 Jun 2009 00:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>&quot;Richiesta dalla curia&quot;</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=569</link>
<description><![CDATA[Con questa espressione, a quanto apprendiamo dagli organi d'informazione, il Dott. Antonino Crimaldi di Ponte S. P. cerca di schermirsi dalle rimostranze fattegli dalla UAAR e dal Dott. Mauro Gelfi, genitore di una bambina che non si avvale della IRC e che ha ricevuto una lettera che lo vuole indurre a cambiare parere.<br />
La lettera è stata spedita perché "richiesta dalla curia", come se ciò risolvesse ogni problema.<br />
Il dirigente di Ponte S. P. evidentemente non si rende conto di peggiorare la sua situazione con le sue parole. <br />
La curia vescovile non ha nessuna autorità sulla scuola pubblica. <br />
Il fatto che il dirigente invece consideri l'ordinario diocesano una sorta di pubblica istituzione, legittimata a fare richieste e ad ottenere obbedienza, fa comprendere come si sia capito poco della laicità della scuola statale: la scuola statale deve mantenersi imparziale rispetto a religioni e visioni del mondo, perché deve rispondere alle esigenze di tutti i cittadini e non solo di una parte, per quanto vasta. <br />
La curia ha diritto di fare richieste alla scuola statale tanto quanto una polisportiva o un'unione venatoria: rappresenta un'organizzazione privata, la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, che non è democraticamente eletta e che non esercita sovranità sul territorio italiano. La Chiesa ha tutto il diritto di organizzare l'IRC all'interno delle scuole, ma non di fare propaganda a favore di questo insegnamento attraverso lettere scritte da dirigenti scolastici e collegi docenti.<br />
Un dirigente scolastico dovrebbe quindi obbedire alla Costituzione della Repubblica, alle leggi dello Stato e al Ministro competente, che gode della fiducia del Parlamento votato dai cittadini, non agli ukase di un vescovo. <br />
Ci saremmo augurati che il dirigente scolastico di Ponte S. P. capisse queste cose prima di cominciare a ricoprire il suo attuale incarico.<br />
Chiediamo che la circolare sia ritirata o che, alternativamente, sia distribuito alle famiglie degli alunni materiale informativo sull'ora alternativa fornito dalla UAAR (principale associazione di non-credenti presente sul territorio nazionale).<br />
Il Circolo UAAR di Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=569</comments>
 <pubDate>Thu, 4 Jun 2009 23:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Dirigente scolastico di Ponte San Pietro fa pressione sui genitori degli alunni affinché facciano frequentare ai figli l&apos;insegnamento della religione cattolica.</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=568</link>
<description><![CDATA[Con questo articolo il circolo UAAR di Bergamo vuole denunciare all'opinione pubblica un fatto molto grave. <br />
<br />
Il dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo di Ponte San Pietro, Dott. Antonino Crimaldi, ha spedito il giorno 21 maggio una circolare, la n. 307, che 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20090602-Lettera_PonteSPietro_May09.jpg')">trovate qui</a>, a tutti i genitori di alunni che non si avvalgono dell'Insegnamento della Religione Cattolica (IRC). <br />
<br />
In questo documento il Dott. A. Crimaldi invita, unitamente al Collegio Docenti, i genitori degli alunni che non si avvolgono dello IRC a leggere un aureo opuscolo, il cui autore è ignoto e che si intitola “Religione cattolica a scuola: per riscoprire le radici”, con il chiaro scopo di influenzare le loro scelte personali. <br />
<br />
Riportiamo qui sotto una lettera che ci è giunta dal Dott. Mauro Gelfi, genitore di una bimba che non si avvale dello IRC, e indirizzata allo stesso Dott. Antonino Crimaldi.<br />
<br />
<i>Alla cortese attenzione <br />
Dirigente scolastico Istituto comprensivo di Ponte San Pietro<br />
Ufficio scolastico per la Lombardia<br />
Ufficio scolastico provinciale Bergamo<br />
<br />
U.A.A.R - Roma<br />
U.A.A.R. Bergamo<br />
Comitato torinese per la laicità della scuola<br />
<br />
Gentile Dirigente,<br />
ricevo con notevole stupore la sua circolare interna n. 307, che allego per gli altri soggetti a cui è indirizzata questa mia. La circolare è una palese violazione dei diritti di eguaglianza e di laicità della scuola. Essa infatti invita a leggere una brochure, non si sa scritta da chi e per chi, al solo scopo di convincere i genitori a far frequentare l'ora di religione, cattolica ben inteso.</i><br />
    <i>E' evidente che non c'è eguaglianza perché non vi è nella circolare nessun accenno di invito a letture che invece propongano di non avvalersi dell'ora di religione cattolica.<br />
    Addirittura si adombra l'idea che chi frequenterà l'ora di religione cattolica possa avvalersi di strumenti culturali in più, quali i citati collegamenti interdisciplinari.<br />
    Nessuna parola viene invece scritta sui vantaggi dell'ora alternativa, quasi che lei intendesse depotenziare questa attività; mi spiace segnalare che infatti nel POF, almeno in quello della scuola dell'infanzia, manca tale programmazione.<br />
    La discriminazione da lei operata segue quella relativa alla scelta di portare i bambini della scuola dell'infanzia a celebrare un culto durante l'orario curricolare, fatto espressamente vietato (Sentenza TAR dell’Emilia-Romagna n. 250 del 17 giugno 1993).<br />
    Mi pare importante precisare che la mia indignazione sarebbe stata tale se lei avesse distribuito una circolare in cui invitava a leggere solamente le ragioni di chi non frequenta l'ora di religione cattolica<br />
    Chiedo a tutti gli organi competenti l'immediato ritiro della circolare o, meglio, l'integrazione della suddetta con un invito agli studenti e ai genitori a leggere i loro diritti in merito. Mi permetto a tal fine di segnalare l'ottimo sito, con ricca bibliografia: www.uaar.it <br />
dott. Mauro Gelfi</i><br />
<br />
Concordiamo con l'opinione del Dott. Gelfi e chiediamo l'immediato ritiro della circolare, che lede l'uguaglianza dei cittadini all'interno della scuola pubblica, creando bambini di serie A (quelli che si avvalgono dello IRC) e bambini di serie B (quelli che non si avvalgono dello IRC). La circolare esercita inoltre pressioni indebite sulle legittime scelte religiose dei genitori.<br />
<br />
La scuola statale deve essere laica e non può avere alcuna cultura religiosa o filosofica di riferimento: deve lasciare uguale spazio a tutte le visioni del mondo, tutelando la libertà di pensiero, di coscienza e di espressione di ognuno, all'interno del quadro delineato dalla Costituzione repubblicana.<br />
<br />
L'insegnamento della religione cattolica e le attività alternative ad essa devono avere uguale dignità e godere della medesima attenzione agli occhi di chi amministra un ente scolastico pubblico. <br />
<br />
Se ciò non accade, la scuola pubblica perde la propria ragion d'essere, smentisce la sua stessa missione (quella di educare cittadini), uscendo dal quadro valoriale delineato dalla Costituzione (art. 3, 8, 19, 21) e divenendo scuola confessionale.<br />
<br />
Il Circolo UAAR di Bergamo<br />
]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=568</comments>
 <pubDate>Tue, 2 Jun 2009 20:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Far vivere, lasciar morire.</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=566</link>
<description><![CDATA[<i>Volentieri comunichiamo questa iniziativa di Bergamolaica.<br />
Il Circolo UAAR di Bergamo</i><br />
<br />
BERGAMOLAICA organizza<br />
<br />
<b>Far vivere, lasciar morire.<br />
Sacralità della vita e libertà di scelta a confronto.<br />
<br />
Sabato 30 maggio - ore 17.00<br />
Libreria Terzo Mondo - via Italia 73 - Seriate (BG)</b><br />
<br />
Bergamolaica è un'associazione attiva nella tutela della laicità dello Stato e nel contrasto di discriminazioni legate alla religione o all'orientamento sessuale. Cogliamo l'occasione delle prossime elezioni europee e amministrative per discutere il tema dell'accanimento terapeutico e del testamento biologico direttamente con il personale politico. A tre mesi dalla morte <br />
di Eluana Englaro, speriamo di poter condurre una riflessione più posata di quanto non si sia fatto recentemente, mettendo a contatto due posizioni, quella cattolica e quella laica, che normalmente non si parlano mai se non dalle colonne dei giornali.<br />
<br />
Interverranno:<br />
Rosangela Pesenti - Partito della Rifondazione Comunista<br />
Guido Biancardi – Lista Pannella Bonino<br />
Valter Grossi – Partito Democratico<br />
Marcello Raimondi – Popolo della Libertà<br />
Un rappresentante della Lega Nord <br />
<br />
Modera:<br />
Tommaso Bruni - Presidente di Bergamolaica<br />
<br />
Per info: 339.7415298]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=566</comments>
 <pubDate>Thu, 28 May 2009 10:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>La Chiesa dà la linea</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=565</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090526-Beschi1.jpg">Nuovo vescovo, vecchie ingerenze...</a></div><br />
Il 14 maggio la Diocesi di Bergamo ha pubblicato un documento, che trovate qui,<br />

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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20090526-DiocesiBgElezioni09.doc')">Documento Diocesi</a><br />
intitolato “I cristiani e le prossime elezioni”.<br />
<br />
Dopo essersi scaldato con due paragrafi iniziali sul rapporto fra la politica e la crisi economica e sulla concezione cattolica di politica, il documento elettorale della Diocesi dà il meglio di sé con il punto terzo, “La politica come proposta”, in cui appare un decalogo volto a orientare le intenzioni di voto dei cattolici. <br />
Pur affermando di non dare “indicazioni di voto”, la curia del nuovo vescovo Francesco Beschi “riafferma [...] valori rispetto ai quali i cittadini/elettori sono chiamati ad esercitare le loro responsabilità”. Si suppone che si tratti di responsabilità di fronte a Dio, alla Chiesa e alla propria coscienza di cristiani. <br />
In seguito il documento aggiunge che “non tutte le opzioni politiche sono eticamente corrette”, che “deve finire il tempo delle deleghe in bianco” e che sulle scelte elettorali è necessario “un discernimento personale e comunitario”. Vescovo e collaboratori fanno insomma capire chiaramente che solo alcune scelte elettorali sono compatibili con la fede cattolica e con il magistero dell'attuale pontefice. <br />
Inoltre, le deleghe non possono essere in bianco: la Chiesa vuole qualcosa in cambio dei suoi voti.Quali scelte elettorali siano possibili e quale sia la ricompensa che la Chiesa richiede è spiegato indirettamente dal Vescovo nel suo decalogo, composto da:<br />
<br />
1. Difesa della vita (umana) sin dal concepimento;<br />
2. Difesa della famiglia eterosessuale fondata sul matrimonio, “non [...] assimilabile ad altre forme di convivenza";<br />
3. Giustizia sociale;<br />
4. Diritto al lavoro;<br />
5. Salvaguardia dell'ambiente;<br />
6. Costruzione della città a misura d'uomo, con valorizzazione di “luoghi di incontri e di legami di solidarietà e partecipazione” (leggi: oratori, ndr);<br />
7. L'immigrazione, che comprende una “accoglienza che consenta effettivo e dignitoso inserimento degli immigrati”;<br />
8. Parità scolastica, “traguardo ancora da raggiungere”;<br />
9. Unità europea;<br />
10. Solidarietà internazionale.<br />
<br />
Il decalogo procede per eliminazione: presa la totalità delle forze politiche presenti sulla scena, alcuni punti sono volti a sconsigliare caldamente il voto per alcune di esse. <br />
I primi due punti fanno fuori le forze della sinistra extraparlamentare, i radicali e i pochi veri laici rimasti nel PD. <br />
I punti 3 e 4 sono retoricamente condivisi da tutti; ciononostante, sono un blando invito a stare alla larga dal Popolo della Libertà, troppo neoliberista. <br />
Il punto 5 è innocuo perché non c'è alcun partito che si dichiari “nemico dell'ambiente”; lo stesso vale per il 9. <br />
Il 10 e soprattutto il 7 vietano di votare per il partito di Bossi. <br />
Restano sul terreno come scelte possibili: cattolici del PD, IdV, UdC. <br />
Il punto 6 e il punto 8 spiegano che cosa la Chiesa voglia da queste forze in cambio del suo appoggio: ingrandimento di oratori ed altri beni immobili di proprietà ecclesiastica (e.g. impianti sportivi); più soldi pubblici alle scuole cattoliche private.<br />
<br />
Si tratta dell'ennesima ingerenza della Chiesa in una faccenda, la competizione elettorale, che semplicemente non la dovrebbe riguardare. Come lo Stato non interferisce nella vita interna della Chiesa, nei dogmi teologici e nella nomina di parroci e vescovi, così spetta alla Chiesa mantenere il massimo riserbo in fatto di elezioni e di legislazione. La Chiesa non è un'associazione qualsiasi; finché c'è il Concordato, è un partner dello Stato su un piano di parità, “nel suo ordine indipendente e sovrana”. Se la Chiesa vuole dare indicazioni di voto, che diventi una comune associazione di cittadini privati, che rinunci allo Stato della Città del Vaticano, alla disciplina concordataria e a tutti i ciclopici privilegi che questa porta con sé (un miliardo annuo di 8/1000, un miliardo annuo per l'insegnamento della religione cattolica...). Ma finché resta il Concordato, la Chiesa ha l'obbligo di farsi gli affari propri e di non ingerirsi in questioni che non le competono, se vuole che i fondi dello IOR rimangano extra-territoriali ed esentasse. <br />
Auspico che:<br />
- i cattolici bergamaschi siano sufficientemente adulti da prendere le proprie decisioni elettorali senza l'ausilio dei sacerdoti;<br />
- i politici bergamaschi non si abbassino al <i>do ut des</i> proposto dal vescovo Beschi (ma con l'andazzo dell'ultimo quindicennio, ho scarse speranze);<br />
- il Concordato di Mussolini, costituzionalizzato da Togliatti e riformato in peggio da Craxi faccia presto il suo ingresso nella pattumiera della storia.<br />
<br />
Tommaso Bruni – Coordinatore Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=565</comments>
 <pubDate>Tue, 26 May 2009 22:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>La Eco pubblica risposta a nostra missiva</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=564</link>
<description><![CDATA[Come sapete, il giorno 7 maggio la Eco uscì con un articolo che attaccava la nostra campagna sullo 8/1000.<br />
In risposta a questo articolo, scrissi il giorno dopo una lettera al giornale, che ho pubblicato su questo sito.<br />
Oggi 22 maggio la redazione dell'Eco si degna di rispondere. Riporto nuovamente per comodità del lettore la mia missiva e la replica (non firmata, quindi condivisa dall'editore) della Eco.<br />
<br />
L'8 per mille e le esigenze di culto<br />
<br />
<i>LETTERA DELLA UAAR<br />
Spettabile redazione,<br />
quanto al vostro articolo del 7 maggio, a pagina 14, vorrei chiedere a monsignor Paolo Rossi se dichiara falsa la seguente affermazione: «La Cei riceve dallo Stato, via 8 per 1000 dell'Irpef, circa un miliardo di euro all'anno e ne spende circa il 20% in beneficenza». I dati Cei per il 2007 sono 205 milioni in beneficenza contro 991 totali, per essere precisi.<br />
Stranamente questi numeri mancano dall'articolo de «L'Eco»: di certo si è trattato di una sfortunata dimenticanza.<br />
Da queste cifre si comprende che la grande maggioranza dei fondi 8/1000 Cei è spesa per stipendi dei sacerdoti, costruzione o ristrutturazione di nuove chiese, opache «esigenze di culto». Sono ingannevoli quindi gli spot televisivi Cei che puntano tutto sui bisognosi.<br />
Che una parte delle imposte dei cittadini debba essere ripartita fra privati con una sorta di sondaggio elettorale a cui solo pochissimi sono ammessi ci pare infine una procedura di dubbia moralità.<br />
Tommaso Bruni<br />
coordinatore<br />
Circolo Uaar Bergamo</i><br />
<br />
REPLICA DELLA ECO<br />
La frase che lei riporta non è falsa, ma lascia intendere un concetto falso: la Chiesa «tiene per sé» i soldi dei contribuenti, si arricchisce alle loro spalle, lasciando intendere di fare «carità» e utilizzando invece il denaro per altri scopi (?!). Il che non è vero. Il meccanismo dell'8 per mille può piacere o meno, ma esiste ed è anche molto chiaro. Nell'inserto «Vita della Chiesa» dell'8 maggio scorso è stato peraltro spiegato in tutti i dettagli (numeri compresi) e con la massima trasparenza. Per quanto riguarda la Chiesa, la legge impone la destinazione dei fondi per le esigenze di culto e pastorale della popolazione, il sostentamento del clero diocesano, le opere di carità. Gli spot televisivi mostrano generalmente tutte le diverse realtà. Nessun inganno. Per di più, se gli interventi caritativi in Italia e nel mondo raccolgono solo una parte dei fondi a disposizione, tuttavia anche gli altri interventi vanno a servizio della popolazione. Le chiese, ad esempio, non sono un «gioiello» di pochi, ma case abitate da molti. E i sacerdoti, «stipendiati» con i soldi dell'8 per mille, non vivono per conto proprio, ma al servizio delle comunità nelle quali sono inseriti. Un servizio materiale e spirituale, anch'esso carità".<br />
<br />
Appongo qui una mia ulteriore replica.<br />
<i>Spettabile Eco di Bergamo,<br />
la vostra strategia argomentativa è sostenere che:<br />
- l'8/1000 esiste in forza di legge e quindi non può essere messo in questione;<br />
- tutto ciò che la Chiesa fa con i soldi dello 8/1000 è, alla fine dei conti, caritativo.<br />
<br />
Né il primo né il secondo punto sono validi. <br />
<br />
Il primo perché, sebbene sia vero che l'8/1000 esiste in forza di legge, non è affatto detto che non possa essere messo in discussione. La UAAR ritiene che la legge che lo istituisce, come l'intero assetto concordatario, debba essere rivista in modo radicale. L'argomento della "forza dell'esistente" potrà essere utile come espediente retorico, ma dal punto di vista razionale non vale nulla, poiché è diritto di ogni associazione di cittadini sostenere l'opinione che una certa legge sia ingiusta o inopportuna. <br />
<br />
Il secondo punto non regge perché la distinzione fra usi caritativi e usi non-caritativi dei fondi è posta dalla CEI stessa nei suoi resoconti. Noi non facciamo altro che attenerci ai documenti scritti dai vescovi. Ma anche dal punto di vista del senso comune è ben diverso spendere denaro per servire un pasto caldo a un clochard che dorme presso una stazione ferroviaria e spenderlo per consentire a un prelato della Sacra Rota di decidere se un matrimonio religioso vada considerato nullo o meno. Ed entrambe queste tipologie di spesa sono molto diverse dall'erigere nuove chiese, che servono a celebrare funzioni liturgiche e non a consentire a qualcuno di vivere. Le campagne pubblicitarie della CEI fanno intendere che quasi tutti i denari dello 8/1000 cattolico finiscano nelle pance degli affamati o nelle scuole per i bambini africani. Non è così. Una buona parte serve ad edificare chiese "ad maiorem Dei gloriam", senza venire incontro alle esigenze fisiche di nessuno. Ricordo che, quando i disoccupati napoletani (di cui molti senza casa) avevano cercato anni fa di occupare il duomo, il vescovo partenopeo ricorse alla forza pubblica. Le chiese dunque potranno essere anche "abitate da molti" in occasione delle funzioni e delle liturgie, ma di certo non offrono alcun sollievo immediato agli ultimi della società. Infine noi riteniamo che la Chiesa Cattolica Apostolica Romana (CCAR) sia una libera associazione di persone e che, come tale, debba finanziarsi primariamente con donazioni private, come fanno tutte le altre associazioni presenti nella società. L'8/1000 è riservato a poche confessioni religiose e non si capisce proprio perché le cose debbano stare così.<br />
<br />
Tommaso Bruni<br />
Coordinatore Circolo UAAR Bergamo</i>]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=564</comments>
 <pubDate>Fri, 22 May 2009 11:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>l&apos;Ateobus sulle pagine de &quot;la Repubblica&quot;</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=563</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20090517-Ateobus.jpg">null</a></div><br />
<b>Per far circolare questo bus abbiamo dovuto metterlo sulle pagine de "la Repubblica".</b><br />
<br />
C'era una volta l'ateobus. <br />
Forse lo ricorderete: l'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti aveva prenotato uno spazio su un autobus genovese per dare agli italiani una buona novella, dal suo punto di vista. E cioè che Dio non esiste e che non ne abbiamo bisogno...<br />
<br />

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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20090517-laRepubblica170509.pdf')">Clicca qui per leggere tutto.</a>]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=563</comments>
 <pubDate>Sun, 17 May 2009 07:25:29 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Assemblea del Circolo UAAR</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=562</link>
<description><![CDATA[L'assemblea annuale del Circolo UAAR di Bergamo, che dovrà provvedere al rinnovo delle cariche sociali, si svolgerà<br />
<b>venerdì 22 maggio alle ore 21<br />
presso il bar ARCI di via Gorizia 17 - Grumello del Piano - Bergamo,</b><br />
con il seguente OdG:<br />
- bilancio attività maggio 2008 - maggio 2009;<br />
- film del 20 settembre;<br />
- iniziativa con P. G. Odifreddi in occasione di Bergamoscienza 2009 (?);<br />
- presentazioni di libri: Defanti, Massarenti, Grollet.<br />
- quadro della UAAR a livello nazionale;<br />
- situazione economica del Circolo;<br />
- adesivi Ateo-auto;<br />
- elezioni del coordinatore e del cassiere, maggio 2009 - maggio 2010;<br />
- varie ed eventuali.<br />
Tutti i soci sono pregati di garantire la propria presenza.<br />
<br />
La riunione è aperta anche a tutti i cittadini che siano interessati alle attività della UAAR. <br />
E' possibile iscriversi alla associazione sul posto; alternativamente è possibile usare <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaar.it/uaar/adesione/modulo/')">questa pagina</a>.<br />
Il diritto di voto per la elezione di coordinatore e cassiere del circolo è conferito ai soli soci UAAR.<br />
<br />
Saluti anticlericali.<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore del Circolo di Bergamo]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=562</comments>
 <pubDate>Sun, 17 May 2009 07:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Se sei cattolico e non dai l&apos;8/1000 alla Chiesa, rubi alla Chiesa!</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=561</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090516-EcoDiBGSede.jpg">Proprietà della Curia</a></div><br />
Questa una delle tesi del delizioso articolo di Franco Cardini, ordinario di Storia medievale a Firenze e scrittore, che mi accingo a commentare. Questo testo illuminante è stato pubblicato il giorno 08-05-2009 dalla Eco di Bergamo.<br />
Raccomando a tutti una lettura completa, perché è molto istruttivo.<br />
Potete trovare il testo integrale 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20090516-EcoBg20090508_Cardini.pdf')">proprio qui</a><br />
Mi scuso se lo commento con tutto questo ritardo ma in questo periodo mi fanno difetto sia il tempo sia il sonno.<br />
Cominciamo ad esaminare un primo brano per chiarirci le idee sullo 8/1000.<br />
<br />
<i>Se pensiamo che lo Stato italiano accetta di vincolare lo 0,8% del gettito fiscale che ogni anno entra nelle sue tasse per destinarlo a una rosa di enti, organizzazioni, associazioni che in un modo o nell'altro rappresentano un aspetto qualificante delle scelte dei singoli cittadini, e ciò con un'assoluta par condicio (quanto meno nelle intenzioni), si è costretti a dedurne che siamo dinanzi a un bell'elemento di democrazia fiscale, che poi è una delle componenti di fondo di una reale, effettiva «democrazia tout court».</i><br />
<br />
Anche ammettendo e non concedendo che la democrazia fiscale consista nel versare parte delle tasse ad enti privati e non nel decidere dell'uso che viene fatto di fondi pubblici, alcune affermazioni di Cardini sono false. Non è vero che l'8/1000 va a una "rosa di enti, organizzazioni, associazioni". Va allo Stato o a confessioni religiose. E basta. Sono escluse associazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, istituti di ricerca scientifica. Non solo. Le religioni ammesse sono poche. Cattolici, ebrei, luterani, valdesi, avventisti, assemblee di Dio. Basta. Esclusi islamici, testimoni di Geova, indù, buddhisti, sikh, mormoni. Insomma tutte le religioni dei migranti sono tagliate fuori. Qui non solo non c'è assoluta par condicio, ma non ce ne sono neppure le intenzioni. C'è solo il privilegio di pochi contro il diritto negato di altri, in barba a ogni democrazia.Passiamo oltre e vediamo di attingere ancora all'incommensurabile saggezza del professore fiorentino:<br />
<br />
<i>All'Ottopermille aspirano in tanti, ce lo chiedono in molti: hanno tutti (o quasi) buone intenzioni e nobili fini. Ma, chissà perché, quello più bersagliato è l'Ottopermille alla Chiesa cattolica. O non è così ricco, il Vaticano? O non ha banche e interessi in tutto il mondo? O vi siete già dimenticati Marcinkus? E poi, perché la Chiesa non vende un po' delle sue ricchezze o qualcuna delle opere d'arte che custodisce nei suoi santuari e nei Musei Vaticani, se davvero vuol far del bene? E così via, blablaggiando di questo passo. Càpita addirittura di sentir dire: il vostro Ottopermille datelo ai massoni... Sì, è giusto: datelo pure a chi vi pare. Ma i cattolici sanno quali sono i bisogni della Chiesa (cioè non «dei preti», bensì della comunità dei fedeli) e quale sia il suo impegno in tutto il mondo: e sanno, chiacchiere calunnie e volgarità a parte, che non esiste altra organizzazione che più potentemente ed efficacemente mobiliti le sue risorse a vantaggio dell'umanità.</i><br />
<br />
Qui la grandezza del pensiero di Cardini spiega le sue vaste ali. <br />
In primo luogo la Chiesa Cattolica è dipinta, come spesso accade, come la vittima di un qualche complotto, massonico forse. Bersaglio incolpevole della malvagità degli uomini, sulla Chiesa cadono tutte le critiche quando si parla di 8/1000. Ci verrebbe da aggiungere: ma non sarà perché si piglia l'85% dei fondi totali con il 35% delle firme totali? Non sarà perché mangia allo Stato italiano 1.000.000.000 di euro? Non sarà perché solo il 20% di tutto il gettito della CCAR va ai poveri? (<a href="http://www.8xmille.it/pdf/rendiconto_2007.pdf">Trovate la fonte qui</a>)<br />
In secondo luogo Cardini cita i <b>fatti</b> normalmente riportati dai critici della Chiesa senza cercare minimamente di argomentare contro di essi. Si limita a deriderli. E' il cosiddetto <i>argomentum ad ridiculum</i>, che non è un modo razionale di discutere, ma un elementare espediente sofistico. Tutto l'armamentario dei <b>fatti</b> che supportano le tesi anticlericali è ridotto a "blabla", "chiacchiere, calunnie e volgarità". E ciò senza uno straccio di giustificazione. <br />
A questo punto arriva la prima tesi forte: nessuna organizzazione sul pianeta fa il bene dell'umanità quanto la Chiesa cattolica. Io non pretenderei mai di valutare quale sia l'organizzazione più benefica del mondo: non conosco il mondo a sufficienza. Ma di certo la CCAR non è fra le possibili candidate. Basta chiedere che cosa ne pensino a tutti gli africani morti di AIDS in questi anni per la linea del Vaticano sul preservativo o ai <i>desaparecidos</i> argentini scaricati in mare dagli aerei della marina negli anni Ottanta per volontà di alcuni generali con cui il nunzio apostolico Pio Laghi giocava regolarmente a tennis. Punto.<br />
<br />
Credete di aver letto abbastanza? No! Non avete letto abbastanza. Adesso vengono le frasi che più possono rischiararvi la mente.<br />
<br />
<i>Nessuna organizzazione in Italia è stata derubata e taglieggiata dallo Stato, un secolo e mezzo fa, come lo è stata la Chiesa cattolica: un cittadino italiano cosciente, che sia anche un cattolico dotato di senso storico, non può ignorarlo. Collaborare a una corretta distribuzione dello 0,8% significa dar un contributo a una corretta ridistribuzione delle ricchezze</i><br />
<br />
La Chiesa taglieggiata? Ovviamente è stata espropriata, nel corso della storia, di vari beni. Ciononostante, possiede ancor oggi una ricchezza formidabile. Circa il 15% del patrimonio immobiliare italiano, dicono stime approssimative, è in mano ai preti. Solo a Bergamo questo patrimonio ammonta a 3 miliardi di euro, seimila miliardi del vecchio conio. Ma soprattutto, chi ha lavorato e sudato per costruire la immane ricchezza materiale su cui la Chiesa ha edificato il suo potere? I preti, i frati e le suore? Non pare. Sono state decine di generazioni di contadini, espropriati e taglieggiati del frutto del loro lavoro da nobili e clero. La Chiesa, molto più che ente taglieggiato, è stato ente taglieggiatore. Oggi è un ente economicamente parassitario, che vive a spese del pubblico erario, con le tasse di tutti i cittadini (che siano cattolici o meno), grazie al meccanismo craxiano dello 8/1000.<br />
Quanto alla "corretta distribuzione delle ricchezze", non pare che arricchire ulteriormente un ente favolosamente ricco come la Chiesa Cattolica Apostolica Romana possa contribuire a distribuire i redditi in modo più eguale. Semmai contribuirà a concentrare ulteriormente le ricchezze e a rendere più povero chi già povero è, visto che in Italia solo i lavoratori dipendenti pagano le tasse e che la Chiesa riversa sui più bisognosi solo un quinto di quanto riceve dallo Stato. <br />
<br />
Dopo quest'ultimo brano non potete che esservi convinti della bontà delle tesi del professore fiorentino e siete pronti per l'ultimo passo:<br />
<br />
<i>Con un pensierino finale, da tener in mente per quelli di noi che sono scrupolosamente osservanti. Ricordatevene alla domenica mattina, in chiesa, magari quando vi confessate. Evadere per 1000 euro, significa sottrarli alla società civile cui si appartiene. E significa rubare 8 euri alla Chiesa. È come saccheggiare una povera cassetta di elemosine.</i><br />
<br />
E' dedicato ai cattolici osservanti, che ormai sono rari come i cigni neri, per cui potremmo anche lavarcene le mani. Ma il brano è indicativo del Cardini-pensiero, quindi merita un'analisi. <br />
I soldi dello 8/1000 cattolico sono considerati dalle Chiesa come qualcosa di dovuto, non solo dallo Stato, ma anche dal singolo fedele. Il fedele, secondo Cardini, ha il dovere religioso di firmare per la Chiesa cattolica. Se trasgredisce, priva la Chiesa di una parte dei fondi, fondi che in qualche modo <i>erano già suoi</i> e che quindi sono così <i>rubati</i>. La firma dello 8/1000 non si costituisce quindi come una donazione, come atto di liberalità assimilabile a mettere una banconota nella cassetta delle offerte, ma come espletamento di un obbligo, come qualcosa di completamente dovuto. Addirittura la stessa evasione fiscale non è considerata criminale tanto perché l'evasore usufruisce di servizi pubblici che gli altri pagano per lui, quanto perché si sottrae l'8/1000 alla Chiesa. E se il singolo fedele è posto da Cardini in questa posizione, chissà lo Stato: di certo sarà suo dovere mantenere il meccanismo insano dello 8/1000 e anzi magari ampliarlo a 9 per mille o allo 1 per cento. Qualora invece lo Stato scivolasse in derive alla Zapatero, l'accusa di "taglieggiamento" e la conseguente vittimizzazione sono, come abbiamo già visto, pronte a scattare.<br />
Tommaso Bruni<br />
Coordinatore Circolo UAAR Bergamo<br />
]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=561</comments>
 <pubDate>Sat, 16 May 2009 00:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>La nostra risposta al quotidiano della Curia</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=560</link>
<description><![CDATA[Dato che non ce la pubblicano loro, ce la pubblichiamo da soli.<br />
In riferimento a 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20090507-EcoBg20090507su8x1000.pdf')">questo articolo</a>, abbiamo spedito alla redazione della Eco questa replica.<br />
<br />
<i>Quanto al Vostro articolo odierno (07-05) a p. 14, vorrei chiedere a Monsignor P. Rossi se dichiara falsa la seguente affermazione: <br />
“La CEI riceve dallo Stato, via 8/1000 dell’IRPEF, circa un miliardo di euro all’anno e ne spende circa il 20% in beneficenza”. <br />
I dati CEI per il 2007 sono 205 milioni in beneficenza contro 991 totali, per essere precisi. <br />
Stranamente questi numeri mancano dall’articolo della Eco: di certo si è trattato di una sfortunata dimenticanza.<br />
Da queste cifre si comprende che la grande maggioranza dei fondi 8/1000 CEI è spesa per stipendi dei sacerdoti, costruzione o ristrutturazione di nuove chiese, opache “esigenze di culto”. Sono ingannevoli quindi gli spot televisivi CEI che puntano tutto sui bisognosi. <br />
Che una parte delle imposte dei cittadini debba essere ripartita fra privati con una sorta di sondaggio elettorale a cui solo pochissimi sono ammessi ci pare infine una procedura di dubbia moralità. <br />
Tommaso Bruni<br />
Coordinatore Circolo UAAR Bergamo</i>]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=560</comments>
 <pubDate>Wed, 13 May 2009 22:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Rassegna stampa affissioni ateo-agnostiche</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=559</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090507-Eco_nuoce.jpg">Eco: 50 pagine di...</a></div><br />
Non ci posso credere... La Eco ci ha pubblicato. <br />
Credo non succedesse da quando è stato aperto il Circolo UAAR, nel 2005. <br />
Il Bugiardino della Società Editrice Santi Alessandro Antonio Bassiano, per la grande occasione, ha tirato fuori uno degli articoli più di parte che abbia mai redatto.<br />
Questo:<br />

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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20090507-EcoBg20090507su8x1000.pdf')">ArticoloEco</a><br />
Comunque tanta faziosità significa che abbiamo colto nel segno.<br />
Invece Stefania Prandi de "Il Bergamo" ci ha come al solito omaggiato di molto spazio, facendo oltretutto un servizio di gran lunga migliore della Eco alla buona fama del giornalismo. <br />
Potete leggerla qui:<br />

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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20090507-Il_BG_UAAR_20090507.pdf')">Il_BG</a> <br />
<br />
Anche DNews ha fatto la sua parte:<br />

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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20090507-DNews20090507su8x1000.pdf')">DNews</a><br />
Ringrazio molto il Webmaster di questo sito, senza il quale questa rassegna semplicemente non sarebbe esistita.<br />
Saluti anticlericali<br />
Tommaso Bruni<br />
Coordinatore del Circolo UAAR di Bergamo<br />
PS. Oggi i nostri manifesti sono stati affissi. C'è chi li ha già visti.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=559</comments>
 <pubDate>Thu, 7 May 2009 22:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Affissioni ateo-agnostiche a Bergamo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=558</link>
<description><![CDATA[Da domani 7 maggio 2009 per 10 giorni a Bergamo sarà esposto questo manifesto<br />

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</script>
<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20090506-Manifesto8x1000affisso.pdf')">Manifesto_8/1000</a><br />
in 200 copie, sugli spazi del Comune.<br />
Stessa affissione uaarina anche a Milano, Lecce, Grosseto, Bologna, Venezia, Padova.<br />
La cosa ci è costata un po' ma siamo soddisfatti: dopo il bavaglio imposto da Bagnasco e IGP Decaux agli Ateobus di Genova, abbiamo deciso di alzare la voce e di farci sentire. A Genova in aprile sono stati esposti cartelloni 6x3 m con lo slogan censurato: "La cattiva notizia è che Dio non esiste, quella buona è che non ne hai bisogno".<br />
<br />
Sullo 8/1000 dell'IRPEF i contribuenti italiani sono spaventosamente disinformati; molto spesso l'unico stimolo che ricevono in proposito sono gli ingannevoli spot della Conferenza Episcopale Italiana.<br />
<br />
Pochissimi cittadini sanno infatti che:<br />
<br />
- chi non firma viene comunque tassato per intero;<br />
<br />
- le quote dei contribuenti che non firmano sono ripartite in base al volere di coloro che hanno firmato;<br />
<br />
- con circa il 35% delle firme dei contribuenti totali la CEI porta a casa l'85% dei fondi (<b>per la esorbitante cifra di EUR 1.000.000.000,00!</b>);<br />
<br />
- lo Stato si rifiuta di farsi pubblicità per non disturbare la CEI;<br />
<br />
e soprattutto che:<br />
<br />
<b>- solo il 20% dei fondi che la CEI riceve sono usati a scopo caritativo in Italia o all'estero</b>, contrariamente a ciò che le campagne pubblicitarie dei vescovi italiani fanno pensare.<br />
<br />
Una buona fonte di informazioni sul capzioso meccanismo fiscale introdotto dal "laico" Craxi nel 1985 è <a href="http://www.occhiopermille.it">il sito Occhiopermille</a>.<br />
Questo invece è <a href="http://www.8xmille.it/pdf/rendiconto_2007.pdf">il resoconto della CEI stessa</a> sull'uso dei fondi nel 2007.<br />
<br />
La UAAR chiede la cancellazione dell'otto per mille, nella convinzione che le confessioni religiose si debbano finanziare solo con le donazioni dei fedeli (come accade negli USA), o, in subordine, che la legge 222/1985 sia rivista in modo da annullare il riparto delle quote non assegnate, che dovrebbero rimanere in capo alla fiscalità generale.<br />
<br />
Il Circolo UAAR di Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=558</comments>
 <pubDate>Wed, 6 May 2009 21:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Due iniziative sul testamento biologico</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=557</link>
<description><![CDATA[Segnaliamo due iniziative sul tema del testamento biologico, una il giorno 8 a San Pellegrino e una il giorno 11 a Bergamo. Invitiamo tutti i cittadini interessati a partecipare.<br />
Il Circolo UAAR di Bergamo<br />
<br />
--------------------------------------<br />
INIZIATIVA 1<br />
TAVOLA DELLA PACE DELLA VAL BREMBANA<br />
<br />
con la collaborazione di BERGAMOLAICA<br />
<br />
"Eluana. La Libertà e la Vita".<br />
<br />
parliamo di testamento biologico con<br />
<br />
DON ANDREA GALLO<br />
<br />
BEPPINO ENGLARO<br />
<br />
CARLO ALBERTO DEFANTI<br />
<br />
Venerdì 8 maggio 2009 ore 20.45<br />
San Pellegrino Terme<br />
CASINO' MUNICIPALE<br />
<br />
------------------------------------------<br />
INIZIATIVA 2<br />
lunedì 11 maggio 2009 ore 21.00<br />
<br />
presso la sala conferenze della Fondazione Serughetti - La<br />
Porta<br />
<br />
intervengono:<br />
<br />
Prof. Carlo Alberto Defanti - primario neurologo <br />
<br />
Prof. Marco Azzalini - docente di Diritto privato,<br />
Università di Bergamo<br />
<br />
Coordina e introduce: <br />
<br />
Prof. Barbara Pezzini - portavoce del Comitato bergamasco<br />
per la difesa della Costituzione<br />
<br />
L’iniziativa è promossa dal<br />
Comitato bergamasco per la difesa della Costituzione<br />
<br />
ACLI, ANPI, ARCI, AUSER, CGIL, CISL, Giuristi Democratici,<br />
Istituto bergamasco per la storia della resistenza e<br />
dell’età contemporanea,  Fondazione Serughetti-La Porta,<br />
Libera, UIL<br />
<br />
(www.salviamolacostituzione.bg.it)<br />
<br />
INGRESSO LIBERO]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=557</comments>
 <pubDate>Tue, 5 May 2009 21:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Berlino, capitale atea</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=556</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090501-BrandenburgerTor.jpg">Porta</a></div><i>A Berlino è stata bocciata la proposta di rendere curricolare l'insegnamento delle religioni. Non solo il quorum non è stato raggiunto (ma questo di per sé non è un dato di cui rallegrarsi), ma i "nein" hanno prevalso sugli "ja". In Italia, ricordiamolo sempre, gli insegnanti di religione cattolica sono scelti dai vescovi, sono di ruolo e sono pagati dallo Stato. Spesa annua: quasi un miliardo di euro. Molto interessante l'idea, realizzata a Berlino, di un insegnamento di etica ed educazione civica obbligatorio. Stupisce che i liberali della Fdp fossero favorevoli allo "ja": un liberale confessionalista è una contraddizione in termini.<br />
Tommaso Bruni</i><br />
<br />
PS. il quorum di questi referendum non è come quello italiano: solo i "sì" contano ai fini della soglia del 25% degli aventi diritto.<br />
Senza sapere questo, alcuni passi dell'articolo non sono intelligibili. <br />
<br />
<b>Bocciata l'ora di religione, a scuola vince l'etica</b><br />
Al referendum col 51,3% passa il «no»<br />
<br />
«Grazie a Dio!», titola la libertaria Tageszeitung: il tentativo di rafforzare la presenza delle chiese nella scuola berlinese è stato respinto. Chiamati a pronunciarsi con un referendum, gli abitanti della capitale hanno bocciato la proposta di introdurre l'obbligo di scegliere tra l'insegnamento laico dell'etica o un corso di religione confessionale, come opzioni alla pari.La proposta avrebbe rafforzato l'insegnamento della religione, adesso facoltativo, dandogli lo status di materia curricolare, con voto in pagella e insegnanti di ruolo (ora sono assunti dalle comunità religiose, il Land contribuisce per il 90% alle spese).<br />
Avrebbe inoltre ridotto il ruolo dell'insegnamento laico dell'etica, che dal 2006 è materia obbligatoria per tutti, tra i 13 e i 15 anni.<br />
Contro il progetto «Pro religione» (appoggiato dalle chiese evangelica e cattolica, dalla Cdu e dalla Fdp, e sponsorizzato dai quotidiani del gruppo Springer) hanno votato 365.609 berlinesi (51,3%), a favore 346.199 (48,5%). I no hanno vinto per circa 20mila voti.<br />
La grande maggioranza è rimasta a casa, o ha approfittato della bella giornata per andare a spasso, forse perché «indifferente», o perché, pur d'accordo col regolamento attuale, non credeva che convenisse scomodarsi per difenderlo. Dei 2,4 milioni di iscritti alle liste elettorali, hanno votato solo 713.288, il 29,2%. Neanche le chiese hanno mobilitato tutto il loro potenziale.<br />
I «sì», oltre a soccombere ai «no», hanno mancato alla grande il quorum. Per vincere occorreva il consenso di almeno un quarto degli aventi diritto al voto, dunque 611.422 voti: se ne sono raggiunti poco più della metà. Su cento potenziali elettori, solo 14,2 si sono pronunciati per avere «più religione» nella scuola.<br />
<br />
Da sempre sospetta alla provincia tedesca come capitale «atea», Berlino ha difeso la sua fama. <br />
Su 3,4 milioni di abitanti, ben 2,2 milioni, il 65%, dichiarano di non appartenere a una chiesa. <br />
Su scala federale la proporzione è inversa. Su una popolazione di 82,5 milioni, circa il 70% si dice credente (compresi 3,3 milioni di musulmani). Due terzi dei tedeschi si professano cattolici o evangelici, rispettivamente 26 e 25,4 milioni.<br />
A Berlino le due maggiori confessioni cristiane comprendono meno di un terzo della popolazione: gli evangelici il 20% (689.000), i cattolici il 9% (318.492). Seguiti da 216.270 musulmani (6%), 25.000 cristiani russo-ortodossi, 11.849 ebrei e decine di denominazioni minori.<br />
La presenza delle chiese si concentra nei quartieri occidentali, mentre nei quartieri che vent'anni fa erano all'est del muro pesa l'eredità areligiosa della Rdt. Così, mentre nei quartieri occidentali prevalgono i sì, con punte del 66,3% a Zehlendorf o del 60,5% a Charlottenburg, a est stravincono i no, con quote del 78,4% a Lichtenberg o del 77% a Marzahn.<br />
La geografia del voto ricalca il vecchio tracciato del Muro. Con l'anomalia dell'occidentale Kreuzberg, quartiere multiculturale e di sinistra, che si comporta come i distretti dell'est, bocciando «Pro Reli» con il 72,7%.<br />
In una città per due terzi agnostica, i corsi di religione raggiungono meno della metà degli scolari. La scuola, senza farsi carico del reclutamento degli insegnanti, mette a disposizione le aule a ogni confessione e «comunità di pensiero» che dia garanzie di continuità e abbia personalità giuridica.<br />
Nel 2008, su un totale di 328.380 allievi, 88.367 seguivano corsi di religione evangelica, 44.758 quelli di etica e educazione civica organizzati dai laici dell'Unione umanistica, 25.444 i corsi cattolici, 4.471 quelli della Federazione islamica (gli allievi islamici sono molti di più, ma non tutti si riconoscono nella federazione e mancano ancora insegnanti qualificati). Ci sono anche corsi ebraici, frequentati da 788 ragazzi, e buddisti, con 69 allievi.<br />
In un panorama così frammentato si sentiva l'esigenza di un momento di riflessione comune, che mettesse insieme i ragazzi invece di separarli con criteri confessionali. Da qui - accanto all'insegnamento confessionale facoltativo - è nato l'esperimento dei corsi di etica, limitato ai primi tre anni delle superiori. A partire dall'esperienza dei ragazzi («Come viviamo?« «È giusto il nostro modo di vivere?»), si affrontano sei blocchi tematici: 1. Identità, amicizia e felicità; 2. Libertà, responsabilità e solidarietà; 3. Discriminazione, violenza e tolleranza; 4. Uguaglianza, diritto e giustizia; 5. Colpa, dovere e coscienza; 6. Conoscenza, speranza e fede. Fanno da filo conduttore i diritti dell'uomo e le regole della costituzione.<br />
da "il manifesto", 28-IV-09]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=556</comments>
 <pubDate>Fri, 1 May 2009 15:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Potere lesbico in Islanda</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=555</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090501-Sigurdardottir.jpg">Johanna</a></div> <i>Johanna Sigurðardottir, l'attuale premier islandese e prima omosessuale a essere a capo di un esecutivo nella storia moderna, ha vinto le elezioni parlamentari del 25 aprile, guadagnandosi una salda maggioranza parlamentare. <br />
<br />
Dal 1 febbraio guidava un governo provvisorio di minoranza, scaturito dalle proteste dovute alla crisi economica e dalle conseguenti dimissioni del precedente premier Geir Haarde. D'ora in poi, grazie a un congruo numero di seggi nell'Althing, il parlamento islandese, Sigurðardottir potrà proseguire spedita nel suo tentativo di tirare fuori l'isola circumpolare da una crisi economica di dimensioni ciclopiche, dovuta all'eccessiva finanziarizzazione dell'economia. <br />
<br />
Molto probabilmente l'attuale premier spingerà per un ingresso accelerato dell'isola nella UE e nell'euro, anche perché il deprezzamento della corona ha ridotto i risparmi di molti islandesi a carta straccia e ha fatto schizzare i prezzi al consumo alle stelle. <br />
<br />
Ai 300.000 islandesi e alla loro piccola, fredda isola vanno i miei migliori auguri e, qualora vorranno, un benvenuto nella UE.<br />
Tommaso Bruni</i><br />
<br />
Qui sotto un articolo da "il manifesto", che vale come approfondimento.<b>L'isola del nord svolta a sinistra</b><br />
<br />
Il governo di centro-sinistra, figlio del default economico e della crisi finanziaria, dovrà definire un nuovo rapporto con l'Unione europea e con il mondo. <br />
Reykjavík già pensa di adottare l'euro. <br />
Vittoria di socialdemocratici e verdi in Islanda. <br />
Premier Sigurdardóttir, donna e omosessuale.<br />
<br />
Le elezioni politiche in Islanda hanno avuto un risultato di portata storica. L'alleanza social-democratica e il Green Left party hanno ottenuto insieme 34 dei 63 seggi in Parlamento (20 ne hanno avuti i sociademocratici, 14 i verdi). Per la prima volta, la sinistra ha una maggioranza e la rappresentanza femminile, con il 43 per cento, è altissima. Un'altra sorpresa degna di nota è che il Movimento dei cittadini ha ottenuto il 7% dei voti e 4 seggi in Parlamento, con un programma che prevede la messa in stato d'accusa dei precedenti leader, responsabili di aver provocato il totale collasso dell'economia islandese l'autunno scorso.<br />
All'inizio il crollo del «miracolo economico» islandese è stato trattato in modo quasi macchiettistico dalla stampa. I giornalisti sono sbarcati sull'isola per poi tornare a casa e raccontare - con lo sile tipico del turismo-giornalismo - della stoica malinconia della gente e dell'assurda megalomania un po' provinciale della piccola ma agguerrita élite politico-finanziaria di Reykjavík. Poi è arrivata la dura realtà e si è che capito che il prezzo delle gioiose avventure del capitalismo d'azzardo sarebbe stato pagato soprattutto dalle gente ordinaria.<br />
<br />
Come si è arrivati al crack? Tutto è cominciato a metà degli anni '90: il successo internazionale di Björk mostrava che a Reykjavík c'era una vibrante scena musicale, rock star internazionali come Blurs Damon Albarn si trasferivano nella ventosa capitale. Gli islandesi riguadagnavano fiducia dopo il crollo dell'industria ittica negli anni '70 e '80 dovuto all'eccesso di pesca. Una nuova generazione che non aveva studiato lo scandinavo a scuola, ma «lingue straniere» (cioè inglese), è andata a studiare in Gran Bretagna e negli Stati uniti invece che nei paesi scandinavi. Sono poi tornati a casa in un paese dominato dall'Independence Party, come è stato da quando l'Islanda ha rotto con la Danimarca e si è dichiarata indipendente nel maggio del 1944. Ma in quegli anni questo partito conservatore era guidato da un gruppo di persone chiamato le «piovre», decise a porre fine alle eccessive regolamentazioni dell'economia e ad aprire la mitica isola al mondo glorioso della cosiddetta «economia immateriale».<br />
<br />
Il leader del gruppo era David Oddson, che ha costituito il suo primo governo nel 1991 e sarebbe stato il primo ministro più a lungo in carica quando si è poi dimesso nel 2004; nel 2005 è diventato direttore della Banca centrale di Islanda.<br />
Dal 2001, Oddson e i suoi amici sono riusciti a trasformare un'isola scettica del mercato nel paradiso del liberismo. In quell'anno, il settore bancario islandese è stato completamente deregolamentato. Le banche islandesi, che dalla metà degli anni '90 si sono espanse all'estero, potevano finalmente prendere denaro in prestito e assumere debiti. In una frenesia di acquisto, le banche islandesi sono riuscite ad acquisire un debito estero di dieci volte maggiore rispetto al prodotto interno lordo. Tutto sembrava andare alla grande, le circa trenta persone che costituivano l'élite finanziaria erano acclamate come eroi, mentre le strade di Reykjavík si riempivano di Suv sempre più costosi. Nel 2007, le Nazioni unite dichiaravano l'isola «il paese migliore dove vivere», ma i segnali d'avvertimento erano ovunque, diversi analisti mettevano in guardia dalla speculazione sulla corona islandese, dovuta a tassi di interesse eccessivamente alti, che è poi aumentata ancora del 14%, fornendo alle banche capitale fresco. Finché tutto è finito.<br />
<br />
Prima che tutto crollasse con l'esplosione della crisi finanziaria, le banche sono riuscite ad accumulare un debito pari a 160mila euro per abitante. Gli islandesi, che in cinque anni avevano visto il reddito medio aumentare del 45% e diventare i più ricchi d'Europa, si sono svegliati una mattina d'autunno del 2008 e hanno scoperto che tutta la loro prosperità era costruita sulla sabbia dell'economia immateriale.<br />
<br />
Scottati e scioccati, gli islandesi hanno cominciato a capire quello che un piccolo gruppo di politici e banchieri era riuscito a fare al paese. Nel gennaio scorso hanno iniziato a protestare di fronte agli uffici del governo, cosa rara in Islanda, così rara che quando i dimostranti - irritati dal rifiuto del governo di dimettersi - hanno cominciato a lanciare uova e ortaggi, la polizia ha deciso di usare i gas lacrimogeni per la prima volta in cinquant'anni. Dopo settimane di attrito tra i manifestanti e la polizia, il governo si è dimesso il 26 gennaio (Oddson, «il principale responsabile», ha rifiutato di dimettersi per un altro mese). Il 1° febbraio, la social-democratica Jóhanna Sigurdardóttir ha formato un nuovo governo, prima donna a capo dell'esecutivo in Islanda e primo caso al mondo di premier apertamente omosessuale.<br />
<br />
Sigurdardóttir è conosciuta per essere una socialdemocratica «alla scandinava», fedele al modello scandinavo di dialogo e collaborazione tra stato, padroni e lavoratori, ma le politiche ridistribuitive e di uguaglianza non saranno l'obiettivo centrale dei suoi prossimi quattro anni.<br />
<br />
Queste elezioni non segnano solo un'enorme svolta a sinistra, per un paese che è stato governato per 18 anni da coalizioni di destra, ma rappresentano anche l'urgenza di scegliere una nuova linea nel rapporto con l'Europa, e definire un'integrazione nel mondo in un modo diverso da quello delle sue precedenti avventure neo-liberali.<br />
<br />
Gli islandesi, sempre fieri della propria indipendenza, non hanno mai fatto un serio dibattito sull'Unione europea. Ma quando le banche sono crollate, c'è stato un moto spontaneo per abbandonare la corona a favore dell'euro (o, come altri hanno suggerito, della corona norvegese, dal momento che sia l'economia islandese che quella norvegese sono prevalentemente basate sull'esportazione di materie prime, pesce e petrolio).<br />
<br />
«Se noi facciamo richiesta per diventare membri oggi, potremmo adottare l'euro tra quattro anni», ha detto Jóhanna Sigurdardóttir il giorno delle elezioni. Questo creerà problemi al Green Left Party, che è contrario all'adesione, come l'Independent Party.<br />
<br />
Il jolly della situazione potrebbe essere il movimento cittadino, che come movimento di protesta non ha ancora detto se è in favore o contro l'adesione. La sfida per l'Islanda è costruire un'economia solida, senza lasciare che la questione dell'adesione all'Unione europea divida il paese come è accaduto in Svezia e Norvegia nel 1994.<br />
da "il manifesto", 28-IV-09]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=555</comments>
 <pubDate>Fri, 1 May 2009 15:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>La piscina islamica della curia</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=554</link>
<description><![CDATA[<i>Enrico Matacena di Modena ci segnala questo articolo del Corsera. La piscina in questione è al Conventino. Credo che gli uaarini possano avere le reazioni più diverse rispetto a iniziative come questa. Ci sarà chi lamenterà l'auto-ghettizzazione su base religiosa, chi vedrà positivamente la possibilità delle islamiche di vivere secondo le proprie convinzioni, chi proporrà di segnalare alle signore le piscine pubbliche, spiegando loro che finire sotto occhi maschili non è poi un grave danno. A titolo del tutto personale, sono un liberale, quindi credo che ogni essere umano possa fare ciò che vuole finché non lede i diritti degli altri. Non vedo come le natanti possano recare danno ad alcuno con il loro comportamento; quindi che facciano pure.<br />
T.B.</i> <br />
<br />
Bergamo Iniziativa in una piscina della Curia<br />
<b>L'ora di nuoto riservata alle islamiche</b><br />
Accesso vietato agli uomini, «così si rispetta il Corano». La Lega: ostacolo all'integrazione<br />
<br />
A volte succede che un semplice gesto sia capace di portare alla luce in tutta la sua flagranza questioni cruciali che in tante discussioni teoriche non cessano di apparire farraginose e astratte. È il caso della decisione — illuminata, buonista, regressiva, ipocrita? — presa dai gestori della piscina Siloe, di proprietà della Diocesi di Bergamo. I quali hanno stabilito che per un'ora, ogni giovedì mattina, gli spazi delle loro strutture simil-balneari verranno riservati alle donne islamiche, per permettere loro di stare al riparo dagli occhi maschili, come detta il Corano. Decisione che, è facile intuirlo, contiene in sé ogni sorta di ambivalenza: un segno di democrazia e tolleranza o, viceversa, il primo sintomo di complicità verso la ghettizzazione?Mai rischio di cerchiobottismo fu più comprensibile. Sì, ma. No, però. Fatto sta che, piaccia o non piaccia, dopo anni di battaglia, una mediatrice culturale tenace come Maida Ziarati, iraniana approdata in Italia 17 anni fa dopo aver conseguito una laurea a Londra, ha compiuto un passo importante verso quello che definisce un progetto di integrazione. D'ora in poi un gruppo di musulmane tunisine, marocchine, iraniane, egiziane e anche italiane potrà lasciare a casa eventuali burqini, ma soprattutto abbandonare i vestiti tradizionali, burqa e velo compresi, calzare una banale cuffia e nuotare in deshabillé nelle compiacenti acque orobiche messe del centro «Scala di Giacobbe». Che a pensarci bene sin dal nome rappresenta una forma di involontario ecumenismo, accostando uno dei Padri dell'Ebraismo all'oggetto sacro dall'alto del quale Maometto una notte ebbe dagli angeli guardiani la prima rivelazione dell'Aldilà, episodio che diede luogo nel Medioevo al famoso Libro della Scala. «All'inizio — dice trionfante Maida Ziaradi — alcune erano titubanti e timorose, qualcuna non aveva mai nuotato prima, altre hanno fatto un notevole sforzo mettendosi a gambe nude, qualcuna aveva addirittura il terrore dell'acqua e ora non si perde una sola lezione». Se le cose stanno così, è sicuramente una saggia decisione, quella di affidarsi a una maestra di nuoto.<br />
<br />
La vera preoccupazione delle natanti però — a sentire la signora Ziaradi — sulle prime non era tanto quella di riuscire a stare a galla, ma aveva ragioni ben più radicate: e coincideva con il vero e proprio terrore che ci fossero nei paraggi telecamere di sorveglianza. E varrà la pena notare che, giusto per una coincidenza che potrà far discutere a piacere i fautori come i detrattori della «Siloe», proprio in questi giorni in Arabia le autorità politiche hanno indetto una crociata contro le palestre femminili private, considerate offensive per il comune senso del pudore islamico. Le voci dei fautori e dei detrattori che vedono solo il nero o il bianco si sentono già rimbombare nell'aria. «Così si torna indietro, questo non è certo un modo per integrare, non dobbiamo legittimare le loro usanze ma fare in modo che accolgano le nostre», ha sentenziato Daniele Belotti, consigliere regionale e comunale per la Lega Nord. Altri potrebbero obiettare che in fondo sessanta minuti alla settimana non è una gran concessione. Ma significherebbe ridurre tutto a una faccenda di contabilità. Mentre la questione (ben lungi dall'essere una questione di costume nel senso proprio) ha ben altri contorni, che vanno a incrociare concetti molto dibattuti, negli ultimi anni, da filosofi, da antropologi e da schiere di politici dei vari fronti. Concetti che hanno suffissi ben noti in -zione, -ismo, -anza e simili: multiculturalismo, pluralismo, integrazione, tolleranza, mescolanza, convivenza, accoglienza, nelle loro più sottili declinazioni, dalla più ingenua e benevola alla più cinica.<br />
<br />
Ma qui si ricade all'ambivalenza iniziale, che si traduce in mille possibili domande destinate, forse, a non perdere mai il punto interrogativo. Da una parte: chi può privare gli altri delle proprie abitudini, quando queste non vanno a intaccare serie ragioni di moralità? Piuttosto che attraverso i divieti, non è meglio puntare su un'assimilazione lenta e paziente? Dall'altra: è realizzabile un'integrazione che prescinda dalla mescolanza? Seguendo il modello «Siloe» non si rischia per caso di costruire una società ghettizzata e blindata senza ritorno, dove gli ospiti, fingendo di accogliere le esigenze dell'altro, in realtà si mettono al sicuro nei loro bunker etnici? O forse ha ragione Tzvetan Todorov quando ricorda che la salvezza degli europei è sempre stata la capacità di capire, di essere mutevoli ed elastici? <br />
<br />
Paolo Di Stefano (ha collaborato Diana Campini)<br />
30 aprile 2009 ]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=554</comments>
 <pubDate>Fri, 1 May 2009 07:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>La Corte Costituzionale impallina la legge 40/2004</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=553</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090404-PalazzoConsulta.jpg">Palazzo_Consulta</a></div>La Corte Costituzionale, una delle poche istituzioni funzionanti che ci siano rimaste, ha abrogato per incostituzionalità parti della legge 40/2004. <br />
Questa sciagurata legge, che regola la Procreazione Medicalmente Assistita, era stata voluta dal Governo Berlusconi 2 e in particolare dal ras del Policlinico di Milano, l'allora Ministro della Salute Girolamo Sirchia. <br />
Contro questa legge, che obbligava le donne al reimpianto di tre embrioni fecondati in vitro e che vietava la diagnosi pre-impianto per le malattie genetiche e la fecondazione eterologa, fu tentato un referendum, purtroppo naufragato contro il muro del quorum e di fronte alla pesantissima ingerenza di Camillo "Eminenz" Ruini, che invitò apertamente gli elettori italiani ad andare al mare.Oggi la Consulta ci mette una pezza, anche se parziale. <br />
Se il divieto di diagnosi pre-impianto e quello di fecondazione eterologa (con donatore di sperma od ovocita estraneo alla coppia) rimangono al loro posto, viene eliminato l'aspetto forse più controverso della legge, quello che portava al turismo procreativo quasi tutte le coppie che ne avevano i mezzi: l'obbligo di reimpanto. <br />
In una fecondazione in vitro viene prodotto un certo numero di embrioni. Dal punto di vista tecnico, più se ne produce e meglio è per il successo della procedura, che è volta ad ottenere una gravidanza per una coppia che naturalmente sarebbe sterile. Infatti in certi casi è necessario impiantare molti embrioni contemporaneamente per avere speranza che almeno uno di essi si impianti con successo nell'endometrio femminile. <br />
In altri casi, su altre pazienti, invece uno o due embrioni possono essere sufficienti. <br />
Ragion vorrebbe che sia il medico, caso per caso, guardando alla specificità della paziente, a decidere quanti embrioni impiantare. La legge 40/2004, art. 14, imponeva invece di impiantare tutti gli embrioni prodotti, che non potevano essere più di tre. Ciò conduceva spesso all'insuccesso della procedura laddove l'impianto di più embrioni sarebbe stato consigliabile, e quindi a sottoporre nuovamente la donna a un massacrante ciclo ormonale per la produzione di ovociti, oppure, in caso contrario, a gravidanze gemellari indesiderate, rispetto alle quali l'interruzione di gravidanza era consentita solo in caso di forte rischio per la salute della donna. <br />
Costringere all'aborto una donna che sta cercando disperatamente di avere figli non è particolarmente sensato.<br />
Oggi questa barbarie giuridica, di cui gli italiani hanno scelto di lavarsi a suo tempo le mani, è stata cancellata. <br />
La legge 40 rimane in ogni caso una boiata su tutta la linea, ma almeno un piccolo passo avanti è stato fatto. <br />
Non è stato considerato tollerabile imporre per legge, alle donne alla ricerca di un figlio, una procedura invasiva e immotivata dal punto di vista scientifico, foriera di dolore e di pericoli per la salute, dettata solo dall'ideologia cattolica e dal fanatismo papalino.<br />
Ci si augura che il Parlamento mediti su quanto accaduto, rivedendo la sua posizione sul DDL Calabrò sull'alimentazione forzata, in procinto di passare dal Senato della Repubblica alla Camera dei Deputati.]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=553</comments>
 <pubDate>Sat, 4 Apr 2009 13:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Sulla prolusione di Bagnasco del 23 marzo: parte 2</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=552</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20090325-Bagnasco_2.jpg">Sua Eminenza Reverendissima</a></div><br />
Sua Eminenza Reverendissima si mette poi a parlare del caso Englaro. Riferendosi alle sentenze della magistratura della Repubblica, il Cardinale Arcivescovo proclama:<br />
<br />
<i>"Un procedimento che, in un solo atto, avrebbe voluto ribaltare tutta una cultura giuridica minuziosamente costruita sul favor vitae, contraddicendo un’intera civiltà basata sul rispetto incondizionato della vita umana, e smentendo un lungo processo storico che ci aveva portato ad affermare l’indisponibilità di qualunque esistenza, non solo a fronte di soprusi o violenze, ma anche di condanne penali quale la pena di morte."</i><br />
<br />
In realtà il lungo processo storico a cui Bagnasco fa riferimento è consistito nella creazione di regimi costituzionali liberali al cui centro sta la figura dell'individuo, che viene investito di una serie di diritti inalienabili.<br />
<br />
Fra questi diritti, come ricorda John Stuart Mill, c'è quello di autodeterminazione: <br />
<br />
"L'unica parte della condotta di un uomo, per la quale egli è responsabile di fronte alla società, è quella che concerne gli altri. Nella parte che concerne solamente egli stesso, la sua indipendenza è, di diritto, assoluta. Su se stesso, sul suo corpo e sulla sua mente, l'individuo è sovrano" (J. S. Mill, "On liberty", Penguin, London 1974, p. 68-69, trad. it. mia)<br />
<br />
Il Cardinale cerca di appropriarsi della tradizione liberal-democratica, quando la sua Chiesa, storicamente, ne è stata la più fiera avversaria, come è evidente leggendo i documenti di alcuni papi, come il Sillabo di Mastai Ferretti alias Pio IX.<br />
<br />
Dopo molte righe che vi risparmio, ma che potete leggervi senza problemi qui<br />

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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20090325-Bagnasco_20090323.doc')">Testo Prolusione Bagnasco</a><br />
il Presidente della Conferenza Episcopale Italia asserisce a proposito di Eluana:<br />
<br />
<i>"Allorché un cuore batte in autonomia, il corpo è caldo, i polmoni respirano, gli occhi si aprono alla luce del giorno e poi si chiudono, come si può parlare di morte?"</i><br />
<br />
E' evidente che in questi casi non si parla affatto di morte dell'organismo biologicamente inteso, ma di morte della persona. <br />
La persona umana, identificata da una biografia, da relazioni, da ricordi, <b>non esiste più</b> dopo un danno corticale come quello patito dalla povera Eluana. <br />
Il resto del corpo mantiene ancora alcune funzioni, ma le parti del cervello che davvero ci rendono noi stessi se ne sono andate: per questo non è del tutto scorretto parlare di morte in condizioni come quelle di Eluana. E in ogni caso va rispettata la volontà individuale, che, nel caso di Eluana, dettava la sospensione di tutte le terapie qualora la funzionalità corticale fosse stata irreversibilmente compromessa.<br />
<br />
Sempre sulla morte di Eluana, Bagnasco aggiunge poi quanto segue:<br />
<br />
<i>[...] dobbiamo immaginare una reazione morale e culturale capace di trasformare lo sgomento in un riscatto: se è possibile, in una crescita di consapevolezza e di iniziativa. Su un versante molto importante spetta alla politica agire nell’approntare e varare, senza lungaggini o strumentali tentennamenti, un inequivoco dispositivo di legge che – in seguito al pronunciamento della Cassazione &#8722; preservi il Paese da altre analoghe avventure, ponendo attenzione a coordinarlo con l’altro sospirato provvedimento relativo alla cure palliative, e mettendo mano insieme alle Regioni ad un sistema efficace di hospice, che le famiglie attendono non per sgravarsi di un peso ma per essere aiutate a portarlo."</i><br />
<br />
La richiesta fatta alla politica è chiara, inequivocabile. <br />
Il principio di laicità non è evocato neppure nel modo ipocrita in cui la CEI è solita fare: distinguendo la "buona laicità" dal "laicismo". La laicità e i suoi simulacri, questa volta, sono scomparsi del tutto. La Repubblica italiana non subisce solo un'ingerenza, ma uno stupro da parte della Conferenza Episcopale, che tiene in non cale ogni distinzione fra comunità religiosa e società politica. <br />
Troviamo nelle parole di Bagnasco solo l'ingiunzione ad agire subito, "senza lungaggini o strumentali tentennamenti", affinché le persone non possano più decidere del loro corpo, affinché il principio milliano che sta alla base delle democrazie occidentali sia abolito. La Chiesa mostra così il suo volto totalitario e antidemocratico, la sua incapacità ad accettare la differenza, il suo amore per l'imposizione coatta del suo punto di vista. La Verità, rivelata da un dio che parla solo per bocca dei preti, deve essere imposta a tutti, indipendentemente da quali siano le loro originarie opinioni, perché esse sono errore se non sono conformi alla Verità. <br />
Questo significa che tutti i cittadini italiani malati e incoscienti, secondo il desiderio del Cardinal Bagnasco, dovranno essere alimentati con un sondino naso-gastrico o con una gastrostomia percutanea (un buco nella pancia) indipendentemente dalla loro volontà, dalle loro credenze, dalle loro biografie e dai loro piani di vita.<br />
Questo significa che, se il Parlamento si piegherà, come pare stia facendo, alle ingiunzioni della CEI, in Italia la democrazia liberale non esisterà più. Ci ritroveremo proiettati ai tempi di Pio IX padrone di Roma, ai bei tempi del papa re, che, alla faccia del <i>favor vitae</i>, faceva giustiziare i dissidenti. E tutto ciò mentre il resto d'Europa giudica irresponsabili le parole del pontefice sul preservativo e discute dell'eutanasia (non del testamento biologico!) come una delle questioni bioetiche sul tappeto. <br />
C'è un modo per entrare in Europa e mandare il Vaticano e i suoi sgherri politici finalmente fra le curiosità antiquarie: <b>referendum!</b><br />
Tommaso Bruni]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=552</comments>
 <pubDate>Wed, 25 Mar 2009 21:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Sulla prolusione di Bagnasco del 23 marzo: parte 1</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=551</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090324-Bagnasco.jpg">Angelo</a></div><br />
Vorrei commentare con questo articolo alcune parole di Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. <br />
A proposito delle critiche ricevute dal Papa per le sue frasi africane sul preservativo, il cardinale ha dichiarato, il giorno 23, che ci sarebbe in atto un nuovo "scontro di civiltà":<br />
<br />
<i>"Si fronteggiano sostanzialmente due culture riferibili all’uso della ragione. Al centro di entrambe c’è [...] una specifica risposta alla domanda sull’uomo. Da cui discendono due diverse, per molti aspetti antitetiche, visioni antropologiche.</i> <br />
<br />
<i>Su un versante c’è la cultura che considera l’uomo come una realtà che si differenzia dal resto della natura in forza di qualcosa di irriducibile rispetto alla materia. Qualcosa che è qualitativamente diverso e che costituisce la radice del suo valore e il fondamento della sua dignità. In altri termini, l’uomo - prima di metter mano a se stesso – si accoglie come dono che ha un’identità e una consistenza iscritte nella struttura del suo essere. Dono che non dipende da lui, che precede ogni sua autodeterminazione, e che ne fa quello che egli è: persona, appunto. [...]</i><br />
<br />
<i>Nell’altro versante, invece, si esplica una cultura per la quale il soggetto umano è un mero prodotto dell’evoluzione del cosmo, ivi inclusa la sua autocoscienza. In quanto risultato di un processo evolutivo mai concluso, l’uomo sarebbe solamente un segmento di storia, sganciato cioè da qualunque fondamento ontologico permanente e comune a tutti gli uomini, privo quindi di riferimenti etici certi e universali. Essendo semplicemente uno sghiribizzo culturale fluttuante nella storia, l’individuo si trova sostanzialmente prigioniero di sé  ma anche solo con se stesso. E se è ovvio che non sia questa la sede per richiamare, neppure nelle sue coordinate generali, la questione dell’evoluzionismo [...] dobbiamo tuttavia segnalare come si annidi, proprio nella posizione che prima evocavamo, un’interpretazione esasperata e unilaterale del paradigma evoluzionistico".</i><br><br>Di fronte a una descrizione così icastica, si può rispondere in due modi: <br />
- o la si accusa di essere faziosa e fuorviante, come hanno fatto in molti, fra cui tutti gli articoli pubblicati sul tema da "il manifesto" del 24 marzo, <br />
- oppure si fa quello che in inglese si chiama "to bite the bullett": si accettano le critiche dell'avversario e si mostra come esse in realtà giochino a nostro favore. <br />
<br />
Io sceglierò la seconda strada.<br />
<br />
Ciò perché credo che Homo sapiens sia in primo luogo un animale. Credo che l'essere umano, comprese le sue facoltà mentali superiori, sia un prodotto contingente dell'evoluzione dei Primati, che sia apparso sulla scena cosmica e che da essa sparirà, come tutte le altre specie biologiche. Credo che Homo sapiens non abbia nessun significato particolare nella storia dell'universo e che non abbia alcun senso o destino precostituito. <br />
In effetti ritengo l'uomo "sganciato da qualsiasi fondamento ontologico permanente", nel senso che quasi tutte le sue proprietà sono contingenti e che, al di là della sua struttura corporea e cerebrale, non si ravvisa in lui alcuna capacità fissa, che si mantenga invariabile rispetto all'ambiente in cui è posto. La natura umana è sufficientemente plastica e malleabile da consentire all'umano di sperimentare comportamenti e forme di vita diversissimi fra loro. Di certo l'uomo è solo, perché privo di interlocutore intelligente a cui rivolgersi. Forse la sola capacità di muoversi di stella in stella gli potrebbe permettere di trovare altre intelligenze con cui mettersi in comunicazione.<br />
<br />
Detto ciò, la grande domanda che ci si deve porre è questa: <br />
<b>"Il rifiuto di un concetto forte di <i>natura umana</i>  comporta il crollo di ogni sistema valoriale e quindi il nichilismo?"</b><br />
Bagnasco vuol farcelo credere, in base all'equazione dostoevskijana: "Senza Dio tutto è permesso".  <br />
<br />
<b>La risposta è no, no, no.</b> <br />
Ci possono essere valori in assenza non solo di Dio, ma anche di un qualsiasi concetto forte di natura umana. In questo caso i valori ci appaiono, caduti i vari travestimenti religiosi e filosofici, per ciò che sono: convenzioni socialmente irrigidite e sanzionate che gli uomini stipulano fra loro. I valori sono regole del comportamento sociale e non c'è gruppo umano che non ne abbia (ragion per cui, semplicemente, <b>il nichilismo non esiste, è il nome che i preti danno alla modernità</b>). Queste norme comportamentali derivano da decisioni di coloro che esercitano il potere nella società e non possono essere mutate dalla sera alla mattina, perché regolano molte azioni di vita quotidiana. Di conseguenza non sono sottoposti al capriccio del singolo (è estremamente difficile agire in base a valori che nessun altro condivide), sebbene ciascuno possa scegliere in che misura accogliere i valori che la sua società gli propone. Possiamo immaginare i valori come leggi di uno Stato, solo meno formali, più malleabili da parte della soggettività individuale e più persistenti nel tempo (ci vuole molto tempo ad "abrogare" un valore). Ogni persona può scegliere quale peso attribuire ai diversi valori presenti nella società che lo ha educato, ma difficilmente potrà scegliere un mix molto eterodosso e squilibrato rispetto alle preferenze medie senza pagare grossi prezzi in termini di socializzazione.<br />
<br />
In un quadro simile, l'etica (che difficilmente può mancare di una dimensione pubblica) è il tentativo di rispondere a questa complicatissima domanda: <br />
<b>"Che valori vogliamo siano rispettati e seguiti nella nostra società e quali fra loro devono avere la priorità sugli altri?"</b> <br />
<br />
Normalmente le costituzioni, intesi come strutture giuridiche, cercano di rispondere a questa domanda, ma spesso rimangono su un piano normativo senza incarnarsi nella vita quotidiana. <br />
In ogni caso questa domanda apre una quantità enorme di discussioni sui valori e sulla loro gerarchia (e.g. come rendere compatibile il diritto alla vita degli esseri umani adulti con quello di legittima difesa da aggressioni? Come rendere compatibile un criterio meritocratico con la soddisfazione dei bisogni primari degli individui? ecc.); questi problemi e i tentativi di risolverli costituiscono un discorso etico di prim'ordine, che non ha alcun bisogno di Dio od ontologie. <br />
I valori sono qualcosa di storicamente contingente, ma sono molti importanti perché regolano le nostre vite e le rendono degne di essere vissute. Quindi anche senza riconoscere un'intelligenza onnipotente e superiore e senza riconoscere all'essere umano alcuna essenza fissa, rimane aperto un vastissimo campo per il discorso etico: anzi credo che quest'ultimo possa essere autentico, e non una mera trasposizione dell'ontologia di volta in volta sostenuta, solo in assenza di queste ipotesi. <br />
Domani, se riesco, commenterò un altro pezzo della prolusione del cardinale arcivescovo di Genova.<br />
Ovviamente tutto ciò è a titolo strettamente personale.<br />
Tommaso Bruni]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=551</comments>
 <pubDate>Tue, 24 Mar 2009 23:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Ratzi spedisce gli africani all&apos;inferno</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=550</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20090319-Ratzi_Zombie.jpg">Resident_Ratzi</a></div>Joseph Ratzinger, con il passare degli anni, comincia a dimostrarsi non solo un reazionario a oltranza, con tutti i danni per la società globale che ciò comporta, ma anche un pessimo politico. Dopo il casino di Ratisbona nel 2006 e il putiferio sollevato con la revoca della scomunica a Richard Williamson e soci, il papa ne ha combinata un'altra delle sue. <br />
Appena arrivato in Camerun, paese falcidiato dall'epidemia di HIV come tanti altri nell'Africa subsahariana, Ratzi ha dichiarato, parlando della malattia: "E' una tragedia che non si può superare solo con i soldi, non si può superare con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi". <br />
Dato che il preservativo è l'unico strumento di prevenzione attualmente disponibile per lo HIV e dato che politiche di astinenza sessuale su grande scala sono irrealistiche quanto la moltiplicazione di pani e pesci, una frase del genere spinge giocoforza all'aumento dei contagi. <br />
Giuste le parole del papa sulla opportunità della distribuzione gratuita degli anti-retrovirali, specie alle donne gravide, ma non si vede perché, in nome della cura dei malati, si debba trascurare la prevenzione nei confronti di chi sieropositivo non è, specie se si considera che una delle massime generali della medicina è "meglio prevenire che curare". <br />
Una posizione come quella del papa, a causa del forte peso che sfortunatamente la religione cattolica ha nell'Africa subsahariana, rischia di provocare migliaia di nuovi contagi da HIV ed è dunque moralmente inaccettabile. <br />
In Europa le reazioni alle frasi del papa sono state durissime, senza precedenti, verrebbe da dire. Ne citiamo solo una, quella di Alain Juppé, gollista cattolico, ex sindaco di Bordeaux, ex ministro degli Esteri, ex primo ministro. Le proposte e gli atteggiamenti recenti di Papa Benedetto cominciano a "costituire un vero problema". La revoca della scomunica ai vescovi lefebvriani, "di cui uno è un apostolo del negazionismo", la scomunica alla madre della bambina brasiliana stuprata e questa presa di posizione sul preservativo "danno l'impressione che il papa viva in una situazione di autismo totale". "Andare a dire in Africa che il preservativo aggrava il rischio dello HIV è in primo luogo il contrario della verità e in secondo luogo è inaccettabile per le popolazioni africane e per il mondo intero". Quale politico italiano direbbe una cosa simile? Ma l'Italia, come ognun sa, non è in Europa e dovrebbe mutare il suo nome in Vaticanistan.<br />
<br />
Approfondimenti:<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/esteri/benedetto-xvi-31/papa-aids/papa-aids.html">Articolo di Repubblica 1</a><br />
<a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/esteri/benedetto-xvi-31/francia-papa/francia-papa.html">Articolo di Repubblica 2</a>]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=550</comments>
 <pubDate>Thu, 19 Mar 2009 14:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Williamson minaccia i giornalisti, lascia il Sud America, si scusa</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=548</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090301-Williamson_minaccia_gionalista.JPG">Pugno rotante</a></div><br />
Continua l'epopea del vescovo lefebvriano e negazionista Richard Williamson.<br />
Dopo essere stato espulso dal governo argentino, Williamson ha preso un volo per Londra, cercando di rimanere in incognito. I suoi occhiali scuri e il suo cappellino da baseball non hanno impedito alla testata <i>Todo Noticias</i> di intercettarlo al check in dell'aeroporto argentino. In tutta risposta il vescovo britannico, in stile assai poco sacerdotale, ha allontanato i giornalisti roteando un pugno in segno di minaccia. Arrivato a Londra, Williamson si è messo in un normale clergyman ed è andato a trovare D. Irving, il più noto fra i negazionisti mondiali. <br />
Ora che si trova sul suolo della UE, Williamson rischia di essere estradato nella Bundesrepublik tedesca, poiché in Germania il negazionismo è reato e l'intervista rilasciata alla TV svedese (<a href="http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=532">questa</a>) è stata filmata sul territorio tedesco. Il vescovo rischia così di fare la stessa fine di Irving, che scontò pochi anni fa tredici mesi di carcere in Austria per apologia di razzismo.<br />
Il vescovo cerca di salvarsi chiedendo scusa, più o meno in questi termini:<br />
«Il Santo Padre e il mio Superiore, il Vescovo Bernard Fellay, mi hanno chiesto di riconsiderare le dichiarazioni da me rilasciate alla televisione svedese quattro mesi fa, per il fatto che le loro conseguenze sono state così gravi».<br />
«Tenendo conto di queste conseguenze, posso affermare in tutta sincerità che mi rammarico di aver espresso quelle dichiarazioni, e che se avessi saputo in anticipo il danno e il dolore che avrebbero arrecato, soprattutto alla Chiesa, ma anche ai sopravvissuti e ai parenti delle vittime che hanno subito ingiustizie sotto il Terzo Reich, non le avrei rilasciate».<br />
«Alla televisione svedese ho solo espresso l'opinione di un non-storico, un'opinione formatasi 20 anni fa sulla base delle prove allora disponibili, e da allora raramente espressa in pubblico. Ad ogni modo, gli eventi delle ultime settimane e il consiglio dei superiori della Fraternità San Pio X mi hanno convinto di essere responsabile della pena che ne è derivata. Chiedo perdono davanti a Dio a tutte le anime che si sono onestamente scandalizzate per ciò che ho detto». <br />
«Come ha affermato il Santo Padre ogni atto di violenza ingiusta contro un uomo ferisce tutta l'umanità».<br />
<br />
Williamson, come aveva in parte già fatto, si scusa solo per il disturbo arrecato; ritratta sul metodo ma non sul merito; non dice che le sue parole erano false; non si scusa con gli ebrei né nomina mai direttamente l'Olocausto; non chiarisce se la violenza contro gli Ebrei sia a suo parere "ingiusta".<br />
Il Vaticano, che aveva richiesto al vescovo scuse formali, pena l'annullamento del ritiro della scomunica, si dichiara insoddisfatto perché le scuse non sono indirizzate né al Papa né alla commissione Ecclesia Dei. <br />
Nel frattempo, i lefebvriani, per bocca di Mons. Fellay, il successore di Lefebvre, si distanziano dalle posizioni del Vaticano, dicendo che la loro accettazione del Concilio Vaticano II è di là da venire e che non può essere considerata dal Vaticano una precondizione al negoziato.<br />
<br />
Ci sono molti articoli sull'argomento:<br />
<a href="http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_26/williamson_scuse_papa_dio_59a857f8-0424-11de-8e80-00144f02aabc.shtml">Corsera 1</a><br />
<a href="http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_27/williamson_lettera_vaticano_c9930076-04cf-11de-bb75-00144f02aabc.shtml">Corsera 2</a><br />
<a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200902articoli/41443girata.asp">Stampa</a>]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=548</comments>
 <pubDate>Sun, 1 Mar 2009 16:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Ottant&apos;anni di concordato</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=547</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090301-Firma_Concordato_It.jpg">Concordato</a></div><br />
L’11 febbraio 1929, quando papa Pio XI e Benito Mussolini sottoscrivevano in San Giovanni in Laterano i Patti che da quel palazzo presero il nome, si ricuciva lo strappo tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica apertosi con la breccia di Porta Pia il 20 settembre 1870, con le truppe sabaude che occupavano Roma e costringevano il papa – dopo secoli di dominio temporale su vaste aree del centro Italia – nelle anguste mura del Vaticano. La portata dell’evento storico e politico era chiara e inequivocabile: il papa tendeva per la prima volta la mano allo stato invasore. La “questione romana” era da considerarsi definitivamente chiusa, e i tempi erano maturi perché piazza San Pietro si aprisse ai traffici della capitale del regno, attraverso via della Conciliazione, progettata di lì a pochi anni (e portata poi a compimento soltanto nel 1950).<br />
Se è pur vero che, dopo le fasi più roventi della polemica iniziata dopo Porta Pia, i rapporti tra i due enti avevano conosciuto un lento disgelo a partire del primo decennio del Novecento, la firma dei Patti Lateranensi non può, di fatto, leggersi come l’atto finale di quel graduale percorso. Il disgelo era infatti avvenuto sotto le spinte dei tanti cattolici desiderosi di impegnarsi nella vita politica del paese, di adeguarsi in modo più incisivo ai mutamenti sociali e culturali del nuovo secolo, sotto l’egida di un forte impeto di partecipazione collettiva. La conciliazione tra Stato e Chiesa avveniva invece nel momento della costruzione di un regime totalitario, impegnato a chiudere ogni via per la libera partecipazione dei cittadini alla vita collettiva del paese.<br />
I due contendenti si incontravano dunque sul terreno dell’autoritarismo e della negazione della libertà. La Chiesa serviva allo stato fascista per rinsaldare il consenso interno e valorizzare la propria immagine all’estero; il fascismo serviva alla Chiesa – e piaceva alla Chiesa, almeno nelle sue più alte sfere - perché era in grado di imporre la sua autorità al di sopra di ogni dissenso e di reprimere con la violenza ogni moto volto al sovvertimento dello status quo.<br />
<br />
Entrambe le parti considerarono la firma del Concordato un proprio ragguardevole successo, ma fu il papa a manifestare più apertamente la sua soddisfazione per l’operato di Mussolini, con le famose parole pronunciate due giorni dopo all’Università cattolica di Milano: «Forse ci voleva un uomo come quello che la Provvidenza ci ha fatto incontrare, un uomo che non avesse le preoccupazioni della scuola liberale, per gli uomini della quale tutte quelle leggi, tutti quegli ordinamenti, o piuttosto disordinamenti, tutte quelle leggi, diciamo, e tutti quei regolamenti erano altrettanti feticci e, proprio come feticci, tanto più intangibili e venerandi quanto più brutti e deformi».<br />
<br />
Grazie a quell’«uomo della Provvidenza» la Chiesa cattolica si vedeva finalmente riconosciuta una serie di prerogative giurisdizionali, culturali, economiche che sancivano in modo indiscutibile il suo ruolo primario all’interno della società italiana e la sua posizione di supremazia sulle altre confessioni religiose praticate nel regno. Si riaffermava l’articolo 1 dello statuto albertino, nel quale il cattolicesimo veniva indicato come «la sola religione dello stato»; veniva istituito lo Stato della Città del Vaticano come entità territoriale sulla quale vigeva la piena sovranità del papa; la parte del trattato detta Convenzione finanziaria stabiliva la cifra che, a titolo di risarcimento dei danni del 1870, l’Italia avrebbe versato alla Santa Sede: 750 milioni di lire e ulteriori titoli di stato per un valore nominale di 1 miliardo di lire. Ma il fatto più rilevante fu che la religione cattolica entrò di diritto nelle istituzioni civili italiane, attraverso misure come il riconoscimento degli effetti civili del matrimonio religioso e l’insegnamento della religione cattolica in tutte le scuole pubbliche di ogni ordine e grado. <br />
Il fascismo consentì dunque alla Chiesa di sancire e rafforzare il suo radicamento nella società italiana, con effetti che si proiettarono anche sull’Italia repubblicana nel momento in cui, grazie al voto favorevole dei comunisti, il Concordato del 1929 fu accolto nella Costituzione italiana, articolo 7: «Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi […]». Soltanto la revisione del 1984 (il Nuovo Concordato) abolì il riferimento al cattolicesimo come «sola religione dello stato», introdusse alcuni correttivi nel riconoscimento agli effetti civili del matrimonio religioso e rese facoltativo l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole; ma certo non si trattò di una messa in discussione profonda degli assetti creati nel 1929.<br />
<br />
Oggi, a ottant’anni di distanza, nell’urgenza di preservare la laicità dello Stato dall’invadenza della cultura e della morale di stampo cattolico, che si manifestano nelle posizioni e nelle scelte di  molti uomini politici, il problema della validità di quegli assetti sembra degno di essere ripreso e ridiscusso.<br />
<br />
Valentina Colombi, del Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=547</comments>
 <pubDate>Sun, 1 Mar 2009 15:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>La pappa di Papa Ratzi</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=546</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090226-Laura_Marsilio_Cardinale_2.jpg">Assessore + Cardinale</a></div><br />
Le mense scolastiche delle scuole elementari e medie della città di Roma, per volere dell'Assessore alle Politiche Educative della Giunta Alemanno, L. Marsilio, che qui vedete ritratta in significativa compagnia, per tutto il periodo quaresimale non serviranno carne il venerdì. <br />
In pratica, le mense delle scuole capitoline obbligheranno gli studenti a fare il digiuno quaresimale, che lo vogliano o meno. <br />
Si noti che, per la stessa Chiesa Cattolica Romana, sono esentati da questo precetto alimentare tutti i minori di 14 anni. <br />
Quindi non solo si esautora la libertà di religione (o di non-religione) dei bambini che non sono cattolici praticanti e delle loro famiglie, ma si interpreta il precetto quaresimale in una maniera fondamentalista, più radicale che nello stesso Catechismo. Richiesta di spiegazioni, l'Assessore Marsilio si è trincerata dietro giustificazioni organizzative e dietologiche piuttosto implausibili; inoltre ha affermato che "il 90% dei nostri alunni è cattolico", il che ovviamente, nella mente acuta di questa grande democratica, si suppone cancelli ogni diritto delle minoranze. <br />
Dopo la celebrazione dei soli soldati pontifici il 20-09-08, la Giunta Alemanno si segnala per essere la punta avanzata del clericalismo in Italia.<br />
L'idea che la scuola debba essere un'istituzione neutrale rispetto alle diverse concezioni del mondo, religiose o meno, è completamente messa in mora in nome di una presunta e pericolosa identità italiana di cui il cattolicesimo sarebbe parte fondante. Si noti che la foto di L. Marsilio qui a fianco è stata scattata in occasione dell'inaugurazione di una mostra di presepi: infatti a Natale l'Assessore aveva fatto in modo di riportare il presepe in tutte le scuole della capitale.<br />
Se volete approfondire, leggete <a href="http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/mense-stretta/mense-stretta/mense-stretta.html">questo articolo di Repubblica</a>.<br />
Grazie a Daniele D. per la segnalazione.<br />
Il Circolo UAAR di Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=546</comments>
 <pubDate>Thu, 26 Feb 2009 13:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Ateobus...</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=541</link>
<description><![CDATA[...addolcito.<br />
Il secondo slogan è più anodino di quello bocciato da IGP Decaux.<br />
Potete vedere l'Ateobus in circolazione <a href="http://genova.repubblica.it/multimedia/home/4801235/1">cliccando qui</a>.]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=541</comments>
 <pubDate>Sat, 21 Feb 2009 09:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Rassegna Stampa DD09</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=544</link>
<description><![CDATA[Gli articoli della stampa locale che hanno parlato del DD.<br />
Purtroppo non ho modo di leggere la Eco in modo gratuito e non ho la menoma intenzione di acquistarla.<br />

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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/gallery/20090220-DD09IlBergamo20090218.jpeg')">Il_Bergamo</a><br />
Un grazie a S. Valietti e S. Prandi.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=544</comments>
 <pubDate>Fri, 20 Feb 2009 17:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Williamson esule</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=540</link>
<description><![CDATA[Le autorità argentine hanno chiesto a Richard Williamson di allontanarsi dal paese. <br />
L’invito non è così garbato come potrebbe sembrare a prima vista: se Williamson non provvederà entro dieci giorni ad andarsene, sarà espulso. <br />
Secondo il governo dello stato sudamericano, “episodi come questi recano profondi danni alla società argentina, al popolo ebreo e a tutta l’umanità, pretendendo di negare una comprovata verità storica”.<br />
Un tempo l'Argentina peronista e delle giunte militari accoglieva personaggi come A. Eichmann, M. Borman (morto poi in Paraguay) e altri gerarchi nazisti. <br />
Oggi espellono un negazionista. <br />
Per fortuna anche gli Stati possono progredire moralmente. <br />
Un grazie all'ex-presidente N. Kirchner e all'attuale Presidente dell'Argentina Cristina Fernández.]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=540</comments>
 <pubDate>Fri, 20 Feb 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Indottrinarli sin da piccoli</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=539</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090220-Moratti_Letizia.jpg">mestizia</a></div><br />
Letizia Brichetto Moratti non si smentisce mai.<br />
Quando era ministro aveva cercato di cancellare l'evoluzionismo dai programmi scolastici delle scuole medie e aveva parificato in tutto e per tutto gli insegnanti di religione, scelti dalle Diocesi ma assunti e pagati dallo Stato senza concorso, ai normali insegnanti di ruolo. <br />
Oggi pensa bene, nel suo ruolo di sindaco di Milano, di stipulare una convenzione con la Arcidiocesi per portare lo IRC (Insegnamento Religione Cattolica) anche nelle scuole materne, dove non è previsto dal Concordato. Il tutto a spese del Comune e su direzione e indicazione della Arcidiocesi. Così ai bambini potranno essere insegnati antichi miti ebraici, utili alla società del Medio Oriente di 3000 anni fa, sin dai 3 anni, quando non sono in grado di esercitare alcun tipo di riflessione su ciò che viene detto loro. Le convinzioni religiose si radicheranno nella loro mente in modo inconscio e indelebile: almeno in parte saranno per sempre membri del gregge del buon pastore Ratzinger. E tutto ciò, ovviamente, a spese del contribuente.<br />
Nel frattempo l'Arcidiocesi meneghina scrive ai migranti della zona di Milano per convincerli a far frequentare lo IRC ai loro figli. Così si integreranno meglio, dice la Chiesa. Certo, ma a prezzo di rinunciare alla loro cultura di origine e di aderire ai "valori cristiani", replichiamo noi.<br />
Per approfondire, c'è questo <a href="http://milano.repubblica.it/dettaglio/Scuola-religione-fin-dalle-materne-A-Milano-un-patto-diocesi-Comune/1591266">articolo di Repubblica</a>.<br />
]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=539</comments>
 <pubDate>Fri, 20 Feb 2009 10:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Il Darwin Day di Bergamo...</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=542</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20090220-Pievani_Tom.jpeg">T. Pievani</a></div>... è andato molto bene.<br />
Si capisce perché Pievani è così impegnato: è un ottimo oratore. <br />
E' riuscito a tenere l'attenzione del pubblico per più di un'ora senza mai scivolare nel tecnicismo, nonostante le sue eccellenti competenze in materia di evoluzionismo. <br />
Pievani si è concentrato soprattutto sulla storia del pensiero di Darwin, che è stato straordinariamente precoce ma anche percorso da forti tensioni psicologiche. Per molti anni Darwin non ha accettato la sua stessa teoria, sebbene gli parese vera, perché era troppo rivoluzionaria. La discussione è rimasta, come dovrebbe essere nei DD, sul piano della scienza; non ci siamo consentiti polemiche nei confronti del cosiddetto disegno intelligente e del neo-creazionismo nostrano. Temi, questi, che tuttavia andrebbero esplorati: vedremo se il Prof. Pievani sarà disposto a parlarcene in futuro.<br />
Caffè Letterario pieno (90 persone) e pubblico partecipe. <br />
Un grazie dal circolo al prof. Pievani e, come sempre, al vecchio Charles dalla lunga barba.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=542</comments>
 <pubDate>Thu, 19 Feb 2009 19:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Darwin Day UAAR 2009</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=538</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="/media/Mauro/20090212-Volantino_DD_UAAR_09.pdf" target="DD2009"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090212-dd2009g.jpg">DDUAAR2009</a></a></div><b><i>“È come confessare un delitto”</i><br />
<br />
I taccuini giovanili inediti<br />
di Charles Darwin<br />
<br />
Conferenza del <br />
Prof. Telmo Pievani<br />
<br />
Mercoledì 18 Febbraio - ore 21<br />
Il Caffè Letterario  <br />
Via San Bernardino, 53 - Bergamo</b><br />
<br />
A 200 anni dalla nascita di Darwin e a 150 dalla pubblicazione della sua più rivoluzionaria opera, L'origine della specie attraverso la selezione naturale, il Prof. Pievani ci parlerà dei taccuini redatti da Darwin appena dopo il suo celebre viaggio alle isole Galapagos. Da questi testi emerge che il giovane Charles aveva già elaborato molti tratti salienti del suo evoluzionismo decenni prima della pubblicazione della Origin. <br />
Che cosa spinse Darwin a rendere pubbliche le sue teorie così tardi? <br />
Forse il fatto che la teoria dell'evoluzione attraverso selezione naturale permetteva per la prima volta di costruire una <b>visione della vita che non avesse più bisogno di un Dio creatore e/o architetto, come voleva invece la teologia naturale in voga all'epoca?</b><br />
Non a caso Darwin scrisse a un suo corrispondente che enunciare pubblicamente la teoria della selezione naturale era "come confessare un delitto", poiché pensare un mondo in cui Dio non avesse alcuna funzione era considerato blasfemo. <br />
<br />
Telmo Pievani è nato nel 1970 ed è professore associato presso l'Università di Milano Bicocca. La sua opera maggiore è Introduzione alla filosofia della biologia. Recentemente ha pubblicato Creazione senza Dio e In difesa di Darwin. E' curatore dei Taccuini darwiniani su cui verte la conferenza.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=538</comments>
 <pubDate>Thu, 12 Feb 2009 07:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Riunione del Circolo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=537</link>
<description><![CDATA[La prossima riunione si terrà<br />
<b>Mercoledì 11 Febbraio 2008 alle ore 21</b><br />
presso il <b>Circolo ARCI di via Gorizia 17 - Bergamo</b>.<br />
<br />
OdG:<br />
- affissioni per DDU<br />
- banchetto del 14 Febbraio sul testamento biologico e sul DDU<br />
- iniziativa sul testamento biologico di Montanelli<br />
- eventuale conferenza con M. Mori sul caso Eluana<br />
- varie ed eventuali.<br />
<br />
Tutti i cittadini che desiderano partecipare sono caldamente invitati a farlo.<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore Circolo di BG.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=537</comments>
 <pubDate>Tue, 10 Feb 2009 22:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Presidio di BergamoLaica</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=536</link>
<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA<br />
<br />
La vicenda giudiziaria sul caso Englaro si è chiusa con la sentenza di luglio della Corte d'Appello di Milano, confermata dalla Cassazione.<br />
<br />
Questa sentenza è passata in giudicato e basata sulla Costituzione; è dovere di tutti i cittadini rispettarla e non ostacolarne l'esecuzione. Ciò indipendentemente dalle opinioni bioetiche di ciascuno.<br />
<br />
Perciò troviamo eversivo dell'ordine democratico l'atto compiuto ieri, 6 febbraio, dal Consiglio dei Ministri. <br />
Il Governo dapprima ha cercato di emanare un Decreto Legge per cancellare nei fatti la Sentenza della magistratura, in barba alla separazione dei poteri, per poi, dopo la scontata bocciatura da parte del Presidente Napolitano, minacciare di voler tornare al voto per cambiare la Costituzione, base del patto sociale e della legalità stessa, e di far approvare dal Parlamento un suo DdL (con contenuti analoghi al decreto) in tempi strettissimi.<br />
<br />
Non solo l'atto proposto dal Governo lede una delle basi delle democrazie liberali, il principio di autodeterminazione dell'individuo, secondo il quale ciascuno è unico titolare del proprio corpo, ma apre un conflitto istituzionale pericolosissimo, che rischia di lasciare campo libero all'arbitrio e a una visione bonapartista e paternalistica del potere.<br />
<br />
L'esecutivo vuole imporre ai cittadini italiani un'etica di Stato di chiaro stampo cattolico, limitando le libertà personali in modo arbitrario, negando il principio di laicità dello Stato e trascinando la Repubblica fuori dalla tradizione democratica europea, in una deriva clericale e autoritaria.<br />
<br />
Noi contrasteremo gli attacchi all'assetto costituzionale sferrati dal Governo in carica. Per questo motivo organizziamo un presidio di fronte alla Prefettura di Bergamo, in via Tasso, lunedì 9 dalle ore 17.30 alle ore 19.30.<br />
Tutti coloro che hanno a cuore la poca democrazia rimasta in Italia sono invitati a partecipare.<br />
BergamoLaica ]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=536</comments>
 <pubDate>Sat, 7 Feb 2009 12:30:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Il clericofascismo di Silvio Berlusconi</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=535</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090207-Berlusconi_mitra_sm.jpeg">Berlu_mitra</a></div><br />
Gli atti compiuti ieri dal Governo Berlusconi IV sono inaccettabili.<br />
Non solo Berlusconi si ingerisce in una faccenda su cui è stata emessa una sentenza definitiva e che quindi è ormai al di là dell'intervento sia dell'esecutivo sia del legislativo (la legge infatti provvede per il futuro), ma lo fa in totale spregio delle prerogative del Presidente della Repubblica e della separazione fra i poteri dello Stato.<br />
Berlusconi non si è limitato ad approvare un Decreto Legge palesemente incostituzionale in presenza di un motivato parere contrario del Quirinale; ha anche sostenuto che la decretazione d'urgenza gli è necessaria per governare e che, qualora non gli fosse concesso di farne uso nella misura in cui a lui pare e piace, occorrerebbe tornare "al popolo" per "cambiare la Costituzione". Un disegno, quello di S. Berlusconi, eversivo dell'ordine costituzionale. Come se non bastasse, pur di "salvare la vita" di Eluana Englaro (che, come "persona", a nostro avviso è morta nel 1992), il Presidente del Consiglio vuole far approvare dal Parlamento una "legge lampo" che imponga a tutti i cittadini non in grado di alimentarsi l'alimentazione e l'idratazione forzate.<br />
Da un lato, quindi, i provvedimenti del Governo ledono il principio di autodeterminazione dell'individuo e l'art. 32 della Costituzione, ponendosi al di fuori del quadro della democrazia liberale insieme all'intera posizione bioetica sostenuta dai cattolici; dall'altro, essi rappresentano, indipendentemente dal loro contenuto specifico, uno strappo gravissimo dell'ordine costituzionale, il più grave dalla sospensione dei diritti umani avvenuta a Genova nel luglio di otto anni fa.<br />
Faremo tutto ciò che è nelle nostre forze per contrastare questa deriva autoritaria e clericofascista, questo potere che si concepisce in modo bonapartistico e paternalistico. <br />
Non ci lasceremo imporre alcuna etica di Stato esemplata sui dettami della Santa Sede e non accetteremo l'autorità di chi pretende di esercitare un potere assoluto, che ricorre al popolo solo di tanto in tanto come fonte populistica di legittimazione.<br />
Il caso Englaro si è chiuso con il pronunciamento della Cassazione: chi non accetta quella sentenza è contro la Costituzione, contro la legalità e contro lo Stato.<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore Circolo UAAR di Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=535</comments>
 <pubDate>Sat, 7 Feb 2009 08:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Il negazionismo suona sempre due volte</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=534</link>
<description><![CDATA[Dopo il vescovo Williamson, di cui abbiamo molto parlato, un altro prelato lefebvriano ha fatto il suo personale <i>coming out</i> e ha dichiarato che le camere a gas nei Lager nazifascisti servivano solo per disinfettare i deportati, evitando la diffusione nel campo di pericolose malattie.<br />
Questa seconda mirabile mente si chiama Floriano Abrahamowicz e di casa sta a Treviso, città nota per la sua xenofobia esasperata (non vi ricordate più dell'ex-sindaco, ora vice-sindaco, Giancarlo Gentilini, della Lega, che proponeva la "pulizia etnica", la "tabula rasa" nei confronti degli omosessuali?). <br />
Le sue relazioni con la Lega non si fermano qui: Padre Abrahamowicz ha benedetto il crocefisso della sala del "Parlamento del Nord" e ha celebrato una messa in latino alla presenza di U. Bossi.<br />
<br />
Nel frattempo le alte gerarchie dei lefebvriani (ma Williamson è uno dei soli quattro vescovi) cercano di prendere le distanze da questa ondata di negazionismo che sta facendo fare una pessima figura a Ratzi e mettendo a rischio il (fasullo) dialogo fra l'ebraismo e il cattolicesimo.<br />
Williamson inoltre ritiene bene scusarsi, ma:<br />
- nei confronti del papa per il bailamme causato dalle sue affermazioni e non nei confronti dei discendenti delle vittime della Shoah;<br />
- senza ritrattare il contenuto delle sue asserzioni e adducendo solo ragioni di opportunità.Se volete sapere di più, <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/benedetto-xvi-29/prete-lefebvriano/prete-lefebvriano.html">trovate qui un articolo di Repubblica</a> su questo caso.<br />
<a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20090130/pagina/08/pezzo/240857/">Qui invece un articolo da "il manifesto"</a>]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=534</comments>
 <pubDate>Sun, 1 Feb 2009 12:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Una pessima legge sul testamento biologico</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=533</link>
<description><![CDATA[Rispetto a ciò che il PdL si prepara a varare, era meglio il vuoto normativo.<br />
Inutile che stia io a spiegarvi i dettagli della proposta PdL discussa in Commissione al Senato, quando c'è chi lo può fare assai meglio di me.<br />
Orsù <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/16113/testamento-biologico-la-truffa-e-servita/">leggete qui</a> e <a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20090128/pagina/06/pezzo/240656/">pure qui</a>.<br />
Tommaso Bruni]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=533</comments>
 <pubDate>Fri, 30 Jan 2009 07:30:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Le posizioni di Joseph Ratzinger sulla teoria dell&apos;evoluzione</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=529</link>
<description><![CDATA[Telmo Pievani, nel corso di un convegno in Bicocca, cita il pensiero del papa sulla teoria darwiniana. <br />
La posizione espressa da Ratzi sull'evoluzione può essere spiegata in due modi:<br />
- con una sostanziale ignoranza su che cosa sia la biologia oggi;<br />
- con l'adesione a un'ideologia che lo conduce a negare dati di fatto.<br />
Potete <a href="http://www.videoscienza.it/Objects/Pagina.asp?ID=691&T=Darwin,%20il%20Papa%20e%20Mr.%20Pievani">vedere il video qui</a>, cliccando poi sulla telecamera o su "guarda l'intervento".]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=529</comments>
 <pubDate>Fri, 30 Jan 2009 07:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Richard Williamson, vescovo della Chiesa Cattolica Apostolica Romana</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=532</link>
<description><![CDATA[<object width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/AezZLdBqXhg&hl=it&fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/AezZLdBqXhg&hl=it&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></embed></object><br />
Per chi è in grado di comprendere la lingua inglese, cinque minuti di falsità grondanti sangue da parte di questo signore.]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=532</comments>
 <pubDate>Thu, 29 Jan 2009 12:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Potere lesbico</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=531</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090129-Johanna_Sigurthardottir.jpeg">Johanna</a></div><br />
La donna che vedete qui a fianco si chiama Jóhanna Sigurðardóttir.<br />
La sesta lettera del suo cognome, se la vedete, è un eth, una lettera che si trova solo in islandese e che si legge come il "th" di "that" e di "this" in inglese. Ma questo è un aspetto che può interessare solo un fanatico di linguistica come il sottoscritto.<br />
Ci sono due cose che c'interessano davvero in questa persona:<br />
- è una omosessuale dichiarata ed è sposata con una donna, che si chiama Jónína Leósdóttir;<br />
- sta per diventare Primo Ministro della Repubblica d'Islanda, grazie alla sua alta popolarità, dopo che il precedente governo, guidato da Geir Haarde, è stato costretto a dimettersi a causa delle imponenti proteste di piazza causate dalla crisi finanziaria. Proteste imponenti per lo standard islandese, ovviamente, dato che l'intera isola ha una popolazione di 300.000 abitanti, come Bergamo e il suo hinterland. <br />
L'Islanda, un tempo nota come "tigre artica", è in bancarotta perché si è affidata troppo alla globalizzazione finanziaria e all'economia virtuale nella costruzione della propria prorompente crescita del PIL.<br />
Ma ciononostante ci precede di svariati decenni quanto a sviluppo dei diritti civili e a libertà nei costumi. Al di là dei titoli tossici e dell'ubriacatura neoliberista, l'isola è un "luminoso" esempio da seguire, anche se in questi mesi invernali giace sepolta nella tenebra.<br />
Tommaso Bruni]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=531</comments>
 <pubDate>Thu, 29 Jan 2009 09:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Eluana: Formigoni riga diritto</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=530</link>
<description><![CDATA[Il Presidente della Giunta Regionale lombarda dal 1995, R. Formigoni, ha deciso che per lui le sentenze del TAR lombardo non contano nulla. Nonostante il pronunciamento del Tribunale Amministrativo, le strutture lombarde non sospenderanno idratazione e alimentazione forzate. <br />
Formigoni si appella al vuoto normativo sul testamento biologico per contestare sia la sentenza definitiva della Cassazione sia quella del TAR che gli dà torto. Ma la sentenza della corte d'appello di Milano, resa inappellabile dalla Cassazione, si basa direttamente sulla Costituzione della Repubblica, cioè sulla Legge per eccellenza, sulla legge fondamentale. Essa dunque ha più legittimità, non meno, di ogni sentenza basata su una legge ordinaria. <br />
Formigoni si sta ponendo fuori dallo Stato di diritto, nella dittatura e nel potere arbitrario, e c'è solo da sperare che prima o poi risponda dei suoi atti di fronte alle istanze giudiziarie competenti. <br />
Non si sa ancora se la Regione Lombardia adirà ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR o meno.<br />
Potete leggere un articolo de "il manifesto" su questo argomento <a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20090128/pagina/06/pezzo/240655/">cliccando qui</a>.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=530</comments>
 <pubDate>Thu, 29 Jan 2009 08:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Eluana: un altro passo avanti</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=528</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20090127-Formigoni_small.jpg">R. Formigoni legge</a></div><br />
Ieri il TAR della Lombardia, normalmente schierato dalla parte di Formigoni, ha dato ragione agli Englaro riguardo alla nullità dell'atto della Regione Lombardia con cui si vietava, in barba alla sentenza definitiva, di interrompere l'alimentazione e l'idratazione forzate. <br />
A meno che la Regione non decida di ricorrere in Consiglio di Stato, il che comporterebbe un ulteriore ritardo nei tempi e un esito a mio avviso non scontato (il Consiglio poco tempo fa definì infatti, con sentenza funambolica, il crocefisso 'simbolo di laicità e di pluralismo'), il corpo di Eluana, dopo 17 anni di sofferenze e di tortura legalizzata, potrebbe andare incontro alla sua sorte naturale, la stessa a cui sarebbe stato destinato anche solo 25 anni fa.<br />
E' verosimile che gli integralisti cattolici, che su questa faccenda sembrano aver perduto il bene dell'intelletto, facciano di tutto pur di ritardare il distacco, in modo che il Parlamento della Repubblica approvi una legge liberticida che renda impossibile rinunciare all'alimentazione e all'idratazione forzate.<br />
Non è ancora finita: bisognerà vigilare sino alla fine su questo caso. Un caso che amareggia e che mostra come la religione cattolica, sovente, si trasformi da religione dell'amore in religione della persecuzione; un caso in cui la religione diviene mancanza di carità e di comprensione nei confronti di un padre che, colpito dalla più tremenda disgrazia che possa capitare all'uomo, cerca solo di eseguire quella che sa essere la volontà di sua figlia.Per approfondire, <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/eluana-eutanasia-6/tar-lombardia/tar-lombardia.html?ref=search">trovate qui</a> un articolo da "La Repubblica".]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=528</comments>
 <pubDate>Tue, 27 Jan 2009 07:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>La riabilitazione dei lefebvriani</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=527</link>
<description><![CDATA[Forse non tutti sanno chi sono i lefebvriani. <br />
Trattasi di un gruppo cattolico, prevalentemente francese ma con molti simpatizzanti anche in Italia (fra cui il capogruppo leghista al Senato F. Bricolo), che ha rifiutato il Concilio Vaticano II promosso da Papa Roncalli e chiuso da Montini. <br />
Celebrano ancora l'intera liturgia in latino, compresa la preghiera del venerdì santo riguardante i "perfidi ebrei". <br />
Ratzi è da decenni vicino a questo gruppo, i cui vescovi erano stati scomunicati, e in questi giorni ha portato a termine il suo progetto di riassorbirli, ritirando i provvedimenti che colpivano i suoi membri. Provvedimenti che erano stati emessi da Wojtyla, cioè da un papa che progressista non era di certo. <br />
Ora i vescovi lefebvriani ritornano in pieno in comunione con la Santa Sede. Da parte loro, i lefebvriani non si spostano di un millimetro: per loro l'unica vera Chiesa era, è e sarà quella preconciliare. Quindi è il Vaticano che si sposta a "destra" per riprendersi gli scismatici: non c'è nessuna mediazione, bensì solo una resa ai reazionari.<br />
L'intera questione, eloquente della linea politica e pastorale di Ratzi, è resa molto più preoccupante dal fatto che uno dei vescovi la cui scomunica è stata ritirata, il britannico R. Williamson, è apertamente negazionista rispetto alla Shoah. Nega l'esistenza delle camere a gas e riduce il numero delle vittime ebree delle persecuzioni nazi-fasciste da 6.000.000 a 300.000. Ha dichiarato nel 1989: "Gli ebrei hanno creato l'Olocausto in modo che ci inginocchiassimo di fronte a loro e approvassimo lo stato di Israele". <br />
Sono di conseguenza durissime le reazioni all'atto vaticano da parte delle comunità ebraiche. Il <i>Zentralrat der Juden in Deutschland</i> (consiglio centrale degli ebrei in Germania), la principale organizzazione ebraica tedesca, vuole ora denunciare Williamson all'autorità giudiziaria, perché il negazionismo è reato nella Repubblica Federale Tedesca.<br />
<a href="http://www.unita.it/news/80445/benedetto_xvi_riabilita_vescovi_lefebvriani">Trovate qui</a> un articolo de "L'unità" a questo riguardo.]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=527</comments>
 <pubDate>Mon, 26 Jan 2009 07:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Il Vaticano contro Barack Hussein Obama</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=526</link>
<description><![CDATA[Una delle prime decisioni da Presidente di B. H. Obama è la rimozione della cosiddetta "Politica di Città del Messico" (<i>Mexico City Policy</i>), ovvero della linea, stabilita da R. Reagan nel 1984, per cui le ONG che praticano l'aborto come mezzo di controllo delle nascite o che danno anche solo informazioni a suo riguardo sono escluse da finanziamenti federali. Cancellata da William Clinton nel 1993, la Mexico City Policy è stata reintrodotta da G. W. Bush nel 2001. Ora Obama l'ha nuovamente rimossa, dando quindi ossigeno alle associazioni che nel Terzo Mondo si battono contro la sovrappopolazione e lo HIV. <br />
La decisione di Obama ha fatto immediatamente infuriare il Vaticano, in particolare i massimi responsabili della politica bioetica d'Oltretevere: Mons. R. Fisichella e Mons. E. Sgreccia. Il secondo ha dichiarato che così Obama si schiera dalla parte della "strage degli innocenti", mentre il primo ha accusato il presidente USA, in un'intervista al CorSera che <a href="http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_24/intervista_fisichella_gia_guido_vecchi_494dc7ae-e9e3-11dd-a42c-00144f02aabc.shtml">trovate qui</a>, di essersi già lasciato andare all'ebrezza del potere. Fisichella infatti ha indirettamente accusato Obama di essere dominato dalla "arroganza di chi, avendo il potere, pensa di poter decidere della vita e della morte". Esattamente ciò che il Vaticano, in barba alle scelte degli individui, fa ogni giorno, verrebbe da chiosare. <br />
Le posizioni della sede apostolica riflettono al solito un dogmatismo integralista rispetto a cui la tanto sovente dichiarata "disponibilità all'ascolto" di voci altre non è che retorica (come per l'ecumenismo). Sorprendono dunque, in questo pronunciamento della santa sede, non tanto i contenuti ideologici, quanto i modi della sua espressione. Ratzi e i suoi partono subito all'attacco contro un uomo che gode di gigantesca popolarità sull'intero globo terracqueo e non paiono rendersi conto che Obama non è un politico italiano. Il Vaticano non può fare con il Presidente degli States ciò che fa con i vari pupazzi che abitano di volta in volta le stanze di Palazzo Chigi. Obama può benissimo ignorare la Santa Sede e rigare diritto: dopo lo scandalo dei preti pedofili, la popolarità del Vaticano negli USA è ai minimi storici, nonostante i resoconti agiografici della visita del Papa che ci sono stati ammanniti dalla stampa nostrana.<br />
Ci si augura quindi che il Vaticano continui con queste uscite intempestive, che non fanno altro che isolarlo rispetto ai decisori politici del pianeta.<br />
Potete trovare <a href="http://www.unita.it/news/80567/il_vaticano_contro_obama_deludente_sullaborto">qui un articolo de "L'Unità"</a> sull'argomento.]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=526</comments>
 <pubDate>Sun, 25 Jan 2009 12:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Un mito da sfatare:</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=525</link>
<description><![CDATA[l'obiezione di coscienza.<br />
Dopo la dichiarazione di disponibilità di M. Bresso, presidente della Giunta piemontese, ad accogliere il corpo di Eluana per la sospensione di idratazione ed alimentazione forzata, il Cardinale Arcivescovo di Torino, Sua Eminenza Reverendissima Severino Poletto ha esortato i medici cattolici all'obiezione di coscienza in base al fatto che, a suo dire, "la legge di Dio è superiore a quella dell'uomo". <br />
La Dott.sa Bresso ha risposto, in maniera a mio avviso inconsistente, dicendo che il cardinal Poletto si comporta come un ayatollah e che, parimenti, i medici cattolici non possono essere obbligati a fare ciò che la loro coscienza proibisce loro di fare. <br />
Se posso concordare con l'accostamento dell'atteggiamento di Poletto con quello di Alì Khamenei e soci, ritengo invece che occorra fare un po' di luce sulla questione della libertà di coscienza dei dipendenti pubblici. <br />
C'è un caso molto noto, quello della Interruzione Volontaria di Gravidanza e della relativa legge 194/1978, in cui questo diritto è riconosciuto dal legislatore, sebbene, per quanto concerne la <i>ratio</i> della norma, probabilmente questo regime andava considerato come transitorio e adatto per i medici assunti quando la IVG era illegale. <br />
Ma in generale è possibile riconoscere a un dipendente pubblico il diritto ad "agire secondo coscienza", cioè ad omettere alcune azioni, cui sarebbe tenuto per servizio e per contratto di lavoro, perché esse contrastano con le sue scelte valoriali? <br />
Ovviamente sì, nel senso che ciascuno è libero di fare ciò che desidera finché non danneggia gli altri. Ma l'agente deve anche prendersi la responsabilità delle sue azioni, e chi fa obiezione di coscienza ne deve pagare, responsabilmente, tutte le conseguenze. <br />
Non può essere ammesso insomma che una persona sia pagata dallo Stato per fare qualcosa e non lo faccia, senza perdere il posto per il suo rifiuto.<br />
Accetteremmo che un ufficiale giudiziario si rifiutasse di eseguire gli sfratti o i pignoramenti perché considera quelle pratiche "contrarie alla pietà"? No di certo. Diremmo a questo signore che, se la pensa così, non doveva fare l'ufficiale giudiziario nella vita. Avrebbe fatto meglio a selezionare un'altra carriera e, d'ora in avanti, sarà il caso si cerchi nuova occupazione.<br />
Lo stesso diremmo di un giudice che si rifiuta di comminare la pena dell'ergastolo perché la ritiene lesiva dei diritti umani. Il suo lavoro richiede che egli applichi la norma, non che esprima il suo punto di vista etico. Egli giudica secondo diritto e non secondo equità. Se quest'uomo non vuole comminare ergastoli, che molli la Corte d'Assise e vada a fare il magistrato giudicante nel civile o nei dibattimenti concernenti reati meno gravi.<br />
In genere, una persona deve scegliersi un lavoro che sia compatibile con le sue convinzioni. <br />
Se un operaio che lavora in un salumificio si converte all'Islam e decide che toccare la carne suina è impuro e peccaminoso, non può pretendere di conservare quel posto. Il datore di lavoro sarebbe danneggiato in modo illegittimo.<br />
Si cerchi una professione più confacente al suo modo di pensare.<br />
Lo stesso discorso deve essere esteso ai medici. I medici che esercitano la libera professione sono chiaramente padroni del loro destino e possono accettare o rifiutare tutti i clienti che vogliono, ma i medici che lavorano per la sanità pubblica devono svolgere le prestazioni per cui sono pagati e non hanno il diritto di conservare il loro rapporto di lavoro con lo Stato se sono essi a trasgredirlo venendo meno ai loro obblighi. Un medico del servizio pubblico non può rifiutarsi di curare nessuno, può scegliere le terapie che ritiene più adatte ma sempre nel rispetto della volontà informata del paziente, non può astenersi dall'applicare leggi o sentenze, pena la fine del suo contratto lavorativo per inadempienza. <br />
Di fronte agli inviti del Cardinal Poletto, uno Stato serio dovrebbe dire ai medici cattolici: "Siete liberi di agire secondo coscienza, ma ciò, comportando una lesione dei vostri obblighi di servizio, porterà necessariamente alla fine dei vostri rapporti economici con il sistema sanitario nazionale". Ma la Repubblica italiana non è uno Stato serio: è uno Stato clericale e anti-democratico; di conseguenza qui da noi queste cose non accadono.<br />
Ovviamente altro è il caso quando il diritto all'obiezione è riconosciuto per legge: in tal caso la scelta del medico va rispettata, nonostante la garanzia di questo diritto da parte della legge costituisca una lesione piuttosto evidente dei diritti dell'utente di avere un servizio di IVG efficiente. Dal punto di vista politico e morale, quindi, il diritto all'obiezione andrebbe eliminato e le norme che lo riconoscono modificate in senso restrittivo. Del resto, lo direbbe anche il buon senso: chi non vuole praticare aborti, non faccia il ginecologo.<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore Circolo UAAR BG]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=525</comments>
 <pubDate>Sat, 24 Jan 2009 07:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Lo stato di polizia</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=524</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090122-Maroni_200x150.jpg">Maroni</a></div>Bobo Maroni, un genio che non ha mai passato l'esame da avvocato, ha avuto una splendida trovata.<br />
Dopo la manifestazione milanese per arrestare l'eccidio di Gaza da parte delle forze armate israeliane, conclusasi con preghiera islamica in Piazza Duomo (sulla piazza, non sul sagrato della cattedrale, che è rialzato), il ministro leghista pensa, nei prossimi giorni, di <b>vietare a tutti i cittadini della Repubblica di manifestare nei pressi di luoghi di culto</b>. <br />
A parte il fatto che neppure la Arcidiocesi di Milano si era adirata con i rappresentanti della comunità islamica milanese per quanto successo, risulta chiaro che un divieto del genere sarebbe una restrizione arbitraria delle libertà individuali del cittadino. <br />
In nome di un presunto diritto delle "comunità religiose" (quello di non vedere i propri luoghi di culto "profanati" da pratiche di culto di altre fedi) si limita il diritto costituzionalmente sancito dei cittadini a manifestare il loro pensiero e a riunirsi dove vogliono. <br />
Si badi che non si tratterebbe del divieto di compiere atti di culto della religione X vicino a templi o chiese della religione Y o Z, ma del divieto di manifestare in generale vicino ai luoghi di culto (anche per la pace, contro il caro-vita, per il diritto d'aborto, ecc.). <br />
Ci pare che sarebbe una compressione intollerabile di diritti sanciti dalla Carta Costituzionale (art. 17 e 21). Aggiorneremo i lettori se e quando (speriamo mai) il Ministro volesse tradurre le sue intenzioni, dichiarate nel <i>question time</i> alla Camera dei Deputati, in provvedimenti effettivi.]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=524</comments>
 <pubDate>Fri, 23 Jan 2009 07:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>&quot;Non guarirete mai!&quot;</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=523</link>
<description><![CDATA[Segnaliamo una importante iniziativa, che ha a che vedere con i seminari per "guarire dalla omosessualità" che gruppi cattolici, guidati da un tale che si chiama Luca Di Tolve, stanno organizzando, con l'appoggio delle Diocesi e con i soldi dello 8/1000, in varie località della Lombardia. <br />
Dapprima erano stati avvistati dalle parti di Sedrina, come <a href="http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=505">potete leggere qui</a>. Ora invece si sono spostati a Brescia, in una casa della Diocesi. La ArciGay di BS ha deciso di protestare contro questa iniziativa anti-scientifica, perché l'omosessualità non è più considerata una malattia dal 1990. Noi non possiamo che aderire, perché è scandaloso che si usi denaro pubblico per propagare teorie che hanno la stessa consistenza dell'esistenza del diavolo. I preti non potrebbero vestire gli ignudi, che in questa stagione muoiono di freddo, con l'oro dei loro forzieri, invece che spenderli nella propaganda di opinioni che non resistono a un minimo esame scientifico?<br />
Trovate <a href="http://orlandoblog.splinder.com/post/19614119/Comunicato+stampa+di+Orlando+s">qui il testo del comunicato stampa</a> della ArciGay bresciana.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=523</comments>
 <pubDate>Thu, 22 Jan 2009 12:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Continua la tragedia della famiglia Englaro</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=522</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090122-20090118_Presidio_Eluana_LC.jpg">Fiaccolata a LC</a></div>La società italiana continua a riservare alla famiglia Englaro vessazioni e negazioni di diritti.<br />
<br />
Il 16/12/08 il ministro Sacconi, ex-CISL, aveva minacciato la clinica "Città di Udine", nella città omonima, di "conseguenze immaginabili" (leggi "ritiro dell'accredito") qualora questa struttura sanitaria accolto il corpo di Eluana per sospendere l'alimentazione e l'idratazione forzate.<br />
Le minacce di Sacconi hanno purtroppo avuto effetto: la "Città di Udine" si è rifiutata di procedere al distacco dalle macchine, adducendo proprio l'atto amministrativo di Sacconi come motivazione. Dal punto di vista imprenditoriale, la posizione della clinica è del tutto comprensibile e scusabile. Ciò che non è tollerabile, perché costituisce una gravissima violazione dello stato di diritto, dell'imperio della legge, è che un ministro si permetta, sulla scorta di un parere del Comitato di Bioetica, cioè di un organo consultivo, di ostacolare il corso di sentenze della Magistratura <b>passate in giudicato, non ulteriormente appellabili e definitive</b>.<br />
La legge dice che il corpo di Eluana va staccato dalle macchine. Punto. Questa è la legge e occorre obbedirle. <br />
<br />
O almeno, questo è quello che accadrebbe in un paese serio. <br />
<br />
In Italia invece la legalità è traballante e il suo rispetto subisce spesso dei cali di tensione, a seconda di quanto la legge che va applicata faccia comodo ai poteri forti, non democraticamente controllati, che regolano realmente la vita del paese. Poteri fra cui si può annoverare la Chiesa Romana fra i primi posti.<br />
<br />
<b>E' necessario che questa sentenza venga eseguita al più presto, anche ricorrendo alla forza pubblica, perché in caso contrario le conseguenze sul rispetto della legalità in Italia sarebbero pesanti: chiunque si sentirebbe autorizzato a violare la legge.</b><br />
<br />
Domenica 18/01 si è svolta a Lecco una fiaccolata per la libertà di autodeterminazione di Eluana: il circolo bergamasco della UAAR ha partecipato con 4 soci, insieme a iscritti dei Radicali che sono in contatto con noi attraverso l'associazione BergamoLaica. Potete vedere l'unica foto, scattata da S. Paganoni, qui a fianco.<br />
<br />
La fiaccolata, piuttosto partecipata, ha avuto un effetto politico concreto: il Presidente della Giunta regionale piemontese, Mercedes Bresso, che si dichiara usualmente atea, ha dato la disponibilità ad accogliere Eluana in qualsiasi struttura pubblica della Regione Piemonte. Ben poco possono valere le minacce di Sacconi contro un intero sistema sanitario regionale. <br />
<br />
Intanto si attende per i prossimi giorni la sentenza del TAR lombardo sul ricorso degli Englaro che chiede l'esecuzione forzata della sentenza in Lombardia. Quale che ne sia l'esito, è quasi certo l'appello al Consiglio di Stato, organo noto per le sue funamboliche sentenze, come quella con cui dichiarò il crocefisso esposto nei luoghi pubblici un simbolo di laicità e di pluralismo. <br />
<br />
Sacconi nel frattempo è stato denunciato dai Radicali per violenza privata contro la "Città di Udine" e, di conseguenza come atto dovuto, iscritto nel registro degli indagati.<br />
Grazie alla disponibilità della Giunta piemontese, è probabile che nel gennaio 2010 non ci sarà più bisogno di una fiaccolata per la volontà di Eluana.]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=522</comments>
 <pubDate>Wed, 21 Jan 2009 11:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Censurato l&apos;Ateobus!</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=521</link>
<description><![CDATA[Non ci sarà nessun Ateobus. <br />
A volerlo IGP Decaux, leader del mercato della pubblicità esterna in Italia.<br />
L'azienda ha ritenuto il nostro slogano contrario agli art. 10 e 46 del Codice di autoregolamentazione. <br />
A leggere gli articoli, il parere di IGP pare infondato: se i nostri Ateobus offendono qualcuno, allora gli atei e gli agnostici italiani dovrebbero sentirsi offesi dalle pubblicità CEI per l'8/1000 o dalle innumerevoli processioni religiose che si svolgono per l'Italia. Ma, dato che noi tolleriamo le insensatezze del cattolicesimo, anche i cattolici dovrebbero fare il piacere di applicare un principio di reciprocità e non fare indebite pressioni sul concessionario di pubblicità, come ha ricordato Corrado Augias su Repubblica e come <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/01/17/la-pubblicita-degli-atei-sui-bus-di.html">potete leggere qui</a>.<br />
Il rifiuto che la UAAR ha ricevuto mostra che certe idee, quelle cattoliche, hanno una certa agibilità e che altre, quelle razionalistiche, ne hanno un'altra. <br />
Il che significa che in Italia c'è libertà d'espressione differenziale, cioè che non c'è affatto libertà di espressione. <br />
La Costituzione del 1948 è carta straccia nei fatti, perché il potere forte della Chiesa romana la ignora bellamente. <br />
L'Italia, quindi, non è uno Stato democratico, e non lo sarà finché la Chiesa avrà la possibilità di fare il buono e il cattivo tempo. Vediamo di rimboccarci le maniche, dunque. Abbiamo molto lavoro da fare se vogliamo riconquistarci la libertà.<br />
Ulteriori informazioni le trovate <a href="http://www.uaar.it/news/2009/01/16/bloccati-gli-ateibus-genovesi-vietato-dire-che-dio-non-esiste/">attivando questo link</a> e pure <a href="http://www.uaar.it/news/2009/01/16/ateobus-bloccati-motivazioni/">cliccando qui</a>. ]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=521</comments>
 <pubDate>Tue, 20 Jan 2009 00:30:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Bonjour finesse</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=519</link>
<description><![CDATA[L'intervento del capogruppo leghista in Consiglio Regionale S. Galli nel corso della discussione della mozione contro l'omofobia di cui si è già parlato. Che fine statista, che levatura morale!<br />
Speriamo che un giorno si prenda una cotta per un uomo.<br />
<object width="300" height="200"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/S-t_3Sgog5E&hl=it&fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/S-t_3Sgog5E&hl=it&fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="300" height="200"></embed></object>]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=519</comments>
 <pubDate>Sat, 17 Jan 2009 06:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Gli autisti non guidano l&apos;Ateobus</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=518</link>
<description><![CDATA[<div="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090115-Ateobus.JPG">Ateobus (ricostruzione)</a></div>La mera virtualità dello Ateobus (l'immagine è pura virtualità) scatena le reazioni più incredibili: chi l'avrebbe mai detto? Il paese è molto più indietro di quanto credessi. <br />
Nel frattempo, però, i liberi pensatori italiani si svegliano grazie alla buona copertura mediatica e fioccano i nuovi iscritti alla UAAR. Qui a BG 3 da quando si è aperta la campagna Ateobus. <br />
Tornando al capoluogo ligure, il sindacato maggioritario fra gli autoferrotramvieri genovesi ha dichiarato che appoggerà i lavoratori che <a href="http://www.uaar.it/news/2009/01/15/ateobus-sindacato-minaccia-obiezione-coscienza/">si rifiuteranno di guidare l'Ateobus</a>. Ovviamente l'obiezione di coscienza non è consentita in questi casi: si tratterebbe di interruzione di pubblico servizio, a meno che non venga indetto uno sciopero vero e proprio. Il 19 la IGP Decaux farà sapere se l'Ateobus diverrà realtà o rimarrà una virtualità. Qualora ce lo censurassero, potremmo fare un casino mai finito, anche perché l'Italia farebbe la figura del paese talebano rispetto a UK e Spagna. Un prelato genovese ha già commentato: "Censura? Ci mancherebbe anche quella!".]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=518</comments>
 <pubDate>Fri, 16 Jan 2009 08:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Luca Sofri appoggia l&apos;ateobus UAAR</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=517</link>
<description><![CDATA[Non si poteva non linkare <a href="http://www.wittgenstein.it/2009/01/12/arriva-un-momento-2/">la confessione di Luca Sofri.</a><br />
<br />
Ecco invece una carrellata <a href="http://www.uaar.it/news/2009/01/13/bus-atei-genova-reazioni-attacchi/">delle molte contumelie</a> che i clericali stanno tirando dietro al nostro pugno di tremila liberi pensatori.]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=517</comments>
 <pubDate>Thu, 15 Jan 2009 07:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Il Vaticano, le leggi italiane e l&apos;autonomia dello Stato</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=516</link>
<description><![CDATA[da "La repubblica", 05-I-09<br />
<br />
di Stefano Rodotà<br />
<br />
Lo Stato della Città del Vaticano ha voluto ridefinire le proprie regole sulle fonti del diritto, dunque sulle norme che costituiscono il suo ordinamento giuridico, e la relativa legge è entrata in vigore all´inizio di quest'anno. L'operazione è di grande importanza, come sempre accade quando uno Stato sovrano stabilisce il perimetro della legalità, e anche perché si tratta di una materia particolarmente rilevante dal punto di vista politico e culturale (al tema delle fonti ha recentemente dedicato una riunione l'Associazione italiana dei costituzionalisti). Ma la mossa vaticana ha suscitato attenzione e polemiche perché contiene una rilevantissima novità nei rapporti tra Stato e Chiesa, tra la legislazione della Repubblica Italiana e quella della Città del Vaticano. Fino a ieri questi rapporti erano fondati sul principio della recezione automatica, che portava con sé l'applicabilità delle norme italiane nell'ordinamento vaticano, recezione «solo eccezionalmente rifiutata per motivi di radicale incompatibilità con leggi fondamentali dell'ordinamento canonico», com'è accaduto per leggi come quelle sul divorzio e l'aborto. Ora, invece, «si introduce la necessità di un previo recepimento da parte della competente autorità vaticana», come sottolinea esplicitamente sull'Osservatore Romano il presidente della Commissione che ha preparato la nuova legge, José Maria Serrano Ruiz. Non più automatismi, dunque, ma un filtro, una valutazione preliminare della compatibilità con l'ordinamento canonico di ogni singola legge italiana.<br />
Questa è una innovazione che non può essere adeguatamente valutata ricorrendo al tradizionale criterio dell´"indebita ingerenza vaticana" o guardando solo alla spicciola attualità politica, e quindi interpretandola solo come una reazione a qualche specifica vicenda italiana, come un avviso a questo o a quel partito. Siamo di fronte ad una strategia impegnativa, che si proietta al di là di questa o quella occasione, e che va compresa e valutata proprio in questo suo orizzonte più largo.<br />
Non risultano convincenti, quindi, i tentativi di ridurre la portata della nuova legge che qualcuno, anche da parte vaticana, ha voluto fare, dicendo che la novità è di poco conto, visto che già prima il filtro vaticano aveva operato nei casi di evidente incompatibilità tra principi della Chiesa e norme italiane. Si passa, infatti, da un regime eccezionale ad uno ordinario, da una valutazione selettiva ad una generalizzata. Prima poteva valere il silenzio, ora bisogna attendere la parola. Peraltro, questi tentativi riduzionisti sono contraddetti da quanto scrive lo stesso Serrano Ruiz, indicando con chiarezza l'obiettivo della legge: la Chiesa non può «rinunciare al suo ruolo di testimonianza unica nel concerto del diritto comparato e nella riflessione sul fenomeno giuridico universale».<br />
<br />
Non solo l'Italia, dunque. L'ambizione è planetaria: fare dei principi della Chiesa l'unico criterio di legittimazione di qualsiasi norma, di qualsiasi forma di regolazione giuridica, in ogni luogo del mondo. Un orientamento, questo, che già era ben visibile nelle ripetute prese di posizione dello stesso Pontefice aspramente critiche nei confronti delle Nazioni Unite e di molti documenti giuridici da queste approvati o promossi.<br />
All'Italia, però, sono riservate una attenzione ed una motivazione particolari, anche perché solo per le sue leggi valeva fino a ieri il criterio della recezione automatica. Tre sono le ragioni esplicitamente indicate per giustificare il rovesciamento di quella impostazione: «il numero davvero esorbitante delle leggi italiane»; «l'instabilità della legislazione civile»; «un contrasto, con troppa frequenza evidente, di tali leggi con principi non rinunziabili da parte della Chiesa». Quest'ultimo è l'argomento che, giustamente, ha più colpito e ha suscitato le maggiori polemiche, ma pure gli altri due meritano qualche riflessione.<br />
<br />
Si è detto che il riferimento all'inflazione legislativa è pretestuoso, visto che questa esiste ed è ben nota da molti anni. Perché accorgersene oggi, ha protestato il ministro Calderoli, proprio nel momento in cui è stata imboccata la via della semplificazione cancellando 36.100 leggi? Si potrebbe osservare che all'eccesso di legislazione non si risponde soltanto con qualche potatura, ricordando ad esempio la ben diversa esperienza francese in materia. E, d'altra parte, la riforma vaticana prende il posto di una legge del 1929, sì che doveva tener conto di quanto è accaduto tra allora e oggi.<br />
<br />
Più significativo, e insidioso, è il secondo argomento. L'instabilità della legislazione civile è giudicata «poco compatibile con l´auspicabile ideale tomista di una lex rationis ordinatio, che, come tutte le operazioni dell'intelletto, cerca di per sé l'immutabilità dei concetti e dei valori». Questa radicale affermazione arriva in un tempo in cui il sistema delle fonti, sotto tutti i cieli, conosce un mutamento profondo, proprio per poter dare risposte adeguate ad una realtà incessantemente mutevole, non solo sotto la spinta delle innovazioni scientifiche e tecnologiche, ma di profonde trasformazioni sociali e culturali. Si scambia per instabilità la necessaria flessibilità delle regole, la capacità di assumere il nuovo e di incorporare il futuro, che implica anche la necessità di sottoporre a critica concetti e categorie del passato, anche per far sì che valori ritenuti fondamentali, affidati soltanto ad una logica conservatrice, non vengano travolti.<br />
<br />
L'argomento dell'instabilità si congiunge così con quello del contrasto con «principi non rinunziabili da parte della Chiesa». Nel modo in cui è formulata quest'ultima critica si coglie una esplicita polemica con la più recente legislazione italiana, visto che si afferma che questo contrasto si sarebbe già verificato «con troppa frequenza». Ma a quale legislazione si allude, poiché proprio le norme più recenti sono piuttosto fitte di compiacenze, per non dire di cedimenti, verso le richieste o le pretese vaticane? Qui siamo in presenza di un ammonimento, e non di una constatazione; di un perentorio invito a non fare più che ad una critica del già fatto.<br />
<br />
Un alt così netto alla libertà di determinazione del Parlamento italiano non era stato mai pronunciato, neppure in quegli Anni 70 quando v'erano più fondati motivi di risentimento, non solo per le leggi su divorzio e aborto, ma pure per la riforma del diritto di famiglia, invisa a molti ambienti cattolici perché finalmente realizzava la parità voluta dalla Costituzione tra i coniugi e tra i figli nati dentro o fuori del matrimonio. Si ripeterà, com'è ormai d'uso, che le parole della Chiesa sono legittime. Ma è legittimo, anzi è doveroso, valutarne gli effetti. Si fa così tutte le volte che non si vuole sottostare ad un diktat.<br />
L'annuncio è chiaro. Il mondo è grande, ma l'Italia è vicina. La sua legislazione, da oggi in poi, sarà sottoposta ad un continuo "monitoraggio etico", accompagnato da una sanzione: non entrerà a far parte dell'ordinamento canonico tutte le volte che il legislatore italiano sarà colto in flagrante peccato di violazione dei «principi non rinunciabili da parte della Chiesa». Formalmente tutto può essere ritenuto in regola: uno Stato sovrano deve poter sottrarsi alle logiche altrui. Ma quali possono essere le conseguenze politiche e culturali di questo atteggiamento?<br />
<br />
La politica italiana è debole, stremata. Qui la nuova linea vaticana può entrare in maniera devastante, aprendo conflitti di lealtà per i cattolici, stretti tra il loro dovere di legislatori civili e l'annuncio preventivo che leggi ragionevoli e miti, poniamo quelle sul testamento biologico o sulle unioni di fatto, non supereranno il test di compatibilità introdotto dalla nuova normativa vaticana. Per poter reagire dignitosamente, come si conviene ai parlamentari di un paese non confessionale, servirebbe un senso dello Stato che sembra perduto, qui dovrebbe fare le sue prove una laicità che non può ritenersi consegnata al passato. Servirebbe soprattutto la consapevolezza, smarrita, che l'unico filtro ammissibile è quello della conformità alla Costituzione, vero "principio non rinunciabile" in democrazia.<br />
<br />
Ma il conflitto di lealtà può andare oltre le mura del Parlamento, devastare una società già divisa, dove già si manifestano impietose obiezioni di coscienza, dove davvero "pietà l'è morta" pure di fronte a casi, come quello di Eluana Englaro, che esigerebbero rispetto e silenzio. E che esigono rispetto perché espressivi di un quadro di diritti che si vuole radicalmente revocare in dubbio. Di questo dobbiamo discutere. Dell'autonomia e della laicità dello Stato, del destino delle libertà.]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=516</comments>
 <pubDate>Wed, 14 Jan 2009 07:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Consiglio regionale lombardo a favore dell&apos;omofobia</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=515</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20090114-Padanazi_small.jpg">Borghezio</a></div>Il Consiglio regionale della Lombardia, a maggioranza PdL, ha bocciato una mozione tesa ad aderire alla giornata mondiale contro l'omofobia. <br />
Due gli astenuti della PdL: il consigliere bergamasco Saffioti e la consigliera Ferretto, ex AN. L'intero gruppo del PD favorevole alla mozione.<br />
Potete trovare il testo, che non ha certo toni da barricata, 
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creafinestra.focus();
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</script>
<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20090113-Mozione_Bocciata_20090113.pdf')">seguendo questo link</a><br />
Speriamo che prima o poi i lombardi smettano di votare i peggiori fra i cattolici. <br />
Altrimenti l'anno prossimo ci si becca il quarto mandato ciellino, così da totalizzare un intero ventennio di oscurantismo in salsa Don Giussani.<br />
Ma finché la Chiesa romana continuerà a condizionare, con le sue sterminate ricchezze, buona parte della vita economica della Regione, CL avrà un grosso elettorato clientelare a cui attingere.<br />
<br />
<i>Continuazione</i><br />
Era sfuggito un dettaglio non irrilevante: il capogruppo della Lega, S. Galli, ha definito la mozione "un colpo di culo" e si è detto contrario "a celebrare l'omosessualità come una non-malattia mentale". <br />
Andando avanti così, i leghisti arriveranno a proporre corsi di rieducazione per gli omosessuali. <br />
Tuttavia arrivano tardi: ci sono già Living Waters e Di Tolve. <br />
Si augura a Galli di innamorarsi al più presto di un uomo (magari di Borghezio).<br />
Quando la Lega comincerà ad indire raduni di massa a Norinberga?]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=515</comments>
 <pubDate>Tue, 13 Jan 2009 12:45:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>I bus atei a Genova</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=514</link>
<description><![CDATA[Dato che con quest'iniziativa la UAAR è finita direttamente sulla home di www.repubblica.it, mi limito a linkare <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/atei-autobus/atei-autobus/atei-autobus.html')">l'articolo di Rita Celi</a>.<br><br>Per sostenere finanziariamente la campagna, potete visitare <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaar.it/uaar/campagne/bus/')">questa pagina</a>. <br><br>Grazie alla campagna, che non è ancora cominciata, la UAAR <i>ieri</i> ha totalizzato 55 iscritti (su una media di 15 in gennaio) e oltre 2.000 euro di donazioni. Immaginatevi che cosa succederà quando i bus cominceranno a girare effettivamente per le strade.]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=514</comments>
 <pubDate>Tue, 13 Jan 2009 08:30:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>La pseudo-scienza del Vaticano si colora di sessismo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=513</link>
<description><![CDATA[<i>Inoltro un articolo de "il manifesto" che riporta le farneticanti dichiarazioni di un alto prelato. <br />
La Chiesa Cattolica, come suo solito, non si preoccupa di muoversi contro verità scientifiche condivise se queste si pongono contro i suoi arbitrari dogmi "morali". In questo caso, pur di attaccare gli anticoncezionali, </i>instrumenta diaboli<i> secondo il pensiero vaticano, si giunge a sostenere che gli ormoni della pillola causano infertilità maschile. Non sarebbe più produttivo occuparsi di inquinamento chimico e di pesticidi, se ci si volesse davvero occupare in modo serio di salute riproduttiva maschile?<br />
La scienza contiene certamente un maggior livello di verità rispetto a quello delle religioni, da un lato perché c'è una sola scienza, mentre le religioni sono tante e tutte sullo stesso piano, dall'altro perché la scienza permette all'uomo di manipolare l'ambiente in un modo precluso alla religione. Anche i preti, non a caso, si curano l'influenza con i farmaci, non con le preghiere.<br />
Tommaso Bruni</i> <br />
<br />
<b>Per il Vaticano la pipì delle donne causa l'infertilità maschile</b><br />
di m. ba.<br />
da "il manifesto", 04.01.09<br />
<br />
Secondo l'Osservatore romano gli ormoni della «pillola» flagellano ambiente e spermatozoi<br />
<br />
Donne, attenzione! <br />
Se usate la pillola anticoncezionale siete la causa, nientemeno, dell'infertilità maschile in tutto l'Occidente.E' la «profezia scientifica» (titolo testuale) dell'articolo pubblicato sull'Osservatore romano di ieri (03.01) dal presidente della Federazione internazionale dei medici cattolici. Ricordando i 40 anni dell'enciclica <i>Humanae Vitae</i> (pubblicata il 5 luglio del '68), il dottor Pedro José Maria Simon Castellvi presenta ai fedeli cattolici di tutto il mondo i risultati di «un testo molto tecnico, lungo cento pagine» che dimostra scientificamente in modo «irrefutabile» che la normale pillola anticoncezionale a basso dosaggio di ormoni estrogeni e prosteginici ha un «effetto abortivo», come sostenuto <i>ex cathedra</i> da Santa Romana Chiesa. Ma non basta.<br />
Proteggersi dalle gravidanze indesiderate ha anche «effetti devastanti sull'ambiente» e perfino sui poveri spermatozoi del maschio europeo in ansia da paternità. <br />
«Abbiamo dati a sufficienza per affermare - scrive il medico senza citarli - che uno dei motivi dell'infertilità maschile in Occidente è l'inquinamento ambientale provocato da prodotti della "pillola"». <br />
Si tratterebbe di tonnellate di ormoni che, chissà come, passano dall'urina delle donne ai loro ignari compagni occidentali senza intaccare di un solo neonato la demografia africana, cinese o asiatica. <br />
Se la fede non dovesse bastare a convincere le adolescenti più consapevoli, il quotidiano ufficiale della Santa Sede cita alla rinfusa anche vecchi dati che ventilano la cancerogenicità della "pillola". Uno strumento chiaramente diabolico che viola, scrive Castellvi, «almeno cinque diritti dell'uomo»: il diritto alla vita, il diritto alla salute, all'educazione, all'informazione (si suppone a discapito dell'informazione sui mezzi naturali) e per finire all'uguaglianza fra i sessi (il peso dei contraccettivi ricade quasi sempre sulla donna).<br />
Poco importa che la scienza a sostegno di questa tesi sia quasi pre-ottocentesca: «L'embrione - racconta il medico - ha una crescita coordinata, graduale, di tale forza che, se non c'è qualcosa che glielo impedisce, finisce con l'uscire dal grembo materno in nove mesi disposto a divorare litri di latte»...<br />
Un piccolo «alien» di cui la donna è incubatrice passiva. <br />
Per Carlo Flamigni, professore di ginecologia e ostetricia a Bologna, si tratta di tesi «risibili e scientificamente ridicole»: «La pillola di oggi è completamente assolta da tutte queste accuse. Le probabilità che provochi un aborto sono inesistenti, visto che nemmeno la pillola del giorno dopo lo causa». <br />
Per Flamigni «il fatto che la scienza sia per sua natura fallace e provvisoria non autorizza nessuno a mettere in fila tutte queste sciocchezze». <br />
Castellvi? «Mi pare abbia iniziato ora a leggere libri di medicina - scherza - certo bisogna studiare molto e io gli faccio tanti auguri. Dal concepimento in poi l'embrione segue i destini più diversi, altro che divorare litri di latte. Che dire, speriamo solo che non finisca come lui».]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=513</comments>
 <pubDate>Tue, 6 Jan 2009 13:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Padre Armoth: c&apos;è il Demonio dietro la recessione e i guai dell&apos;Italia</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=512</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20090104-The_Devil.jpg">Il Demonio, l'Ingannatore</a></div><i>Dubitiamo che prendersela con Satana sia una buona strategia per salvare Alitalia e per impedire il tracollo delle borse mondiali. Potremmo provare a irrorare di acqua santa la City londinese e vedere se i titoli, sottratti all'influenza maligna, ricominceranno a volare. Ma ci sono buone ragioni per non esserne certi. Forse sarebbe il caso di regolamentare il mercato degli strumenti finanziari derivati (futures, swaps, opzioni, ecc.) invece che addossare le responsabilità su Lucifero, l'angelo caduto. Dare la responsabilità al diavolo significa toglierla all'uomo.<br />
Tommaso Bruni</i><br><br>La recessione mondiale, la crisi dei mercati, le tribolazioni di Alitalia? Tutta colpa del Demonio che suggerisce scelte economiche e finanziarie sbagliate per dividere e impoverire i paesi. Se ne dice convinto il decano mondiale degli esorcisti, padre Gabriele Amorth, in un'intervista al sito cattolico 'Pontifex.Roma'. Il discorso vale anche per le vicissitudini della compagnia aerea di bandiera italiana: "Un tempo simbolo di stile ed efficienza. Bene, anche la crisi dell'Alitalia ha qualcosa di funestamente satanico", commenta l'anziano sacerdote. "Quando accadono divisioni, confusione, crisi, il grande tentatore - spiega l'esorcista - è sempre presente. Lui se la ride e inevitabilmente le crisi e i dissesti economici hanno influenze anche sulla sfera personale. Creano allontanamento e frattura, esattamente quello che vuole Satana". "Dunque - osserva - affermare che la crisi finanziaria internazionale sia anche un prodotto satanico e gradito a Satana non è sbagliato. La crisi mondiale è dunque un fatto satanico". Il demonio contribuisce alla crisi, secondo l'esorcista, "suggerendo ai mercati,agli esperti e agli investitori scelte sbagliate". "Se costoro sbagliano e causano disastri, inevitabilmente genereranno confusione, crisi, conflitto, che poi sono gli obiettivi del demonio". La strategia di fondo di Satana - ricorda tuttavia il sacerdote - rimane quella di "far credere che non esista, di passare inosservato, subdolamente". Alla domanda se il clero cattolico creda ancora nel Demonio, Amorth risponde: " generalizzare e dire no è sbagliato. Ma buona parte del clero ed anche dei Vescovi hanno ceduto, sono scettici e quasi scoraggiati. Si fa molta fatica a nominare esorcisti nelle Diocesi e ne avremmo tanto bisogno. Ecco, in un certo senso stiamo certificando la vittoria di Satana".<br>da http://www.ansa.it, 04-01-09<br>Pubblicato su segnalazione di Gaetano S.]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=512</comments>
 <pubDate>Sun, 4 Jan 2009 17:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Prossima riunione del Circolo UAAR di Bg</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=511</link>
<description><![CDATA[La prossima riunione del circolo bergamasco della UAAR si terrà:<br />
<br />
Domenica 11 Gennaio 2009, ore 10.30 (dieci e mezza)<br />
presso la Sala del Mutuo Soccorso in via Zambonate 33 - Bergamo.<br />
<br />
La riunione è aperta a qualsiasi cittadino voglia partecipare.<br />
Il Coordinatore<br />
Tommaso Bruni]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=511</comments>
 <pubDate>Sat, 3 Jan 2009 14:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Matrimonio laico-umanistico</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=472</link>
<description><![CDATA[Un matrimonio celebrato non in chiesa, non in municipio, ma in un bel castello medievale ad Agliano, vicino ad Asti. <br />
Susie e Scott, inglesi, vivono insieme da otto anni e si considerano ormai una coppia stabile. <br />
Si sono conosciuti al Politecnico di Torino, amano l’Italia e quindi hanno deciso di sposarsi nel nostro paese. <br />
Non in chiesa, però, perché non ci vanno mai e quindi a maggiore ragione non ci vogliono andare per il loro matrimonio. Scelgono di sposarsi con un rito laico, una cerimonia concepita da loro stessi nei minimi dettagli e che rifletta i loro gusti anche musicali e poetici.Il testo che sarà letto alla cerimonia viene discusso con Vera Pegna, la vice segretaria dell’UAAR che celebrerà la cerimonia. <br />
La sequenza è quella tradizionale: il padre che accompagna la sposa in abito bianco, le frasi consuete: “Vuoi tu, Scott, prendere in sposa ... vuoi tu Susie, prendere in sposo ...”, lo scambio degli anelli, il bacio, le lacrime, gli applausi, l’allegria. Prima di venire ad Asti, Scott e Susie sono passati al Municipio di Londra per il rito civile poiché i matrimoni laico-umanisti non hanno ancora validità giuridica in Inghilterra. <br />
Ma le richieste di celebranti per matrimoni e funerali laici sono in continuo aumento, in particolare nel Regno Unito e in Olanda. <br />
È la British Humanist Association di Londra che si occupa della loro formazione e lo scorso aprile ha organizzato a Warwick un Simposio europeo per celebranti laici. In Italia registriamo un aumento sensibile dei matrimoni civili (nel 2001 a Milano hanno superato quelli religiosi) e notiamo che alcuni comuni da quello piccolo di Radicofani in provincia di Siena a quello di Roma offrono dei riti laici festosi, celebrati in luoghi belli. <br />
Quando le istituzioni sanno ascoltare i cittadini e rispondere alle loro richieste, è sempre un buon segno.]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=472</comments>
 <pubDate>Tue, 30 Dec 2008 20:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Lo spot natalizio di Dionigi Tettamanzi</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=510</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20081228-Tettamanzi_small.jpg">Dionigi da Milano</a></div>Il Card. Dionigi Tettamanzi ha annunciato che provvederà a creare un fondo di un milione di euro per aiutare i lavoratori cassintegrati vittime della crisi economica.<br />
<br />
Molti, anche a sinistra, trovano questa iniziativa lodevole. Si vedano e.g. gli articoli di Ragozzino e Braga a p. 4 de “il manifesto” del 27 Dicembre 2008.<br />
<br />
Noi del Circolo UAAR di Bergamo troviamo invece che si tratti di un'operazione ideologica, non solo per l'esiguità della cifra coinvolta, ma anche perché volta a rinfrancare la popolarità di un'istituzione, la Chiesa cattolica ambrosiana, che è da tempo collusa con poteri economici e lobbistici (CL, CdO) responsabili, almeno in parte, della crisi economica presente.<br />
<br />
Il Cardinale si scaglia contro la “finanza divenuta virtuale”, ma da quale pulpito viene la predica?<br />
<br />
Si rivolga il prelato ai suoi amici imprenditori e banchieri, sostenitori dell'iperliberismo finanziario della Scuola di Chicago, che ha portato l'economia globale al collasso, e del dissolvimento dello stato sociale pubblico.Se ci saranno migliaia di cassintegrati, è perché i salari sono stati compressi dal 1985 a oggi; ora le possibilità di spesa delle famiglie, dopo anni di indebitamento, sono minime e il crollo della domanda aggregata porta le imprese alla CIG o alla chiusura.<br />
<br />
Se il Cardinale vuole schierarsi contro questo stato di cose, rompa con la cricca dei finanzieri cattolici lombardi e li faccia oggetto privilegiato delle sue reprimende morali.<br />
<br />
Inoltre il denaro drenato dalle casse degli enti pubblici a vantaggio della Chiesa romana ammonta a <b>una decina di miliardi di euro annui</b> fra esenzione ICI, otto per mille della IRPEF e stipendi degli insegnanti di religione. Che cosa potrebbe fare lo Stato con tutti quei soldi? Di certo ben di più di quanto possa fare il milione dell'Arcivescovo meneghino.<br />
<br />
Non sarebbe il caso che la Chiesa cattolica si finanziasse solo con le libere donazioni dei fedeli e non con denaro pubblico? Oggi è infatti leso uno dei principi cardine della liberal-democrazia, cioè che lo Stato non deve finanziare associazioni fra privati.<br />
<br />
Con questa operazione la Chiesa cattolica si mostra inoltre quale incarnazione del bene e unica depositaria della solidarietà e dell'amore, quando in realtà è un organismo che parassitizza le finanze statali e lotta contro la creazione di un forte sistema di garanzie pubbliche, come quello esistente nei paesi del nord Europa.<br />
<br />
La Chiesa privilegia la carità rispetto all'universalismo dei diritti, preferisce agire solo di fronte alle emergenze sociali, senza prevedere mai soluzioni stabili e durature per i problemi derivanti dalla sperequazione della ricchezza, che in Italia cresce senza posa.<br />
<br />
I politici italiani assecondano questo stato di cose: sanno che la Chiesa ci metterà sempre una pezza, dunque non spendono soldi nel <i>welfare state</i>; così facendo possono tenere basso il regime fiscale per i loro amici finanzieri (normalmente il 12,5%), nonché consentire de facto un livello abnorme di elusione ed evasione fiscale.<br />
<br />
Inoltre la Chiesa, con queste elargizioni improvvisate, si guadagna una forte popolarità, apparendo come l'unica istituzione che si preoccupa del benessere delle persone.<br />
<br />
Se in Italia lo Stato è così impopolare, non è solo perché è inefficiente, ma anche perché si è rifiutato di operare politiche sociali incisive, che gli avrebbero permesso di costruirsi un consenso di massa.<br />
Invece la Chiesa ha sempre voluto per sé il “monopolio della bontà”, che gli consente, con costi molto modesti rispetto al favoloso ammontare delle sue ricchezze (tre miliardi di euro il valore dei beni immobili della sola diocesi di Bergamo - EcoBG 13.05.07), di avere la simpatia di milioni di italiani, specialmente dei più poveri e dei più disperati. Attraverso questa simpatia può poi procedere con maggiore facilità alle sue operazioni di indottrinamento e di controllo sulle coscienze.<br />
<br />
Si noti infine che l'erogazione dei fondi sarà subordinata ad assenso da parte delle ACLI o della Caritas, per cui le coppie non sposate o i migranti islamici saranno con ogni probabilità negativamente discriminati.<br />
<br />
Invitiamo a diffidare della carità pelosa della Chiesa cattolica, blando anestetico che, dietro la parvenza di un aiuto immediato, consente il perpetuarsi della compressione dei salari e della riduzione del potere d'acquisto dei lavoratori dipendenti e precari.<br />
<br />
Ogni qual volta la Chiesa decide di spendere un euro in modo socialmente utile, occorre ricordare che sta semplicemente restituendo il maltolto.<br />
<br />
Il Circolo UAAR di Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=510</comments>
 <pubDate>Sun, 28 Dec 2008 19:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>La crudeltà senza tregua dei cattolici integralisti contro Beppino Englaro</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=508</link>
<description><![CDATA[<i>I cattolici non si rassegnano alla sentenza, passata in giudicato, sul caso Englaro e fanno di tutto per ritardare il distacco del corpo di Eluana dalle macchine che lo tengono <b>artificialmente</b> in vita, impedendone la <b>morte naturale</b>. Come persona Eluana è morta da un pezzo; il suo corpo, che non è certo più quello della bella ragazza che continuano a mostrarci in foto, viene invece mantenuto in vita a forza, utilizzando con pervicacia <b>tutti i ritrovati della tecnica più moderna</b>.<br />
I fondamentalisti rovesciano lo stato di diritto (in inglese, "rule of law", governo della legge) pretendendo che un atto amministrativo di un ministro prevalga su una sentenza della Cassazione. Governo della legge significa che le leggi del Parlamento e le sentenze dei magistrati vanno rispettate e non possono essere influenzate da atti del governo di carattere meramente amministrativo. Sacconi si oppone a una sentenza definitiva, dello stesso tipo di quelle che in questo momento tengono dietro le sbarre D. Bilancia, S. Riina e altri super-criminali. Se fosse legittimo cancellare una sentenza con un mero atto d'indirizzo, Alfano potrebbe liberare un detenuto con una firma, mentre per le grazie, a quanto pare, serve la firma del Capo dello Stato, cioè di una carica un po' più elevata di un normale ministro.<br />
Di fatto Sacconi non ha emesso alcun atto legittimo, ma si è limitato ad attuare una comune minaccia via carta bollata: se staccate la spina, perdete l'accredito. Questo per dire quanto sia forte la cultura costituzionale e liberal-democratica nel nostro centro-destra, erede diretto della vecchia "pancia fascista" della penisola.<br />
Per fortuna la Corte Europea per i diritti dell'uomo non è in Italia ed è dunque al di fuori del raggio dei potenti artigli del Vaticano. E dato che, in un qualunque paese privo di Vaticano o di analogo potere teocratico, questa vicenda si sarebbe già conclusa da tempo vista la nullità della posizione sostenuta dal fondamentalismo cattolico, la Corte non ha potuto far altro che dire ai cattolici italiani di farsi gli affari propri e di lasciar fare alla magistratura.<br />
Tutto ciò nello strazio decennale di Beppino Englaro e di tutti i suoi familiari, che chiedono solo di essere finalmente lasciati in pace, di poter piangere una persona che è morta da tempo ma a cui viene negato un funerale, come ai soldati dispersi in guerra.<br />
A Beppino Englaro vanno tutto il mio rispetto e la mia stima. Sono convinto che l'anno 2009 chiuderà questa tristissima vicenda una volta per tutte.<br />
Tommaso Bruni</i><br />
<br />
<b>STRASBURGO BLOCCA I CATTOLICI</b><br />
di Alessandro Braga<br />
da "il manifesto", 23-12-08<br />
<br />
Non si intromettano in affari che non sono loro. Suona più o meno così la motivazione che ieri la Corte europea per i diritti dell'uomo ha dato ad alcune associazioni italiane respingendo i loro ricorsi, otto in tutto, contro la sentenza della Corte di appello di Milano che, nel luglio scorso, aveva autorizzato la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione artificiale a Eluana Englaro. Ricorsi rispediti al mittente perché «irricevibili».Insomma, la Corte europea ha dato ragione al padre di Eluana, Beppino, da anni in lotta per ottenere che la figlia, in stato vegetativo permanente dal 1992 in seguito ad un incidente stradale, possa trovare pace. Proprio nei giorni scorsi Beppino Englaro aveva chiesto a politici e mezzi di informazione una sorta di moratoria sul caso della figlia, dopo le violente polemiche seguite alla decisione del ministro del Welfare Maurizio Sacconi di emanare un atto di indirizzo alle regioni in cui sostanzialmente vietava a tutte le strutture pubbliche e private convenzionate sul territorio italiano di sospendere l'alimentazione forzata alle persone, come Eluana, in stato vegetativo permanente. <br />
Ieri sulla questione sono intervenuti anche gli infermieri del collegio Ipavsi di Udine, sottolineando come, nel caso di Eluana, «sia fuorviante evocare il pericolo di eutanasia». Per loro il problema reale è «l'insostenibilità della sofferenza, il degrado della dignità, l'obbligo a prolungare un'agonia senza esito e la violenza imposta a chi non può impedire un trattamento che, potendo esprimersi, rifiuterebbe».<br />
I ricorsi erano stati presentati il 18 novembre scorso dal tutore legale di Ada Rossi, una paziente in stato vegetativo permanente che viene nutrita artificialmente, da altri cinque cittadini italiani rappresentati dai loro tutori e da diverse associazioni per il diritto alla vita composte da genitori, parenti e amici di disabili e dai medici e avvocati che li assistono. A loro avviso la sentenza della Corte di appello di Milano violava gli articoli due e tre della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, quelli che parlano di diritto alla vita e di divieto di trattamenti inumani e degradanti per le persone. <br />
Ma la corte di Strasburgo ieri, dopo che già il 20 novembre aveva detto no alla richiesta di «procedura d'urgenza» richiesta per il trattamento del caso, ha respinto su tutta la linea le tesi dei ricorrenti, bocciando i ricorsi presentati. «Irricevibili», così ha detto Strasburgo, perché in primo luogo «non è sufficiente che una legge o una sentenza violi di per sé i diritti protetti dalla convenzione per i diritti dell'uomo, ma deve essere stata applicata a detrimento» della convenzione stessa. In più, continua la Corte, «i ricorrenti non hanno nessun legame diretto con Eluana» e quindi «non possono essere considerati vittime dirette della sentenza» perché il procedimento giudiziario di cui criticano il risultato e di cui temono le conseguenze «tocca solo le parti direttamente coinvolte e i fatti oggetto della sentenza». In pratica, la Corte chiede ai ricorrenti «indizi ragionevoli e convincenti» non «semplici sospetti o congetture» di per sé non sufficienti a dimostrare un danno personale per loro.<br />
Tanto basterebbe per mettere a tacere quanti, da tempo, si stanno opponendo alla volontà di Beppino Englaro di mettere fine al calvario della figlia. Ma neppure questa sentenza sembra farlo. Immancabile, ieri il Vaticano ha tuonato contro la bocciatura dei ricorsi. <br />
«Ammazzare un innocente è qualcosa di totalmente negativo», ha sbraitato il cardinal Javier Lozano Barragan, presidente del pontificio consiglio per gli operatori sanitari, una specie di ministero della salute. Per lui, ovviamente, «bene hanno fatto le associazioni a presentare ricorso, volendo far applicare il quinto comandamento, che è non uccidere». <br />
E Antonio Spagnolo, della pontificia accademia per la vita, ha addirittura sobillato i medici «all'obiezione di coscienza» per non trasformarsi in «volontari della morte». <br />
Il centrodestra si è schierato a difesa di Sacconi, mentre l'Udc è andata oltre, con Volonté che ha parlato di «sentenza di allucinante nazismo». Forse sarebbe stato meglio il rispetto del silenzio chiesto dal padre di Eluana.]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=508</comments>
 <pubDate>Thu, 25 Dec 2008 10:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Veltroni a colloquio con il Card. Pio Laghi</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=507</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20081225-Pio Laghi.jpg">Card. Pio Laghi</a></div><br />
<i>Un altro interessante articolo da "il manifesto".<br />
Non che parlare con qualcuno sia un crimine, per carità, ma forse una persona con la responsabilità di Veltroni dovrebbe scegliersi interlocutori più presentabili e che non abbiano giocato a tennis con Emilio Eduardo Massera, sposato suo figlio e battezzato suo nipote. <br />
Per soprammercato, Massera era anche piduista, proprio come il nostro attuale presidente del consiglio, Cicchitto, M. Costanzo e altri.<br />
Tommaso Bruni</i> <br />
<br />
<b>Veltroni e Pio Laghi. Dimmi con chi vai...</b><br />
di Claudio Tognonato<br />
da "il manifesto", 23-12-08<br />
<br />
È bene che il Pd insista sulla questione morale, ma la sua attenzione non dovrebbe riguardare solo le amministrazioni locali.<br />
Anche i diritti umani sono importanti. <br />
Ieri Walter Veltroni ha partecipato ad un incontro della rivista Limes per discutere con il cardinale Pio Laghi sull'arrivo alla Casa bianca di Barack Obama. Sì, Pio Laghi, proprio lui, l'ex Nunzio apostolico, amico dei dittatori argentini, poi trasferitosi a Washington per curare i rapporti tra Santa Sede e amministrazione Bush.Dal 1974 al 1980 Laghi è stato ambasciatore del Vaticano in Argentina, rappresentando la Santa Sede nel periodo più sanguinario della dittatura militare (1976-83). Con il risultato che per oltre vent'anni Giovanni Paolo II non ha mai ricevuto le Madri di Piazza di Maggio che si sono recate più volte in Vaticano perché intercedesse per salvare i loro figli. Allora molti di loro erano ancora vivi. Ma la chiesa, in silenzio, ha assecondato il genocidio. Nel 1997, in Italia, le Madri hanno presentato una denuncia alla magistratura per processare Pio Laghi per le sue responsabilità. E, consapevoli della sua immunità in virtù del Concordato, le Madri, con una denuncia alla Commissione pontificia Iustitia e pax, ne hanno chiesto la sospensione. Nulla di fatto. Infine nel 1999 la pazienza delle Madri è finita e con una lettera a Wojtyla hanno accusato la gerarchia della Chiesa cattolica di connivenza con la sistematica violazione dei diritti umani, la tortura e la desaparicion di 30.000 persone. La Chiesa, diceva la lettera «non si oppose al massacro, non alzò la voce a favore delle migliaia di nostri figli negli anni dell'orrore».<br />
Durante la dittatura il cardinale Pio Laghi, prefetto emerito della Congregazione per l'educazione cattolica del Vaticano, è stato più volte interpellato dai familiari delle vittime ma non ha fatto nulla. «Se sono stati molto torturati, i militari non li lasceranno in libertà» disse nel 1979 a Lita Boitano che, disperata, voleva conoscere la sorte dei suoi due figli. Nulla. Ancora oggi sono desaparecidos.<br />
Non è possibile che Walter Veltroni non ricordi nemmeno le famose partite a tennis tra Pio Laghi e l'ammiraglio Emilio Massera, capo della giunta militare, oltre che membro della P2 di Licio Gelli. Laghi era al corrente di quanto stava accadendo in Argentina: testimoni del principale campo di concentramento di Buenos Aires, la famigerata Esma, hanno dichiarato di aver visto entrare varie volte al campo una macchina con i vetri oscurati e la targa diplomatica del Vaticano. Era lui. Proprio da quel campo partivano i «voli della morte» che una o due volte alla settimana caricavano i camion con detenuti che erano poi portati su aerei e gettati vivi in mezzo al mare. Questa è la testimonianza del capitano Adolfo Scilingo che per aver partecipato a questi voli sconta in Spagna una pena di 640 anni. Scilingo ha pure raccontato che dopo i «voli» un cappellano consolava i militari sostenendo che si trattava «di una morte cristiana» e che «perfino nella Bibbia era previsto l'eliminazione dell'erba cattiva dai campi di grano».<br />
Walter Veltroni si è seduto accanto a Pio Laghi, gli ha stretto la mano e ha discusso sul futuro dell'America di Obama. E la questione morale?]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=507</comments>
 <pubDate>Wed, 24 Dec 2008 09:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Il ritorno di Joseph Ratzinger alla Controriforma</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=506</link>
<description><![CDATA[<i>Mi ero ripromesso di non riportare più articoli di giornale, ma questo articolo di M. D'Eramo da "il manifesto" merita di avere un posto qui. <br />
La Chiesa continua ad estremizzare le sue posizioni: ogniqualvolta esce con una nuova sparata, il numero degli iscritti alla UAAR aumenta. Come a dire: se si radicalizzano i fondamentalisti, si radicalizzano anche i laici.<br />
Buona lettura.<br />
Tommaso Bruni</i><br />
<br />
<b>GRAZIE PAPA</b><br />
di Marco d'Eramo<br />
da "il manifesto", 21-12-08<br />
<br />
Dobbiamo essere grati a Joseph Ratzinger. <br />
Non passa giorno che il pontefice non ci ricordi quanto fu giusta e indispensabile la lotta per la libertà di religione e dalla religione. <br />
Intorno al letto di vita morente in cui da 17 anni giace Eluana Englaro, da mesi le istituzioni danzano un macabro balletto al ritmo del Vaticano. <br />
Ministri guaiscono e saltellano, cagnolini ammaestrati a bacchetta dal porporato di turno. <br />
È insopportabile questo clero che, contro le leggi dello stato, contro la volontà della famiglia, contro le sentenze in più alto grado della magistratura, s'intrufola persino nel sudario, s'impiccia delle scelte più dolorose e silenti, quando l'affetto tra cari si strazia sul filo da tagliare.<br />
Se in regime di laicità e di separazione tra stato e chiesa è possibile una tale invadenza, immaginiamo che inferno era quando tutta la tua vita sociale era appesa all'arbitrio di un curato. <br />
Ancora nel 1968, per ottenere il passaporto era necessario un certificato di buona condotta vincolato al parere del parroco (e del portiere). <br />
Un prete poteva vietarti di andare all'estero. <br />
E se convivevi con un/a partner, il vescovo vi scomunicava e vi tuonava «pubblici concubini!» dal pulpito di una cattedrale (<i>D'Eramo si riferisce al celebre caso dei Bellandi, i "Concubini di Prato", del 1958 ndr</i>). <br />
Quando non s'impiccia d'Eluana, il Vaticano manda a quel paese persino un benpensante come Gianfranco Fini, solo perché ha osato dire quello che a Roma sanno anche le pietre, in particolare le pietre del ghetto, abolito solo qualche papa fa: e cioè che la Chiesa non si oppose allo stremo contro le leggi razziali emanate da Benito Mussolini nel 1938. <br />
Così la Santa sede riscrive la storia, si assolve dai propri peccati, col solo dichiarare di non averli commessi, si arroga quel potere che Pier Damiani concedeva solo a Dio, e cioè di poter fare in modo che quel che è stato non sia stato. <br />
Quando non si ricrea un'innocenza razziale, la curia s'inventa la geniale categoria di «statolatria» e attacca la Spagna di José Zapatero: con le sue leggi vuole controllare ogni ambito della vita e «obbliga le famiglie a scegliere determinate materie non d'istruzione, ma d'indottrinamento» (sic dixit Monsignor Angelo Amato).<br />
Non paga, la Santa sede apre anche un altro fronte, trova il modo d'infilarsi nella nostra biancheria intima (perché non vuole affatto controllare ogni aspetto della nostra esistenza) e a proposito dei gay spara ad alzo zero sulle Nazioni unite - e sulla Francia del conservatore Nicholas Sarkozy per soprammercato. <br />
Quest'attacco dell'Osservatore romano è un gioiello di paralogismo che così ragiona: garantire la libertà di matrimonio ai gay mette in pericolo la libertà di espressione religiosa perché allora la religione non sarebbe più in grado di condannare i matrimoni gay. <br />
Come dire che garantire la libertà di pensiero mina la libertà religiosa perché impedisce al papa d'imporre il principio di autorità. Non stupisce che sofisti tanto virtuosi scoprano che nella nostra Italia papalina «è in atto una persecuzione anticristiana». <i>(Vedere a proposito <a href="http://www.bergamonews.it/bergamo/articolo.php?id=5395">questo articolo di BergamoNews</a>. ndr)</i><br />
Viene da chiedersi il perché di tanto nervosismo - ormai scomposto, persino sguaiato - proprio quando il Vaticano ha ritrovato in Italia uno strapotere che non conosceva da secoli. <br />
Invettive e anatemi si moltiplicano. Nessuno è risparmiato (tranne forse qualche pellegrino polacco per la Madonna nera di Czestochowa).<br />
Insomma, della modernità non gli va bene nulla. <br />
Dai, per Natale regaliamo un viaggio a tutta la Curia: offriamo un biglietto charter di sola andata per l'alto Medioevo. Così si ritroveranno nell'epoca dei loro sogni.<br />
<br />
<i>Un piccolo puntiglio storico per concludere. Il Medioevo, e in ispecie quello alto (476-1000 d.C.) non fu affatto il periodo di massimo potere della Chiesa. Si trattò di un'epoca di disgregazione dei grandi apparati, in cui il potere veniva di solito esercitato a livello locale (spesso su scale davvero microscopiche) da famiglie nobiliari che assommavano su di loro le dignità civili ed ecclesiastiche. Il massimo del potere della Chiesa come istituzione transnazionale guidata dal romano pontefice si ha negli anni subito successivi al Concilio Tridentino, quindi nella seconda metà del Cinquecento, una delle epoche più buie e più sanguinose della storia europea. Intendo come "massimo del potere" la più grande capacità di plasmare le società cattoliche secondo il proprio volere, non il controllo sopra il maggior numero di persone (in quanto la riforma luterana del 1517 e l'atto di supremazia del 1534 avevano privato il papato del controllo di quasi tutta l'Europa settentrionale).<br />
T.B.</i>]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=506</comments>
 <pubDate>Tue, 23 Dec 2008 15:30:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Curare gli omosessuali</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=505</link>
<description><![CDATA[<i>Una recente inchiesta, condotta dal giornalista indipendente Saverio Tommasi, ha condotto a scoprire che a Botta di Sedrina, in Val Brembana, una comunità cattolica proponeva a chi avesse dubbi sulla suo orientamento sessuale di guarire dalla omosessualità. Il gruppo Lot, che propone questo ritiro spirituale di tre giorni per purificarsi dal peccato dell'omosessualità, si riunisce nella casa S. Giuseppe, gestita direttamente dalla Diocesi. Il ritiro, a pagamento (sui 100 euro), comprendeva anche la presenza di un sacerdote esorcista che attribuiva l'omosessualità all'azione del Maligno.<br />
Dato che tutti i partecipanti erano adulti consenzienti, una simile operazione è lecita; ciò nonostante rimane il fatto che presentare l'omosessualità in questo modo è gravemente scorretto dal punto di vista medico e scientifico. Inoltre queste attività sono finanziate dalla Diocesi, che attraverso la CEI e l'8/1000 della IRPEF è destinataria di fondi pubblici.</i><br />
<i>Si ripropone quindi il problema dell'inaccettabilità del finanziamento pubblico delle confessioni religiose, che spesso usano il denaro ricevuto per iniziative altamente ideologiche come la presente. <br />
Se il denaro della Chiesa Romana derivasse interamente da donazioni private, invece, allora potrebbe essere speso come meglio la gerarchia ecclesiastica ritenesse giusto: volendo, anche interamente in esorcismi e novene.</i><br />
<br />
<i>Mi sovviene questa frase:<br />
"Per quanto riguarda poi le spese del mantenimento della Chiesa, queste non possono [...] essere a carico dello Stato, ma bensì a carico di quella parte del popolo che professa questa o quella fede, vale a dire soltanto a carico della comunità religiosa" <br />
I. Kant, Metafisica dei costumi, Laterza 2004, p. 160.<br />
Questo testo è stato scritto nel 1797. Due secoli fa. E non siamo ancora riusciti a impossessarci di questo semplice principio.</i> <br />
Tommaso Bruni - Coordinatore Circolo UAAR Bergamo<br />
<br />
Per vedere l'inchiesta di Saverio Tommasi, <a href="http://www.saveriotommasi.it/video/inchieste/guarire-si-deve/">cliccate qui</a><br />
Per leggere un articolo di BergamoNews sul tema, <a href="http://www.bergamonews.it/provincia/articolo.php?id=4829">cliccate invece qui</a><br />
]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=505</comments>
 <pubDate>Thu, 18 Dec 2008 17:30:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>I fondamentalismi religiosi si alleano contro l&apos;omosessualità</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=502</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20081203-Iran_Vaticano.png">Iran + Vaticano = oppressione dei diversi</a></div><br />
<i>Il Vaticano si oppone alla depenalizzazione globale dell'omosessualità. <br />
Si oppone quindi al fatto che un peccato non sia considerato reato, ribadendo così la sua secolare tendenza all'identificazione di questi due diversissimi concetti e a voler informare le società ai propri principi in modo totalitario. <br />
Così facendo il Vaticano si schiera di fatto a favore dei cappi degli ayatollah iraniani che, dalla rivoluzione khomeinista del 1979, hanno strangolato a morte centinaia di omosessuali di quella nazione. I fondamentalismi monoteisti, che tanto si dovrebbero odiare, in realtà sovente perseguono gli stessi obiettivi. <br />
Il Vaticano non esita a schierarsi dalla parte del boia islamico, nonostante corra subito a giustificarsi dietro affermazioni pretestuose. I preti dicono che, se si depenalizza l'omosessualità, tutti gli Stati saranno costretti a legittimare le nozze omosex. Ma che cosa c'entra il fatto che l'omosessualità non sia reato con il fatto che il matrimonio omosessuale sia consentito? Oggi in Italia l'omosessualità non è reato ma non ci sono (purtroppo) matrimoni fra persone dello stesso sesso.<br />
La misura dell'ONU (dotata oltretutto di scarsa forza coattiva, come la moratoria sulla pena di morte di fine 2007) avrebbe solo cercato di indurre gli Stati a depenalizzare i rapporti omosessuali fra consenzienti: così persone innocenti non sarebbero più finite più in galera, non sarebbero state torturate o uccise per una loro condizione naturale, l'omosessualità appunto, che non si sono scelte.<br />
Il Vaticano si schiera a favore della violenza sugli innocenti, per il solo fatto che i suoi miti bimillenari considerano l'omosessualità un atto volontario e peccaminoso, mentre in realtà essere omosessuale non è molto diverso dall'essere mancino (e infatti un tempo anche l'essere mancino aveva pesanti conseguenze). <br />
E' necessario che a questa forza antimoderna, oscurantista ed estranea alla cultura dei diritti umani la Repubblica Italiana non dia più il becco di un quattrino. <br />
Se il clero cattolico vuole continuare a inneggiare alle forche, in modo diretto o indiretto, lo faccia con i soldi del loro gregge, non con quelli dei contribuenti.<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore Circolo UAAR Bergamo</i><br />
<br />
Il rappresentante della Santa Sede presso l'Onu: «Tutelare gli omosessuali potrebbe comportare il riconoscimento di nuovi diritti come il matrimonio. E discriminare gli Stati che non li ammettono» <br />
<b>Il Vaticano contro una depenalizzazione universale dell'omosessualità</b><br />
Leo Lancari - Roma<br />
<br />
«Non depenalizzate l'omosessualità». L'appello arriva dal Vaticano che ieri ha duramente criticato l'iniziativa con cui la Francia si prepara a chiedere alle Nazioni unite, a nome dei 25 paesi dell'Unione europea, la cancellazione del reato di omosessualità in tutti quei Paesi, in tutto 91, in cui è ancora in vigore. <br />
Ad attaccare la proposta, che si basa su un principio fondante dell'Unione europea come l'uguaglianza dei diritti tra le persone a prescindere dalla nazionalità di origine, dalla religione e dall'orientamento sessuale, è stato ieri <b>monsignor Celestino Migliore</b>, rappresentante della Santa Sede proprio presso le Nazioni unite. <br />
Parlando all'agenzia francofona I.Media, l'alto prelato ha spiegato come la Chiesa sia contraria alle discriminazioni nei confronti dei gay «ma - ha aggiunto - qui la questione è un'altra. Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di Paesi, si chiede agli Stati e ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette contro la discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni».<br />
La paura del Vaticano, in sostanza, è quella che abolendo il reato di omosessualità si possa poi automaticamente arrivare al riconoscimento di nuovi diritti, come ad esempio la possibilità per due persone dello stesso sesso di sposarsi. E per far capire quali rischi, secondo il Vaticano, questo potrebbe portare, monsignor Migliore spiega: «Per esempio gli Stati che non riconoscano l'unione tra persone dello stesso sesso come 'matrimonio' verranno mesi alla gogna e fatti oggetti di pressioni».<br />
<br />
<b>Il Vaticano sembra dunque preoccuparsi più delle eventuali pressioni che gli Stati inadempienti potrebbero ricevere, della possibilità concreta per un omosessuale di essere punito con il carcere, o peggio con la morte.</b><br />
<br />
L'iniziativa francese per la depenalizzazione universale dell'omosessualità è stata annunciata nel maggio scorso in occasione della giornata internazionale contro l'omofobia dal segretario di Stato ai diritti umani Rama Yade. «Un'iniziativa europea - spiegò in quell'occasione Yade - che sarà portata davanti all'assemblea generale delle Nazioni unite durante il semestre francese di presidenza», e che dovrebbe attuarsi il prossimo 10 dicembre in occasione del 60esimo anniversario della dichiarazione dei diritti umani. Proprio l'avvicinarsi della scadenza ha spinto il Vaticano a scendere in campo in maniera così pesante.<br />
<br />
Per quanto poco discusso, quello delle discriminazioni nei confronti dei gay è un tema attualissimo. Sono ben 91, infatti, i Paesi in cui amare una persona dello stesso sesso è considerato un reato e in ben sette di questi (Iran, Mauritania, Sudan, Emirati Arabi Uniti, Yemen, Arabia Saudita e Nigeria) viene punito con la pena di morte.<br />
<br />
Senza arrivare a questi casi estremi, più frequenti sono i casi di insulti nei confronti degli omosessuali. A partire proprio dalla Francia dove, nonostante alcune leggi avanzate come i Pacs, che consentono l'unione tra persone dello stesso sesso, gli attacchi non mancano. Come dimostrano gli insulti di Christian Vanneste, deputato dell'Ump, il partito del presidente Sarkozy, che per spiegare la sua contrarietà a un disegno di legge che punisce chi offende i gay, nel 2004 spiegò come l'omosessualità sia «inferiore all'eterosessualità e, se diffusa universalmente, pericolosa per l'umanità». Condannato nel gennaio del 2007, Vanneste si è visto annullare la condanna il 12 novembre scorso dalla Corte di cassazione francese.<br />
<br />
La posizione espressa da monsignor Migliore non convince Rocco Buttiglione, propenso più a credere una errore da parte delle agenzie di stampa. «Non mi risulta che la Chiesa cattolica sia contraria alla depenalizzazione del reato di omosessualità», ha commentato infatti il deputato dell'Udc. Dure, invece, tutte le altre reazioni. «Parole gravissime», per il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero, mentre per l'Arcigay la posizione del Vaticano si prefigura come un vero e proprio atto di condanna a morte contro i milioni di gay di lesbiche che hanno la sfortuna di abitare in paesi sanguinari». E Imma Battaglia, leader dei diritti delle persone gay, promette: «Se necessario siamo pronti a manifestare anche in Vaticano».<br />
<br />
da "il manifesto", 2-XII-08]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=502</comments>
 <pubDate>Thu, 4 Dec 2008 01:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>IO MI RICORDO</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=501</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20081203-Io_Mi_Ricordo_Piccolo.jpeg">Io mi ricordo</a></div><br />
<b>BergamoLaica</b>, di cui il Circolo bergamasco della UAAR fa parte, organizza per la serata di <b>mercoledì 10 Dicembre (ore 21)</b>lo spettacolo "Io mi ricordo", volto a risvegliare la coscienza sociale bergamasca sul problema dello HIV. <br />
Lo spettacolo si terrà  al <b>Teatro Gavazzeni di Seriate (BG)</b><br />
<br />
Infatti, da quando, alla fine degli anni Novanta, è stata inventata la terapia anti-retrovirale con 3 principi attivi, che permette di cronicizzare la sindrome, di HIV non si parla quasi più. Ma in Italia ogni anno ci sono 4.000 contagi all'anno e 1.200 casi conclamati di AIDS ogni anno. La bergamasca sta particolarmente male da questo punto di vista, perché i tassi di contagio superano vistosamente la media nazionale. La percezione del rischio è molto bassa, con la conseguenza che sono assai poche le persone che vanno a fare il test dopo aver avuto comportamenti a rischio. <br />
<br />
La serata, che sarà prevalentemente di musica e teatro, conterrà anche parti informative sullo HIV, sulle modalità di contagio, sullo stato dell'epidemia, sulle cure. A livello artistico la serata è organizzata dalla P-Nuts di Giorgio Bozzo, che si è messa gratuitamente a disposizione per questa iniziativa. Gli artisti presenti lavoreranno al solo "prezzo di costo", cioè in cambio delle sole spese vive sostenute. Il ricavato al netto delle spese, con l'aggiunta di un'eventuale offerta del pubblico, sarà utilizzato per finanziare una campagna di BergamoLaica centrata sulla prevenzione (leggi uso del preservativo) e sulla corretta informazione su contagio da HIV.<br />
<br />
Invito a tutti gli atei e gli agnostici ad essere presenti, perché i pregiudizi contro i sieropositivi sono ancora molto forti.<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Arte, spettacolo, divertimento</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=501</comments>
 <pubDate>Wed, 3 Dec 2008 20:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Uscire dal gregge: resoconto</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=500</link>
<description><![CDATA[E' andata molto bene la serata al Caffè Letterario in cui il segretario nazionale della UAAR Raffaele Carcano ha presentato il libro "Uscire dal gregge". Circa 35 persone presenti in sala, molte le domande dal pubblico, tanto che la serata si è trasformata in un dialogo fra il relatore e l'uditorio lungo più di un'ora. Molte le presenze fra gli uaarini del Circolo: io ne ho contati 8.<br />
Chi si è perso la serata può comunque vedere una breve intervista a Raffaele <a href="http://openreview.wordpress.com/2008/11/28/uscire-dalla-chiesa-cattolica/">qui</a><br />
]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=500</comments>
 <pubDate>Tue, 2 Dec 2008 18:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Uscire dal gregge</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=497</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20081120-Copertina_Uscire_Dal_Gregge.png">Copertina</a></div><br><br />
<font size=4><b>Uscire dalla Chiesa Cattolica: con lo sbattezzo si può. <br><br>Giovedì 27 Novembre, ore 20.30<br><br>Al “Caffè letterario”, via S. Bernardino 53, Bergamo</b></font><br><br>Il segretario nazionale della UAAR, <b>Raffaele Carcano</b>, presenterà il libro “Uscire dal gregge”, scritto a quattro mani con Adele Orioli, responsabile delle iniziative giuridiche UAAR.<br><br>Si parlerà, fra l'altro, dell'iniziativa UAAR più conosciuta e di maggior successo, <b>lo sbattezzo</b>, l'unica procedura con cui è possibile essere riconosciuti dallo Stato come “non più cattolici”.<br><br>LO SBATTEZZO: ISTRUZIONI PER L'USO<br><br>Come la libera associazione di individui è un diritto umano fondamentale riconosciuto dalla nostra Costituzione, così lo è anche l'uscire da un'associazione. Ma l'abbandono di un'organizzazione religiosa può essere spesso difficoltoso per le resistenze frapposte dai suoi capi.Nel caso della Chiesa cattolica, si aggiunge l'aggravante che la maggioranza della popolazione italiana vi è entrata a causa di un battesimo che è stato ricevuto nei primi anni di vita, quando non si era in grado di intendere e di volere. Lo sbattezzo è l'atto con cui chi non crede più decide di uscire ufficialmente dalla Chiesa Cattolica (l'atto è riconosciuto dalla legge italiana); consiste nel richiedere al parroco della parrocchia in cui si è stati battezzati di annotare, sul proprio atto di battesimo, che non si vuole più essere considerati aderenti alla Chiesa cattolica e, dunque, “sottomessi ai capi della Chiesa”.<br />
La richiesta può essere effettuata attraverso il modulo disponibile <a href="http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/sbattezzo-modulo-per-parroco.rtf">qui</a>, che deve essere compilato in tutte le sue parti e spedito per raccomanda AR alla parrocchia di battesimo insieme a una fotocopia di un documento di identità. Per sbattezzarsi è quindi indispensabile conoscere in quale parrocchia si sia stati battezzati. Non ci si può considerare sbattezzati finché non si riceve, dal parroco o dalla diocesi, conferma per lettera dell'avvenuta annotazione. Sbattezzarsi, dal punto di vista del diritto canonico, comporta la scomunica (ciò non ha ovviamente alcuna conseguenza per la legge della Repubblica Italiana). In caso di problemi con lo sbattezzo, contattare info@uaarbergamo.it oppure il 339.7415298 (Tommaso).]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=497</comments>
 <pubDate>Thu, 20 Nov 2008 10:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Referendum californiano rende nuovamente nulli i matrimoni omosex</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=496</link>
<description><![CDATA[<div class=leftbox><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20081108-Scottish_Gay_Wedding.jpg">Matrimonio Gay in Scozia</a></div><br />
<i>I californiani, molti dei quali elettori di Obama, hanno cancellato il 4 novembre via referendum i matrimoni omosex. I gay si mobilitano e accusano il referendum di incostituzionalità. Incerta sulla questione dei diritti civili la posizione del futuro inquilino della White House.<br>Tommaso Bruni</i><br><br><b>No ai matrimoni gay. Los Angeles esplode, in migliaia per le strade</b><br>Luca Celada<br><br>Sono accorsi a migliaia alla manifestazione tenuto a Santa Monica Boulevard e San Vicente, incrocio storico nel cuore di Boys Town, il quartiere gay di West Hollywood. Qui si erano radunati i gay dopo una analoga sconfitta referendaria due anni fa per riaffermare i propri diritti e qui era stata celebrata la sentenza della Corte suprema della California che a maggio aveva dato agli omosessuali californiani il diritto di sposarsi. L'altro ieri la gioia si è tramutata in rabbia: dopo quattro mesi di legalità i gay californiani sono tornati a essere cittadini di seconda categoria grazie al passaggio della «prop 8», il referendum che ha imposto un emendamento alla Costituzione dello stato che, da ora in poi, contempla il matrimonio unicamente come «unione fra un uomo e una donna». I fautori del referendum - una coalizione di conservatori religiosi lautamente finanziati dalla chiesa cattolica, da congregazioni evangeliche e soprattutto dalla chiesa mormone che dallo Utah ha inviato la gran parte dei $30 milioni spesi per una campagna a base di spot - hanno sostenuto la necessità di «salvaguardare la santità del matrimonio» secondo i precetti della bibbia. La tesi alla fine è prevalsa in barba al principio di laicità dello stato, affermato dalla Corte suprema anche se il risultato finale - 52% a 48%, - era stato di misura.<br />
La revoca della legge è un duro colpo al movimento dei diritti gay che nel matrimonio civile persegue un obiettivo di forte peso simbolico e che rappresenta il punto di arrivo delle lotte di emancipazione ed eguaglianza degli ultimi 40 anni. Il senso dei quattro cortei spontanei che l'altra sera si sono snodati per Hollywood e Los Angeles paralizzando il centro della città fino a notte fonda, era di riaffermare come ha detto l'attivista Robin Tyler che «questo movimento e questa gente è qui e non ha nessuna intenzione di scomparire». Tyler con la sua compagna Diane Olsen ieri mattina ha presentato con il loro avvocato Gloria Allred un ricorso alla Corte suprema chiedendo di invalidare il referendum perché «palesemente lesivo dei diritti costituzionali di una categoria tutelata di cittadini». Un primo processo intentato da Tyler e Olsen era stato alla base della sentenza di maggio e le due donne avevano inaugurato con le proprie nozze al municipio di Beverly Hills la cosiddetta «summer of love» durante la quale sono convolate a nozze in California oltre 18.000 coppie gay. Ora fra le altre incognite introdotte dal referendum c'è la legalità di questi matrimoni già celebrati. Secondo il procuratore della California Jerry Brown, le unioni dovrebbero rimanere valide ma questo determinerebbe una situazione paradossale e grossi problemi giuridici. Nel presentare il ricorso, Allred ha affermato che il referendum è anticostituzionale quanto lo sarebbe un emendamento che riservasse il matrimonio a coppie della stessa etnia.<br />
Il voto ha diviso la California nelle sue prevedibili componenti: le aree urbane liberal delle coste e le zone rurali, religiose e conservatrici dell'hinterland, ma l'analisi elettorale stavolta ha anche rilevato divisioni «interne» più sottili. Ha votato, infatti, contro i matrimoni gay una forte maggioranza delle componenti etniche, neri, ispanici e asiatici, gli immigrati recenti, gli stessi settori fortemente motivati e coalizzati cioè dall'«effetto Obama» che hanno però espresso su questo tema un tradizionalismo religioso e culturale che va oltre l'opposizione prettamente ideologica della destra teocon. «Ciò che per noi è particolarmente doloroso - ha affermato Tyler - è che così tanti neri, vittime dell'oppressione che fino pochi anni fa li vedeva brutalmente segregati, abbiano mancato di vedere l'evidente analogia con la nostra situazione. Ma abbiamo fatto troppa strada per retrocedere, non abbiamo alcuna intenzione di farlo ora. La nostra lotta continua».<br />
<br />
da "il manifesto", 08/11/08 ]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=496</comments>
 <pubDate>Sat, 8 Nov 2008 12:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Diagnosi pre-concepimento: una tecnica nata apposta per aggirare la legge 40</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=495</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20081108-Embrione_9_Weeks.jpg">Embrione 9 Settimane</a></div><br />
<i>La legge 40 costringe la ricerca italiana a spendere risorse ed energie preziose per cercare di aggirarla. I danni che una legge confessionale può fare con la sua irrazionalità sono sovente superiori alle aspettative. Sorprendenti i ginecologi nostrani che plaudono alla nuova scoperta: non si rendono conto di essere gli unici al mondo ad esser costretti a battere la via della diagnosi pre-concepimento? <br>Ricordiamo che la legge 40/2004, voluta dal ministro berlusconiano Sirchia, vieta la selezione fra embrioni sani ed embrioni malati in presenza di genitori portatori di malattie genetiche. La selezione dell'embrione sano viene equiparata, da questa normativa ispirata alla fede cattolica, alla eugenetica.<br />
Tommaso Bruni</i><br />
<br />
<b>Nata nel rispetto della legge 40<br />
Tecnica di procreazione assistita «etica» ma controversa</b><br />
<br />
E' una femminuccia di Rieti. E' la prima bebé nata in Italia grazie a una tecnica di «procreazione assistita» rispettosa dei limiti bioetici fissati dalla legge 40. Si chiama «diagnosi pre-concepimento». La sua nascita è stata annunciata come un grande successo al primo Congresso della Federazione italiana di ostetricia e ginecologia in corso a Roma. E la sua nuova vita viene già usata per rianimare il dibattito bioetico e portare acqua al mulino di chi appoggia la legge 40 e che adesso si sente di poter dire che non è necessario superarla per poter permette di concepire bambini sani anche a donne portatrici di malattie genetiche.<br>In pratica, come spiegano Francesco Fiorentino e Donatella Caserta che hanno elaborato la tecnica: «La diagnosi genetica pre-concepimento mira a selezionare gli ovociti e non gli embrioni in cui sia assente l'anomalia genetica materna in modo da produrre embrioni sani». Significa che, mentre la legge impedisce la selezione degli embrioni, questa diagnosi la aggira selezionando gli ovociti non ancora fertilizzati e scegliendo quelli sani. Insomma un escamotage tecnico. Funziona? <br>Secondo Carlo Flamigni dell'Università di Bologna non sarebbe affidabile e non sarebbe una novità. A Chicago dove la tecnica è stata molto studiata - spiega Flamigni - sostengono che si tratta di una procedura «parziale, affatto esaustiva e con un margine di errore molto elevato». Inoltre, conclude l'esperto, un solo caso non è rappresentativo. <br>Fuori dalle dispute ginecologiche, il fatto è che, anche se non fosse la strada giusta, in Italia ogni altra via è vietata da uno stato etico influenzato dal Vaticano.<br />
da "il manifesto", 08/11/08]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=495</comments>
 <pubDate>Fri, 7 Nov 2008 11:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Un passo avanti verso il testamento biologico</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=494</link>
<description><![CDATA[<div class=leftbox><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20081108-Scroll.jpg">Pergamena</a></div><br />
<b>Via libera al testamento biologico</b><br />
Il tribunale trasforma in decreto la richiesta di un cittadino<br />
MODENA<br />
<br />
Per la seconda volta in Italia è stato depositato in Tribunale un decreto che accoglie la richiesta di un uomo in piena salute che ha nominato la moglie «proprio amministratore di sostegno» in caso di malattia invalidante.<br>Nella sentenza, il giudice tutelare del tribunale di Modena, Giudo Stanzani, ha autorizzato la moglie a farsi garante del marito per le sue volontà in caso di «malattia allo stato terminale o lesione traumatica cerebrale irreversibile e invalidante» e che «costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali». <br>Seguendo l'iter previsto dalla legge, l'uomo aveva redatto una scrittura privata in cui indicava la moglie come garante della sua ultima volontà; la scrittura era stata sottoposta all'autenticazione di un notaio. Grazie al ricorso in tribunale, il decreto è stato poi depositato dal giudice tutelare, rendendo valida anche a norma di legge la scrittura privata (altrimenti, facilmente impugnabile dai medici).<br>«E' un decreto illuminato - spiega l'avvocato dell'uomo, Maria Grazia Scacchetti - che apre una procedura». Il vuoto normativo su temi come il testamento biologico richiama casi come quello di Eluana Englaro, la donna di Lecco in stato vegetativo permanente cui la magistratura ha autorizzato la sospensione dell'alimentazione forzata. In quell'occasione, il Parlamento aveva sollevato il sospetto del conflitto d'attribuzione sulla possibilità della magistratura di intervenire in casi simili, ma il ricorso era stato respinto dalla Corte Costituzionale. Dopo il decreto di Modena, immancabili le polemiche: Barbara Saltamartini, deputata del Pdl, considera «non ammissibile che la magistratura continui a sostituirsi al parlamento». Ieri, in commissione Igiene e sanità del Senato, c'è stata la prima audizione per aiutare i senatori a formulare un testo condiviso sulle dichiarazioni anticipate di trattamento e testamento biologico.<br />
da "il manifesto", 08/11/08]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=494</comments>
 <pubDate>Thu, 6 Nov 2008 10:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Due articoli sulla stampa locale</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=493</link>
<description><![CDATA[Alessia Barbiero di DNews e Stefania Prandi di E Polis - Il Bergamo ci hanno regalato due begli articoli sul nostro banchetto per lo sbattezzo.<br />
Li trovate qui sotto:<br />

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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20081026-DNews_UAAR_20081024.pdf')">Articolo di &quot;DNews&quot;</a><br />

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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20081026-Il_BG_UAAR_20081025.pdf')">Articolo de &quot;Il Bergamo&quot;</a><br />
Stefania Prandi è poi entrata nel libro nero della Curia vescovile orobica pubblicando questa pagina intera (segnalata in prima):<br />

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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20081027-IlBg_UAAR_20081027.pdf')">Pagina intera da &quot;Il Bergamo&quot;</a><br />
Molte grazie alle autrici.<br />
]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=493</comments>
 <pubDate>Sun, 26 Oct 2008 10:30:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Campagna Sbattezzo - ultimo atto</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=492</link>
<description><![CDATA[Dopo lunghe trattative con la Polizia locale, abbiamo ottenuto il permesso a tenere il nostro banchetto. <br />
Invito quindi tutti gli interessati alla campagna a recarsi <b>dalle 15 alle 18 di sabato 25 Ottobre</b> in <b>via 20 Settembre</b> (fronte Unieuro). <br />
Troverete tutti i moduli e le informazioni che vi possono servire.<br />
Saluti anticlericali<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore Circolo UAAR BG]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=492</comments>
 <pubDate>Thu, 23 Oct 2008 11:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>25 ottobre 2008, Giornata dello Sbattezzo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=431</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a target="_blank" href="http://www.uaar.it/news/2008/05/27/ottobre-giornata-dello-sbattezzo"><img alt="25 ottobre 2008, Giornata dello Sbattezzo" title="25 ottobre 2008, Giornata dello Sbattezzo" border="0" width="160" height="160" Src="http://www.uaar.it/images/sbattezziamoci-insieme-160x160.png"/><br />
</a></div><br />
Il 25 ottobre 2008 l’UAAR organizza una <strong>Giornata dello Sbattezzo</strong>. <br />
‘Sbattezzo’ significa cancellazione degli effetti civili del battesimo, ossia l’elementare diritto, stabilito da un provvedimento del Garante per la privacy, di non essere più considerati dallo Stato come “sudditi” della Chiesa, “obbedienti” e “sottomessi” alle gerarchie ecclesiastiche.<br />
Sbattezzarsi non è difficile: basta una raccomandata alla tua parrocchia di battesimo!<br />
Per massimizzare l'effetto che il tuo sbattezzo può avere, partecipa alla nostra <strong>Giornata dello Sbattezzo</strong>: Sabato 25 Ottobre centinaia di persone si libereranno insieme dall'abbraccio di Mamma Chiesa.<br />
Se non credi più in Gesù Cristo e vuoi sbattezzarti, contattaci a bergamo(at)uaar.it o a info(at)uaarbergamo.it: saremo felici di aiutarti a non avere più nulla a che fare con PapaRatzi.<br />
Puoi inoltre trovare molte informazioni sullo sbattezzo a questo link: <br />
<a href="http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/">Sbattezzo su sito UAAR</a>.<br />
Il modello per la lettera da spedire al parroco è qui sotto:<br />

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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20081014-Modulo_Sbattezzo_Ott08.pdf')">Scarica il modello di lettera</a> <br />
<br />
Nel dettaglio, puoi partecipare alla alla Giornata dello Sbattezzo in due modi.<br />
<br />
1) Vuoi pensare da solo alla spedizione della raccomandata? <br />
In questo caso puoi spedirla qualche giorno prima. Ti preghiamo di farci avere: <br />
- una copia del modulo di sbattezzo compilato, <br />
- una copia del cedolino postale di avvenuta spedizione (quello marrone scritto a carta carbone, non l'AR), <br />
- il modulo di consenso al trattamento dei dati personali debitamente firmato<br />

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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20081014-privacy_sbattezzo.pdf')">Scarica il modulo privacy</a>. <br />
<br />
2) Vuoi che pensiamo noi alla spedizione della raccomandata? <br />
In questo caso devi farci avere: <br />
- il modulo di sbattezzo compilato, <br />
- la fotocopia di un documento di identità (<strong>non dimenticarla!</strong>)<br />
- 5 € di contributo spese, <br />
- il modulo di consenso al trattamento dei dati personali debitamente firmato, <br />

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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20081014-privacy_sbattezzo.pdf')">Scarica il modulo privacy</a>. <br />
- un cedolino da raccomanda A/R già compilato con il tuo indirizzo (come mittente) e l'indirizzo della parrocchia di battesimo (come destinatario). Allo stesso modo ci devi portare il cartoncino dello AR compilato con i medesimi indirizzi. Se non conosci l'indirizzo della parrocchia di battesimo, puoi cercarlo sul sito http://www.parrocchie.it. <br />
Trovi il cedolino per la raccomandata e l'AR presso un qualunque ufficio postale. <br />
<br />
Questi documenti vanno consegnati al Circolo UAAR di Bergamo <strong>fisicamente e in cartaceo</strong>. Ce li puoi consegnare al banchetto che si terrà a Bergamo, via 20 Settembre, il 25 Ottobre dalle 15 alle 18. <br />
Prima di venire per la consegna, contatta il Coordinatore del Circolo al 339.7415298 (Tommaso) o agli indirizzi e-mail sopra riportati.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=431</comments>
 <pubDate>Thu, 16 Oct 2008 03:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Le religioni extra-europee perseguitano la donna tanto quanto il cristianesimo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=467</link>
<description><![CDATA[<b>Le religioni contro la donna (2/2)</b><br />
di Roger Peytrignet, Lutry (Svizzera)<br />
<br />
<b>L’assoluta superiorità dell’uomo</b>  <br />
L’assoggettamento della donna è dedotta dalla sua origine: nata dalla costola d’Adamo, Eva non esiste che per lui; ella non è onorata da una creazione personale. Per un lungo periodo di tempo si è interpretata la Genesi in senso letterale. “Le donne devono ricordarsi della loro origine”, dice Bossuet, principale consulente religioso di Luigi XIV, “e pensare che esse vengono da un osso soprannumerario”.Disillusa dalla scienza, Roma ammette infine che questa costola è simbolica, ma il fedele è tenuto a credere che “la prima donna fu formata dal primo uomo”. <br>La Chiesa non dimentica mai di ricordare, con tutta la delicatezza del caso, che Eva ha introdotto il peccato nel mondo, la maledizione e la morte: “È causa della donna che è iniziato il peccato ed è a causa sua che noi moriamo tutti” (Eccl. 25: 24). <br>L’inferiorità della donna è dunque naturale. <br>Aristotele aveva detto che essa “è un uomo mancato” e S. Tommaso precisava “secondo la natura il mascolino è il migliore, il femminile meno buono: mas occasionatus”. <br>Napoleone Bonaparte, collegando il Codice civile al libro della Genesi, concluderà: “La donna non è che una costola, essa è schiava del marito”. Non è il culto di Maria che riabilita la donna: è la promozione sociale della donna che ha ispirato il culto di Maria. E che non ci vengano a dire che il cristianesimo ha emancipato la donna!<br />
<br />
<b>Misoginia e mitologia</b> <br />
Il giudeo-cristianesimo non ha tuttavia il monopolio dell’antifemminismo: se si eccettuano le religioni siriane equivoche dove il prete si castrava in onore delle divinità femminili, ovunque in quel tempo, in Egitto e in Grecia, in Cina e in Messico, in Persia e in Tibet, <b>tutte le mitologie accusavano la prima donna del primo peccato</b>. Ugualmente, scartando le stravaganze indiane che mettevano la donna sotto una femmina di cammello, si compiva un curioso florilegio saccheggiando i libri sacri di tutti i paesi! Le religioni manichee affermavano due principi immutabili: l’uno buono, d’essenza maschile, che generava l’ordine e la luce; l’altro cattivo, femminile, che partoriva il caos e la notte. Il primo aveva il Sole per simbolo, il secondo la Luna, astro malefico. Non ci dobbiamo troppo meravigliare, perché le religioni sono dogmatizzate dall’uomo e codificate a proprio beneficio. <br>La misoginia delle religioni ha un’origine comune: il subcosciente maschile. <br>Per scagionare Dio dal male e dalla morte – nozioni incompatibili con la divinità, essenza irreprensibile – egli carica la sua compagna del peccato originale: “Non sono stato io, è stata lei” dice Adamo.  <br />
<br />
<b>L’Islam</b> <br />
Il Corano afferma il principio d’inferiorità sociale della donna: “Gli uomini sono superiori alle donne per le qualità per cui Dio li ha posti al di sopra di esse, e perché gli uomini impiegano i loro beni per dare la dote alle femmine. Le donne virtuose sono obbedienti e sottomesse [ … ]”. <br>Le donne restano a casa al fine di educare i bambini e di fare i lavori domestici mentre gli uomini sono destinati al mondo esterno. Esse hanno bisogno della protezione dell’uomo poiché, sole, non hanno vita sociale. Solo l’uomo può avere l’iniziativa di ripudiare. <br>Lo scopo del matrimonio è di rendere lecita la sessualità.<br> Riguardo all’adulterio, il Corano fa una distinzione secondo che esso sia commesso da un uomo o dalla sua compagna: la donna è confinata in casa fino a quando la morte non la chiami o che Allah decida diversamente; l’uomo sarà perdonato se avrà dato prova di pentimento. <br>Due parole sull’escissione e le mutilazioni sessuali. “Nel corso della mia vita ho vissuto con dolori al ventre insopportabili. E la sera delle mie nozze ho avuto un tale male che sono svenuta”. <br>Questa giovane algerina è ancora traumatizzata. <br>Il sesso escisso d’una donna è come una ferita costantemente bagnata di alcool. <br>Ma in Africa nessuno mette in relazione questo tipo di dolore con l’escissione. <br>Altrove, le donne non possono confrontarsi perché non parlano mai tra di loro. <br>Quando una madre o un bebè muoiono durante il parto, si dice che “è Dio che l’ha voluto, che le donne sono nate per soffrire”.  <br />
<br />
<b>Il velo</b> <br />
Quanto a portare il velo, il Corano dice “alle credenti di abbassare lo sguardo, di non mostrarsi con ciò che hanno. Che esse abbassino i loro veli sul loro seno [ … ]”. Passiamo ora alle grandi discussioni che coinvolgono la società francese sul principio di uguaglianza. La questione sembra provvisoriamente risolta dallo Stato laico e repubblicano, anche se la schiavitù dorata della donna musulmana resta nascosta sotto la tutela maschile: i dibattiti hanno soprattutto servito la tesi dell’equità in ambito scolastico, schivando la costante di discriminazione sociale della donna. Ci auguriamo che l’amore e la donna ne abbiano approfittato: non si fa della carne un dramma senza dare alla donna una grandezza poetica di <i>Lys du Ciel</i> o di <i>Rose d’Enfer</i> … [Giglio del Cielo o Rosa d’Inferno, ndt]. <br>Il velo ricusa, ai nostri occhi, i diritti della donna e conferma la sua inferiorità. <br>Può esso mettere in pericolo la sua salute fisica? La tesi può essere sostenuta: l’avitaminosi D, responsabile del rachitismo e osteomalacia degli adulti, si verifica nei casi dove il soggetto resta al riparo dei raggi solari. Uno studio, condotto al CHUV a Losanna (Centro ospedaliero universitario del Vaud) nel maggio 2004, ha dimostrato la nocività del velo. Il Prof. Alain Pécoud ha rivelato i risultati d’uno studio praticato su decine di donne immigrate velate che soffrivano di dolori cronici detti “somatoformi”: il tasso di vitamina D nel sangue era crollato. Ora, la vitamina D, fabbricata al 90% dal nostro organismo, contribuisce in maniera decisiva al metabolismo osseo. Una carenza di questo prezioso “agente del sole” può generare dei gravi disturbi organici, in particolare l’osteoporosi.  <br />
<br />
<b>La Charia</b>  <br />
Innanzi tutto conviene distinguere tra paesi musulmani e Stati islamici i quali fanno della charia (legge islamica) il fondamento stesso del potere. <br>Lo Zamfara, uno dei 12 Stati nigeriani, ha reintrodotto la charia nel 1999, malgrado l’opposizione del governo federale. Safiya Husaini aveva dato alla luce una bambina mentre era divorziata. Applicando la charia, essa si vide infliggere la pena capitale tramite lapidazione per “adulterio”. La sua condanna suscita un largo movimento di protesta nel mondo, e l’Unione Europea esige dalle autorità nigeriane che esse evitino questa odiosa crudeltà. <br>Il 22 marzo 2002, la Corte d’Appello islamica dello Stato del Sokoto proscioglie Safiya Husaini per vizio di forma. Lo stesso giorno, un tribunale di Bakori, nello Stato di Katsina, condanna a morte per lapidazione Amina Lawal, divorziata, 30 anni, madre di tre bambini. La giovane donna era stata arrestata da alcune persone del suo villaggio e portata davanti a un tribunale. Amina riconobbe d’aver avuto una relazione con un uomo del suo villaggio, affermando che lui le aveva promesso di sposarla se si fosse concessa a lui. Davanti al tribunale l’uomo ammette la sua relazione con Amina, ma nega di aver avuto con lei rapporti sessuali. Il tribunale ritira allora le accuse contro di lui. La sentenza è confermata da una Corte d’Appello islamica ed è accolta da un mormorio di approvazione “Allah è grande” nell’aula del tribunale. La pena diventa esecutiva al momento dello svezzamento del bambino, nel gennaio 2004. <br>In Afghanistan, l’arrivo dei talebani nel 1996 affonda le donne nell’abisso dell’infamia: esse diventano dei “fantasmi senza volto e senza voce”. Vengono loro vietati l’accesso all’educazione, le cure mediche, l’assistenza legale, il diritto al lavoro, il diritto di passeggiare da sole (esse devono essere accompagnate da un uomo della propria famiglia). Le donne sono costrette a portare il tchador e il burqua. Molte sono picchiate, violentate e perfino uccise e la maggior parte accetta questa sottomissione servile con l’unico scopo di rimanere in vita. <br>La fine dei talebani segna la liberazione delle donne? <br>Il fenomeno è ancora troppo recente perché si possa dire se alcune scuole hanno riaperto le porte alle ragazze. Constatiamo che il burqua è ancora largamente usato e che la maggior parte delle persone interrogate stima che ciò fa parte della tradizione che bisogna rispettare. Scrivendo queste righe, ho denunciato la misoginia religiosa, non i risultati. Io non sposerei mai né il fanatismo salvifico né quelle sciocche illusioni. La morale religiosa è un inganno, ed i costumi sociali ne sono viziati. <br>Se l’abuso è inseparabile dall’istituzione, quest’ultima è ingiusta. <br>Tacere sarebbe un disonore: il silenzio aiuta la gloria delle religioni, della Chiesa e dell’ordine; esso stravolge il senso morale. E così, per distrazione, si mette la giustizia sotto i piedi; essa offusca il candore della colomba per imbiancare il corvo, secondo la frase di Giovenale: “Dat veniam corvis, vexat censura columbas” (Perdona i corvi, tormenta con la critica le colombe, ndt). Appartiene quindi alle donne, animate da questa forza cosmica – di cui parla Dante – avere l’ultima parola: eterne schiave del carniere di preti e di mullah, esse finiranno per sbarazzarsi dei loro perversi impedimenti; ma è soprattutto un problema di tutti gli uomini di buona volontà.<br />
<br />
Da “Le Libre Penseur”, periodico romando laico e indipendente, anno 30, settembre 2004, n. 122, edito in Svizzera, C.P. 131, CH-1000 Lausanne 17.<br>   <br />
Roger Peytrignet (4 Chemin du Corgeon, CH 1095 Lutry, Svizzera) è autore di “<i>Jésus-Christ: mythe ou personnage historique</i>” (Gesù Cristo:mito o personaggio storico), Ed. La Pensée Universelle, Paris. <br />
<br />
(Traduzione dal francese di Baldo Conti)]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=467</comments>
 <pubDate>Wed, 15 Oct 2008 04:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>I tre monoteismi uniti dal fallocentrismo e dalla misoginia</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=466</link>
<description><![CDATA[<strong>Le religioni contro la donna (1/2)</strong><br />
di Roger Peytrignet, Lutry (Svizzera)<br />
<br />
<b>I fondamenti della misoginia</b> <br />
 <br />
All’origine c’è la Bibbia che attribuisce alla donna il primo peccato e rende sospette tutte le figlie di Eva e le vota fin dalla loro nascita ad un marchio d’infamia. <br />
Così, dopo la messa al mondo d’un bambino “l’impurità della madre dura 7 giorni; 14 per una bambina. <br />
La sua purificazione esige 33 giorni per un maschio, ma per una femmina 70” (Lev. 12: 2-6).Di solito, le femmine contano così poco che non si menzionano mai in una discendenza. <br />
Più tardi, il fidanzato compra la prescelta dal padre: “lui gli passa al naso un anello e la porta via” (Gen. 24: 47). <br />
Da quel momento è di sua proprietà: “Tu non desidererai la donna del tuo vicino, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né niente che gli appartenga” (Es. 20: 17; Deut. 5: 21). <br />
Rinunciando anche alla propria identità, ella dice allo sposo: “La tua gente sarà la mia gente e il tuo Dio sarà il mio Dio” (Ruth 1: 16). <br />
Dal tempo di Lamech (Lemek), gli ebrei erano poligami e potevano ripudiare le proprie spose con il minimo pretesto, per esempio un cibo troppo cotto o troppo salato. <br />
Si lapidava la donna adultera e “la giovane sposa trovata non vergine” (Deut. 22: 21). <br />
La misoginia biblica è una vera chicca: “la donna è frivola, stupida e ignorante” (Prov. 9: 13). <br />
Il profeta Maometto a sua volta afferma: “Ho visto che la maggior parte di coloro che sono nel fuoco dell’inferno sono donne … [Poiché] esse sono ingrate verso i loro mariti e deficienti in intelligenza e religione. Esse sono pericolose e impure nei loro corpi e nei loro pensieri. Io non tocco la mano delle donne e bisogna impedire loro d’imparare a scrivere”. <br />
Le grandi religioni monoteiste, al di là dei particolarismi confessionali, faranno a gara a chi avrà più irriverenza e disprezzo per la donna: “Tanto vale spezzare le Tavole della legge – commenta il Talmud – piuttosto che spiegargliele”. <br />
Le donne devono essere fecondate per trasmettere alle generazioni la fede di un tempo: è questo il ruolo primario che il Creatore ha loro indicato. Talvolta fisicamente la donna è bella, ma è sempre pericolosa: “il suo sguardo è una rete, i suoi seni una trappola, le sue braccia catene”.<br />
Moralmente, “vale più la malizia d’un uomo che la bontà d’una donna” (Eccl. 42: 14). <br />
Riassumendo, “la donna è più amara della morte”. <br />
Questa è la parola di Dio. <br />
Ma l’evoluzione sociale attenua la legge di Mosè: il Nuovo Testamento mostra costumi addolciti, segnando un progresso rispetto al passato. <br />
Si vede Gesù intrattenersi pubblicamente con la Samaritana e assolvere la donna adultera, evitandole la lapidazione. Certo, il perdono gli è stato più facile che al marito e il Vangelo talvolta cade nell’insulto: “Che c’è in comune fra te e me?” (Giov. 2: 4) o ancora: “C’erano circa 5.000 uomini, senza contare le donne e i bambini” (Matt. 14: 21). <br />
Osserviamo anche un fatto raramente evidenziato: quando la Bibbia vuole umiliare qualcuno lo definisce “figlio della donna” (Giobbe 15: 14). Ma nel Vangelo, Gesù è sempre “il figlio dell’uomo” (Luca 6: 5).  <br />
<br />
<b>Teologia della donna</b> <br />
La Chiesa romana, per conferire alla donna un ruolo inferiore e inibire la sua liberazione, s’ispira al Vecchio Testamento, sperando di ritrovare lo spirito dei profeti. <br />
La sua dottrina è semplice: “l’uomo e la donna sono uguali nell’ordine sovrannaturale, ma l’uomo è superiore alla donna su un piano naturale”. <br />
Ma l’uguaglianza davanti a Dio non provoca l’uguaglianza naturale: essa non sopprime né le classi sociali né le “classi di sepoltura”. Non avendo percepito la sfumatura, alcuni cristiani della prima ora pensarono di emanciparsi, ma S. Paolo li ricondusse alla gerarchia divina: “La testa del Cristo è Dio, la testa dell’uomo è il Cristo, la testa della donna è l’uomo” (I Cor. 11: 3). <br />
E l’apostolo fissa regole pittoresche e futili, ordinando alla donna di coprirsi la testa in chiesa. “L’uomo non deve coprirsi il capo”, dice S. Paolo, “perché egli è l’immagine della gloria di Dio, ma la donna non è che la gloria dell’uomo” (I Cor. 11: 7). <br />
Il canone 1262 vieta sempre alla donna di entrare a testa scoperta nei luoghi santi. <br />
Attribuendo al velo un simbolo di sottomissione e d’umiltà, Roma lo impose a tutte le credenti di qualunque condizione, alle vergini, alle sposate, alle vedove, alle comunicande, alle monache e alle suore; nessuna sfugge. <br />
Molte comunità cristiane lo imposero ancora alle loro pie donne: simbolo di sottomissione, il velo o la cuffia evocano per alcuni il giogo che incurva la fronte del bue al lavoro. S. Paolo riconosce al padre il diritto di disporre della figlia a suo gradimento: fin dalla nascita può votarla alla verginità o maritarla “come vada ma sempre a modo suo: egli non pecca mai. Colui che fa maritare la figlia fa bene, ma colui che non la fa sposare fa meglio” (I Cor. 7: 36 seg.). <br />
La ragazza passerà dalla tutela del padre a quella dello sposo. La prima epistola di S. Pietro ricorda che “Sarah obbediva a Abramo e lo chiamava mio signore”. Per S. Paolo, “la sposa deve obbedire in tutto al marito” (Efes. 5: 24). Come unica eredità dell’Impero romano la Chiesa ne ha custodito il senso autoritario e giuridico. Conservatrice per la sua teologia e le sue tradizioni, essa vuole un mondo strutturato a proprio piacimento nel quale Dio semina e ciascuno raccoglie. Ai nostri giorni ancora, la gerarchia ecclesiastica è un modello di minuziosità, è un interminabile decrescendo di gradi e di onori dal Sovrano Pontefice fino al basso clero della Svizzera primitiva o della bassa Limousin. <br />
Le poche donne ammesse al Concilio Vaticano II dovevano tacere e ascoltare: il loro attributo ufficiale di uditrici definiva perfettamente il loro ruolo. <br />
Ora, la donna ha una incontestabile capacità per gettare lo scompiglio in tutto questo bell’ordinamento. Dal Paradiso terrestre ella saggia le sue forze. Per l’errore di Eva, Adamo si ribella contro Dio e la creazione intera contro Adamo. La donna provoca disordine anche nel cielo dove i nuovi cuori cantano saggiamente le lodi di Dio. Ma un giorno fatale i figli di Dio vedono “che le figlie degli uomini erano belle” (Gen.6: 2). Addio Signore, eccoli sulla terra. Da questa conquista folgorante nacque una razza di giganti. E da quel tempo in poi, arricchite dalle loro esperienze, le figlie di Eva sono in sedizione permanente. Non accendono più la guerra di Troia come la bella Elena o non dissipano regni per qualche bacio come Cleopatra. <br />
Ma i casi estremi illuminano gli altri: la Grandissima Vergine, oggetto d’un culto onanista, è indispensabile alla continenza del prelato. <br />
La silfide del prete è Maria. Questo amore per l’eccitante madre di Gesù ha il suo chiaro di luna: l’amore platonico per una donna, oggetto vergognoso del desiderio maschile. <br />
<br />
<b>Il posto della donna</b> <br />
“Uomo tu sei il padrone, la donna è la tua schiava, è Dio che l’ha voluto” (sant’Agostino, professione teologo, 354-430) “La donna è un cammello che Allah ci ha dato per attraversare il deserto della vita” (Maometto, professione profeta, 570-632).]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=466</comments>
 <pubDate>Wed, 15 Oct 2008 03:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>La truffa</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=491</link>
<description><![CDATA[Un divertente spot "anti-truffa" trasmesso giorni fa da Radio Popolare.<br />
Un grazie a Gae che me lo ha inviato.<br />
File audio in formato MP3.<br />

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 <category>Arte, spettacolo, divertimento</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=491</comments>
 <pubDate>Mon, 6 Oct 2008 01:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Il PD è laico?</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=489</link>
<description><![CDATA[<em>Sulle molteplici posizioni presenti nel PD riguardo al tema della laicità dello Stato. Pare che dalla moda della "sana laicità" si salvi solo Massimo D'Alema, che tuttavia andò alla canonizzazione del fondatore dell'Opus Dei, il santo franchista Escrivà De Balaguer.<br />
Tommaso Bruni</em><br />
<br />
IL CONFRONTO<br />
Veltroni battezza Rutelli<br />
<br />
<strong>La laicità del Pd tra Ratzinger e Moro</strong><br />
<br />
Micaela Bongi<br />
<br />
Il segretario del Pd, Walter Veltroni, cerca una «sintesi nuova per una moderna laicità» nel suo partito che va in ordine sparso, battezzando insieme Francesco Rutelli «Per» (Persone e reti), l'associazione (non corrente, per carità) di ex teodem e cattolici rutelliani. <br />
Nelle stesse ore, il presidente della fondazione Italianieuropei, Massimo D'Alema, discute di «religione e politica nell'era globale» con Tarcisio Bertone e il Giulio Tremonti «dio patria e famiglia», presentando l'ultimo numero della rivista Aspenia . <br />
A confronto con Veltroni ci sono anche il forzista Lupi e l'Udc Casini.<br />
<br />
A ascoltare D'Alema, il segretario di Stato vaticano e il ministro dell'economia, c'è Gianni Letta in prima fila. <br />
Non per questo le vie del dialogo sono infinite. <br />
Il vicepremier diessino e Tremonti amano battibeccare, anche se un vero e proprio dibattito non c'è e le posizioni restano quelle sostenute nel confronto già pubblicato sulla rivista. <br />
<br />
«Riduttivista» quella di D'Alema secondo il forzista. Contraddittoria quella di Tremonti secondo l'ex titolare della Farnesina. Se per l'esponente del Pd «la laicità è il principio non negoziabile dello stato democratico», per il forzista «la componente religiosa» ne è uno dei presupposti. Uno, non l'unico, « la verità», lo riprende allora D'Alema. <br />
<br />
Ma a aprire il giro di interventi (il moderatore Massimo Franco invita il pubblico a fare domande, ma D'Alema già saluta), è il cardinal Bertone. Secondo il quale «la politica ha bisogno della religione», di una «religione razionale, il cristianesimo». E se «la chiesa non può prendere nelle sue mani la società pubblica», «non può neanche restare ai margini» facendo prevalere «i valori della secolarizzazione». E ancora: «In democrazia rispettare le posizioni diverse è doveroso, ma le scelte contro natura umana sono dannose e la natura umana non cambia con le maggioranze parlamentari». Più esplicito, Bertone, fuori dalla sala risponde ai giornalisti: «Sui principi e i valori non negoziabili il compromesso non è possibile. Il Concilio vaticano II afferma il diritto-dovere dei cristiani di esprimere la loro opinione quando sono in gioco i diritti della persona e i valori fondamentali, anche per correggere le proposte di legge». <br />
<br />
Consentendosi di esercitare rispetto a Bertone «la virtù laica del dubbio» sulla indiscutibile capacità delle religioni di «costruire ponti tra popoli e civiltà», D'Alema non vuole «confinare la religione nella sfera individuale» (non lo fa il manifesto dei valori del Pd). Ma, come aveva fatto nel maggio scorso, provocando un mezzo scandalo, aggiunge: se «il cristianesimo può dare un grande contributo a una rinnovata idea del rapporto tra fede e laicità», deve anche «guardarsi dalla tentazione di un rapporto con il potere».<br />
<br />
E D'Alema torna a citare Aldo Moro, invitando la Chiesa a non affermare i propri valori per legge, ma «attraverso la sua capacità di convinzione e testimonianza». Perché, insiste quando è fuori dalla porta, «le leggi non possono essere conformate alla convinzione di una parte, ma essere per tutti. I valori condivisi sono quelli scritti nella Costituzione. La presenza della religione nella vita pubblica, che in sé non è un fatto negativo ma porta in campo valori etici e elementi di coesione, deve essere compatibile con il pluralismo che lo stato laico è chiamato a garantire» Nel suo intervento all'associazione «Per», <br />
<br />
Veltroni cerca invece rifugio nella libertà di coscienza. Citando addirittura l'allora cardinale Ratzinger quando aveva detto che «al senso di vacuità si può reagire con l'apporto della religione», e aggiungendo pure che «la religione può rappresentare una formidabile possibilità per rilanciare la democrazia», il segretario torna a quello che può fare il suo variegato Pd: «Cercare punti di sintesi. Ma quando non ci si riesce non c'è nulla di rimproverabile nell'avvalersi della libertà di coscienza». A concludere il convegno della sua associazione che si propone di superare la «laicità alla francese» (obiettivo raggiunto) è Rutelli: «Per il Pd un fatto di popolo come la persistenza e la vitalità del cattolicesimo non può che essere una ricchezza, un tesoro con cui confrontarsi e dal quale apprendere». E «la laicità non può voler dire assenza di religiosità».<br />
da "il manifesto", 1-10-08]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=489</comments>
 <pubDate>Sun, 5 Oct 2008 03:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Arriva la nuova legge sul testamento biologico</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=488</link>
<description><![CDATA[<em>Il Parlamento italiano a maggioranza PdL+Lega, pur di non far staccare le macchine a Eluana Englaro, si getta a capofitto ad approvare una legge sul testamento biologico, dopo intere legislature di inerzia su questo tema. Rischia di essere una cattiva legge, frutto delle frange più retrive e oscurantiste della maggioranza di governo. Alimentazione e idratazione forzata non saranno considerati "trattamenti sanitari" e di conseguenza non potranno essere rifiutate dal paziente. Verosimilmente la norma legalizzerà l'onnipotenza decisionale del medico<br />
Tommaso Bruni</em><br />
<br />
<strong>Testamento biologico: un'altra legge 40/2004?</strong><br />
<br />
La Cei dà il via libera a una legge sulla fine della vita. Ma chiede che l'alimentazione forzata non sia considerata una terapia medica rifiutabile e spinge per l'obiezione di coscienza dei medici. Al senato parte oggi il dibattito. Visti i pericoli e il precedente della fecondazione assistita c'è già chi pensa che forse è meglio non fare nulla<br />
<br />
Eleonora Martini<br />
ROMA<br />
<br />
Alimentazione e idratazione forzate, e obiezione di coscienza. <br />
Il dibattito attorno alla legge sul testamento biologico è più o meno fermo su questi due punti almeno da due anni. <br />
E da qui riprenderà oggi in commissione Igiene e Sanità del Senato con l'avvio dell'esame dei sei disegni di legge depositati, quattro dell'opposizione e due del Pdl. Solo che attualmente - con il caso di Eluana Englaro che rischia di essere risolto dalla magistratura e che provoca attacchi di panico tra i cattolici teodem e le gerarchie vaticane - quasi tutti nel centrodestra e nel centrosinistra hanno fretta di arrivare a una legge.<br />
Anche il Pd. Che lo aveva promesso quando era al governo e lo ha ribadito all'inizio di agosto facendo passare in Senato un ordine del giorno che impegna il Parlamento a legiferare entro il 2008. Il rischio però, nemmeno troppo remoto, è di fare il bis del disastro ottenuto con la legge 40, quella sulla fecondazione artificiale. Di arrivare cioè a norme liberticide che sono peggio di niente. I più preoccupati sono i parlamentari radicali che pure non si sono sottratti ad un confronto con i colleghi del Pd, e in ultima analisi appoggerebbero anche il più sottoscritto dei ddl approdati in Commissione Sanità, quello dell'ex presidente Ignazio Marino (101 firmatari), anche se ne esiste uno a firma di Donatella Poretti e Marco Perduca. Gli altri quattro ddl all'esame della Commissione sanità e affidati al relatore Raffaele Calabrò (Pdl), sono quelli firmati per primi da Tomassini (Pdl), Baio Dossi (Pd), Musi (Pd e Idv) e Massidda (Pdl). <br />
Che tiri una brutta aria lo si è capito ulteriormente ieri quando, dopo Fisichella, Ruini e Bagnasco, anche il segretario generale della Cei, Giuseppe Betori, ha ribadito i desiderata vaticani. Il primo, sempre valido, è quello di non considerare l'alimentazione e l'idratazione forzata come terapie mediche - quindi rifiutabili - ma come cura del malato e quindi esenti dalle direttive anticipate di fine vita. <br />
E l'ultimo, in ordine di stretta attualità, è il rifiuto del «principio di autodeterminazione del paziente». <br />
«Questa - ha spiegato Betori - è una visione che va contro le radici cristiane della nostra cultura». Occorre sì, e subito, una legge sul fine vita, precisa l'arcivescovo confermando l'apertura del presidente Angelo Bagnasco, anche perché «la sentenza della Cassazione sul caso di Eluana ha dimostrato che l'assenza di legislazione non significa protezione delle persone deboli e ha messo in evidenza che che c'è qualcosa che va difeso». Ma «preferiamo non parlare di testamento biologico perché la vita non è a disposizione di nessuno, nemmeno di se stessi. Il problema - conclude il segretario Cei - è proteggere la vita e rendere degno il momento della fine della nostra esistenza». Betori, che parla anche a nome del Consiglio episcopale permanente riunitosi ad hoc nei giorni scorsi, è ancora più esplicito: il medico deve confrontarsi con la dichiarazione legalmente riconosciuta del paziente ma alla fine sarà lui soltanto a decidere, «senza cedere né verso l'eutanasia né verso l'accanimento terapeutico». <br />
Una posizione, questa, già anticipata domenica dal sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella in un dibattito con Mina Welby e Beppino Englaro tenutosi nell'ambito del «Festival della salute» di Viareggio. «La libertà del medico deve essere garantita, aveva sottolineato Roccella spiegando bene anche che «la dichiarazione anticipata di trattamento deve essere scritta e autenticata» perché la volontà del paziente «non si può ricostruire sulla base di testimonianze o addirittura sugli stili di vita», come dice la sentenza di Milano che riconosce il diritto di morire a Eluana Englaro. <br />
<br />
«Dire no all'autodeterminazione dell'individuo, o sostenere che il medico ha l'ultima parola significa invalidare la volontà del paziente espressa con le direttive anticipate, allora è inutile legiferare». A pensarla così sono in tanti e non solo nelle fila dell'opposizione. Ad affermarlo a chiare lettere sono le radicali Maria Antonietta Farina Coscioni, Mina Welby e Donatella Poretti, ma anche il senatore Antonio Paravia del Pdl che, oltre ad aver firmato il ddl Marino ha anche affidato all'Aula il suo testamento biologico. «Credo nell'autodeterminazione totale del paziente - afferma Paravia - e a pensarla come me sono in tanti dentro al Pdl anche se su materie delicate come queste credo non possano esserci posizioni di partito, ma vanno rispettate la propria e l'altrui coscienza». <br />
Tra i 6 ddl che verranno analizzati da oggi in Commissione ci sono poche differenze ma sostanziali. Tomassini, Baio Dossi e Massidda specificano che l'alimentazione e l'idratazione forzata non sono terapie rifiutabili, esattamente all'opposto di quanto scritto da Poretti e Perduca nel loro ddl, mentre la proposta di Ignazio Marino sorvola sul punto ma insiste sulla promozione delle cure palliative. Le bozze del Pdl invece mettono nero su bianco che «non è richiesto il consenso al trattamento sanitario quando la vita della persona incapace sia in pericolo di vita e il suo consenso o dissenso non possa essere ottenuto e la sua integrità fisica sia minacciata».<br />
«È un modo di invalidare la volontà della persona e preparare una legge piena di paletti, liberticida, una nuova legge 40 - insiste Poretti - e la cosa più subdola è che si tenta di spacciare una politica prona alle imposizioni vaticane e incurante delle opinioni dei cittadini come il diritto all'obiezione di coscienza da garantire ai medici. Nessun vero libertario si opporrebbe alla libertà di coscienza ma in questo caso cosa vuol dire? Solo che il medico è libero di imporre un trattamento sanitario a chi lo rifiuta».<br />
da "il manifesto", 1-X-08]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=488</comments>
 <pubDate>Sat, 4 Oct 2008 12:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Ora di religione: discriminazione in atto</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=471</link>
<description><![CDATA[<em>Una lettera spedita alla UAAR nazionale su una discriminazione riguardante l'Insegnamento della Religione Cattolica. Casi di comportamenti punitivi da parte dei dirigenti scolatici contro le famiglie che decidono di "non avvalersi" sono frequenti e in aumento negli ultimi due anni. Se avete problemi di questo tipo, non esitate a contattarci.<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore Circolo UAAR BG</em><br />
 <br />
Gentile UAAR, <br />
nel momento in cui abbiamo preso la decisione di lasciare il nord Europa e di tornare a vivere in Italia con la nostra bambina avevamo presenti le problematiche che avremmo avuto per il nostro essere due genitori agnostici con una figlia non battezzata. <br />
Abitiamo in una piccolissima comunità, fortemente cattolica e rigidamente legata alle sue tradizioni e ai suoi rituali. <br />
Nostra figlia ha iniziato nel settembre del 2005 a frequentare la scuola materna comunale; al momento dell’iscrizione abbiamo espresso la nostra volontà di non avvalerci dell’insegnamento della religione cattolica.In assenza di un’attività alternativa ed essendo gli unici genitori dell’intero istituto (scuole elementari comprese) ad avere espresso tale volontà ci è stato comunicato che due volte la settimana nel bel mezzo della mattinata avremmo dovuto prendere nostra figlia da scuola per riportarla al termine della lezione di religione. <br />
Questa possibilità si è rilevata incompatibile con i nostri impegni lavorativi e così nostra figlia ha frequentato l’ora di religione per l’intero anno. <br />
L’insegnamento della religione cattolica si protrae anche al di fuori dell’ora di religione, ad. es. i bambini devono fare il segno della  croce e la preghiera prima di pranzo; essendo mia figlia l’unica a non saperlo fare le maestre si sono prontamente impegnate affinché imparasse a farlo correttamente, considerando il suo non sapere pregare come si deve come un elemento potenzialmente discriminante. <br />
Avrebbero potuto cogliere l’occasione per spiegare ai bambini che esistono diverse visioni del mondo e della divinità, tutte degne dello stesso rispetto. <br />
Io non credo che le insegnanti siano tutte cattoliche, è come se avessero paura di cambiare o di affrontare queste situazioni nuove, diverse e minoritarie. <br />
Mi sento profondamente turbata, la comunità esterna rappresenta un forte elemento di disturbo su questo campo tra me e mia figlia. <br />
Ho paura che una volta alle scuole elementari voglia fare la prima comunione e il battesimo, perché lo fanno tutti. <br />
Ho paura di non essere abbastanza convincente o per lo meno non quanto lo sono le maestre o le catechiste che con le loro canzoncine e i loro disegni riescono o forse riusciranno a catturare la sua curiosità. <br />
Vorrei essere più informata su come un genitore agnostico possa comunicare, spiegare a un bambino che vive in una comunità cattolica la validità della propria scelta. <br />
Come convincerla ad essere l’unica a non andare al catechismo, a non volere l’abito elegante e l’assurda festa della prima comunione? <br />
Vorrei evitare posizioni impositive e intransigenti, perché potrebbero scatenare la reazione contraria. <br />
Grazie per il vostro tempo e cordiali saluti, <div style="text-align: right">Anna Maria  </div><br />
<br />
Gentile Signora Anna Maria, <br />
ho letto la sua bellissima e accorata lettera con molta attenzione e con relativo turbamento, tale da non poter procrastinare la mia risposta. <br />
Come insegnante di scuola Elementare (prima anche della Materna) e come madre non posso che indignarmi di fronte a questi soprusi che minano alle fondamenta la dignità di una persona. <br />
Le segnato il Progetto Ora Alternativa (http://www.oraalternativa.it), iniziativa nata proprio per aiutare tutte le persone come lei, tutti i bambini e ragazzi discriminati perché non cattolici, oppure, non conformi ad una “consuetudine” di maggioranza. <br />
L’UAAR che ora è diventata Associazione di Promozione Sociale è decisa a  difendere legalmente i diritti degli atei e degli agnostici.<br />
Seguendo direttamente i casi, senza mettere a repentaglio i singoli, sta cercando di sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica attraverso varie campagne e questa sulla scuola è una di quelle e, a mio avviso, la più importante. <br />
Di fronte all’illegalità sfacciata, all’ottusità e al conformismo di queste persone, da lei ben descritte, il singolo che si ribella diventa subito lo zimbello del paese, il capro espiatorio e il diverso da ammansire, da zittire. <br />
Capisco quindi il suo intento di agire sulla capacità critica di sua figlia e sul modo in cui la bambina possa imparare ad accettare di non uniformarsi pedissequamente alle richieste e abitudini della comunità. <br />
Il compito assegnato a genitori come voi, in quel contesto assurdo, ma purtroppo non raro nel nostro Paese, è molto arduo, ma occorre impegnarsi. <br />
Potrebbe iniziare da subito a parlare semplicemente di come ogni persona sia diversa dall’altra, a partire dalle caratteristiche fisiche; potrebbe inventarsi dei giochini, guardarsi allo specchio e scoprire tutte le differenze del volto. Poi iniziare a farle notare che, al di là delle apparenze e differenze ci sono dei tratti e comportamenti comuni a tutti: es, il pianto, la risata, il mangiare, il camminare, ecc. <br />
Far capire alla bambina che ogni persona, anche se piange come un’altra, magari lo fa per motivi diversi; come ogni persona mangia, ma preferisce un cibo anziché un altro e così via. <br />
Anche per ciò che riguarda altro tipo di scelte non tutti la pensano alla stessa maniera e dover per forza fare sempre e comunque ciò che fanno gli altri non è giusto in assoluto. <br />
Il cammino è molto lungo, ma occorre iniziare da subito a discutere di queste cose. <br />
Quando arriverà alla terza elementare, quando si dovrà affrontare il nocciolo duro del catechismo, spieghi alla bambina, semplicemente, le ragioni delle sue perplessità, le ponga la prospettiva di cosa comporta frequentare due anni di catechismo, andare ogni domenica a messa, senza suscitare terrore ovviamente, ma con spirito critico. <br />
Magari può proporle un’alternativa, magari un corso di danza o ciò che preferisce, e quando gli altri arriveranno al “fatidico giorno”, può proporle un viaggio di due giorni a Gardaland o in un posto di suo gradimento. <br />
Nel frattempo discuta pure dell’esistenza di altre religioni o concezioni del mondo e non si preoccupi di non essere all’altezza. <br />
La sua lettera mi ha dimostrato una grande sensibilità e questo è un punto a suo favore.  <br />
<div style="text-align: right">Caterina</div>   <br />
]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=471</comments>
 <pubDate>Sun, 28 Sep 2008 03:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Otto per mille rischio truffa</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=486</link>
<description><![CDATA[<em>Un interessante articolo comparso su L'Unità e segnalatomi da Luca Pandini, che ringrazio. <br />
La UAAR è favorevole all'abolizione completa dello 8/1000 e non condivide l'idea che con questo meccanismo si sia attuata una "rivoluzione" positiva nel rapporto fra cittadino ed erario. Nondimeno, le riforme proposte sono condivisibili e costituirebbero un primo passo in vista della completa cancellazione di questo sistema di ripartizione di denaro pubblico a privati. <br />
A titolo personale, non trovo un motivo valido per giustificare il trasferimento di quote di imposte ad associazioni private. Lo Stato dovrebbe usare le imposte per erogare direttamente tutti i servizi di cui i cittadini hanno bisogno.<br />
Buona lettura <br />
Tommaso Bruni - Coordinatore Circolo UAAR BG</em><br />
<br />
Otto per mille: rischio truffa<br />
Stefano Fassina<br />
Facile lasciarsi prendere la mano quando si affronta il tema dell’8 per mille, ossia la quota di risorse che possiamo destinare alle confessioni religiose o allo Stato (per finalità sociali, umanitarie e culturali) quando facciamo la dichiarazione dei redditi.<br />
Facile confondere, nella valutazione, lo strumento con l’uso che ne viene fatto. Partiamo dallo strumento.<br />
Lo strumento 8 per mille nasce nel 1989 [in realtà nasce nel 1985 e viene applicato per la prima volta nel 1989 sui redditi del 1985, ndr], in un momento di difficoltà finanziaria per la chiesa cattolica, dopo la stagione Marcinkus-Ior. Nonostante il circoscritto obiettivo originario, come spesso accade nella vita, scatta l’eterogenesi dei fini. Così, l’8 per mille incomincia a sviluppare le sue potenzialità.<br />
Esso, ma vale lo stesso discorso per il 5 per 1000, realizza un’innovazione importante e positiva nella relazione tra cittadino e Stato. In particolare, dà il via, in termini di principio, certo non per l’ammontare delle risorse coinvolte, ad una rivoluzione del patto di cittadinanza, del legame fiscale che tiene insieme una comunità.<br />
<br />
Non è enfatico richiamare il termine rivoluzione perché l’8 per mille apre un percorso di empowerment (di allargamento dei poteri e dei diritti) del cittadino-contribuente e del cittadino produttore no-profit di servizi di interesse pubblico. In primo luogo, perché lo Stato attribuisce al cittadino contribuente il diritto/potere di allocare una quota delle risorse appartenenti alla collettività nazionale. Il cittadino-contribuente diventa «sovrano». E diventa tale in quanto decide su una quota di risorse pubbliche, non perché gestisce una parte dei suoi soldi, come vorrebbe una lettura guidata dal paradigma dell’individualismo proprietario così di moda oggi e così alimentato dall’attuale governo. In tale contesto, va sottolineato come un segnale in controtendenza, nel soffocante clima di antipolitica dominante in Italia, l’aumento della quota (dal 7 all’11%) di quanti, consapevolmente, scelgono la destinazione «Stato» per l’8 per mille.<br />
<br />
In secondo luogo, lo strumento 8 per mille è «rivoluzionario» in quanto indica che lo Stato riconosce ad altri soggetti la capacità di svolgere funzioni di interesse pubblico. Pubblico e statuale non coincidono più. All’inizio, sono soltanto le confessioni religiose firmatarie di un patto con lo Stato italiano ad essere riconosciute. Poi, nel 2004, attraverso il 5 per mille, il riconoscimento si estende ai soggetti no profit, associazioni e fondazioni.<br />
<br />
In sintesi, l’8 ed il 5 per mille inverano il principio di sussidiarietà orizzontale: lo Stato, cioè noi, riconosciamo a noi stessi, a ciascuno di noi, il potere di scegliere come utilizzare una parte delle risorse pubbliche e, al tempo stesso, riconosciamo a noi stessi la capacità di svolgere funzioni di interesse pubblico. L’innovazione dell’89 introduce, in forte anticipo rispetto ai tempi, un principio oggi al centro del dibattito e dell’iniziativa politica.<br />
<br />
Tutto bene quindi? No. La positività dello strumento non può nascondere la necessità di migliorarne, significativamente, l’utilizzo.<br />
In almeno quattro punti. Il primo. Il vincolo al rispetto delle scelte fatte dai cittadini. Anche quest’anno il governo Berlusconi-Tremonti, come era gia accaduto dal 2001 al 2006, utilizza quasi l’intero ammontare delle risorse destinate allo Stato, cioè ad interventi contro la fame nel mondo, per i rifugiati, per la salvaguardia dei beni culturali, per «fare manovra», ossia per finanziare aumenti di spese o tagli di entrate (quest’anno, su circa 85 milioni di euro destinati allo Stato, oltre 80 finiscono a coprire il taglio dell’Ici ai ricchi).<br />
<br />
Il secondo punto riguarda la consapevolezza dell’utilizzo dello strumento. Oggi, viene assegnato a confessioni religiose e Stato (quindi, in larghissima misura, alla Conferenza Episcopale Italiana) anche l’8 per mille dell’Irpef di chi non sceglie di avvalersi della possibilità. Così, ovviamente, l’innovazione perde senso. L’innovazione ha valore solo se il cittadino è consapevole. Altrimenti, è altra cosa, quasi una truffa legittimata. Affinché il requisito della consapevolezza prevalga, la legge va cambiata. Va estesa all’8 per mille la regola applicata nel caso del 5 per mille, dove vige il criterio che solo le scelte esplicite concorrono ad alimentare il fondo di risorse da redistribuire.<br />
<br />
Il terzo punto da cambiare è conseguenza logica del secondo: unificare i due strumenti, l’8 ed il 5 per mille, dato che hanno finalità assolutamente coincidenti. Si potrebbe introdurre un’aliquota unica all’8 per mille, senza aggravi per le finanze pubbliche una volta introdotto il vincolo della scelta consapevole.<br />
<br />
Quarto ed ultimo punto da riformare: le regole per rendicontare gli impieghi delle risorse devono portare alla massima trasparenza e alla possibilità di verificare efficienza ed efficacia degli interventi (non è prerogativa della pubblica amministrazione l’utilizzo inefficiente e poco efficace delle risorse).<br />
<br />
Forse una buona occasione in agenda per migliorare l’8 ed il 5 per mille è il federalismo fiscale. Se il federalismo vuole essere una riforma per ricostruire e rimotivare i rapporti tra cittadini e Stato, per espandere la cittadinanza democratica, per riqualificare il welfare oltre lo state, allora dovremmo dibattere su come innovare non solo le relazioni verticali tra centro e territori, ma anche quelle orizzontali tra governi e cittadini.<br />
<br />
Da "L'Unità", 19-IX-08]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=486</comments>
 <pubDate>Thu, 25 Sep 2008 12:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>La commemorazione dei soldati... pontifici!</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=487</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20080923-alemanno_gianni.jpg">L'esperto di molotov Gianni Alemanno</a></div><br />
<em>Alla commemorazione romana del 20 Settembre un rappresentante del Sindaco Alemanno, a seconda delle fonti il vicesindaco Cutrufo o il Generale Torri, ha ricordato i soli caduti di parte pontificia (che combattevano contro il Regno d'Italia!) dimenticando i morti fra i bersaglieri. <br />
Ormai la destra italiana ha deciso di barattare il nazionalismo con il confessionalismo più spinto: neanche il fatto che i soldati del Papa Re combatterono contro la Patria sembra scuotere più le coscienze (ex)-fasciste. Questi atti simbolici da parte della destra al potere mostrano come nell'Italia di oggi abbia più peso l'eredità di Pio IX Mastai Ferretti che non quella del Conte di Cavour. Le radici risorgimentali della nostra nazione sono state svelte dagli stessi "patrioti" che avrebbero dovuto difenderle e che si fanno vanto sempre del tricolore: oggi gli eredi di Mussolini, in linea con il 1929 del loro tirannico predecessore, si avviano a passi sempre più rapidi verso il clerico-fascismo e il franchismo di Escrivà de Balaguer, facendo strame della storia patria e cadendo in flagrante auto-contraddizione. Segue ottimo articolo di Michele Serra.<br />
Tommaso Bruni - Coordinatore Circolo UAAR BG</em><br />
<br />
<b>La Roma dei Papalini</b><br />
di MICHELE SERRA<br />
da "La Repubblica", 22-IX-08<br />
<br />
C’è un solo vizio ideologico che riesca a essere più ridicolo e irritante del politicamente corretto. <br />
È il politicamente scorretto, che nella sua smania polemica, nella sua fregola riparatoria, raggiunge capolavori di incongruenza storica, politica e perfino logica come quello perpetrato a Roma (anzi, ai danni di Roma) nelle celebrazioni del 20 settembre.  Come le cronache hanno riportato, il Comune della capitale d’Italia ha solennemente commemorato i caduti di Porta Pia. <br />
Ma non i bersaglieri del Regno, che aprendo quella breccia hanno fatto di Roma la capitale degli italiani. Bensì i loro stremati ed esitanti oppositori, i soldati papalini, che nonostante le raccomandazioni delle stesse autorità vaticane riuscirono, poveri cristi, a farsi ammazzare per la più anacronistica delle cause (il potere temporale della Chiesa, oggi rinnegato dallo stesso Papa Ratzinger) e nella più inutile delle battaglie, non per caso commemorata in tempi recenti dal solo Fantozzi in una memorabile ricostruzione che la defalca da vera e propria battaglia a una sorta di incidente edilizio.<br />
<br />
Da parte papista caddero diciannove uomini, della cui memoria siamo oggi depositari tanto quanto di quella di qualunque vittima di guerra, compresi i lanzichenecchi, i tigrotti della Malesia, i caduti alle Termopili o i guerrieri ittiti. Ma della cui specifica vicenda, francamente, ci si era inevitabilmente dimenticati, a parte il manipolo di cattolici integralisti del gruppo “Militia Christi” (tutto un programma) che hanno accolto estasiati, e forse suggerito, la goffa commemorazione papista del vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo. Il quale ha nominato con commozione rituale, uno per uno, i diciannove caduti anti-italiani, in presenza di autorità militari non si sa quanto costernate e quanto distratte, e ovviamente dei bersaglieri, i cui caduti a Porta Pia riposano in pace in archivi storici evidentemente molto impolverati. <br />
<br />
Ora, si sa che in questo Paese lo spirito nazionale è così incerto e sfocato da essere affidato soprattutto alle imprese sportive. Nelle quali è facilissimo individuare il “comune sentire” in un grido strozzato davanti alla televisione, o in un carosello serale di motorini. Proprio per questo, però, episodi grotteschi come quello di Roma, oltre a indurre al riso, fanno mettere le mani nei capelli. <br />
<br />
Che il Municipio di Roma festeggi, centotrentotto anni dopo, i propri osteggiatori in armi, è un mistero spiegabile solo con l’indiscriminata ostilità a tutto quanto odora di Repubblica e, su per li rami, di unità d’Italia, di Risorgimento, di emancipazione laica da un potere temporale che fu il principale ostacolo storico e politico al disegno di Cavour e Garibaldi. <br />
<br />
Solo una destra intrinsecamente antiliberale poteva inventarsi il rovesciamento della cerimonia di Porta Pia. Uno scherzo di natura (di natura reazionaria) che germina dal rimpianto, in ogni sua forma, per l’Ancien Régime, più in quanto ancien che in quanto régime. Ai laudatori dei Borboni, ai rivalutatori del brigantaggio, agli austriacanti di ritorno, si affiancano i papisti in armi (ossimoro, ma vai a spiegarglielo) che con un secolo e mezzo di ritardo provano a contare quante divisioni aveva il Papa. <br />
<br />
Ci piacerebbe dire che si tratta di eccentrici, perfino simpatici quando collezionano soldatini in uniforme o si impancano in “dibattiti” dalla struttura molto precaria. Ma se questa eccentricità diventa cerimonia ufficiale nella capitale del Paese, con tanto di bandiere e autorità schierate, forse significa che qualcosa di meno pittoresco, e di più sostanzialmente politico, sta accadendo o è già accaduto. <br />
<br />
No alla Resistenza perché “comunista”, no al Risorgimento perché borghese, massonico e anticlericale, il tappeto della storia si riavvolge pian piano, secolo dopo secolo. A quando la commemorazione del Papa Re, con l’aristocrazia nera in prima fila e un signore con la fascia tricolore che, anche in rappresentanza nostra, commemora i mercenari caduti contro i ghibellini? <br />
]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=487</comments>
 <pubDate>Wed, 24 Sep 2008 12:15:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>La statua che piange</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=462</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20080914-Madonna_Civitavecchia.jpg">Madonna di marmo perde sangue</a></div><br />
Una lettera spedita a "L'Ateo" e da quest'ultimo pubblicata.<br />
<br />
Il primo vero <em>deplacement</em> della storia non fu operato da Marcel Duchamp, ma dalla setta dei cristiani, che presero un oggetto di tortura e di morte, e lo portarono nei loro templi, facendone il più importante simbolo della loro fede.<br />
<br />
Davanti alla croce nel tempio dei cristiani si svolge una raccapricciante funzione: il sacerdote beve del vino dicendo che esso è il sangue di Cristo, poi spezza del pane e invita i fedeli a mangiarne dei pezzi, dicendo loro che quello è il corpo di Cristo.<br />
<br />
Questa liturgia antropofaga si svolge tutte le domeniche nei paesi dove l’eresia cristiana ha fatto proseliti. <br />
<br />
Perché dunque stupirsi se una statua in gesso raffigurante la madre di Cristo, piange lacrime di sangue?<br />
<br />
Tale fenomeno rientra perfettamente nell’iconografia da film horror adottata fin dall’inizio da questa setta, che duemila anni fa operò lo scisma dalla religione d’origine, l’ebraismo.I cristiani fondano la loro fede sulla parola di una ragazza madre adolescente, che rischiava la lapidazione per la sua gravidanza indesiderata, vissuta duemila anni fa, di nome Maria. <br />
<br />
Quello che mi sconcerta ogni volta che osservo questi cristiani, è la naturalezza con la quale testimoniano la loro fede, come se quello in cui credono fosse la cosa più verosimile di questo mondo. <br />
<br />
Sono d’accordo che la verità è spesso inverosimile, ma c’è un limite a tutto, e questo limite i cristiani lo hanno superato da un pezzo. <br />
<br />
Adesso alcuni di loro credono che una statuetta di gesso lacrimi sangue, e ogni tentativo di riportarli alla ragione è destinato a fallire. <br />
<br />
Inutile fargli notare che il sangue prelevato dalla statua è quello di un uomo, e che pertanto non può essere quello di Maria. <br />
<br />
Inutile sottolineare la vanità di un simile “miracolo”. “È un segno dicono”. Ma un segno di che? E come è possibile interpretarlo? <br />
<br />
Comunque sia, dopo la nostra dipartita, le altre civiltà della galassia non sentiranno la nostra mancanza, e così anche il Dio Gesù Cristo svanirà nell’oblio dell’eternità del mondo. <br />
<br />
Tutti gli Dei furono immortali. <br />
<div style="text-align: right">Francesco</div>]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=462</comments>
 <pubDate>Mon, 22 Sep 2008 12:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Sulla presunta grandezza di madre Teresa di Calcutta (Agnes Gonxha Bojaxhiu)</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=448</link>
<description><![CDATA[<b>L’India non ha alcun motivo di esser grata a madre Teresa</b><br />
da Rationalist International, Bollettino n. 115 del 19 ottobre 2003<br />
<br />
<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20080906-Madre_Teresa_Calcutta.jpg">Angelo della carità o sadica esaltata?</a></div><br />
L’India, in particolare Calcutta, è ritenuta la principale beneficiaria delle leggendarie ‘opere pie’ di madre Teresa ai poveri, il che ne ha fatto la cattolica più famosa dei nostri giorni, la vincitrice di un premio Nobel e una santa già da viva. Se valutiamo quel che ha fatto qui, tuttavia, penso che l’India non abbia ragione alcuna di esserle grata”, ha detto Sanal Edamaruku, segretario generale dell’Associazione Razionalista Indiana e presidente dei Razionalisti Internazionali, in un discorso tenuto in occasione della beatificazione di Teresa.<br />
<br />
Il discorso così continua: “Madre Teresa ha dato una pessima nomea a Calcutta, dipingendo questa bella, interessante, viva e culturalmente ricca metropoli indiana con i colori della miseria, sporcizia, disperazione e morte, immagine modellata sui bassifondi e divenuta il celebre canovaccio delle sue opere di carità. <br />
Il suo ordine è solo uno tra le 200 organizzazioni di beneficenza che si adoperano per aiutare gli abitanti dei bassifondi di Calcutta a costruirsi un futuro migliore. La sua organizzazione di carità non è localmente molto attiva né visibile: ma le sue pretese a gran voce, come quella – assolutamente infondata – di aver creato una scuola nei bassifondi per 5.000 bambini, le hanno procurato un’enorme pubblicità internazionale e ingenti donazioni. Madre Teresa ha raccolto molti, molti milioni (alcuni dicono miliardi) di dollari in nome dei poveri dell’India (e molti, molti di più in nome dei poveri degli altri bassifondi del mondo). Dove sono finiti tutti questi soldi? Certamente non per migliorare il destino di coloro ai quali essi erano destinati. Le suore distribuiscono loro qualche bacinella di sapone e offrono un po’ di ricovero a qualche malato e sofferente. Il più ricco ordine del mondo non è molto generoso, visto che vuole insegnare il fascino della povertà. <br />
‘La sofferenza del povero è qualcosa di molto bello e la nobiltà di tale esempio di miseria e sofferenza è di grande aiuto per il mondo’, disse madre Teresa. Dobbiamo esser grati a tale eccentrica miliardaria per parole del genere? <br />
<br />
La leggenda delle loro Case per i Moribondi ha commosso il mondo fino alle lacrime. La realtà è tuttavia scandalosa: nelle sovraffollate e primitive case, molti pazienti devono condividere un letto con altri. Benché vi siano molti sofferenti per tubercolosi, AIDS e altre malattie altamente infettive, nessuno si preoccupa dell’igiene. I pazienti sono trattati con buone parole e insufficienti (e spesso scadute) medicine, applicate con vecchi aghi, lavati in acqua riscaldata con mezzi di fortuna. Si possono udire gli urli della gente a causa dei vermi estratti senza anestesia con le pinzette da ferite aperte. All’inizio, non erano previsti analgesici nemmeno per i casi più gravi. Secondo la bizzarra filosofia di madre Teresa, ‘il più bel regalo è partecipare alla sofferenza di Cristo’. Una volta cercò di confortare un uomo che urlava per il dolore: ‘Stai soffrendo, significa che Gesù ti sta baciando’. L’uomo rispose furioso: ‘Allora dì al tuo Gesù di smettere di baciarmi’. <br />
<br />
Quando madre Teresa ricevette il Nobel per la pace, usò la tribuna mondiale di Oslo per dichiarare l’aborto la più grande piaga del mondo e lanciare una feroce invettiva contro il controllo delle nascite. La sua opera di carità, ammise, era solo parte della sua battaglia proprio contro aborto e controllo delle nascite. Questa posizione fondamentalista è uno schiaffo in faccia all’India e agli altri Paesi del Terzo Mondo, nei quali il controllo delle nascite è la principale via di sviluppo, progresso e trasformazione sociale. Dobbiamo esser grati a madre Teresa per aver guidato tale propaganda mondiale contro di noi con i soldi che ha raccolto in nome nostro? <br />
<br />
Madre Teresa non ha servito i poveri di Calcutta, ha servito i ricchi dell’Occidente. <br />
<br />
Ha dato loro un pretesto per sgravare la loro cattiva coscienza, raccogliendo da loro miliardi di dollari. Alcuni dei suoi donatori erano dittatori e criminali, che hanno tentato di rifarsi una verginità in tale modo. Madre Teresa offrì loro rispettabilità in cambio di denaro. <br />
Molti che l’hanno sostenuta erano però gente onesta di buon cuore e buone intenzioni, caduta nell’illusione che la ‘santa dei bassifondi’ fosse lì per asciugare le lacrime, redimere la miseria e metter fine a tutta l’ingiustizia del mondo. Coloro che si invaghiscono di un’illusione si rifiutano spesso di vedere la realtà.]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=448</comments>
 <pubDate>Tue, 16 Sep 2008 12:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Serata laica per il XX Settembre</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=485</link>
<description><![CDATA[<div class=leftbox><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20080914-Locandina_Ora_Di_Religione_2.jpeg">Volantino_Bellocchio</a></div><br><b> <font size=4>Serata laica UAAR:<br />
Commemorando Porta Pia<br />
22.09.2008 ore 21.00<br />
Auditorium Piazza della Libertà – Bergamo<br />
proiezione del film<br />
“L’ora di religione”<br />
di Marco Bellocchio<br />
entrata libera</font></b><br><br />

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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20080907-20080922_Volantino.pdf')">Volantino in PDF</a><br><br />
<b>20 settembre 1870</b><br />
Il 20 settembre del 1870 l’esercito italiano entrò in Roma, attraverso la famosa Breccia di porta Pia, integrando la Città Eterna nel neonato regno unitario ma soprattutto ponendo fine al potere temporale dei Papi. Lo Stato della Chiesa scompariva finalmente dalle carte geografiche; attraverso di esso i papi avevano determinato la storia del mondo, decidendo la sorte di re e imperatori, causando guerre e scatenando massacri per imporre la propria dottrina e mantenere il proprio potere. Ricordare quella data è per noi il tentativo di non far cadere l’oblio sui fatti, non per riaccendere antiche contrapposizioni, bensì per non ricadere negli antichi errori del clericalismo e dell'ingerenza delle religioni nella sfera politica. Difendere il concetto di laicità dello stato, convinti che tutte le idee devono avere diritto di esistere e manifestarsi, è l’unico nostro scopo.<b>Il Film</b><br />
Narra la storia della canonizzazione di una madre martire, uccisa per aver supplicato il figlio di smettere di<br />
bestemmiare (perdonandolo prima di morire), vista dalla prospettiva di un altro dei suoi figli, non credente. Il regista<br />
tratteggia così un variopinto affresco della cristianità odierna, mostrando come essa si insinui tuttora con forza<br />
nelle nostre vite, anche contro la nostra volontà (come accade al protagonista). Contiene la pronuncia di una<br />
bestemmia esplicita nel momento di massima tensione narrativa (per questo motivo è stato vietato ai minori di 14 anni).<br />
Nastro d'Argento al regista del miglior film SNCGI (2002)<br />
Menzione speciale della giuria ecumenica al 55° Festival di Cannes<br />
<b><br />
Il Regista</b><br />
Marco Bellocchio (Piacenza 1939), regista anticonformista, è autore di film che<br />
hanno raccontato la nostra epoca con uno sguardo sincero e lontano dai luoghi comuni.<br />
Di lui ricordiamo tra gli altri: I pugni in tasca (1965); Nel nome del padre (1972); Sbatti il mostro in prima pagina (1972);<br />
La condanna (1990); La balia (1999); Il regista di matrimoni (2006).]]></description>
 <category>Arte, spettacolo, divertimento</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=485</comments>
 <pubDate>Mon, 15 Sep 2008 12:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Rifiutato il premio Brian dalla UAAR</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=484</link>
<description><![CDATA[<b>Premio laico? Meglio di no, grazie<br />
<br />
Il riconoscimento degli atei italiani va a un regista iraniano. Che lo rifiuta. Forse anche perché nel suo paese chi non crede paga con la vita?</b><br />
<br />
di Carla Reschia<br />
<br />
Una storia paradossale e amara. Che ribadisce - caso mai ce ne fosse bisogno - quanto è difficile vivere e intendersi a questo mondo. Anche partendo da quelle che comunemente si usano definire le migliori intenzioni. Dunque, ogni anno l'Uaar, ovvero l'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, offre un suo contributo alla Mostra del cinema di Venezia assegnando il premio Brian, una pregevole scultura d'oro firmata da Giovanni Corvaja,  a «un film che evidenzi ed esalti i valori dal laicismo, cioè la razionalità, il rispetto dei diritti umani, la democrazia, il pluralismo, la valorizzazione delle individualità, le libertà di coscienza, di espressione e di ricerca, il principio di pari opportunità nelle istituzioni pubbliche per tutti i cittadini, senza le frequenti distinzioni basate sul sesso, sull’identità di genere, sull’orientamento sessuale, sulle concezioni filosofiche o religiose». <br />
Il richiamo del premio è al celebre e irresistibile film satirico dei Monty Python, Brian di Nazareth,  la motivazione più che dignitosa, i premiati nelle precedenti edizioni - «Le ragioni dell’aragosta» di Sabina Guzzanti e «Azul oscuro, casi negro» di Daniel Sanchez Arevalo - di tutto rispetto. Quindi, in teoria, avrebbe anche potuto essere contento di ricevere questo riconoscimento il regista iraniano Bahman Motamedian, autore di un film, Khastegi, sua opera prima presentata fuori concorso a Venezia, assai lodato per la sensibilità e il coraggio con cui affronta un tema scomodo e spinoso, specialmente in Iran. Ovvero la sofferenza di sette transessuali di Teheran in una società ipertradizionalista  che boccia questa condizione come «perversione e travestimento». <br />
<br />
Tema complesso, in realtà. Mentre, per editto del presidente Ahmadinejad, in Iran gli omosessuali «non esistono», ai transessuali  è concessa cittadinanza, e anzi, grazie a una fatwa emessa a suo tempo da Khomeini in persona, possono addirittura rivolgersi alle strutture mediche pubbliche per cambiare sesso. Non per questo hanno vita facile. Con buona pace del grande ayatollah fondatore della Repubblica islamica, le famiglie e la società iraniana nel suo insieme non sono proprio entusiaste del cambio di sesso chirurgico e, come peraltro avviene altrove - anche nell'evolutissimo Occidente - tendono a isolare ed emarginare chi lo pratica.<br />
<br />
Ai giudici dell'Uaar la pellicola è piaciuta perché «affronta la problematica dell’identità sessuale di ragazzi e ragazze che, nella difficile realtà dell’Iran contemporaneo, non accettano il ruolo assegnato loro dalla società in base al sesso biologico».<br />
E anche perché: «Il tema è affrontato in modo asciutto, senza semplificazioni, toni retorici o slogan, dunque con quello che riteniamo un approccio autenticamente laico». <br />
<br />
A Motamedian invece non è proprio piaciuto il premio. Tanto che lo ha formalmente e platealmente rifiutato.  Paladino dei trans, tanto più con la benedizione dall'alto dei cieli di Khomeini, passi, ma ateo proprio no.  Secondo lo Uaar «È la dimostrazione che, quando si deve agire in un ambito fortemente intriso di religione, il rispetto e il dialogo possono venire meno, anche da parte di chi ha saputo esprimere questa sensibilità sul grande schermo».<br />
Detto questo l'Uaar continuerà ad assegnare il premio Brian e il regista tornerà in patria. Dove, detto per inciso, il 18 luglio scorso è stato presentato un simpatico disegno di legge che prescrive la pena di morte per chi crea siti web sull'ateismo, crimine equiparato così alla rapina armata e alla violenza carnale.<br />
<br />
«Spesso ci perdiamo nel bipolarismo, bianco e nero o buono e cattivo, mentre la realtà è molto più grigia di quanto noi pensiamo e proprio per questo il mondo dei trans  mi ha affascinato al punto da realizzare un film su questo fenomeno», aveva detto ai giornalisti  il regista di Khastegi. <br />
Sbagliato, Bahman. <br />
A volte è proprio bianco o nero. <br />
O testa e croce, se preferisci.<br />
<br />
da www.lastampa.it, 6-IX-08]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=484</comments>
 <pubDate>Thu, 11 Sep 2008 12:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Dibattito sulla morte cerebrale: arbitrarietà delle definizioni di morte</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=483</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20080906-Rembrandt_Lezione_Anatomia_Dott_Tulp.jpg">Lezione_Anatomia</a></div><br />
<b>La morte del cervello non è la morte dell'individuo</b> <br />
Silvia Bencivelli<br />
<br />
La morte del cervello non è la morte dell'individuo. Quindi fermiamo i prelievi di organi nei cadaveri a cuor battente, anche se nel nostro paese salvano 3mila persone ogni anno, perché quelli cadaveri, ancora non sono. Questo è, in sintesi, l'appello lanciato dalla storica Lucetta Scaraffia, dalla prima pagina dell' Osservatore Romano , e ripreso in un tam tam scomposto da giornali e telegiornali di tutto il paese. Un appello che ha suscitato immediatamente numerose reazioni, anche in Vaticano. E soprattutto ha provocato reazioni accese nei medici, che adesso hanno paura che da domani il sistema dei trapianti vada al tappeto, steso dal cosiddetto "effetto Celentano": cioè un calo drastico delle donazioni di organi per la diffusione di un insensato panico da chirurgo pazzo, capace di espiantare cuori e fegati da corpi ancora vivi, causato dall'appello pubblico di un personaggio autorevole ma non competente in materia, come successe con l'omonimo cantante nel 2001 durante un varietà in diretta alla tivù.Ma la questione sollevata dalla Scaraffia è sottile, perché la morte cerebrale come criterio di morte clinica (quando il medico legge l'orologio e sentenzia la cessazione della vita del paziente) è stato deciso quarant'anni fa e oggi ricomincia effettivamente a essere discusso nel mondo scientifico. Quello che invece preoccupa i medici è il passaggio successivo proposto dalla Scaraffia e da Celentano, cioè il passaggio alla donazione di organi. Perché per quanto si discuta, oggi come secoli fa, di quando finisca la vita e di quando cominci la morte, ciò non toglie che tutti siano concordi nel dire che al momento della cessazione delle funzioni cerebrali, oggi, non ci sono più possibilità di interrompere il percorso che porta un individuo vivo a diventare un corpo morto. E che sia quello il momento giusto per prelevarne gli organi. <br />
Il fatto è che la morte non è un istante, ma un processo, che può essere più o meno lungo anche a seconda del medico che si incontra, e che oggi può rivelarsi lunghissimo grazie, o per colpa, della moderna terapia intensiva. Per cui i famosi 21 grammi di anima, che se ne vanno istantaneamente quando la vita abbandona il corpo, per la scienza non esistono: esistono piuttosto cellule, tessuti e organi, che piano piano smettono di funzionare, uno alla volta, mentre l'organismo cessa di funzionare come un tutto dopo che il cuore ha battuto il suo ultimo battito.<br />
Ma un momento convenzionale ci vuole, o almeno così la pensavano gli esperti di Harvard, che si trovarono a discutere della questione all'indomani del primo trapianto di cuore. Un istante convenzionale, dopo il quale è possibile trattare il corpo del malato come un cadavere, cessare ogni terapia o ogni supporto, e anche, ovviamente previo consenso dei familiari o del malato stesso, prelevare gli organi per la donazione. Così, il 5 agosto del 1968 fu pubblicato sul giornale dell' American Medical Association il rapporto che definiva la morte come morte cerebrale. E su questo concetto si trovò anche l'adesione di diverse confessioni, tra cui quella cattolica, che anzi incoraggia la donazione di organi. Era stata un'operazione lungimirante, in un certo senso, perché i trapianti diventarono una chirurgia di routine solo all'inizio degli anni ottanta, con l'introduzione dei farmaci immunosoppressori che permettono al malato ricevente di non avere delle reazioni di rigetto e di condurre una vita praticamente normale. <br />
A quella definizione si sono adeguate le leggi di molti paesi, compreso il nostro. E allora dov'è la discussione scientifica? È sul poter ancora oggi, nel 2008, definire la cessazione delle funzioni cerebrali assenza di vita, come se fosse possibile affermare con certezza che non è vita quel poco di funzionalità nervosa od ormonale che i corpi in morte cerebrale a volte manifestano. C'è chi preferisce dire che la morte cerebrale è una prognosi, pessima, irreversibile, certa: un momento prima della morte vera, quella cardiaca. Ma ancora un momento. <br />
È questo, per esempio, il succo del dibattito delle settimane scorse sulla rivista medica New England Journal of Medicine , in cui, tra le altre cose, si propone di rivedere la cosiddetta dead donor rule , cioè la regola per cui si devono prelevare organi solo a cadaveri. Si dice, cioè, che si può pensare di prelevare organi a corpi che stanno certamente morendo (cioè che sono in morte cerebrale secondo le definizioni correnti) anche senza l'ipocrisia di doverli definire già morti per legge.<br />
Ma questa non è l'unica posizione nel mondo scientifico. Anzi, una grossa fetta della medicina attuale vive benissimo con le cose così come sono, con il cervello che per legge è sede della vita. Nel 1968 la medicina aveva fatto passi da gigante rispetto ai decenni precedenti, e si era visto che era possibile riavviare i cuori ma non i cervelli, e tenere in vita corpi ventilati artificialmente e con la circolazione ancora in funzione, ma senza più nessuna coscienza di sé e del mondo. Poi c'erano stati i primi trapianti e soprattutto il trapianto di cuore. Allora, se era possibile spostare un cuore da un corpo all'altro, forse significava che era il cervello la sede della vita, si pensò. E questo si propose al mondo.<br />
Questa la scienza. Ma le leggi sono cose diverse, tanto che oggi, per assurdo, si può essere vivi in America, ma morti in Italia. E le morali anche: si è spesso vivi per un cattolico, ma morti per un laico. Però sul fatto che gli organi di persone irrimediabilmente decedute possano essere utilizzati per ridare la vita ad altri, su questo la Chiesa è sempre stata d'accordo. E allora che cos'è successo adesso? La sensazione degli addetti ai lavori è che la Chiesa stia vivendo un momento di grave difficoltà con il caso di Eluana Englaro: visto che la soluzione definitiva sembra vicina adesso i cattolici annaspano, cercano di confondere le acque, oppure semplicemente sono confusi. E nel dubbio, ha tuonato Maurizio Mori, presidente della Consulta di Bioetica, hanno deciso che deve morire Sansone con tutti i filistei. Anzi no, hanno deciso che devono rimanere vivi, se non per la loro coscienza, almeno per legge. <br />
<br />
da Liberazione, 4-IX-08]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=483</comments>
 <pubDate>Wed, 10 Sep 2008 12:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Dibattito sulla morte cerebrale: quando un uomo muore?</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=482</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20080905-Mors_ultima_linea_rerum.jpg">Mors</a></div><br />
<b>Quando si muore? Non lo sanno né la scienza né la fede</b><br />
I 21 grammi di anima per la scienza non esistono: esistono cellule, tessuti e organi, che piano piano smettono di funzionare <br />
Fulvio Fania<br />
Città del Vaticano<br />
<br />
Il Vaticano frena e da più parti fa sapere che l'articolo di Lucetta Scaraffia, pubblicato ieri sulla prima pagina dell' Osservatore romano , non cambia la dottrina né gli orientamenti della Chiesa sulla «morte cerebrale» e tanto meno sui trapianti.<br />
<br />
Il "ministero della sanità" della Santa Sede, pur mostrandosi interessato alla riapertura del dibattito, assicura che quella apparsa sul quotidiano pontificio è solo «un'opinione personale». Il portavoce vaticano Federico Lombardi è stato ancora più lesto a prendere le distanze. La reazione di Adriano Pessina, direttore del Centro di bioetica dell'Università cattolica, è pesante. Respinge l'articolo definendolo anche «inesatto». Le strutture sanitarie cattoliche, del resto, sono direttamente impegnate nei trapianti e non gradiscono affatto obiezioni che assumono addirittura il carattere di richiami morali. <br />
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Dal canto suo, l'Osservatore si guarda bene dal tornare sulla faccenda. Il direttore Gian Maria Vian sostiene di aver voluto «aprire un dibattito importante» ma sottolinea che quel commento non può essere considerato nemmeno un editoriale, visto che gli editoriali compaiono sulla parte sinistra del foglio e sono gli unici attribuibili alla direzione. Soltanto quelli «impegnano la linea del giornale», precisa Vian, il quale può vantarsi di aver portato in edicola un foglio decisamente più vivace.Ma che cosa c'è dietro questa improvvisa fiammata contro il parametro medico universalmente accettato della morte cerebrale? Viene subito da pensare al caso Englaro e alla generale alzata di toni vaticani contro l'eutanasia e i testamenti biologici. Tutto questo conta, ovviamente. Eppure l'imbarazzo e le precisazioni che l'articolo ha suscitato dentro i sacri palazzi rivelano in realtà un conflitto di posizioni che cova da tempo soprattutto all'interno delle accademie pontificie per la scienza e per la vita. Inoltre dal 6 all'8 novembre si terrà un congresso mondiale sulla donazione di organi promosso dall'Accademia pontificia per la vita, dalla Federazione internazionale dei medici cattolici e dal Centro Trapianti. Sembra proprio un'occasione d'oro per una offensiva che modifichi le posizioni ufficiali fin qui tenute dalla Chiesa a favore del parametro di Harvard.<br />
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Andiamo indietro di qualche tempo. Era una calda mattinata di fine agosto del 2000, l'anno del grande Giubileo. Giovanni Paolo II giunse all'esterno del Palazzo dei congressi di Roma accolto dal professor Raffaello Cortesini, presidente del 18° congresso internazionale dei trapianti. Wojtyla pronunciò il suo importante discorso. Si domandò, ovviamente, quando si possa considerare una persona «certamente morta» tanto da legittimare l'espianto di organi. E offrì una risposta molto netta. «Esiste una sola morte della persona come conseguenza della separazione del principio vitale o anima dalla corporeità». E tuttavia, poiché la scienza individua modalità per accertare la morte, il criterio della «cosiddetta morte cerebrale - così disse il papa polacco -, se applicato scrupolosamente, non appare in contrasto con una corretta concezione antropologica». <br />
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Grande regista dell'intervento papale a quel simposio fu monsignor Elio Sgreccia, il capo della Pontificia Accademia per la vita che è stato sostituito poche settimane fa da Rino Fisichella. Sgreccia è un sostenitore dei trapianti ed anzi in quella occasione la sua apertura di credito verso il mondo scientifico in materia di organi servì a compensare la dura opposizione espressa invece contro la ricerca sulle staminali da embrione e su qualsiasi forma di clonazione umana.<br />
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D'altra parte il catechismo cattolico elogia la donazione degli organi come «atto nobile e meritorio», il primo a incoraggiare questa pratica fu addirittura Pio XII e nel '99 il cardinal Ratzinger rivelò di essere iscritto ad un'associazione per la donazione.<br />
Il dubbio dottrinario sulla "morte cerebrale" cominciò però a manifestarsi in due convegni vaticani tra il 2005 e il 2006. Benché le conclusioni siano state poi una doccia fredda per i dubbiosi, l'ala più conservatrice non si è arresa. L'agenzia Asca ieri ha intervistato Roberto De Mattei, docente all'università dei Legionari di Cristo e autore della raccolta di saggi "Finis vitae", curata dal Cnr e ripresa appunto da Scaraffia nel suo articolo. Nel volume compaiono anche gli interventi finora inediti di quattro esponenti dell'accademia pontificia che si erano battuti contro i trapianti da "morto cerebrale" invocando il principio di precauzione. L'ala conservatrice si sente incoraggiata dal vento ratzingeriano così incline ai richiami del fondamentalismo, che si tratti di creazionismo o sesso o embrione. Tra gli oppositori della "morte cerebrale" figura un vescovo americano. Da quelle parti la Chiesa deve reggere la concorrenza di confessioni più oscurantiste.<br />
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Da “Liberazione”, 04-09-2008]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=482</comments>
 <pubDate>Tue, 9 Sep 2008 12:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Dibattito su una legge riguardo al testamento biologico</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=481</link>
<description><![CDATA[<b>Non serve una nuova legge</b><br />
Maria Luisa Boccia<br />
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Crudele paradosso quello prodotto dalla sentenza del Tribunale di Milano che autorizza a togliere il sondino ad Eluana Englaro. Finalmente vengono applicate le norme che vi sono per riconoscere qual è la dignità della persona da rispettare. Finalmente si afferma a chiare lettere che si può e si deve accertare qual è il modo di intenderla e di viverla della singola donna e del singolo uomo. Punto. Per il diritto non occorre altro. E' già possibile rispettare la dignità di Eluana Englaro, ponendo termine allo stato di coma vegetativo. Non c'è bisogno di una legge. Di norme specifiche. La sentenza ha valore operativo. Nonostante il ricorso della Procura. Nonostante gli ostacoli frapposti dalle strutture sanitarie e ora dalla Regione Lombardia. E' intollerabile che alla famiglia di Eluana venga impedito di applicare la sentenza<br />
Ed invece. Quella sentenza ha ri-aperto la crudele disputa. Suscitando dolore "oltre il dolore", come ha scritto Beppino Englaro su L'unità il 30 agosto. Il corpo di Eluana è, di nuovo, preda contesa in nome dell' etica. Si nega legittimità alla sentenza, perché contrasta con la propria concezione della dignità della persona e della vita. E si invoca il vuoto di legge, da parte di quelle forze politiche, di destra, di centro e di centrosinistra che nella scorsa legislatura hanno impedito l'approvazione di una legge. Questo è il paradosso. Chi non voleva la legge, per non dover riconoscere legittimità a scelte etiche diverse dalle proprie, oggi la invoca come rimedio alle decisioni, legittime, della magistratura. <br />
Si è perfino sollevato un conflitto istituzionale di competenze tra Parlamento e Corte di Cassazione. Come se quest'ultima avesse scritto una legge, invece di pronunciarsi sulle norme esistenti. Che è precisamente il suo compito. Il Parlamento ha realizzato una mostruosità giuridica e politica senza precedenti. Senza però suscitare reazioni adeguate. Anzi. Il Pd ha dato prova di "unità", evitando di opporsi esplicitamente con il voto. Sacrificando ad una discutibile esigenza politica, tutta interna al partito, quella di opporsi con forza ad un atto grave ed arrogante di ingerenza istituzionale. <br />
Grave proprio per la sua evidente inammissibilità. Ma che ha mirato diretto alla fonte. Come ho già avuto modo di scrivere su Liberazione , non si comprende l'importanza della sentenza di Milano, se non la si riconnette a quella della Corte. E' quest'ultima infatti che ha ribadito, con l'autorità che le compete, l'esistenza nel nostro ordinamento giuridico di norme che riconoscono l'autodeterminazione rispetto alla vita. Anche nelle situazioni più delicate e controverse, come è quella del coma vegetativo. Non solo. Poiché le norme in questione sono quelle costituzionali e della Convenzione europea di Oviedo, non potrebbero essere modificate da una legge ordinaria. <br />
E' questo il nocciolo sul quale si è riaperta la discussione sull'opportunità o meno di una legge sul testamento biologico (o "dichiarazioni anticipate"). Da parte di chi vuole chiudere il varco aperto dalla sentenza della Corte si tratta di valutare se il modo più efficace è approvare, in tempi brevi, una legge che di fatto impedisca l'esercizio dell'autodeterminazione. Limitando nettamente i casi nei quali si può esprimere una scelta. Cominciando, ad esempio, con l'escludere tutte le terapie che non vengono considerate tali, come la nutrizione e la ventilazione, ma "semplice" mantenimento in vita. Dilatando, viceversa, la discrezionalità del medico nella valutazione dei trattamenti, se e come iniziarli o interromperli, e dunque se e come vada di fatto attuata la volontà espressa dal/la paziente. Complicando le regole di validità dell'atto, in modo da scoraggiarne l'adozione. E magari obbligando a ripeterlo, perché la volontà deve essere "attuale". Insomma svuotando di senso la dichiarazione anticipata, introducendo ostacoli al suo effettivo esercizio. Una legge scritta su questi presupposti ha oggi una maggioranza ampia in Parlamento, comprendendo di una parte dell'opposizione. Potrebbe essere approvata anche in tempi brevi.<br />
Ma vi è il dubbio che, definendo lo strumento giuridico, comunque risulterebbe una legittimazione del principio dell'autodeterminazione e un'estensione del suo esercizio. Una legge potrebbe insomma fornire ulteriori supporti ad altre sentenze favorevoli. Nessuna legge infatti potrebbe eliminare ogni margine di contenzioso giuridico e relativa interpretazione del giudice. A questa preoccupazione ha dato voce il Comitato di Bioetica dell'Università cattolica di Milano. Meglio nessuna legge, per non correre il rischio che si possa estendere il principio su cui poggia la sentenza di Milano: il giudice può, anzi deve, ricostruire l'effettiva volontà del paziente. Vi è insomma una parte del mondo cattolico che non si fida dei paletti che il Parlamento può mettere. <br />
Non so quale delle due posizioni prevarrà a breve. Quello che so è che chi vuole affermare il principio e l'esercizio dell'autodeterminazione non deve scegliere come via maestra quella della legge. Perché non vi sono i numeri in Parlamento, certo. Ma non solo, o soprattutto, per questo. Personalmente non rinuncerei al risultato più importante della lunga, tenace e intelligente battaglia della famiglia Englaro. Quella di aver ottenuto un'autorizzazione a togliere il sondino, in nome e in ragione del diritto vigente. Non c'è vuoto legislativo, questo ci dicono le due sentenze. Non si può negare ai pazienti in stato di come vegetativo, quello che ogni cittadino/a ha riconosciuto dalla Costituzione. Ovvero poter decidere se vuole essere sottoposto a un trattamento o no, anche a rischio della propria vita. <br />
Non è questione di "malati terminali" o no, come afferma il comitato dell'Università Cattolica. E' paradossale che una persona possa rifiutare un'amputazione, preferendo morire, come è accaduto, ma non possa dichiarare, in caso di coma, di non voler vegetare attaccata a un sondino. Nessuno/a può decidere per lei se quella è vita, se la sua dignità di persona è rispettata. Con buona pace dell'on. Paola Binetti e del prof. Adriano Pessina. Non è affatto democratico, come afferma quest'ultimo, ma massimamente dispotico sancire la «non disponibilità della vita per volontà propria». Al solo fine di disporne, in sua vece. Di fare del suo corpo l' emblema sacrificale di una concezione etica del tutto estranea, e dunque ostile, alla persona che incarna. <br />
Per rendere operativo il principio dell'autodeterminazione penso che sarebbe più efficace di una legge, lanciare una campagna di opinione pubblica, invitando a sottoscrivere una dichiarazione anticipata. In modo da dare concreta espressione a quello che risulta essere un orientamento diffuso nella società italiana, a favore della scelta soggettiva. Se avviata tempestivamente questa campagna avrebbe anche un'influenza positiva su un eventuale dibattito parlamentare sulla legge. Per il quale si potrebbe promuovere una legge di iniziativa popolare, riprendendo le proposte di legge della scorsa legislatura. Ho dovuto adottare il verbo condizionale. Vi è infatti una domanda preliminare. C'è la volontà politica di dare corpo a queste scelte, o ad altre analoghe? E' questa una delle priorità sulle quali proviamo a mettere alla prova la sinistra da fare? A costruire la nostra capacità di radicamento, di creazione di senso, di invenzione di pratiche, di alleanze culturali e politiche?<br />
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Da “Liberazione”, 04-09-2008]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=481</comments>
 <pubDate>Mon, 8 Sep 2008 12:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Insegnamento della religione cattolica</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=480</link>
<description><![CDATA[L'insegnamento della religione cattolica (IRC) nelle scuole pubbliche è dovuto al Concordato fra la Chiesa Cattolica e lo Stato, firmato dal dittatore Mussolini nel 1929 e poi riconfermato dal corrotto Craxi nel 1984.  <br />
<br />
L'insegnamento è facoltativo, ma molteplici pressioni sono fatte perché gli studenti decidano di frequentarlo: da un lato non viene quasi mai organizzata un'attività alternativa, dall'altro l'ora è collocata per lo più nelle parti centrali dell'orario scolastico, impedendo un'uscita anticipata o un ingresso ritardato dello studente che non la frequenta.<br />
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Salvo rare eccezioni l'insegnamento è impartito in base alle direttive del Vaticano; il personale è selezionato direttamente dalle Diocesi, ma è interamente pagato dallo Stato italiano. La spesa annua per questi insegnanti è di circa 800 milioni di euro all'anno.<br />
<br />
Non solo il fatto che la scuola pubblica insegni una sola religione lede la laicità dello Stato, che vorrebbe un insegnamento pubblico pluralista e non discriminatorio nei confronti delle minoranze non-cattoliche, credenti o non credenti che siano, ma rappresenta anche uno sperpero di denaro pubblico, perché il cattolicesimo non può essere classificato come un sapere, data la molteplicità delle fedi religiose presenti sulla Terra. Perché insegnare il cattolicesimo e non, invece, lo shintoismo? <br />
<br />
Il fatto che il cattolicesimo sia “tradizionale” sul nostro territorio non implica che sia più utile o vero di altre  religioni esistenti.<br />
<br />
L'UAAR chiede che lo IRC si trasformi in un insegnamento di “religioni ed etiche comparate”, che includa oltre al cattolicesimo altre confessioni religiose e teorie morali che prescindono dall'esistenza di un Dio, oppure che sia completamente abolito. <br />
<br />
Esigiamo inoltre che esso sia impartito a studenti di età sufficientemente avanzata per poter valutare autonomamente le idee che sono loro proposte, in modo che questo insegnamento non divenga un veicolo di mero indottrinamento. <br />
<br />
<b>Lo IRC alle materne e alle elementari di fatto non è altro che catechismo pagato dal contribuente.</b><br />
<br />
In subordine chiediamo che gli stipendi degli insegnanti di religione siano pagati dalla Santa Sede e non dallo Stato italiano, il quale viola il principio di laicità nello spendere centinaia di milioni di euro per la propaganda di una fede religiosa particolare.<br />
]]></description>
 <category>CHI SIAMO</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=480</comments>
 <pubDate>Sun, 7 Sep 2008 12:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>L&apos;8/1000 della IRPEF</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=479</link>
<description><![CDATA[Ogni anno 8 millesimi dell'imposta sui redditi, la IRPEF, sono destinati, in base alla legge 222/1985, voluta dal Governo Craxi subito dopo la revisione del Concordato del 1984, ad alcune confessioni religiose, prevalentemente cristiane. <br />
<br />
Questa quota della IRPEF, che lo Stato ha già riscosso dai cittadini e che ammonta a <b>1,2 miliardi di euro</b>, è ripartita in base a una sorta di sondaggio. Ogni contribuente può scegliere, firmando sulla sua dichiarazione dei redditi, a chi vuole che vadano i fondi.<br />
Tuttavia egli non destina la sua quota, ma esprime una preferenza sulla ripartizione del denaro. <br />
<br />
Ogni anno si conteggiano le scelte effettuate e i fondi sono ripartiti di conseguenza. Ad esempio se fra 1000 contribuenti totali hanno firmato in 100 e 80 di questi ultimi hanno scelto la Chiesa cattolica, l'80% dei fondi, anche delle quote dei 900 che non hanno firmato, andrà alla Santa Sede. <br />
<b>Quindi sia chiaro che:<br />
- chi non firma è comunque tassato e non risparmia un centesimo, perché l'8/1000 è una quota di una tassa già riscossa;<br />
- chi non firma si sottomette alle decisioni altrui.</b><br />
<br />
Attualmente i contribuenti che effettivamente firmano sono pochi. Fra loro i sostenitori della Chiesa cattolica sono il 90%, con il risultato che ogni anno lo Stato italiano, ossia noi, regala al Vaticano, uno Stato estero, un miliardo di euro. <br />
<br />
Che cosa ne fa il Vaticano di questi fondi? Difficile dirlo, perché i conti della Santa Sede godono di extra-territorialità e non sono sottoposti alla legge italiana. <br />
Stando a quanto il Vaticano stesso dichiara, un terzo circa è dedicato a sfamare i sacerdoti, mentre un 40% va a fantomatiche “esigenze di culto”. <br />
Solo il 12% circa va ad attività caritatevoli sul suolo italiano e gli aiuti al Terzo Mondo, tanto decantati dai costosissimi spot televisivi della Conferenza Episcopale Italiana, non passano l'8%. <br />
Che cosa potrebbe fare lo Stato con il miliardo di euro che regala al Vaticano? <br />
<b>Quanti nuovi treni potrebbero essere acquistati, quanto ridotte le liste di attesa negli ospedali, quanti nuovi asili nido aperti?</b> <br />
È un buon modo per spendere denaro pubblico, frutto del lavoro dei cittadini? <br />
La UAAR crede di no e per questo chiede che l'8/1000 sia immediatamente abolito; finché esso è in vigore, invita i cittadini a firmare prestando attenzione a come i fondi sono spesi. <br />
Le religioni si finanzino con contributi volontari dei cittadini, come accade negli Stati Uniti, senza mettere le mani nelle tasche del contribuente!]]></description>
 <category>CHI SIAMO</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=479</comments>
 <pubDate>Sat, 6 Sep 2008 12:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Il caso Englaro</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=478</link>
<description><![CDATA[<i>Purtroppo cattive nuove quanto allo straziante caso di Eluana Englaro. Nonostante la sentenza esecutiva della Corte d'Appello di Milano, le pressioni cattoliche, a cui purtroppo non ha fatto riscontro una reazione laica sufficiente, hanno ottenuto da un lato che la Procura ricorresse in Cassazione, il che porterà alla fine dell'esecutività della sentenza nel giro di poche settimane da oggi, dall'altro alla "obiezione di coscienza" non solo delle suore presso le quali è attualmente alloggiato il corpo di Eluana, ma anche dell'intero sistema sanitario lombardo. <br>Quantunque ci sia una sentenza di un Tribunale da far rispettare, sentenza che si basa oltretutto non sulla legge ordinaria ma direttamente sulla Costituzione repubblicana e sulla Convenzione di Oviedo, nessuno muove un dito per via della palese incompatibilità della decisione dei giudici con il clima culturale che si respira nel paese e, soprattutto, in Parlamento. <br>Pare sia in arrivo una legge sul testamento biologico talmente astrusa e cavillosa che renderà il ricorso alle direttive anticipate impossibile nei fatti e aumenterà a dismisura il potere di discrezionalità dei medici. Forse meglio nessuna legge che una legge bipartisan Volonté-Binetti...<br />
Tommaso Bruni</i><br />
<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Tommaso/20080905-Beppino_Englaro.jpg">Beppino Englaro</a></div><br />
<strong>Il diktat di Formigoni: “Eluana deve vivere”</strong> <br />
Il padre: «Ennesimo ostacolo legale». <br />
E i cattolici prendono le distanze dall'Osservatore Romano.<br />
Laura Eduati<br />
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Per Beppino Englaro, ormai abituato ai colpi di scena nella lunga battaglia giudiziaria intrapresa alla fine degli anni '90, si tratta soltanto di una ennesima questione legale: «C'è un decreto e deve essere eseguito». C'è dell'altro: l'obiezione di coscienza di una intera Regione, certamente non sanzionabile dall'autorità giudiziaria. Si schiera con Formigoni l'associazione degli anestesisti e rianimatori (Aaroi) con una motivazione paradossale: «nessun medico» può sospendere l'idratazione e l'alimentazione artificiali in quanto Eluana non presenta «morte cerebrale». Ovvero: non possiamo far morire Eluana perché Eluana non è clinicamente morta. Di parere nettamente contrario la Cgil medici: «Le sentenze vanno applicate nel rispetto della legge».Dalla vicenda Englaro al dibattito sul testamento biologico il passo è breve, e non sorprende il fatto che sia il centrodestra a sollecitare una legge in merito visto il recente sdoganamento della questione ad opera del vicepresidente del Senato Maurizio Lupi (ciellino) e del monsignor Fisichella. <br />
Il Pdl vorrebbe coinvolgere il Pd nel dibattito parlamentare, e finora le adesioni più entusiastiche sono venute dai teodem come Paola Binetti che nei primi giorni di agosto ha depositato una proposta di legge sulle volontà anticipate - un altro dei modi per indicare il testamento biologico - che però esclude alimentazione e idratazione artificiali dall'accanimento terapeutico e dunque non risolverebbe la questione posta dai malati in stato vegetativo permanente come Eluana.<br />
Linea opposta a quella sostenuta dalla proposta di legge dei radicali: «Alimentazione e idratazione forzate vanno sospese se questa è la volontà dichiarata dal paziente prima di cadere nell'incoscienza» spiega Maria Antonietta Coscioni: «La volontà del malato deve venire prima del medico». A metà strada si trova il pensiero del chirurgo Ignazio Marino, esponente del Pd, per il quale ogni persona dovrebbe avere il diritto di elencare quali trattamenti ricevere in caso di grave malattia, e questo in accordo con l'articolo 32 della Costituzione che stabilisce il diritto a rifiutare ogni trattamento sanitario. <br />
Il paradosso è che, nel completo vuoto legislativo, un paziente in possesso delle proprie facoltà mentali può decidere di non iniziare un trattamento terapeutico, ma non può decidere di interromperlo se questo implica morire. Nello stato di incoscienza, invece, viene interrotto soltanto l'accanimento terapeutico nella fase terminale della malattia. <br />
Eluana non è nella fase terminale. E il suo caso non tocca per nulla il dibattito sulla morte cerebrale, lanciato nei giorni scorsi dall' Osservatore Romano attraverso un articolo di Lucetta Scaraffia secondo la quale l'encefalogramma piatto non determina la fine della vita umana se il cuore non ha ancora smesso di battere. Dopo che lo stesso Vaticano ha precisato di non approvare l'articolo di Scaraffia, prendono le distanze dall' Osservatore Romano anche Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita e parlamentare Udc, e la stessa università Cattolica di Milano attraverso il centro di bioetica dell'ateneo: «Rischia di confondere situazioni tra loro assolutamente differenti, come lo stato vegetativo e la morte cerebrale». Nello stato vegetativo le cellule cerebrali continuano a vivere garantendo, ad esempio, la respirazione e il funzionamento dell'apparato gastro-intestinale, mentre nella morte cerebrale queste funzioni si spengono. <br />
Nel pomeriggio arriva una precisazione del cardinale José Lozano Barragan, presidente del Pontificio consiglio pastorale sulla salute, secondo il quale la Chiesa, è vero, riconosce la morte cerebrale ma attende dalla comunità scientifica «segni sempre più sicuri». Destando così la reazione della Società italiana per la sicurezza e la qualità dei trapianti, preoccupata che l'opinione pubblica venga influenzata negativamente sul nobile gesto di donare organi: «Non esistono a oggi evidenze scientifiche per modificare i criteri di diagnosi della morte encefalica». Per Nichi Vendola quella del giornale del Vaticano è «un'invadenza», mentre Paolo Ferrero vede nella decisione della Regione Lombardia un «accanimento terapeutico».<br />
da "Liberazione", 04-IX-08]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=478</comments>
 <pubDate>Fri, 5 Sep 2008 10:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Vignette anticlericali</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=476</link>
<description><![CDATA[Alcune intelligenti vignette anticlericali di Stefano "Vime" Vimercati.<br />
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Maggiori info su Vime, nonché altre vignette, sul <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://digilander.libero.it/StefanoVime')">sito di Vime</a>]]></description>
 <category>Arte, spettacolo, divertimento</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=476</comments>
 <pubDate>Thu, 4 Sep 2008 21:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Sos cristianofobia? La Chiesa la pensa così</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=432</link>
<description><![CDATA[<i> Scommetto che fra qualche mese la Unione Atei e Agnostici Razionalisti sarà accusata, direttamente o indirettamente, di "cristianofobia". Se questa mossa vaticana dovesse passare, sarebbe meglio che ci attrezzassimo e che ci battessimo per far riconoscere la "ateofobia" come nuova forma di razzismo. <br>Tutta la mia solidarietà ai cristiani dell'Orissa, accoppati da fanatici religiosi indù e non certo da atei e liberi pensatori; tuttavia mi pare che questa richiesta di B16 sia parte della strategia vittimistica che la Chiesa cattolica sperimenta con successo da due millenni circa, salvo poi menare le mani ogniqualvolta la situazione paia propizia o si sia in palese superiorità tecnologica (chiedere agli amerindi sterminati nel XVI secolo in nome di Papa e Re di Spagna e agli africani che sperimentarono i metodi delle missioni francesi e belghe). <br />
Tommaso Bruni</i><br />
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<b>Benedetto XVI chiede all´Ue di riconoscere la cristianofobia</b><br />
Fulvio Fania<br />
Rimini (nostro inviato)<br />
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<b>Cristianofobia.</b> Il Vaticano chiede agli organismi internazionali ed europei di riconoscere e «combattere» l'odio e la persecuzione contro i cristiani al pari dell'antisemitismo e della islamofobia.La tragedia dei cristiani nello stato indiano dell'Orissa è stato un brutto scossone anche per la Curia romana, un brusco risveglio nel periodo di ferie. Tutto lascia intendere che la stessa diplomazia pontificia non avesse considerato l'India tra le aree di allarme rosso. Il "ministro degli esteri" della Santa sede Dominique Mamberti, giunto al Meeting di Comunione e Liberazione per un intervento sulla libertà religiosa, preferisce evitare le domande dei giornalisti, tanto sull'India quanto sul Caucaso. Mentre i cattolici indiani digiunano e chiudono le scuole in segno di protesta, il vescovo ribadisce la condanna del Papa e «deplora» anche l'assassinio di un leader indù che ha scatenato la reazione indiscriminata contro i cristiani. <br />
Ma dal discorso di Mamberti risulta chiaro che egli non considera la "cristianofobia" come un fenomeno confinato nelle terre asiatiche. <br />
Cita, infatti, documenti e risoluzioni delle Nazioni Unite, dell'Osce e del Parlamento di Strasburgo.<br />
Ha dunque in mente anche l'Europa. <br />
Ricorda anzi che il Vaticano ha convinto l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione europea a «monitorare» le discriminazioni religiose senza sottovalutare gli atti rivolti contro i cristiani. <br />
La cristianofobia - spiega - si manifesta in tre modi: «una erronea educazione o una disinformazione sui cristiani e la loro religione»; l'intolleranza e la discriminazione amministrativa dei cittadini cristiani; le violenze e le persecuzioni. Tutti comportamenti che «vanno affrontati con la stessa determinazione con cui si combattono l'antisemitismo e la islamofobia». L'accostamento, specialmente all'antisemitismo, non è del tutto inedito nelle prese di posizione vaticane ma oggi assume un'evidenza eclatante.<br />
Mamberti presenta anche un'altra richiesta ai paesi europei: «normalizzare lo status» dei cristiani iracheni che sono immigrati irregolarmente in Europa. In pratica il Vaticano chiede che venga loro riconosciuto un diritto di asilo, tenendo conto che dal 2003 la minoranza caldea in Iraq subisce «molteplici aggressioni» e metà del milione di fedeli ha dovuto rifugiarsi in Siria e Giordania, oppure sfollare in una diversa regione del Paese, o infine prendere la via del mare. Per i rifugiati e gli sfollati Mamberti sollecita «aiuti umanitari». E' un'ulteriore prova del fatto che, malgrado i recenti sorrisi tra Benedetto XVI e Bush, la Chiesa continua a pagare il prezzo altissimo di una guerra che con Wojtyla cercò fino all'ultimo di evitare.<br />
I ciellini riservano un'accoglienza tiepida al capo della diplomazia del Papa. Poco pubblico, scarsi gli applausi. Viceversa Mamberti loda Mario Mauro, vicepresidente ciellino del Parlamento europeo, per la risoluzione di cui si è fatto promotore sulle violenze contro i cristiani. <br />
<b>E aggiunge: «Le stesse istituzioni europee non sono sempre immuni da una sorta di pregiudizio antireligioso e in particolare anticristiano». <br />
Qui subentra tutta intera la filosofia ratzingeriana. <br />
Secondo il vescovo la libertà religiosa viene troppo spesso intesa come «libertà dalla religione». <br />
Perfino la tolleranza deve essere messa in discussione. Non la si deve «assolutizzare» fino a negare la Verità, «relativizzare» le religioni, separare fede e ragione, relegare Dio fuori dalla vita pubblica considerata come «neutrale». </b><br />
Tanto per fare un esempio, Mauro mostra indignazione per un progetto di legge di Zapatero che prevede la possibilità di ricorrere al giudice ordinario ogni volta si ritenga che le norme di una religione contrastino con i diritti civili. <br />
«Ma l'adesione ad una chiesa è libera - protesta il parlamentare -, non ha senso chiedere al giudice se le donne possono fare il prete».<br />
E a proposito della "reciprocità" tra diritti degli islamici in Occidente e dei cristiani nel mondo musulmano? Mamberti si attiene scrupolosamente alla linea diplomatica vaticana: «Il rispetto deve essere reciproco. In Europa va garantito alle minoranze non cristiane, come fuori dell'Europa dovrebbe esserlo alla minoranze cristiane». «Dovrebbe», ma il fatto che non avvenga non giustifica la negazione della libertà religiosa nelle democrazie europee.<br />
da "Liberazione", 30-VIII-08]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=432</comments>
 <pubDate>Sun, 31 Aug 2008 20:25:08 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Arcivescovo palazzinaro coi soldi dell&apos;8 per mille</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=430</link>
<description><![CDATA[<b>Accuse di abusi edilizi nella diocesi di Salerno</b><br />
Paolo Persichetti<br />
<br />
Dove finisce quel fiume di soldi che grazie all'otto per mille i cittadini versano alla chiesa cattolica ogni qualvolta compilano la propria denuncia dei redditi? <br>Anche se una rassicurante pubblicità televisiva formato famiglia ci racconta dell'uso per fini caritatevoli e sociali che la chiesa fa di quella montagna di miliardi, la domanda resta senza una vera risposta. <br>Il vero problema è che manca la trasparenza su quel regime di privilegio che il concordato conferisce alla chiesa cattolica, ivi compreso lo scandaloso esonero dal pagamento dell'Ici per l'immenso parco immobiliare che nulla c'entra con gli edifici di culto.La domanda diventa ancora più scottante quando la cronaca ci mette davanti a notizie come il blocco di fondi per quasi 4 milioni di euro disposto dalla procura della repubblica sui conti correnti dell'arcidiocesi di Salerno. <br>1,9 milioni di finanziamenti regionali; 1,4 depositati in altri conti bancari e 509 mila euro rintracciati su un conto della banca di Salerno, sequestrati dalla Guardia di finanza su mandato del pm Roberto Penna disposto lo scorso 18 agosto. <br>Cifra corrispondente ad un terzo dell'importo versato dall'Istituto centrale di sostentamento del clero (Icsc) che fa capo alla Conferenza episcopale italiana. Denaro che sembra non fosse affatto destinato al finanziamento di opere caritatevoli ma a lavori di manutenzione per l'edilizia ecclesiastica (quella esente dal pagamento dell'Ici).<br />
È la prima volta che la magistratura mette le mani sui finanziamenti pubblici erogati alla chiesa nonostante la lunga lista di denuncie fatte in passato e di scandali esplosi senza risultato. <br>Dei criteri d'erogazione dei fondi provenienti dall'otto per mille si sa ben poco, se non che la Cei ne controlla direttamente la distribuzione attraverso un suo organismo, l'Icsc, che in applicazione del nuovo concordato, ha il compito di amministrare i vecchi "benefici ecclesiastici" (le antiche proprietà delle diocesi e delle parrocchie) e provvedere agli stipendi del personale ecclesiastico. In ogni diocesi poi è presente un Istituto diocesano per il sostentamento del clero che fa capo a quello centrale. <br>La redistribuzione dei fondi avviene sulla base di un primo criterio "territoriale", dimensione e numero dei fedeli, l'unico ad essere veramente palese. Interviene poi un secondo criterio "politico", molto meno trasparente. Non tutte le diocesi infatti hanno lo stesso peso. Decisive sono le valutazioni d'opportunità legate alla maggiore o minore distanza dei singoli vescovi con l'orientamento ufficiale della Cei.<br />
Secondo quanto scrive l'agenzia cattolica Adista , che per prima ha raccontato la vicenda in un articolo del 12 luglio, l'episodio che vede coinvolto l'arcivescovo di Salerno Gerardo Pierro, indagato per truffa, abuso d'ufficio e violazione delle norme edilizie, personaggio molto discusso e in passato già coinvolto in altre inchieste per comportamenti analoghi, ripropone l'ennesimo conflitto interno tra gli istituti diocesani di sostentamento del clero e le diocesi. <br>Questi organismi, insieme ai loro amministratori, hanno personalità giuridica e godono di autonomia rispetto all'apparato amministrativo della diocesi, vescovo compreso. Il bottino dell'otto per mille suscita inarrestabili appetiti, tensioni, attriti. Ed è proprio da uno di questi conflitti che è scaturita l'inchiesta. La denuncia della gestione anomala degli "affari" della diocesi nasce infatti da uno rapporto esplosivo inviato al Vaticano (dove ha creato notevole scompiglio), e per conoscenza alla procura, da monsignor Notari, presidente del locale istituto per il sostentamento del clero, insieme al presidente del collegio dei revisori dei conti. Nelle diciassette cartelle del dossier si segnala ogni tipo di abuso e speculazione edilizia: dalla lottizzazione abusiva su terreni di proprietà della diocesi, alla trasformazione di una ex colonia per ragazzi poveri, il san Giuseppe, in un hotel a cinque stelle con piscine, saune, idromassaggi, all'allestimento di uno stabilimento balneare per ecclesiastici. <br>L'arcivescovo Pierro è corso in pellegrinaggio a Lourdes, forse vuole farsi perdonare la sua vocazione di palazzinaro.<br />
<br />
da "Liberazione", 30-VIII-08]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=430</comments>
 <pubDate>Sun, 31 Aug 2008 20:06:58 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Una bella giornata per l&apos;Italia</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=429</link>
<description><![CDATA[Finalmente giunge al termine l'odissea di Eluana Englaro, tenuta in vita per sedici anni contro la volontà da lei espressa prima dell'incidente automobilistico che l'ha fatta cadere in coma. <br />
Ora Eluana finalmente potrà smettere di soffrire e spegnersi in pace. <br />
Fuori luogo gli alti lai del Vaticano, che parla di eutanasia quando invece si tratta solo dell'esercizio di un diritto costituzionale (art.32), quello di non essere obbligati a trattamenti sanitari se non in forza di legge. <br />
L'eutanasia infatti è l'uccisione di un essere umano che può sopravvivere anche senza farmaci, perché la sua vita è da lui ritenuta troppo dolorosa per essere vissuta. L'eutanasia è in pratica il suicidio assistito di una persona malata di una patologia dolorosa, che non ha più intenzione di vivere.<br />
Se invece si ha a a che fare con persone non possono sopravvivere senza cure, non ha senso parlare di eutanasia, ma solo di sospensione di un crudele accanimento terapeutico.<br />
Circolo UAAR Bg<strong>La Corte d'appello civile di Milano autorizza Beppino Englaro a sospendere il trattamento che tiene in vita la figlia</strong><br />
MILANO - Eluana Englaro, la ragazza di Lecco in coma da sedici anni dopo un incidente stradale, adesso può morire. I giudici della Corte d'appello civile di Milano hanno concesso ai medici di staccare il sondino che l'alimenta. "Vista la straordinaria durata dello stato vegetativo permanente e l'altrettanto straordinaria tensione del suo carattere verso la libertà e la sua visione della vita - spiegano i giudici - è stata una decisione inevitabile".<br />
"Ora la libereremo", sono state le parole di Beppino Englaro, il padre di Eluana, che rimase vittima di un incidente stradale il 18 gennaio 1992. Sono dieci anni che combatte per concedere a sua figlia una "dolce morte": "Non è eutanasia ma una scelta di libertà", ha sempre detto. "Oggi ha vinto lo Stato di diritto".<br />
da "la repubblica"]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=429</comments>
 <pubDate>Thu, 10 Jul 2008 14:03:59 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Albino - Festa per l&apos;unità</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=428</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20080702-festaperlunita.jpg">Festa per l'unità - Albino - 3-6 luglio 2008</a></div><br />
Giovedì 3 luglio il nostro Circolo sarà presente alla giornata dedicata alla laicità nell'ambito della "
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/Mauro/20080702-volantinofestalasinistra.pdf')">Festa per l'unità</a>" organizzata da "la Sinistra" ad Albino negli spazi del Parco Alessandri (Piazzale Pio la Torre - zona mercato).]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=428</comments>
 <pubDate>Wed, 2 Jul 2008 16:36:13 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>IL VERO RUOLO DEI MISSIONARI ALL’EPOCA COLONIALE</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=427</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20080702-mission-DVDcover.jpg">Mission</a></div>FONTE: comedonchischiotte.org - AFRICAMAAT<br />
<br />
I missionari hanno davvero evangelizzato i "Negri" o hanno molto semplicemente servito gli interessi delle potenze coloniali?<br />
<br />
Per farci un'idea sul ruolo dei missionari all'epoca coloniale, volgiamo l'attenzione sulla dichiarazione fatta nel 1920 da Jules Renquin, ministro delle colonie belghe nel Congo belga [1].<br />
<br />
Questo fu il suo discorso di benvenuto ai missionari arrivati in Africa in quella data:“Reverendi padri e cari compatrioti, siate i benvenuti nella nostra seconda patria, il Congo belga. <br />
<br />
Il compito che siete invitati a svolgere è molto delicato e richiede molto tatto. Sacerdoti, voi certo venite per evangelizzare. Ma questa evangelizzazione deve ispirarsi al nostro grande principio: tutto innanzitutto per gli interessi della metropoli (il Belgio). <br />
<br />
Lo scopo essenziale della vostra missione non è affatto di insegnare ai neri a conoscere Dio. Lo conoscono già. Parlano e si sottomettono a uno Nzambé o a un Nvindi-Mukulu e a chi so io. Sanno che uccidere, rubare, calunniare, ingiuriare è sbagliato. <br />
<br />
Abbiate il coraggio di riconoscerlo, non venite per insegnare loro ciò che già sanno. Il vostro ruolo è essenzialmente quello di facilitare il compito degli amministratori e degli industriali. Ciò significa che interpreterete il vangelo nel modo che meglio serva i nostri interessi in questa parte del mondo.<br />
<br />
Per farlo, baderete fra le altre cose a: <br />
<br />
- Fare in modo che i selvaggi si disinteressino delle ricchezze materiali di cui trabocca il loro suolo e sottosuolo, per evitare che interessandosene ci facciano concorrenza e sognino un giorno di farci sloggiare. La vostra conoscenza del Vangelo vi permetterà di trovare facilmente dei testi che raccomandano e fanno amare la povertà. Ad esempio: “ Beati i poveri di spirito, perché di essi è il regno dei cieli” e “E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno di Dio”. Farete quindi di tutto affinché questi Negri abbiano paura di arricchirsi se vorranno meritare il cielo. <br />
<br />
- Contenerli per evitare che si rivoltino. Gli amministratori come gli industriali si vedranno obbligati di tanto in tanto, per farsi temere, a ricorrere alla violenza (ingiuriare, picchiare..). Bisognerà che i Negri non replichino o nutriscano sentimenti di vendetta. A questo fine, insegnerete loro a sopportare tutto. Commenterete e li inviterete a seguire l'esempio di tutti i santi che hanno porto l'altra guancia, che hanno perdonato le offese, che hanno accolto senza trasalire gli sputi e gli insulti.<br />
<br />
- Allontanarli da e far loro disprezzare tutto ciò che potrebbe donar loro il coraggio di affrontarci. Mi riferisco particolarmente ai loro numerosi feticci di guerra che essi pretendono che li rendano invulnerabili. Dato che i vecchi non intenderanno abbandonarli, poiché presto scompariranno, la vostra azione deve indirizzarsi soprattutto ai giovani. <br />
<br />
- Insistere particolarmente su sottomissione e obbedienza cieche. Queste virtù sono meglio seguite in assenza di spirito critico. Quindi evitate di sviluppare uno spirito critico nelle vostre scuole. <br />
<br />
- Insegnate loro a credere, non a ragionare. Istituite per loro un sistema di confessione che farà di voi dei buoni detective per denunciare qualsiasi nero che sviluppi una presa di coscienza e che rivendichi l'indipendenza nazionale. <br />
<br />
- Insegnate loro una dottrina di cui voi stessi non metterete in pratica i principi. E se vi chiederanno perché vi comportiate contrariamente a ciò che predicate, rispondete loro “voi neri, seguite quello che vi diciamo e non quello che facciamo”. E se replicassero facendovi notare che una fede senza la pratica è una fede meno forte, arrabbiatevi e rispondete “beati coloro che credono senza protestare”. <br />
<br />
- Dite loro che le loro statuette sono l'opera di Satana. Confiscatele e riempite i nostri musei (...) Fate dimenticare ai neri i loro antenati. <br />
<br />
- Non porgete mai una sedia a un nero che venga a farvi visita (...) Non invitatelo mai a cena, neanche se uccide per voi una gallina tutte le volte che andate da lui. Non date mai del voi a un nero, poiché si crederebbe uguale al bianco. <br />
<br />
- Considerate tutti i neri come bambini (...) esigete che vi chiamino tutti “padre mio” (...).<br />
<br />
Sono questi, Cari compatrioti, alcuni dei principi che applicherete senza pecca. Ne troverete molti altri nei libri e nei testi che vi saranno dati alla fine di questa seduta. Il re attribuisce molta importanza alla vostra missione. <br />
Inoltre ha deciso di fare di tutto per facilitarla. Godrete dell'ampia protezione di cui godono gli amministratori. <br />
<br />
Riceverete del denaro per le vostre opere evangeliche e per i vostri spostamenti”. <br />
<br />
Questo dice tutto! <br />
<br />
Referenze bibliografiche: <br />
[1] Avenir colonial Belge, n° del 30 ottobre 1921 Bruxelles<br />
<br />
Fonte : www.africamaat.com<br />
Link : http://www.africamaat.com/Le-veritable-role-des <br />
12.02.07<br />
<br />
Tradotto per www.comedonchisciotte.org da VALEROSSA]]></description>
 <category>Approfondimenti</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=427</comments>
 <pubDate>Wed, 2 Jul 2008 12:46:44 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Homo Fobicus</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=426</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20080702-HomoFobicus.jpg">Homo Fobicus</a></div><br />
Trailer di <em>Homo Fobicus</em>, il filmato dei Giovani Comunisti di Bg sull'omofobia dei bergamaschi e delle bergafemmine.<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=b7i3Kt5oE9U">Trailer di Homo Fobicus</a><br />
La cosa che colpisce di più è che gli intervistati non si vergognano di quanto dicono, grazie alla fanfara che rimbalza tutte le domeniche dai pulpiti delle Chiese e dalle TV compiacenti con il Vaticano... Nella nostra società l'omofobia è propagandata e riprodotta da strutture di potere importanti, che la usano per mantenere il controllo sociale. L'odio contro gli omosessuali è grave quanto il razzismo e va trattata allo stesso modo, in quanto può condurre in potenza alle medesime conseguenze (campi di sterminio).]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=426</comments>
 <pubDate>Sat, 28 Jun 2008 14:42:12 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Fuori i giornalisti dal Tempio</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=425</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20080702-Milingo.jpg">Milingo</a></div><br />
PADOVA - Vade retro, stampa. L'arcivescovo di Padova, Antonio Mattiazzo, ha <b>cacciato platealmente dalla chiesa</b> il giornalista autore dello scoop sulla vicenda di <b>don Sante Sguotti</b>, l'ex "parroco innamorato", padre di un bambino, ora ridotto dal Papa allo stato laicale.<br />
<br />
È accaduto nella mattinata di ieri nella cappella di San Bartolomeo, a Monterosso sui Colli euganei, dove Sguotti era parroco fino a un anno fa. Il vescovo, entrando in chiesa, ha chiesto ad alta voce se tra i presenti vi fosse Gianni Biasetto, corrispondente del "Mattino di Padova", e dopo averlo individuato lo ha preso sottobraccio portandolo fuori e intimandogli: <b>"Tu non puoi stare qui, qui comando io e adesso esci"</b>. Una scena, conclusa dall'indice alzato del prelato che ha ammonito il cronista a non rientrare, svoltasi nell'imbarazzato silenzio dei fedeli.<br />
<br />
"Mi sono sentito offeso e umiliato - è il commento di Biasetto - evidentemente il vescovo considera anche me un emissario del "principe delle tenebre", epiteto che aveva usato in una lettera inviata a don Sante. Io sono un cattolico praticante e quanto è successo mi imbarazza molto, perché sono stato additato come indegno di stare in chiesa davanti a tutta la comunità. La mia sola colpa, ammesso e non concesso che lo sia, è di aver fatto il mio lavoro e di aver scritto semplicemente la verità".<br />
<br />
Il comportamento del vescovo (che in Curia definiscono "esasperato" dalla prolungata attenzione rivolta dai media al caso del prete-papà) ha suscitato una pioggia di proteste: "Un gravissimo attacco alla libera e corretta informazione in uno Stato laico dove il dialogo e il confronto tra cittadini, vescovi compresi, dev'essere fondato su rispetto e tolleranza reciproci", è la condanna espressa dal comitato di redazione Finegil (il gruppo per cui lavora Biasetto), sindacato veneto giornalisti e Unione cronisti italiani. <br />
<br />
"Intollerabile e inaccettabile. Non ci sono altri aggettivi per definire quanto successo nella chiesa di San Bartolomeo a Monterosso di Abano", ha affermato Guido Columba leader dell'Unione Italiana Cronisti. "L'unica colpa ascritta al giornalista è quella di aver fatto il proprio mestiere riportando l'evoluzione di una vicenda che è rimbalzata sulle cronache nazionali e internazionali".<br />
<br />
Autore: Filippo Tosatto<br />
da "La repubblica", 23 Giugno 2008]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=425</comments>
 <pubDate>Thu, 26 Jun 2008 11:30:15 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Il primo regalo di Berlusconi al Vaticano</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=424</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20080702-Berluspapa.jpg">Berluspapa</a></div><br />
Il primo regalo di Berlusconi al Vaticano<br />
<br />
Nel <b>Disegno Di Legge (DDL) sulle intercettazioni telefoniche</b>, il <b>Governo Berlusconi 4</b> ha deciso di ampliare le tutele che riguardano l'azione penale nei confronti dei <b>sacerdoti del culto cattolico</b>.<br />
<br />
Se già nella normativa vigente (art. 129 Dlsg. 271/1989) è previsto che anche la diocesi di appartenenza sia informata dell'azione penale esercitata nei confronti di un prete cattolico, ora l'obbligo di informazione, da parte dell'autorità giudiziaria, verrebbe esteso anche ai provvedimenti di fermo, arresto, custodia cautelare e ad ogni altra misura cautelare personale, nonché agli avvisi di garanzia.Inoltre, novità assoluta, il Pubblico Ministero deve informare la Segreteria di Stato della Santa Sede dell'azione penale nei confronti di un vescovo od ordinario diocesano di qualsiasi genere.<br />
<br />
Non si comprende di che utilità possa essere avvertire con questa estensione le autorità ecclesiastiche dei procedimenti messi in atto dalla magistratura inquirente italiana nei confronti di sacerdoti che, nonostante la loro ordinazione, sono e restano cittadini italiani. Inspiegabile e ingiustificabile è la trasmissione di atti d'ufficio dello Stato italiano a un governo estero quale è la Santa Sede.<br />
<br />
Si suppone che questa piccola norma, nascosta fra le pieghe di un DDL rispetto al quale è fuori contesto, sia uno dei tanti modi con cui il Governo in carica cerca di concretizzare il suo esplicito proposito di <b>“compiacere il Papa e la Sua Chiesa”</b>.<br />
<br />
Sembra riconfigurarsi una sorta di “diritto di foro ecclesiastico”, analogo a quello che, ancora nel XIX secolo, prima della Legge Siccardi, garantiva agli ecclesiastici di essere giudicati solo dai loro pari.<br />
<br />
L'obbligo di informare le Diocesi e il Vaticano dell'azione penale e di altri provvedimenti permetterà alle gerarchie ecclesiastiche di usare i loro potenti mezzi per difendere l'ecclesiastico ben prima dell'inizio del processo vero e proprio, ad esempio convincendo i denuncianti a ritirare le loro querele.<br />
<br />
Immagini il lettore le conseguenze sui procedimenti penali a carico di ecclesiastici per pedofilia o violenza sessuale, oppure per usura (come quelli che tempo fa riguardarono un Cardinale).<br />
<br />
Inoltre non si comprende perché si debba operare una discriminazione a vantaggio dei soli sacerdoti cattolici, escludendo dai benefici concessi il personale religioso di altre confessioni, come gli imam musulmani o i pastori valdesi. Ma forse ciò è causato dalla mancanza, in quelle confessioni, di una gerarchia ecclesiastica bronzea e indiscutibile come quella cattolica e con la conseguente mancanza di "superiori" dell'indagato da informare.<br />
<br />
Il Circolo bergamasco dell'Unione Atei e Agnostici Razionalisti (UAAR) esprime la sua forte contrarietà a questo provvedimento e invita i cittadini italiani a diffondere il più possibile questa informazione, su cui i grandi media hanno fatto calare il silenzio, denunciandone l'inaccettabilità.<br />
<br />
Circolo UAAR Bergamo]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=424</comments>
 <pubDate>Tue, 24 Jun 2008 10:43:52 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Transessualità e scienze sociali</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=423</link>
<description><![CDATA[<div style="text-align: center"><b>BergamoLaica </b>organizza la presentazione del libro<br />
<b>Transessualità e scienze sociali</b><br />
acd E. Ruspini, M. Inghilleri<br />
presso <b>Il Caffè Letterario – via San Bernardino 53 - BG<br />
Giovedì 26 Giugno – ore 20.30</b></div>La transessualità è presente in tutte le culture: alcune di queste le hanno riconosciuto un preciso ruolo sociale, altre hanno negato a chi la pratica il diritto alla vita. Nella società occidentale del XXI secolo, la transessualità resta un tabù e i transessuali sono considerati i peggiori fra gli “anormali”. I “normali” li ritengono degni di essere insultati e percossi nel peggiore dei casi, passibili di un sorrisetto compassionevole nel meno infausto. Questa serata cercherà di affrontare la tematica della transessualità dal punto di vista sociologico, investigando su che cosa sia la vita trans italiana oggi; ciò con l'aiuto dei migliori studiosi, esperti e viventi della condizione in oggetto.<br />
<br />
Saranno presenti:<br />
i due curatori<br />
<b>Elisabetta Ruspini</b><br />
Professore associato di sociologia presso il dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell'Universita degli Studi Milano-Bicocca<br />
<b>Marco Inghilleri</b><br />
Psicologo e psicoterapeuta, presidente dell'Associazione Italiana di Psicologia e Sociologia interattivo-costruttivista.<br />
autori dei saggi presenti nel volume<br />
<b>Claudio Fasola</b><br />
Psicologo e psicoterapeuta, cultore e borsista presso la cattedra di Psicologia Clinica dell'Università di Padova.<br />
<b>Simona Luciani</b><br />
Psicologa esperta in psicologia giuridica. CTU presso il tribunale di Vicenza, docente formatrice nel Master di Psicologia e Psicodiagnostica Forense, Università degli Studi di Padova.<br />
<b>Carla Turolla</b><br />
Laurea in fisica, 'imprenditrice, attivista nel movimento transgender]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=423</comments>
 <pubDate>Tue, 24 Jun 2008 10:40:56 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Bologna - 28 Giugno - Gay Pride nazionale</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=419</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20080702-Bologna2008.jpg">Bologna - 28 Giugno 2008 - Gay Pride nazionale</a></div><br />
Il 28 Giugno si terrà a Bologna il Gay Pride nazionale, che sarà verosimilmente la più grossa manifestazione anti-clericale e laica dell'anno corrente. Anche noi, così come molti altri Circoli UAAR, aderiamo all'iniziativa.<br />
<br />
Per quanto riguarda il trasporto da Bergamo, i giovani del PRC organizzano un pullman a 14 euro, con partenza nel primo pomeriggio e rientro a mezzanotte, come al solito dal Piazzale della Malpensata (per info e prenotazioni 3402737537 oppure 3289528130).<br />
<br />
il programma ufficiale: <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.bolognapride.it/materiale/programma_bologna_pride_2008.pdf')">www.bolognapride.it/materiale/programma_bologna_pride_2008.pdf</a><br />
il documento politico: <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.bolognapride.it/2008/05/15/documento-politico-bologna-pride-2008/')">www.bolognapride.it/2008/05/15/documento-politico-bologna-pride-2008/</a>]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=419</comments>
 <pubDate>Mon, 16 Jun 2008 14:20:16 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Ingerenze sistematiche da parte del Vaticano</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=418</link>
<description><![CDATA[Il Vaticano non si sposta di un centimetro dalla prassi, invalsa sin dalla gestione della CEI da parte di Ruini, di commentare e giudicare leggi dello Stato Italiano. <br>Il ricchissimo Stato della Chiesa attacca la proposta, avanzata dal Governo Berlusconi IV, di rendere reato l'immigrazione clandestina sul nostro suolo. <br>Ma qualcuno mi spiega in che cosa questo provvedimento abbia a che fare con la missione della Chiesa e con la salvezza delle anime? <br>Da quando la Chiesa ha il diritto di giudicare pubblicamente i provvedimenti della Repubblica italiana e dell'Unione Europea (che sta decidendo per una stretta anti-immigrazione)?E' compito della Chiesa difendere i diritti umani? <br />
Oltretutto l'appello del Vaticano appare ipocrita, in quanto un uso più accorto delle risorse economiche della Santa Sede (attualmente mobilitate in investimenti segreti, su cui nessuna autorità internazionale può mettere il becco) eliminerebbe, per un buon numero migranti, le cause stesse dell'emigrazione; ciò eccezion fatta per l'AIDS, che il divieto cattolico di uso del preservativo contribuisce grandemente a diffondere.<br />
<br />
Seguono stralci da un articolo della Eco locale (3-6-08):<br />
<br />
Il segretario del «ministero dell'Immigrazione» della Santa sede, monsignor Agostino Marchetto, opponeun secco no all'ipotesi di arresto per quelli che non vuole nemmeno chiamare «clandestini», ma «irregolari».<br />
«I cittadini di Paesi terzi, come cittadini comunitari, non dovrebbero essere privati della libertà personale o soggetti a pena detentiva a causa di un'infrazione amministrativa», ha detto monsignor Marchetto in un'intervista a Radio Vaticana rilasciata da Nairobi, in Kenya.<br />
Il segretario del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti precisa di riconoscersi «personalmente» «nell'opinione espressa dalla minoranza a Bruxelles», dove la maggioranza ha invece recentemente concordato sull'opportunità di trovare un compromesso per il rimpatrio dei clandestini e l'arresto per i recidivi. <br />
Su questo indirizzo, che vorrebbe tramutarsi in direttiva europea, si preannuncia un'aspra battaglia, e il Vaticano, di certo, <strong>non ne resterà fuori</strong>.<br />
No, dunque, all'equazione clandestino uguale criminale, anche se, ovviamente, dice la Chiesa, chi si trasferisce in un Paese deve osservarne le regole sociali e giuridiche, e pagare se sbaglia, come tutti gli altri.<br />
Marchetto cita il Papa, ricordandone i reiterati appelli per il rispetto dei diritti umani dei migranti. Lo stesso pontefice, intervenendo pochi giorni fa all'assemblea dei vescovi italiani, aveva parlato di immigrazione, ponendo l'accento sull'urgenza di «legalità» e di «sicurezza».]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=418</comments>
 <pubDate>Tue, 3 Jun 2008 12:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>8 x 1000</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=298</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070325-8x1000-uaar.gif">8 x 1000</a></div>Otto per Mille<br />
<br />
Anche se non firmi, finanzi la Chiesa cattolica (e gli altri).<br />
<br />
Clicca qui di seguito per <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaar.it/laicita/otto_per_mille/')">approfondire l'argomento sul sito nazionale della UAAR </a>o per 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20070325-attenti-all-otto-per-mille.pps')">visualizzare una presentazione</a> contenente le informazioni essenziali.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=298</comments>
 <pubDate>Sat, 24 May 2008 08:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Il Cinque per mille all’UAAR</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=408</link>
<description><![CDATA[Dallo scorso anno, l’UAAR è diventata un’associazione di promozione sociale. Ciò significa che è possibile indicarla come destinataria del cinque per mille nella dichiarazione dei redditi, come previsto dalla Legge Finanziaria 2008.<br />
<br />
Per destinare il 5 per mille all’UAAR è sufficiente compilare lo spazio riservato al cinque per mille sulle dichiarazioni dei redditi (CUD, 730, Unico) nel seguente modo:<br />
<ul><li>apporre la propria firma nel riquadro “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c.1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1997 e delle fondazioni nazionali di carattere culturale”;<br />
<li>riportare il codice fiscale dell’UAAR (92051440284) nello spazio collocato subito sotto la firma.</ul>]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=408</comments>
 <pubDate>Sat, 24 May 2008 08:23:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Gay &quot;sub condicione&quot;</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=417</link>
<description><![CDATA[Il nuovo Governo comincia con il piede sbagliato, come del resto ci si poteva attendere.<br />
La posizione della neo-ministra Carfagna, nota soubrette spedita a Palazzo Chigi dal potere maschile per le sue strabocchevoli doti intellettuali e di cui  potete trovare una foto da calendario, sembra un po' quella di Fini: si può parlare in Parlamento, ma a patto che non si dicano cose scandalose. <br />
Come dire. c'è libertà di espressione, ma a patto che tu non esprima nulla di scandaloso. A quando il ritorno della Buon Costume?<br />
<br />
<strong>Omofobia<br />
<i>Siate gay, ma sobri. Il Carfagna pride</i><br />
Roma</strong><br />
<br />
«L'omofobia va contrastata con la forza dell'educazione civica e del rispetto», bontà loro, ma d'altro canto «a questo atteggiamento deve corrispondere la sobrietà delle manifestazioni della comunità omosessuale che non dovrebbe mai scendere nell'esibizionismo e nel folklore». Così la neoministra per le pari opportunità Mara Carfagna, in occasione della giornata mondiale contro l'omofobia (ieri), e in vista del gay pride nazionale di Bologna (il 28 giugno).L'omosessualità può passare, purché non oltrepassi i limiti del bon ton. Questa nel migliore dei casi è l'idea che il governo Berlusconi IV si è fatto delle discriminazioni sessuali. Che dunque sono sbagliate, a patto che i discriminati siano gentili, educati e soprattutto senza parrucca. Immediata, e sarcastica, la risposta di Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay: «Siamo d'accordo con la neo ministra, altresì con il suo invito alla sobrietà. Infatti prendiamo l'impegno a sfilare a tutti i pride come se fossimo su una passerella di Miss Italia», quanto a sobrietà. «Per quanto ci riguarda non abbiamo nulla in contrario al concorso di bellezza, anche se esiste un ostentazione del corpo femminile, ma invitiamo il ministro ad occuparsi delle tante e tante discriminazioni che realmente esistono nel nostro paese. La Carfagna non dovrebbe ignorare, o mettere la polvere sotto il tappeto, di quali e quanti siano gli atti di omofobia di casa nostra per sostenere poi che in Italia tutto va bene», ha concluso Mancuso. Per Franco Grillini, presidente onorario Arcigay, piuttosto che fare chiacchiere la ministra dovrebbe battere un colpo e dire cosa intende fare contro le discriminazioni verso le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali del nostro paese. «Per esempio, potrebbe correggere la brutta legge voluta dal governo di destra sulle discriminazioni degli omosessuali sui luoghi di lavoro, potrebbe favorire l'approvazione delle norme antiomofobia arenatesi per la fine anticipata della legislatura, potrebbe dirci cosa ne pensa di una legge per le coppie dello stesso sesso nel giorno della sentenza della corte suprema della California che consentirà alle coppie gay locali di sposarsi, potrebbe infine dirci cosa intende fare della commissione per i diritti civili che tutt'ora dovrebbe essere operativa presso il suo ministero». Infine per la Pd Barbara Pollastrini non serve «un governo di ministri che impartiscono lezioni di comportamento a seconda del loro gusto estetico e delle loro convinzioni ideologiche. Il dovere è quello del rispetto e di sostenere azioni per il riconoscimento dei diritti e doveri di tutti».<br />
<br />
da "il manifesto", 18-V-08]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=417</comments>
 <pubDate>Tue, 20 May 2008 13:04:54 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Giovanni Jervis al Mutuo Soccorso</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=414</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20080516-jervis.gif">Libro Jervis</a></div><div style="text-align: center">Mercoledì 21 maggio - h 21<br />
Sala Zaninoni del Mutuo Soccorso<br />
via Zambonate 33, Bergamo<br />
<br />
per il ciclo: lessico del pensiero laico<br />
La ricerca di rassicurazioni: dogmatismo, pluralismo e relativismo<br />
<br />
presentazione del libro: Pensare dritto, pensare storto (Bollati Boringhieri, 2007)<br />
con l'autore Giovanni Jervis - psichiatra<br />
e Beatrice Catini - centro NuovoProgetto</div><br />
]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=414</comments>
 <pubDate>Mon, 19 May 2008 09:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Ex vescovo di Como Maggiolini indagato per favoreggiamento</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=413</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20080516-maggiolini.jpg">Vescovo Maggiolini</a></div>Avrebbe rivelato a parroco esistenza indagine a suo carico<br />
(ANSA) - COMO, 13 MAG<br />
Il vescovo emerito di Como Alessandro Maggiolini e' stato iscritto sul registro degli indagati della Procura di Como per favoreggiamento.<br />
Avrebbe aiutato don Mauro Stefanoni, l'ex parroco di Laglio, attualmente a processo per <strong>violenza sessuale</strong>, convocandolo in Curia nel 2004 per riferirgli dell'esistenza dell'indagine penale nei suoi confronti. <br />
Dell'iscrizione nel registro degli indagati si e' appreso a margine del processo a Stefanoni, per il quale il Pm ha chiesto ieri una condanna a 8 anni.<br />
Fonte: ANSA]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=413</comments>
 <pubDate>Fri, 16 May 2008 10:54:58 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Genova - sabato 17 maggio - Pride laico</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=415</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.resistenzalaica.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=1104&amp;Itemid=1')"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20080516-GenovaPrideLaico.jpg">Genova - Pride laico</a></a></div><br />
L’Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) aderisce al 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/Mauro/20080516-GenovaPrideLaico.pdf')">Pride laico di Genova</a>, organizzato per sabato 17 maggio con partenza alle ore 15.00 da piazza Montano a Caricamento. Un corteo cittadino, iniziative e incontri nella città, per ricordare pacificamente ai cittadini e alle istituzioni che lo Stato è laico.<br />
L’Uaar ha deciso di scendere in piazza dopo gli ultimi attacchi del Papa alla legge 194 e alla ricerca scientifica, ma anche per ribadire i diritti delle coppie di fatto e per condannare con forza i finanziamenti pubblici e i vantaggi fiscali regalati alla Chiesa Cattolica. <br />
<br />
Alla vigilia dell’arrivo del Papa a Genova, l’Uaar ha scelto perciò di aderire alla piattaforma politica della manifestazione: perché il Pride sia un modo per dare voce ai tanti atei e agnostici che vivono nel nostro paese e perché ai diktat della Chiesa non faccia seguito soltanto il solito riverente silenzio.<br />
<br />
Nel contesto delle manifestazioni del 17, l’Uaar partecipa ad una tavola rotonda su “Laicità dei saperi e autonomia della ricerca”, con Franco Ajmar genetista dell’università di Genova, che si terrà alle ore 11.00 alla facoltà di lettere in via Balbi 4.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=415</comments>
 <pubDate>Fri, 16 May 2008 08:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Assisi caccia gli accattoni E i francescani approvano</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=411</link>
<description><![CDATA[Il sindaco di centrodestra fa approvare un'ordinanza che vieta l'accattonaggio. E i frati, iscritti all'Ordine dei Mendicanti, dicono sì<br />
Luca Cardinalini<br />
Assisi<br />
<br />
Per dichiarare la sua personale guerra ai poveri (non alla povertà, quella è più difficile) al sindaco di Assisi, Claudio Ricci, sono bastate tre ordinanze tre. Con la prima stabilisce l'orario di chiusura di bar e locali in genere (una di notte, una e mezzo d'estate), con la seconda ordina l'allontanamento coatto dalla città di tutti i campi nomadi. Ma la terza è addirittura strepitosa: divieto per i mendicanti di accovacciarsi «a meno di 500 metri da chiese, luoghi di culto, piazze ed edifici pubblici». Vista la densità di chiese nella piccola cittadina, praticamente sarà tutta off limits per chi chiede la carità.<br />
Ricci - ingegnere, dicono astro nascente di Forza Italia locale, sindaco oriundo in una terra dove l'immigrazione si conta a metri (non è nativo di Assisi, ma di Marsciano, che sta poche curve più in là) - non ci sta a passare per sindaco sceriffo, però... Dice che molti comuni umbri gli hanno già richiesto una copia dell'ordinanza, tanto è fatta bene. Dice anche di non trovare per nulla strano, nella città del Poverello per antonomasia (sesta regola: «I frati non si approprino di nulla, né casa, né luogo, o alcuna altra cosa. E come pellegrini e forestieri in questo mondo, servendo al Signore in povertà ed umiltà, vadano per l'elemosina con fiducia»), questa tolleranza zero verso chi mendica. «E' una questione di decoro, di decenza della città. In quanto sindaco devo garantire una tranquilla convivenza e il diritto a vivere sereni, devo tutelare il territorio e chi ci vive. E' una questione di sicurezza».<br />
Già, la sicurezza. Parolina magica in questi tempi, capace di scardinare parecchi lucchetti, ideologici ed ora anche religiosi. Nel mirino così sono finiti quei poveracci soliti piazzarsi all'ingresso dei santuari francescani chiedendo qualche soldo. Qui ad Assisi si contano sulle dita delle mani, molti si conoscono per nome. Ma non basta, evidentemente. Ancora Ricci: «Non sempre questi accattoni si limitano a tendere la mano. Abbiamo sempre più notizie di aggressioni, liti, furti, raggiri e molte delle segnalazioni ci arrivano proprio dall'interno del santuario».<br />
Detto che Assisi non è il Bronx, anche qui alle pendici del monte Subasio va di moda discettare di sicurezza urbana, di lotta alla criminalità, piccola o grande che sia. Così, anche il lettore più disincantato, resta un attimo in sospeso sentendo il primo cittadino della città Serafica - e le parole dovrebbero pure avere un senso - vantarsi di aver attivato duemila punti luce, e poi un sistema di videosorveglianza 24 ore su 24, e poi di «simil-ronde», vale a dire di volontari che a bordo di macchine del Comune girano per i vicoli della città, anche di notte, muniti di telefonino con cui chiamare polizia o carabinieri alla prima avvisaglia di pericolo.<br />
E i frati francescani? L'hanno presa bene, anzi benissimo. Nel senso che hanno plaudito all'ordinanza del sindaco, parlando di «richiamo al rispetto, per sé stessi, per i luoghi di culto, per gli abitanti e per i turisti». Le cronache locali riportano le dichiarazioni di padre Vincenzo Coli, custode del Sacro Convento: «In certi giorni d'estate, il prato della basilica di San Francesco assomiglia a Rimini o a Forte dei Marmi, con schiere di turisti stesi al sole, e ciò non è bello».<br />
E San Francesco? E Madonna Povertà? E la fiducia nell'elemosina? «Difficile dire cosa farebbe oggi San Francesco. Lui si vestì da mendicante a Roma, ma per fare l'esperienza dei poveri. Diceva che si doveva ricorrere alla mensa del Signore, cioè essere mendicante, solo quando non era possibile sostenersi con il lavoro. Eppoi c'è mendicante e mendicante, alcuni lo fanno davvero bisogno, altri lo fanno per professione».<br />
Altri ancora lo fanno per vocazione, come lo stesso padre Vincenzo, appartenente - appunto - all'Ordine dei Francescani Mendicanti.<br />
<br />
da "il manifesto", 27 aprile 2008]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=411</comments>
 <pubDate>Tue, 29 Apr 2008 14:42:30 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Giù le mani dalla 194!</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=406</link>
<description><![CDATA[<div style="text-align: center">Sabato 8 marzo 2008<br />
<br />
dalle ore 13 alle ore 14.30, presidio fuori dagli Ospedali Riuniti di Bergamo<br />
dalle ore 15.30 alle ore 17, presidio in Piazza Vittorio Veneto<br />
<br />
e inoltre<br />
<br />
ore 9, 30 presso la Sala Consiliare di Bergamo<br />
"Cento anni di 8 Marzo, facciamo il punto con Lidia Menapace"<br />
 <br />
ore 21 spettacolo di Franca Rame con Marina De Juli <br />
"Tutta Casa, Letto e Chiesa"al Teatro Creberg di Bergamo.</div>]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=406</comments>
 <pubDate>Wed, 5 Mar 2008 16:39:38 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Darwin Day: il video</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=405</link>
<description><![CDATA[<br />
<div style="text-align: center"><a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.archive.org/details/darwinday-08-bergamo')">Clicca qui per vedere il filmato</a></div>]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=405</comments>
 <pubDate>Mon, 18 Feb 2008 10:50:41 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Il denaro? sterco del demonio!</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=404</link>
<description><![CDATA[Per mesi e mesi L'eco di Bergamo ha pubblicato un inserto settimanale riguardante il sinodo diocesano. L'avete buttato via senza neppure aprirlo? male, perchè vi erano notizie molto interessanti e altrimenti introvabili. Nel maggio 2007, ad esempio, la diocesi, a mezzo del suo economo Mons. Lucio Carminati per la prima volta dava i numeri. E che numeri! Chiesa povera? chiesa ricca? potere forte? Il 5.6.07 il Vescovo, alla festa dll'oratorio di Longuelo affermava: <br />
"Chiesa potere forte? un pregiudizio". Giudicate voi sulla base dei numeri forniti, con encomiabile trasparenza, dal ministro delle finanze della Diocesi di Bergamo. Patrimonio immobiliare come puro valore di costruzione (senza contare il valore artistico dei beni e stima per difetto) 3 miliardi di euro (6.000.000.000.000 seimila miliardi di lire). beni mobili (oggetti) approssimativamente 1.400.000.000 (un miliardo quattrocentomilioni) di euro. Entrate annue diocesi: 75.000.000 di euro di cui 13.000.000 per sole elemosine raccolte nelle chiese. I bergamaschi versano 20.000.000 di euro con l'otto per mille ma da Roma ne tornano "solo" 5.000.000. Dividendi azionari 800.000 euro l'anno, in particolare Credito Bergamasco e Popolare Bergamo. Ciò signfica che le azioni detenute ammontano, con larga approssimazione, a circa 21.000.000 di euro. L'intervistatore domanda: ma come è l'investimento tipo? risposta: circa il 20% azioni, il resto (80%) obbligazioni. Resta dunque da calcolare a quanto ammontano le obbligazioni di proprietà. E sui conti correnti? attualmente (maggio 07) risponde il "ministro" 33.000.000 di euro. Per "i poveri" parrocchie e diocesi versano 3.400.000 euro, ovvero una percentuale minima anche solo delle elemosine raccolte in chiesa (15%) pari al 6,5% delle offerte totali. I dati riguardano anche le forti spese che la diocesi deve sostenere per la manutenzione dei beni. Sono dati importanti, pari quasi ad una manovra finanziaria. Giudicate voi se sono corrette le usuali geremiadi della chiesa che allo stato, ai comuni, alle provincie, agli enti continua a chiedere denari e facilitazioni. I dati di cui sopra sono stati pubblicati dall'insospettabile L'Eco di Bergamo il 13.5.07 e riguardano, naturalmente, solo la diocesi locale. Beati i poveri perchè erediteranno il regno dei cieli. <br />
<br />
Roberto Trussardi]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=404</comments>
 <pubDate>Fri, 15 Feb 2008 12:30:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>&quot;La taverna del diavolo&quot;</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=401</link>
<description><![CDATA[<div style="text-align: center">Il <b>16 febbraio 2008</b> alle <b>ore 18 </b><BR/>presso il <b>Caffè Letterario</b> di <b>Bergamo </b>(Via San Bernardino n.53)<br />
<br />
presentazione del libro di <b>Roberto Trussardi </b><br />
"<b>La taverna del diavolo </b>- i setti omicidi dell'anarchico Simone Pianetti"<br />
romanzo storico</div><br />
Sarà  presente l'autore.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=401</comments>
 <pubDate>Tue, 12 Feb 2008 23:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Invito al Darwin Day</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=399</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Mauro/20080205-StainoDDU_big_ridotta.jpg">Staino</a></div><br />
<div style="text-align: center"><b>martedì 12 febbraio 2008 ore 21<br />
Sala del Mutuo Soccorso</b><br />
Via Zambonate 33 - Bergamo<br />
<br />
<b>Modificare il genoma umano: continuazione dell’evoluzione biologica?</b><br />
Interverrà il Dott. <b>Paolo Vezzoni</b><br />
<br />
(
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/Mauro/20080205-DarwinDay2008Bg.pdf')">clicca qui per visualizzare la locandina</a>)</div><br />
<i>La Storia è lo studio di tutto ciò che è avvenuto nel passato. La storia di come gli organismi biologici si siano formati e siano giunti alle forme attuali va spesso sotto il nome di “evoluzione biologica”. Ricostruire gli eventi come sono accaduti non è un’impresa semplice e le nostre concezioni sul passato sono mutate considerevolmente negli ultimi secoli. Circa 150 anni fa Darwin e Wallace diedero un fondamentale contributo alla comprensione della storia biologica della Terra sostenendo che le specie ancora esistenti si erano evolute da altre e non erano state create una per una indipendentemente. Questo deve ritenersi ormai acquisito, anche se i meccanismi che stanno alla base di questo fenomeno non sono completamente chiari.</i><i><br />
Vi è comunque un consensus sul fatto che piccole differenze nel genoma (cioè “mutazioni” nel DNA) abbiano un ruolo fondamentale in questo processo. Grazie al sequenziamento di vari genomi e alla loro analisi comparativa, cominciamo ad avere un quadro più chiaro di ciò come ciò sia avvenuto. Ultimamente, con l’acquisizione del genoma dello scimpanzé e del macaco, questa analisi si è estesa anche agli ultimi eventi che hanno portato alla comparsa dell’Homo sapiens.<br />
Lo studio della Storia viene spesso visto come un mezzo per indagare possibili sviluppi futuri. E’ insito nel termine “evoluzione” un aspetto di miglioramento, di progresso. Anche per Darwin, l’uomo è in cima alla scala dell’Essere. Oggi ne siamo meno certi, ma è innegabile che l’uomo sia un organismo stupefacente. Tuttavia l’uomo è ancora un organismo assai fragile che la natura può spazzare via in ogni momento. La sua fisiologia è a grande rischio, ma la sua componente psicologica può provocare danni anche maggiori. La storia dell’umanità è da un lato una lotta continua contro malattie e carestie, ma è anche un elenco infinito di crudeltà indicibili. Anche se l’uomo si è evoluto, non lo ha fatto abbastanza.<br />
Studi recenti di genomica umana hanno mostrato come la variabilità umana sia maggiore di quanto si fosse immaginato. La stima che individui umani avessero fino allo 0,1% di differenze nella sequenza del loro DNA è stata rivista al rialzo, anche a causa del riscontro di numerosi regioni cromosomiche che sono presenti in un numero diverso di copie nelle varie popolazioni umane. Questo dimostra che il substrato su cui l’evoluzione agisce, cioè le mutazioni nel DNA, continuano a verificarsi. Tuttavia non è chiaro se la selezione possa ancora agire su di esse, dal momento che essa richiede una sopravvivenza differenziata della progenie che nelle società occidentali tende a non essere più determinata geneticamente.<br />
Sorge allora il problema della possibilità di indirizzare l’evoluzione dell’uomo verso una specie migliore di quella che occupa oggi il pianeta. Il tema che verrà trattato pertanto è fino a che punto questo sia possibile e consigliabile. La discussione pertanto partirà dalle modifiche del genoma che possono essere oggi compiute nel topo, per discutere le condizioni tecniche che devono essere soddisfatte perché queste possano essere effettuate, in un futuro non prossimo, anche nell’uomo. Si discuterà infine se sia lecito e consigliabile intervenire sull’uomo. Deve essere tuttavia chiaro che il giudizio che ognuno di noi formulerà a questo proposito non potrà essere cercato all’interno di ciò che comunemente viene chiamata scienza biologica, ma dipenderà dalle concezioni che noi condividiamo sulla natura dell’uomo e del mondo in generale. Tra queste certamente vanno inserite anche alcune considerazioni sull’evoluzione e sul suo significato. Un cenno al dibattito tra Newton e Leibniz illustrerà questo punto.</i><br />
<br />
<b>Paolo Vezzoni</b>, nato a Milano il 14.11.1950, dopo aver conseguito il diploma di maturità classica presso l’Istituto Salesiano Sant’Ambrogio di Milano, si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 1974 presso l’Università degli Studi di Milano. Ha conseguito la specialità di Endocrinologia presso l’Università di Pavia nel 1977 e quella di Oncologia presso l’Università di Genova nel 1980. Dopo un periodo trascorso presso l’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano, dal 1986 lavora presso l’Istituto di Tecnologie Biomediche del CNR di Segrate (MI), dove si è occupato di genetica umana nell’ambito del Progetto Genoma Umano. E’ stato vicecoordinatore del Progetto Genoma Umano del CNR diretto dal prof Renato Dulbecco. E’ autore di oltre centotrenta pubblicazioni scientifiche e di quattro libri: “Biotecnologie della vita quotidiana”, Laterza, 2000 (con A. Bazzi, vincitore del 1° premio Serono per la divulgazione scientifica, 2003); “Si può clonare un essere umano”, Laterza, 2003; “Intersezioni. Questioni biologiche di rilevanza filosofica”, McGrawHill, 2000; e “Il futuro e il passato dell’uomo”, Bruno Mondadori, 2006. In quest’ultimo libro discute alcuni aspetti dell’evoluzione umana e della possibilità di modificare l’uomo. Per la rivista “Le Scienze” ha curato insieme a Dulbecco il dossier “Il Progetto Genoma Umano”, Le Scienze, Quaderni n. 100 D, 1998 e un inserto su “Clonazione: problemi etici e prospettive scientifiche.  Le Scienze, suppl, maggio 1997. Sul numero di dicembre 2007 di “Le Scienze” è uscito un suo articolo per i vent’anni del Genoma Umano “Geni, evoluzione e malattie”.<br />
<br />
I <b>Darwin Day </b>nascono negli Stati Uniti a metà degli anni novanta quando le associazioni di creazionisti riuscirono a cancellare l'evoluzionismo dai programmi scolastici di alcuni stati: da allora, il 12 febbraio è diventato un evento di dimensioni planetarie; ovunque si tengono conferenze, incontri, dibattiti ed eventi vari che celebrano i valori della ricerca scientifica e del pensiero razionale. Nel 2003 il Darwin Day è finalmente arrivato anche nel nostro Paese grazie all’UAAR.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=399</comments>
 <pubDate>Tue, 5 Feb 2008 22:28:12 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>La laicità in università - Bergamo 4/2/2008</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=397</link>
<description><![CDATA[<div style="text-align: center">Lunedì <b>4 febbraio </b>2008, <b>ore 16.00 </b>– 19.00,  Aula 15<br />
<b>Facoltà di Economia – Via dei Caniana 2 – Bergamo</b><br />
<br />
<b>Dibattito pubblico: Etsi Deus non daretur. Per la laicità dell'università.</b></div><br />
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Intervengono: Telmo Pievani, docente di Filosofia della scienza (Università di Milano-Bicocca), Pietro Adamo, docente di Storia moderna (Università di Torino), Don James Organisti, docente di Teologia fondamentale (Istituto Superiore di Scienze Religiose, Bergamo)<br />
<br />
L’iniziativa è stata promossa dai docenti Riccardo Bellofiore, Bruno Cartosio, Walter Fornasa, Stefano Lucarelli, Maria Grazia Meriggi, Cristiana Ottaviano, Barbara Pezzini, Stefano Rosso, Marco Savini, Giovanni Scirocco, Persio Tincani, Giovanna Vertova<br />
<br />
]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=397</comments>
 <pubDate>Thu, 31 Jan 2008 20:40:30 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Joseph Ratzinger alla Sapienza</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=394</link>
<description><![CDATA[L'episodio della prevista visita, poi annullata, del Pontefice Romano all'Università “La Sapienza” di Roma fa comprendere quanto il clericalismo si sia innestato in tutti i ceti dirigenti di questo paese.<br />
<br />
La reazione che politici e, soprattutto, mass-media, stanno avendo alla decisione di Joseph Ratzinger di non recarsi all'inaugurazione dell'anno accademico della Sapienza è inqualificabile: il Papa sarebbe stato vittima di un moto intollerante, di un rigurgito anticlericale della peggior specie, contrario al dialogo culturale e alla buona educazione.<br />
<br />
Prodi, Veltroni, Rutelli, TG1, TG2, persino Mussi di SD, per non parlare del centro-destra, gridano all'unisono che l'Italia avrebbe dato prova di mancanza di democrazia, che chi manifestava contro la presenza del Papa in università avrebbe dimostrato settarismo, chiusura mentale e unilateralismo. Mazza, direttore del TG2, prendendo la parola in prima persona di fronte alle telecamere, dichiara che le posizioni dei manifestanti alla Sapienza sarebbero contrarie alla “cultura liberale”.<br />
<br />
Tutto ciò in presenza di una continua ingerenza del Papa in questioni che non lo riguardano e che, per il liberale principio di laicità, non lo possono riguardare: il Pontefice è recentemente arrivato a lamentarsi del degrado urbano di Roma, tema che non si vede quale attinenza con la sua missione spirituale possa mai avere. Fra poco si suppone si sentirà in diritto di dire qualcosa sull'emergenza rifiuti in Campania.<br />
<br />
Ma più che le intrusioni di Benedetto Decimosesto, che fa solo il suo lavoro di monarca assoluto di una religione totalizzante, stupisce la posizione del mondo politico, mediatico e intellettuale. Quest'ultimo infatti trova da un lato del tutto normale far inaugurare l'anno accademico di un'università pubblica a una figura che non può, per sua stessa natura, rappresentare tutti gli studenti e tutti i docenti; dall'altro, reagisce in maniera spropositata, degna dei <i>pasdaran</i> iraniani, di fronte alla libera decisione del Vescovo di Roma di non raccogliere l'invito rivoltogli. Occorre precisare che questa decisione non è stata estorta né con minacce né con violenza, contrariamente all'abiura di Galileo Galilei del 1633 su cui si è polemizzato, ma è stata dettata solo dalla volontà del Pontefice di non avere a che fare con contro-manifestazioni, le quali fanno parte della fisiologia della vita politica di ogni paese democratico. Ma questo Ratzinger, ultimo sovrano assoluto d'Europa, lo ignora o, più probabilmente, non lo accetta.<br />
<br />
Intolleranti non sono gli studenti e i professori universitari legittimamente mobilitatisi per contrastare una decisione del loro Rettore che ritenevano incivile e incompatibile con l'istituzione universitaria, bensì il 90% dei politici e dei giornalisti al loro servizio, che fanno a gara per dar prova di osservanza alle direttive vaticane e che trattano il Pontefice come una figura che ha ogni diritto e nessun dovere. Persino persone dichiaratamente atee, come Pera o Ferrara, si sono schierate a fianco del Papa Panzer per pura convenienza. Agli occhi dei nostri dirigenti Ratzinger sembra non solo aver il diritto di parlare di qualsiasi cosa in mondovisione, ma anche di porre il veto su iniziative politiche interne alle dinamiche istituzionali della Repubblica Italiana, di influenzare pesantemente le future elezioni legislative del Regno di Spagna, di esigere in Italia una quasi completa esenzione fiscale, di vedersi riconosciuti dallo Stato italiano circa 900 milioni di euro all'anno attraverso il meccanismo perverso dell'8/1000. Il Papa sembra essere l'unica cosa su cui “destra” e “sinistra” (ormai ridotte a un unico “papocchio”) vanno d'accordo: il Pontefice bavarese è un uomo dalla grandissima cultura e dalla solida erudizione, che, come stabilisce il dogma di Mastai Ferretti, dice sempre la verità e non può fare nulla che non sia positivo (sebbene condanni a morte centinaia di persone al giorno proibendo l'uso del preservativo).<br />
<br />
Dunque contestare il papa è, per i politici italiani, di per sé errato e chiunque lo faccia può essere bollato come intollerante o terrorista, come accadde all'incolpevole Andrea Rivera il primo Maggio dello scorso anno.<br />
<br />
Ratzi sta avendo più successo dello stesso Wojtyla, per il quale alcuni gridarono “Santo subito!”: il Papa in carica è stato infatti santificato <i>ante mortem</i> dal mondo politico, che vede in lui il mezzo più sicuro per raggranellare quei 50.000 voti che decidono le elezioni in questa penisola. Per questo quasi tutti, dai comunisti ai neoliberisti, dai socialdemocratici ai cattolici laici, hanno deciso di buttare nel Tevere i loro valori politici e di tradire in molti casi la propria base per poter conservare quel potere che solo una stretta obbedienza ai dettami di Oltretevere sembra oggi garantire.]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=394</comments>
 <pubDate>Wed, 16 Jan 2008 09:40:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Lecco - 18 gennaio 2008 - giornata per la libertà di Eluana</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=393</link>
<description><![CDATA[In sintonia e naturale conseguenza del <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://radicalilecco.org/rad/modules/tinycontent/index.php?id=55')">Manifesto 'Libertà per Eluana'</a>, la Cellula Coscioni Lecco ed alcuni dei promotori hanno organizzato una serie di eventi nella giornata del 18 Gennaio.<ul><li>h 14.00 – registrazione dibattito televisivo Mina Welby/ Prevosto don Franco Cecchin a Tele Unica<li>h 15.00 – visita privata di Maria Antonietta Farina Coscioni a Eluana Englaro, accompagnata dal padre Beppino<li>h 16.00 – Convegno presso l'Ospedale Manzoni di Lecco organizzato in collaborazione con la Consulta di Bioetica di Milano dal titolo "Eluana Englaro 16 anni dopo: che prospettive dopo la sentenza della Cassazione?"<li>h 20.45 - Fiaccolata “Una rosa per Eluana” (ritrovo in Piazza Diaz)</ul>]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=393</comments>
 <pubDate>Tue, 15 Jan 2008 20:35:17 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Ratzinger: &quot;Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto.&quot;</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=391</link>
<description><![CDATA[da la Repubblica.it - 14 gennaio 2008<br />
<br />
"Un evento incongruo da annullare"<br />
La lettera dei docenti contro Ratzinger<br />
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ROMA - Un evento "incongruo" e non in linea con la laicità della scienza, l'intervento del Papa previsto giovedì 17 al termine della cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico dell'università di Roma La Sapienza. Lo giudicano così gli oltre 60 firmatari della lettera presentata nei giorni scorsi al rettore Renato Guarini, un'iniziativa che negli ultimi giorni sta raccogliendo centinaia di consensi nel mondo scientifico, anche da tanti scienziati italiani all'estero. <br />
Tra i firmatari, i fisici Andrea Frova, autore con Mariapiera Marenzana di un libro su Galileo e la Chiesa, Luciano Maiani, da poco nominato presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), Carlo Bernardini, Giorgio Parisi, Carlo Cosmelli. <br />
<br />
Ecco il testo della lettera: "Magnifico Rettore, con queste poche righe desideriamo portarLa a conoscenza del fatto che condividiamo appieno <a href=http://www.aprileonline.info/5852/la-lettera-di-marcello-cini/ target=cini>la lettera di critica che il collega Marcello Cini</a> Le ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertante iniziativa che prevedeva l'intervento di papa Benedetto XVI all'Inaugurazione dell'Anno Accademico alla Sapienza. Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini, salvo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella citta di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un'affermazione di Feyerabend: "All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto". Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all'avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano. <br />
<br />
In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l'incongruo evento possa ancora essere annullato".<br />
<br />
Gabriella Augusti Tocco, Luciano M. Barone, Carlo Bernardini, Maria Grazia Betti, Enrico Bonatti, Maurizio Bonori, Federico Bordi, Bruno Borgia, Vanda Bouche', Marco Cacciani, Francesco Calogero, Paolo Calvani, Paolo Camiz, Mario Capizzi, Antonio Capone, Sergio Caprara, Marzio Cassandro, Claudio Castellani, Flippo Cesi, Guido Ciapetti, Giovanni Ciccotti, Guido Corbo', Carlo Cosmelli, Antonio Degasperis. Francesco De Luca, Francesco De Martini, Giovanni Destro-Bisol, Carlo Di Castro, Carlo Doglioni, Massimo Falcioni, Bernardo Favini, Valeria Ferrari, Fernando Ferroni, Andrea Frova, Marco Grilli, Maria Grazia Ianniello, Egidio Longo, Stefano Lupi, Maurizio Lusignoli, Luciano Maiani, Carlo Mariani, Enzo Marinari, Paola Maselli, Enrico Massaro, Paolo Mataloni, Mario Mattioli, Giovanni Organtini, Paola Paggi, Giorgio Parisi, Gianni Penso, Silvano Petrarca, Giancarlo Poiana, Federico Ricci Tersenghi, Giovanni Rosa, Enzo Scandurra, Massimo Testa, Brunello Tirozzi, Rita Vargiu, Miguel A. Virasoro, Angelo Vulpiani, Lucia Zanello.<br />
<br />
]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=391</comments>
 <pubDate>Mon, 14 Jan 2008 17:26:52 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Sabato 19/1 - incontro/dibattito</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=389</link>
<description><![CDATA[<div style="text-align: center">Sabato 19 gennaio 2008 alle ore 15.30 nella ex Sala consiliare di Via T. Tasso, 4 a Bergamo<br />
<br />
<b>SCELTE DI FINE VITA</b><br />
L'’autodeterminazione della persona, il ruolo del medico, le responsabilità della politica<br />
<br />
L'incontro è promosso dalla costituenda "Cellula Coscioni di Bergamo" e dall'Associazione "Radicali Bergamo" - Relatori: Mina Welby, Carlo Alberto Defanti, Giuseppe Remuzzi - Coordina: Chiara Lalli<br />
<br />
aderiscono: <font color=green>Circolo Unione Atei (UAAR) di BG</font> - Centro Culturale Protestante di BG - Il Caffè Letterario - Comitato Promotore Arci-Gay di BG <br />
</div><ul><li>Mina Welby, moglie di Piero – malato terminale che, per la libertà propria e di tutti, ha saputo farsi dirigente politico – e attiva continuatrice del suo impegno con e nella Associazione Luca Coscioni;<br />
<li>Carlo Alberto Defanti, Primario neurologo emerito, A.O. Niguarda Ca’ Granda, Milano, tra i fondatori della Consulta di Bioetica, fondatore del Gruppo di studio di bioetica della Società italiana di neurologia;<br />
<li>Giuseppe Remuzzi professore in Nefrologia, Direttore del Dipartimento di Medicina Specialistica e dei Trapianti e della Divisione di Nefrologia e Dialisi degli Ospedali Riuniti di Bergamo e Direttore dei Laboratori Negri Bergamo dell’Istituto Mario Negri.<br />
<li>Chiara Lalli Bioeticista, docente di Logica e Filosofia della Scienza all’Università di Roma “La Sapienza, membro del Consiglio Generale dell’'Associazione Coscioni.<br />
</ul>]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=389</comments>
 <pubDate>Sat, 12 Jan 2008 09:58:31 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Venerdì 18/1 - conversazione con Renato Locatelli</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=390</link>
<description><![CDATA[<div style="text-align: center">Venerdì 18 gennaio - ore 21 - sala Zaninoni del Mutuo Soccorso (via Zambonate 33, Bergamo)<br />
<br />
per il ciclo: lessico del pensiero laico<br />
<b>IDEALIZZAZIONE E PENSIERO LAICO</b><br />
un approccio psicoanalitico alla laicità<br />
conversazione con Renato Locatelli (psicoanalista)<br />
<br />
l'iniziativa è promossa dal Centro culturale NuovoProgetto</div>Nei primissimi tempi della vita, il cucciolo d'uomo è suscettibile di passare, nello spazio di un istante, dallo stato infernale di un'angoscia parossistica (per un mal di pancia, fame, sete, freddo) a quello paradisiaco della calma necessaria alla sopravvivenza, grazie all'intervento di una funzione materna, che in psicoanalisi è chiamata "révérie"; è questa un'esperienza comune. <br />
<br />
Si coagula così, nel protosensoriale del corpo, un modulo psichico, per il quale, nel vissuto soggettivo del bambino, è vero che un intervento magico e quindi onnipotente lo salva; tale vissuto si stampa, in una memoria di cui non si avrà consapevolezza, come un timbro difficilmente ma non indelebile e costituisce la base sine qua non di ogni futura nozione e credenza di divinità.<br />
<br />
Renato Locatelli, psicoanalista neokleiniano, è fondatore e segretario scientifico del Nuovo Centro Copernico, “per la ricerca psicoanalitica individuale e di gruppo". Ha tradotto e curato l'edizione italiana degli ultimi due libri di Marcelle Spira: Alle sorgenti dell'interpretazione e L'idealizzazione. ]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=390</comments>
 <pubDate>Sat, 12 Jan 2008 09:30:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Inizia bene il nuovo anno!</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=388</link>
<description><![CDATA[Firma la <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.petitiononline.com/vaticano/petition.html')">petizione per l'abrogazione del Concordato tra Stato e Chiesa</a>. <br />
Se vuoi approfondire l'argomento <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaar.it/laicita/concordato/')">visita il sito nazionale dell'UAAR</a>.<br />
<br />
Già che ci sei... <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaar.it/uaar/adesione/')">perchè non ti iscrivi</a>?<br />
]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=388</comments>
 <pubDate>Sun, 30 Dec 2007 18:13:40 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Moratoria sull&apos;aborto - Bergamo Laica risponde al direttore de &quot;L&apos;Eco di Bergamo&quot;</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=385</link>
<description><![CDATA[Egregio direttore de "L'Eco di Bergamo",<br />
<br />
alle Sue posizioni relative alla moratoria sull'aborto ed espresse nel 
<script language="JavaScript" type="text/javascript">
<!--
function apri(nomefinestra,contenuto)
{
if(! window.focus) return;
var creafinestra=window.open("",nomefinestra,"top=50,left=50,width=680,height=460,dependent=no,scrollbars=yes,menubar=yes,toolbar=yes,resizable=yes,copyhistory=no,location=yes");

creafinestra.document.close();
creafinestra.document.write("<frameset><frame src="+contenuto+"></frameset>");
creafinestra.focus();
}
// -->
</script>
<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20071222-ongisaborto.rtf')">fondo del 20 dicembre</a>, crediamo sia opportuno accostare le nostre riflessioni. <br />
Considerare lo zigote appena concepito alla stregua di un essere umano è una tesi che non ha nessun fondamento scientifico o giuridico e che lede profondamente la dignità della persona umana, la quale si forma con un lento processo di relazione e socialità a partire dalla nascita. L'embrione è vita umana, ma non è né un essere umano né una persona, quindi non deve godere di alcuna tutela giuridica. Gli embrioni nelle loro prime fasi di vita sono insiemi di cellule che non hanno la possibilità di pensare né di provare sentimenti e il cui sistema nervoso centrale è molto meno complesso di quello di un cane o di un gatto adulti. <br />
Il semplice zigote, dopo la fecondazione, molto spesso non attecchisce nell'endometrio ed è destinato a non nascere, a prescindere dalla volontà umana: dovremmo celebrare un funerale ogni volta che ciò si verifica? Inoltre capita sovente che da un solo zigote si formino due o più persone, come nel caso dei gemelli monozigoti. Attribuire identità al mero ovulo fecondato comporterebbe pensare che i gemelli sono mezze persone o, in termini cattolici, che hanno mezza anima a testa. <br />
In questo siamo confortati anche dalla stessa teologia cattolica, nella persona di San Tommaso d'Aquino, per il quale gli embrioni non hanno "natura razionale" e dunque non sono persone; infatti lo stesso Doctor Angelicus definì la persona come "sostanza individuale di natura razionale", definizione che chiaramente non s'attaglia a un ente che non pensa e che ha la possibilità di dividersi in più enti. Per queste ragioni lo stesso Tommaso escluse dalla reincarnazione dopo il Giudizio Finale i feti non nati, che infatti nessun sacerdote cattolico si è mai sognato, in due millenni, di battezzare; solo una recente legge regionale lombarda, sintomo della stramberia dei tempi moderni, ha imposto la sepoltura di tutti i feti morti prima della nascita. <br />
Stando così le cose, qualsiasi esigenza della donna incinta supera gli pseudo-diritti dell'embrione sotto i tre mesi. La donna produce l'embrione con il suo corpo, del quale l'embrione stesso è parte; concepire l'embrione come separato dalla donna, senza la quale esso non potrebbe esistere, è del tutto fuorviante. La tutela della salute della donna, nonché del suo benessere psicofisico e della sua felicità devono essere il cardine di qualsiasi politica riguardanti l'aborto e la procreazione. <br />
Inoltre facciamo notare come l'attuale normativa sul tema, in vigore da quasi 30 anni (legge 194/1978), abbia fortemente limitato il numero degli aborti, che prima erano clandestini e mettevano in grave pericolo la salute delle donne. Solo l'estensione al massimo grado delle tecniche contraccettive e la normazione delle procedure abortive, che vanno sempre considerate una extrema ratio, permette di limitare l'abortività (numero di aborti all'anno per mille abitanti) di una società. Chi è a favore del divieto d'aborto e si schiera per la sua proibizione, di fatto gioca a favore dell'aborto stesso e contribuirà alla distruzione di molti più embrioni di quanti non venissero soppressi in precedenza. <br />
Riteniamo immorale reputare l'aborto "lo scandalo supremo del nostro tempo". Altri secondo noi sono i grandi scandali della nostra epoca: la drammatica sperequazione della ricchezza che affligge il nostro pianeta e in base alla quale l'80% della popolazione è costretto a vivere con meno del 20% delle risorse, ad esempio, o gli 850 milioni di persone malnutrite, i 40 milioni di malati di AIDS, il miliardo di esseri umani, adulti e perfettamente formati, che non ha accesso all'acqua potabile. Questi sono "gli scandali supremi del nostro tempo" e non l'aborto, che entro certi termini è una pratica assolutamente legittima. Gli italiani già una volta si sono pronunciati attraverso il referendum per mantenere in vita la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza: riteniamo pertanto doppiamente ingiusta una nuova crociata contro diritti civili sanciti dalla legislazione e confermati dalla volontà popolare.<br />
<br />
Bergamo Laica]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=385</comments>
 <pubDate>Sat, 22 Dec 2007 17:38:31 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Usa, violentata da sette preti, risarcita con 500mila dollari</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=384</link>
<description><![CDATA[Da la Repubblica del 5 dicembre<br />
La diocesi di Los Angeles paga la cifra record. Gli abusi compiuti dai suoi sacerdoti su una ragazza di 16 anni<br />
<br />
E il cardinale Mahony rivela: un anno fa aggredito da un uomo inferocito per lo scandalo pedofilia nella Chiesa<br />
<br />
LOS ANGELES - Violentata per anni da sette preti, ha vinto un risarcimento record. Rita Milla, che oggi ha 46 anni, ha subito violenze sessuali a partire dall'età di 16 anni;LOS ANGELES - Violentata per anni da sette preti, ha vinto un risarcimento record. Rita Milla, che oggi ha 46 anni, ha subito violenze sessuali a partire dall'età di 16 anni; ma oggi l'arcidiocesi di Los Angeles, retta dal cardinale Roger Mahony, ha dovuto tirare fuori dalle proprie casse mezzo milione di dollari. E lo stesso cardinale ha fatto le spese in prima persona della rabbia della gente sconvolta per gli scandali sessuali in cui è rimasta coinvolta la Chiesa californiana: lo scorso anno Mahony è stato vittima di un'aggressione violenta da parte di un uomo per strada, secondo quanto hanno raccontato alcuni sacerdoti con cui il cardinale si confidò. <br />
<br />
Il caso di Rita Milla, riferito dalla rete tv Cbs e finito su tutte le prime pagine dei giornali americani, è particolarmente crudo: la donna ha una figlia da uno di questi sacerdoti, mentre un altro aveva cercato di farla abortire dandole il denaro per recarsi nelle Filippine dove mettere in atto l'interruzione della gravidanza. <br />
<br />
Per la diocesi di Los Angeles è solo l'ultimo capitolo di una lunga serie di abusi sessuali: di recente la Chiesa della metropoli californiana ha pagato ingenti risarcimenti per centinaia di casi di violenze e molestie sessuali di cui si sono resi colpevoli negli anni sacerdoti del proprio clero. L'aggressione del cardinale Mahony si colloca in questo contesto: è avvenuta lo scorso anno, proprio dopo un patteggiamento di 660 milioni di dollari per gli abusi sessuali compiuti su oltre 500 minori della comunità. E' stato il maggiore ad essere mai stato pagato negli Stati Uniti per un caso di questo tipo. L'aggressione di Mahony, finora rimasta segreta, è stata riferita da alcuni preti che erano presenti all'incontro in cui lui la raccontò. Nessun commento ufficiale arriva oggi da parte del cardinale, che, secondo i racconti, ci mise un mese per rimettersi dall'assalto. <br />
<br />
E' stata l'avvocato di Rita Milla, Gloria Allred, a rivelare alcuni particolari della vicenda giudiziaria. La donna aveva 16 anni quando il prete Santiago Tamayo cominciò a molestarla sessualmente e poi iniziò ad avere una relazione con lei. Quindi Tamayo le presentò altri sei sacerdoti che abusarano sessualmente di lei, e uno di essi la mise incinta. <br />
<br />
Poco prima di morire, nel 1999, don Tamayo si scusò con la donna e fornì le prove che incastrarono gli altri preti colpevoli di aver compiuto violenze sessuali su Rita Milla. Ancora nel 2003 un tribunale dello Stato della California stabilì che il padre della figlia della donna era proprio un sacerdote, Valentie Tugade. <br />
<br />
Sullo scandalo l'arcidiocesi di Los Angeles non ha voluto commentare, ma il cardinale Mahony ha rilasciato una dichiarazione con la quale ha voluto riconfermare l'impegno della Chiesa degli Stati Uniti nella protezione dei bambini e nella prevenzione degli abusi sessuali. <br />
<br />
E' solo dei giorni scorsi un altro caso di abusi sessuali aveva colpito la Chiesa americana. La diocesi di Davenport, nello Stato dell'Iowa, aveva accettato un accordo legale in base al quale dovrà sborsare 37 milioni di dollari a 156 vittime di abusi sessuali commessi dai suoi sacerdoti fra il 1930 e il 2003. <br />
]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=384</comments>
 <pubDate>Thu, 6 Dec 2007 11:52:10 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>E dire che lo hanno appena fatto santo...non contento si reincarna</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=383</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/FrancoM/20071204-perdono--180x140.jpg"></a></div><br />
Corriere della Sera 4 dicembre...è successo a Montegalda, in provincia di Padova<br />
<br />
Wojtyla con la faccia di Silvio in un bollettino della parrocchia<br />
Il fotomontaggio usato per errore dal parroco<br />
L'errore di un sacerdote che aveva cercato in Rete una foto sul perdono <br />
 <br />
<br />
PADOVA - In una chiesetta di Montegalda, in provincia di Padova, domenica scorsa, prima domenica di Avvento, è stato distribuito un bollettino parrocchiale molto particolare. Sul pieghevole infatti compare la foto di Giovanni Paolo II che incontra il suo attentatore Ali Agca. E fin qui nulla di strano. Se non fosse (lo riporta Il Mattino di Padova) che al posto della faccia di Karol Wojty&#322;a compare quella di Silvio Berlusconi e che l'attentatore turco indossa una maglietta con la scritta «Kill the enthusiasm» («Uccidi l'entusiasmo»). <br />
<br />
 «SVISTA IMPERDONABILE» - Facile spiegare l'errore del distratto sacerdote, una svista forse aggravata da una scarsa conoscenza dell'inglese. Dovendo distribuire ai suoi parrocchiani un bollettino centrato anche sul tema del perdono, il malcapitato prete ha cercato su Internet un'immagine che fosse emblematica, digitando appunto la parola "perdono". E quale più eloquente di quella in cui Giovanni Paolo II incontra il suo attentatore? Peccato (è proprio il caso di dirlo) che si trattava, ma il parroco spiega di non essersene accorto e parla di «svista imperdonabile», di un fotomontaggio (dal blog «Fricat»), che compare nella prima pagina dei risultati di Google Immagini. <br />
]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=383</comments>
 <pubDate>Tue, 4 Dec 2007 16:47:42 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Studenti in fuga da preti e catechisti</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=381</link>
<description><![CDATA[Ora di religione, studenti in fuga al Nord uno su 4 non frequenta<br />
In Italia sono oltre 300 mila i ragazzi delle scuole superiori che "disertano"<br />
SALVO INTRAVAIA<br />
ROMA - Ora di religione: le classi si svuotano.È quello che accade nelle scuole superiori di quasi tutte le grandi città del Nord. Da Milano a Torino mentre a Roma il fenomeno è un po´ più contenuto ma consistente. A confermarlo è la stessa Cei (la Conferenza episcopale italiana), che ha recentemente pubblicato un dossier sulla frequenza dell´ora di religione cattolica a scuola. Nelle regioni settentrionali sono in totale più di un quarto (il 25,7 per cento) gli studenti che preferiscono una attività alternativa a quella di religione. Ma è nelle grandi città che nel corso degli ultimi anni il fenomeno ha assunto dimensioni tali da fare preoccupare gli stessi addetti ai lavori. Tanto che un anno fa Alberto Giannino, presidente dell´Associazione docenti cattolici, ha deciso di scrivere una lettera agli oltre 100 mila studenti delle scuole milanesi che "non si avvalgono", come si dice in gergo tecnico. «Hai preferito con la tua scelta - scrive Giannino - la libera uscita dalla scuola che ti consente una "vacanza" durante quest´ora in cui puoi andare al bar, al parco della scuola e a fumare una sigaretta. Cioè, mentre i tuoi compagni sono in classe col docente di religione a svolgere una lezione culturale sulla Bibbia tu hai scelto il disimpegno scolastico che io considero altamente diseducativo».<br />
Un rimbrotto che non è servito a molto, visto che la fuga dalle lezioni di religione non è stata arrestata. A Firenze addirittura la situazione si è ribaltata. Nell´anno scolastico 2006-2007 gli studenti che durante l´ora di religione hanno preferito togliere il disturbo sono stati più (il 58,7 per cento) di quelli che sono rimasti dentro le classi a seguire i corsi. Situazione simile a Bologna, dove i "dissidenti" hanno raggiunto il 47 per cento. Le classi si svuotano di un terzo a Milano, Torino, Venezia e Genova e nella cattolicissima Capitale si viaggia spediti verso il 30 per cento. In totale sono oltre 300 mila gli studenti italiani delle scuole superiori che disertano l´ora di religione. Nel 2000-2001 erano 218 mila. Ma quali sono le attività alternative cui si dedicano i ragazzi mentre i loro compagni seguono le lezioni di religione? Una piccola parte (il 10 per cento) è impegnato in attività "didattiche e formative" e 4 ragazzi su dieci studiano per recuperare i brutti voti presi fino a quel momento. Metà esce dalla scuola per rientravi dopo un´ora o va a casa in anticipo.<br />
In parte la fuga dall´ora di Religione può essere attribuita alla crescente presenza degli stranieri in classe. Ma non è sufficiente: anche sottraendo tutti gli alunni non italiani dal numero di coloro che "non si avvalgono" il trend è comunque in crescita. Una possibile spiegazione la dà l´Istat: nella recente indagine relativa agli aspetti de "La vita quotidiana" i giovani che «non si recano mai in un luogo di culto» è in aumento.<br />
Ma le classi semivuote durante l´ora di religione rappresentano per la scuola un dispendio di risorse. «Se gli istituti di secondo grado riuscissero ad organizzarsi in modo da accorpare le classi svuotate dagli alunni che "non si avvalgono", eviteremmo un fenomeno di sovradimensionamento delle nomine dei professori di religione pari a 1.200 unità, con un risparmio di 37 milioni di euro all´anno», dice il leader della Flc Cgil Enrico Panini.<br />
da "Repubblica", 19-XI-2007]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=381</comments>
 <pubDate>Wed, 21 Nov 2007 10:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Turisti nel nome di Dio un affare da 5 miliardi</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=377</link>
<description><![CDATA[Lo straordinario business dei pellegrinaggi cresce del 20% all'anno. Aerei selezionati conventi a 5 stelle. E l'extraterritorialità consente guadagni esentasse<br />
Il cardinale Ruini al primo pellegrinaggio in aereo<br />
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di CURZIO MALTESE da La Repubblica del 10 novembreDAL BLOG di papa Ratzinger, ufficioso ma benedetto dal Santo Padre, si legge: "Nell'era del low cost, l'Opera Romana Pellegrinaggi si adegua". La ricerca di Dio si affida a voli rigorosamente a basso costo. Il Boeing 707-200 della flotta Mistral, fondata nel 1981 dall'attore Bud Spencer, e ora targato Orp, è decollato il 27 agosto da Roma con destinazione Lourdes. <br />
I pellegrini, 148 fra i quali l'invitato Luciano Moggi, hanno intrapreso il viaggio spirituale supportati da una guida d'eccellenza: il cardinale Camillo Ruini. Il rettore della Pontificia Università Lateranense ha elargito la sua benedizione ai devoti. All'ingresso, le hostess in completo giallo e blu, spilla del Vaticano e fazzoletto giallo al collo, accolgono i passeggeri e li accompagno al posto. Sul poggiatesta si legge: "Cerco il tuo volto Signore". <br />
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È nato insomma con un lancio pubblicitario in grande stile l'accordo fra il Vaticano e la Mistral nel settore del turismo della fede. Per una "ricerca di Dio con voli rigorosamente a basso costo", la Chiesa si affida al testimonial Luciano Moggi, all'epoca già rinviato a giudizio, e alla chiacchierata compagnia delle Poste Italiane. La Mistral, fondata da Bud Spencer e salvata durante il governo Berlusconi con un'operazione giudicata fuori mercato perfino da alcuni parlamentari della destra e ancora oggi avvolta nel mistero. <br />
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Un'interrogazione del deputato di An Vincenzo Nespoli sul perché le Poste sborsavano fino a quindici volte il valore nominale delle azioni Mistral, per fare oltrettutto concorrenza all'Alitalia in crisi, non ebbe mai risposta dal governo. Il patto fra Mistral e Opera Romana Pellegrinaggi per trasportare il primo anno 50 mila pellegrini italiani verso i santuari d'Europa e Terra Santa, con la previsione di arrivare a 150 mila nel 2008 (centocinquantesimo anniversario dell'apparizione di Fatima) non è che la punta dell'iceberg di un affare gigantesco: il turismo religioso. Quasi sempre esentasse. <br />
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Il turismo è il primo settore commerciale del mondo per espansione, terzo per margini di profitti dietro il petrolio e il traffico di armi. In Italia, una delle principali mete del pianeta, la chiesa cattolica è di gran lunga il dominus del settore. Secondo l'indagine Trademark la chiesa cattolica controlla ogni anno un traffico di 40 milioni di presenze, 19 milioni di pernottamenti, 250 mila posti letto in quasi 4 mila strutture. Il volume d'affari supera i 5 miliardi di euro all'anno, il triplo del fatturato dell'Alpitour, primo tour operator italiano. In cima alla piramide organizzativa del turismo cattolico sta l'Opera Romana Pellegrinaggi, che ha convenzioni con 2500 agenzie e una rete con migliaia di referenti sul territorio. <br />
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L'Opr è presieduta da Camillo Ruini, Vicario di Roma, con Liberio Andreatta già amministratore delegato e ora vice presidente, alle dirette dipendenze della Santa Sede. A fianco dell'Opr svolge un ruolo importante l'Apsa, l'amministrazione patrimoniale della Santa sede, che gestisce gli immobili della Chiesa e spesso gli utili alberghieri. Entrambe le società hanno sede nella Città del Vaticano, godono dunque di un regime di extraterritorialità che significa in pratica non dover presentare bilanci e sfuggire alle leggi italiane in materia fiscale, di igiene, prevenzione eccetera. <br />
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In più, in tutte le convenzioni fra l'Orp e i clienti, esiste un comma (16) che rimanda "per tutte le eventiali controversie" alla "legge fondamentale dello Stato della Città del Vaticano". E qual è la legge fondamentale della Città del Vaticano? Questa, che su qualsiasi controversia legale, civile o penale, l'ultima parola spetta al Papa. Il turista cattolico o no, ma in ogni caso al novanta per cento cittadino italiano, che volesse reclamare contro il servizio offerto, dovrebbe dunque aspettare la parola definitiva del Santo Padre. Nonostante questo, lo Stato italiano favorisce in vari modi l'Orp, patrocinata anche dal ministero delle Comunicazioni. <br />
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L'extraterritorialità del resto è una regola piuttosto diffusa per le attività commerciali della Chiesa, come nella sanità privata. L'ospedale pediatrico romano del Bambin Gesù, per fare un esempio, notissimo ai genitori della capitale, riceve numerosi finanziamenti statali e della Regione Lazio. Ma né l'amministrazione statale né quella regionale hanno il potere di rivedere gli accordi col Bambin Gesù perché ogni modifica deve essere trattata direttamente dal ministro degli Esteri con il Vaticano. <br />
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In un settore ricco e in forte espansione come il turismo, l'extraterritorialità si traduce in un formidabile ombrello fiscale. Non si tratta soltanto dell'Ici non pagata per alberghi, ristoranti, bar di proprietà degli enti ecclesiastici. Ma anche del mancato gettito di Irpef, Ires, Irap e altre imposte. Su questo lungo elenco di privilegi fiscali, non soltanto sull'Ici, la commissione europea ha chiesto da tempo chiarimenti al governo italiano. I lavoratori delle "case religiose", sempre più spesso veri e propri alberghi rintracciabili sul circuito commerciale normale, sono spesso suore o preti o volontari o legati da contratti anomali di collaborazione. Quindi la Chiesa non deve pagare le imposte sul lavoro dipendente. <br />
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Nel sito della Cei, a questo proposito, si legge negli ultimi tempi una ricorrente lamentela per il fatto che, visti gli indici di crescita, la catena turistica religiosa deve ricorrere sempre più spesso al personale "esterno". "Il personale esterno non garantisce le stesse prestazioni" di suore e preti, pretende di essere pagato per gli straordinari e cerca di introdurre tutele sindacali. Sia pure con i limiti enormi di libertà imposti dalla giurisdizione pontificia. I privilegi fiscali della Chiesa si traducono in un vantaggio sulla concorrenza e nella possibilità di praticare prezzi fuori mercato. <br />
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Se il settore turistico cresce ovunque in Italia, l'espansione di quello religioso ha tratti spettacolari, con un aumento di quasi il venti per cento all'anno. <br />
Nel volgere di quattro o cinque anni il volume d'affari potrebbe sfondare il tetto dei 10 miliardi di euro. Non si tratta soltanto di turismo "povero" o "low cost". "Sono ormai un centinaio i monasteri-alberghi entrati nei network Condè-Nast, Relais & Chateaux o Leading Hotel of the world" scrive il Sole 24 Ore. Ma si tratti di due, tre, quattro o cinque stelle, i prezzi sono sempre inferiori alla concorrenza, grazie alle minori spese. <br />
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Abbiamo parlato nelle puntate scorse dell'hotel delle Brigidine, 190 euro a notte, ma in una zona dove un quattro o cinque stelle costa quasi il doppio. I casi soltanto nella capitale sono decine. Dai Carmelitani di Castel Sant'Angelo, che offrono camere con frigobar, tv satellitare e aria condizionata a 120 euro, fino ai "tre stelle" a 60 o 70 euro. La spendida abbazia di Chiaravalle alle porte di Milano costa 300 euro, ma è un cinque stelle a tutti gli effetti. Lo stesso vale per le celebri Orsoline di Cortina e per il monastero di Camaldoli nell'aretino, mete di turismo intellettuale, culturale e politico d'alto bordo. <br />
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Se si scende al livello del turismo di massa, i prezzi calano ma il fatturato esplode. E lo stato italiano favorisce in ogni modo. Con le esenzioni e con i finanziamenti diretti. I 3.500 miliardi di lire versati dall'erario alla Chiesa per il Giubileo sono serviti in buona parte a riorgazzare la rete di accoglienza turistica. Ma quella pioggia di soldi non si è mai davvero fermata. In varie forme, governo ed enti locali continuano a sovvenzionare la rete alberghiera religiosa. Per il rilancio dell'antica Via Francigena, che nel medioevo collegava Roma a Canterbury, l'ultimo finanziamento statale è stato di 10 milioni di euro. <br />
Ma bisogna aggiungere le centinaia di contributi degli enti locali. Visto il successo, l'Orp ha deciso di rilanciare anche altri pellegrinaggi: il Commino di Sigerico, da Milano a Roma; la Via dell'Est, che da Venezia attraversa Romagna e Umbria; l'antico cammino del Sud da Roma a Otranto. L'ultimo con un passaggio d'obbligo al santuario di San Giovanni Rotondo, il cui boom turistico ha messo di gran lunga in secondo piano le recenti rivelazioni sui dubbi di Giovanni Paolo XXIII a proposito della santità di Padre Pio, i suoi rapporti con le fedeli e l'origine reale delle stimmate. <br />
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In tutti questi progetti non c'è stato comune o provincia o regione o comunità montane, governata da destra o da sinistra, che non si sia accollata finanziamenti, agevolazioni fiscali, oneri di ristrutturazione. Non stupisce insomma che l'Opera Romana Pellegrinaggi allarghi di settimana in settimana il raggio d'azione. Il 2007 è stato l'anno dei voli della fede in Europa e Terra Santa. Il 2008 sarà l'anno dello sbarco nel mercato americano con il progetto "Christian World Tour". "Fra il 2008 e il 2009 - dichiara l'amministratore delegato dell'Orp, padre Cesare Atuire - i progetti saranno estesi all'America Latina e all'Oriente, in particolare Cina, India e Filippine". Tutto "rigorosamente low cost". <br />
(Hanno collaborato Carlo Pontesilli e Maurizio Turco) <br />
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(10 novembre 2007)<br />
]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=377</comments>
 <pubDate>Sat, 10 Nov 2007 12:11:54 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Articolo sull&apos;esenzione ICI per Chiesa e Onlus</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=376</link>
<description><![CDATA[Inoltro questo articolo, che condivido in pieno, sull'astensione della sinistra mercoledì in Senato riguardo all'esenzione ICI per la Chiesa.<br />
E' tratta dal numero di ieri di "Liberazione", a cui va dato atto di pubblicare talora anche articoli scomodi per il Prc, come questo.<br />
Ciao<br />
Tom <br />
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<b>Quali sono i messaggi che si mandano al proprio elettorato con una scelta del genere?<br />
Adesso mi chiedo cosa significhi "laicità" per una sinistra che non sa far pagar l'Ici al Vaticano</b><br />
Anita Sonego*<br />
La lucidità amara dell' articolo di Giorgio Cremaschi su Liberazione di ieri ha la capacità di dire come stanno le cose: "L'incapacità di scegliere, di decidere, di assumersi le proprie responsabilità sul merito delle questioni… questo ha distrutto tra tante persone la credibilità e la fiducia verso la politica". Un altro tassello a questa sfiducia è stato prodotto dall'astensione della "sinistra radicale" sull'emendamento che proponeva di eliminare l'esenzione dall'Ici per le attività a fini di lucro della Chiesa. Ieri sera, al "microfono aperto" di Radio Popolare il "popolo della sinistra" era compattamente indignato. Non potendo credere a quanto avevo sentito ho cercato, stamane, chiarimenti su Liberazione dove, in maniera sconcertante, è fatto cenno all'accaduto tra le righe di un articolo che cerca di attenuarne la portata finendo con il pilatesco: "Se ne riparlerà se non altro perché c'è un'iniziativa dell'Europa che non vede di buon occhio quello che da più parti (sic!) è considerato (sic!) un ingiusto privilegio, anzi, una concorrenza sleale da parte della Chiesa". Ho dovuto comprare il Corriere della Sera per chiarirmi le idee!! Si obietta che, anche qualora Rifondazione avesse votato a favore, l'emendamento non sarebbe passato. Ma che cosa significa tutto ciò? Significa forse che essere minoranza, opposizione, non ha senso? Che le battaglie si fanno solo quando si possono vincere? E non si dica che "marcare la differenza nelle fasi iniziali della discussione sulla finanziaria avrebbe significato rompere la disciplina di coalizione". Ma di che lacrime costa e di che sangue questa disciplina! Quali sono i messaggi che si mandano al proprio elettorato (e non solo) con una scelta del genere? Chiedo a Russo Spena perché consideri più importante la stabilizzazione, in tre anni, dei precari collaboratori degli organi politici piuttosto che un atto di giustizia ed equità tra quei cittadini che traggono i propri guadagni da attività simili. Per tralasciare che gli introiti Ici sottratti ai comuni vanno ad influire sulla qualità della vita di tutti. Mi chiedo che cosa significhi per noi, della sinistra, il termine laicità. Mi chiedo perché la sinistra debba sperare in un intervento europeo per mettere in discussione delle decisioni apertamente inique anche dal punto di vista del mercato capitalistico. Mi chiedo che cosa intendesse dire Franco Giordano quando, dal palco di Piazza Farnese , dichiarò che la sinistra deve criticare la sua storia che ha spesso privilegiato le rivendicazioni economiche subordinando ad esse quelle "civili". La nostra Costituzione sancisce l'uguaglianza di tutti i cittadini indipendentemente, tra l'altro, dalle loro appartenenze religiose. A chi spetta far vivere i principi fondamentali della Costituzione? Alla Libera Università delle Donne di Milano, che da vent'anni produce cultura e lavora per una migliore qualità della vita in questa città allo sbando, pochi mesi fa, è stato tolto lo status di "onlus" perché questa associazione si rivolge a "tutte" le donne e non solo a fasce "svantaggiate". Tutto ciò significa non avere più i contributi volontari del cinque per mille e la possibilità di donazioni e inoltre non poter, probabilmente, pagare l'affitto, il telefono ecc. Della fede, del messaggio cristiano non interessa niente a nessuno dei signori che hanno votato per mantenere anche questo privilegio alla Chiesa Cattolica. La Chiesa pretende privilegi dimenticando l'evangelico "Date a Cesare.."Ma la sinistra deve rendersi conto che laicità significa rispetto, dignità, giustizia ed anche "misura" non solo per i cittadini ma anche per ogni aggregazione sociale. Forse abbiamo perso la fiducia nei nostri valori e, privi di certezze, ci lasciamo imbambolare da chi, oltre ad imporre i suoi valori, richiede anche privilegi. Se la sinistra perde l'anima laica perde la possibilità di pensare e progettare un mondo dove le donne e gli uomini,i/le trans e i/le queer trovino il senso del loro vivere nella scoperta di se stessi/e e del mondo attraverso la relazione con "l'altro".<br />
*presidentessa Libera Università delle Donne di Milano<br />
]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=376</comments>
 <pubDate>Sat, 10 Nov 2007 02:24:57 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>La &quot;grosse koalition&quot; dei baciapile</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=375</link>
<description><![CDATA[da www.repubblica.it del 7/11/2007<br />
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<b>La Chiesa resta immune dall'Ici </b>- Questa volta l'emendamento lo hanno presentato i costituenti socialisti, i senatori Montalbano, Barbieri e Angius confluiti appunto nel nuovo partito socialista. Molto semplicemente il provvedimento chiedeva di togliere <br />
l'esenzione Ici dagli immobili della Chiesa adibiti ad attività commerciale, "anche nel caso in cui abbia carattere accessorio rispetto alle finalità istituzionali dei soggetti".<br />
L'aula di palazzo Madama si è scaldata per più di un'ora sul tema dividendosi tra cattolici e ultrà laici. Sono intervenuti quasi tutti i gruppi e alla fine l'emendamento è stato respinto con 240 voti contrari, 12 voti favorevoli e 48 astenuti. Angius ha poi parlato di voto"sconcertante". Impietosa l'analisi del voto dell'ex senatore diessino: "Il Pd si dimostra ancora una volta prigioniero delle sue irrisolte contraddizioni e soprattutto del ruolo dominante della componente Teodem. E' veramente incredibile l'astensione dei senatori di Rifondazione comunista, Sinistra Democratica e del Gruppo Verdi-Comunisti italiani. La sinistra cosiddetta radicale, in questa circostanza flessibile, credo troverà qualche difficoltà - conclude Angius - a spiegare ai suoi elettori il voto sostanzialmente contrario espresso con la Cdl e con il Pd". ]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=375</comments>
 <pubDate>Thu, 8 Nov 2007 00:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>La fabbrica dei santi (e che santi!)</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=374</link>
<description><![CDATA[MADRE TERESA, GIOVANNI PAOLO II E LA FABBRICA DEI SANTI<br />
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DI MICHAEL PARENTI<br />
CommonDreams<br />
tratto da comedonchisciotte.org<br />
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Durante i 26 anni del suo papato, Giovanni Paolo II ha elevato a santità 483 persone, più santi di tutti i precedenti papi assieme, come viene riferito. <br />
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Ci fu un personaggio che beatificò ma che non ebbe il tempo di <a href="http://www.uaarbergamo.it/media/FrancoM/20071107-mothe.jpg"></a>canonizzare perché non visse abbastanza, cioè Madre Teresa, la suora cattolica di origini albanesi che sedeva a tavola con i ricchi e i famosi del mondo mentre veniva considerata una ardente difesore dei poveri. Beniamina dei media aziendali e dei governi occidentali, oggetto di adorazione al pari di una celebrità, Teresa è stata per molti anni la donna più riverita sulla Terra, inondata di riconoscimenti e premiata con un Nobel per la pace nel 1979 per il suo “lavoro umanitario” e la sua “ispirazione spirituale”.<br />
Ciò che di solito è passato inosservato sono le grandi somme che riceveva da ricchi contribuenti, compreso un milione di dollari dal bancarottiere condannato per la crisi della Lincoln savings & loan Charles Keating, per conto del quale lanciò personalmente un appello alla clemenza al giudice che presiedeva. In quella occasione fu invitata dal procuratore a restituire il dono di Keating, dal momento che si trattava di denaro rubato. Non lo fece mai. Piuttosto accettò somme rilevanti donatele dalla brutale dittatura Duvalier e sottratte regolarmente alla tesoreria pubblica di Haiti.<br />
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Gli “ospedali” di Madre Teresa per gli indigenti in India e altrove si rivelarono poco più che magazzini umani in cui persone seriamente ammalate giacevano su materassini, a volte cinquanta o sessanta persone in una stanza senza il beneficio di un'adeguata assistenza medica. Generalmente i loro malanni non venivano diagnosticati. Il cibo era nutrizionalmente insufficiente e le condizioni sanitarie deplorevoli. C'era poco personale medico sul posto, più spesso suore e preti impreparati.<br />
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Tuttavia, quando si occupava dei propri problemi di salute, Teresa si rivolgeva ad alcuni dei più costosi ospedali e reparti di cura del mondo per trattamenti allo stato dell'arte.<br />
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Teresa attraversò il globo per ingaggiare campagne contro il divorzio, l'aborto e il controllo delle nascite. Alla cerimonia per l'assegnazione del Nobel, dichiarò che “il più grande distruttore di pace è l'aborto”. Una volta ha anche insinuato che l'AIDS potrebbe essere solo una punizione per una condotta sessuale impropria.<br />
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Teresa alimentò un flusso costante di disinformazione promozionale su se stessa. Sosteneva che la sua missione a Calcutta sfamasse più di mille persone ogni giorno. In altre occasioni questo numero arrivava a 4000, 7000 o 9000. In realtà le sue mense per poveri sfamavano non più di 150 persone (sei giorni a settimana), compreso il suo seguito di suore, novizie e preti. Sosteneva che la sua scuola nei bassifondi di Calcutta ospitasse 5000 bambini quando gli effettivi iscritti erano meno di un centinaio.<br />
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Teresa dichiarò di avere 102 centri di assistenza per famiglie a Calcutta, ma Aroup Chatterjee, da lungo tempo residente a Calcutta e autore di un'ampia indagine sul campo sulla sua missione, non ha potuto trovare un singolo centro.<br />
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Come uno dei suoi devoti spiegava, “Madre Teresa è tra quelli che meno si preoccupano delle statistiche. Ha ripetutamente affermato che ciò che conta non è quanto lavoro si compie, ma quanto amore si mette nel lavoro”. Ma Teresa era davvero indifferente alle statistiche? Al contrario, le sue inesattezze numeriche andavano consistentemente e opportunamente in una sola direzione, esagerando abbondantemente i suoi risultati.<br />
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Durante i molti anni in cui la sua missione era a Calcutta, ci furono circa una dozzina di inondazioni e numerose epidemie di colera dentro o vicino alla città, con migliaia di vittime. Molte organizzazioni di soccorso rispondevano ad ogni disastro, ma Teresa e i suoi non si vedevano, eccetto che brevemente in una occasione.<br />
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Quando qualcuno chiedeva a Teresa come la gente senza denaro né potere potesse rendere il mondo un posto migliore, lei rispondeva “Dovrebbero sorridere di più”, una risposta che affascinava alcuni interlocutori. Durante una conferenza stampa a Washington DC, quando le venne domandato “Insegnate ai poveri a sopportare il proprio destino?” rispose “Penso che sia molto bello per i poveri accettare il loro destino, condividerlo con la passione di Cristo. Penso che il mondo tragga molto giovamento dalla sofferenza della povera gente”.<br />
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Ma lei stessa visse eccessivamente bene, godendo di lussuose sistemazioni nei suoi viaggi all'estero. Sembra che sia passato inosservato che come celebrità mondiale trascorreva la maggior parte del suo tempo lontano da Calcutta, con soggiorni prolungati presso opulente residenze in Europa e negli Stati Uniti, volando da Roma a Londra a New York su aerei privati.<br />
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Madre Teresa è il supremo esempio di quel tipo di icona accettabilmente conservatrice diffusa da una cultura dominata dalle élite, una “santa” che non ha espresso una parola critica contro le ingiustizie sociali, e che ha mantenuto comode relazioni con i ricchi, i corrotti e i potenti.<br />
<br />
Ha dichiarato di essere al di sopra della politica quando era di fatto marcatamente ostile verso ogni tipo di riforma progressista. Teresa era amica di Ronald Reagan, e intima del conservatore magnate britannico dei media Malcolm Muggerridge. Era una gradita ospite del dittatore haitiano “Baby Doc” Duvalier, e aveva il supporto e l'ammirazione di una quantità di dittatori centro e sudamericani.<br />
<br />
Teresa fu il modello di santo per Papa Giovanni Paolo II. Dopo la sua morte nel 1997, avviò il periodo di attesa quinquennale che si osserva prima di cominciare il processo di beatificazione che porta alla santificazione. Nel 2003, a tempo di record, Madre Teresa fu beatificata, il passo finale prima della canonizzazione.<br />
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Ma nel 2007 il processo di canonizzazione incontrò degli ostacoli lungo la sua strada, essendo stato svelato che insieme a varie altre sue contraddizioni Teresa non era un bastione di gioia spirituale e di solida fede. I suoi diari, esaminati dalle autorità cattoliche a Calcutta, hanno rivelato che è stata tormentata dai dubbi: “Sento che Dio non mi vuole, che Dio non è Dio e che non esiste davvero”. La gente pensa che “la mia fede, la mia speranza e il mio amore siano straripanti e che la mia intimità con Dio e l'unione dei nostri cuori riempia il mio. Se solo sapessero”, scrisse, “che il Paradiso non significa nulla”.<br />
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Attraverso molte tormentate notti insonni emise pensieri come questo: “Mi si dice che Dio mi ama – e invece la realtà di oscurità e freddo e vuoto è talmente grande che niente tocca la mia anima”. Il Messaggero, popolare quotidiano romano, ha commentato: “La vera Madre Teresa fu una persona che ebbe visioni per un anno e dubbi per i 50 successivi – fino alla sua morte”.<br />
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Un altro esempio di santificazione lampo, spinta da Papa Giovanni Paolo II, avvenne nel 1992 quando egli beatificò rapidamente il reazionario Mons. José María Escrivá de Balaguer, sostenitore dei regimi fascisti in Spagna e altrove, e fondatore dell'Opus Dei, un potente e riservato movimento ultra-conservatore “temuto da molti come una sinistra setta dentro la Chiesa Cattolica”. La beatificazione di Escrivá arrivò solo diciassette anni dopo la sua morte, un record battuto solo con l'arrivo di Madre Teresa.<br />
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Seguendo la propria agenda politica, Giovanni Paolo utilizzò un'istituzione della Chiesa, la santificazione, per conferire una speciale santità a ultra-conservatori come Escrivá e Teresa—e implicitamente a tutto ciò che essi rappresentarono. Un altro fra gli ultra-conservatori santificato da Giovanni Paolo, abbastanza stranamente, fu l'ultimo regnante asburgico dell'impero Austro-Ungarico, Carlo I d'Austria, che regnò durante la Prima Guerra Mondiale.<br />
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Giovanni Paolo beatificò anche il Cardinale Alojzije Viktor <a href="http://www.uaarbergamo.it/media/FrancoM/20071107-Alois_Stepinac2.jpg"></a>Stepinac, il principale prelato croato che accolse la conquista della Croazia da parte dei nazisti e degli ùstascia fascisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Stepinac sedette nel parlamento ùstascia, apparve in numerosi eventi pubblici assieme a alti esponenti nazisti e ùstascia, e sostenne apertamente il regime fascista croato.<br />
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Nel panteon celeste di Giovanni Paolo, i reazionari ebbero migliori chance per la canonizzazione rispetto ai riformatori. Si consideri il trattamento che ha riservato all'Arcivescovo Oscar Romero che parlò contro le ingiustizie e le oppressioni patite dal popolo impoverito di El Salvador e che per questo fu assassinato da una squadra della morte di destra. Giovanni Paolo non ha mai denunciato l'assassinio o i suoi perpetratori, definendolo solamente “tragico”. Di fatto, appena qualche settimana prima dell'omicidio, alti funzionari del partito Arena, il braccio legale delle squadre della morte, inviarono una delegazione ben accolta in Vaticano per protestare a causa delle affermazioni pubbliche di Romero nel nome dei poveri.<br />
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Romero era considerato una specie di santo da molti poveri Salvadoregni, ma Giovanni Paolo tentò di bandire qualunque discussione della sua beatificazione per cinquant'anni. La pressione popolare da El Salvador portò il Vaticano a tagliare il ritardo a venticinque anni. In ogni caso, Romero è stato destinato alla “linea lenta”.<br />
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Il successore di Giovanni Paolo, Benedetto XVI, ha avviato il periodo di attesa quinquennale allo scopo di collocare istantaneamente lo stesso Giovanni Paolo II su una strada ultra-veloce per la canonizzazione, correndo fianco a fianco con Teresa. Già dal 2005 ci sono stati rapporti di possibili miracoli attribuiti al pontefice polacco recentemente scomparso.<br />
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Uno di tali resoconti è stato offerto dal Cardinale Francesco Marchisano. Mentre pranzava con Giovanni Paolo, il cardinale indicò che a causa di una malattia non poteva usare la propria voce. Il papa “accarezzò la mia gola, come un fratello, come il padre che era. Dopo di ciò mi sottoposi ad una terapia di sette mesi, e fui nuovamente capace di parlare”. Marchisano pensa che il pontefice potrebbe aver dato una mano nelle cure: “Potrebbe essere”, ha detto. Un miracolo! Viva il papa!<br />
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Le pubblicazioni recenti di Michael Parenti comprendono: Contrary Notions: The Michael Parenti Reader (City Lights, 2007); Democracy for the Few, ottava ed. (Wadsworth, 2007); The Culture Struggle (Seven Stories, 2006).<br />
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Titolo originale: "Mother Teresa, John Paul II, and the Fast-Track Saints"<br />
Fonte: http://www.commondreams.org/<br />
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di STIMIATO <br />
]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=374</comments>
 <pubDate>Wed, 7 Nov 2007 08:20:28 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>La Chiesa sfratta: &quot;Danno i palazzi solo ai ricchi&quot;</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=372</link>
<description><![CDATA[29/10/2007 da www.radiocittaperta.it  <br />
G.GALEAZZI, F.DI GIACOMO<br />
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Dopo aver fatto varie richieste al al Gabinetto del Sindaco di Roma, il Comitato di Lotta per la Casa Centro Storico di Roma ci prova scrivendo al Monsignor Bagnasco una lunga lettera. <br />
"Perché togli ai poveri per dare ai ricchi?"<br />
Un comitato di inquilini si appella a Bagnasco: <br />
«Perchè privilegiate i mercanti del tempio?»<br />
<br />
ROMA - Un tempo, erano case per poveri, per preti e per suore dedite ad opere di bene ed al servizio della Chiesa. Poi, complice il boom del mattone, il virus della speculazione è penetrato anche dentro corpi che ne dovrebbero essere immuni. Si tratta dei circa 2000 enti ecclesiastici che, nel centro di Roma, posseggono un quarto dell'intero patrimonio immobiliare cittadino. Un orizzonte entro il quale il Vaticano, con lo Ior e l'Apsa, non è certamente in primo piano. La maggioranza degli enti ecclesiastici infatti è riconducibile a confraternite, nelle quali la presenza della Chiesa è quasi sempre limitata ad una generica «assistenza spirituale» da parte di un sacerdote, e ad istituti religiosi. Enti ecclesiastici ai quali, spesso, i beni sono stati donati con il vincolo dell'uso caritatevole: un fine che, con il trascorrere del tempo, la Chiesa non riesce più a verificare. Un ruolo di cui nell'attuale situazione sociale, farebbe bene invece a riappropriarsi per almeno due buoni motivi. Il qualificativo «ecclesiastico» comporta la riduzione del 50% dell'imposta sul reddito fondiario derivante dall'affitto di immobili, e la massimizzazione dei profitti a Roma, si tradurrà in una raffica di sfratti esecutivi, a partire dal prossimo 31 ottobre. <br />
<br />
I più colpiti sono gli inquilini più poveri. A Monsignor Bagnasco, che «come presidente della Cei esercita un controllo diretto sugli enti ecclesiastici ed ha sicuro ascolto ai vertici del Vaticano», il comitato degli inquilini Lotta per la casa del centro storico chiede un intervento o almeno una risposta a questa domanda: «Dietro questa frenesia speculativa ci sono persone più bisognose a cui dare le nostre case, oppure i mercanti sono di nuovo nel tempio?». Una domanda impegnativa, meritevole di risposta, visto che nella sola Roma gli enti ecclesiastici nel loro insieme costituiscono un player determinante per qualsiasi politica abitativa, oltre che per l'evoluzione del mercato stesso. Una risposta dovuta e coerente con l'invito che il leader dei vescovi ha indirizzato ai cattolici del nostro Paese esortandoli ad uno «slancio collettivo per risolvere l'emergenza abitativa». Nel 2006 a Roma sono stati emessi 5.869 sfratti, di cui 3.528 per morosità. Vale a dire uno sfratto ogni 60 abitazioni in affitto, una crescita annua del 10%. Nel resto d'Italia le cose non sono diverse 3.072 a Napoli, 2.510 a Milano, 1.885 a Torino. <br />
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Finora, le autorità politiche sono ricorse a decreti blocca sfratti, talmente reiterati da provocare un richiamo dall'Unione Europea. Il 15 ottobre è scaduta l'ultima sospensione delle esecuzioni e la situazione è diventata esplosiva. Solo nella capitale sono duemila le famiglie a rischio immediato, quattromila in tutta Italia. Per legge l'esecuzione degli sfratti è stata sospesa fino al 14 ottobre 2007 nei capoluoghi di provincia. A beneficiarne sono stati i nuclei familiari non morosi, con un reddito annuo non superiore a 27 mila euro ed in cui siano presenti figli a carico, o "over 65", o malati terminali, o disabili oltre il 66%. Il blocco degli sfratti ha una durata diversa secondo il proprietario dell'appartamento: per tutti vale la data del 14 ottobre 2007, ma se si vive in una casa pubblica o di proprietà di casse professionali e previdenziali, compagnie di assicurazione o istituti bancari, allora la sospensione dura sino ad agosto 2008. <br />
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In realtà, il decreto legge iniziale, il 261 del 2006, fa rientrare tra i grandi proprietari anche i «soggetti fisici o giuridici detentori di oltre 100 unità immobiliari ad uso abitativo». In pratica, a Roma, tutti i «palazzinari», il Vaticano e gli enti ecclesiastici. Arrivato in aula, il decreto non è stato convertito, con la maggioranza sconfitta con 147 voti contro 151, per una questione pregiudiziale di costituzionalità posta dall'opposizione. Nella legge poi approvata è scomparsa ogni limitazione riferibile agli enti ecclesiastici. L'ennesimo decreto blocca sfratti redatto dall'ultimo Consiglio dei ministri è solo un disegno di legge che non verrà approvato prima di marzo. Quindi adesso sono proprio gli inquilini di questi enti, i più esposti al rischio sfratto di questi giorni. <br />
<br />
Tra i colpiti, spiega il consigliere comunale Mario Staderini, ci sono persino dipendenti in pensione, figli e vedove di cittadini vaticani: «Nello Stato del Papa, la cittadinanza non segue il diritto di famiglia, lo "jus coniugii" e lo "jus filii", ma è concessa a discrezione del pontefice». «Dal 1990 ad oggi, mentre scomparivano gli investimenti pubblici in edilizia popolare, lo Stato ha dato alla Cei, tramite l’8 per mille, 1272 milioni di euro da destinare alla costruzione di nuove chiese - aggiunge l'esponente radicale -. Serve un censimento immobiliare. Tutti i partiti, anche a sinistra, appaiono su questo distratti. Accade lo stesso quando si tratta di votare l’eliminazione di ingiuste agevolazioni fiscali, come quella sull’Ici o l’esclusione del Vaticano dal decreto blocca-sfratti». <br />
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Scrivono, nella loro lettera a monsignor Bagnasco, gli aderenti al comitato degli inquilini Lotta per la casa del centro storico: «Le chiediamo una speranza nell'incubo di finire in mezzo alla strada, espulsi dai contesti sociali in cui abbiamo vissuto per decenni. Al di là delle questioni legali, ci chiediamo il perché di questo calvario. Siamo stati dei bravi inquilini: abbiamo sempre pagato l'affitto e avuto cura dell'appartamento, nessuno sfratto è per morosità bensì per finita locazione. Se, come spesso accadeva, non avevamo bagno né riscaldamento, i lavori erano a nostre spese. Eppure veniamo sbattuti fuori». ]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=372</comments>
 <pubDate>Tue, 30 Oct 2007 23:50:03 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Bergamo Laica risponde al Direttore dell&apos;Eco di Bergamo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=370</link>
<description><![CDATA[Egregio Direttore,<br />
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ci permetta, come Bergamo Laica, di ribattere al fondo che lei ha voluto dedicare in data 28 Ottobre al tema “Unioni di fatto e vera laicità”. Scriviamo per chiarire le nostre posizioni, che riteniamo Lei possa aver frainteso, se non male interpretato.Non capiamo innanzitutto in quale modo le unioni civili potrebbero mettere in discussione i diritti delle coppie sposate. Tutti i cittadini italiani di sesso opposto che soddisfino i requisiti di legge possono sposarsi: questo diritto non verrebbe modificato da un riconoscimento delle attuali "famiglie di fatto". Sarebbe semplicemente aggiunto un secondo diritto, ovvero che “tutti i cittadini italiani possono siglare un patto di convivenza con qualsiasi altro cittadino”. <br />
I diritti si sommano fra loro e non si ostacolano: il diritto a muoversi su tutto il territorio nazionale non intralcia quello di associazione, quello di professare la propria religione non intralcia la libertà di stampa e così via. Al contrario i diritti fanno sistema e si rafforzano a vicenda: più ce ne sono, più saldo risulta il loro complesso. <br />
Il diritto di formare unioni civili sarebbe riconosciuto a tutti e dunque non ci sarebbe alcuna discriminazione (nessun cittadino, come sostiene Lei, avrebbe più diritti di altri). Un "atto di giustizia", per usare una Sua espressione, sarebbe riconoscere diritti a chi non ne ha (gli omosessuali che non hanno il diritto di sposarsi), laddove al contrario negarli senza ragione configura un’ingiustizia patente.<br />
<br />
Una seconda precisazione ci pare doverosa: le unioni civili non minano la stabilità sociale e a dimostrarlo sono i fatti. Nell'Unione europea a 27, solo sei Stati non hanno legittimato le famiglie di fatto (Italia, Grecia, Austria, Slovacchia, Romania, Polonia). Non pare che la Francia, la Germania, la Gran Bretagna e ancora più i paesi nordici siano in preda all'anarchia o all'instabilità sociale. In Francia oggigiorno i PACS durano più delle unioni tradizionali e contribuiscono quindi più dei matrimoni alla coesione sociale. Inoltre, contrariamente a quanto Lei afferma, le unioni civili servono a unire le persone e a permettere loro di amarsi in santa pace, senza dover subire alcuno stigma sociale: esse non promuovo l'individualismo ma, al contrario, collegano gli uomini e permettono loro di uscire dalla solitudine.<br />
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In terzo luogo, il cristianesimo smise di essere "laico" nel momento in cui riuscì a convertire al suo credo il potere politico, nella persona dell'imperatore Costantino. Da quel momento il cristianesimo – divenuto clericalismo - divenne il più prezioso alleato dei detentori del potere politico; in seguito mise addirittura il vescovo di Roma sul trono e fuse così in un unicum potere e religione, stravolgendo l’evangelico “Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio” (Mt 22.21). Il regno temporale dei papi fu il primo esempio di quello stato etico che tragici effetti avrebbe avuto nella storia del '900, da Mussolini sino a Stalin. La laicità sarebbe ricomparsa solo grazie all'impegno degli illuministi europei e al coronamento dei loro sforzi con la Rivoluzione Francese, che spezzò la simbiosi fra trono e altare. Questa è l'unica laicità che ci interessa: quella che Lei ha in mente è invece confessionale e serve solo a distinguere il clero cattolico dai fedeli che non hanno ricevuto gli ordini sacri.<br />
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Infine rifiutiamo la Sua idea che la nostra posizione sia assimilabile ad una “nuova religione laicista”: non condividiamo questo tono da crociata, tipico di chi interpreta il mondo in termini di scontro di religioni. La Sua critica al relativismo etico e al vuoto dei valori disconosce la presenza nella nostra società di un ricco pluralismo valoriale, del quale i nostri politici dovrebbero tener conto nelle loro decisioni. I valori a cui facciamo riferimento sono la libera autodeterminazione dei cittadini e la massima espansione dei diritti civili: valori diffusi e di buon senso, che non necessitano di fondarsi su una fede religiosa. Le nostre istanze cercano di migliorare la vita quotidiana delle persone; vorremo offrire alcune tutele a chi ne è privo e non intendiamo imporre niente a nessuno: Lei può dire altrettanto?<br />
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Distinti saluti.<br />
<div style="text-align: center">Bergamo Laica</div>]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=370</comments>
 <pubDate>Tue, 30 Oct 2007 18:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Registro delle unioni civili: la risposta di Luciano Ongaro, Capogruppo di Sinistra Democratica al Consiglio Comunale di Bergamo, al Direttore dell&apos;Eco</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=371</link>
<description><![CDATA[Domenica, di buona mattina, ho letto l’articolo di fondo del direttore de «L’Eco di Bergamo», su «Unioni di fatto e vera laicità», e sono sobbalzato.<br />
Proprio sabato sera avevo commentato positivamente con un amico della «sinistra radicale e salottiera» (non possiedo neppure un «salotto» ma solo un soggiorno) che sulla questione del Registro delle Unioni Civili discusso in Consiglio comunale «L’Eco di Bergamo» non avesse fatto una crociata.<br />
Mi sono sbagliato. Così risponderò da «infedele» laico.Mi stupisce innanzitutto che il direttore, persona che conosco intelligente e colta, vi abbia rinunciato preferendo distorcere e svilire le posizioni avversarie piuttosto che confrontarsi con esse. Secondo l’articolo la nostra posizione, di riconoscimento della pluralità delle morali da parte dello Stato (nel caso specifico in materia di famiglia e di scelte sessuali), sarebbe una concezione da Stato Etico.<br />
Francamente non capisco come si possa sostenere una tesi di questo genere.<br />
Nella storia e nella cultura dell’Ottocento e del Novecento, per Stato Etico si intende lo Stato che assume un’unica morale come morale assoluta e la impone come universale con la forza del diritto, della legge. Insomma lo stato assoluto (hegeliano) e lo stato teocratico («talebano»). Esattamente il contrario dello stato laico, la cui unica eticità consiste proprio nel riconoscimento della pluralità delle morali individuali con l’unico principio del «neminem laedere». Il rifiuto dello stato etico è stato chiaro, nel dibattito in Consiglio comunale, sia nel mio intervento che in quello, limpidissimo, del sindaco Roberto Bruni. Non capisco, quindi, il significato delle distorsioni interpretative dell’articolo. O forse lo capisco come artificio, debole, per sottrarsi all’accusa rivolta ad una parte del mondo cattolico e soprattutto alle attuali gerarchie ecclesiastiche di volere imporre nuovamente allo Stato una unica morale, quella cattolica, come morale assoluta, in materia di famiglia e di sessualità, consentendo e confinando la diversità (e il «peccato») nella sfera di rapporti «privati» che possono essere tollerati ma che devono restare nascosti, senza alcun riconoscimento pubblico. Per sottrarsi alla critica e al sospetto di un nuovo fondamentalismo di tipo cattolico (è la mia critica di un atteggiamento «talebano» echeggiato in molti interventi di cattolici conservatori anche in Consiglio comunale), ricorre all’argomento che la «famiglia come società naturale fondata sul matrimonio» (art. 29 della Costituzione) non trae la propria universalità dalla morale cattolica ma, appunto dal diritto «naturale». Argomento debole. Che la famiglia fondata sul matrimonio sia una società naturale non vi è alcun dubbio, ma che sia anche l’unica ed esclusiva «famiglia» naturale è falso, come è falso che sia «naturale» solo il rapporto eterosessuale e non anche quello omosessuale.<br />
Il concetto di naturale è anch’esso un concetto storico. Prima della famiglia monogamica patriarcale nata nel mondo romano della proprietà privata, esisteva la famiglia «naturale» materlineare fondata sulla poliandria. Nel mondo musulmano è «naturale» la famiglia poligamica maschile. Non voglio dilungarmi, ma tutto questo per dire che troppo spesso il termine «naturale» viene usato per giustificare la pretesa assolutezza di un rapporto che è invece meramente sociale, fondato su una scelta morale piuttosto che un’altra. Questo uso del termine «naturale» per giustificar l’assolutezza di un rapporto sociale piuttosto che un altro, conduce a vere e proprie aberrazioni giuridiche che disconoscono, queste sì, rapporti naturali: si pensi alla aberrazione giuridica del nostro Codice Civile per il quale i figli naturali riconosciuti di medesimi genitori, nati «fuori dal matrimonio», non sono considerati tra loro «fratelli» escludendoli dalla successione legittima tra di loro! Non vi è dubbio che la «famiglia fondata sul matrimonio» monogamico sia la forma più diffusa nella nostra società e che quindi sia riconosciuta e protetta come tale dalla nostra Costituzione, come avviene. Un altro conto è dire che sia l’unica da riconoscere e proteggere, con l’argomento che, riconoscendo altri tipi di «famiglia» si distruggerebbe la famiglia monogamica che dunque deve essere imposta per legge come unica famiglia. Ben poca fiducia, evidentemente, si ha nella sua «naturalità» e nella forza della sua spontanea scelta.<br />
Voglio poi ricordare che «famiglia» e «matrimonio» non sono sinonimi. C’è una famiglia fondata sul matrimonio e, mi si consenta, sul patrimonio, questi sì sono termini lessicali legati alla procreazione, «matris munus» e «patris munus», e ci può essere una famiglia che non è fondata né sul matrimonio né sui figli. Il termine «famiglia» deriva dal latino «famulus», servitore, non deriva dal termine matrimonio. Indica una comunità stabile di affetti, convivenza e di interessi economici di vita. È già riconosciuta nel nostro ordinamento, come comunità che dà luogo appunto allo Stato Civile di «conviventi», oltre che nella Costituzione (art. 2).<br />
Quello che la «sinistra laica e salottiera» vuole non è distruggere la famiglia fondata sul matrimonio, ma riconoscere accanto ad essa anche altre forme di famiglia, altrettanto naturali, fondate su affetti altrettanto naturali quali quelli che legano genitori e figli: convivenze stabili di parenti, di affini, di uomini e donne, eterosessuali o omosessuali.<br />
II riconoscimento pubblico è chiesto non per legittimare «l’individualismo» come afferma l’articolo, ma per il suo esatto contrario. Il riconoscimento pubblico è chiesto anche per consentire una regolamentazione pubblica dei diritti e dei doveri reciproci tra i conviventi in una Unione Civile, sottratta al limbo dello arbitrio individuale cui sarebbero destinate se confinate e marginalizzate in rapporti solo di tipo privatistico: un riconoscimento della dignità delle persone davanti a tutti, fuori dalle ipocrisie della doppia morale, pubblica e privata, che imperversa nella nostra società. È questa la vera disgregazione della società, nel pubblico e come nel privato.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=371</comments>
 <pubDate>Tue, 30 Oct 2007 12:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Registro delle unioni civili nel Comune di Bergamo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=368</link>
<description><![CDATA[Le prossime iniziative di <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.bergamolaica.it')">Bergamo Laica</a><ul><li><b>martedì 23 ottobre</b>, ore <b>20.45</b>, <b>Sala del Mutuo Soccorso</b>, via Zambonate 33, <b>dibattito pubblico </b>alla presenza del Sindaco di Bergamo Roberto Bruni<br/><br/><li><b>giovedì 25 ottobre</b>, <b>ore 18</b>, <b>Piazza Matteotti</b> (davanti a Palazzo Frizzoni), <b>presidio </b>in occasione della discussione in Consiglio Comunale della delibera per l’istituzione di un registro delle unioni civili</ul>Approderà <b>il prossimo 25 ottobre </b>in Consiglio Comunale la proposta di delibera per l’istituzione del registro delle unioni civili nel Comune di Bergamo promossa da Bergamo Laica e sostenuta dalle firme di 919 concittadini. <br />
<br />
Per ribadire ancora una volta l’importanza dell’estensione alle coppie di fatto di questi elementari diritti civili e per richiamare nuovamente l’attenzione dei cittadini su queste tematiche <b>Bergamo Laica organizza, a partire dalle ore 18 e in concomitanza con la seduta del Consiglio Comunale, un presidio davanti a Palazzo Frizzoni</b>.<br />
 <br />
In vista di questo appuntamento finale <b>Bergamo Laica si fa promotrice di un dibattito pubblico sul tema “Bergamo: c’è spazio per diritti civili e laicità?”</b> che si svolgerà <b>martedì 23 ottobre ore 20.45 presso la Sala del Mutuo Soccorso</b>. Interverranno Aurelio Mancuso (Presidente nazionale Arcigay) e Francesca Polo (Presidente nazionale Arcilesbica). Il Sindaco di Bergamo, Roberto Bruni, ha assicurato la sua presenza.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=368</comments>
 <pubDate>Sun, 21 Oct 2007 21:52:28 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Alberghi religiosi fanno concorrenza sleale alle strutture ordinarie</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=366</link>
<description><![CDATA[<b>Se l'albergo è «sacro», la fiscalità è agevolata</b><br />
Centinaia di strutture di ogni livello (dall'agriturismo al «quattro stelle»), con un giro d'affari rilevante<br />
Ernesto Geppi<br />
<br />
Che ne dite di un bel fine settimana a Roma pagando la metà di quanto si paga in un hotel a tre stelle? Se non vi formalizzate per i nomi e se passate sopra a qualche altro piccolo particolare, è fatta. Potrete essere ospiti, solo per fare qualche esempio, della «Casa di esercizi spirituali Sacro Costato» o delle «Ancelle di Maria Immacolata» o dell'«Eremo domenicane di Santa Rosa da Lima».<br />
La rosa, o meglio il rosario, delle strutture fra cui scegliere è davvero ampio. La scelta di soggiornare presso strutture religiose non è una soluzione solo dei più assidui di parrocchie e conventi: esistono agenzie di promozione e valorizzazione, come ad esempio il Centro italiano turismo sociale (www.citsnet.it) che vende anche una tessera comprensiva di copertura assicurativa. Secondo una ricerca dell'Ares nel Lazio ci sono circa 900 immobili «in cui si pratica attività di accoglienza o alberghiera a pagamento». Tanti: secondo gli ultimi dati Istat nel Lazio nel 2006 risultavano esserci in totale più di 1.800 alberghi: sommando a questa cifra gli altri esercizi complementari (agriturismi, residence, ecc.) si arriva a circa 5 mila esercizi. Gli istituti religiosi rappresentano dunque, secondo le stime Ares (la ricerca è scaricabile da www.aresricerche.it), il 20% delle strutture ricettive della regione.<br />
E' bene ricordare che si tratta di strutture molto diverse fra loro. Esistono grosse strutture nelle aree di lusso del centro di Roma trasformate in veri e propri alberghi a tre o quattro stelle, strutture di accoglienza più piccole, pensionati universitari di varia dimensione. Considerando questo ventaglio di realtà, i ricercatori di Ares hanno provato a stimare il fatturato di questo segmento di mercato. Partendo dall'ipotesi di una capacità ricettiva di 30 mila posti letto, viene stimato un fatturato giornaliero di 1,5 milioni di euro e uno annuo di 270 milioni di euro: quest'ultima misura è stata ottenuta ipotizzando una occupazione effettiva del 50% della capacità ricettiva (per gli alberghi della regione si colloca attorno al 60%). Sono molti soldi e un notevole reddito a fiscalità molto agevolata.<br />
Un tre stelle «laico» a Roma costa intorno ai 100 euro per la singola e 120 la doppia, ma nelle zone più strategiche si può arrivare tranquillamente a cifre superiori ai 200 euro. Gli alberghi religiosi costano molto meno e sono «alberghi normalissimi dai quali si può entrare e uscire a proprio piacimento». Ares stima rette attorno ai 45 euro per una stanza singola con bagno e ai 65 euro per una doppia, una cinquantina di euro per una mezza pensione con bagno e una sessantina per una pensione completa, più pochi euro per la prima colazione: a via Sistina 45 euro per una singola e 70 per una doppia, entrambe col bagno. A San Pietro e Castel Sant'Angelo l'albergo religioso costa un po' di più, intorno ai 100 euro, ma lì anche gli alberghi costano molto di più.<br />
Quale sarà il segreto di questa competitività cristiana? Ares ne stila un elenco. La forza lavoro degli alberghi religiosi è quasi sempre costituita da religiosi, che costano poco anche perché i redditi così generati non sono soggetti a Irpef né a contributi previdenziali. Gli utili relativi all'attività alberghiera, affidati spesso alla gestione dell'Amministrazione patrimonio della sede apostolica (Apsa), vengono inoltre diluiti con le spese e le entrate di gestione delle altre attività svolte negli edifici religiosi, con conseguenti forti abbattimenti degli imponibili Irpef, Ires e Irap: l'Apsa è un organo presieduto da un cardinale, ed è stata molto attiva recentemente nello sfratto di inquilini e nel successivo utilizzo a fini speculativi di molti immobili del centro di Roma. Inoltre c'è la nota questione dell'Ici: in base all'ultima finanziaria gli edifici religiosi ne sono esentati «se svolgono non esclusivamente attività commerciali (...). Basta dunque quindi adibire un piccolo spazio ad attività di culto, catechesi o assistenza». Secondo l'Ares, per il comune di Roma e per i vari comuni del Lazio le mancate entrate Ici ammonterebbero almeno a 5 milioni di euro. Infine, per molte case di accoglienza non valgono gli adempimenti obbligatori degli alberghi laici (igiene, prevenzione, ecc.).<br />
da "il manifesto", 17 ottobre 2007]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=366</comments>
 <pubDate>Thu, 18 Oct 2007 15:21:07 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Turismo religioso: un grande business esentasse</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=365</link>
<description><![CDATA[<b>Il business del turismo «religioso» Ultime novità alla Borsa di Padre Pio</b><br />
Nel santuario pugliese di Padre Pio si tiene la quarta edizione di «Aurea», la Borsa del turismo religioso. Un'industria con un fatturato di 18 miliardi di dollari (un quarto in Italia). 150 milioni di persone l'anno scorso hanno visitato i «luoghi sacri della cristianità»<br />
m.ca<br />
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La megachiesa di San Pio, a San Giovanni Rotondo, meta di milioni di pellegrini ogni anno, è uno dei cuori pulsanti dell'industria del sacro in Italia. Dunque, è il luogo giusto per ospitare (il 25 e il 26 ottobre) la quarta edizione di «Aurea», la Borsa del turismo religioso. L'industria del turismo religioso vale 18 miliardi di dollari l'anno, secondo il britannico The Travel Magazine, e la fetta generata dall'Italia ammonta a 4,5 miliardi di dollari. La World Tourism Organization stima in 300 milioni l'anno i viaggiatori «del sacro» (che da sempre si mescola con il profano). Non è chiaro quanto incida in questa stima il turismo religioso dei non cristiani (in particolare dei musulmani). Il Wall Street Journal registra un boom del turismo religioso: l'anno scorso 150 milioni di persone hanno visitato i «luoghi della cristianità». La meta che attira più pellegrini (10 milioni l'anno) è il santuario della Madonna di Guadalupe, in Messico. Seguono a pari merito, con 7 milioni di visitatori, Lourdes, San Pietro e il santuario di Padre Pio. Gerusalemme, nonostante i problemi di sicurezza, è metà di 6 milioni di turisti l'anno. La Basilica di San Francesco d'Assisi attira 5 milioni di turisti; Loreto, Sant'Antonio da Padova e la Madonna di Pompei si piazzano attorno ai 4 milioni.<br />
Le buone prestazioni dell'Italia nel settore del turismo religioso si ricavano anche dal monitoraggio della stampa internazionale. Su 21 mila articoli censiti, 3.700 sono dedicati a mete italiane. Tutti questi dati sono stati allineati ieri nelle conferenza stampa di presentazione di «Aura», tenutasi a Roma nella sede dell'Enit. Sono serviti a dire che il turismo religioso in Italia non va considerato «di fascia B». «Ormai è un turismo di qualità», afferma Eugenio Magnani, direttore generale dell'Enit. La fede non disdegna l'aria condizionata e la colazione in camera. Dunque, diamoci da fare con il mercato statunitense (il 25% degli americani si dichiara interessato a «viaggi religiosi», e le mete «sacre» negli Usa scarseggiano).<br />
Alla Borsa del turismo parteciperanno un centinaio di espositori e altrettanti buyers internazionali. Per la prima volta ci saranno gli stand di Israele (i palestinesi saranno presenti con una delegazione del ministero del turismo) e della Macedonia. Quest'ultima punta le sue carte sulla città di Kavala, «la città dove fu battezzata Lidia, la prima cristiana d'Europa». Ci sarà anche lo Spi, che non è il sindacato dei pensionati, ma il Segretariato (cattolico) dei pellegrinaggi italiani. Da solo raccoglie 40 associazioni che organizzano viaggi «della fede», spesso usufrendo di ostelli «vaticani» esentati dall'Ici.<br />
La torta del turismo religioso stimola la fantasia di assessori ed enti locali. La Regione Abruzzo, ad esempio, annuncia un gemellaggio con la Galizia per dirottare sul suo territorio pellegrini provenienti da Santiago de Compostela diretti a Roma e a Gerusalemme. Un percorso di «devozione e spiritualità», dice la Regione. Devozione? Meglio parlare di bizzarra «deviazione».<br />
da "il manifesto", 17 ottobre 2007]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=365</comments>
 <pubDate>Thu, 18 Oct 2007 15:18:13 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Miracolo: Wojtyla tra le fiamme (dell&apos;inferno?)</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=364</link>
<description><![CDATA[<b>La fantasia ed il Medio Evo non hanno fine</b><br />
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...tratto da dal Corriere del 14 ottobre 2007<br />
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La notizia resa nota dal Vatican News Service e rilanciata anche dal sito Korazym<br />
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<b>Nel fuoco la sagoma di Wojtyla<br />
E molti già gridano al miracolo</b><br />
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Nelle foto di un operaio polacco che lo scorso due aprile, anniversario della morte del pontefice, si recò a una cerimonia di preghiera attorno al fuoco a Matyska<br />
14 ottobre 2007 <br />
<a href="http://www.uaarbergamo.it/media/FrancoM/20071014-ph_vsn124-13102007-016_gr.jpg">Le fiamme miracolose</a><br />
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CITTÀ DEL VATICANO - La sagoma di Giovanni Paolo II nel fuoco. Alcune foto scattate in Polonia, nel corso di una cerimonia in ricordo di papa Wojtyla, una preghiera intorno ad un falò, mostrano le fiamme che assumono progressivamente la fisionomia proprio del pontefice polacco e molti già gridano al miracolo. <br />
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VEGLIA - ANNIVERSARIO - La notizia delle fotografie prodigiose è stata resa nota dal Vatican News Service (Vns), un servizio televisivo cattolico che produce notiziari per molte emittenti locali, e rilanciata anche dal sito internet Korazym. Il fatto è avvenuto lo scorso 2 aprile, secondo anniversario della morte di Giovanni Paolo II, durante una veglia di preghiera organizzata sulla collina Matyska, conosciuta anche come «Golgota del Nostro Signore», un luogo di culto non lontano da Wadowice, il paesino natale di Wojtyla, nel sud della Polonia. Qui, un giovane operaio di nome Gregorz Lukasik si era recato, insieme al fratello e alla sorella, per pregare, ma, sopratutto - a quanto raccontato da lui stesso ai microfoni di Vatican News Service - per provare la sua nuova macchina fotografica. Solo una volta tornato a casa, si è accorto che, nella sequenza delle immagini, il fuoco si trasformava in una figura familiare, quella del papa polacco, con il braccio destro levato, nell'atto di benedire. <br />
Una delle foto prodigiose dal sito Korazym <br />
<br />
«IMMAGINI CHE SOMIGLIANO A WOJTYLA» - Il ragazzo afferma di averne parlato con il parroco del suo villaggio, Beskid Zywiecki; da lì la notizia sarebbe rimbalzata a Cracovia, nella casa dell'arcivescovo Stanislao Dziwisc, già segretario di Giovanni Paolo II, e poi anche a Roma . Venuto a conoscenza della vicenda, Padre Jarek Cielecki, direttore del VNS, si è recato in Polonia per intervistare l'autore delle foto. «Sono immagini - commenta padre Cieleski - che somigliano al servo di Dio Giovanni Paolo II». Il giovane operaio, nell'intervista televisiva, smentisce con decisione che si tratti di una fotografia modificata ed esprime il desiderio di poter presto consegnare personalmente le foto «prodigiose» a papa Ratzinger. <br />
<br />
]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=364</comments>
 <pubDate>Sun, 14 Oct 2007 19:37:41 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Franchisti beati e cappellani assassini: l&apos;altra faccia della &quot;carità cristiana&quot;</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=363</link>
<description><![CDATA[L’Argentina e la Spagna non dimenticano <br />
<br />
(9.10.07) -  «Aveva la tonaca macchiata di sangue», questa l’accusa rivolta a Christian von Wernich, cappellano della polizia della provincia di Buenos Aires ai tempi della regime militare degli anni 1973-1983<br />
<br />
<br />
Agli ordini di Ramon Camps, a sua volta condannato nel 1985 a 25 anni di carcere per atti di violenza e assassini, al sacerdote vengono addebitati 7 omicidi, 31 azioni di tortura e 42 sequestri compiuti in campi clandestini di detenzione. <br />
<br />
Si tratta del primo processo intentato contro un membro della Chiesa cattolica, per la cui mole ed efferatezza nei crimini commessi viene richiesto l’ergastolo. <br />
Tutto questo accade mentre il papa Benedetto XVI ha annunciato, per il prossimo 28 ottobre, la <b>beatificazione di circa 500 franchisti</b>, sia religiosi che laici, considerati vittime della «persecuzione religiosa durante la Repubblica».<br />
Una presa di posizione dura contro la decisione del governo Zapatero di varare una legge in cui si condanna il franchismo e se ne dichiara illegittimo ogni suo atto istituzionale e giuridico.<br />
<br />
Si ricordi che già Giovanni Paolo II era stato artefice di una beatificazione collettiva di 233, fra sacerdoti suore e laici, “uccisi in odio alla fede” durante la Guerra civile spagnola. (El Pais, 09/10/07)<br />
]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=363</comments>
 <pubDate>Wed, 10 Oct 2007 13:10:47 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Amnesie</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=362</link>
<description><![CDATA[Qualche giorno fa ho trovato nella cassetta delle lettere il numero di ottobre di "Bergamo Città & Cittadini", il periodico del Comune di Bergamo.<br />
<br />
L'ho sfogliato con più interesse del solito perchè speravo che un'Amministrazione tanto attenta a suscitare la partecipazione dei cittadini non avrebbe perso l'occasione per dare una succulenta notizia a tale proposito.<br />
Mi riferisco alla <b>prima </b>deliberazione di iniziativa popolare che a breve verrà discussa in Consiglio Comunale, quella relativa all'istituzione di un registro delle unioni civili, promossa da un Comitato, <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.bergamolaica.it/index.html')">Bergamo Laica</a>, che in due mesi ha raccolto le firme di oltre novecento cittadini bergamaschi.<br />
<br />
Mi aspettavo che, dopo aver dedicato un intero Titolo dello Statuto alla partecipazione (e al decentramento) ed avere impiegato dieci anni ad elaborare e migliorare la "Costituzione" del nostro Comune, i nostri amministratori fossero ben lieti di far saper a tutti che finalmente si dava applicazione all'articolo 63 dello Statuto stesso, in particolare a quel comma 4 che testualmente recita <i>"I cittadini, singoli o associati, possono formulare proposte di deliberazione. Dette proposte ... debbono essere sottoscritte da almeno 200 cittadini... Le sottoscrizioni delle proposte devono essere autenticate...  Le proposte sono consegnate alla Segreteria del Comune, la quale provvede... a un esame preliminare tecnico-giuridico... Ove... il suddetto esame preliminare abbia esito positivo, la proposta è inviata agli uffici competenti affinché la stessa venga istruita entro i successivi sessanta giorni. La proposta così istruita viene sottoposta all’organo competente il quale provvede ad esaminarla entro i sessanta giorni successivi all’ultimazione della fase istruttoria del procedimento...".</i><br />
<br />
E invece no. Meglio che i cittadini non ne sappiano niente (potrebbero prenderci l'abitudine e 200 firme non sono molte...), meglio che la cosa venga sbrigata dagli "addetti ai lavori" senza fare tanto chiasso.<br />
<br />
Già il fatto che in sei anni non si fosse trovato il tempo per rendere quella norma pienamente operativa, tramite l'emanazione di un apposito Regolamento, avrebbe dovuto destare qualche sospetto.<br />
<br />
Forse si pensava di fare bella figura con poca spesa sperando che i cittadini non avrebbero saputo che farsene di tanta democrazia e così, di fronte alla prima vera manifestazione di quella partecipazione popolare così lungamente e caldamente sollecitata, si è preferito far calare il silenzio. <br />
<br />
"Bergamo Città & Cittadini" ha preferito dare le solite <b>non </b>notizie: contributi alle parrocchie, restauri di chiese e conventi, accordi con la diocesi. <br />
<br />
Bergamo si fa bella così. ]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=362</comments>
 <pubDate>Mon, 8 Oct 2007 22:20:49 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>La legge è uguale per tutti?</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=359</link>
<description><![CDATA[da "La Repubblica" del 4/10/2007<br />
<br />
Io, compagna di Rolla e moglie dimezzata<br />
di Adele Parrillo, vedova di Stefano Rolla<br />
<br />
<i>Sul caso D’Auria, in questi giorni su tutti i quotidiani, non voglio fare polemiche. <br />
Sono felice che si sia trovata <b>la creativa soluzione del matrimonio “in articulo mortis”</b> per assicurare una pensione alla compagna.</i><i><br />
Quello che mi umilia è il fatto che <b>il nostro governo ha riconosciuto validità giuridica a una norma del codice canonico per ottenere quello che, in uno Stato di diritto basato sulla laicità, si dovrebbe ottenere attraverso una legge</b> come quella dei Dico o simili, in vigore ormai in tutta Europa, che il governo continua a rimandare.<br />
<br />
A me invece, compagna di fatto di Stefano Rolla ucciso a Nassiriya con i carabinieri dell’Msu, non sono bastati i sei anni di convivenza, non è bastato che ci fossero state pubblicazioni di matrimonio, rimandato poi per problemi contingenti, non è bastato che fossi in cura per avere un figlio e che ci fossero (e ci sono ancora) in una clinica di Roma cinque embrioni congelati che stavano per essermi impiantati, non sono bastati gli atti notori di convivenza a testimonianza della famiglia di Stefano, nelle persone dei fratelli.<br />
<br />
Non è bastato tutto questo per fare di me una donna con un minimo di diritti, nemmeno quello di partecipare ai funerali. Perché io non ho diritto a niente? Avrò mai risposta a queste mie domande?</i>]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=359</comments>
 <pubDate>Thu, 4 Oct 2007 10:29:14 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Mandiamoli... a farsi benedire</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=358</link>
<description><![CDATA[Riceviamo e volentieri pubblichiamo qui di seguito la lettera di dissenso nei riguardi della ''benedizione'' ufficiale, da parte del sedicente “Cappellano dell’Università” Don J. Organisti, dei nuovi Laboratori di Ingegneria dell'Università di Bergamo in occasione della loro recente inaugurazione, lettera che Giovanni Salesi, docente presso la Facoltà di Ingegneria della succitata Università, ha presentato e letto, allegandola agli atti, nella seduta del Consiglio di Facoltà del 13 Settembre scorso:<br />
<br />
<i>Come tutti i riti religiosi eseguiti in sedi pubbliche istituzionali dello Stato, costituzionalmente laiche e “neutrali’’, anche la prevista “benedizione” dei nuovi Laboratori della nostra Facoltà risulta palesemente una “forzatura”: tanto ingiustificata, inopportuna, non consona, quanto potenzialmente discriminatoria e prevaricante nei confronti di credenti in altre fedi &#9472;si esprime di fatto una preferenza per un determinato culto ledendo il principio di non discriminazione tra lavoratori in base alle convinzioni religiose&#9472;  o di non-credenti come il sottoscritto, in sostanziale violazione della Costituzione della Repubblica Italiana che non riconosce l’esistenza di una qualsivoglia “Religione di Stato”. <br />
   Aggiuntivamente, l’impiego in orario di servizio di risorse umane (uscieri, custodi, tecnici, etc.) di una Amministrazione Statale nello svolgimento di atti di culto e cerimonie di carattere religioso può in linea di principio configurare un vero e proprio reato di peculato (esistono vari precedenti in tal senso nella recente giurisprudenza).<br />
 <br />
   Oltre a quelli giuridici, vorrei rimarcare anche gli aspetti, non secondari, di carattere simbolico inerenti al rito propiziatorio in oggetto. I laboratori di una Facoltà di Ingegneria sono un luogo deputato alla ricerca scientifica e la ricerca scientifica è, ed è sempre stata, in un rapporto di inconciliabile antitesi con le principali religioni monoteistiche, in primis con il cattolicesimo. Dogma religioso e verità scientifica oggettiva provata nei laboratori (come quelli che ci accingiamo ad inaugurare), prodigi soprannaturali e risultati sperimentali, necessariamente si escludono a vicenda: la moltiplicazione dei pani e dei pesci o la resurrezione dei morti sono vietate dalle leggi della Fisica, la Beata Verginità della Madonna dalle leggi della Biologia, e via di questo passo. D’altra parte, da Giordano Bruno a Galileo Galilei e oltre, ben conosciamo la repressione cattolica del libero pensiero razionale. E, di fatto, durante tutte le fasi storiche della crescita ed evoluzione del sapere scientifico abbiamo sempre assistito all’inevitabile conflitto tra scoperta scientifica e dogma religioso: dalla falsità dell'intera Cosmologia e Fisica della Scolastica, al ruolo della casualità quantistica nell'origine, nel presente, e nel futuro dell'Universo; dall'evoluzionismo darwiniano, alla struttura genetico-molecolare della vita, al rapporto mente-cervello, alle teorie psicanalitiche, etc. etc.<br />
<br />
Giovanni  Salesi</i>]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=358</comments>
 <pubDate>Mon, 1 Oct 2007 13:39:04 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>I religiosi non sono tutti uguali</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=357</link>
<description><![CDATA[Pur considerando ogni religione un errore teorico e pur vedendo in ogni credente una persona psicologicamente fragile, incapace di accettare la finitezza propria e del mondo, i fatti che in questi giorni si svolgono in Myanmar mostrano che i religiosi non sono tutti uguali.Lì il clero buddista sta animando un movimento per la democrazia, anche a costo della propria incolumità personale.<br />
Nonostante non abbia alcuna simpatia per il clero di alcun genere, non posso non appoggiare i monaci birmani, insieme a tutti i laici che li seguono, e non notare la distanza che li separa dalla grande maggioranza del clero cattolico e dalla totalità della curia romana. Riuscite a immaginare Ratzi, Bertone, Bagnasco e Betori che sfilano per le strade di fronte a fucili spianati, rivendicando libertà civili e diritti politici, con il costante rischio di prendersi una pallottola in faccia? E dire che dovrebbero difendere la loro fede sino allo spargimento del proprio sangue (almeno i cardinali, le cui vesti rosse hanno proprio questo significato). Peccato che la CCAR abbia optato assai più sovente per lo spargimento del sangue altrui...<br />
Tom]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=357</comments>
 <pubDate>Thu, 27 Sep 2007 20:55:40 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Santo impostore</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=356</link>
<description><![CDATA[Mario Guarino. Santo impostore. Controstoria di padre Pio, Ed. Kaos Edizioni, Roma 2004, pp. 175, € 14,00 (recensione a cura dell'UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti)<br />
<br />
Mario Guarino, già autore de I mercanti del Vaticano (dettagliatissimo reportage sulle scorrerie finanziarie della Chiesa cattolica), ci propone ora una biografia “non autorizzata” sul santo e agitatore politico più in voga del momento.<br />
<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/FrancoM/20070925-mediasantoimpostore.jpg">Link: http://www.uaar.it/ateismo/opere/44.html</a></div>All’epoca della recensione questo volume era noto come Beato impostore (che vedete nella copertina). Successivamente è subentrata la santificazione di Francesco Forgione e il libro ha cambiato nome in Santo impostore. Il lavoro di Mario Guarino si basa soprattutto su fonti cattoliche: libri agiografici, entusiasti oltre ogni limite, e documenti ecclesiastici: quasi sempre, invece, dai contenuti particolarmente negativi nei confronti di padre Pio.<br />
<br />
Guarino accumula così un’impressionante mole di notizie che rendono il frate delle stimmate un personaggio terreno, assolutamente terreno nei suoi comportamenti, tale da rendere veramente discutibile la sua beatificazione anche da un punto di vista fideista: dalle finte malattie per evitare il trasferimento in un convento sgradito alle raccomandazioni per evitare il servizio militare.<br />
<br />
<b>Non manca, all´interno del testo, la dettagliata ricostruzione di una strage avvenuta nel 1920 a San Giovanni Rotondo, che causò addirittura 11 morti e un centinaio di feriti, e causata da un gruppo di “Arditi di Cristo” dell´entourage del frate per protestare contro la legittima vittoria nelle elezioni comunali del partito socialista.</b> Di particolare interesse, inoltre, le pagine dedicate alla c.d. “Operazione Candelabri”: per impedire il trasferimento del frate: il podestà fascista e un avventuriero suoi sodali fecero stampare all´estero un libello diffamatorio nei confronti delle gerarchie vaticane. Il ricatto andò a segno e padre Pio poté tornare alle sue normali attività.<br />
<br />
Non manca neanche, nel 1957, una truffa miliardaria rifilata dal solito “buon finanziere cattolico” ai cappuccini di San Giovanni Rotondo. Frati legati al voto di povertà che, abbagliati dalla promessa di lucrosi tassi d´interesse nell´ordine del 70 per cento, vengono raggirati senza che i tanto millantati poteri soprannaturali fossero di alcun aiuto al futuro santo al fine di scongiurare l´imbroglio.<br />
<br />
Nel racconto l´abilità dimostrata nello sfuggire a ogni verifica scientifica delle fantomatiche stimmate riconduce, inoppugnabilmente, la vita di padre Pio a quella di un comune mortale, con i suoi vizî (tanti) e le sue virtù (discutibili).<br />
<br />
Gli ultimi due capitoli sono dedicati al business legato al cappuccino.<br />
<br />
L´ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza”, fondato dal frate, dopo le sue disavventure finanziarie nel corso degli anni Settanta che costrinsero il Vaticano a intervenire, è ora una struttura di potere politico che incassa, annualmente, diversi miliardi dallo Stato e dalla Regione Puglia, diversi dei quali girati (come provvigione?) al Vaticano stesso. La magistratura ha avviato delle indagini sulla vicenda.<br />
<br />
Quanto al convento, si narra degli otto miliardi affidati dai fedeli per costruire una nuova chiesa e svaniti nelle mani dell´ennesimo “buon finanziere cattolico”, delle concessioni edilizie concessegli in deroga al Piano Regolatore, nonché del business legato a souvenir e gadget varî: un mercato, del resto, fiorito molti anni prima, vivo il padre, con il mercimonio - invero “pulp” - delle pezzuole di stoffa usate per tamponare le sue stimmate insanguinate.<br />
<br />
Un libro molto documentato, quindi: una voce fuori dal coro che fa emergere, sullo sfondo, un´Italia culturalmente arretrata, con una parte della popolazione che non vuole o non riesce a uscire da una realtà intrisa di superstizione.]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=356</comments>
 <pubDate>Tue, 25 Sep 2007 17:54:11 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>L&apos;ora di religione</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=355</link>
<description><![CDATA[Riceviamo e volentieri pubblichiamo:<br />
<br />
<i>Venerdì mia figlia, terza media, tornando a casa da scuola  racconta a me e a suo padre che all’inizio dell’ora di religione è entrata in classe la nuova prof  che quando ha visto lei e i suoi quattro amici alzarsi per cambiare aula e andare a fare l’ora di alternativa (un eufemismo per dire star in aula con un insegnante che si fa i fatti propri e a cui non si può chiedere nessun aiuto) li ha fermati invitandoli a restare ad ascoltare, almeno a provare, la sua lezione perché a lei spiace troppo vedere dei ragazzini che non sanno nulla di religione cattolica e non vuole che finisca come in un'altra terza dove solo sette su venticinque si avvalgono dell’ora di religione.</i><br />
<i>I cinque, tra cui mia figlia, le rispondono di non essere interessati, una arriva perfino a dichiararsi atea, ovviamente il tutto davanti ai restanti “avvalentesi”. La prof insiste dicendo che la religione è una componente importante della nostra cultura e che non conoscere la religione cattolica significa non avere un quadro chiaro e completo di altre materie di studio, tra cui italiano, storia, storia dell’arte e perfino scienze, perché la religione è un tassello importante anche per la nascita dei bambini e l’eutanasia. <br />
<br />
Come è ovvio sia mio marito sia io ci siamo particolarmente irritati per le dichiarazioni espresse dall’insegnante e abbiamo deciso di andare dalla preside per avere chiarimenti e chiedere provvedimenti.<br />
<br />
Sabato mattina siamo stati ricevuti dalla preside e le abbiamo esposto le nostre ragioni. La dirigente scolastica, come previsto, ha iniziato con una difesa d’ufficio dicendo che il programma  che la sua collega vuole portare avanti nel corso dell’anno non è tanto centrato sulla catechesi, ma che al contrario intende stimolare un dibattito tra e con i ragazzi su temi sociali quali l’aborto e l’eutanasia e che quindi è comprensibile che abbia provato a coinvolgere anche mia figlia e i suoi quattro amici nella discussione (e nel caso avessero acconsentito come li avrebbe valutati? Sulle base delle loro posizioni etiche o religiose?) <br />
<br />
Noi abbiamo riaffermato le nostre posizioni, sottolineando come  tra le righe delle dichiarazioni della professoressa avessimo percepito spiacevoli insinuazioni sul nostro modello educativo, perché le sue affermazioni sul mancato studio della religione e l'ipotetica conseguente incapacità di comprendere appieno determinate materie potevano insinuare in nostra figlia, nei suoi amici e nel resto della classe l’idea che chi è ateo, musulmano o appartenente a qualsiasi altra religione, è fondamentalmente un ignorante o di  livello culturale inferiore a chi è credente. Alla fine abbiamo le abbiamo anche detto che saremmo ricorsi al nostro legale nel caso in cui la professoressa avesse continuato a esprimere giudizi malevoli o a non ripettare il diritto alla privacy di nostra figlia (minorenne).<br />
<br />
Alla fine la preside non ha potuto che riconoscere le nostre ragioni, ci ha promesso di riportare le nostre osservazioni all’insegnante di religione oltre a invitarla a non insistere oltre con inviti non richiesti.<br />
<br />
Staremo a vedere.</i><br />
<br />
<div style="text-align: right">Lettera firmata</div>]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=355</comments>
 <pubDate>Sun, 23 Sep 2007 08:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>XX Settembre - altre iniziative</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=354</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070921-vignettaellekappa.jpg">Ellekappa</a></div><b><br />
<div style="text-align: center">Sabato 22 settembre </b>2007 alle <b>ore 16 </b><br />
<br />
il <b>Circolo UAAR di Brescia </b>organizza <br />
in <b>Corso Palestro </b>(incrocio Corso Martiri della libertà) a <b>Brescia </b><br />
una <b>manifestazione - discussione - festa </b><br />
per ricordare l'anniversario del <b>20 settembre</b>. <br />
I particolari sono nel 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20070921-XXSettembreBrescia.pdf')">volantino</a>.</div>]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=354</comments>
 <pubDate>Fri, 21 Sep 2007 17:59:13 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>XX Settembre, una manifestazione riuscita!</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=353</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070921-einstein-tongue.jpg">Einstein</a></div><br />
Bergamo, 20 settembre 2007.<br />
<br />
Nonostante il silenzio pressochè totale dei media locali (unica eccezione BergamoBlog), nonostante la "concorrenza" di Grillo ad Annozero e di Fiorello al Palazzetto dello Sport la nostra iniziativa ha avuto successo.<br />
Il cinema Alba era quasi pieno, duecento persone hanno potuto assistere alla proiezione de "I banchieri di Dio", il film che Giuseppe Ferrara è riuscito a far produrre solo nel 2002 dopo anni di difficoltà ("fare questo film è stato un atto di coraggio, chiedere alle banche un prestito per metterlo in cantiere significava farsi guardare in cagnesco") e che è poi <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.abanet.it/papini/anticler/18calvi.htm')">prematuramente scomparso dalle sale cinematografiche</a>.<br />
<br />
Riuscire a trovarne una copia e proiettarla a Bergamo non è stato facile. Rompere il muro di silenzio alzato intorno a noi a causa delle comprensibili omertà di alcuni e della meno comprensibile distrazione di altri è stato anche più difficile.<br />
<br />
Ringraziamo quanti ci hanno aiutato a vincere questa scommessa.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=353</comments>
 <pubDate>Thu, 20 Sep 2007 17:32:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Al cinema gratis il XX Settembre</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=352</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"></div><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070913-ibanchierididiolocandina.jpg">Locandina</a>Il Circolo di Bergamo dell’<b>UAAR</b><br />
(Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti)<br />
<br />
per celebrare la ricorrenza del <b>XX Settembre </b><br />
(breccia di Porta Pia – fine del potere temporale dei papi) <br />
<br />
invita quanti hanno a cuore la <b>laicità dello Stato </b>ad assistere al <b>film “<a href="http://www.centraldocinema.it/Recensioni/16/a/banchieri di dio.htm" target="scheda">I banchieri di Dio</a>”,</b> di Giuseppe Ferrara.<br />
<br />
La pellicola verrà proiettata <b>giovedì 20 settembre 2007 </b>alle <b>ore 21 </b>al <b>Cinema Alba Blob House</b> (Via Biava, 4 - Bergamo).<br />
<br />
Vi aspettiamo numerosi. <b>L'ingresso è libero.</b>]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=352</comments>
 <pubDate>Thu, 13 Sep 2007 13:42:09 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Dibattito alla festa di Liberazione</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=348</link>
<description><![CDATA[Nello spazio presso gli impianti sportivi di Torre Boldone <br />
<br />
sabato 18/8 ore 21 - Dibattito: LAICITA' & DIRITTI <br />
<br />
relatori: Nicoletta Pirotta - rete Femminista PRC-S.E. Lombardia, Savero Aversa - Nodo GLBT Sinistra Europea, Greta Signorelli - Arcilesbica Bergamo<br />
<br />
coordina: Alessandro Esposito - Responsabile Giovani Comunisti Bergamo <br />
]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=348</comments>
 <pubDate>Sun, 12 Aug 2007 09:44:57 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Sbattezzo e pedobattesimo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=344</link>
<description><![CDATA[Lo scorso 5 giugno al Circolo Radicali di Lecco i nostri soci Filippo e Franco hanno fatto una chiacchierata sui temi dello sbattezzo e del pedobattesimo, è possibile ascoltarne la registrazione sia con Real Player (RP) che con Windows Media Player (WMP):<br />
<br />

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In allegato trovate la 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20070630-pedobattesimotrascrizione.doc')">trascrizione</a> dell'intervento introduttivo.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=344</comments>
 <pubDate>Sat, 30 Jun 2007 11:21:39 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Valori e famiglia</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=342</link>
<description><![CDATA[Pubblico qui un testo che ho scritto recentemente: è la risposta a un paio di domande postemi da un amico. Spero sia interessante<br />
<br />
<b>Valori e famiglia.</b><br />
<br />
Risposta a due domande: “Che cos’è un valore?” e “La famiglia, oltre a essere un’istituzione, è anche un valore?”<br />
<br />
Caro C.,<br />
in primo luogo un valore è qualcosa che si ritiene stabilmente preferibile rispetto alle alternative. Il termine può riguardare: relazioni sociali, assetti socioeconomici e istituzionali (ad es. passare tempo con i propri figli, la libertà di pensiero, lo stato di diritto, la tassazione progressiva).<br />
In secondo luogo “valore” designa anche la misura che attribuiamo alla preferibilità di una cosa materiale (bene o servizio): indica quanto la preferiamo rispetto ad altre che potremmo procurarci. Se una cosa ha molto valore, la preferiamo in modo deciso rispetto alle alternative e vorremmo in cambio una grossa quantità di altri enti o situazioni per rinunciarvi. Il termine trova così quello che è il suo significato principale, il senso economico di valore, che è studiato dalle parti più filosofiche della microeconomia e che nondimeno non è quello che c'interessa qui. Infine c’è il senso del marxiano “valore d’uso”: una cosa è per me un valore se mi è utile per conseguire un determinato fine; tuttavia, questa definizione è ricompresa nella precedente, che non prende in considerazione il motivo per cui si preferisce qualcosa e che quindi ha il pregio di una maggior generalità. Infatti possiamo attribuire grande valore anche a cose che non servono a nulla (ad es. il <i>Cristo portacroce</i> di Hieronymus Bosch o la foto di un luogo a me caro).<br />
Parlando di famiglia, quindi di un assetto sociale e di un istituto giuridico, trattiamo tuttavia del senso etico di "valore". Questo ha un surplus di significato rispetto alla definizione precedente, in quanto normalmente implica la credenza che ciò che noi consideriamo valore dovrebbe esserlo anche per gli altri: si passa insomma dalla sfera del preferibile a quella del bene. Il fatto che non imponiamo in pratica i nostri valori agli altri, allo scopo di mantenere il quieto vivere e di non prenderci tutti a coltellate, non toglie che, in un mondo ideale, noi vorremmo che tutti condividessero i nostri valori. A contrastare questa tendenza c'è un apposito valore, detto <i>tolleranza</i>, che considera buono non costringere gli altri esseri umani ad adottare il nostro punto di vista e ritiene un bene la pluralità delle Weltanschauungen. E' problematico (per alcuni detrattori dell'illuminismo è addirittura paradossale) che questo valore consideri a sua volta buona la propria diffusione e porti a stigmatizzare gli intolleranti. Ciononostante, ritengo che l'uso del valore <i>tolleranza</i> sia la migliore soluzione che l'umanità ha sinora trovato per contenere i conflitti valoriali, altrimenti devastanti: vedere l'Afghanistan, l'Iraq (sebbene in entrambi questi casi l'aspetto valoriale sia usato in prima istanza per celare ben più concreti interessi economici) e la Palestina, sia sul versante arabi-ebrei sia su quello Fatah-Hamas.<br />
Qualsiasi cosa può essere valore in senso etico: basta scegliere che lo sia. L'incesto, l'assassinio dei propri nemici, il curare i morbi dei malati, scoprire se esista il bosone di Higgs, la supremazia della "razza ariana", il recitare una serie di parole in lingua latina (come "Pater noster qui es in coelis sanctificetur nomen tuum..."), la vittoria di una cerca squadra di calcio (ad es. per l'ultras della Dea Atalanta) possono essere tutti valori. Di conseguenza, la famiglia può ben essere un valore: il Family Day è lì a dimostrarlo.<br />
<br />
Ma tu mi chiedi se la famiglia sia un valore: mi chiedi quindi se è un valore per me. La risposta è questa: per me "famiglia" è un valore o meno a seconda del senso del termine.<br />
Di solito la "famiglia" di cui si parla nel dibattito politico-culturale odierno è nucleare, patriarcale, monogamica e chiusa (d’ora in poi NPMC):<br />
- consta di genitori+figli, con l'aggiunta in rari casi di nonni o zii;<br />
- il potere economico e decisionale è usualmente in mano al maschio;<br />
- i genitori non hanno relazioni sessuali fuori dal matrimonio stesso;<br />
- i genitori sono al primo matrimonio, in quanto quest'ultimo è considerato indissolubile se non con la morte di un coniuge;<br />
- i figli (possibilmente 2 o più) sono concepiti dopo il matrimonio.<br />
Faccio notare che, per questo modello, una coppia senza figli sterile non è una famiglia NPMC optimo iure, in quanto scopo della famiglia è la procreazione. Questa famiglia è patriarcale ma, contrariamente a quanto accade per gli altri attributi, i suoi fautori non rivendicano ciò come un pregio.<br />
La "famiglia" così intesa viene divinizzata dalla religione cattolica ed è un idolo, in quanto è piuttosto rara a trovarsi nella realtà sociale effettiva. Parlare così de la "Famiglia" costituisce un errore di generalizzazione, errore dal quale occorre sempre guardarsi: non per nulla L. Wittgenstein diceva ai suoi studenti "I'll teach you differences". Il discorso condotto da chi idolatra questa Famiglia Ideale ignora, forse volontariamente, che non esiste una sola famiglia, né nello spazio né nel tempo. La famiglia cittadina nell'Italia anni '30 era molto diversa da quella contadina della stessa epoca; entrambe queste due forme familiari sono dissimili rispetto a quella del tempo del Boom e molto lontane dalla pluralità di strutture familiari che la società europea sperimenta oggi. Infine tutte queste sono difformi rispetto alle formazioni sociali che regolano la vita collettiva a livello micro in Russia, in India o in Giappone nel primo decennio del XXI secolo: ma tutto ciò sfugge alla mente di chi ha deciso di erigere una specifica e determinata struttura sociale a valore etico.<br />
Io non ritengo che questa famiglia sia un valore etico perché non è disponibile un'argomentazione convincente a favore dei suoi effetti positivi intrinseci sul benessere e sulla felicità delle persone. Al contrario la famiglia NPMC genera, a mio avviso, una forte pressione psicologica, in quanto costringe gli esseri umani a vivere in modo non conforme alla loro natura animale: siamo scimmie, è bene ricordarlo. L'essere umano è naturalmente poligamo e non c'è nessuna prova del fatto che l'educazione dei figli sia ottimale solo in presenza dei loro genitori naturali e non di una qualsiasi altra coppia uomo-donna; parimenti non si vede quale argomento razionale possa difendere l'indissolubilità del matrimonio: perché una donna deve essere vincolata dal fatto di aver partecipato a un rito a vivere per tutta la vita con un uomo che la carica di legnate ogni sera? Infine, il potere maschile non ha alcuna legittimazione razionale e si basa solo su due fatti bruti:<br />
- il maschio di Homo sapiens pesa in media il 30% in più della femmina, con conseguenze lapalissiane sul terreno di uno scontro fisico;<br />
- il maschio di Homo sapiens non deve patire la serie continua di gravidanze e allattamenti cui la donna in età fertile sprovvista di anticoncezionali è sottoposta.<br />
Ritengo che neppure la famiglia nucleare (padre+madre+figli) sia un bene in sé, una struttura sociale i cui effetti sulle persone sono intrinsecamente positivi: è un modo di organizzare la società, alternativo ad altri che si sono storicamente dati, e le cui conseguenze sono assai variabili, siccome dipendono dalle concrete relazioni che i suoi membri stabiliscono caso per caso. Può essere un paradiso come un inferno: il risultato non è garantito. Nel caso in cui risulti essere un inferno, la famiglia in questione deve poter esser dissolta e le persone essere organizzate in nuove strutture sociali (in nuove famiglie o come single). Credo che il punto centrale sia il consenso individuale: nessuno deve essere costretto a vivere in una struttura sociale che non desidera, ragion per cui le strutture stesse devono essere estremamente flessibili, in modo da adattarsi con la massima prontezza ai desideri delle persone che le vivono.<br />
La mia risposta è dunque "no" sia sulla famiglia NPMC sia sulla famiglia nucleare in generale. E' invece "sì" se per "famiglia" si intende "possibilità di costruirsi una famiglia se lo si desidera": ciò infatti rientra negli inviolabili diritti individuali, che per me (e per la Costituzione) sono un valore e dunque vanno tutelati. Questo diritto è sovente leso da difficoltà economiche (bassi salari, lavoro precario) e culturali (discriminazione delle donne, che sono meno pagate dei maschi e che hanno tradizionalmente in carico tutto il lavoro domestico). Un uomo e una donna cattolici che vogliano impiantare una famiglia secondo i dettami della loro religione hanno tutto il diritto di farlo, come parimenti ogni altra persona ha il diritto d’intraprendere il progetto di vita familiare che meglio le si attaglia.<br />
Concludo dicendo che tutto il polverone odierno sulle coppie di fatto deriva dal rifiuto che i cattolici hanno per strutture sociali difformi rispetto alla Famiglia sopra descritta. Vogliono imporre all'intera società quel tipo di struttura sociale, apparsa con la trinità minore (ma culturalmente assai influente) Giuseppe - Maria - Gesù, e sostengono, in malafede, di essere minacciati nelle loro libere scelte dal riconoscimento giuridico di altre forme di vita associata. In particolare, ciò che i cattolici non sono disposti ad accettare è l'omosessualità. Per loro l'omosessualità (che è fenomeno perfettamente naturale e che si ritrova in moltissimi primati) è un peccato e l'idea stessa di riconoscere una famiglia omosessuale un'abominazione. Avvertono la famiglia omosessuale (che socialmente già esiste, per fortuna, da decenni) come un insulto alla loro sacra Famiglia NPMC. Nondimeno, così facendo, violano il diritto individuale degli omosessuali a vivere conformemente ai propri desideri, diritto che è riconosciuto dalla Costituzione. La causa del problema è il rifiuto, da parte dei cattolici, ad adottare il valore tolleranza di cui si parlava sopra. Essi si trovano in perenne conflitto: da un lato la loro religione comporta la fede in un'unica Verità indefettibile, che va inculcata nel cervello di ogni uomo sulla Terra e che istituzionalmente non a caso si manifesta in una monarchia assoluta; dall'altro lato società complesse come quelle post-industriali conoscono un accentuato pluralismo culturale e quindi possono essere gestite in modo democratico solo accettando il valore <i>tolleranza</i>, in assenza del quale invece si cade nel totalitarismo o nella teocrazia. I cattolici italiani sono fortunati: dal punto di vista religioso l'Italia è paese vicino all'unanimismo (anche grazie a secoli di persecuzione cattolica), la cultura liberale (quella vera, alla J. S. Mill, non quella con cui il Berluska si sciacqua la bocca) non ha mai attecchito nella penisola e i pochi laici che ci sono accettano di buon grado di farsi mettere i piedi in testa o di vendersi al cattolicesimo per un po' di potere in più (vedere i DS, tanto per non fare nomi). Se poi ci auto-convince che l'evoluzione sociale farà fuori da sola il cattolicesimo attraverso un'inarrestabile secolarizzazione spontanea, ciò significa mettersi il salame sugli occhi e sognare vanamente un mondo di fate. Meglio che i laici si diano una svegliata o si ritroveranno di fronte all'ennesima vittoria del Vaticano.<br />
Mi scuso per la prolissità.<br />
A presto<br />
Tom<br />
]]></description>
 <category>Fare l'Ateo</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=342</comments>
 <pubDate>Thu, 28 Jun 2007 00:27:24 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Laicità e rapporti tra Stato e Chiesa</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=340</link>
<description><![CDATA[<div style="text-align: center">Tavola rotonda organizzata da<br />
FGCI (Federazione Giovani Comunisti Italiani) - GC (Giovani Comunisti) - SG (Sinistra Giovanile)<br />
<br />
<font color=green><b>venerdì 29 giugno 2007 - ore 20.30</b></font><br />
Circolo ARCI - Via Gorizia, 17 - Bergamo</div>]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=340</comments>
 <pubDate>Wed, 27 Jun 2007 12:53:01 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Interrogazione parlamentare</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=341</link>
<description><![CDATA[La richiesta di iscrizione dell'UAAR al Registro Nazionale delle associazioni di promozione sociale (ai sensi della legge 7 dicembre 2000 n. 383) sta andando per le lunghe.<br />
<br />
Lunedì 25 giugno i parlamentari ZANELLA, BUEMI, D'ELIA, MELLANO, TURCO, PORETTI, DE ZULUETA, CREMA, FRANCESCATO, BURGIO, CACCIARI, FINCATO e DEIANA hanno formalizzato una interrogazione (con risposta scritta) al Ministro della Solidarietà Sociale.<br />
<br />
Il testo dell'interrogazione è riportato per esteso qui di seguito.<br />
<div style="text-align: center">Atto Camera<br />
<br />
Interrogazione a risposta scritta 4-04153 <br />
presentata da <br />
LUANA ZANELLA <br />
lunedì 25 giugno 2007 nella seduta n.176</div><br />
ZANELLA, BUEMI, D'ELIA, MELLANO, TURCO, PORETTI, DE ZULUETA, CREMA, FRANCESCATO, BURGIO, CACCIARI, FINCATO e DEIANA. - Al Ministro della solidarietà sociale.- Per sapere - premesso che: <br />
<br />
il 16 marzo 2007 l'UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) ha presentato richiesta di iscrizione al Registro Nazionale delle associazioni di promozione sociale ai sensi della legge 7 dicembre 2000 n. 383; <br />
<br />
con nota datata 24 maggio 2007, prot. 22/II/0004563, la Direzione Generale per il volontariato, l'associazionismo e le formazioni sociali - Divisione II - associazionismo, ha informato l'UAAR della sua decisione di chiedere «il parere preventivo dell'Osservatorio nazionale dell'associazionismo», poiché l'UAAR, nel rispondere alla nota di codesta Direzione Generale datata 27 aprile 2007, prot. 22/II/0003827, «ha indicato, in quasi la totalità dei casi sedi operanti per una sola volta la settimana (20 sedi/24), con orari di apertura di 1 ora-1 ora e mezza al giorno in ben nove casi su venti, per 2-3 ore nei casi rimanenti»; <br />
<br />
secondo il parere di uno studio legale interpellato dall'UAAR si evince che, non solo la richiesta del parere dell'Osservatorio, ma l'intero iter decisionale posto in essere da codesta Direzione Generale non è conforme a legge; <br />
<br />
il requisito di un orario di apertura delle sedi, infatti, non è richiesto né dalla legge n. 383/2000 né dal regolamento n. 471/2000 e nemmeno è stato mai enunciato da codesta Direzione Generale nel carteggio intercorso tra essa e l'UAAR; quest'ultima, se ciò fosse avvenuto, avrebbe adeguato conseguentemente gli orari di apertura, ed è disposta a farlo se codesta Direzione Generale vorrà precisare quali disposizioni legislative o regolamentari subordinano l'iscrizione al Registro nazionale delle associazioni di promozione sociale ad orari minimi di apertura al pubblico delle sedi periferiche delle associazioni stesse; <br />
<br />
come noto, la legge richiede, invece, come requisito per associazioni di promozione sociale a carattere nazionale, lo svolgimento di «attività in almeno cinque regioni ed in almeno venti province del territorio nazionale», (decreto ministeriale n. 471 del 2001 - Articolo 7, comma 2 della legge n. 383 del 2000 e dall'articolo 2, comma 1, lettera b), mentre il regolamento ministeriale parla di «presenza»; <br />
<br />
l'UAAR, è attiva in 17 regioni e 46 province (in 29 con circoli provinciali e in 17 con referenti), soddisfacendo pertanto i requisiti previsti dal decreto ministeriale n. 471 del 2001; sono, inoltre, operativi sei coordinatori regionali e ventiquattro uffici territoriali dell'associazione; inoltre, l'UAAR ha organizzato i Darwin Day nei 2007 in 24 province e 10 regioni (oltre a quelli organizzati nei quattro anni precedenti come può rilevarsi dal sito www.uaar.it/uaar.darwin_day), ed organizza molte altre intense attività su cui proprio in questi giorni informa il Venerdì di Repubblica; <br />
<br />
la richiesta, da parte di codesta Direzione Generale, del parere dell'Osservatorio è, inoltre, di dubbia legittimità in quanto incompatibile con la funzione specifica di tale organo, che è quella di emettere un parere vincolante in sede di impugnazione in via amministrativa della eventuale reiezione della domanda di iscrizione nel Registro; <br />
<br />
la nota porrebbe in essere anche una illegittima e arbitraria estensione della durata del processo decisionale stabilita per legge: estensione neanche quantificabile nel tempo, in quanto la nota si limita a «preventivare» una riunione dell'Osservatorio durante il mese di luglio, senza indicare una data precisa e senza fornire garanzia alcuna circa l'effettivo svolgimento in tempi rapidi della riunione, e si usa il condizionale perché in realtà l'ultimo capoverso della nota del 24 maggio 2007 è sicuramente improduttivo dell'effetto sospensivo; la sospensione del termine per concludere il procedimento, infatti, è prevista dall'articolo 20 della legge n. 241 del 1990 solo nell'ipotesi che sia necessario acquisire valutazioni richieste da leggi o regolamenti (e nel caso l'acquisizione del parere dell'Osservatorio non solo non è richiesto da alcuna norma ma è, per quanto detto sopra, addirittura vietata) oppure per esigenze istruttorie che qui sicuramente non sussistono, tanto è vero che all'Osservatorio si chiederebbe null'altro che l'interpretazione della legge; <br />
<br />
poiché, dunque, il termine per concludere il procedimento non è stato validamente sospeso si è formato, secondo i sottoscrittori del presente atto, il silenzio-assenso sulla domanda dell'UAAR di iscrizione nel Registro nazionale delle associazioni di promozione sociale, il termine, infatti, ha iniziato a decorrere il 16 marzo 2007 ed è rimasto sospeso soltanto dal 27 aprile all'11 maggio -: <br />
<br />
se sia in esecuzione di direttive del Governo, che la Direzione generale per il volontariato stia ritardando l'accoglimento della domanda di iscrizione nel Registro nazionale delle associazioni di promozione sociale presentata dall'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (UAAR) pretendendo un requisito (un certo orario di apertura delle sedi locali) non previsto né dalla legge n. 383 del 2000 né dal regolamento n. 471 del 2000, e chiedendo all'Osservatorio nazionale dell'associazionismo un parere che l'Osservatorio non può legittimamente esprimere avendo come suo compito specifico quello di fornire un parere vincolante sull'impugnazione in via amministrativa della eventuale reiezione della domanda di iscrizione; <br />
<br />
se il Ministro intenda garantire anche con riferimento alle iscrizioni nel predetto Registro i principi di laicità dello Stato e di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. (4-04153) ]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=341</comments>
 <pubDate>Tue, 26 Jun 2007 13:02:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Sconti alla Chiesa sull&apos;ICI la UE ora processa l&apos;Italia</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=339</link>
<description><![CDATA[Sarà aperta una pratica d'infrazione per violazione delle norme sulla concorrenza. Sotto tiro negozi e alberghi "collegati" a luoghi sacri - da Repubblica di CURZIO MALTESE 25 giugno 2007<br />
 <br />
C'E' CHI in Italia è abituato a ottenere privilegi da qualsiasi governo e autorizzato a non pagare il fisco, ma sul quale nessuno osa moraleggiare. Pena l'accusa di anticlericalismo. L'anomalo rapporto fra Stato italiano e clero è invece finito da tempo sul tavolo dell'Unione europea, che si prepara a mettere sotto processo il nostro Paese per i vantaggi fiscali concessi alla Chiesa cattolica, contrari alle norme comunitarie sulla concorrenza. Oltre che alla Costituzione, meno di moda. Al centro del caso è l'esenzione del pagamento dell'Ici per le attività commerciali della Chiesa. La storia è vecchia ed è tipicamente italiana. <br />
<br />
<br />
Varato nel '92, bocciato da una sentenza della Consulta nel 2004, resuscitato da un miracolo di Berlusconi con decreto del 2005, quindi decaduto e ancora recuperato dalla Finanziaria 2006 come omaggio elettorale, il regalo dell'Ici alla Chiesa è stato in teoria abolito dai decreti Bersani dell'anno scorso. <br />
Molto in teoria, però. Di fatto gli enti ecclesiastici (e le onlus) continuano a non pagare l'Ici sugli immobili commerciali, grazie a un gesuitico cavillo introdotto nel decreto governativo e votato da una larghissima maggioranza, contro la resistenza laica di un drappello di mazziniani radicali guidati dall'onorevole Maurizio Turco. <br />
<br />
I resistenti laici avevano proposto di limitare l'esenzione dell'Ici ai soli luoghi senza fini commerciali come chiese, santuari, sedi di diocesi e parrocchie, biblioteche e centri di accoglienza. Il cavillo bipartisan ha invece esteso il privilegio a tutte le attività "non esclusivamente commerciali". <br />
<br />
Basta insomma trovare una cappella votiva nei paraggi di un cinema, un centro vacanze, un negozio, un ristorante, un albergo, e l'Ici non si paga più. In questo modo la Chiesa cattolica versa soltanto il 5 o 10 per cento del dovuto allo Stato italiano con una perdita per l'erario di almeno 400 milioni di euro ogni anno, senza contare gli arretrati. <br />
<br />
Il trucco o se vogliamo la furbata degli italiani non è piaciuta a Bruxelles, da dove è partita una nuova richiesta di spiegazioni al governo. Il ministero dell'Economia ha rassicurato l'Ue circa l'inequivocabilità delle norme approvate, ma subito dopo ha varato una commissione interna di studio per chiarirsi le idee. <br />
<br />
L'affannosa contraddizione è stata segnalata all'autorità europea dall'avvocato Alessandro Nucara, esperto in diritto comunitario, e dal commercialista Carlo Pontesilli, due professionisti di simpatie radicali che affiancano e assistono il drappello dell'orgoglio laico. <br />
<br />
A questo punto la commissione per la concorrenza europea avrebbe deciso di riesumare la pratica d'infrazione già aperta ai tempi del governo Berlusconi e poi archiviata dopo l'approvazione dei decreti Bersani. In più, la commissione ha chiesto al governo Prodi di fornire un quadro generale dei favori fiscali che l'Italia concede alla Chiesa cattolica, oltre all'esenzione Ici. <br />
<br />
Che cosa potrà succedere ora? Un'infrazione in più o in meno probabilmente non cambia molto. L'Italia dei monopoli, dei privilegi e delle caste è già buona ultima in Europa per l'applicazione delle norme sulla concorrenza e naviga in un gruppo di nazioni africane per quanto riguarda la trasparenza fiscale. Quale che sia la decisione dell'Ue, i governi italiani, di destra e di sinistra, troveranno sempre modi di garantire un paradiso fiscale assai poco mistico alla Chiesa cattolica all'interno dei nostri confini. Magari tagliando ancora sulla ricerca e sulla scuola pubblica. <br />
<br />
E' triste constatare però che senza le pressioni di Bruxelles e la lotta di una minoranza laicista indigena, l'opinione pubblica non avrebbe neppure saputo che gli enti religiosi continuano a non pagare l'Ici almeno al 90 per cento. Nonostante l'Europa, la Costituzione, le mille promesse di un ceto politico senza neppure il coraggio di difendere le proprie scelte. <br />
<br />
Nonostante le solenni dichiarazioni di Benedetto XVI e dei vescovi all'epoca dei decreti Bersani: "Non ci interessano i privilegi fiscali". <br />
Nonostante infine siano passati duecento anni da Thomas Jefferson ("nessuno può essere costretto a partecipare o a contribuire pecuniariamente a qualsivoglia culto, edificio o ministero religioso") e duemila dalla definitiva sentenza del Vangelo: "Date a Cesare quel che è di Cesare". <br />
<br />
<br />
]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=339</comments>
 <pubDate>Mon, 25 Jun 2007 09:32:16 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Bergamo Laica - per un registro delle unioni civili</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=338</link>
<description><![CDATA[Conclusa la campagna "ufficiale", Bergamo Laica ha consegnato a Palazzo Frizzoni le firme raccolte. Il Consiglio Comunale discuterà del Registro delle unioni civili in settembre.<br />
<br />
Sono 929 le firme autenticate di cittadini residenti a Bergamo, apposte in calce alla proposta di delibera per l’istituzione di un registro delle unioni civili, consegnate il 21 giugno al Segretario Generale del Comune di Bergamo.<br />
<br />
Per ulteriori informazioni: <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.bergamolaica.it/')">www.bergamolaica.it</a>]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=338</comments>
 <pubDate>Thu, 21 Jun 2007 19:11:10 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Banchetto informativo UAAR</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=337</link>
<description><![CDATA[Sabato 16 giugno, dalle 16 alle 19 saremo presenti in Via XX Settembre (nei pressi di Landi Sport) con un nostro banchetto informativo. Veniteci a trovare.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=337</comments>
 <pubDate>Fri, 15 Jun 2007 11:19:25 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>La religione: un rimedio all&apos;angoscia</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=336</link>
<description><![CDATA[Tutte le religioni propongono, in un modo o nell'altro, una verità in cui credere  come rimedio all'angoscia del vivere.<br />
Questa angoscia deriva dalla razionale constatazione che, in questo mondo, nulla resiste alla dura legge del divenire.<br />
<br />
L'ateismo è invece l'accettazione stoica del fatto che l'esistenza è temporanea. E pertanto è il rifiuto di un rimedio che pretende, come contropartita, l'accettazione incondizionata di una verità rivelata. Ovvero la rinuncia alla propria capacità di discernimento.<br />
<br />
Vorrei però far rilevare che entrambe le posizioni intepretrano il divenire allo stesso modo: un continuo nascere e morire.<br />
Interpretazione che è all'origine del nichilismo. Un male oscuro che si è già manifestato con il nazismo ma che covando sotto la cenere sta ormai per emergere in tutta la sua potenza.<br />
<br />
E' a mio avviso importante rimettere in discussione il significato del divenire, cercando di intuire come la nostra realtà non consista in ciò che abita il presente, e subisce perciò l'azione dell tempo, ma che consista invece in ben altro.<br />
<br />
Se si riuscirà a superare l'attuale interpretazione del tempo, non solo tutte le religioni avranno perso ogni ragione d'essere, ma pure il nichilismo ne verrà sconfitto.<br />
<br />
So di proporre un qualcosa di particolarmente inusuale, ma se qualcuno avrà l'interesse ad approfondire la cosa, prima di prendermi definitivamente per matto, sarò lieto di discutere con lui. <br />
 ]]></description>
 <category>Fare l'Ateo</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=336</comments>
 <pubDate>Thu, 14 Jun 2007 19:08:11 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>INQUINAMENTO ACUSTICO DA CAMPANE</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=335</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070614-campane.gif">Campane</a></div><i>Riceviamo da S. R. questa lettera che volentieri pubblichiamo per esteso.</i><br />
<br />
Buongiorno, vi scrivo perché sto vivendo una situazione drammatica che vede come controparte la Chiesa. <br />
<br />
Ho comprato da poco casa in un comune della bergamasca affascinato dalla prossimità della Chiesa locale. Da subito purtroppo mi sono dovuto ricredere perché la mia felicità iniziale si è tramutata in un dramma personale.<br />
Il suono delle campane è infatti intollerabile e nonostante abbia speso oltre 8.000 Euro per cambiare gli infissi per dotarli di un vetro fonoassorbente fino a 40 DB la situazione non è migliorata.<br />
<br />
Ho provato a esporre il mio problema al Parroco in più riprese ma la sue risposte sono state “… vada a vivere da un’altra parte” “… le campane devono suonare” e, cosa molto triste da dire, alla mia domanda “… sono un uomo disperato che le chiedo aiuto, capisca il mio problema” la risposta è stata “... devo andare, la saluto”.<br />
<br />
Ritengo deplorevole questo tipo di atteggiamento che oltretutto è proseguito con una pubblica “condanna” del sottoscritto da parte del Parroco con tanto di nome e cognome durante la messa domenicale per screditarmi agli occhi dei concittadini. La lettera del mio avvocato dove chiedo una rilevazione dell’intensità sonora dei decibel delle campane con il mio nome è inoltre appesa fuori da ogni porta d’accesso alla Chiesa. Se questo è un comportamento cristiano! (Oltretutto non rispettoso della legge sulla privacy!).<br />
<br />
Ma perché le campane sono così insopportabili? Per diversi fattori che vi espongo:<ul><li>Intensità: il suono è assordante e preclude il mio diritto al riposo. Viaggio spesso per lavoro e vorrei poter scegliere io quando dormire.<li>Durata: si va dai concertini di 15-30 minuti ai super-concerti di 45 minuti in occasione di battesimi e di 2 ore in occasione di funerali. Quando poi i funerali sono due, le campane iniziano a suonare per 4 ore di fila “a morto”. Non sono eventi occasionali ma frequentissimi.<li>Frequenza: il suono delle campane si intervalla a quello dell’orologio (che batte anche le mezz’ore) e caratterizza tutta la giornata (dalle 7:00 alle 21:00).<li>Fasce protette: non c’è rispetto nemmeno del riposo pomeridiano. La campane suonano anche alle 14:00 con durate inaccettabili.</ul>Non sono contro le campane, ma per una regolamentazione che rispetti i diritti dell’individuo (questo principio penso sia inoltre alla base del Cristianesimo).<br />
<br />
Ho provato a scrivere alla Curia di Bergamo ma non si sono degnati di rispondermi ufficialmente in modo esaustivo. Ho quindi telefonato io direttamente a un numero da loro indicato ma la risposta è stata “... deve essere più tollerante, le campane devono suonare.” Ho sollecitato nuovamente una risposta ma niente.<br />
<br />
E’ difficile trovare concittadini che mi appoggino perché timorosi di una pubblica “scomunica” da parte del Parroco come è successo a me. Purtroppo la vita nei paesi è così. Gestiscono l’asilo, l’oratorio e a Bergamo gestiscono anche il principale giornale cittadino. Parlando del mio problema e navigando su Internet ho scoperto che ci sono tantissime persone in altri paesi che hanno lo stesso problema mio e hanno ricevuto il mio stesso tipo di trattamento e risposte del tipo “… se lei è esaurita non è un problema mio”.<br />
<br />
La cosa più desolante è che esiste un vuoto legislativo in proposito e, poiché il concordato tra Stato e Chiesa attribuisce a quest’ultima la facoltà di regolamentare la materia, ne approfittano. Le sentenze al riguardo confermano questa situazione e tendono a definire lo scampanio “suono” e non rumore (quindi non assoggettabile alla legge sull’inquinamento acustico). Il cittadino è impotente e non è in grado di difendersi in questo tipo di situazione!<br />
<br />
Non c’è niente di peggio che voler dormire quando se ne avverte il bisogno e non poterlo fare. E’ una vera violenza e la Chiesa ne è l’artefice. <br />
<br />
Vi scrivo nella speranza che si possa dare una rilevanza mediatica a livello nazionale e che si trovi una regolamentazione alla materia. Il paradosso italiano è il seguente: se utilizzo l’aspirapolvere alle 14:00 il mio vicino mi può denunciare. Se il parroco suona le campane (20/30 volte più rumorose) per un ora di seguito alla stessa ora nessuno può reclamare o fare qualcosa per tutelare il suo diritto al riposo. Deve subire in silenzio.<br />
<br />
La cosa che più mi ha fatto male in questa vicenda è prendere coscienza del fatto che la Chiesa non è interessata al rispetto dell’individuo (= principio portante del Cristianesimo) e al dialogo basato sul confronto sereno bensì all’osservanza servile di rigide consuetudini e alla conservazioni di “potentati locali”.<br />
<br />
Mi auguro che chi leggerà questa mail sia meno impotente di me e si possa attivare per sensibilizzare l’opinione pubblica e aprire un dibattito per trovare una soluzione per migliaia di cittadini che si trovano nella mia situazione (basta girare un po’ su Internet per rendersene conto). La soluzione è oltretutto a portata di mano: basterebbe infatti far ricadere il suono delle campane nella disciplina dell’inquinamento acustico e il problema sarebbe risolto.<br />
<br />
Un cordiale saluto.<br />
<br />
]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=335</comments>
 <pubDate>Thu, 14 Jun 2007 00:18:23 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Bergamo Laica - dal 9 al 17 giugno</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=334</link>
<description><![CDATA[Continua la raccolta di firme per l'istituzione di un registro delle unioni civili. Prossimi appuntamenti:<ul><li>sabato 9 giugno, dalle 16.30 alle 19.30 - Largo Rezzara (tra Piazza Pontida e Via XX Settembre) - tavolo Associazione Radicali Bergamo<li>domenica 10 giugno, dalle 10.00 alle 13.00 - Piazza Vecchia (lato biblioteca) - tavolo Associazione Radicali Bergamo<li><font color=green>giovedì 14 giugno, dalle 21.00 - Il Caffè Letterario (Via S. Bernardino, 53) - in occasione della proiezione del documentario <b>
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20070607-07_06_14volant.pdf')">“Qu’ils soient heureux jusqu’à la fin des temps”</a></b> - tavolo Associazione Radicali Bergamo</font><li>venerdì 15 giugno, dalle 20.30 alle 23.30 - Piazza Vecchia (sotto i portici della biblioteca) - tavolo Associazione Radicali Bergamo<li>domenica 17 giugno, dalle 10.00 alle 13.30 - Piazza Vecchia (lato biblioteca) - tavolo Associazione Radicali Bergamo</ul><br />
]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=334</comments>
 <pubDate>Thu, 7 Jun 2007 21:42:21 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Lettera di Odifreddi: Pedofilia e pretofilia</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=333</link>
<description><![CDATA[Caro direttore, <br />
quietati i clamori preventivi e consuntivi sulla puntata Annozero del 31 maggio, le chiedo di poter dire un’ultima parola su una trasmissione alla quale ho avuto l’onore di partecipare come ospite laico. <br />
<br />
Scorrendo i giornali del 2 giugno, noto infatti da un lato commenti quali «Fisichella, il volto della Chiesa che scalda il cuore dei laici» (Lucia Annunziata su La Stampa) o «Elogio di Fisichella Monsignor Coraggio» (Aldo Grasso sul Corriere della Sera), e dall’altro lato titoli quali «Che fatica capire nel salotto di Annozero» o «Quante gaffe in quel documentario» (Andrea Galli su L’Avvenire), che mi sembrano lasciar trasparire un giudizio eccessivamente ottimistico sulla veridicità dell’autodifesa della Chiesa in relazione ai fatti in questione. <br />
<br />
I quali, come si ricorderà, erano le accuse di pedofilia ecclesiastica da un lato, e di copertura gerarchica dall’altro, mosse dal documentario Sex Crimes and Vatican («Crimini sessuali e Vaticano»), andato in onda il primo ottobre 2006 sulla Bbc e ritrasmesso da Michele Santoro, dopo feroci polemiche e maldestri tentativi di impedirne la messa in onda sui canali pubblici italiani. <br />
<br />
Monsignor Fisichella ha preteso in trasmissione di ridurre il fenomeno alle perversioni dei «quattro delinquenti» di cui il filmato narrava i crimini, e ha sistematicamente negato la segretezza della famigerata disposizione Crimen sollicitationis del 1962, l’intento omertoso delle sue norme avocatorie per sottrarre i preti colpevoli di crimini sessuali alla giustizia civile, e la permanenza in vigore di queste norme almeno fino al 2001. <br />
<br />
Benché lo stesso Santoro abbia diplomaticamente aperto la trasmissione reiterando per tre volte la dichiarazione che «si sta parlando di casi singoli», i fatti giudiziari finora affiorati lasciano invece presupporre un iceberg di molestie e violenze sessuali perpetrate da preti, suore e laici cattolici su scolari e studenti, minori e non, di orfanotrofi, scuole e seminari da loro gestiti. Per ora, i casi più noti venuti a galla sono quelli del padre messicano Marcial Maciel, fondatore della Legione di Cristo tanto amata da Giovanni Paolo II, e del frate irlandese Brendan Smyth, che detiene un record di 45 anni (1945-1990) di abusi sistematici. Il caso più blasfemo è invece quello, citato nel Rapporto Governativo Irlandese del 22 ottobre 2005, di un prete della diocesi di Ferns che ha violentato una ragazza sull’altare della parrocchia. Il caso più tragico, infine, è il suicidio del frate irlandese Sean Fortune nel 1999, per evitare un processo per lo stupro di 29 bambini. <br />
<br />
Lo scandalo ha raggiunto anche i massimi livelli ecclesiastici, fino al cardinale Hans Hermann Groër di Vienna e una ventina di vescovi del mondo intero, tutti costretti a dimettersi (il primo già nel 1995). Un’idea dell’ordine di grandezza del fenomeno si può dedurre dal fatto che, secondo il rapporto, la natura e l’estensione del problema dell’abuso sessuale di minori da parte di preti e diaconi cattolici degli Stati Uniti del 27 febbraio 2004, stilato per la Commissione Episcopale Statunitense dal Dipartimento di Giustizia Criminale John Jay della City University di New York, nei soli Stati Uniti sono state presentate fino al 2003 circa 11.000 denunce contro più di quattromila preti, pari al quattro per cento (4.392 su 109.684) del clero cattolico locale. <br />
<br />
Monsignor Fisichella, che in trasmissione mi ha chiesto malignamente se conosco anche il latino, o solo la matematica, avrebbe forse dovuto preoccuparsi delle sue conoscenze in quest’ultima materia, visto che sembra non aver saputo (o voluto) afferrare la differenza tra «quattro», «quattromila» e «quattro per cento»... Ma anche un esperto di sole lingue morte avrebbe comunque dovuto apprezzare almeno la differenza tra epidemico ed endemico fatta dal giudice Anne Burke della Commissione d’Indagine Nazionale sugli scandali sessuali istituita dalla Chiesa Cattolica Statunitense (!), che nel filmato ha dichiarato: «Abbiamo scoperto che non si è trattato di un fatto epidemico, con più casi in una diocesi che in altre, ma di un fatto endemico, con le stesse percentuali di molestie sessuali sui minori in ogni diocesi». <br />
<br />
Ora, i motivi dei tentativi di piccola censura del video da parte dei partiti politici clericali, e di grande copertura degli scandali da parte delle gerarchie ecclesiastiche, stanno tutti qui: nella paura, cioè, che questi dati possano lasciar inferire un comportamento sistematico da parte del clero, anche sulla base del fatto ben noto che le denunce di violenze sessuali in generale, e sui minori in particolare, riguardano solo una minima parte dei crimini che vengono invece commessi. Stando ai fatti appurati, comunque, le sole diocesi statunitensi hanno dovuto finora pagare risarcimenti alle vittime pari a un miliardo di euro: una cifra che è ironicamente dello stesso ordine di grandezza del finanziamento che la Chiesa riceve annualmente dai contribuenti italiani tramite l’esborso dell’otto per mille, ma anche una cifra che ha già tragicamente portato alla letterale bancarotta cinque di quelle diocesi (Tucson in Arizona, Portland in Oregon, Spokane in Washington, Davenport in Iowa e San Diego in California). <br />
<br />
È singolare che, di fronte a un fenomeno di proporzioni appunto fenomenali, monsignor Fisichella e il Vaticano abbiano preferito chiudersi in una difesa cavillosa, invece di aprirsi a un mea culpa evangelico: soprattutto per quanto riguarda la sistematica connivenza coi colpevoli, in molti casi semplicemente trasferiti ad altre istituzioni (cioè, in pratica, a nuovi vivai per le loro malversazioni). Anche qui, i fatti sono testimoniati dalle dimissioni dei responsabili delle coperture: ad esempio, nel 2002, quelle del cardinale Bernard Law di Boston negli Stati Uniti («punito» con la nomina ad arciprete della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore a Roma) e del vescovo Brendan Comiskey di Ferns in Irlanda. <br />
<br />
E qui arriviamo alla pietra dello scandalo del video trasmesso da Annozero, che più che il delitto di lesa infanzia da parte del clero è stata l’accusa di lesa maestà addirittura a Benedetto XVI da parte del filmato. In trasmissione monsignor Fisichella ha bollato il coinvolgimento del Papa come «gratuito», e il giorno dopo il portavoce vaticano padre Federico Lombardi l’ha descritto come «gravemente ingiusto», ma entrambi hanno dimenticato (o finto di dimenticare) che l’accusa non era affatto giornalistica, bensí giudiziale! <br />
<br />
L’allora cardinal Ratzinger era stato infatti incriminato agli inizi del 2005 in Texas per aver ostacolato la giustizia e aver cospirato con l’arcidiocesi di Houston nella copertura degli abusi sessuali del clero locale, in una causa civile intentata nella Contea di Harris da tre vittime contro un molestatore appartenente al seminario locale. Il 26 maggio 2005 gli avvocati pontifici hanno comunicato alla Corte Distrettuale del Texas Meridionale di Houston che il 20 maggio l’ambasciata della Santa Sede a Washington aveva inviato al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti una richiesta di immunità diplomatica per Ratzinger, nella sua intervenuta qualità di Capo di Stato. Il 22 dicembre 2005 l’accoglimento della richiesta ha cosi posto fine in modo «gratuito», questo sì, alla vicenda giudiziaria del Papa. Ma non, ovviamente, alle discussioni sulla sua effettiva colpevolezza, basata sull’ammissione del 18 maggio 2001, nella lettera ai vescovi De delictis gravioribus («Circa i delitti più gravi»), che la disposizione del Santo Uffizio Crimen sollicitationis del 1962 era hucusque vigens («finora in vigore»): cosa che in trasmissione ho chiesto più volte a monsignor Fisichella di confermare, ricevendone solo risposte elusive, nonostante egli tenesse in grembo la versione ufficiale a stampa di quella lettera, con il passaggio cruciale sottolineato a mano! <br />
<br />
Alla domanda se la Crimen sollicitationis fosse poi una disposizione segreta, la sua risposta è stata invece netta, per non dire sprezzante: «Ma per carità, che cosa sta dicendo? Non raccontiamo barzellette!». Peccato che la barzelletta fosse scritta, nel latino che tanto piace al monsignore e in maiuscolo, nelle prime due righe del testo stesso: «Da conservare con cura negli archivi segreti della Curia come strettamente confidenziale. Da non pubblicare, né da integrare con alcun commento». <br />
<br />
Per definizione, se una disposizione richiede di essere mantenuta segreta è, ovviamente, perché ha qualcosa da nascondere: che cosa, dovrebbe essere chiaro dai fatti enumerati in precedenza a proposito delle coperture dei vertici ai crimini della base (ma non solo). Non dimentichiamolo, quando elogiamo il mastino di Ratzinger per la sua indubbia efficacia mediatica nel difendere la Chiesa, perché rischiamo di confondere l’apparenza dialettica delle opinioni con la verità storica dei fatti. <br />
<br />
Piegiorgio Odifreddi <br />
Fonte: www.lastampa.it <br />
Link: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/ <br />
5.06.07]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=333</comments>
 <pubDate>Wed, 6 Jun 2007 05:47:34 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Bergamo Laica - tavoli per la raccolta delle firme dal 26/5 al 4/6</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=331</link>
<description><![CDATA[<ul><li>sabato 26 maggio, dalle 16.30 alle 19.30 - Via XX Settembre altezza Landi Sport - tavolo Associazione Radicali Bergamo<li>domenica 27 maggio, dalle 10.00 alle 13.00 - Piazza Vecchia c/o scala - tavolo Associazione Radicali Bergamo<li>mercoledì 30 maggio, dalle 18.00 alle 21.00 - Piazzale Goisis lato Lazzaretto - tavolo Comitato promotore <a href=http://www.bergamolaica.it target=bglaica><b>Bergamo Laica</b></a><li>giovedì 31 maggio, dalle 17.00 alle 19.00 - Piazzola centrale dei giardini pubblici tra il quartiere Terrazze Fiorite e Via Goethe - tavolo Associazione Radicali Bergamo<li>venerdì 1° giugno, dalle 21.00 alle 24.00 - Piazza Vecchia lato biblioteca - tavolo Associazione Radicali Bergamo<li>lunedì 4 giugno, dalle 8.00 alle 12.00 - Mercato Malpensata, angolo via Carnovali - via San Giovanni Bosco - tavolo Associazione Radicali Bergamo</ul>]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=331</comments>
 <pubDate>Fri, 25 May 2007 23:13:14 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>No alla censura preventiva</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=330</link>
<description><![CDATA[<div style="text-align: center"><embed style="width:300px; height:245px;" id="VideoPlayback" type="application/x-shockwave-flash" src="http://video.google.com/googleplayer.swf?docId=3237027119714361315&hl=it" flashvars=""> </embed></div><br />
<div style="text-align: center">Per far partire il video cliccare <b>due volte </b>sul pulsante "play"</div>]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=330</comments>
 <pubDate>Sun, 20 May 2007 14:52:03 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Le troppe case del &quot;Signore&quot;...altro che la grotta di Betlemme</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=329</link>
<description><![CDATA[Le (troppe) case di Dio <br />
<br />
Mi ero ripromesso di non guardare più, almeno per qualche settimane, i Ballarò, i Report, i Mi manda Raitre e così via. Tanto so già tutto: niente funziona, tutto va male, poche prospettive positive per il futuro. <br />
Ieri sera però ci sono ricascato con AnnoZero di Santoro. Si parlava del problema casa, una delle tante piaghe di questo Stato che dicono in ripresa e che invece a me pare un malato terminale.Così dopo una giornata di lavoro apprendo che il 20% degli immobili italiani appartiene al Vaticano. A Roma 1 su 4. <br />
Il Vaticano gestisce i suoi immobili tramite alcuni istituti religiosi oppure, più frequentemente, tramite la sua banca, lo IOR (Istituto Opere Religiose) . <br />
La cosa me le ha fatte girare parecchio così questa mattina mi sono andato<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/FrancoM/20070519-asino026.jpg"></a></div> a cercare l'abc dello IOR iniziando dal suo Statuto, su cui all'articolo 2 leggo testualmente che la banca vaticana ha lo scopo "di provvedere alla custodia e all´amministrazione dei beni mobili e immobili trasferiti o affidati allo IOR medesimo da persone fisiche o giuridiche e destinati a opere di religione e carità". <br />
Bè, secondo quanto si diceva ieri sera pare che lo IOR li amministri proprio bene i suoi immobili visto che non si fa scrupoli a sfrattare inquilini (anche gravemente malati) per lucrare sull'affitto. <br />
Eppure al Vaticano dovrebbero bastari gli sgrafi fiscali sugli affitti percepiti, oltre a non pagare l'Ici su i suoi immobili, indipendentemente che siano strutture destinate ad opere di carità cristiana oppure monasteri trasformati in alberghi di lusso. Perchè lo IOR è proprietario anche di alberghi di lusso...e tra parentesi, non molto tempo fa controllava anche l'industria farmaceutica svizzera Serono, che produce, pensate un pò, anticoncezionali! <br />
Ma no, penso, "ci deve essere un errore! La Chiesa, la Santa madre Chiesa non può fare questo! Hanno pure fatto il Family Day l'altro sabato, eccheccavoli, loro alla famiglia ci tengono". <br />
Eppure di famiglie sotto i ponti (magari dedicati a qualche Papa) ce ne mandano tante, e non vogliono sentire ragioni: nemmeno quella di una signora con invalidità al 100% che ha offerto per rimanere nella sua casetta 1.200 euro al mese che però ovviamente non possono accontentare l'ingordigia degli uomini di Dio che magari mirano a riaffittare l'immobile al doppio o al triplo a qualche danaroso notaio. <br />
Appena eletto, Benedetto XIV ha detto: "sono un umile lavoratore nella vigna del Signore". Ora io non se il Signore ha una vigna, ma chi dice di "lavorare" per lui di case ne ha a bizzeffe! <br />
<br />
Fonte: www.lanotizia.com<br />
<br />
http://www.lamianotizia.com/comments.php?y=07&m=05&entry=entry070518-043707&sv=1<br />
<br />
<br />
La Chiesa possiede il 20-22 % del patrimonio immobiliare italiano... leggiamo... leggiamo attentamente!!! Un quarto di roma è intestato a diocesi, enti e società del vaticano. <br />
I primi acquirenti di beni della curia sono il Santander e il Bilbao, via Opus Dei <br />
<br />
Parte dell’inchiesta di Sandro Orlando per il settimanale "Il Mondo" <br />
<br />
L'ultimo a essere venduto è stato un immenso complesso monastico sulla Camilluccia, alle spalle di Monte Mario. Nella stessa arteria a nord ovest della Capitale, zona Trionfale, un tempo tappezzata di rifugi per pellegrini e lazzareti, l'immobiliarista casertano Giuseppe Statuto si è portato via un ex convento del XVIII secolo di importante valenza storica, con una superficie di quasi 5 mila metri quadri, ed inserito in un'area naturale tre volte più grande. <br />
<br />
Ma Statuto, l'enfant prodige dei nuovi palazzinari romani, l'unico a non essere sfiorato dalle disavventure giudiziarie dei «furbetti del quartierino», in arte Stefano Ricucci e Danilo Coppola, deve avere buoni santi in Paradiso. <br />
<br />
Davvero: anche perché è uno dei rari operatori del settore ad avere accesso agli affari immobiliari della Chiesa. E così con la sua Michele Amari e le altre controllate attive nella Capitale (Bixio 15, Diemme Immobiliare, Derilca, Egis) in questi anni è andato collezionando immobiili di pregio dismessi da congregazioni religiose, ordini e confraternite. <br />
<br />
La svolta è arrivata alla fine del 2002, con la nomina del cardinale Attilio Nicora alla presidenza dell'Amministrazione del patrimonio della sede apostolica (Apsa), uno dei due pilastri economici del Vaticano, insieme all'Istituto per le Opere di religione (Ior), la banca pontificia. <br />
<br />
Una holding, l'Apsa, che a Roma risulta proprietaria di beni per pochi milioni, perché iscritti a bilancio al costo storico, e accatastati sempre come popolari o ultrapopolari, pur situandosi in pieno centro. <br />
<br />
Attraverso società come la Sirea, che ha intestati due palazzi in piazza Cola di Rienzo, valutati neanche 3 milioni e dati in affitto alla Direzione investigativa antimafia; la Edile Leonina, con locali per altri 3 milioni, occupati dal Viminale; e la Nicoloso da Recco, titolare di quattro appartamenti, dal valore nominale di appena 50 mila euro. Ma che invece ha un potere di indirizzo enorme sull'immenso patrimonio che fa capo alla Chiesa e agli oltre 30 mila enti religiosi che operano sul territorio. <br />
<br />
Un patrimonio sfuggito a ogni censimento, nei quasi ottant'anni seguiti al Concordato che dal 1929 regola i rapporti tra Stato e Vaticano. Come aveva sottolineato anche Francesco Rutelli, all'indomani della revisione dei Patti lateranensi. <br />
<br />
In un acceso dibattito parlamentare dell'aprile 1985 sulla legge che istituiva il Fondo edifici di culto, l'allora deputato radicale aveva fatto mettere agli atti l'interminabile elenco dei palazzi posseduti dagli enti ecclesiastici nella sola città di Roma per dare la consistenza reale dei beni della Curia. <br />
<br />
E rovesciare così quella visione di una confessione «poverella» che aveva spinto la Dc ad accollare allo Stato mille miliardi di lire (dell'epoca) di spese l'anno, per il mantenimento dei luoghi adibiti a culto. <br />
<br />
Poi Rutelli è diventato sindaco, e con la pioggia di finanziamenti pubblici arrivata con il Giubileo del 2000, 3.500 miliardi di lire per parcheggi e sottopassi, restauri di cappelle e palazzi, ristrutturazioni edilizie e nuovi alloggi per pellegrini, ha dato il suo contributo all'ulteriore espansione terrena della Chiesa. <br />
<br />
[Quattrocento istituti di suore, 300 parrocchie, 250 scuole cattoliche, 200 chiese non parrocchiali, 200 case generalizie, 90 istituti religiosi, 65 case di cura, 50 missioni, 43 collegi, 30 monasteri, 20 case di riposo, altrettanti seminari, 18 ospedali, 16 conventi, 13 oratori, 10 confraternite, sei ospizi. Sono quasi 2 mila gli enti religiosi residenti nella Capitale, e risultano proprietari di circa 20 mila terreni e fabbricati, suddivisi tra città e provincia.] <br />
<br />
Un quarto di Roma, a spanne, è della Curia. Partendo dalla fine di via Nomentana, all'altezza dell'Aniene, dove le Orsoline possiedono un palazzo di sei piani da oltre 50 mila metri quadri di superficie, mentre le suore di Maria Ripatrarice si accontentano di un convento di tre piani; e scendendo a sud est per le centralissime via Sistina e via dei Condotti, fino al Pantheon e a piazza Navona, dove edifici barocchi e isolati di proprietà di confraternite e congregazioni si alternano a istituzioni come la Pontificia università della Santa Croce. <br />
<br />
E ancora, continuando giù per il lungotevere e l'isola Tiberina, che appartiene interamente all'ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio.E poi su di nuovo per il Gianicolo, costeggiando il Vaticano fino sull'Aurelia Antica dove si innalza l'imponente Villa Aurelia, un residence con 160 posti letto, con tanto di cappella privata e terrazza con vista su San Pietro, che fa capo alla casa generalizia del Sacro Cuore. <br />
<br />
È tutto di enti religiosi. Un tesoro immenso che si è accumulato nei decenni grazie a lasciti e donazioni: più di 8 mila l'anno scorso nella sola area di Roma città. Ma non c’è solo la Capitale. La Curia vanta possedimenti cospicui anche nelle roccaforti bianche del Triveneto e della Lombardia: a Verona, Padova,Trento. Oppure a Bergamo e Brescia, dove gli stessi nipoti di Paolo VI, i Montini, di mestiere fanno gli immobiliaristi. <br />
<br />
«Il 20-22% del patrimonio immobiliare nazionale è della Chiesa», stima Franco Alemani del gruppo Re, che da sempre assiste suore e frati nel business del mattone. <br />
<br />
Senza contare le proprietà all’estero. <br />
<br />
«A metà degli anni ‘90 i beni delle missioni si aggiravano intorno ai 800-900 miliardi di vecchie lire, oggi dovrebbero valere dieci volte di più», osserva l’immobiliarista Vittorio Casale, massone conclamato che all’epoca era stato chiamato dal cardinale Jozef Tomko a partecipare ad un progetto di ristrutturazione del patrimonio di Propaganda Fide, il ministero degli Esteri del Vaticano. <br />
<br />
Dicevamo del cardinale Nicora. Legatissimo ad Angelo Caloia, il banchiere del Mediocredito centrale che si è fatto interprete del rinnovamento dello Ior dopo il crack dell'Ambrosiano, Nicora è stato per tutti gli anni '90 «assistente spirituale e stimolatore» di un ristretto cenacolo milanese, il gruppo Cultura Etica e Finanza, nato per «porre a confronto il cattolicesimo col travolgente imporsi del primato economico-finanziario», come ha scritto Giancarlo Galli nel suo informatissimo libro sulla Chiesa e il capitalismo (Finanza bianca, 2004). <br />
<br />
Arrivato al vertice dell'Apsa, Nicora ha cercato di fare ordine nel portafoglio immobiliare della Santa Sede, con le stesse logiche dei banchieri da lui frequentati. <br />
<br />
[……………………..] <br />
<br />
Scoperto con il Giubileo, il fenomeno del turismo religioso si è conquistato l’attenzione crescente delle alte sfere della Chiesa. <br />
Intorno a questo nuovo business si è sviluppata l’Opera romana pellegrinaggi di monsignor Liberio Andreatta, cui fa capo l’agenzia viaggi Quo Vadis. <br />
<br />
Insieme al gruppo Cit la Santa Sede aveva anche messo a punto un progetto molto ambizioso per creare a Pietrelcina, il luogo natio di Padre Pio, un polo turistico religioso, con 76 milioni di investimenti: poi la crisi dell’operatore viaggi ha fermato tutto. <br />
<br />
Ma che il settore sia in crescita lo dicono le cifre: in tutto il paese si contano circa 3.300 case per ferie gestite da enti religiosi, con un giro d'affari annuo stimato in 4,5 miliardi, e 200 mila posti letto. <br />
<br />
Di questi 5 mila sono a Roma, città che solo a Pasqua registra più di 600 mila pellegrini. <br />
<br />
Oltretutto il calo delle vocazioni ha svuotato abbazie e monasteri, che sono più di 2 mila in tutta Italia, e questo proprio mentre gli ordini venivano chiamati a rispondere ad una nuova razionalità economica. <br />
<br />
È un boom che ha moltiplicato i cantieri per trasformare antichi conventi e collegi religiosi in case di accoglienza e veri e propri alberghi, soprattutto nella Capitale. <br />
<br />
E così un palazzo del Borromini di proprietà delle suore Oblate di Santa Maria dei Sette dolori in Trastevere si avvia a diventare un hotel con 62 camere. <br />
<br />
Sempre a Trastevere è già in funzione il San Giuseppe di vicolo Moroni, mentre il Collegio gregoriano di via San Teodoro, che s'affaccia sul Palatino, verrà dato in gestione a terzi dopo la riconversione. <br />
<br />
È una febbre edilizia che finora è stata gestita con riservatezza da pochi intermediari di fiducia, primo tra tutti il gruppo Re, Religiosi ed ecclesiastici, di Vincenzo Pugliesi e Franco Alemani. <br />
<br />
Una realtà nata più di vent'anni fa, con lo slogan «non dannatevi per vendere un convento», che si è specializzata nella compravendita e ristrutturazione di beni ecclesiastici e oggi ricava dall'attività con ordini e congregazioni una trentina di milioni l'anno (su un fatturato complessivo di 55 milioni). <br />
<br />
«La prima richiesta che ci arriva», spiega il vicepresidente Alemani, «è vendere sempre dando la prelazione alla Chiesa». <br />
<br />
È per questo che sono bandite le aste mentre a dirigere la controllata cui fa capo il business religioso, la Re spa, è stato chiamato di recente l'erede di una delle famiglie che contano in Spagna, Antonio Fraga Sanchez. <br />
<br />
I primi acquirenti di beni della Curia sono proprio loro, il Santander e il Bilbao, da sempre a braccetto con il potentissimo Opus Dei. <br />
<br />
BENI IMMOBILI <br />
All'incirca il 20-22% del patrimonio immobiliare italiano fa capo alla Chiesa. Un quarto di Roma è intestato a diocesi, congregazioni religiose, enti e società del Vaticano. Solo le proprietà che fanno capo a Propaganda Fide (il «ministero degli Esteri» del Vaticano che coordina l'attività delle missioni nel mondo) ammontano a 8-9 miliardi. <br />
<br />
Negli ultimi due anni il Vaticano ha cominciato a fare trading immobiliare, vendendo beni per quasi 50 milioni. Nel 2006 a Roma si sono registrate più di 8 mila donazioni di beni immobiliari, in provincia sono state 3.200. Il doppio rispetto a una città come Milano. Il più grande intermediario immobiliare che lavora con la Chiesa, il gruppo Re spa, realizza da questa attività circa 30 milioni di fatturato. <br />
<br />
PATRIMONI <br />
Il patrimonio gestito dallo Ior, la banca del Vaticano, e l'Apsa, sfiora i 6 miliardi. <br />
<br />
TURISMO <br />
In tutta Italia si contano 200 mila posti letto gestiti da religiosi, con 3.300 indirizzi, tra case per ferie, hotel, centri di accoglienza per pellegrini. il giro d'affari è stimato in 4,5 miliardi <br />
. <br />
In tutto il paese si contano più di 2 mila monasteri e abbazie. A Roma sono 5 mila i posti letto ufficialmente disponibili in ex conventi e collegi religiosi. Il giro d'affari del turismo religioso nella Capitale è stimato intorno ai 150 milioni di euro. <br />
<br />
Fonti: http://www.adusbef.it/, http://www.dagospia.com/ <br />
<br />
Fonte: http://inrilievo.blogspot.com/ <br />
Link: http://inrilievo.blogspot.com/2007/05/ratzinga-muratore-la-chiesa-possiede-il.html <br />
15.05.2007<br />
]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=329</comments>
 <pubDate>Wed, 16 May 2007 19:37:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Che i bimbi vengano a me???</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=328</link>
<description><![CDATA[18/05/2007<br />
Gran Bretagna . Un documentario della BBC denuncia i preti pedofili ...e le coperture di Joseph Ratnzinger (oggi papa Benedetto XVI) - rca news<br />
<br />
LONDRA - Sta provocando una forte ondata di indignazione la messa in Rete di un documentario della Bbc, titolo Sex Crimes and the Vatican, andato in onda in Gran Bretagna nel 2006, nel quale si svelano i risvolti inquietanti di una vicenda che coinvolse decine di sacerdoti, responsabili di reati di pedofilia, come quelli della diocesi di Ferns, contea di Wexford, Irlanda. E di come i reati, e i loro autori, vennero tutelati dalle autorità ecclesiastiche. Il video, che in Italia è stato acquistato da una società specializzata che sta provando a rivenderlo alle emittenti nazionali, è fra i più visti su You Tube e Google. La società ha diffidato formalmente molti siti internet dal diffonderlo. <br />
Nel documentario, si parla soprattutto del Crimen Sollicitationis, il documento segreto emesso dal Santo ufficio del Vaticano (oggi Congregazione per la dottrina della fede) nel 1962: fornisce istruzioni ai vescovi su come trattare i casi di sacerdoti accusati di usare la segretezza del confessionale per fare avances sessuali ai penitenti. Ma soprattutto di come porsi di fronte a crimini peggiori, come il coinvolgimento di un prete in rapporti sessuali con un animale, un bambino o un uomo. <br />
<br />
Ebbene, il garante dell'applicazione di quelle direttive fu Benedetto XVI, all'epoca dei fatti ancora cardinale Joseph Ratzinger. Fu lui il responsabile della direttiva con la quale lo scandalo venne messo a tacere e i preti furono protetti e nascosti alle autorità. <br />
<br />
Il video è crudo e esplicito, riporta le testimonianze di chi, all'epoca bambino, fu vittima degli abusi. Che viaggiasse su internet era prevedibile così com'era inevitabile che alimentasse la discussione. Utenti premurosi si sono presi la briga di tradurre e sottotitolare la versione integrale del documentario anche nella nostra lingua. <br />
<br />
Così, la Ferns Inquiry, il Rapporto Ferns, ovvero l'inchiesta governativa ufficiale irlandese del 2005 che riguardava le denunce di abusi avvenuti nella diocesi irlandese, ma anche gli altri contenuti del documentario, si sono trasformati in uno dei documenti attualmente più diffusi e scambiati sul Web. Il dibattito si infiamma su siti e blog italiani, fra riflessioni pacate, giudizi netti e, com'è legittimo, dubbi e contestazioni.<br />
<br />
<br />
per vedere il video con sottotitoli in italiano e leggere il testo integrale del documentario :<br />
http://www.bispensiero.it/index.php?option=com_content&task=view&id=201&Itemid=6 ]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=328</comments>
 <pubDate>Tue, 15 May 2007 14:33:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Articolo 21!</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=326</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070512-vauro120507.gif">Vauro 12/5/2007</a></div>Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. <br />
<br />
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.<br />
<br />
]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=326</comments>
 <pubDate>Sat, 12 May 2007 20:54:42 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Bergamo Laica prossimi tavoli per la raccolta delle firme</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=327</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070517-50x74_1.gif">Uno straccio di laicità</a></div><b>Venerdì 18 maggio</b>:<br />
dalle ore 21.00 al Caffè Letterario (Via S. Bernardino, 53), a margine dello spettacolo teatrale "Sogno di una notte d’estate con intermezzo lesbico" di e con Eleonora Dall’Ovo, raccolta firme al tavolo di Bergamo Laica.<br />
<br />
<b>Sabato 19 maggio</b>:<br />
dalle ore 15.00 alle 19.30 raccolta firme al tavolo dell’Associazione Radicali Bergamo in Via XX Settembre (altezza Landi Sport).<br />
<br />
<b>Domenica 20 maggio</b>:<br />
dalle ore 10.00 alle 13.30 raccolta firme al tavolo dell’Associazione Radicali Bergamo in Colle Aperto (c/o ex distributore di benzina API).]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=327</comments>
 <pubDate>Fri, 11 May 2007 00:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Il &quot;Coraggio Laico&quot; di Bergamo iniziative dall&apos;11 al 13 maggio</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=325</link>
<description><![CDATA[<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.bergamolaica.it')">Bergamo Laica</a>, Comitato promotore di una proposta di delibera d’iniziativa popolare per un registro delle unioni civili in città, aderisce alla <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaar.it/news/2007/05/09/12-maggio-anche-uaar-alla-manifestazione-coraggio-laico/')">manifestazione di Piazza Navona del 12 maggio</a>. <br />
<br />
Bergamo Laica ha scelto di manifestare il suo sostegno proseguendo le iniziative sul territorio provinciale di Bergamo, iniziative che si intensificheranno proprio in occasione del weekend del 12 e 13 maggio, giorni in cui saranno allestiti ben 7 tavoli di raccolta firme per promuovere un registro delle unioni civili.<br />
<br />
Ecco, in dettaglio, dove è possibile firmare nei prossimi giorni: <br />
<b>Venerdì 11 </b><br />
<br />
dalle ore 21.30 alle 23.30 al tavolo di Bergamo Laica in piazza Vecchia in occasione della FAMILIES NIGHT raccolta firme <br />
 <br />
FAMILIES NIGHT è un’iniziativa in difesa della laicità dello stato: accendi, con una candela nella notte tra l’11 e il 12 maggio, la speranza di veder riconosciuti i diritti di tutte le famiglie, di tutte le forme di amore, illuminiamo la notte dall’oscurantismo di chi si ostina a non volere considerare uguali tutte le forme di amore.<br />
<br />
<b>Sabato 12 </b><br />
<br />
dalle ore 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18 al tavolo dell’Associazione Radicali Bergamo in via XX settembre (fronte Profumeria Douglas) prosegue la raccolta firme di Bergamo Laica.<br />
 <br />
dalle ore 16.15 alle 17.15 fuori dal Centro Congressi Giovanni XXIII, viale papa Giovanni XXIII n. 106 - dove alle 16.45 si terrà la premiazione del Concorso di Narrativa Bergamo con la presenza dello scrittore israeliano Abraham Yehoshua - raccolta firme di Bergamo Laica.<br />
<br />
dalle 21 alle 23 al Mamo's American gay bar, via Baschenis n. 13/a ArciGay e ArciTrans continuano a raccogliere le firme a favore dell’istituzione di un registro sulle unioni civili.<br />
 <br />
dalle 23 al centro sociale Pacì Paciana, via Grumello n. 61/c, raccolta firme al tavolo di Bergamo Laica.<br />
  <br />
<b>Domenica 13</b><br />
<br />
Dalle ore 10 alle 13.30 al tavolo dell’Associazione Radicali Bergamo in piazza Vecchia si continua la raccolta delle firme. ]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=325</comments>
 <pubDate>Thu, 10 May 2007 16:31:50 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Il Vaticano NON può occuparsi di politica</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=323</link>
<description><![CDATA[Che cosa succederebbe se il Presidente della Repubblica Napolitano commentasse negativamente in TV l’enciclica “Deus caritas est” di Benedetto Decimosesto sostenendo che è in contraddizione con vari documenti dei pontefici precedenti? Che cosa si verificherebbe se il Sindaco di, poniamo, Bologna, dopo l’ipotetica dipartita dell’Arcivescovo di quella città, parteggiasse apertamente per un particolare candidato alla successione in quell’ufficio ecclesiastico, osteggiando tutti gli altri? La Chiesa Cattolica reagirebbe scandalizzata, lamentando una violazione della sua indipendenza in campo religioso, e <i>avrebbe ragione sotto ogni rispetto.</i> <br />
Che cosa accadrebbe se il Pontefice o il Presidente della Conferenza Episcopale Francese facessero commenti pubblici sulla bontà di una proposta di legge in discussione all’Assemblea nazionale o scrivessero un documento in cui si ordina ai deputati cattolici di agire in un determinato modo, o addirittura chiedessero ai magistrati della <i>République</i> di fare obiezione di coscienza e dunque di non applicare una legge in vigore, regolarmente approvata dall’Assemblea? E’ presto detto: in Francia scoppierebbe il finimondo. L’Assemblea e il Governo si scaglierebbero contro la violazione di uno dei pilastri dell’ordinamento democratico, la laicità, e probabilmente provvederebbero a rivedere unilateralmente le intese che regolano i rapporti fra la <i>République</i> e la Chiesa cattolica. Si provvederebbe penalmente, in forza di legge, contro i magistrati obiettori di coscienza. <i>Lo Stato francese avrebbe ragione sotto ogni punto di vista.</i><br />
La laicità è infatti un principio che esige reciprocità: io rispetto la tua sfera di competenza, <i>posto che tu rispetti la mia.</i> Come diceva l’adagio liberale dell’epoca di Camillo Benso, Conte di Cavour, “<i>Libera </i>Chiesa in <i>libero</i> Stato”: l’aggettivo “libero” compare due volte, e nessuna delle due occorrenze può essere eliminata. Altrimenti nel rapporto fra potere religioso e potere statale si dà una gerarchia: uno dei due è libero quando l’altro non lo è, ci sono un servo e un signore. <br />
Per questi motivi in Italia occorre ribadire con forza che la Chiesa NON ha alcun diritto di intervenire sulla vita legislativa e istituzionale della Repubblica italiana, esattamente come lo Stato non ha alcun diritto di intervenire nell’organizzazione ecclesiastica e nel magistero spirituale della Chiesa cattolica. Sono dunque del tutto inaccettabili affermazioni come quelle di Ruini che, mesi fa, dichiarò i DICO incostituzionali in base a una sua personale interpretazione dell’art. 29 Cost: come se spettasse a lui, e non alla Consulta, decidere che cosa sia costituzionale o meno. Ma vi immaginate Prodi che esclama: “Il documento x della Cei va respinto perché non è conforme al Codice di diritto canonico art. y e z”? Nondimeno, oltre all’inaudita arroganza della Chiesa, ciò che colpisce e spaventa è la prontezza con cui il mondo politico italiano accetta senza colpo ferire pressioni indebite che, in ogni altro paese europeo, sarebbero considerate irricevibili. Da un lato, il Papa e i suoi sodali considerano questo paese come roba loro in forza di una tradizione plurisecolare, dovuta alla posizione geografica della Città Eterna. Dall’altro i nostri politici si sono abituati all’idea che l’Italia è uno Stato a sovranità limitata, una provincia del Vaticano dove una maggioranza parlamentare rischia di cadere se si tenta di approvare una legge prevista dal programma ma contraria al volere dei veri padroni del vapore, i cardinali d’Oltretevere. Ciò accade sebbene l’Italia sia, quanto ai costumi effettivamente praticati, sulla vita di una secolarizzazione in stile europeo sempre più accelerata. I politici non reagiscono alle ingerenze del Vaticano in primo luogo perché è molto più comodo gestire il potere condividendolo con il Vaticano che inimicandosi i prelati, in secondo luogo perché, grazie all’orribile sistema politico chiamato “bipolarismo”, i nostri rappresentanti sono disposti a svendere alla Chiesa tutto ciò in cui credono e il principio basilare della laicità per accaparrarsi quelle poche decine di migliaia di voti che la parola del Pontefice può dirigere in questo paese. <br />
E’ importante ribadire il dovere che le massime cariche vaticane (quanto meno il Pontefice, i cardinali e i dirigenti CEI) hanno di non ingerirsi nelle vicende politiche dello Stato italiano. Poco importa se costoro credono di avere in mano una Verità rivelata da dover testimoniare in ogni sede <i>usque ad sanguinis effusionem</i>, fino allo spargimento del proprio sangue nel martirio: le Verità rivelate non sono compatibili con la democrazia, in quanto questa si basa sul dialogo e sul rispetto reciproco dei diversi pareri, e non possono quindi entrare a far parte della vita politica, a meno che non accettino di relativizzarsi a opinioni. Inoltre occorre ricordare che il Vaticano è uno Stato estero, seppur molto piccolo: così come uno Stato non ha il diritto di occuparsi degli affari interni di un altro Stato sovrano, così il Vaticano deve tenersi al di fuori degli affari della Repubblica Italiana.<br />
Scrivo tutto ciò perché ho notato di persona una tendenza, da parte di noti esponenti del “fronte laico”, a riconoscere al Vaticano una presunta libertà d’espressione su questioni politico-istituzionali, libertà che deve essere negata sulla base della stessa logica interna del concetto di laicità. La medesima propensione si ritrova purtroppo nell’articolo di Piero Sansonetti apparso su Liberazione del 03-05 (lo trovate qui sotto), in cui si parla di “diritto all’interferenza”. Fare una battaglia per la laicità riconoscendo al Segretario di Stato vaticano e al Presidente della CEI la libertà di dire che i DICO conducono invariabilmente alla pedofilia e di porre i deputati cattolici sotto ricatto morale è come spuntare le proprie armi all’alba della battaglia: non è solo teoricamente scorretto, ma è anche masochistico.<br />
Tommaso Bruni<br />
<br />
<br />
<b>La grandezza di quella Chiesa la miseria di questa Chiesa</b> <br />
<i>Piero Sansonetti</i><br />
Generalmente succede nelle dittature: il regime prende di mira un intellettuale, un politico, un artista, un attore - che ritiene scomodo, o semplicemente poco rispettoso, poco omaggiante del potere - e lo accusa di terrorismo. Avviando così la persecuzione. E' uno dei momenti più infami, nel processo di sviluppo dei regimi, non solo per la vigliaccheria - insita in qualunque azione persecutoria - ma perché avviene nel momento nel quale il regime decide di rendere esplicito, e non più camuffato, l'attacco al principio della libertà. Fa il salto di qualità, si mostra, sceglie il totalitarismo. <br />
Il Vaticano ieri ha compiuto questo passo, accusando di terrorismo il giovane attore Andrea Rivera, e ponendosi così - dal punto di vista dei principi - al di fuori della sfera tradizionale della democrazia. Ha reso chiara, palese e dura, la sua scelta fondamentalista, prendendo forse a modello alcune linee di condotta di settori estremisti e fanatici della religione islamica. E' chiaro perché questa scelta della gerarchia ecclesiastica sia molto grave. Annienta un secolo intero di faticosa ricerca politica e teologica del mondo cristiano - e della Chiesa - che aveva accompagnato la crescita nella cultura e nel costume della nostra società. E' molto difficile ritenere che il mondo cristiano possa senza traumi rendersi autonomo dalla Chiesa, e dunque non risentire di questo strappo "medievale" del Vaticano ratzingeriano. Ed è difficile pensare che una società come la nostra, così intimamente contagiata dalla cultura cristiana e dalla sua ricchezza, non subisca un contraccolpo pesante da questa cupa capriola del mondo cristiano.<br />
Certo viene la pelle d'oca pensando a Paolo VI, che tre mesi prima di morire si rivolse ai sequestratori di Aldo Moro, con la sua tenera voce tremante, e disse queste parole: «Uomini delle Brigate rosse, io vi prego in ginocchio, liberate l'onorevole Moro... Io mantengo la speranza che ancora nei vostri animi alberghi un vittorioso sentimento di umanità. Io ne aspetto pregando, e pur sempre amandovi, la prova...». Viene la pelle d'oca mettendo a confronto l'incredibile carica di umanità - e di modernità - di quella preghiera di Montini (che faceva sentire a noi laici e atei la forza morale incredibile del cristianesimo) con l'arroganza miserabile e ignorante del titolo di ieri del L'Osservatore Romano .<br />
Poi c'è un altro problema. La mancanza di reazione del mondo politico. Anche noi abbiamo ripetuto cento volte che il Vaticano ha tutti i diritti di esprimere a voce alta le proprie idee (anche quando interferiscono con il legiferare dello Stato, anche quando, come spesso avviene da un po' di tempo, sono idee decisamente stupide), perché questo diritto all'interferenza fa parte del diritto generale alla libertà di opinione di tutti e assoluta. Libertà di opinione assoluta vuol dire anche libertà di opinione illiberale, come quella della Chiesa di Ratzinger. Ma rispettare il diritto del Vaticano non vuol dire rinunciare all'obbligo di difesa dei diritti dei laici. Cosa ha fatto di male Andrea Rivera? Niente, niente, niente. Ha criticato la Chiesa cattolica, in modo ironico e garbato. La Chiesa ha risposto, come si faceva nel medioevo, con una anatema e una maledizione, violando persino le leggi dello Stato che proibiscono la calunnia e la diffamazione, ed esponendo questo giovane artista alla furia e alle ritorsioni del mondo cattolico e del potere. Perché il mondo politico non ha reagito, unito, con indignazione? Perchè gli stessi sindacalisti hanno sentito il dovere di dissociarsi da Rivera, isolandolo, lasciandolo solo? Dissociarsi da cosa? I sindacalisti forse pensano che la Chiesa abbia fatto bene a negare al povero Welby i funerali religiosi che in precedenza aveva riconosciuto - giustamente - a dittatori e criminali internazionali come Augusto Pinochet? Non credo che nessuno dei sindacalisti sentisse nel suo intimo il dovere di dissociarsi da quelle parole così ragionevoli, di buonsenso; si è piuttosto dissociato - così mi è sembrato - dalla critica alla Chiesa per motivi diplomatici. Ma non si può esser diplomatici di fronte alla violenta arroganza del Vaticano. Noi abbiamo il dovere di proteggere persone e idee. Anche la dichiarazione di Prodi mi è parsa debole e ambigua. Avrebbe dovuto rendere netta, esplicita la difesa dell'attore italiano indicato dalla Chiesa al linciaggio.<br />
P.S.<br />
Attualmente Andrea Rivera lavora per la Rai. Chiediamo al consiglio di amministrazione della Rai di vigilare sul fatto che l'anatema del Vaticano non lo danneggi. Sarebbe davvero insopportabile una discriminazione dovuta a una odioso diktat religioso, a una fatwa.<br />
<br />
Da "Liberazione", 03-05-07]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=323</comments>
 <pubDate>Sat, 5 May 2007 01:58:15 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>L&apos;isteria del Vaticano</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=322</link>
<description><![CDATA[Al concerto romano del I Maggio, un comico semi-sconosciuto, tal Andrea Rivera, ha attaccato la Chiesa Cattolica per le sue posizioni antiscientifiche e per il suo rifiuto di concedere i funerali religiosi a Piergiorgio Welby (morto il 20-12-06), laddove invece le esequie cattoliche erano state concesse pochi giorni prima a Augusto Pinochet Ugarte (morto il 10-12-06), noto dittatore e massacratore. Si può essere d’accordo o meno con l’opinione di Rivera, ma mi pare che essa non configuri il reato di calunnia, di diffamazione, di minaccia, d’istigazione a delinquere o di apologia di fascismo, che limitano in questo paese la libertà d’espressione. Bisogna sempre ricordare che le parole sono una cosa, le azioni fisicamente intese un’altra, sia dal punto di vista politico sia dal punto di vista legale; ciò a maggior ragione se a pronunciarle è un attore satirico, il cui mestiere è quello di usare il linguaggio per far innervosire i potenti.<br />
Per tutte queste ragioni, sconcerta e appare folle l’articolo dell’Osservatore Romano uscito il 02-05 (riportato qui sotto), in cui Rivera è bollato come terrorista e si lega “l’odio anticlericale” alle BR. I terroristi sono persone che uccidono. Solo chi uccide, gambizza, ferisce per ragioni politiche o religiose, o entra in un’organizzazione che si prefigge esplicitamente di fare ciò, è un terrorista. Le parole non possono fare di nessuno un terrorista. Nemmeno l’idiota che minaccia Bagnasco è un terrorista, se non mette in atto le sue minacce e non ha organizzato un’associazione o banda per scopi eversivi o violenti.<br />
E’ controproducente bollare come “terrorista” chi non lo è, perché ciò indebolisce la lotta contro i pochi terroristi veri. Continuando a gridare “Al lupo!”, si finisce per desensibilizzare l’opinione pubblica e per fare della parola “terrorista” uno stigma generico e insignificante per il proprio nemico, esattamente come fanno l’amministrazione Bush da sei anni a questa parte. Sembra che l’Osservatore stia prendendo lezioni accelerate dalla Casa Bianca: dimentica che la criminalizzazione delle opinioni avverse è pericolosa, perché spinge a uscire dalla lotta politica per entrare in quella armata.<br />
Paradossali risultano anche le dichiarazioni del segretario UIL Luigi Angeletti, leader di un sindacato che non dovrebbe neanche essere cattolico:<br />
“si tratta di dichiarazioni stupide e non condivisibili. In un Paese civile la libertà religiosa e della Chiesa è altrettanto importante della libertà politica e sindacale".<br />
In primo luogo, non mi pare che Rivera abbia attaccato in alcun modo la libertà della Chiesa di svolgere la sua attività. Ha forse chiesto di chiudere le parrocchie e di far tacere Radio Maria? Inoltre, non ci si rende conto che il massimo violatore della libertà religiosa in Italia è la Chiesa cattolica stessa? Con i suoi assurdi privilegi, garantiti da un Concordato voluto da un dittatore e poi ratificato dal politico più ladro della storia d’Italia, Bettino Craxi, con il suo gigantesco potere economico, con le sue pressioni sulla politica, non è la Chiesa cattolica a limitare la libertà di culto (che include quella di non avere alcun culto) di tutti i cittadini italiani che non sono cattolici?<br />
Queste prese di posizione s’iscrivono in un processo in corso da mesi: la criminalizzazione di ogni posizione anticlericale in Italia. Il dissenso rispetto al secolare strapotere ecclesiastico in Italia è sempre più targato come criminogeno, come eversivo, come quasi illegale, laddove mai nessun contatto fra anticlericalismo e terrorismo è stato dimostrato. La Chiesa oggi si sta sostituendo allo Stato: si arroga il diritto di intervenire pesantemente nel processo legislativo della Repubblica, oltre a quello di perseguire ogni oltraggio alla sua sacralità alla stregua del vilipendio contro le istituzioni repubblicane. Bisogna ricordare che la Chiesa NON ha diritto di parola sulle questioni politiche esattamente come lo Stato non l’ha su quelle religiose. La Chiesa non è lo Stato, a meno che l’Italia non sia diventata uno Stato confessionale, ma ciò non è compatibile né con la democrazia né con la libertà di pensiero né con la nostra collocazione nell’Unione Europea. Se dobbiamo considerare Ratzinger, che è un capo di Stato estero, come nostro nuovo capo di Stato de facto, allora la democrazia, che presuppone la laicità, la libertà di pensiero e il rispetto delle minoranze, in Italia è definitivamente sepolta. Infatti non tutti i cittadini italiani si riconoscono nella Chiesa, che è un’istituzione antidemocratica governata da un monarca assoluto il quale, per giunta, ritiene di essere infallibile. Un’istituzione che sostiene, come potete leggere qui sotto, di parlare sempre in nome dell’Amore, quando è stata capace di armare i croati nelle guerre balcaniche, di far morire di AIDS centinaia di migliaia di persone attraverso il divieto di uso del preservativo e di far gestire i propri immani patrimoni a un personaggio come mons. Paul Marcinkus, amico del venerabile Licio Gelli, dei <i>narcos</i> colombiani e del boss mafioso Pippo Calò. Occorre, per il bene della democrazia, contrastare l’isterica arroganza vaticana con tutti i mezzi pacifici e legali disponibili.<br />
Tommaso Bruni<br />
 <br />
DICHIARAZIONI DI RIVERA<br />
"Il Papa ha detto che non crede nell'evoluzionismo. Sono d'accordo, infatti la chiesa non si è mai evoluta. […] Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana (<i>si tratta di Enrico De Pedis, sepolto per anni nella basilica di S. Apollinare a Roma ndTom</i>). E' giusto così. Assieme a Gesù Cristo non c'erano due malati di Sla, ma c'erano due ladroni".<br />
<br />
ARTICOLO DELL’OSSERVATORE ROMANO<br />
<b>I vili attacchi al Papa. Anche questo è terrorismo.</b><br />
ROMA<br />
Anche questo è terrorismo. È terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa. È terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell'amore, l'amore per la vita e l'amore per l'uomo. È vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile. Ed usando argomenti risibili, manifestando la solita sconcertante ignoranza sui temi nei quali si pretende di intervenire pur facendo tutt'altro mestiere. Ieri, dunque, al tradizionale concerto del 1° maggio, in piazza San Giovanni, uno dei "conduttori" ha tenuto un piccolo comizio nel quale ha mischiato varie cose e varie aggressioni verbali, dando vita ad un confuso e approssimativo discorso sull'evoluzionismo e sui temi della vita e della morte. Tutto questo di fronte a circa 400.000 persone e ad un più numeroso pubblico televisivo. I sindacati ed altri partecipanti alla manifestazione si sono dissociati dalle parole del "conduttore". Eppure resta il fatto che questo personaggio, al quale purtroppo si è costretti a concedere ora un'immeritata notorietà, da qualcuno è stato scelto. E chi l'ha scelto non ha tenuto conto del momento che stiamo vivendo. Le parole del "conduttore" forse sono solo espressione di una sconcertante superficialità. Ma la loro pericolosità non è altrettanto superficiale. Sono di queste ore gli attacchi e le minacce, pesanti, rivolte al Presidente della Cei, l'Arcivescovo Angelo Bagnasco, cui è arrivata l'apprezzata solidarietà del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si sta battendo con coraggio anche sul tema degli incidenti sul lavoro. Sono di queste ore anche gli slogan nei cortei inneggianti ai terroristi, i messaggi che appaiono su internet, provenienti da "br" in carcere, un'offensiva che cerca di trovare terreno fertile nell'odio anticlericale. Un odio purtroppo coscientemente alimentato da chi fa del laicismo la sua sola ragione d'essere, per convenienza politica. Lo dimostrano le interpretazioni capziose di discorsi fatti dallo stesso Presidente della Cei, discorsi condotti sempre, come si diceva, in nome dell'amore, in difesa del bene dell'uomo, ragionamenti articolati e argomentati, rivolti a chi ha l'onestà di ascoltarli. Eppure qualcuno li ha forzati per aprire una "guerra" strisciante, una nuova stagione della tensione, dalla quale trae ispirazione chi cerca motivi per tornare ad impugnare le armi, per rivitalizzare organizzazioni che hanno perso su tutti i fronti, primo fra tutti quello della storia. Anacronismi. Come quella presenza sul palco a San Giovanni. Un residuato in mezzo a tanti giovani.<br />
Da L'Osservatore Romano - 2-3 Maggio 2007]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=322</comments>
 <pubDate>Fri, 4 May 2007 19:10:16 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Concerto del 1° Maggio</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=321</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070504-Rivera.jpg">Andrea Rivera</a></div><br />
L’Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) esprime la sua solidarietà al comico Andrea Rivera, accusato di terrorismo dall’Osservatore Romano per una battuta indirizzata alla Chiesa Cattolica in occasione del concerto del Primo Maggio.<br />
Al di là dell’opportunità di quelle frasi in quel contesto, al di là delle valutazioni su quanto davvero facessero ridere e al di là delle rapide prese di distanza da parte di organizzatori e politici, l’Uaar intende ricordare che nel nostro paese chiunque ha il diritto di esprimere le proprie opinioni. E ritiene che l’accusa di terrorismo sia decisamente sproporzionata rispetto all’entità dei fatti.<br />
<br />
Il comico presentatore, infatti, non ha fatto altro che volgere in battuta il pensiero di molti, espresso nei mesi scorsi anche da numerosi esponenti politici: la Chiesa Cattolica ha negato i funerali a Piergiorgio Welby ma non ad Augusto Pinochet. E sempre la Chiesa Cattolica ostacola in molti modi gli scienziati che fanno ricerca sui temi dell’evoluzionismo. Difficile negare che siano considerazioni giuste, tanto che nessuno dei settecentomila in piazza San Giovanni lo ha fischiato (a differenza di quanto è avvenuto con Claudia Gerini che si è pubblicamente lamentata di avere un mutuo da pagare).<br />
<br />
L’Uaar teme che le recenti esortazioni dei vescovi a disattendere le norme giuridiche in contrasto con l’insegnamento del magistero cattolico siano prese alla lettera dai politici italiani. Con il risultato di scambiare per misure anti terrorismo delle illegittime e anticostituzionali azioni di censura e di limitazione del diritto di parola.]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=321</comments>
 <pubDate>Fri, 4 May 2007 15:36:26 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Venerdì 4 e sabato 5 maggio - Due giorni di informazione e cultura all&apos;insegna delle diversità</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=317</link>
<description><![CDATA[<b>A margine delle iniziative indicate di seguito sarà possibile sottoscrivere la deliberazione di iniziativa popolare promossa da Bergamo Laica.</b><br />
<br />
VENERDI' 4 MAGGIO - ore 20.45 -  Alba Blob House, via Biava 3 (Valtesse) - Bergamo<br />
<i>Persone diverse...uguali diritti: omosessualità e diritti civili, tra discriminazioni, pregiudizi e oscurantismo.</i> Ne discutono Vladimir Luxuria, Francesca Polo (presidente nazionale Arcilesbica), Saverio Aversa (nodo GLBT Sinistra Europea), coordina Eleonora Dallovo (Radio Popolare).<br />
SABATO 5 MAGGIO - ore 20.30 - Alba Blob House, via Biava 3 (Valtesse) - Bergamo<br />
<i> "Si sdrai, per favore!"</i>, spettacolo teatrale di e con Vladimir Luxuria<br />
<br />
SABATO 5 MAGGIO - dalle ore 23.30 - La Via Lattea - Via Gandhi 34 - Treviolo (Bergamo)<br />
<i>SabatoNotteGLBT</i> con Dj Beero (house), LoveprojectTrashFamily (trash&revival)]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=317</comments>
 <pubDate>Sun, 29 Apr 2007 09:42:52 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>XXV Aprile 2007</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=319</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070429-UAAR-XXV-Aprile-2007.jpg">XXV Aprile 2007</a></div><br />
Una giornata di festa e di riflessione all'insegna della laicità.<br />
<br />
Il Circolo di Bergamo dell'Unione atei (UAAR) ha partecipato alla manifestazione indetta dall'ANPI in occasione del XXV Aprile.<br />
Abbiamo voluto ribadire la nostra presenza anche allestendo un banchetto informativo e partecipando attivamente alla raccolta di firme promossa da Bergamo Laica. ]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=319</comments>
 <pubDate>Sat, 28 Apr 2007 12:56:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Richard Dawkins</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=316</link>
<description><![CDATA[Sto leggendo i libri di <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Dawkins')">Richard Dawkins</a>.<br />
<br />
Sono interessantissimi. Illuminano su una sacco di argomenti che ci riguardano.<br />
Essendo Dawkins un biologo, ci sono una moltitudine di esempi con gli animali e questo rende le letture di chi ama la natura  mai noiose.<br />
<br />
C'e' qualcun'altro che ha letto qualche suo libro?<br />
<br />
<br />
]]></description>
 <category>Fare l'Ateo</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=316</comments>
 <pubDate>Thu, 26 Apr 2007 10:36:21 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Bergamo Laica - parte la campagna per la raccolta delle firme</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=315</link>
<description><![CDATA[Con la <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.radioradicale.it/schede/view/id=223831/conferenza-stampa-di-bergamo-laica-comitato-promotore-per-le-unioni-civili')">conferenza stampa </a>di oggi è iniziata la raccolta di firme per l'istituzione di un registro delle unioni civili. Tutte le informazioni sull'iniziativa, di cui il <b>Circolo di Bergamo dell'Unione atei (UAAR)</b> è stato tra i primissimi promotori, si possono trovare sul sito <a href="http://www.bergamolaica.it" target="bergamolaica">www.bergamolaica.it</a>, dai link che seguono è possibile scaricare immediatamente il 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20070423-VolantinoComitatoA4.pdf')">volantino di presentazione</a> e il 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20070423-Tavoli25aprile-6maggio.pdf')">calendario dei primi &quot;banchetti&quot;</a>.<br />
Il Comitato promotore di Bergamo Laica è formato da Arci Bergamo, ArciGay, ArciLesbica, ArciTrans, Associazione Radicali Bergamo, <b>Circolo di Bergamo dell’Unione atei (UAAR)</b>, Famiglie Arcobaleno, Federazione Giovanile Comunisti Italiani (PdCI), Federazione Verdi Bergamo, Giovani Comunisti (PRC), Il Caffè Letterario, Nucleo promotore Cellula “Luca Coscioni”, Partito dei Comunisti Italiani, Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra europea; numerose le adesioni, particolarmente significativa quella della Cgil di Bergamo.<br />
<br />
<br />
]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=315</comments>
 <pubDate>Mon, 23 Apr 2007 21:58:10 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Bergamo Laica - conferenza stampa</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=313</link>
<description><![CDATA[<div style="text-align: center">Presentazione delle iniziative sul territorio <br />
per l'<b>istituzione di un registro delle unioni civili</b><br />
<br />
<b>Lunedì 23 aprile, ore 15.30, presso "Il Caffè Letterario"</b>, via S. Bernardino 53, Bergamo</div><br />
Al fine di sostenere una proposta indirizzata al Consiglio Comunale di Bergamo, il Comitato Promotore di Bergamo Laica ha elaborato, sulla falsariga di analoghi provvedimenti adottati in altri comuni, un testo di deliberazione d’iniziativa popolare per l’istituzione di un registro delle unioni civili.<br />
A partire dal 25 aprile il Comitato di cui fanno parte associazioni, partiti politici e rappresentanti della società civile, avvierà una campagna per la raccolta delle firme necessarie a richiedere la discussione in Consiglio Comunale della proposta di delibera per il registro delle unioni civili. <br />
<br />
Tutti i cittadini residenti a Bergamo e che abbiano compiuto i 16 anni, apponendo la propria firma sotto al testo predisposto dal Comitato, potranno chiedere al Consiglio Comunale di pronunciarsi, entro tempi certi, circa l’istituzione di un registro delle unioni civili nel Comune di Bergamo. <br />
<br />
Si tratta di un segnale forte al Parlamento italiano che nonostante gli inviti dell’unione Europea sembra incapace di affrontare con un dibattito aperto e libero da condizionamenti ideologici, il tema delle unioni civili e del rifiuto dell’omofobia. <br />
<br />
Fanno parte del Comitato Promotore di Bergamo Laica: <br />
<br />
ArciGay<br />
ArciLesbica<br />
ArciTrans<br />
Associazione Radicali Bergamo<br />
Circolo di Bergamo dell’Unione atei (UAAR)<br />
Famiglie Arcobaleno<br />
Federazione Giovanile Comunisti Italiani (PdCI)<br />
Federazione dei Verdi di Bergamo<br />
Giovani Comunisti del PRC<br />
Il Caffè Letterario<br />
Nucleo promotore della Cellula “Luca Coscioni”<br />
Partito dei Comunisti Italiani<br />
Partito della Rifondazione Comunista Sinistra europea]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=313</comments>
 <pubDate>Fri, 20 Apr 2007 17:13:55 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>&quot;Il Bergamo&quot; - un brutto titolo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=312</link>
<description><![CDATA["Il Bergamo" ha dedicato ieri un'
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20070413-20070412IlBergamopag23.pdf')">intera pagina</a> all'iniziativa del Comitato promotore di una delibera di iniziativa popolare per l'istituzione del registro delle unioni civili.<br />
<br />
Ne abbiamo dato notizia qualche giorno fa proprio sulle pagine di questo sito (vedi sotto).<br />
L'articolo de "Il Bergamo" è nell'insieme corretto, peccato che a qualcuno sia "scappata la penna" ed abbia titolato <i>La sfida dei radicali e degli atei: «Sì al registro delle unioni civili»</i> andando così ben oltre i fatti e suggerendone, per di più, un'interpretazione affrettata e parziale.<br />
<br />
Tanto per capirci, Serena e Mauro, nella lettera rivolta ai potenziali "autenticatori", hanno firmato, <b>a titolo personale</b> e senza esprimere alcuna indicazione di appartenenza a questo o a quel partito o associazione, una richiesta <b>per </b>un Comitato promotore che era già nelle intenzioni di molti ma che formalmente ancora non esisteva, tanto è vero che nella parte finale del documento si  annunciava una prossima <b>riunione per la costituzione del Comitato Promotore</b>.<br />
<br />
L'idea di un'iniziativa popolare a favore del registro delle unioni civili non nasce oggi, se ne parla già da qualche mese. Alla riunione costitutiva del Comitato promotore si è arrivati attraverso una serie di contatti personali e di incontri pubblici che si sono intensificati nelle ultime settimane. Il Comitato, alla cui formazione si sta ancora lavorando e la cui composizione sarà resa nota nel corso della conferenza stampa di presentazione, va già sin d'ora ben oltre "i radicali e gli atei" ed è rappresentativo di una buona parte delle realtà laiche presenti della nostra città.<br />
<br />
La conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa (aperta al pubblico) è fissata per le ore 15.30 di lunedì 23 aprile presso "Il Caffè Letterario, in via San Bernardino 53.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=312</comments>
 <pubDate>Fri, 13 Apr 2007 21:03:35 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Registro delle unioni civili nel Comune di Bergamo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=310</link>
<description><![CDATA[Lo 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070403-StatutoBgArt63c4.pdf')">Statuto del Comune di Bergamo</a> consente la presentazione, da parte di non meno di duecento cittadini residenti nel territorio comunale che abbiano compiuto i sedici anni di età, di proposte di deliberazioni da sottoporre alla discussione del Consiglio Comunale.<br />
<b><font color=green>Martedì 10 aprile</font></b>, alle <b><font color=green>ore 21</font></b>, presso la <b><font color=green>sala ex-Scuderie di via Borgo Palazzo 16 </font></b>è convocata una riunione per dar vita ad un <font color=green>Comitato</font> che promuova una <font color=green>raccolta di firme</font> a favore dell'
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20070409-PropostaDeliberaBg.pdf')">istituzione di un registro delle unioni civili</a> nel Comune di Bergamo.<br />
<br />
Le firme dovranno essere autenticate, 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20070404-RichiestaAutenticatori.pdf')">l'iniziativa è stata presentata ai Consiglieri, agli Assessori e ai Presidenti di Circoscrizione</a> per ottenerne la collaborazione.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=310</comments>
 <pubDate>Wed, 11 Apr 2007 00:30:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Messico alle crociate</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=311</link>
<description><![CDATA[Micidiale attacco della chiesa contro la recente legge sulle convivenze e l'attesa legge sull'aborto. <br />
Il cardinale Rivera: «Ci sarà violenza». <br />
Il laico pro-vita Limon: «Scorrerà il sangue». <br />
Entrambi sono sotto inchiesta. Altro che preti in piazza<br />
<i>Gianni Proiettis</i><br />
Città del Messico<br />
L'alto clero messicano è ormai sull'orlo di una crisi di nervi. Non è passato neanche un mese dall'entrata in vigore nella capitale della Ley de sociedades de convivencia - versione messicana dei Dico - che l'Assemblea del Distrito Federal, l'organo legislativo di Città del Messico, sta per votare una legge che depenalizza completamente l'aborto (nei primi tre mesi di gravidanza).<br />
C'è di che stracciarsi le vesti e i paramenti per questo doppio «attacco alla famiglia». Ed è quello che effettivamente il clero di obbedienza vaticana, a partire dai vescovi, sta facendo. Il cardinale Norberto Rivera, primate della chiesa messicana - ex papabile battuto da Ratzinger - minaccia che «ci sarà violenza», se si approva la nuova legislazione sull'aborto. Rincara la dose il laico Jorge Serrano Limón, presidente di Pro Vida, che afferma che «scorrerà il sangue», quando entrerà in vigore la legge.<br />
La titanica crociata, però, ha poche probabilità di successo. E poco aiuta l'appoggio del governo federale, in mano alla destra cattolica del Pan, o le dichiarazioni del presidente Felipe Calderón, che si è schierato «in difesa della vita». I numeri parlano chiaro: dei 66 deputati locali, 43 (34 del Prd, 4 del Pri e 5 di partiti minori) hanno votato nel novembre scorso a favore della Ley de convivencia e sarà difficile, a parte qualche defezione, che non ripetano l'impresa.<br />
La prossimità di una seconda sconfitta - la votazione sull'aborto è in calendario per il 24 aprile - rende ancora più furiosa la destra clericale, che dopo aver usurpato la presidenza nelle elezioni del luglio scorso si credeva ormai onnipotente, ma deve invece fare i conti con una capitale governata dal Prd e chiaramente progressista.<br />
Inutile spiegare all'autodenominato «partito della vita» che la nuova Ley de convivencia non legalizza solo le unioni omosessuali ma qualunque tipo di unione ed è quindi un civilissimo antidoto «all'indifferenza sociale verso la vecchiaia, la solitudine e l'abbandono», come l'ha definita Emilio Alvarez Icaza, il presidente della Commissione per i diritti umani della capitale. Inutile spiegare che la depenalizzazione dell'aborto - e il suo affidamento al sistema sanitario pubblico - salverà la vita di migliaia di donne, restituendo loro sovranità sul proprio corpo. I vescovi stanno già minacciando di scomunica «le donne che commetteranno questo orrendo crimine e i medici che le assisteranno».<br />
Nella foga della nuova crociata, sferrata dal Vaticano sulle due sponde dell'Atlantico, i prelati messicani hanno addirittura denunciato il Prd di «volersi vendicare del presunto appoggio che la chiesa cattolica avrebbe dato alla vittoria del presidente Calderón» e si sono dimenticati che l'iniziativa di legge sull'aborto è stata presentata all'Assemblea di Città del Messico, alla fine dell'anno scorso, dal Pri e dal partito Alternativa Socialdemócrata y Campesina.<br />
Ironicamente, un'altra debolezza del fronte clericale è proprio il pulpito da cui viene la predica. Jorge Serrano Limón, il presidente di Pro Vida, è stato al centro di uno scandalo nell'ultimo periodo della presidenza Fox per aver ricevuto indebitamente dal governo una sovvenzione di quasi tre milioni di dollari destinati alla lotta all'Aids, spesi invece in regali lussuosissimi ai suoi impiegati: la cosa che più fece scalpore furono i tanga nei pacchi-dono delle segretarie. Serrano Limón fu condannato a rimborsare una parte della somma all'erario ma il suo prestigio come «difensore della vita» era ormai irrimediabilmente sgonfiato.<br />
Quanto al cardinale Norberto Rivera - ribattezzato da Julio Hernandez del quotidiano La Jornada "Noaborto Rivera" - è stato denunciato negli Stati uniti per la protezione accordata a un prete pederasta attualmente latitante, Nicolás Aguilar, accusato di aver violentato 86 bambini fra Messico e Stati uniti. Fra le denunce presentate contro il cardinale da un giovane messicano, tredicenne all'epoca dei fatti, e da una associazione di vittime di abusi sessuali (Snap, nella sigla inglese) spiccano le accuse di «occultamento di prove, favoreggiamento, ostruzione alla giustizia e cospirazione internazionale».<br />
La storia degli «atti impuri» di padre Aguilar è cominciata nel 1987 quando, dopo le prime denunce, fu mandato a Los Angeles dall'allora vescovo Rivera che lo raccomandó al cardinale Roger Mahony. In nove mesi in California, padre Aguilar accumulò ben 26 denunce di bambini che lo accusavano di violenze o abusi sessuali. Fuggì allora in Messico - con la protezione del cardinal Rivera, secondo i querelanti - dove ha continuato la sua attività pedofila. Nel prossimo luglio la corte suprema di California dovrà decidere se il cardinale abbia effettivamente protetto il sacerdote. Così, quando nell'omelia del giovedì santo Norberto Rivera Carrera ha chiesto con veemenza «tolleranza zero per aborto e omosessualità» - come non ricordare il profetico slogan del movimento del '77, «basta, basta, col clero pederasta»? - la frase è suonata come corda in casa dell'impiccato. E i fulmini contro l'aborto, in una metropoli in cui ogni anno quasi 30mila donne sono costrette a ricorrervi, hanno fatto poche scintille.<br />
<br />
da"il manifesto", 08-04-07]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=311</comments>
 <pubDate>Tue, 10 Apr 2007 15:25:11 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Uno straccio di laicità</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=309</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070403-fucsia.jpg">Uno straccio di laicità</a></div>Mettiamo uno straccetto fucsia alle nostre borse, alle auto, agli scooter, alle finestre, uno straccetto per dichiarare pubblicamente la nostra voglia di laicità e la nostra contrarietà alle pesanti e quotidiane ingerenze del Vaticano nella vita politica italiana.<br />
<br />
La campagna, lanciata da <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.controradio.it/popx.php?elemento=26725')">Controradio</a>, sta dilagando...]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=309</comments>
 <pubDate>Wed, 4 Apr 2007 00:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Due appelli per l&apos;8x1000</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=305</link>
<description><![CDATA[Un appello di personalità del mondo laico ed uno di quello cattolico per una destinazione oculata dell'otto per mille.<br />
<br />
Per sottoscrivere gli appelli: mandare email con nome, cognome e città a <a href="mailto:appellolaico@micromega.net ">appellolaico@micromega.net </a> oppure <a href="mailto:appellocattolico@micromega.net">appellocattolico@micromega.net</a> oppure collegarsi con il sito   <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://micromega.repubblica.it/?ref=rephpsbsx')">http://micromega.repubblica.it/?ref=rephpsbsx</a>.<br />
<b>Appello laico</b><br />
<br />
Di fronte all’offensiva clericale volta a limitare irrinunciabili libertà e diritti civili degli individui (che andrebbero invece decisamente ampliati), e alla subalternità e passività dello Stato nelle sue istituzioni parlamentari e governative, benché non credenti in alcuna religione, in occasione della dichiarazione dei redditi invitiamo tutti i cittadini democratici a devolvere l’otto per mille alla Chiesa Evangelica Valdese che le libertà e i diritti civili degli individui ha sempre rispettato e anzi promosso, e che si è impegnata ad utilizzare i proventi dell’otto per mille esclusivamente in opere di beneficenza e non a scopo di culto o di sostegno per i ministri e le opere della propria confessione religiosa.<br />
<br />
Paolo Flores d’Arcais, Umberto Eco, Margherita Hack, Vasco Rossi, Giorgio Bocca, Simone Cristicchi, Andrea Camilleri, Dario Fo, Michele Santoro, Oliviero Toscani , Franca Rame, Ferzan Ozpetek, Lidia Ravera, Umberto Galimberti, Lella Costa, Luciano Canfora, Bernardo Bertolucci, Mario Monicelli, Eugenio Lecaldano, Gennaro Sasso<br />
<br />
<br />
<b>Appello dei cattolici</b><br />
<br />
Noi cittadini cattolici, che tentiamo di testimoniare nella vita sociale ed ecclesiale un fedeltà la più coerente possibile al Vangelo e quindi critici e scandalizzati nei confronti di una politica dei vertici ecclesiastici sempre più tesa a usare il potere che deriva dal danaro, dalle clientele, dalle influenze politiche, dal dominio sulle coscienze per condizionare la politica degli stati e in particolare di quello italiano, riteniamo legittimo e forse doveroso negare a questo potere ecclesiastico il sostegno dell'8 per mille IRPEF. Invitiamo tutti i cittadini italiani i quali, nonostante le intrinseche contraddizioni rispetto al principio di laicità, desiderassero comunque devolvere l’otto per mille a una espressione religiosa, a fare la scelta della “Unione delle chiese metodiste e valdesi” che le libertà e i diritti civili degli individui ha sempre rispettato e anzi promosso, e che si è impegnata ad utilizzare i proventi dell’otto per mille esclusivamente in opere sociali e non a scopo di culto o di sostegno per i ministri e le opere della propria confessione religiosa.<br />
<br />
don Enzo Mazzi, Giovanni Franzoni, don Vitaliano Della Sala, don Raffaele Garofalo, don Gianni Alessandria, don Roberto Fiorini, don Franco Barbero, Francesco Zanchini, don Bruno Ambrosini, don Aldo Antonelli, Domenico Jervolino]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=305</comments>
 <pubDate>Tue, 3 Apr 2007 18:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Presentazione del libro &quot;Vittore Soranzo vescovo ed eretico&quot;</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=306</link>
<description><![CDATA[II Centro culturale Nuovo Progetto e il Centro culturale Protestante organizzano per <b>mercoledì 4 aprile </b>- <b>h 18 </b>- <b>sala Zaninoni del Mutuo Soccorso</b> (via Zambonate 33, Bergamo) la presentazione del libro "Vittore Soranzo vescovo ed eretico - Riforma della chiesa e inquisizione nell'Italia del cinquecento".<br />
<br />
Partecipa l'autore, Massimo Firpo, storia moderna, Università di Torino; introduce Marco Brunazzi, storia contemporanea, Università di Bergamo.<br />
<br />
]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=306</comments>
 <pubDate>Sun, 1 Apr 2007 19:36:20 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Scrocifissione: un&apos;iniziativa a sostegno della battaglia del professor Girelli</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=296</link>
<description><![CDATA[Luigi Girelli insegna in un istituto superiore della nostra provincia e da tempo conduce una battaglia per l'eliminazione dei simboli religiosi dalle aule scolastiche (vedi <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=70')">www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=70</a>, <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=219')">www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=219</a> e <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaar.it/news/2005/08/19/gazzaniga-prosegue-vicenda-crocifisso-murato/')">www.uaar.it/news/2005/08/19/gazzaniga-prosegue-vicenda-crocifisso-murato/</a>).La vicenda è attualmente all’esame del Tribunale del Lavoro di Bergamo cui l’insegnante si è rivolto dopo essersi vista comminare una sanzione (impugnata e annullata),  dopo aver subito un’ispezione per incompatibilità ambientale (risoltasi in un nulla di fatto) ed aver avuto un po’ di "vita difficile" sul luogo di lavoro. <br />
<br />
Queste azioni hanno consigliato all’insegnante di lasciare il crocifisso dov’è, almeno per il momento, e di richiedere l'applicazione rigorosa della legge. Per questo, da un anno, insegna col ritratto di Vittorio Emanuele III alle spalle, in attesa che il Ministro Fioroni risponda al seguente quesito: di quale Savoia va esposto il ritratto?<br />
<br />
Il professore ha spedito al Ministero il 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20070317-quesitofioroniemail.doc')">quesito allegato</a>, invitiamo altri insegnanti a fare lo stesso. <br />
<!--<br />
<font color=green>Spedendo un'email, anche vuota, all'indirizzo <a href="mailto:quesitompi@uaarbergamo.it">quesitompi@uaarbergamo.it</a> riceverete, in un messaggio di posta elettronica, il testo del quesito e le istruzioni per completarlo ed inoltrarlo poi al Ministero.</font><br />
L'iniziativa, che ha valore dimostrativo, è rivolta agli insegnanti dipendenti dal Ministero della Pubblica Istruzione. Vi preghiamo di far circolare la notizia.<br />
--><br />
Stiamo organizzando una raccolta di firme per trasmettere la richiesta per via gerarchica, tramite l'Ufficio Scolastico Provinciale. Vi terremo informati.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=296</comments>
 <pubDate>Sat, 31 Mar 2007 00:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Un papa fuori dalla storia?</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=302</link>
<description><![CDATA[Vi mando una tentata profezia di D'Eramo.<br />
Il tentativo di PapaRatzi di tornare ai bei tempi di Paolo IV Carafa va contro molte forze storiche attualmente in campo: in primo luogo contro il capitalismo pubblicitario e consumista, in secondo luogo contro lo sviluppo tecnologico. Ciononostante non è detto che fallisca: potrebbe dare vita a una situazione all'americana, in cui un puritanesimo di facciata detta i confini legali del lecito e dell'illecito, mentre la licenza e la volgarità più sfrenate dilagano nei comportamenti effettivi della popolazione, il tutto all'insegna di una manifesta schizofrenia sociale in cui il <i>si dice</i> è scisso dal <i>si fa</i>.<br />
Chiedo un parere ai frequentatori del sito: secondo voi profezie siffatte inducono ottimismo e quindi sono utili per stimolare la reazione dei laici di fronte all'irruenza vaticana o al contrario provocano il diffondersi dell'inerzia, nella convinzione che il vaticano, essendo su posizioni antistoriche, è innocuo e l'intera sua linea d'azione velleitaria? <br />
Quando leggo frasi come quelle di D'Eramo qua sotto mi viene in mente una frase di Nikita Sergejevi&#269; Khruš&#269;&#1105;v, il quale, durante la crisi dei missili o poco dopo, disse agli americani: "Che lo vogliate o no, la storia sta dalla nostra parte. Vi seppelliremo". Si sa come andò a finire.<br />
Ciao<br />
Tom<br />
<br />
<b>Un papa fuori dalla storia</b><br />
<i>Marco d'Eramo</i><br />
Benedetto XVI sarà ricordato come un papa disperato. Ogni sua parola è ispirata da una visione cupa, quasi wagneriana, del mondo in cui gli è toccato vivere e regnare: della modernità nulla salva. Per l'universo della tecnica nutre un'avversione tomistico-heideggeriana e - grazie alla tecnologia della comunicazione di massa - non cessa di denunciare il nichilismo della tecnologia. La contemporaneità gli appare un deserto dei sentimenti e dei valori il cui relativismo lo angoscia.<br />
L'ultimo esempio di tanta, infinita disperazione ci viene dal discorso che ha tenuto ieri mattina ai vescovi europei: dimentica dei valori cristiani, l'Europa rischierebbe «l'apostasia da se stessa, prima che da Dio». Apostasia è parola grossa, drammatica, almeno dall'imperatore Giuliano. Evoca un harakiri morale. Qui però esprime solo un antico vizio sillogistico: se l'essenza dell'Europa è la sua cristianità, quando l'Europa smette di essere cristiana, cessa di essere Europa, proprio come se tutti gli umani sono bipedi, e Socrate è umano, allora Socrate è bipede.<br />
Per il pontefice, il moderno è la via al suicidio, persino fisico, della civiltà occidentale: «sotto il profilo della demografia» infatti l'Europa si avvierebbe «a prendere congedo dalla storia». Fa tenerezza che a predirci il nostro lungo addio dalla storia sia chi presiede una religione in picchiata da 40 anni: oggi va a messa meno del 30% degli italiani, dell'8% dei francesi, del 6% degli inglesi. A leggere i numeri delle iscrizioni ai seminari, sembra che a prendere congedo dalla storia sia il clero cattolico, non l'Europa relativista.<br />
Più che emulare Francis Fukuyama (che negli anni '90 teorizzò la «fine della storia»), Benedetto XVI sembra perciò vittima della sindrome delle Termopili: si vede come moderno Leonida, ultimo baluardo contro il relativismo etico.<br />
Tanta disperazione a volte lo acceca. Non si accorge che a sgominare la Chiesa cattolica in Sudamerica non è il materialismo, ma sono le sette evangeliche: a sotterrare il dio cattolico sono altri dei, non l'ateismo. Che si tratti di Islam, di fecondazione assistita o di Dico, la cupezza della sua disperazione gli fa affrontare ogni battaglia come Fort Alamo.<br />
Così il pontefice si chiude in una vera e propria «febbre identitaria»: il timore parossistico di smarrire l'identità, la difesa a tutti i costi dell'identità (cristiana). Ma dove passa la retorica identitaria, non cresce più un filo di tolleranza, e resta solo un paesaggio di macerie, di fondamentalismi etnici, religiosi: insomma un bello scontro di civiltà. Già la curia comincia a dubitare dell'opportunità strategica di un tale pessimismo: se la situazione è così disperata, la battaglia non è forse già perduta? Non rischia Leonida-Benedetto di inabissarci con lui?<br />
Certo, molti cardinali rimpiangono oggi la frettolosa decisione del 19 aprile 2005, quando assursero Joseph Ratzinger al soglio di Pietro. Dostoevski ce l'aveva detto che la disperazione è luciferina, diabolica.<br />
<br />
da "il manifesto", 25-03-07 ]]></description>
 <category>Fare l'Ateo</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=302</comments>
 <pubDate>Fri, 30 Mar 2007 17:02:21 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Prossima riunione del Circolo UAAR di Bergamo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=300</link>
<description><![CDATA[Il nostro prossimo incontro è fissato per <font color=green>giovedì 29 marzo</font>, alle <font color=green>ore 21</font>, come al solito presso il <font color=green>"Mutuo Soccorso"</font>, in Via Zambonate 33, a Bergamo. <br />
La riunione è aperta ai simpatizzanti.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=300</comments>
 <pubDate>Tue, 27 Mar 2007 16:27:28 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Venerdì 30 marzo - serata sui diritti civili presso il Caffè Letterario</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=299</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070325-happyfamily.jpg">Happy Family</a></div><ul>La realtà e le rivendicazioni dei genitori omosessuali:<br />
<li>dalle 19.00 alle 20.00 presentazione del libro "La gaia famiglia"<br />
con l'autrice Daniela Danna, ricercatrice dell'Università degli Studi di Milano<br />
<li>dalle 21.00 alle 22.30 proiezione di un video e chiacchierata con Chiara Cavina e Elena Carminati dell’associazione Famiglie Arcobaleno</ul>]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=299</comments>
 <pubDate>Sat, 24 Mar 2007 17:32:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Una grave caduta di Rosy Bindi</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=297</link>
<description><![CDATA[Come leggerete sotto, purtroppo anche i cattolici migliori e più intelligenti a volte sbagliano e si fanno prendere dalla fede e da tutti i pregiudizi che questa reca con sé.<br />
<br />
Non si comprende come i cattolici possano fondare sulla base di un "criterio di naturalità" un'ostilità contro l'omosessualità, che oltretutto nella questione DICO c'entra solo tangenzialmente, perché l'omosessualità stessa è molto più naturale della religione, essendo diffusa in molte specie animali e in particolare fra le scimmie; al contrario mi risulta che non ci siano animali religiosi oltre all'uomo. Non si capisce perché il criterio della naturalità debba essere seguito solo perciò che riguarda la famiglia e non su ogni altro argomento: se si vuole essere conseguenti, si torni nelle caverne con gli orsi. Questo appello della naturalità è ridicolo: tutte le pratiche sociali, famiglia, ruoli sessuali e pratiche riproduttive comprese, sono culturali, hanno a che fare con la natura biologica solo in quanto questa è la loro condizione di possibilità, variano nei modi più difformi fra una società e l'altra (se fossero naturali, dovrebbero essere invariabili, come il numero di occhi e denti); basta studiare un po' di antropologia culturale per rendersene conto.<br />
Infine devo ancora risolvere un paio di problemi:<br />
- che cosa sa di nascita, riproduzione e famiglia una casta pressoché esclusivamente maschile che ha ripudiato la propria sessualità attraverso l'ordinazione sacerdotale e che, attraverso l'obbligo di celibato, si autoesclude dalle dinamiche familiari?<br />
- perché un vescovo può inviare i suoi pareri su questioni politiche, come un disegno di legge depositato in Parlamento, a tutti i parlamentari e invece un ministro non può scrivere a tutti i parroci della penisola per convincerli che la trinità è una fesseria, il celibato ecclesiastico delirante e l'infallibilità papale una baggianata? Mi pare che la separazione Stato-Chiesa in questo paese sia a senso unico: i politici non possono intromettersi nelle questioni ecclesiastiche, ma i prelati possono esprimere impunemente opinioni politiche e addirittura lanciare un appello all'"obiezione di coscienza". E' necessario chiarire che la Chiesa sulle questioni politiche non ha diritto di parola, come lo Stato non l'ha su quelle  spirituali.<br />
Ciao a tutti<br />
Tom<br />
<br />
Contro natura<br />
<b>I gay, i bambini e l'Africa di Rosy Bindi</b><br />
<i>Mariuccia Ciotta</i><br />
Il guasto al cervello politico italiano è dimostrato dalla dichiarazione di Rosy Bindi, «È meglio che un bambino stia in Africa con la sua tribù, piuttosto che cresca con due uomini o due donne». Una frase degna di Calderoli. Sorprendente in bocca al ministro cattolico. «Forse le si è impietrito il cuore?» si chiede Gayleft. Le reazioni si concentrano sull'offesa agli omosessuali, narcisi «che si devono scordare» matrimoni e figli, ma il senso delle parole di Bindi va oltre. Il ministro ha esagerato, si può dire a sua discolpa, perché esasperata dagli attacchi del Vaticano e dei suoi colleghi di fede che non le perdonano i Dico. Ma a quale visione del mondo si ispira Rosy Bindi quando nomina l'Africa «con la sua tribù»? Ha pensato ai selvaggi, ai cannibali che cuociono i bambini nei pentoloni? Ha pensato che è meglio che muoiano di Aids piuttosto che vivere in una famiglia «contro natura»? Dov'è la compassione (cristiana) e soprattutto dov'è il rispetto per le madri e i padri dell'altra sponda (geografica)? Traspare dall'infelice dichiarazione un orizzonte politico corrotto che fa venire i brividi. I gay chiedono adesso le scuse del ministro. Ma anche noi africani e noi eterosessuali le pretendiamo.<br />
<br />
da "il manifesto", 14-03-2007]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=297</comments>
 <pubDate>Sun, 18 Mar 2007 14:57:35 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Un editoriale delirante...</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=294</link>
<description><![CDATA[... dell'Eco cittadino sull'aborto. Si persevera nella convinzione che una donna non sappia prendere una scelta razionale e consapevole e che l'embrione sia un ente del tutto separato rispetto alla madre, la quale invece in nove mesi letteralmente lo FA.<br />
Leggetelo solo se siete calmi e avete pazienza, perché in alcuni passaggi è urtante. Basato su un aborto effettuato nella credenza , poi rivelatasi falsa, che il feto fosse malformato. Lo inserisco per far comprendere in che stato versi la laicità in questa città.<br />
<br />
<b>Aborto, che ne sa la legge della vita e della morte?</b><br />
Adesso bisognerà voler davvero molto bene alla sua mamma. Da un aborto – le donne lo sanno benissimo, quelle che ci sono passate – non ci si riprende mai del tutto, nemmeno se è stato spontaneo. E nemmeno quando si crede di non pensarci.<br />
Figuriamoci da uno col bambino di cinque mesi, sano, e che si è sentito piangere. Che era vivo, insomma, e presumibilmente gli sarebbe piaciuto continuare ad esserlo. Come tutti gli altri, del resto, anche se da tante parti (quelle che non ci sono passate) si continua a sostenere che non è vero, che non è così. Tutti vivi sono, i bambini nella pancia delle loro mamme. Anche quelli che ci muoiono da soli: anche quelli sono stati «il mio bambino». Chiedetelo alle mamme che ne vedono un'altra pastrugnarsi, scorpacciarsi di coccole e baci il proprio cucciolo o semplicemente spingerlo dentro il passeggino e loro, invece, non ce l'hanno. Chiedeteglielo cosa provano, se pensano – e lo pensano sempre – che il loro poteva essere così.<br />
Bisognerà starle accanto adesso, a quella mamma, e quando sarà nuovamente incinta, se mai lo vorrà o le capiterà.<br />
La legge lo permette: se hai motivo di ritenere che il piccolo venga al mondo difettoso, puoi chiedere che la sua corsa finisca lì. Il dottore ti informa, ti lascia libera di scegliere e rispetta la tua decisione. Questo dice la legge.<br />
È una legge sbagliata. Sbagliata perché dice che si può scegliere e invece non è vero. Si può scegliere di interrompere la gravidanza, questo sì. Ma non di avere, poi, la vita che si immaginava. Perché lui o lei, in ogni caso, restano. Come ogni cosa che c'è stata.<br />
Si può scegliere di abortire: è legale. Ma è impossibile – dopo – scegliere di non averlo fatto. Perché qui la legge non c'entra niente. C'entra solo la donna, il suo ricordo, la sua angoscia sotto il fard. La sua solitudine, il suo terrore di non farcela, che non sono venuti meno ora che il bambino non c'è più. Anzi, che sono cresciuti, perché il mondo appare inevitabilmente più minaccioso ogni volta che perfino noi – che siamo così buoni e così innocenti – ci scopriamo capaci di gesti così liberanti (prima) e così devastanti dopo.<br />
Sbagliata, la legge, perché induce l'idea che siano certe e sicure una scienza e una tecnologia che – come questo caso ha dimostrato a oltranza e mille altri confermato – possono soltanto elaborare percentuali di probabilità medicale. La vita, poi, è un'altra cosa.<br />
È sbagliata, ogni legge che non vieti l'aborto, come tutte le leggi elaborate dai perdenti dentro. Le leggi, cioè, che cercano credito fra la gente, agitando lo spettro di mali statisticamente improbabili invece che tentando di aumentare le probabilità infinitamente più alte del bene. Che se così non fosse, il mondo non ci sarebbe, perché sarebbe collassato da tempo. Ed è sempre un bene un bambino, per quanto brutto, difettoso, malato o addirittura moribondo si presenti al mondo.<br />
Dovrebbe farci orrore una società tanto mentalmente sterilizzata e igienizzata da ritenere estranea a sé e all'uomo la tenerezza grossolana e luminosa dei Down, la sconquassata gratitudine degli spastici, il sorriso pallido e sfinito dei piccoli cancerosi, il dolore delle madri, padri e fratelli e nonni che assistono un piccolo con la spina bifida o la palatoschisi.<br />
La vita – forse dobbiamo imparare a ridircelo – non è un fatto biologico. La biologia ne è il supporto, come il marmo per la Pietà Rondanini e 21 lettere 21 per la Divina Commedia. Che senso avrebbe cercar di capire quando due o tre chiare d'uovo, un pugno di terra di Siena e qualche granello d'ocra diventano la Gioconda? La vita sta al materiale genetico come la poesia all'alfabeto.<br />
E mentre il materiale non è sempre perfetto, sempre e in ogni caso è perfetta la vita. Ogni scelta compiuta per evitarsi il rischio che non lo sia, provoca solo l'irruzione di mali che non ci sarebbero stati se la scelta non fosse avvenuta. Non si può dire di no alla realtà, fare «come se» potesse non esserci. Si può solo accettarne la mescola inevitabile di bellezza e orrore, felicità e sconcerto, sanità e vuoto, delusione e speranza.<br />
La regola vale anche in questo caso: un bambino è morto. La sua mamma sta male. Per la legge nessun problema. Ed è giusto così: che ne sa, la legge, della vita e della morte? Niente.<br />
Questo ci lascia dunque liberi di sperare che un'altra mamma, o molte altre mamme, venute a conoscenza del fatto, decidano di non farsi troppi esami quando aspetteranno un bambino e, se anche dicessero loro che potrebbe venir fuori storto, decidano di prenderlo ugualmente, per poterselo sbertucciare, e carezzare, e baciare e bagnarlo di lacrime anche solo per qualche secondo, o assisterlo a lungo, prima che torni in cielo. Lui non lo saprà mai, ma la vita gliel'avrà regalata il piccolo aborto dell'Ospedalino Meyer. Per questo, probabilmente, è stato tra noi tutto il suo tempo.<br />
<br />
da "L'eco di Bergamo", 9 marzo '07]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=294</comments>
 <pubDate>Wed, 14 Mar 2007 23:23:38 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Siamo padroni della nostra vita e della nostra morte?</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=291</link>
<description><![CDATA[Sulla scia dell'incontro dello scorso 23 gennaio sulla laicità "<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.ilcaffeletterario.com/')"><b>Il Caffè Letterario</b></a>" organizza un incontro su tema "<b>Siamo padroni della nostra vita e della nostra morte?</b>". <br />
L'incontro inizialmente previsto per giovedì 15 marzo alle ore 20.45 è stato <font color=red>spostato a data da destinarsi</font>.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=291</comments>
 <pubDate>Fri, 9 Mar 2007 12:53:06 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>&quot;Storie di Scienza&quot; a Varese</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=292</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070310-storiediscienza.jpg">Storie di Scienza - Varese</a></div><br />
Il Circolo UAAR di Varese organizza insieme all'Arci, nei mesi di marzo e aprile, la rassegna scientifica “Storie di Scienza”. <br />
<br />
La manifestazione verrà aperta da una conferenza con Margherita Hack. <br />
<br />
Nell'allegato trovate la 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20070310-storiediscienza.pdf')">locandina</a> con l'elenco completo delle attività, l'ingresso è gratuito.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=292</comments>
 <pubDate>Thu, 8 Mar 2007 19:46:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Contro il gregge ribelle il pugno di ferro del pastore - articolo di Marco Bascetta</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=286</link>
<description><![CDATA[Sui temi della famiglia la chiesa sferra un attacco all'autonomia concordataria dello stato e ai suoi caratteri laici. <br />
Questa spinta si incontra con l'altra, proveniente dalla sfera politica, che mira alla iperregolamentazione della vita dei singoli individui. Anticlericali al bando. <br />
Indimostrato o smentito, impera tuttavia il dogma della religiosità popolare.<br />
<b>Marco Bascetta</b><br />
Vi sono parole, idee, tradizioni di pensiero che, in determinate stagioni, vengono universalmente bandite dalla politica, private di ogni legittimità e additate al pubblico disprezzo. Una di queste è oggi «anticlericalismo». Non vi è esponente politico, per quanto impegnato nel contrastare le crescenti ingerenze della chiesa nella vita politica e istituzionale del paese, che non si preoccupi, prima di tutto, di allontanare sdegnato da sé anche solo il più flebile sospetto di anticlericalismo. Di un atteggiamento, cioè, universalmente giudicato come ciarpame d'altri tempi, come ideologia rozza e ingenua, irrispettosa della sensibilità popolare, quando non compromessa con una certa corruzione morale borghese. Primi tra tutti, i partiti di massa della sinistra, che, sottolineando appunto questi ultimi due aspetti, hanno sempre tenuto a smentire la benché minima inclinazione anticlericale. <br />
<b>Una debole laicità</b><br />
Il dogma della «religiosità popolare», del tutto indimostrato quando non smentito (per quel poco che valgono) dalle statistiche, torna a dominare - sospinto e ingigantito da una alluvione mediatica - la postmodernità. Più volte nel corso degli ultimi anni, politici e intellettuali della sinistra, nonché diverse organizzazioni ed esponenti del movimento altermondialista hanno accreditato esternazioni pontificie e prese di posizione ecclesiastiche come modello contemporaneo di buon anticapitalismo, non inquinato dalle pratiche brutali del secolo passato. Della laicità stessa si tende a parlare soprattutto come di una tutela della pluralità delle fedi. Come di un quadro formale destinato a svolgere una funzione di puro e semplice garantismo a favore della libertà di culto. Resta così sottointeso che il pensiero laico e le istituzioni che ne discendono non devono e non possono entrare in attrito con nessuna fede, né tenere al riparo alcuna sfera sostanziale dal tribunale dei valori religiosi, pena la caduta nel deprecato anticlericalismo.<br />
Ma il rifiuto dell'anticlericalismo, così come la fascinazione per l'anticapitalismo curiale, occultano un elemento che, all'inizio del secolo passato e per tutto il diciannovesimo, era appartenuto al più diffuso senso comune. E cioè la banale constatazione che la democrazia e la chiesa non solo sono due cose diverse, ma sono sempre in contraddizione e sovente in conflitto. L'una essendo fondata sulla sovranità popolare, sulla volontà dei cittadini, l'altra su una organizzazione gerarchica, custode di una verità rivelata. L'una su un principio elettivo, l'altra su un principio pastorale. E mai si è visto un gregge chiamato a deliberare sulla propria condotta. <br />
<b>Contraddizioni occultate</b><br />
Lo stesso principio di uguaglianza, che sembra accomunare cristianesimo e socialismo, è nell'un caso inscritto nel quadro patriarcale del potere pastorale, nel secondo, malauguratamente solo in teoria, in un progetto di autogoverno. Il che comporta, comunque sia, una certa differenza. Su questo conflitto tra chiesa e democrazia la letteratura filosofica e politica è talmente vasta da lasciare solo l'imbarazzo della scelta. Ciò che invece sorprende è la totale sparizione del tema dal dibattito attuale.Tuttavia, questa contraddizione è apertamente dichiarata da parte della chiesa, mentre viene ripetutamente occultata dal ceto politico italiano, che ossessivamente si trincera dietro la libertà di espressione dei vertici ecclesiastici, mai messa del resto in discussione da nessuno. Il problema non è infatti la libertà di espressione o la denuncia dell'«ingerenza» vaticana nella sfera politica, ma la necessità di riportare all'attenzione dell'opinione pubblica il discorso sui caratteri costitutivamente antidemocratici dell'ideologia e della pratica ecclesiastica. E questo è il punto dell'anticlericalismo, la sua ragione, la sua «attualità». <br />
Ma vediamo più da vicino quale è la posizione della chiesa sulla democrazia. Quella più semplificata e netta, destinata al grande pubblico e alla propaganda. Alla voce «democrazia» il Dizionario di dottrina sociale della chiesa (2005) curato dal «pontificio consiglio della giustizia e della pace» propone la seguente suddivisione: «1) in senso generico significa la partecipazione dei cittadini nella gestione degli affari pubblici: la Chiesa ha sempre incoraggiato tale partecipazione. 2) Secondo un significato specifico, la democrazia è una delle tre forme di governo (monarchia, aristocrazia e democrazia) oggetto della filosofia politica classica: in questo ambito, la Chiesa rispetta la libertà di scelta dei cittadini, anche se attualmente considera la democrazia come il tipo di governo che più favorisce la partecipazione alla vita pubblica. 3) l'ideologia della sovranità popolare, che ripone nel popolo l'origine ultima dell'autorità: il Magistero ha fatto vedere l'errore di tale ideologia». <br />
Da questa premessa si ricavano: una definizione estremamente limitata di democrazia, in termini di «partecipazione» (concetto affatto diverso da quello di autogoverno e pratica che potrebbe darsi, per esempio, anche nell'ambito di una organizzazione corporativa dello stato); una semplice preferenza contingente per la democrazia, che non esclude la possibile benedizione delle forme di governo monarchica o aristocratica; il rifiuto netto della sovranità popolare, nonché dell'autogoverno dei cittadini. Quest'ultimo è ovviamente il punto decisivo. «Per evitare questo errore - prosegue il Dizionario - la dottrina cristiana ricorda che la libertà e la democrazia devono sorreggersi sulla verità e sui valori umani indisponibili». Per concludere che «l'obbedienza alla verità integrale dell'uomo diviene, pertanto, imperativo morale per la cultura democratica del nostro tempo». E questa verità integrale, di cui la cattedra di Pietro è depositaria, sarebbe incompatibile con ogni «relativismo». Ce n'è abbastanza per sostenere che la chiesa non accetta il principio dell'autogoverno democratico, o almeno ne circoscrive la sfera così da lederne irrimediabilmente la sostanza. Non saremo certo noi a fare della volontà della maggioranza nella democrazia rappresentativa un articolo di fede, né a occultare le innumerevoli nefandezze compiute sotto questa copertura (fino alle guerre incaricate di esportarla). Tuttavia non è affatto la stessa cosa se i «valori umani indisponibili» vengono fatti risalire a una verità rivelata, trasmessa o imposta da una gerarchia istituzionalizzata, o all'esperienza della relazione tra i singoli e alla crescita collettiva di una coscienza sociale. La quale, più dei regimi teocratici antichi e moderni si è dimostrata impegnata nell'arginare i dispositivi della sopraffazione (per esempio «relativizzando» lo stesso principio maggioritario con la tutela delle minoranze). La chiesa, nella sua pretesa di limitare la facoltà legislativa degli organismi democratici, si è esplicitamente richiamata al «diritto naturale».<br />
<b>Il monopolio sulla ragione</b><br />
Quest'ultimo può certo essere invocato per legittimare una data gerarchia di potere e un dato assetto sociale, ma è stato, fin dai tempi più remoti, anche la bandiera di tutte le rivoluzioni. Ponendosi alle spalle più che al di sopra del diritto positivo e del potere costituito il diritto naturale rappresenta la possibilità stessa di rimetterne in questione le norme. È la regola che passa al vaglio le regole, la fonte del «diritto di resistenza», più un principio di disobbedienza che un principio di obbedienza. E dal suo stesso interno, così come dal campo secolare, l'istituzione ecclesiastica stessa è stata ripetutamente accusata di calpestare proprio il diritto naturale, sovrapponendovi una verità artificiosa. Ma oggi il Vaticano invoca, non senza un certo azzardo, il «diritto naturale» nella sua versione critico-rivoluzionaria, come fonte di uno ius resistentiae contro l'arbitrio della scienza o il pluralismo democratico sospettato di volgere in «relativismo culturale». Di qui l'intransigenza di chi intenda mettersi alla testa di una rivoluzione: una rivoluzione antidemocratica. <br />
Ogni rivoluzione ha sviluppato la sua interpretazione del diritto naturale. La chiesa ha la sua, con l'esclusione di tutte le altre. Si tratta, paradossalmente, di un «diritto naturale» di origine sovrannaturale (sebbene, secondo la tradizione tomista, la ragione sia sufficiente ad accedervi). Perché avventurarsi allora su un terreno così scivoloso? Perché non accontentarsi della nozione, meno insidiata dal «materialismo», di «verità rivelata», perché privilegiare il monopolio dottrinario sulla ragione, come fa l'attuale pontefice, rispetto al mistero della fede? Il problema è politico. La chiesa ha, per così dire, bisogno di scendere nel dettaglio. Il diritto naturale di cui parla non si limita a un ristretto numero di principi universali, ma entra nell'articolazione delle regole sociali, punta sul ripristino di una autorità con una forte presa, non solo simbolica, sull'organizzazione sociale, sui comportamenti e sulle scelte individuali. Una autorità, e questo è il punto decisivo, che pretende di esercitarsi anche sui non credenti. Il passaggio al diritto naturale serve appunto a setacciare l'attività legislativa delle istituzioni democratiche in questa chiave. Così quando si parla del matrimonio, la chiesa sottolinea il suo carattere «naturale» e «razionale» prima ancora che sacramentale. Ma questa naturalità si presenta già corredata dei suoi caratteri ideologici e normativi (l'indissolubilità, la fedeltà, la finalità procreativa). Tutti elementi dichiarati «indisponibili», pur trattandosi con tutta evidenza di un'opzione culturale tra altre. Diverse interpretazioni del diritto naturale possono invece (e ripetutamente lo hanno fatto, probabilmente con maggior realismo storico) imputare al diritto naturale il «libero amore», la promiscuità o la poligamia e invece al sacramento del matrimonio una funzione artificiosamente sovrapposta. Interpretazioni, rispetto alle quali lo «stato laico» è tutt'altro che neutrale, impegnato come è, nel cercare di dimostrare la sua comunanza di valori con la dottrina ecclesiastica, in un contesto in cui la presenza crescente di culture e religioni diverse e soprattutto le concrete scelte di vita dei cittadini rendono sempre più difficile questa consonanza. Siamo così di fronte a una sorta di guerra unilaterale. Nella quale da parte della chiesa viene sferrato un attacco senza esclusione di colpi contro l'autonomia concordataria dello stato, minacciando conseguenze, come ha dettagliatamente segnalato Gustavo Zagrebelsky, all'interno delle sue stesse istituzioni. Mentre dall'altra parte si balbettano scuse, negando la possibilità stessa di un attrito con la dottrina sociale della chiesa.<br />
<b>Fra controllo e autogoverno</b><br />
Ma l'argomentazione concordataria e il richiamo all'articolo 7 della Costituzione, nella loro ottica essenzialmente giuridica e centrata sul rapporto tra poteri costituiti, lasciano in ombra il fatto decisivo. E cioè che l'offensiva ecclesiastica non si rivolge affatto contro l'autonomia e la sovranità dello stato laico, bensì contro i suoi caratteri democratici e soprattutto contro quel tanto di autogoverno dei cittadini che in essi riesce a svilupparsi. Quel che è grave agli occhi del Vaticano non è tanto che lo stato legiferi sui cosiddetti «valori indisponibili», ma che recepisca, o meglio sia costretto a recepire, ciò che già si è affermato nella vita della società: comportamenti, abitudini, scelte imposte dal basso (declino dei matrimoni e delle nascite, separazioni, convivenze di fatto, interruzioni di gravidanza). In buona sostanza la chiesa pretende, e trova orecchie disposte ad ascoltare, che lo stato si faccia carico, pur nelle sue forme laiche e parlamentari, di quello stesso principio pastorale e intrinsecamente antidemocratico che presiede all'azione ecclesiastica. Allo stato si rimprovera, insomma, non di essere laico, ma di essere «permissivo». Questa spinta si incontra con una spinta analoga, proveniente dal mondo della politica, che una volta consumata la separazione tra liberismo economico e libertà individuali, muove verso una iperregolamentazione della vita dei singoli, in base al principio, pastorale appunto, che debbano essere difesi da se stessi e dai propri irresponsabili desideri, forieri di immoralità e di crescita del debito pubblico. E anche coloro che desiderano la regolamentazione delle coppie di fatto non dovrebbero perdere di vista questa insidia. <br />
La partita che si gioca non è tra stato e chiesa, ma tra il controllo sulla vita e il suo autogoverno, tra le pratiche sociali diffuse e l'autorità, tra la libertà dei singoli e la trascendenza del potere. Ragione per cui non possiamo non dirci, al tempo stesso, anticlericali e antistatalisti.<br />
 <br />
da "il manifesto", 28-02-2007]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=286</comments>
 <pubDate>Thu, 1 Mar 2007 12:35:20 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Diritti ora!</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=283</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070226-dirittiora.jpg">Sveglia! E' l'ora dei diritti!</a></div>Sabato 10 Marzo 2007 - Roma, Piazza Farnese ore 15.00<br />
Manifestazione nazionale per le unioni civili<br />
<br />
Tutte le informazioni si trovano qui: <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.dirittiora.it/pagina.asp?IDPagina=1')">www.dirittiora.it</a> <br />
<br />
Pullman gratuito da Bergamo – piazzale Malpensata alle 23.15 di venerdì 9/3 (prenotazione obbligatoria:  Ruggero, responsabile eventi di Arcigay Brescia, tel. 338 7345788).<br />
]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=283</comments>
 <pubDate>Mon, 26 Feb 2007 16:04:11 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Bergamo Social Forum - Invito e spunto per la costruzione di una campagna su diritti civili e laicità</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=280</link>
<description><![CDATA[GIOVEDI' 22 FEBBRAIO, alle ore 21.00, presso l'Arci in via Quarenghi, 34 - Bergamo<br />
<br />
incontro con Francesca Polo (Presidente Nazionale ArciLesbica) dal titolo "I Dico: cosa sono, come funzionano, come possono e devono essere migliorati. Panoramica sulla legislazione italiana e sugli altri casi europei".<br />
<br />
Oltre ad un'occasione di informazione, la serata vuole essere anche un primo momento di incontro tra le realtà interessate a muoversi sul tema, per cominciare a scambiarsi idee e progettare iniziative.<br />
L’unione Europea ha deciso di dedicare il 2007 alla lotta “contro la discriminazione”, denominandolo “Anno europeo della pari opportunità per tutti”. Crediamo che questa scelta debba essere di incentivo per riportare all’attenzione la ricchezza della differenza: di genere, di preferenza sessuale, religiosa, d’origine…<br />
<br />
Il disegno di legge sui DiCo, da questo punto di vista,  può essere un buon punto di partenza, anche se non certo d’arrivo, e può essere, soprattutto, l'occasione per riaprire, anche a livello locale, un dibattito su diritti civili e laicità per troppo tempo rimasto sopito.<br />
<br />
Vorremmo per questo costruire una rete trasversale, variegata, leggera e flessibile, di associazioni, gruppi, singoli individui sensibili alla questione che, ciascuno con la propria peculiarità, condividano idee e sforzi al fine di organizzare iniziative diversificate che cerchino di rompere il muro di silenzio che circonda i temi legati a diritti civili e laicità nella nostra piccola (e un po' bigotta) città.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=280</comments>
 <pubDate>Wed, 21 Feb 2007 08:41:30 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>IL FONDAMENTALISMO CLERICALE INCALZA…</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=279</link>
<description><![CDATA[Siamo al limite della schizofrenia politica. Uso questa parola nel senso proprio di “rottura” della mente ovvero della psiche o, se preferite, della logica, della ragione, del senso comune: una patologia da scompenso tra potere e diritto. Una forma tra le peggiori che colpiscono - mi si perdoni il tono da medico - il consorzio antropologico.<br />
<br />
Nei termini della realtà contestuale tale schizofrenia significa fraintendimento e confusione dei ruoli istituzionali, statali e non, delle loro funzioni e dei loro limiti; significa ignoranza del significato essenziale del diritto, della legge, delle fedi religiosi e dell’etica sociale. Quest’ultima distingue nettamente fra libertà personale e diversità delle libertà altrui. E’ il marasma organico dell’attività dello Stato e della vita civile i cui attori hanno perso la cognizione dei parametri comportamentali e del valore effettivo delle categorie reali: la conseguenza di tutto questo è il blocco della crescita della specie (con buona pace di chi la confonde con la crescita del PIL), è lo sfruttamento dei soggetti inerti da parte dei dominanti sedicenti “referenti di Dio”, è la conflittualità intraspecifica. Ci proviamo a chiarire le cose: <br />
<br />
1 - Un parlamento laico può e deve fare solo leggi laiche.<br />
<br />
2 - Le eventuali fedi religiosi sono di esclusiva pertinenza di chi le professa e non possono per nessuna ragione essere messe nel conto delle ragioni genetiche delle leggi. I portatori di fedi religiosi sono abilitati a professarle al limite della nonviolenza e sono abilitati a protestare solo nel caso in cui delle leggi impediscano loro tale professione (purché – vale ripeterlo – contenuta nei limiti della nonviolenza).<br />
<br />
3 - Le leggi laiche, appunto perché tali, non impediscono alcuna professione di fede nonviolenta. Per es., le leggi relative al divorzio e all’aborto non impongono a nessuno di divorziare o di abortire.<br />
<br />
4 - La Chiesa cattolica si arroga la pretesa di rappresentare il diritto naturale ma in realtà chiama diritto naturale verità da essa stessa confezionate, talora come dogmi, che chiama “verità di Dio”, di cui essa avrebbe avuto la rivelazione diretta e che pertanto sono categoriche per non eludere l’ordine voluto dal creatore. Ma invero, si tratta solo di modalità di vita consone al potere clericale ovvero alla possibilità di un potere politico a pretesto religioso, di controllare il quotidiano, materiale ed intimo (!), dei suoi sudditi dalla nascita alla morte. La ragion d’essere di tale potere fine a sé stesso non ha niente a che vedere con la eventuale (ma per niente probabile esistenza del Dio-persona, su cui si fonda il teismo ovvero tutta la filosofia cattolica) ma affonda le radici nella biologia cioè nel bisogno di ogni vivente di assumere la vita come potere ovvero come risposta al bisogno di rassicuranza affettiva contro un mondo e la morte che fanno paura. La quale si traduce in religiosità naturale che alcuni traducono in religione positiva ovvero istituzionalizzata e ne fanno uno strumento del proprio potere. Quando la vita-potere (potere di autodifesa e di autoaffermazione) diventa violenza contro chicchessia, allora è gratuito e patologico.<br />
<br />
5 - Tale è il potere della Chiesa, che vorrebbe essere uno Stato-chiesa o meglio una Chiesa-stato ma in questo àmbito le leggi non intendono regolamentare l’autonomia dell’individuo nel rispetto della reciprocità (essendo un diritto naturale anche l’esperienza e gli errori che l’accompagnano).Tale ideologia politica, nata dalla concezione e dall’esercizio di un potere gratuito e patologico (cioè violento in quanto contravventore del diritto naturale ovvero della naturale diversità) è il famigerato fondamentalismo, un misto di autocrazia e di assolutismo, una “dittatura di costume”, che misura con un “metro divino” ciò che è lecito e ciò che è illecito. La giustizia clericale ha una vasta illustrazione nella storia criminale della Chiesa. Quello di casa nostra non è, purtroppo, il solo fondamentalismo che pesa sulla salute della specie.<br />
<br />
6 - Tuttavia, la Chiesa dispone, oltre che della Piazza S. Pietro, di sufficienti mezzi comunicativi, giornalistici e radiofonici, e soprattutto di una miriade di “case di culto” (altrimenti chiese) attraverso cui o dove può liberamente imbonire e gestire i propri sudditi, catechizzarli, terrorizzarli, punirli ed assolverli, farli a immagine e somiglianza di uno stereotipo dogmatico, insegnare alle prede-vittime di chiamare tutto ciò “coscienza”.<br />
<br />
7 - Per converso, la Chiesa non ha alcun titolo giuridico per interferire nell’attività di un parlamento di non importa quale Stato, ancor meno di quello italiano, specie dopo la dichiarazione del carattere laico di questo. Non ha alcun titolo giuridico per pretendere che i vari impegni di fede, cioè paraipnotici, (sacramentali e sudditari) dei cattolici, come quello di non divorziare e quello di non convivere civilmente, meno che mai su base omosessuale, diventino obblighi legali per tutti.<br />
<br />
8 - La Chiesa teme l’esercizio della libertà individuale, da quella del pensiero a quella della convivenza e della vita sessuo-affettiva, solo perché questo toglie al potere clericale, gratuito e patologico, la libertà del controllo sui sudditi (definiti non solo in maniera figurata come “gregge”!), mentre sostiene che la convivenza solo eterosessuale, solo procreativa, e perfino indissolubile, sarebbe la sola famiglia naturale, ma si tratta di un’invenzione perfino ridicola che fa pugni con la biologia, sessuale, ormonale e psicologica, come dimostra sempre più la realtà dei nostri giorni.<br />
<br />
9 - Da quanto detto deriva la considerazione che l’ingerenza – peggio, invadenza – clericale nella sfera legislativa di uno Stato laico è azione politicamente sovversiva i cui responsabili dovrebbero essere richiamati e, se necessario, anche puniti dal potere giudiziario per offesa al Parlamento e per vilipendio dell’uomo. Agenti clericali in veste talare, specie se gerarchi di alto livello, dovrebbero essere respinti entro i confini dello Stato del Vaticano come cittadini indesiderati, di fatto stranieri. Costoro, infatti, non si richiamano all’art. 21 della Costituzione, che sancisce la libertà di pensiero, ma sobillano i cattolici, psicosudditi di quello Stato, a impedire la funzionalità laica di un Parlamento laico, abilitato a produrre leggi che non elevino al livello di obbligo per tutti modalità di vita che valgono solo per chi le accetta per catechizzazione.<br />
<br />
10 - Bisogna riconoscere che l’incalzante offensiva fondamentalista-clericale è stata malauguratamente incoraggiata da un Presidente, ex-comunista, che ignora la materia e che ha invitato il Parlamento a realizzare una “sintesi” con le pretese clericali. Si tratta di una proposta più che errata, assurda, in quanto vorrebbe conciliare la ragione laica con il potere clericale mentre la civiltà può crescere solo se sa coniugare la ragione con la scienza e con la coscienza.<br />
<br />
Per concludere. Il Parlamento è disturbato e menomato da elementi – i cattolici, appunto – che mancano dei requisiti culturali per esercitare il mandato parlamentare di uno Stato laico: a rigore, dovrebbero starsene fuori ad esercitare un altro mestiere se incapaci di fare il proprio dovere. La Chiesa cattolica, come il lupo cambia il pelo ma non il vizio. Essa vuole dominare gli uomini e, non potendolo fare con un proprio potere temporale, usa i propri fedeli come agenti infiltrati palesi, appellandosi ad una democrazia, totalmente estranea alla sua struttura e ad una coscienza, che è sé stessa solo se è esente da blocchi. Al fuoco e alla mordacchia di Giordano Bruno succedono le resistenze e le opposizioni di tali agenti, talora sinceri ma comunque plagiati. Invece della pace e dell’amore fra gli uomini la Chiesa semina la discordia e la conflittualità: è causa di quel disordine che dice di volere evitare.<br />
<br />
L’ingerenza clericale ha raggiunto l’apice della virulenza superando ogni limite di decenza. E’ sconfortante non sentire levarsi una sola voce autorevole e coraggiosa a denunciare tutto questo senza mezzi termini, senza timori riverenziali, in difesa sì del diritto naturale, e quindi della Costituzione e della Legge, contro il sovversivismo parlamentare dei cattolici che confondono la propria coscienza con quanto ci ha messo dentro la Chiesa e l’esercizio della stessa con l’intolleranza legale del diverso.<br />
<br />
tratto da www.comeDonChisciotte.org<br />
Carmine R. Viola<br />
Fonte: http://biologiasociale.altervista.org<br />
Link: http://biologiasociale.altervista.org/articoli/laicit%E0.html<br />
19.02.2007 ]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=279</comments>
 <pubDate>Mon, 19 Feb 2007 18:17:33 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Da Athos al Paradiso passando x la Camera</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=273</link>
<description><![CDATA[BERTINOTTI CON MONACI MONTE ATHOS PER DUE GIORNI RIFLESSIONE <br />
<br />
ANSA - ATENE, 15 FEB - Il presidente della Camera Fausto Bertinotti trascorrera' due giorni tra i monaci del Monte Athos, <b>la repubblica teocratica greco-ortodossa esclusivamente maschile </b>che si trova nel Nord-Est del Paese. Lo ha riferito all'ANSA una fonte diplomatica europea che ha chiesto di restare anonima precisando che Bertinotti sara' in Grecia il 23 e il 24 febbraio.<br />
 <br />
Secondo la stessa fonte, il 23 il presidente della Camera arriverà all'aeroporto di Salonicco con un seguito ''molto ristretto'', e da lì proseguira' in auto per Monte Athos. Stando a quanto si e' appreso, Bertinotti visitera' tre dei 20 antichi monasteri della zona - Meghisti Lavra, Vatopedi e Simonos Petra - nei quali partecipera' alla vita comunitaria dei monaci, comprese le preghiere, le meditazioni ed i pasti frugali, ma non si sa in quale dei tre trascorrera' la notte. <br />
Tra le molte personalita' politiche che regolarmente si recano in visita o in pellegrinaggio privato sul Monte Athos vi sono il principe Carlo d'Inghilterra, il presidente russo Vladimir Putin (che e' profondamente religioso), il premier serbo uscente Vojislav Kostunica, l'ex re ed ex premier della Bulgaria Simeone di Sassonia Coburgo-Gotha. <br />
La comunita' monastica di Monte Athos ha oltre mille anni di vita e dipende amministrativamente dallo Stato greco, che designa il direttore politico, ma spiritualmente dal Patriarcato ecumenico ortodosso di Istanbul. <br />
<br />
<b>Perché non riflette con gli operai precari, poveri Cristi, a 700€ al mese...</b>]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=273</comments>
 <pubDate>Fri, 16 Feb 2007 11:36:53 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>e voi cosa ne pensate?</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=272</link>
<description><![CDATA[Da : “ L’eclissi del sacro nella società industriale” Sabino S. Acquaviva ( Edizioni di Comunità 1981)( Pag.82 “Indici collaterali”)<br />
<br />
Tra gli elementi collaterali di giudizio è la professione esplicita di ateismo, militante o meno, per quanto noi consideriamo atei innanzitutto quelli che negano l’esistenza di Dio. Non ci sembra di poter considerare come atei individui facenti parte delle amplissime categorie segnalate dal Desqueyrat*, che considera atei gli appartenenti ai seguenti gruppi:<br />
a) coloro che negano l’esistenza di Dio, siano essi atei militanti o meno;<br />
b) coloro che ritengono tale esistenza possibile o probabile;<br />
c) coloro che affermano di credere a qualche cosa che è al di sopra dell’uomo e del mondo.<br />
<br />
A nostro modo di vedere, possono essere considerati veramente atei soltanto i primi e una parte dei secondi : gli altri, più o meno, hanno, o possono avere, un senso del sacro. Inoltre, secondo il Desqueyrat vi sono gli atei pratici, coloro la cui esistenza non è per nulla modificata dall’esistenza o non esistenza di Dio: è evidente la confusione dell’autore fra l’essere e il dover essere: un individuo può arrivare al senso del sacro, all’esperienza del sacro, senza inferirne conclusioni morali e trasformazioni nel suo atteggiamento volitivo, specialmente nel caso in cui l’esperienza non sia  connessa con la credenza nell’immortalità individuale. <br />
<br />
Le considerazioni sin qui svolte inducono a sottolineare che è possibile affrontare il problema dell’ateismo almeno da due punti di vista: studiando la persona e gli atteggiamenti in cui il suo ateismo si concreta, oppure cogliendone le basi logiche e filosofiche”.<br />
<br />
*A. Desueyrat, La crisi religiosa del nostro tempo, Cappelli, Rocca S. Casciano 1958 p.20<br />
<br />
Ho scoperto un nostro iscritto “ante litteram”<br />
Ndr: pag. 184: “Così a Baresi in Val Brembana Giovan Domenico Gervasoni, con il cugino Angelo ha piantato un albero della libertà, va dicendo, nel paese inorridito, che “saremo tutti francesi e tutti eguali, e non vi sarà più Dio, non vi sarà più messa, quando siam morti non ci sarà più altro. La roba si partirà e chi se ne dovrà dividerla cogli altri, e diverremo tutti eguali”. Buono pure questo per una canzone.<br />
]]></description>
 <category>Fare l'Ateo</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=272</comments>
 <pubDate>Wed, 14 Feb 2007 06:48:31 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Un buon modo di morire</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=271</link>
<description><![CDATA[Un buon modo di morire. È forse un modo ateo? Oppure un suggerimento buono per una morte da ateo da contrapporre alle morte dolorose e inutili che ci propinano i buontemponi cristiani a cui piacciono le scene truculente come le morti in croce. <br />
Da S. Rushdie” Shalimar il clown”: “ Si chiedeva se sarebbe vissuto fino a vedere i fiori dei suoi meli, e udì dentro di sé la risposta di uno schiocco. Ah, dunque ormai non ci sarebbe voluto molto tempo. Cominciò a nevicare leggermente, gli ultimi fiocchi prima della primavera. Indossò il suo elegante vestito nuziale, quello che aveva messo tanto tempo prima quando aveva sposato l’amata Pamposh, e che aveva tenuto per tutto questo tempo avvolto nella cartavelina in un baule. Come uno sposo uscì e i fiocchi di neve gli accarezzarono le guance brizzolate. La sua mente era sveglia, lui era saldo sulle gambe, e nessuno lo aspettava con un bastone. Aveva il controllo del corpo e della mente, e sembrava che una fine brutale gli sarebbe stata risparmiata. Questo, almeno, era gentile. Entrò nel frutteto appassito, si sedette a gambe incrociate sotto una pianta, chiuse gli occhi, udì i versi del Rig-Veda che riempivano il mondo di bellezza, e si spense a mezzanotte senza soffrire.” ]]></description>
 <category>Fare l'Ateo</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=271</comments>
 <pubDate>Wed, 14 Feb 2007 06:47:12 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Darwin Day: il giorno dopo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=270</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070213-sala-dd.jpg">Darwin Day 2007 a Bergamo</a></div><br />
Nonostante l'assordante silenzio della stampa locale il nostro primo Darwin Day ha avuto davvero un buon successo. <br />
<br />
La sala, settanta posti in tutto, era strapiena. Il pubblico, particolarmente attento, ha vivacemente partecipato al dibattito suscitato dall'intervento del nostro Copresidente Valerio Pocar sul tema "Darwin. La scienza. La religione". <br />
<br />
<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070213-dd-pocar.jpg">Valerio Pocar</a></div>La nostra iniziativa, condivisa sin dall'inizio dal Centro Culturale "Nuovo Progetto", ha raccolto numerose adesioni (Associazione Radicali Bergamo, Nucleo promotore della Cellula "Luca Coscioni" di Bergamo, Rifondazione Comunista / Sinistra Europea - Federazione di Bergamo, Partito dei Comunisti Italiani - Federazione di Bergamo, Il Caffè Letterario - Bergamo) e di questo siamo particolarmente soddisfatti. <br />
<br />

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<a href="http://www.uaarbergamo.it/media/audio/20070216-Intervento_Pocar_DD2007_Bg.ram">Ascolta l'intervento del Prof. Pocar</a> (<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://forms.real.com/netzip/intl/intl_getrde601.html?lang=it&amp;h=software-dl.real.com&amp;f=windows/RealPlayer10-5GOLD_it.exe&amp;p=RealPlayer&amp;oem=rp10_it&amp;src=ZG.it.idx,ZG.it.rm.rm.hd.def,ZG.it.rp10_p_f.rp10_p_f.760.rp10_plus_free&amp;tagtype=ie&amp;type=rp10_it')">Real Player</a>).]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=270</comments>
 <pubDate>Tue, 13 Feb 2007 11:58:15 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Contro i privilegi economici degli insegnanti di religione</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=268</link>
<description><![CDATA[Iniziativa politica studiata da Maurizio Turco e annunciata il 9 febbraio in una conferenza stampa della Rosa nel Pugno, che avanzerà ricorso in sede giudiziaria italiana ma anche presso la Commissione europea, più veloce nelle sentenze dei tribunali nazionali, per far valere i diritti degli insegnanti <b>non</b> di religione:<br />
<br />
<b>Sei un insegnante della scuola pubblica? Recupera le differenze retributive che ti sono dovute per la mancata equiparazione agli insegnanti di religione.</b>Non si tratta di noccioline: "Ciascun insegnante di ruolo e precario vanta, nei confronti del Ministero della Pubblica Istruzione un credito che va da un minimo di circa € 2.500 ad un massimo di circa 15.000 conservando l’aumento stipendiale e gli scatti di anzianità per il futuro."<br />
<br />
La conferenza stampa è al link <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.radioradicale.it/iniziativa-della-rosa-nel-pugno-sugli-insegnanti-di-religione')"></a>.<br />
Gli insegnanti che intendono far valere i propri diritti possono aderire sul sito <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.anticlericale.net/')"></a>.<br />
<br />
Singolare, o forse no, che i sindacati degli insegnanti non abbiano pensato di promuovere loro questa iniziativa; e che il quotidiano "L'Unità", fondato da Antonio Gramsci, abbia rifiutato l'inserzione a pagamento per pubblicizzarla, a causa del suo contenuto. ]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=268</comments>
 <pubDate>Sun, 11 Feb 2007 11:52:12 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Darwin Day 2007 a Bergamo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=254</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070128-MadonnaBambino-piccolo.jpg">Madonna con bambino - Attilio Geva</a></div><i><br />
"L'ipotesi darwiniana dell'evoluzione ha ricollocato la specie umana nella natura, facendone oggetto di scienza e non di religione, e, mettendo in crisi la visione antropocentrica del mondo, ha incrinato la prospettiva dualistica in filosofia."</i><br />
<br />
In occasione del <font color=green><b>Darwin Day</b></font> il <font color=green><b>Circolo di Bergamo dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti </b></font>ed il <font color=green><b>Centro Culturale "Nuovo Progetto"</b></font> di Bergamo organizzano per le <font color=green><b>ore 21 </b></font>di lunedì <font color=green><b>12 febbraio 2007</b></font>, presso la Sala del "<font color=green><b>Mutuo Soccorso</b></font>" di Bergamo (Via Zambonate, 33) una <font color=green><b>conferenza </b></font>sul tema "<font color=green><b>Darwin. La scienza. La religione</b></font>." <br />
<br />
(
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20070202-Darwin_Day_2007_a_Bergamo.pdf')">clicca qui per scaricare la locandina</a>)<br />
<br />
Interverrà il <font color=green><b>Prof. Valerio Pocar</b></font></font>, docente di Sociologia del Diritto nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Milano Bicocca.<br />
<br />
<font color=green>Aderiscono </font>all'iniziativa:<br />
<br />
<font color=green>- Associazione Radicali - Bergamo<br />
- Nucleo promotore della Cellula "Luca Coscioni" di Bergamo<br />
- Rifondazione Comunista / Sinistra Europea - Federazione di Bergamo<br />
- Partito dei Comunisti Italiani – Federazione di Bergamo<br />
- Il Caffè Letterario - Bergamo</font><br />
I <font color=green><b>Darwin Day</b></font>, nascono negli Stati Uniti a metà degli anni novanta, quando le associazioni di creazionisti riuscirono a cancellare l'evoluzionismo dai programmi scolastici di alcuni stati: da allora, il 12 febbraio è diventato un evento di dimensioni planetarie; ovunque si tengono conferenze, incontri, dibattiti ed eventi vari che celebrano i valori della ricerca scientifica e del pensiero razionale. Nel 2003 il Darwin Day è finalmente arrivato anche nel nostro Paese grazie all’UAAR. <br />
<br />
Il <font color=green><b>Prof. Valerio Pocar </b></font>è nato a Viggiù (Varese) il 6 giugno 1944 e si è laureato in giurisprudenza nel 1967. Ordinario di sociologia del diritto nella Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Milano-Bicocca, presso la quale è Direttore del Dipartimento dei Sistemi Giuridici ed Economici e titolare anche dell’insegnamento di Bioetica; membro del Comitato per l’etica di fine vita (Milano) e del Comitato etico dell’Istituto neurologico C. Besta (Milano).È avvocato cassazionista. Dal 1973 è stato professore di sociologia all’università di Messina (Scienze politiche) e, dal 1976, di sociologia del diritto all’Università di Milano (Scienze politiche e Giurisprudenza). È autore di oltre centocinquanta pubblicazioni (libri e articoli) sulla storia del pensiero sociologico-giuridico, sulla sociologia delle professioni giuridiche, sulla sociologia del diritto della famiglia e dei minori, sulla bioetica. Tra le pubblicazioni, dal 1990, numerosi saggi in tema di diritti degli animali, tra i quali Gli animali non umani. Per una sociologia dei diritti (Laterza, Roma-Bari, 3° ed. 2005). Dal 1998 al 2006 è stato presidente della Consulta di Bioetica (Milano).<br />
]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=254</comments>
 <pubDate>Wed, 7 Feb 2007 22:35:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Il Crocefisso in Parlamento</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=261</link>
<description><![CDATA[Domani 07 febbraio, in aula, durante il Question Time, il Ministro della Giustizia risponderà al testo dell'interrogazione che segue, presentata dal deputato della Rosa nel Pugno Maurizio Turco. <br />
<br />
Il Question Time va in diretta su una delle tre reti Rai a partire dalle ore 15 ogni mercoledì.<br />
<br />
IL CROCIFISSO NELLE AULE GIUDIZIARIE: PER LA CASSAZIONE E IL CSM E' ILLEGITTIMO<br />
<br />
Al Ministro della giustizia<br />
<br />
Per sapere - Premesso che : <br />
<br />
con sentenza della Corte di Cassazione numero 439 del 2000 viene sancita la illegittimità della circolare 2134/1869 del 29 maggio 1926 del Ministro Rocco che impone la presenza dei crocefissi nelle aule giudiziarie, illegittimità ribadita con l'Ordinanza del Consiglio Superiore della Magistratura numero 12 del 2006, <br />
<br />
per sapere: <br />
<br />
- se il Ministro della Giustizia intende dare attuazione a queste importanti pronunce, ripristinando la neutralità delle aule o, in caso contrario, quali sono le ragioni per le quali intende continuare ad applicare la circolare del Ministro Rocco e in conseguenza di ciò per quale motivo il Ministro della Giustizia ha discriminato, sotto il profilo religioso, il Giudice di Camerino Luigi Tosti, imponendogli il simbolo del crocifisso, che non gli appartiene, e vietandogli di esporre a fianco dello stesso il simbolo della Menorah ebraica come da lui richiesto. <br />
<br />
On. Maurizio Turco<br />
]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=261</comments>
 <pubDate>Tue, 6 Feb 2007 13:01:11 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Darwin Day - altre iniziative</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=258</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/audio/20070202-Logo-orto-nuovo.jpg">Orto Botanico di Bergamo</a></div>IL GRANDE TEMA DELL’EVOLUZIONE  - La scoperta dell’addomesticazione delle piante e il vantaggio del pensiero evolutivo in ambito formativo - Seminario formativo aperto al pubblico, rivolto particolarmente ad insegnanti ed operatori didattici - <b>Giovedì 8 febbraio - Ore 16,45 - Sala Curò - Piazza Cittadella, Bergamo Alta</b><br />
<br />
L'Orto Botanico di Bergamo 'Lorenzo Rota' propone, in occasione del Darwin Day, <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://ortobotanico.comune.bergamo.it/')">un seminario formativo </a>a cui sono invitati il prof. Francesco Salamini (Università degli Studi di Milano), agronomo e genetista di grande esperienza, e il prof. Walter Fornasa (Università degli Studi di Bergamo), psicologo ed esperto in scienze della formazione.<br />
<br />
<br />
<br />
]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=258</comments>
 <pubDate>Wed, 31 Jan 2007 00:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Lettera aperta dell&apos;UAAR al Presidente della Repubblica</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=255</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070131-papanapolitano.jpg">Napolitano e Benedetto XVI</a></div><br />
Gent. mo Sig. Presidente,<br />
abbiamo appreso dai mezzi di informazione di un suo intervento nel dibattito in corso sul riconoscimento delle coppie di fatto.<br />
<br />
L'UAAR ha apprezzato la cautela con cui ha caratterizzato tale intervento, affinché non venisse interpretato come un'indebita ingerenza nelle prerogative del governo e del parlamento.<br />
<br />
L'UAAR non può, tuttavia, tacere il disagio con cui ha saputo dell'invito «a tenere conto delle preoccupazioni del papa e a trovare una sintesi con la Chiesa».<br />
<br />
Riteniamo che accordare un privilegio alle opinioni sostenute da chi rappresenta una parte, per quanto consistente, della popolazione non sia una concreta attuazione del supremo principio costituzionale della laicità dello Stato e delle istituzioni. Riteniamo altresì che avviare un dialogo con chi definisce le proprie opinioni come «princìpi non negoziabili» sia peraltro impresa improba: e tale notevole difficoltà è stata prontamente evidenziata dalla stessa risposta fornita, secondo organi di stampa, dalle gerarchie ecclesiastiche.<br />
<br />
Nella ferma convinzione che l'art. 3 della nostra Costituzione debba trovare frequente applicazione a ogni livello istituzionale l'UAAR, unica organizzazione nazionale che raggruppi atei e agnostici, recentemente audita nell'ambito del dibattito sulla legge sulla libertà religiosa, chiede che il Presidente di tutti gli italiani riceva una nostra delegazione che possa esprimere personalmente le nostre preoccupazioni per le sorti della laicità in Italia. <br />
]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=255</comments>
 <pubDate>Tue, 30 Jan 2007 20:40:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Questionario</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=249</link>
<description><![CDATA[ Sto lavorando da un po’ di mesi  con Filippo alla stesura di un documento che dimostri l’inciviltà del battesimo. L’idea è nata dalla considerazione che se lo sbattezzo è utile per eliminare un gesto avvenuto, la possibilità di far maturare a tutti ( cattolici compresi) che ogni gesto di prevaricazione è un gesto incivile può essere la strada giusta per evitare che l’Italia continui a contare sui registri della chiesa quasi la totalità della sua popolazione.<br />
Per riuscire a capire meglio la psicologia delle persone e per poter prendere in considerazione le varianti reattive ad un tema del genere ho elaborato un semplice questionario che vi prego di utilizzare per raccogliere testimonianze utili al progetto.  (Sono ben accetti suggerimenti per un arricchimento e/o modifica di  questo questionario). Filippo ha scoperto che anche Dawkins ( che non conosco e che prego Filippo di presentarci) sta lavorando a un progetto simile passando attraverso la stessa considerazione dell’inciviltà dell’insegnamento religioso ai figli. Vi trasmetto pertanto il documento che ho ricevuto da lui per un utile riflessione. Vi sarei molto grato se poteste raccogliere informazioni utili attraverso questo questionario e inviarmele all’indirizzo mail f.ghidini@tin.it.<br />
All.:  questionario e intervento di Dawkins<br />
<br />
					QUESTIONARIO<br />
<br />
Età…………m/f………credente sì/no……ateo/agnostico/altro……………………………………..<br />
hai ricordi particolari del tuo battesimo?................................................................................................<br />
…………………………………………………………………………………………………………<br />
senti “legami” particolari con la religione o il senso religioso dei tuoi parenti o della comunità a causa del battesimo? puoi descriverli?...................................................................................................<br />
…………………………………………………………………………………………………………<br />
desideri “sbattezzarti”? se sì/no perché?................................................................................................<br />
…………………………………………………………………………………………………………<br />
come definiresti/commenteresti l’atto di battezzare un bambino senza che lui possa decidere su sé stesso?.....................................................................................................................................................<br />
…………………………………………………………………………………………………………<br />
<br />
Insegnare la religione è un abuso di minori <br />
<br />
Questo post è il quindicesimo di una serie dedicata all'ultimo libro di Richard Dawkins, "The God Delusion" (L'illusione di Dio). Per visualizzare tutti i post della serie, cliccate sull'etichetta "L'illusione di Dio", nella colonna laterale del blog.<br />
<br />
Vorrei adesso saltare temporaneamente al capitolo nove, dove Dawkins articola una delle tesi più ardite del libro (tesi di paternità dello scienziato Nicholas Humphrey): indottrinare i bambini andrebbe considerato un abuso di minori. Dovremmo riconoscere il diritto dei figli a non avere le loro menti danneggiate dalla superstizione, e di conseguenza dovremmo abbandonare l'idea che i genitori abbiano il diritto di insegnare ai figli ciò che vogliono. Ad esempio, l'inferno: vedremo infatti nel seguito questa testimonianza:<br />
Essere toccata dal prete mi lasciò semplicemente un'impressione (nella mia mente di bambina di sette anni) di "stranezza", mentre la memoria della mia amica che andava all'inferno era una memoria di paura, fredda e smisurata. Non ho mai perso il sonno a causa del prete -- ma ho passato molte notti nel terrore che le persone che amavo andassero all'inferno. La cosa mi dava gli incubi.<br />
<br />
Pertanto la libertà del bambino di crescere senza avere la mente plagiata da sciocchezze, e di conoscere tutti i fatti, deve prevalere sulla libertà del genitore di insegnare ai figli ciò che vuole. <br />
<br />
Spero di non aver frainteso il pensiero di Dawkins, ma giudicherete voi stessi. Dawkins, comunque, arriverà a questa tesi per gradi, cominciando con la narrazione di un aneddoto.<br />
<br />
<br />
<br />
9.1 Infanzia, abuso e fuga dalla religione<br />
<br />
Comincio con un aneddoto proveniente dall'Italia del diciannovesimo secolo. Non voglio implicare che qualcosa di simile a questa brutta storia possa accadere oggi. Ma gli atteggiamenti mentali che essa descrive sono tristemente attuali, sebbene i dettagli pratici non lo siano. Questa tragedia umana del diciannovesimo secolo mette in luce -- una luce impietosa -- l'atteggiamento religioso attuale verso i bambini.<br />
<br />
Nel 1858 Edgardo Mortara, un bambino di sei anni nato da genitori ebrei che vivevano a Bologna, fu legalmente sequestrato secondo la legge papale sotto l'ordine dell'inquisizione. Edgardo fu trascinato via forzatamente dalla sua madre in lacrime e padre distrutto per andare nei catecumeni (luogo per la conversione di ebrei e musulmani) a Roma, e da quel momento in poi fu cresciuto come cattolico romano. A parte alcune brevi visite occasionali sotto stretta sorveglianza del clero, i suoi genitori non lo videro mai più. La storia viene narrata da David I. Kertzer nel suo ammirevole libro " il rapimento di Edgardo Mortara".<br />
<br />
La storia di Edgardo non era affatto inusuale nell'Italia di quel tempo, e la ragione di questi rapimenti perpetrati dai preti era sempre la stessa. In ogni caso, il bambino era stato segretamente battezzato in qualche data precedente, di solito da una nutrice cattolica, e l'inquisizione in seguito era venuta a conoscenza del battesimo. Una parte centrale del sistema di credenze cattolico romano era che, una volta che un bambino fosse stato battezzato, quantunque informalmente e clandestinamente, quel figlio era irrevocabilmente trasformato in un cristiano. Nel loro mondo mentale, permettere ad un "bambino cristiano" di restare con i suoi genitori ebrei non era un'opzione, e conservarono questa posizione bizzarra e crudele in modo saldo, e con la sincerità più totale, di fronte all'indignazione di tutto il mondo. Quest'indignazione diffusa, tra l'altro, fu liquidata dal quotidiano romano "civiltà cattolica" come dovuta al potere internazionale dei ricchi ebrei -- suona familiare, non è vero?<br />
<br />
A parte la pubblicità che suscitò, la storia di Edgardo Mortara era interamente rappresentativa di molte altre. Tempo prima egli era accudito da Anna Morisi, una ragazza cattolica quattordicenne di poca cultura. Lui si ammalò e lei cominciò a temere che potesse morire. Essendo stata cresciuta nella credenza che un bambino, che morisse non battezzato, avrebbe sofferto per sempre all'inferno, chiese aiuto ad un vicino cattolico che le insegnò ad effettuare un battesimo. Ella tornò in casa, versò dell'acqua di secchio sulla piccola testa di Edgardo e disse "io ti battezzo nel nome del padre del figlio e dello spirito Santo". Tutto qui. Da quel momento in poi, Edgardo era legalmente un cristiano. Quando i sacerdoti dell'inquisizione appresero dell'incidente anni dopo, agirono in modo pronto e deciso, senza preoccuparsi delle angosciose conseguenze della loro azione.<br />
<br />
Sorprendentemente per un rito che ha un significato fondamentale per un'intera comunità, la Chiesa cattolica permise (e ancora permette) a chiunque di battezzare chiunque altro. Né il bambino, né i parenti, né nessun altro deve consentire al battesimo. Non c'è bisogno di firmare niente. Non c'è bisogno di alcun testimone ufficiale. Tutto ciò che serve un po' d'acqua, qualche parola, un bambino indifeso, ed una baby-sitter superstiziosa a cui è stato lavato il cervello dal catechismo. Anzi, è necessaria solo l'ultima di queste cose perché, assumendo che il bambino sia troppo giovane per essere un testimone, chi lo potrebbe sapere? [who is even to know?] .Una mia collega americana che era stata cresciuta da cattolica mi scrive ciò che segue: "Battezzavamo persino le nostre bambole. Non ricordo che alcuni di noi battezzassero i nostri piccoli amici protestanti, ma senza dubbio questo è successo e succede ancora oggi. Rendevamo le nostre bambole delle piccole cattoliche, le portavamo in chiesa, davamo loro la comunione eccetera. Ci facevano il lavaggio del cervello per farci diventare brave madri cattoliche sin da piccole".<br />
<br />
Se le ragazze del diciannovesimo secolo erano anche lontanamente simili alla mia moderna corrispondente, è sorprendente che un caso come quello di Edgardo Mortara non fosse ancora più comune di così. Fatto sta che queste storie fossero terribilmente frequenti nell'Italia del diciannovesimo secolo, il che ci costringe a porre la domanda ovvia. Perché gli ebrei degli Stati papali assumevano servitori cattolici, dato il rischio notevole che poteva sorgere? Perché non facevano attenzione ad assumere servitori ebrei? La risposta, ancora una volta, non ha niente a che fare con il buon senso e tutto a che fare con la religione. Gli ebrei avevano bisogno di servitori la cui religione non proibisse loro di lavorare di sabbath. Una ragazza ebrea certamente dava garanzie che non avrebbe battezzato tuo figlio [..]. Ma non poteva accendere il fuoco o pulire la casa di sabato. Ecco perché, di tutte le famiglie ebraiche bolognesi che potevano permettersi dei servitori, la maggior parte li prendevano cattolici.<br />
<br />
In questo libro ho evitato deliberatamente di narrare nel dettaglio gli orrori delle crociate, dei conquistadores o dell'inquisizione spagnola. Le persone crudeli e malvagie si possono trovare in ogni secolo e per ogni idea. Ma questa storia dell'inquisizione italiana ed il suo atteggiamento verso i bambini è particolarmente rivelatrice della mentalità religiosa, e dei mali che sorgono specificamente perché è religiosa. La prima cosa notevole è la percezione delle menti religiose che un goccio d'acqua e una piccola formula magica possano totalmente cambiare la vita di un bambino, acquistando la precedenza sul consenso dei genitori, sul consenso del bambino stesso, sulla felicità del bambino stesso e sulla sua salute psicologica... sopra qualunque cosa che il normale buon senso e i normali sentimenti umani considererebbero importante. Il cardinale Antonelli in quel tempo lo spiegò in una lettera a Lionel Rothschild, il primo membro ebreo del Parlamento della Gran Bretagna, che aveva scritto per protestare sul rapimento di Edgardo. Il cardinale rispose che non aveva il potere di intervenire, ed aggiunse "qui sarebbe opportuno osservare che, se la voce della natura è potente, ancora più potenti sono i sacri doveri della religione". Beh, questo da solo dice tutto, no?<br />
<br />
La seconda cosa è il fatto straordinario che i preti, i cardinali e il Papa sembrano sinceramente non aver compreso quale terribile cosa stessero facendo al povero Edgardo Mortara. Sorpassa qualunque comprensione sensata, ma loro credevano sinceramente di stare facendo a lui qualcosa di buono, portandolo via dai suoi genitori e crescendolo come un cristiano. Si sentivano in dovere di proteggerlo! Un giornale cattolico negli Stati Uniti difese la posizione del Papa sul caso Mortara, affermando che era impensabile che un governo cristiano "potesse lasciare che un bambino cristiano fosse cresciuto da ebreo" ed invocando il principio della libertà religiosa, "la libertà di un bambino di essere cristiano e di non essere costretto con la forza ad essere ebreo... la protezione del bambino da parte del Santo padre, alla faccia di tutto il feroce fanatismo dell'infedeltà e della bigotteria, è la più grande manifestazione di grandezza morale che il mondo abbia mai visto da secoli". C'è mai stato un abuso più flagrante di parole come " costretto", " con la forza", " feroce", " fanatismo" e "bigotteria"? Eppure tutti gli indizi dicono che gli apologisti cattolici, dal papà in giù, credevano sinceramente che ciò che stavano facendo fosse giusto: assolutamente giusto moralmente, e giusto per il bene del bambino. Tale è il potere della religione (quella moderata, quella ufficiale, "mainstream") di piegare il giudizio e di pervertire l'ordinaria decenza umana. Il quotidiano "Il cattolico" fu sinceramente stupito dalla diffusa incapacità del mondo di capire quale magnanimo favore la Chiesa avesse fatto ad Edgardo Mortara quando lo salvò dalla sua famiglia ebraica:<br />
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[..]<br />
<br />
La terza cosa è la presunzione con la quale le persone religiose sanno, senza evidenza, che la fede in cui sono nati è l'unica vera fede, e tutte le altri sono aberrazioni o semplicemente false. Le citazioni di cui sopra danno degli esempi vivi di questo atteggiamento dal lato cristiano. Sarebbe molto ingiusto equiparare i due lati in questo caso, ma è appropriato notare che i Mortara avrebbero potuto immediatamente riavere indietro Edgardo, se solo avessero accettato il ricatto dei preti e avessero acconsentito ad essere battezzati loro stessi. Edgardo era stato rapito in primo luogo a causa di un goccio d'acqua e di qualche parola senza senso. Tale è la vacuità delle menti indottrinate dalla religione, che sarebbe bastato un altro paio di gocce d'acqua per invertire il processo. Per alcuni di noi, il rifiuto dei genitori indica testardaggine. Per altri, la loro posizione di principio li fa entrare a far parte della lunga lista di martiri di tutte le religioni nel corso dei secoli.<br />
<br />
[...]<br />
<br />
Quarta cosa, per continuare su questo tema, è l'assunzione che un bambino di sei anni possa avere una religione, indipendentemente se questa religione sia ebrea o cristiana o altro. Per metterla in un altro modo: certamente sembra assurda l'idea che battezzare un bambino inconsapevole, che non capisce nulla, possa di colpo trasformarlo da una religione all'altra -- ma sicuramente non è più assurdo dell'idea che un piccolo bambino possa appartenere a una qualunque religione, in primo luogo. Ciò che importava per Edgardo non era la "sua" religione (era troppo giovane per possedere opinioni ragionate sulla religione) ma l'amore e l'attenzione dei suoi genitori e famiglia; e lui fu privato di queste cose da alcuni preti celibi la cui grottesca crudeltà era mitigata solo dalla loro crassa insensibilità verso i normali sentimenti umani-- un'insensibilità che arriva fin troppo facilmente in una mente deviata dalla fede religiosa.<br />
<br />
Anche quando non c'è un rapimento fisico, non è forse un abuso di bambini l'atto di etichettarli come possessori di credenze che sono troppo giovani per avere? Eppure la pratica persiste ancora oggi, quasi senza che si metta in discussione. Metterle in discussione è il mio scopo principale nel seguito di questo capitolo.<br />
<br />
<br />
--------------------------<br />
<br />
<br />
La prossima sezione si intitolerà "abuso fisico e mentale". Come anticipazione di ciò che verrà, riporto alcune parole del grande scienziato Nicholas Humphrey:<br />
Dovremmo riconoscere ai bambini il diritto di non avere le loro menti mutilate dall'esposizione alle idee cattive di altre persone, [compresi i genitori]. I genitori non hanno alcun diritto dato da Dio di inculcare ai loro bambini i loro punti di vista personali: nessun diritto di limitare gli orizzonti della conoscenza dei loro bambini, di crescerli in un'atmosfera di dogmi e superstizione, o di insistere che seguano il percorso della loro fede.<br />
<br />
In breve, i bambini hanno un diritto a non avere le loro menti esposte a sciocchezze,e noi come società abbiamo il dovere di proteggerli da ciò. Quindi non dovremmo permettere ai genitori di insegnare ai loro figli a credere, ad esempio, alla verità letterale della Bibbia, o che i pianeti governino le loro vite, più di quanto dobbiamo permettere loro di fargli saltare i denti con un pugno o di chiuderli a chiave in cantina.<br />
Humphrey suggerirà anche che, finché i figli sono giovani, vulnerabili e bisognosi di protezione, la vera protezione morale è il tentativo onesto di indovinare ciò che sceglierebbero da soli se fossero abbastanza grandi per farlo.<br />
<br />
Dawkins racconterà anche di una persona (di religione Inca) che fu plagiata da un sacerdote a diventare vittima sacrificale ed afferma:<br />
Il punto di Humphrey -- che è anche il mio -- è che, indipendentemente se la vittima di quel sacrificio fosse volontaria o meno, c'è ragione di supporre che non avrebbe voluto quella cosa se fosse stata a conoscenza di tutti i fatti. Ad esempio, supponi che lei avesse saputo che il sole è davvero una palla di idrogeno, più calda di un milione di gradi Kelvin, che si converte in elio mediante fusione nucleare, e che si formò in origine dallo stesso disco di gas dal quale si condensò anche la Terra e tutto il sistema solare... allora, presumibilmente, costei non lo avrebbe venerato come un dio, e questo avrebbe alterato la sua prospettiva di essere sacrificata per propiziarlo.<br />
]]></description>
 <category>Fare l'Ateo</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=249</comments>
 <pubDate>Wed, 17 Jan 2007 15:02:38 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Un invito da Salman Rushdie</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=248</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070201-ansa_8067714_18370.jpg">Salman Rushdie</a></div>Leggendo il suo libro “Shalimar il clown” ho trovato queste righe che trovo sia un invito chiaro e mi piacerebbe raccoglierlo per costruire quello che lui ha ben descritto e che ora vi riporto: “ Oh giusto: un ostensorio. Sempre queste immagini religiose. Urgono nuove immagini. Immagini per un mondo senza dio. Finchè il linguaggio della miscredenza non si fosse messo in pari con tutta questa santità, finchè non ci fosse stata una misura sufficiente di poesia e iconografia irreligiosa, questi santi echi non si sarebbero mai spenti, non avrebbero mai perso il loro problematico potere, anche su di lei”. È un’esigenza reale, che tutti avvertiamo quella di rimuovere anche dal linguaggio le immagini sacre che spesso sono così dolorose e sociologicamente castranti. Trovo che se preso anche a livello di gioco sia divertente e soprattutto molto utile per liberarci da “questi santi echi”.<br />
<br />
 asta la vista ostia!]]></description>
 <category>Fare l'Ateo</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=248</comments>
 <pubDate>Wed, 17 Jan 2007 15:01:36 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>i preti fatti in Cina</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=247</link>
<description><![CDATA[Un sonetto dopo tanti mesi<br />
<br />
Ispirato da un articolo apparso qualche mese fa sul “Vernacoliere” vi trasmetto per una risata questo nuovo sonetto:<br />
I preti fatti in Cina<br />
<br />
Dappertutto li han nascosti<br />
oltretutto a bassi costi<br />
han misure un po’ ridotte<br />
ma alla fin chi se ne fotte<br />
<br />
stiam parlando di pretini<br />
sono tutti cinesini<br />
per le nostre sacrestie<br />
sottoposte a carestie<br />
<br />
perché senza vocazioni<br />
nelle nostre processioni<br />
oramai ci son più santi<br />
che preti e don là davanti<br />
<br />
l’infelice soluzione<br />
non è nata da un coglione<br />
ma da un fior di cardinale<br />
ora è sul trono papale<br />
<br />
il tedesco è uno di fede<br />
non lo prendi in contropiede<br />
ha davvero fantasia<br />
s’è inventato il “made in Asia”<br />
<br />
sono piccoli anche di mani<br />
quasi quanto i sette nani<br />
e non rompono i coglioni<br />
pregan come dei secchioni<br />
<br />
sanno poco della chiesa<br />
ma non vantano pretesa<br />
d’assaggiar del mille l’otto<br />
mangian solo del risotto<br />
<br />
così il papa Benedetto<br />
anche un po’ per far dispetto<br />
vuol lanciare una campagna<br />
“dentro il riso fuori la lasagna”<br />
<br />
ma i suoi storici aiutanti<br />
che non son proprio santi<br />
gli hanno detto con rispetto<br />
sei sicuro Benedetto?<br />
<br />
Già ci tocca benedire<br />
dire un sacco di preghiere<br />
se ci togli la lasagna<br />
la nostra fede poi ristagna<br />
<br />
e poi questi cinesini<br />
sono un po’ delicatini<br />
hanno carica un po’ corta<br />
la batteria è presto morta<br />
<br />
sarà bene che  ti affretti<br />
chiama presto i tuoi valletti<br />
dì ai baciapile  in parlamento<br />
di inventar l’8 per cento.<br />
<br />
<br />
asta la vista ostia!]]></description>
 <category>Arte, spettacolo, divertimento</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=247</comments>
 <pubDate>Wed, 17 Jan 2007 14:59:22 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Prossima riunione del Circolo UAAR di Bergamo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=245</link>
<description><![CDATA[Il nostro prossimo incontro è fissato per giovedì 18 gennaio, alle ore 21, come al solito presso il "Mutuo Soccorso", in Via Zambonate 33, a Bergamo. <br />
La riunione è aperta ai simpatizzanti.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=245</comments>
 <pubDate>Tue, 9 Jan 2007 15:36:41 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>I DIRITTI LAICI</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=242</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070107-Epicurus-Meaning-of-Life.jpg">Epicuro</a></div><i>“il diritto secondo natura è simbolo di ciò che è utile a non recare ne ricevere reciprocamente danno”</i> - Epicuro  <br />
<br />
Se ne parla martedì <b>23 gennaio </b>alle <b>ore 21 </b>presso "<b>Il Caffè Letterario</b>" (Bergamo Via S. Bernardino n. 53).<br />
<br />
<font color=green>Saranno presenti tra gli altri</font>:Evaristo Agnelli, Agostino Agostinelli,  Daniela Amati, Cristina Arrigoni, Bitta Astori, Maria Teresa Azzola, Manuela Bandini,Pietro Barbetta, Luigi Battaglia, Lele Belotti, Rosita Berlanda Fogaroli, Rita Bianchin, Silvia Gadda, Giovanna Bonifazi Gaddari,  Giulio Orazio Bravi, Matteo Cappato, Marta Castagna,  Riccardo Ceriani, Mauro Ceruti, Luigi Cordioli, Roberto Cremaschi, Claudio Crescini, Walter Fornasa, Kerstin Gandini, Artemisio Gargantini, Marcello Gibellini,  Dario Guerini, Valter Grossi, Mauro Gruber, Diego Maria Guizzetti,  Maurizio Laini, Valentina Lanfranchi, Laura Latini, Francesca Leidi Fontana, Ivo Lizzola, Michele Luccisano, Gianelia Luzardi, Vanni Maggioni,   Silvio Magni, Maurizio Martina, Sandro Medolago, Claudio Merati, Nobile Michele, Luciano Ongaro, Christiane Perato,  Adriano Pirotta, Edmondo Raffaelli, Matteo Rossi, Lucia Ruggeri Daneri, Armanda Ruggeri Medolago, Fabio Rustico, Ave Sozzi, Roberto Spagnolo, Giorgio Tirinzoni, Graziella Valvassori.<br />
<br />
Aderiscono: Marcello Saponaro, Giovanna Vertova, Carlo Zavaritt <br />
]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=242</comments>
 <pubDate>Sun, 7 Jan 2007 11:50:54 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Arcene Laica</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=241</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070107-cimiteroislamico.jpg">Cimitero islamico</a></div><br />
direttamente dalle "ultimissime" del sito uaar nazionale:<br />
<br />
Accade ad Arcene, piccolo comune di poco più di 4mila abitanti vicino a Bergamo, dove l´amministrazione locale, espressa da una lista civica di centrosinistra, ha deciso di edificare nel cimitero una sorta di famedio privo di simboli religiosi, sostituiti da astratte figure geometriche, un triangolo, un quadrato, un cerchio. <br />
Una scelta che si vuole politically correct, nel rispetto di ogni credo, dall´islam all´ebraismo. Una scelta che ha fatto rumore, e non poco…<br />
<br />
Ad Arcene, il parroco ha civilmente protestato, l´opposizione si è civilmente opposta, chiedendo a gran voce di inserire una croce. Niente da fare. Il consiglio comunale, a maggioranza, ha bocciato la proposta, sostenendo di voler così manifestare il dovuto rispetto verso i defunti non cristiani.<br />
]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=241</comments>
 <pubDate>Fri, 5 Jan 2007 18:47:23 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Riportato da Bergamoblog</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=240</link>
<description><![CDATA[Il Consiglio Superiore della Magistratura “boccia” l’esposizione dei crocefissi nelle aule giudiziarie .<br />
<br />
Finalmente hanno tolto il crocifisso dalla sala delle udienze della Corte costituzionale; è una sala pubblica per tutti i cittadini italiani, che siano ebrei, cattolici, protestanti, musulmani, buddisti, senza religione, atei, comunque la pensino, quindi non si vede perché dovrebbe essere marcata dal simbolo di una religione. Il presidente della Corte costituzionale in carica l’estate scorsa, cattolico praticante, ha deciso di togliere il crocifisso!<br />
Il CSM “boccia” poi esplicitamente le sentenze del TAR del Veneto e del Consiglio di Stato che hanno legittimato l’esposizione dei crocifissi nelle scuole per la loro supposta valenza “culturale”: “anche a poter condividere la tesi del significato meramente culturale del crocifisso -chiarisce il CSM- il problema della libertà di coscienza e del pluralismo si sposterebbe dal terreno esclusivamente religioso a quello appunto culturale, ma non sarebbe risolto, in quanto dai principi costituzionali in precedenza individuati deriva che l’amministrazione pubblica non può scegliere di privilegiare un aspetto della tradizione e della cultura nazionale, sia pure largamente maggioritaria, a discapito di altri minoritari, in contrasto con il progetto costituzionale di una società “in cui hanno da convivere fedi, culture e tradizioni diverse” (Corte Cost., n. 440 del 1995)”. ]]></description>
 <category>Croce/via</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=240</comments>
 <pubDate>Mon, 1 Jan 2007 05:41:36 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Pomeriggio anticlericale</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=235</link>
<description><![CDATA[Nell'ambito  di una serie di iniziative organizzate da UNDERGROUND - Spazio anarchico (Via Furietti, 12/b - Bergamo - quartiere Malpensata) sabato 16 dicembre, alle ore 16, verrà presentata la rivista anticlericale "Liberamente"; saranno presenti Chiara Gazzola e Walter Siri, redattori della rivista.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=235</comments>
 <pubDate>Sat, 16 Dec 2006 08:48:56 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Per chi suona la campana?</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=234</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20061214-campane.jpg">Campane</a></div><br />
<br />
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:<br />
<br />
<i>"Ho avuto la disavventura di comprare casa nelle prossimità di una chiesa in un paese in provincia di Bergamo e sto vivendo una situazione di totale depressione.</i><br />
<i>Il parroco infatti si diletta a suonare le campane dalle 7:00 di mattina fino alle 21:00 senza alcun riguardo per il riposo pomeridiano o mattutino ma soprattutto con durate di “scampanate” anche oltre i 20-25 minuti nell’arco di un’ora. Inutile dire che il rumore è assordante. Ho provato a parlargli ma la sua unica risposta è stata “vada a vivere da un’altra parte”.<br />
<br />
Ho seguito il vs consiglio e ho provato a contattare l’Asl che a sua volta mi ha rimandato all’Arpa di Bergamo. Qui mi hanno detto che non lavorano su incarico di privati ma solo su richiesta di Enti Pubblici e, nel mio caso, del Sindaco del mio paese (attesa di 14 mesi prima di effettuare l’uscita).<br />
<br />
Ho fatto richiesta al Sindaco più volte, a mezzo raccomandata, ma ogni volta si è rifiutato di dare seguito alla mia richiesta di procedere a verificare l’intensità sonora delle campane. Mi ha freddamente risposto di “essere più tollerante” e in altre parole di non rompere.<br />
<br />
Stando così le cose mi sento del tutto impotente di fronte a tanta prepotenza. Vivo male la mia casa e non riesco a dormire nel fine settimana dopo 5 giorni passati a lavorare duramente.<br />
<br />
Cosa posso fare? Avete pensato di creare un servizio di consulenza legale (ovviamente a pagamento) su tematiche comuni?<br />
<br />
Io ho provato a contattare un avvocato ma mi ha risposto “.. le campane è giusto che suonino! Non mi metto contro la chiesa”.<br />
<br />
Il senso è che se esiste un fronte comune forse si può cercare di risolvere qualcosa, altrimenti addio speranza e continuiamo a sopportare le prepotenze della chiesa e degli amministratori locali conniventi.<br />
<br />
Spero di trovare in voi un aiuto. Grazie mille"</i><br />
<br />
<br />
La lettera è firmata. <br />
<br />
Il servizio SOS Laicità dell'UAAR si sta interessando della cosa ed ha attivato i legali della nostra associazione.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=234</comments>
 <pubDate>Thu, 14 Dec 2006 20:30:43 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Veglia per e con Piergiorgio Welby</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=233</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070201-welby4_inf--200x200.jpg">Piergiorgio Welby</a></div>Sabato 16 dicembre, a partire dalle ore 21 si terra' una veglia in favore di Piergiorgio Welby in diverse città italiane.<br />
Al momento in cui scrivo Bergamo non rientra nell'elenco delle città che hanno già deciso di organizzarla e mi chiedo se qualche socio uaar bergamasco non sia disposto ad attivarsi per colmare la lacuna (le istruzioni sono sul sito www.lucacoscioni.it).<br />
Per chi, come il sottoscritto, appartiene alla "parrocchia" lecchese, segnalo che a Lecco la veglia si svolgerà nei pressi dell'Ospedale Manzoni.  <br />
]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=233</comments>
 <pubDate>Thu, 14 Dec 2006 19:03:28 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Ateo vuol dire...</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=230</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070201-pacs_14012006.jpg">PACS</a></div>Io vorrei dare un piccolo contributo solo per ribadire (qualora ce ne fosse bisogno), che essere ateo non vuol dire automaticamente essere a favore di tutto ciò cui solitamente la Chiesa o la cultura cattolica e/o altre religioni sono contrarie.<br />
<br />
Ho infatti letto la lettera della ns. associazione al Sindaco di Bergamo, la quale apre con la tematica delle registrazione delle coppie di fatto e dei pacs.<br />
<br />
E mi chiedo, a questo punto, se essere atei voglia dire per forza sostenere questo tipo di iniziativa: ovvero, perchè un ateo dovrebbe essere a favore delle coppie di fatto (cioè, omosessuali)?<br />
<br />
Non credo serva Dio per poter essere anche contrari a questo tipo di organizzazione sociale; la religione ha spesso fissato riti e tradizioni che le erano precedenti, e non bisogna "buttare il bambino con l'acqua sporca".<br />
<br />
Un ateo può anche voler difendere un certo "ordine della natura": se una coppia non può riprodursi e portare avanti il discorso evolutivo/di sopravvivenza della specie, perchè dovremmo riconoscerle gli stessi diritti delle "coppie naturali"?<br />
<br />
Negare Dio non vuol dire negare una certa "organizzazione necessaria" dell'esistente, intesa come leggi comunque agenti e interagenti con il ns. mondo e la ns. società.<br />
<br />
Saluti a tutti.<br />
<br />
il neo-associato Alessio.]]></description>
 <category>Fare l'Ateo</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=230</comments>
 <pubDate>Wed, 6 Dec 2006 17:30:47 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Incontro con il Sindaco di Bergamo - comunicato stampa</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=222</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20061124-sindacobruni.gif">Avv. Roberto Bruni - Sindaco di Bergamo</a></div><br />
<br />
Il  24/11/2006 i rappresentanti del Circolo di Bergamo dell’UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) hanno incontrato a Palazzo Frizzoni il Sindaco della città, Avv. Roberto Bruni.<br />
<br />
L’incontro nasce a seguito della <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=197')">lettera</a> spedita dall’UAAR all’inizio dello scorso mese di ottobre a tutti i componenti del Consiglio comunale, lettera che solo “Il Bergamo” ha ritenuto di dover pubblicare e a cui solo i Consiglieri di Alleanza Nazionale hanno sinora dato risposta.<br />
Le nostre richieste riguardavano l’istituzione di un Registro delle coppie di fatto, i riti civili, la rimozione di simboli religiosi dagli Uffici comunali, la celebrazione del XX Settembre.<br />
<br />
Durante l’incontro, franco e cordiale, il Sindaco ci ha dato risposte puntuali ma purtroppo non sempre rispondenti alle nostre aspettative.<br />
<br />
Per ciò che riguarda il riconoscimento delle coppie di fatto, constatata la diversità dei punti di vista esistenti in seno alla maggioranza, il Sindaco comunica che non prenderà personalmente alcuna iniziativa. Da parte sua il Circolo UAAR di Bergamo preannuncia una raccolta di firme al fine di ottenere, ai sensi dell’art. 63 dello Statuto comunale, l’avvio di interventi in tal senso da parte dell’Amministrazione.<br />
<br />
Una buona notizia riguarda invece l’allestimento di una struttura di commiato, aperta anche ai laici e ai non credenti presso il Cimitero civico, la cui realizzazione procede di pari passo con quella del nuovo forno crematorio. Il progetto verrà discusso a breve, probabilmente entro la fine dell’anno; la realizzazione dell’opera dovrebbe compiersi nel 2008.<br />
<br />
Il Sindaco ci informa che per la celebrazione dei matrimoni civili a Palazzo Frizzoni è disponibile su richiesta, oltre alla Sala Caccia, anche la più capiente Sala Consiliare e che in prospettiva, dopo il restauro della struttura, potrà rendersi disponibile anche una sala del Teatro Donizetti; sarà cura degli Uffici preposti dare maggiore pubblicità alle diverse possibili soluzioni. <br />
<br />
A proposito dell’esposizione di crocifissi nei locali degli Uffici comunali il Sindaco rimanda alla normativa vigente. A parere dell’UAAR le interpretazioni correnti di una norma risalente a quasi un secolo fa, che tra l’altro prevede anche l’esposizione del ritratto del Re, sono legittimamente contestabili ed ha anzi avviato concrete iniziative al riguardo.<br />
<br />
In merito alla celebrazione del XX Settembre il Sindaco si manifesta sensibile alla nostra richiesta e garantisce la sua attenzione anche rispetto ad altre iniziative che il nostro Circolo preannuncia di voler  prendere, in particolare per il Darwin Day, per cui verrà chiesto il patrocinio da parte dell’Amministrazione comunale.<br />
<br />
<br />
Bergamo, 24 novembre 2006.<br />
<br />
Il Coordinatore del Circolo di Bergamo dell’UAAR]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=222</comments>
 <pubDate>Fri, 24 Nov 2006 17:20:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Tra il Cristo e la dinastia Savoia - storie di crocifissi in Val Seriana</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=219</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20061121-vittorioemanueleIII.jpg">Vittorio Emanuele III</a></div><br />
La laicità è un bene prezioso e la Corte Costituzionale ne ha fatto un principio supremo nel 1993. Per chi opera nella scuola, essa si realizza anche attraverso l’articolo 97 della Costituzione, secondo cui l’amministrazione pubblica è imparziale.<br />
Un’istituzione pubblica di natura formativa, come è la scuola, deve ancor più tutelare il principio della libertà di coscienza, senza che punti di vista religiosi parziali s’arroghino la titolarità di veicolare Valori e Regole Morali. Che ci si debba vicendevolmente accettare, sopportare, tollerare lo dice, in sostanza, qualsiasi religione. Che si debba ammazzare qualcuno in nome di Dio lo dicono oggi, ormai, solo Bush, Bin Laden e chi ne segue la logica; da decenni, invece, il diritto nazionale e internazionale ci insegnano quant’è brutto imporre a qualcuno la propria religione: tale imposizione, infatti, è solita produrre violenza e morte. La convenienza di una pacifica convivenza è in genere il frutto delle brutalità seguite ad imposizioni storiche di tal genere.<br />
Uno scenario di globale “scontro di civiltà” è alle spalle di un grottesco episodio di intolleranza che si registra in un Istituto superiore della Valle Seriana, a pochi km. da Bergamo, in un territorio dove si registra un alto numero di adoratori del dio Po, tra i più devoti difensori della nostra identità celto-cattolica. <br />
Quella che segue è la sintesi di una vicenda che si snoda tra protocolli, uffici (Ministero della Pubblica Istruzione, Ufficio scolastico regionale, Provveditorato, Avvocatura dello Stato, CGIL di Bergamo, Giudice del Lavoro) e la vita concreta di una scuola del profondo Nord. <br />
Esiste una Nota del Ministero dell’Istruzione, firmata dall’attuale sindaco di Milano, che “raccomanda” (“obbliga”?, “invita”?) al rispetto della Direttiva 2666, sempre della stessa ex-Ministra, nella quale Ella rende esecutivi, ai livelli inferiori della burocrazia (= le singole scuole), alcuni propri, personali, desideri: vedere il Cristo crocifisso in ogni aula e creare in ogni scuola uno spazio affinché, finite le lezioni, chiunque possa meditare su o pregare il proprio dio. La Nota che si propone di rendere esecutiva la bizzarra Direttiva si limita a ricordare che è ancora vigente e non modificato l’articolo 118 del Regio Decreto 967 del 1924: “Ogni Istituto ha la bandiera italiana. Ogni aula il Crocifisso ed il ritratto del Re”.<br />
Esiste una scuola in Valle Seriana, in cui un Dirigente particolarmente devoto ha atteso il Natale del 2004 per trapanare al muro di ogni aula il crocifisso, per altro assente dall’Istituto fino al 2002, fino a quando, cioè, la Provincia, che fornisce gli arredi scolastici, non s’è ricordata dell’esistenza del regio decreto.<br />
Nella scuola, non esiste l’aula interconfessionale voluta dalla Ministra. Invece esiste l’aula di religione, che ha avuto il privilegio di risultare immune dal trapano del preside. Dunque, gli studenti che si avvalevano dell’insegnamento della religione cattolica erano gli unici in Istituto a godere della laica imparzialità dell’Amministrazione Pubblica. Il privilegio è durato sei mesi: nell’estate del 2005, si è rimediato al ridicolo paradosso.<br />
In questa scuola, un insegnante ha pensato che lo Stato italiano, per il quale lavora, non può imporre ai propri dipendenti ed ai propri utenti il simbolo di una confessione religiosa; egli ritiene che a Gesù Cristo non piacerebbe vedersi avvitato col trapano in nome di una norma regia che lo mette in compagnia del Savoia; nemmeno piacerebbe, a Gesù Cristo, l’idea di vedersi imposto a chicchessia, né di vedersi difeso da chi soffia ogni giorno sull’odio tra culture (Calderoli, Borghezio …)<br />
La vicenda è attualmente all’esame del Tribunale del Lavoro di Bergamo, che il prossimo 8 marzo 2007 inizierà l’esame dei primi testimoni. Al Tribunale si è rivolto quell’insegnante, dopo aver inutilmente cercato di prenotare a tempo indeterminato l’aula di religione, la più laica dell’Istituto.<br />
Sono seguite una sanzione (impugnata e annullata anche grazie all’intervento della FLC-CGIL di Bergamo), un’ispezione per incompatibilità ambientale (risoltasi in un nulla di fatto) e un po’ di vita difficile sul luogo di lavoro. Queste azioni hanno consigliato all’insegnante che è meglio lasciare il crocifisso dov’è ed è preferibile applicare la Legge. Per questo, da un anno, insegna col ritratto di Vittorio Emanuele III alle spalle, in attesa che il Ministro Fioroni risponda ad una serie di quesiti nel frattempo inviati per via amministrativa, ed attualmente all’esame della Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici; tra questi, oltre all’ovvia domanda se un insegnante di una scuola statale sia obbligato a svolgere la propria professione al cospetto di simboli religiosi, vi è infatti la seguente questione: di quale Savoia mi costringete ad esporre il ritratto? Resto in attesa della risposta.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=219</comments>
 <pubDate>Tue, 21 Nov 2006 13:42:56 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Eutanasia - Petizione al Parlamento italiano</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=220</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20061121-logoassociazionelucacoscioni.jpg">Associazione Luca Coscioni</a></div><br />
Firma e fai firmare la petizione e inviala (con la seconda firma per il consenso al trattamento dei dati personali) all'Associazione Coscioni via fax allo 0668805396 o scannerizzata via email a <a href="mailto:info@associazionecoscioni.org">info@associazionecoscioni.org</a> o via posta a: Associazione Coscioni, Via di Torre Argentina, 76 - 00186, Roma - <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.lucacoscioni.it')">www.lucacoscioni.it</a><br />
<br />

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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20061121-petizioneeutanasia.pdf')">Scarica il modulo</a><br />
]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=220</comments>
 <pubDate>Sat, 18 Nov 2006 16:43:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Riunione del Circolo UAAR di Bergamo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=215</link>
<description><![CDATA[La nostra prossima riunione è fissata per <b>giovedì 16 novembre</b>, alle <b>ore 21</b>, come al solito presso il "<b>Mutuo Soccorso</b>", in Via Zambonate 33, a Bergamo.<br />
<br />
All'ordine del giorno:<br />
- incontro del 24/11 con il Sindaco Bruni;<br />
- contatti con altre realtà locali e ipotesi di iniziative comuni;<br />
- riunione nazionale dei Coordinatori dei Circoli;<br />
- aggiornamenti sulla vicenda Girelli;<br />
- indagine sulle proprietà immobiliari del clero;<br />
- incontro conviviale in occasione del solstizio d'inverno.<br />
<br />
La riunione è aperta ai simpatizzanti.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=215</comments>
 <pubDate>Fri, 10 Nov 2006 00:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Comune di Brescia - Ordine del giorno sui PACS</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=218</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20061124-PACS.jpg">PACS</a></div><br />
Nello scorso mese di ottobre il Consiglio Comunale di Brescia ha votato un <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.arcigaybrescia.it/odg30ottobre06modificato.htm')">Ordine del giorno </a>a sostegno di una legge sui Patti civili di Solidarietà (PACS) che ha ottenuto il sostegno di 15 consiglieri, 8 no e 1 astenuto. L'opposizione non ha partecipato al voto. <br />
]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=218</comments>
 <pubDate>Sun, 5 Nov 2006 11:39:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Crocifisso: la giustizia di Dio</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=217</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20061124-mastella-storace.jpg">Mastella e Storace</a></div><br />
<br />
3/11/2006 - Rai News 24<br />
Giustizia. Crocefisso in tribunale, Storace: Mastella mi ha assicurato azione disciplinare verso il giudice Tosti.<br />
"Il magistrato Luigi Tosti, meglio noto come il giudice anticrocefisso, subirà un'azione disciplinare disposta dal ministro della giustizia". E' il senatore Francesco Storace a rendere nota l'inziztiva del ministro di Grazia e Giustizia Clemente Mastella, al quale aveva rivolto una interrogazione lo scroso 3 ottobre.  <br />
<br />
Una vicenda nata nel 2005<br />
Per una coincidenza, un anno fa, la Cassazione depositò negli stessi giorni della condanna del tribunale dell'Aquila a sette mesi di reclusione emessa per omissione di servizio nei confronti del giudice Luigi Tosti, in "sciopero" contro il crocifisso in aula, le motivazioni del «no» alla richiesta dell'islamico Adel Smith di trasferire il processo che lo vede imputato, a Verona, per vilipendio alla religione cattolica. Anche Smith motivava la sua istanza per la presenza, in aula, del simbolo cristiano. La Cassazione motivò la sentenza rimandando alle attribuzioni del ministro della giustizia, il solo che può rimouvere il crocefisso dalle aule, perché questo simbolo è stato messo lì da una circolare ministeriale del Guardasigilli che, dal 1929, ne prescrive la presenza. <br />
<br />
Poiché la manutenzione degli uffici giudiziari e dei loro arredi è di stretta prerogativa del ministro di Giustizia - spiegò la Cassazione - è da escludere che un giudice, di qualsivoglia ordine e grado, possa prendere decisioni in proposito. Tosti, allora, formulò una richiesta scritta in tal senso indirizzata al ministero di Giustizia, motivandola con la presunta " emarginazione e la discriminazione che parte dei Cattolici attua ai danni degli atei, degli agnostici, degli ebrei, degli islamici, dei buddisti, degli evangelisti, dei valdesi, dei testimoni di Geova e di tutti coloro che si identificano in religioni diverse dalla loro". <br />
<br />
Storace: ora attendo provvedimenti <br />
"Il dottor Tosti  - ricorda Storace - aveva chiesto al ministro di far rimuovere i simboli religiosi da tutte le aule giudiziarie del Paese o, in alternativa, di esporre accanto al Crocefisso, tutti i simboli delle altre religioni assieme al simbolo dell'unione degli atei e agnostici razionalistici. Nel suo furore, Tosti aveva anche scritto il 5 settembre a Mastella la volonta' di non farsi processare - beato lui - da giudici partigiani e parziali. Di qui l'interrogazione per sollecitare provvedimenti disciplinari nei confronti di un cittadino che ricopre incredibilmente la carica di magistrato". <br />
<br />
"Mastella nella sua risposta - dice Storace - ha fatto sapere di aver immediatamente inoltrato alle competenti articolazioni ministeriali l'esposto presentato da Tosti, per svolgere gli opportuni accertamenti, al fine di valutare la violazione dei criteri di equilibrio e di misura, in guisa da compromettere la credibilità personale, il prestigio e decoro del magistrato, nonche' il prestigio dell'istituzione giudiziaria. Mastella si è infine riservato, all'esito di tali accertamenti, il promovimento dell'azione disciplinare nei confronti del magistrato".  ]]></description>
 <category>Croce/via</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=217</comments>
 <pubDate>Fri, 3 Nov 2006 17:54:46 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Perché non sono cristiano</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=212</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20070201-Bertrand_Russell.jpg">Bertrand Russell</a></div>Di seguito vi riporto un illuminante 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20061027-Russell.rtf')">estratto dal libro di Bertrand Russell</a> "Perché non sono cristiano" (titolo originale: Why I Am not a Christian, 1957 - traduzione di Tina Buratti - Tea editrice 1999). Se questa piccola parte ha destato in voi un interesse, fatemelo sapere che proseguirò con la trascrizione. Tuttavia vi consiglio vivamente di acquistare il libro e leggerlo nella sua completezza.<br />
]]></description>
 <category>Fare l'Ateo</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=212</comments>
 <pubDate>Fri, 27 Oct 2006 10:08:56 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Incontro con il Sindaco di Bergamo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=205</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20061124-palazzofrizzoni.jpg">Palazzo Frizzoni</a></div><br />
Il Sindaco Bruni, raccogliendo la richiesta contenuta nella nostra lettera, ci ha fissato un appuntamento per il 29 novembre. Ci auguriamo che l'incontro sia proficuo.<br />
<br />
Gli utenti registrati possono lasciare commenti o suggerimenti sia qui che nel Forum Pubblico.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=205</comments>
 <pubDate>Tue, 24 Oct 2006 18:31:39 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>A proposito della mancata approvazione di una mozione di solidarietà al papa...</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=209</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20061124-ratisbona.jpg">Ratisbona</a></div> Una sintesi e una valutazione di quanto successo durante e dopo quella "dannata" seduta del Consiglio Comunale in un 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20061026-lavoce061006.pdf')">articolo su &quot;La Voce&quot;</a> firmato da un nostro iscritto.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=209</comments>
 <pubDate>Sun, 22 Oct 2006 18:18:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Associazione Luca Coscioni - Eutanasia: nuove iniziative a novembre</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=208</link>
<description><![CDATA[Per il 18-19 novembre ci sarà ancora un week end di mobilitazione nazionale della Coscioni sull’eutanasia con tavoli di raccolta firme. E' intenzione degli organizzatori riuscire a farne almeno uno anche in provincia, oltre ai due canonici Bg bassa / Bg alta.<br />
<br />
Ulteriori informazioni e aggiornamenti su <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.lucacoscioni.it/taxonomy/term/182')">http://www.lucacoscioni.it/taxonomy/term/182</a><br />
<br />
<br />
<br />
]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=208</comments>
 <pubDate>Sat, 21 Oct 2006 19:45:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Petizione al Parlamento italiano perché affronti la questione eutanasia</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=203</link>
<description><![CDATA[A Bergamo, questo fine settimana, l’Associazione Luca Coscioni organizza due tavoli per la raccolta di firme a sostegno della <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.lucacoscioni.it/rb/petizione_odg_indagine_eutanasia.pdf')">petizione </a>al Parlamento italiano perché affronti la questione eutanasia:<br />
• Sabato 21 • h 10.00 - 19.00 in Largo Rezzara (c/o chiesa San Leonardo, tra via XX Settembre e piazza Pontida)<br />
• Domenica 22 • h 10.00 - 19.00 in Colle Aperto(tra l’ingresso a piazza Cittadella e i giardini pubblici)<br />
Per maggiori informazioni sull'iniziativa: <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.lucacoscioni.it/taxonomy/term/182')">http://www.lucacoscioni.it/taxonomy/term/182</a><br />
]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=203</comments>
 <pubDate>Fri, 20 Oct 2006 21:59:48 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>MILINGO IL DIAVOLO E NARCISO….</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=202</link>
<description><![CDATA[tratto da Bergamoblog<br />
Inviato da sadmin Lunedì, 09 ottobre 2006 ore 09:09<br />
Contributo di cortinovis<br />
 <br />
Il caso-Milingo ci invita a considerare il celibato dei preti oltre la superficialità della cronaca mondana. I fatti del giorno, realtà di Dio, Signore della storia, ci sollecitano ad andare oltre i luoghi comuni per “crescere in età e in grazia”. Proviamo a ricordarli :<br />
<br />
<br />
 1. Nonostante le asserzioni di principio, si continua a considerare la sessualità come intrinsecamente pericolosa, impura, cattiva, disdicevole per il funzionario del culto. Il piacere è considerato opera del diavolo, il femminile il più rovinoso concorrente di Dio. Non resta che temerlo fino a demonizzarlo. Non ci siamo liberati dal dualismo e dal manicheismo culturale, che vede la corporeità con gli occhiali neri. Eppure Dio continua a dire, “che tutto è buono”, che nulla è profano, impuro ai suoi occhi e a quelli di coloro che amano. “Non è ciò che entra nel corpo, ma ciò che esce dal cuore che inquina l’uomo”. <br />
<br />
2. Si usa ripetere, che il celibato dei preti è libero. Quale libertà se la loro scelta è condizionata al celibato? Come può essere libero chi viene coltivato in un ambiente, dove si fa di tutto per smaterializzarlo, sacralizzarlo, angelicizzarlo, distruggendo la sua umanità? Il clima di ossessione (“nega il tuo corpo”, “la donna è tentazione”, “le pulsioni sono peccato”), deterrenza (“se vieni meno, sei un Giuda traditore”), terrorismo psicologico in cui cresce il candidato, non annulla la sua capacità di scelta? Eppure i seminari minori chiusi in occidente, scoppiano di aspiranti nel terzomondo (nuova vittima della storia, che paga per i peccati del mondo e della Chiesa?) dove si continua ad applicare metodi, che si sono rivelati inumani e fallimentari. Reclutare, fare proselitismo di ragazzini per indottrinarli è, secondo i dettami dei diritti umani delle Nazioni Unite, un crimine contro l’umanità. Purtroppo la Chiesa non ha sottoscritto questo documento, perché sarebbe tenuta a non discriminare le donne e a non fare incetta di minorenni. <br />
<br />
3. Non è temerarietà indurre in tentazione dei giovani immaturi, i quali, fino a una certa età sono trascinati dall’ideale della salvezza delle anime (quindi dimenticano i corpi!) e poi, quando si fa sentire l’esigenza naturale della paternità, sono costretti a fare i conti con il proprio essere complementare con quello dell’altro sesso? E quindi si trovano, sprovveduti, a fare i conti con il Creatore, che ha dato loro il dono naturale di essere padri in carne ed ossa. Quale manuale, quali strumenti vengono forniti per affrontare la parete celibataria da sesto grado? Non è come mandarli in alta montagna senza l’equipaggiamento indispensabile? <br />
<br />
4. Se il celibato, come si suol dire, fosse un dono speciale, non sarebbe ingiusto e capriccioso quel Dio che lo dà a chi vuole, facendo distinzione di persone, privilegiando alcuni a scapito di altri? Se questo carisma fosse indispensabile per fare il presbitero, allora non sarebbe tenuto a darlo a tutti coloro che vi sono chiamati? 5. Non è abbastanza chiara la rivendicazione paolina al diritto degli apostoli di essere “accompagnati da una moglie” (1 Cor 9,5ss)? Perché non tornare alle origini, quando il presbitero era un anziano di provata virtù, designato dalla comunità, coltivato nel e dal popolo di Dio? La prassi apostolica non è una norma collaudata, più efficace della “legge canonica” valevole solo per i cattolici di rito latino? Perché ciò che vale per la chiesa di rito orientale non è valido per quella di rito latino? E i pastori protestanti che si convertono al cattolicesimo non continuano ad esercitare il ministero con moglie e figli? I preti con famiglia delle chiese clandestine dell’est (Cecoslovacchia, ecc.) sono forse diventati dei maniaci sessuali? <br />
<br />
6. Un terzo del clero abbandona. La perseveranza sta diventando eccezione, il lasciare, regola. Non è evidente che c’è più di qualcosa a monte, che non va? E l’umiliante vergogna (altro che pari dignità!) delle donne schiave dell’amore di un prete? E lo scandaloso crimine delle migliaia di preti pedofili, senza calcolare gli alcolizzati, i gay, gli alienati, quelli in cura psichiatrica, ecc. non induce a riflettere se vale la pena mantenere una norma canonica, cioè umana, semplicemente disciplinare? Non è troppo alto il prezzo del celibato? <br />
<br />
7. Si ha paura di imparare qualcosa dall’oriente, dove da secoli i monaci di altre religioni si votano alla castità temporanea o perpetua? Discutibile il principio di liberarsi da ogni desiderio, la cui frustrazione porta all’infelicità, ma almeno hanno sviluppato delle tecniche di auto-controllo (respirazione, meditazione trascendentale, ecc.), con le quali arrivano a gestire le pulsioni attraverso il dominio della mente e della psiche. <br />
<br />
8. Ormai i pastori vengono importati dall’est o dal sud del mondo, dove la carriera ecclesiastica è una promozione sociale, un’assicurazione per la vita. Come possono inculturarsi in un luogo così diverso da quello delle loro origini? Non imparano il peggio, da noi? La comunità locale non si potrebbe appellare alla prassi apostolica di scegliere i propri anziani (viri probati) per il servizio della fede, rifiutando i pastori stranieri? <br />
<br />
9. Nel vocabolario di Cristo non esiste la parola scomunica. Nella sua legge il fratello è sempre fratello, il figlio, sempre figlio. L’amore non è più ampio e più forte del limite umano? La storia delle reciproche scomuniche, degli scismi, delle inquisizioni, dei roghi e dei Santi Offizi non ci ha insegnato nulla? La dichiarazione universale dei diritti umani non è ancora arrivata in sacrestia? Un ex-prete non è sempre un Uomo, fenomeno più ampio del cristiano? A che chiedere perdono a questi e a quelli, se poi si discriminano coloro che fino a ieri erano chiamati fratelli? Con l’acqua sporca non si rischia di gettare via anche il bambino? <br />
<br />
Milingo, come tutti i figli di Adamo, compresi i prelati, non è esente da limiti, imprudenze, strumentalizzazioni. Ma il medico non dovrebbe cercare la medicina piuttosto che il castigo? Come mai il padre non scomunica il figlio prodigo, ma attende con ansia il giorno della festa? Chiesa di Dio, che ti dichiari esperta in umanità, non è ben più grave il peccato d’ingiustizia? Quando ti deciderai a condannare gli arricchiti alle spese degli impoveriti? Quando denuncerai l’ingiustizia strutturale dei popoli bianchi e cristiani, che usano i popoli del sud come i nuovi schiavi di un’economia di guerra infinita e globale? Quando scenderai dal piedestallo della casta per seguire Cristo, che ha scelto per palcoscenico solo una stalla e il Calvario, pur di farsi fratello e sorella dei diseredati? Non ha preferito farsi condannare piuttosto che condannare chiunque? Perché non disertare, finalmente!, le corti dei grandi per abbracciare i crocifissi senza strumentalizzare la loro croce? Come parlare di civiltà dell’amore se non pratichiamo la giustizia, non produciamo martiri per la salvezza dalla fame, dall’AIDS, dallo sfruttamento organizzato con le leggi di mercato? Alle vittime non interesserà tanto il caso-Milingo. Ma non hanno diritto di sapere da che parte stai e non solo a parole?<br />
<br />
Scrive l’Osservatore Romano il 27 Settembre: «La Santa Sede ha seguito con apprensione l’attività di Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Emmanuel Milingo, Arcivescovo emerito di Lusaka, con un’Associazione di sacerdoti coniugati. Tenuto conto della comprensione del Santo Padre verso quest’anziano vescovo, la Santa Sede ha atteso paziente l’evolversi degli eventi, che purtroppo hanno condotto l’Arcivescovo Milingo a una condizione di rottura della comunione con la Chiesa, prima con l’attentato matrimonio, poi con l’ordinazione di quattro vescovi domenica 24 Settembre a Washington. Per questo atto, l’Arcivescovo Milingo ed i quattro ordinati sono incorsi nella scomunica latae sententiae prevista dal canone 1382 del Codice di Diritto Canonico […]». Per ordinare un vescovo occorrono vari requisiti, a partire dalla nomina che spetta al Sommo Pontefice. Se il candidato non è ordinato dal papa, sarà consacrato per sua delega e decreto da tre vescovi, simbolo della collegialità apostolica. Più volte, i vescovi clandestini degli ex Paesi dell’Est comunista, si garantirono la successione senza osservare l’iter canonico per l’impossibilità che avevano a comunicare con Roma. In questi casi il Diritto Canonico definisce gli ordinati “illeciti ma validi”, ed appena è stato possibile la Santa Sede li ha sempre confermati. Il Caso Milingo è quanto di più fastidioso per la Santa Sede e quanto di più stuzzicante per i Dottori in Diritto Canonico. La consacrazione episcopale di quattro preti sposati, è illecita e valida, o illecita e invalida? Il vescovo che trasmette l’episcopato, a pena d’invalidità deve essere in possesso di tutte le sue facoltà mentali. Analizzando i trascorsi di questo vescovo dal 2001 a oggi, è possibile definirlo in grado d’intendere e volere? Mons. Milingo, eletto da Paolo VI Arcivescovo di Lusaka, nello Zambia, tocca l’apice della notorietà come esorcista, tanto da essere richiamato a Roma da Giovanni Paolo II. In Europa inizia a raccogliere folle ed a praticare esorcismi di massa, tra il disappunto di molti vescovi che gli proibirono di celebrare riti nelle loro diocesi.Pensate che Milingo sia meno vicino a Dio del Papa? Pensate che Milingo sia meno in Comunione con Cristo e con la Chiesa di Roma, rispetto al Papa?  Ha la coscienza pulita, si è posto coraggiosamente e SENZA IPOCRISIA vicino alla sofferenza umana.  Ha avuto un grande Coraggio, che penso gli derivi dalla sicurezza di essere nel giusto.  Si è mosso con una Forza che penso gli derivi da Dio.  Ha rivendicato dei diritti umani, come Cristo ha il coraggio di andare controcorrente rispetto a leggi umane, precetti di uomini, che non si conformano assolutamente  alla Legge di Cristo, alla Legge di Dio, allo Spirito, al Vangelo e alle Sacre Scritture nella loro interezza, per riaffermare tutte queste cose.Chi è più in comunione con la Chiesa di Roma : -chi amandola denuncia le cose che non si conformano al Vangelo, -o chi, amandola, accetta passivamente le cose che non si conformano al Vangelo?<br />
<br />
Ha detto Milingo alla conferenza stampa tenuta con i quattro vescovi<br />
“Io sono stato consacrato vescovo da Papa Giovanni Paolo II e ho consacrato come vescovi quattro uomini la cui consacrazione è lecita e valida”, “Non accettiamo la scomunica  e amorevolmente la rimandiamo al nostro amato Santo Padre, perché la riconsideri”. Milingo ha aggiunto di avere agito “come gli apostoli”, nel nominare i vescovi, e ha esortato papa Benedetto XVI a riaccogliere i preti sposati nella Chiesa cattolica. Il gesto è stato lo strappo finale nel lungo braccio di ferro tra Milingo e le autorità ecclesiastiche, cominciato nel 2001 quando si era unito in matrimonio a un’agopunturista coreana, Maria Sung, in una cerimonia celebrata a New York dal reverendo Moon. Il vescovo esorcista ha comunque sottolineato “l’intenzione di essere fedele alla Chiesa e di rispettare e onorare il Santo Padre”, che ha ringraziato per “il suo amore fraterno”. Nello stesso tempo, però, pur sostenendo di ritenersi ancora parte della chiesa, ha insistito sulla necessità che il Vaticano cambi direzione e richiami in servizio i preti sposati di tutto il mondo.I vescovi ’ribelli’ hanno ribadito più volte di ritenersi ancora all’interno della Chiesa cattolica e di non essere impegnati in uno scisma. Ma le condizioni elencate da Milingo sono apparse in netto contrasto con le parole di apparente disponibilità al dialogo. “Il nostro unico obiettivo - ha detto il religioso dello Zambia - è riportare il sacerdozio sposato nella Chiesa. L’età media dei preti è di circa 74 anni, in 20 anni resteranno pochi preti. Chi potrà portare i sacramenti e l’eucaristia alla gente?”. Milingo ha citato il caso degli scandali degli abusi sessuali come un segno di “ciò che è sbagliato” nella gerarchia cattolica e ha sostenuto che ci sono 150.000 preti sposati nel mondo che non possono esercitare il loro servizio “per colpa di una regola medievale della Chiesa che impone loro il celibato”.La Chiesa, ha incalzato Milingo, “ha sempre avuto preti sposati, era la norma per 12 secoli, 39 papi erano sposati: come madre, la Chiesa non può essere indifferente di fronte alla situazione dei preti sposati, che vengono invece umiliati”. “Chiediamo al Santo Padre - ha aggiunto l’ex arcivescovo - di richiamare questi sacerdoti, con dignità e onore: il matrimonio è un sacramento ed è una vocazione più alta del celibato”.]]></description>
 <category>Fare l'Ateo</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=202</comments>
 <pubDate>Mon, 9 Oct 2006 17:53:42 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>&quot;Il Bergamo&quot; ci dà spazio</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=201</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20061124-testatailbergamo.gif">Il Bergamo</a></div><br />
Sul numero di giovedì scorso, 5 ottobre, Il Bergamo pubblica una  al Sindaco e ai Consiglieri Comunali, l'Eco per ora non ne parla, probabilmente sta prendendo tempo in vista di un approfondito reportage.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=201</comments>
 <pubDate>Mon, 9 Oct 2006 07:42:57 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>La risposta dei Consiglieri Comunali di AN</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=198</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20061124-tentorio.jpg">Tentorio</a></div><br />
In via preliminare, riteniamo corretto e doverosamente trasparente confermarVi le rilevanti divergenze esistenti fra i programmi e le valutazioni del nostro Partito e della Vostra Associazione.<br />
Ciò non ci impedisce di rispondere analiticamente alle cinque richieste da Voi proposte, ritenendolo nostro dovere di amministratori della Città di Bergamo.<br />
<br />
1) Alleanza Nazionale è contraria all’istituzione del registro delle coppie di fatto e dei cosiddetti pacs. Siamo peraltro pronti a partecipare alla discussione dell’ordine del giorno relativo, presentato tempo fa al Consiglio Comunale.<br />
<br />
2) Segnaliamo che presso il Cimitero civico esiste una “struttura di commiato” per i laici e non credenti, in seguito ad una intesa in tal senso raggiunta durante la scorsa amministrazione (...) con le Chiese Evangeliche, consistente in un ampio spazio, dignitoso ed idoneamente attrezzato. Sicuramente si potrebbe fare meglio, ma rileviamo che nonostante ripetuti impegni del Sindaco e dell’allora Assessore Misiani non è stato fatto più nulla.<br />
<br />
3) Condividiamo pienamente l’opportunità di invitare i celebranti a tenere un breve discorso, se gradito dagli sposi, durante i matrimoni civili. Personalmente lo facciamo sempre. Ricordiamo che, oltre alla Sala Caccia, è disponibile anche il salone del Teatro Donizetti, sicuramente molto prestigioso.<br />
<br />
4) Alleanza Nazionale è del tutto favorevole all’esposizione nei locali pubblici di crocefissi e simboli cattolici.<br />
<br />
5) Il degno ricordo della ricorrenza patriottica del 20 settembre è una richiesta assolutamente condivisibile, perché essa rappresenta uno dei momenti salienti dell’unità d’Italia.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=198</comments>
 <pubDate>Fri, 6 Oct 2006 00:02:06 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Lettera al Sindaco, ai Consiglieri Comunali e alla stampa locale</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=197</link>
<description><![CDATA[<div style="text-align: right">al Signor Sindaco di Bergamo<br />
ai Sigg.ri Consiglieri del Comune di Bergamo<br />
e p.c. alla stampa cittadina</div><br />
Egregio Signor Sindaco, gentili Signori Consiglieri,<br />
<br />
Mi rivolgo a Voi a nome del Circolo di Bergamo dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR) di cui sono il Coordinatore.<br />
<br />
Consentitemi una breve presentazione.<br />
La nostra Associazione è presente con Circoli locali in tutta Italia, si è costituita di fatto nel 1987 e legalmente nel 1991. Sono in corso le pratiche per ottenere lo status di  Associazione di Promozione Sociale (APS).<br />
<br />
L’Associazione è apartitica e le sue finalità sono, in estrema sintesi: <br />
<br />
a)	la promozione della conoscenza delle teorie atee ed agnostiche <br />
b)	il sostegno alle istanze pluralistiche nella divulgazione delle diverse concezioni del mondo <br />
c)	la riaffermazione della laicità dello Stato <br />
d)	l’abolizione dei privilegi accordati ad Enti ed Associazioni cattoliche.<br />
<br />
Il comitato di presidenza della nostra associazione è composto da personalità note, quali: Laura Balbo, Margherita Hack, Piergiorgio Odifreddi, Valerio Pocar, Sergio Staino ed altri ancora.<br />
<br />
Notizie più dettagliate possono essere tratte dai siti Internet www.uaar.it e www.uaarbergamo.it o mediante la consultazione del periodico “L’Ateo”, bimestrale edito dalla nostra Associazione.<br />
<br />
Signor Sindaco, Signori Consiglieri,<br />
<br />
Vi scrivo per segnalare l’insoddisfazione della nostra Associazione per quanto (non) fatto finora da questa Amministrazione su temi a noi cari e, in particolare, per sollecitare una maggior attenzione su argomenti cui siamo, e spero siate, sensibili.<br />
<br />
Ci stupisce infatti che, nonostante l’orientamento politico di questa Amministrazione, capeggiata da un Sindaco dichiaratamente “laico”, non si siano fatti passi in avanti in tema di diritto della persona, in difesa della laicità delle istituzioni e di abolizione o almeno di ridimensionamento dei privilegi goduti dagli Enti o Associazioni cattoliche.<br />
<br />
Vi segnaliamo in specifico alcune nostre aspettative e richieste:<br />
<br />
1.	Il Consiglio Comunale non ha discusso il tema, dibattuto in tutti i principali Comuni d’Italia, della istituzione del Registro delle coppie di fatto e dei cosiddetti PACS. Ci risulta anzi che un ordine del giorno relativo all’istituzione del Registro delle coppie di fatto, presentato circa un anno fa, non sia stato ancora discusso.<br />
<br />
2.	Nella nostra città i funerali possono solo essere cattolici, nel senso che manca una struttura “di commiato” per laici e non credenti presso il Cimitero Civico. I cattolici possono usufruire della vasta chiesa sita all’interno della struttura, mentre i non credenti sono costretti sul piazzale, anche quando piove o nevica. Sappiamo che vi sono delle iniziative in corso, nel compiacermene Vi chiedo di volerne accelerare la realizzazione.<br />
<br />
3.	I matrimoni civili vengono celebrati nella bella ma angusta Sala Caccia mentre sarebbe opportuno poter disporre di un ambiente più vasto. I celebranti, Assessori e Consiglieri, sono a volte frettolosi e la cerimonia viene svilita dalla sua brevissima durata. Sarebbe opportuno invitare i celebranti a tenere un breve discorso, se gradito dagli sposi.<br />
<br />
4.	Nel Comune di Bergamo sono esposti svariati crocifissi e simboli cattolici. La nostra Associazione, con la campagna “scrocifiggiamoci”  sostiene, anche con iniziative  legali, il diritto di non sottostare, negli uffici pubblici, a qualsiasi simbolo religioso.<br />
<br />
5.	Non ci risulta che questa Amministrazione abbia mai degnamente ricordato la ricorrenza laica del XX settembre mentre le feste religiose vedono la costante presenza del Sindaco o di un Assessore in sua sostituzione. Chiediamo al Signor Sindaco ed ai Signori Consiglieri, anche attraverso la discussione di un apposito ordine del giorno, di provvedere adeguatamente per l’anno 2007.<br />
<br />
Come vedete i temi che Vi sottoponiamo sono numerosi e importanti. Le chiediamo, Signor Sindaco, Vi chiediamo, Signori Consiglieri, di assumere concrete iniziative a riguardo.<br />
<br />
Restiamo naturalmente a disposizione per un gradito incontro, nel quale potremo esporVi i nostri programmi e le nostre iniziative.<br />
<br />
Vi ringrazio per l’attenzione e, a nome di tutti gli associati, porgo distinti saluti.<br />
<br />
<br />
Bergamo, 1 ottobre 2006.<br />
<br />
<div style="text-align: right">Il Coordinatore del Circolo di Bergamo dell’UAAR</div>]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=197</comments>
 <pubDate>Wed, 4 Oct 2006 13:54:41 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Il programma delle attività del Circolo UAAR di Bergamo per il prossimo anno</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=200</link>
<description><![CDATA[I soci del Circolo di Bergamo, nella riunione del 24 settembre scorso, hanno concordato il programma delle attività per il prossimo anno. Il dibattito ha fatto emergere, oltre alla necessità di riproporre ed intensificare la nostra presenza, sia con banchetti o volantinaggi durante manifestazioni popolari e feste di partito, sia attraverso il sito Internet, l'obiettivo di <ul><li>ricercare, pur mantenendo la nostra individualità, un più stretto rapporto con quanti sul nostro territorio perseguono obiettivi vicini o almeno in parte coincidenti con quelli dell'UAAR;<br />
<br />
<li>individuare di volta in volta iniziative comuni, possibilmente molto visibili, a partire da un intervento di sensibilizzazione nei confronti dell'Amministrazione Comunale di Bergamo sui riti civili, sui PACS e più in generale sui diritti dei non credenti, proseguendo con l'organizzazione di qualche momento di riflessione e di discussione di alto profilo culturale (in occasione del Darwin Day o di altri momenti significativi) per finire con iniziative pacificamente "provocatorie" (celebrazione del XX settembre, concorso Mis Credente) da realizzarsi anche con modalità inconsuete e a forte impatto comunicativo (happening, teatro di strada,...);<br />
<br />
<li>sostenere concretamente il riconoscimento del ruolo di APS dell'UAAR dotando il Circolo di Bergamo della necessaria struttura (sede, telefono, ...);<br />
<br />
<li>verificare la fattibilità di altre iniziative quali: un'analisi sulle proprietà immobiliari facenti capo a enti religiosi, la regolare pubblicazione di un notiziario locale sul sito Internet, ricerche di carattere storico sulla laicità a Bergamo (con particolare riferimento al periodo risorgimentale).<br />
</ul>]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=200</comments>
 <pubDate>Sun, 1 Oct 2006 00:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Prossima riunione del Circolo di Bergamo: 24/9/2006</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=188</link>
<description><![CDATA[Tutti i soci e i simpatizzanti del Circolo di Bergamo sono invitati a partecipare alla prossima riunione che si terrà <b><font color=red>DOMENICA 24 SETTEMBRE</font> </b>alle <b><font color=red>ore 10</font></b>, come al solito presso il <b><font color=red>Mutuo Soccorso</font> </b>(Via Zambonate 33, Bergamo).]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=188</comments>
 <pubDate>Mon, 18 Sep 2006 10:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Segnalazioni</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=190</link>
<description><![CDATA[Serate intelligenti e interessanti a settembre e ottobre tra Bergamo e Milano...<br />
Venerdì 22 settembre - h 20.45 presso la sala del Mutuo Soccorso (a Bergamo in Via Zambonate 33) - organizzato da Centro Culturale NUOVOPROGETTO: dal laicismo allo spirito laico (tratterà il tema lo psichiatra Tullio Carere-Comes, presentato da Maria Teresa Azzola). Ulteriori informazioni su <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.nuovoprogetto.it/')">www.nuovoprogetto.it</a><br />
<br />
Giovedì 5 ottobre 2006 comincia un 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20060919-CasaCulturaMI2006.doc')">ciclo di incontri</a> alla Casa della Cultura di Milano, dedicato a dialoghi fra scienziati e umanisti. La scienza torna alla Casa della Cultura dopo molti anni, con una proposta “pluralista” di confronto e di superamento dei luoghi comuni anti-scientifici di tanta parte della filosofia italiana. In allegato il programma completo.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=190</comments>
 <pubDate>Mon, 18 Sep 2006 00:00:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Riceviamo e volentieri pubblichiamo...</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=189</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20060914-festaunitaitalia.jpg">Volantino</a></div><b><br />
La Festa (negata) dell'Unità d'Italia</b><br />
Perché il Venti Settembre venga ripristinato a Festa dell'Unità d'Italia. <br />
<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.radicalidisinistra.it/articolo.php?codice=285')">http://www.radicalidisinistra.it/articolo.php?codice=285</a><br />
<br />
<b>Mobilitazione</b><br />
I Radicali di sinistra lanciano l'appello per reintrodurre la Festa dell'Unità d'Italia <br />
<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.radicalidisinistra.it/articolo.php?codice=284')">http://www.radicalidisinistra.it/articolo.php?codice=284</a><br />
<br />
<b>Comunicato stampa</b><br />
Radicali di Sinistra per il ripristino della festa del Venti Settembre. Mobilitazioni per tutta la giornata del 20 settembre per il sostegno alla petizione che chiede il ripristino della ricorrenza <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.radicalidisinistra.it/comunicato.php?codice=47')">http://www.radicalidisinistra.it/comunicato.php?codice=47</a> <br />
]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=189</comments>
 <pubDate>Thu, 14 Sep 2006 22:01:37 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Ordine del giorno presentato al Consiglio Comunale di Bergamo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=192</link>
<description><![CDATA[Nell'allegato potete trovare l'
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20060921-odg_pacs_prc.doc')">OdG sui PACS</a> presentato dai consiglieri comunali del PRC.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=192</comments>
 <pubDate>Sat, 5 Aug 2006 22:46:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Siamo Eudemonisti !</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=185</link>
<description><![CDATA[Il nuovo statuto Uaar approvato a Bologna (vedi notiziario), indica al primo posto dell'articolo 2, dedicato ai valori, l'"eudemonismo".<br />
Un termine orribile che indica, al contrario, una situazione alquanto apprezzabile, e cioè lo stato di benessere e di felicità di colui che si trova sotto la tutela di un demone benevolo (dal greco Eudaimonia).<br />
  Demoni e spiritelli a parte, che non sono certo la nostra specialità, l'aver posto l'eudemonismo in pole position significa riconoscere, come già fece il vecchio Aristotele,  che il fine ultimo cui tende l'agire umano consiste nella felicità, che oggi potremmo tradurre in "Qualità della Vita".<br />
<br />
E questo puo' essere utile, in termini dialettici, per delineare e distinguere schematicamente il paradigma etico cui facciamo riferimento, detto appunto della "Qualità della Vita" da quello della dottrina cattolica, detto della "Sacralità della Vita".<br />
<br />
Di certo sentiremo parlare più di qualità della vita che di eudemonismo, ma visto che questo termine è entrato nel nostro statuto, chi si trova a proprio agio in veste di eudemonista, può tranquillamente immaginarsi intento ad esorcizzare con la ragione i demoni che ci minacciano la nostra libertà con prescrizioni arbitrarie ed assurdi divieti. <br />
<br />
Anzi, per la verità, più ci penso, l'idea di presentarmi come "eudemonista", e di vedere la faccia dell'interlocutore, non mi dispice affatto!<br />
<br />
<br />
]]></description>
 <category>Fare l'Ateo</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=185</comments>
 <pubDate>Tue, 1 Aug 2006 23:15:17 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Il nuovo Statuto dell&apos;&quot;Unione Atei&quot;</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=183</link>
<description><![CDATA[Il VII Congresso Nazionale dell'UAAR, svoltosi a Bologna il 2 luglio 2006, ha approvato 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20060719-statuto2006.pdf')">il nuovo Statuto</a>. <br />
<br />
Le modifiche apportate consentiranno l'iscrizione della nostra associazione al Registro Nazionale delle APS (Associazioni di Promozione Sociale): tale riconoscimento ci permetterà di godere dei diritti e delle agevolazioni previste dalla <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.studiomasson.it/supporto/documenti/noprofit/legge-383-2000/view')">Legge 383/2000</a> facilitando, ci si augura, la realizzazione delle nostre attività ed il raggiungimento degli scopi dell'associazione.<br />
<br />
Il Congresso straordinario ha anche stabilito di affiancare alla denominazione completa dell'associazione (<b>U</b>nione degli <b>A</b>tei e degli <b>A</b>gnostici <b>R</b>azionalisti) quella, sicuramente più facile, di <b>Unione Atei</b>.]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=183</comments>
 <pubDate>Wed, 19 Jul 2006 10:42:58 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>L&apos;Italia di oggi è uno Stato laico ?</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=182</link>
<description><![CDATA[a questa domanda ha cercato di rispondere Roberto Grandene, coordinatore del Circolo Uaar di Bologna, nella sua introduzione a un convegno organizzato nel capoluogo emiliano su iniziativa di alcune istituzioni locali.<br />
Un contributo importante il suo, per sintesi e chiarezza, uno sforzo di approfondimento opportunamente messo a disposizione degli altri circoli. <br />
Mi pare perfetto per stimolare un dibattito qui, nel nostro Forum Pubblico.<br />
<br />
Si può rispondere SI' alla domanda l'Italia (di oggi) è uno Stato laico?????<br />
<br />
La Corte Costituzionale si espresse su questa specifica questione dal 1989, dicendo addirittura che la laicità e' un principio supremo della nostra Costituzione (sentenza 203/1989) ossia una supernorma che sulla altre ha priorità, ma nella pratica, nella vita dei cittadini e in quella delle istituzioni, si può dire che ciò sia attuato?<br />
La mia risposta è NO.<br />
E come detto porterò esempi pratici.<br />
<br />
1) SOLDI: C'è un uso privilegiato di soldi pubblici da parte di alcune confessioni religiose, con esclusione di altre e di tutte le associazioni filosofiche non confessionali.<br />
Sto parlando dell'8x1000, vera “tassa di religione”, attraverso la quale la CEI può disporre di circa UN MILIARDO di EURO l'anno prelevati dalle casse dello stato (circa 2000 miliardi delle vecchie lire, cioè una “manovrina finanziaria” all'anno per motivi religiosi!)<br />
<br />
2) ORIENTAMENTO DELLE COSCIENZE: Uso privilegiato della scuola pubblica da parte della religione cattolica.<br />
Sto parlando dell'ora di religione cattolica nella scuola pubblica, impartita da insegnanti scelti dai vescovi e pagati dai cittadini (spesa di circa 600 milioni di euro l'anno, che si aggiunge alla “manovrina finanziaria” di cui sopra).<br />
Ma in questo caso il fattore economico è secondario: il problema è la non neutralità dell'istituzione scuola nei confronti di una religione, e la ghettizzazione su base religiosa di bimbi a partire dai 3 anni di età. <br />
Una scuola che invece dovrebbe avere il compito di formare lo spirito critico, presentando un pluralismo di concezioni del mondo e la loro storia, nei corsi opportuni: storia, filosofia, diritto.<br />
L'insegnamento religioso potrebbe essere impartito benissimo nelle parrocchie in orario extrascolastico.<br />
Non sto infatti contestando la libertà di culto o di insegnamento di una certa filosofia di vita, confessionale o meno. <br />
Sto contestando lo svolgimento di tali attività nella scuola pubblica e ad opera diinsegnanti che obbediscono a regole imposte da una confessione religiosa.<br />
<br />
3) SENTENZE DELLA MAGISTRATURA MORALEGGIANTI:<br />
Il ricorso di una coppia di nostri soci contro la presenza del crocifisso nella classe dei propri figli ha avuto eco sui mezzi di informazione nazionali. <br />
Ha portato al pronunciamento del Consiglio di Stato, che con la sua sentenza 556/2006 ha deliberato che in aula il crocefisso «non deve essere visto come simbolo religioso, ma come simbolo che più di ogni altro rappresenta i valori civili costituzionali, che delineano la laicità.». <br />
I primi ad indignarsi dovrebbero essere i cattolici !<br />
<br />
4) CLERICALISMO NEI MEZZI D'INFORMAZIONE:<br />
Viene riservato uno spazio privilegiato ai rappresentanti della chiesa cattolica, che hanno ovviamente tutto il diritto di intervenire pubblicamente, ma in contradditorio.<br />
Non c'è invece quasi mai contraddittorio, e prevale pure l'ossequio da parte dei giornalisti.<br />
Si arriva a titolare sui pricipali giornali e telegiornali “il crocifisso deve rimanere” dopo una sentenza<br />
della Corte Costituzionale che invece stabiliva che non esiste più alcuna legge dello stato che ne imponga l'esposizione a scuola.<br />
Per sottolineare la condizione di degrado in cui viveva, si arriva a commentare la morte di una bimba per broncopolmonite con la frase “non era nemmeno stata battezzata”.(TG1, Marzo 2006)<br />
<br />
5) IL CLERICALISMO DELLA CLASSE POLITICA.<br />
Di fronte alle critiche a leggi o a proposte di legge, le istituzioni tacciono se provengono dai vertici dellachiesa cattolica. <br />
E questo anche se fatte a viso aperto durante incontri ufficiali.<br />
Esempio: Ratzinger riceve in udienza di inizio anno 2006 i rappresentanti istituzionali di comune e provincia di Roma, e della regione Lazio. <br />
Senza troppi giri di parole dice: non voglio i PACS, non voglio tecniche abortive tramite una pillola. <br />
La risposta è il silenzio, assordante e ossequioso.<br />
Eppure basterebbe poco, una risposta del tipo: “le leggi dello stato sono discusse e approvate in Parlamento; <br />
lei ha il diritto di partecipare al dibattito politico, ma in contraddittorio, e rinunciando ad ogni privilegio concesso da un concordato che, a fronte di immensi e ingiusti privilegi, esige solo la non ingerenza in campo istituzionale”<br />
<br />
Concludo allora dicendo che, se dovessi fare una eccezione alla mia visione del mondo, e visto che di questi tempi una beatificazione non si nega a nessuno, promuoverei la causa ZAPATERO SANTO SUBITO :)<br />
(Roberto Grendene, Circolo UAAR di Bologna, 10 luglio 2006)<br />
<br />
]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=182</comments>
 <pubDate>Sat, 15 Jul 2006 18:54:52 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Processo alla Fallaci Il giudice: Adel Smith parte civile</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=177</link>
<description><![CDATA[Adel Smith, presidente dell'Unione musulmani d'Italia, è stato ammesso come parte civile nel processo a Oriana Fallaci, la scrittrice-giornalista alla sbarra con l'accusa di vilipendio della religione islamica per 18 frasi contenute nel suo libro «La forza della ragione», stampato dal Nuovo istituto italiano d'arti grafiche di Bergamo.<br />
Lo ha deciso nell'udienza di ieri il giudice Beatrice Siccardi: Smith, assistito dall'avvocato Matteo Nicoli del foro di Verona, è stato ammesso come «soggetto che professa la religione musulmana». Il tribunale non ha invece ritenuto ammissibile la costituzione a parte civile di Smith in qualità di ministro del culto, né di legale rappresentante dell'Unione musulmani d'Italia. <br />
Il giudice ha inoltre disposto la citazione come eventuale responsabile civile della Rcs International pubblications di New York, editrice del libro incriminato. Il processo, che finora non ha mai visto presenti in aula né Oriana Fallaci - difesa dagli avvocati Corso Bovio e Davide Mancusi - né Adel Smith, è stato aggiornato al 18 dicembre. Ieri l'accusa era rappresentata dal pm Carmen Pugliese, in aula al posto della collega Maria Cristina Rota, la quale - dopo essersi vista respingere dal gip l'istanza di archiviazione - ha chiesto di essere sostituita. Da qui al 18 dicembre il procuratore Adriano Galizzi dovrà decidere a chi assegnare il processo.<br />
<br />
da "L'Eco di Bergamo", 27/6/2006.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=177</comments>
 <pubDate>Tue, 27 Jun 2006 16:05:48 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Congresso straordinario</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=170</link>
<description><![CDATA[Il 2 luglio 2006, con inizio alle ore 10.30 si svolgerà a Bologna il VII congresso UAAR.<br />
Si tratta di un Congresso straordinario convocato dal Comitato di Coordinamento al fine<br />
della trasformazione dell'UAAR in associazione di promozione sociale (APS). <br />
A tale scopo è necessario modificare lo Statuto secondo le indicazioni del Ministero.<br />
<br />
L'assemblea precongressuale è fissata per domenica 18 giugno 2006, presso il Mutuo Soccorso, in via Zambonate 33 a Bergamo, alle ore 10.<br />
<br />
Hanno diritto di voto (per l'elezione dei delegati al Congresso) i soci delle province di Bergamo, Lecco e Sondrio che hanno rinnovato la tessera entro lo scorso mese di aprile.<br />
<br />
Si allega la 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20060618-proposta_nuovo_statuto.pdf')">proposta di nuovo Statuto</a> elaborata dal Comitato di Coordinamento.]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=170</comments>
 <pubDate>Fri, 16 Jun 2006 19:13:26 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>XXV APRILE</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=160</link>
<description><![CDATA[Appuntamento alle 9.45, al piazzale della stazione, per partecipare, dietro allo striscione UAAR, alla manifestazione provinciale. Cercate di venire tutti!]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=160</comments>
 <pubDate>Mon, 24 Apr 2006 18:28:45 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Insegnanti di religione, lo Stato ne assume altri 3000</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=159</link>
<description><![CDATA[Con l'avvio dell'iter per l'immissione in ruolo degli "ultimi" 3.077 docenti di Religione si completa il "pacchetto" di assunzioni per cui si era impegnato la coppia Berlusconi-Moratti già dal 2001: 15.383 docenti di Religione pagati dallo Stato italiano, ma nominati nella sostanza dai singoli ordinari diocesani italiani.<br />
<br />
Discorso completamente diverso per tutti gli altri precari della scuola italiana: quelli "normali", che sono in aumento e aspettano ancora una risposta. <br />
<br />
<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.repubblica.it/2005/j/sezioni/scuola_e_universita/servizi/insrelig/blitz-docenti-religione/blitz-docenti-religione.html')">Leggi l'articolo completo, pubblicato su La Repubblica</a>]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=159</comments>
 <pubDate>Mon, 17 Apr 2006 01:30:37 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Ateismo a Bergamo. E&apos; possibile?</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=156</link>
<description><![CDATA[Ho un momento di tempo e nel forum pubblico vorrei esprimere en passant qualche riflessione, sperando che sia raccolta e ripresa.<br />
Qualche mese fa in occasione dei preparativi per la conferenza di presentazione del nostro nuovo circolo tra gli altri slogan pensammo a qualcosa del genere "Ateismo a Bergamo, è possibile?". Ebbene, sono passati diversi mesi da allora ma quella domanda continua a tornarmi spesso nella mente e mi sembra che quel punto interrogativo sia drammaticamente rappresentativo di una situazione culturale profondamente radicata nel territorio.<br />
E' strano, ma quando vivevo a Roma, capitale della cattolicità, non sentivo tutto il peso della pressione clericale che invece sento oggi, qui in un paese alle porte di Bergamo. Forse perchè in una metropoli è più facile mantenere l'anonimato e tutelare la propria privacy o forse perché ora che sono padre devo fare i conti con le realtà sociali qui, ahimé, inevitabili, quali la scuola materna confessionale, il Cre presso la parrocchia, le feste di compleanno presso l'oratorio ecc.<br />
Il tono della mia riflessione è piuttosto dimesso, quasi rassegnato, ma sentivo oggi l'esigenza di espormi utilizzando lo strumento del forum pubblico per offrire un contributo sia pur piccolo. Grazie.<br />
Ciao, ciao. <br />
<br />
   <br />
 ]]></description>
 <category>Fare l'Ateo</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=156</comments>
 <pubDate>Tue, 11 Apr 2006 22:30:59 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>AL VIA IL CIMITERO ISLAMICO. A QUANDO UN CIMITERO PER TUTTI?</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=151</link>
<description><![CDATA[Sull’Eco del 16-03-06 si legge finalmente una buona notizia: nel cimitero di Colognola troverà posto una sezione islamica di 1600 mq, gestita a spese della comunità islamica stessa.E’ un buon segno, perché si apre in questo modo una breccia nel monopolio cattolico in materia di riti funebri. Fino ad oggi, infatti, non c’era a Bergamo alcun luogo per congedarsi dai propri morti e per ricordarli che non fosse pervasivamente segnato dalla religione cattolica (con l’aggiunta di bizzarri riti assiro-babilonesi per quanto riguarda il Cimitero Monumentale e la sua orrida architettura). L’apertura del cimitero islamico tuttavia non risolve un problema cronico della nostra città, la mancanza di un luogo dove qualsiasi cittadino, quale che sia la sua fede religiosa o le sue convinzioni filosofiche, possa ricordare i propri morti senza dover per forza subire l’invadenza del clero cattolico. E’ tempo che l’amministrazione comunale rimedi a questa grave mancanza e vada incontro al diritto di tutti i cittadini di ricordare i cari che sono mancati.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=151</comments>
 <pubDate>Mon, 27 Mar 2006 22:19:32 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Continua l&apos;offensiva cattolica a favore delle scuole private</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=150</link>
<description><![CDATA[Su ”L’Eco di Bergamo” del 22-03-2006 l’Agesc (Associazione GEnitori Scuole Cattoliche) fa un appello a politici ed elettori per sostenere le proprie irragionevoli opinioni. Nell’articolo “Parità effettiva per le scuole” di Camilla Bianchi, si leggono ampi stralci di questo appello:«[…] l'Agesc ha sempre portato avanti le istanze della famiglia fondata sul matrimonio, così come definita nella Costituzione italiana, dando il proprio contributo di elaborazione culturale». In questo contesto la scuola è chiamata a svolgere «una funzione sussidiaria nei confronti della famiglia, con il compito primario di educare alla libertà». È da qui che si parte per arrivare alle tre priorità programmatiche sulle quali l'Associazione genitori scuole cattoliche chiede che «le forze politiche giochino la propria responsabilità nei confronti dell'elettorato»: la riforma del sistema di istruzione e formazione, la corresponsabilità educativa dei genitori nella scuola, la libertà di scelta educativa delle famiglie. […] «La famiglia sia messa in condizione di poter svolgere il proprio ruolo di corresponsabilità educativa senza deleghe in bianco, contribuendo a definire, insieme ai docenti, il percorso scolastico personalizzato dei propri figli». […] «È necessario che le famiglie italiane possano scegliere liberamente, senza oneri economici aggiuntivi, il percorso d'istruzione e formazione professionale tra le scuole, statali e paritarie, come previsto dalla legge. Per questo bisogna incrementare le dotazioni finanziarie». L'invito dell'Agesc […] è di sostenere nella prossima tornata elettorale «quei partiti che esplicitamente sostengono la libertà educativa dei genitori, riconoscendo la famiglia come fondamento della persona e della sua identità».<br />
<br />
Ci sono, in queste dichiarazioni, molti punti problematici.<br />
In primo luogo, non è vero che la scuola debba svolgere una “funzione sussidiaria nei confronti della famiglia”: ciò non si trova nella Costituzione. La scuola pubblica, il cui accesso deve essere garantito a tutti i cittadini, si occupa d’istruire, non di educare, se non nei limiti di quell’etica minima costituita dal rispetto del prossimo e dal vivere civile. L’educazione, ossia la trasmissione di valori, stili di vita, tradizioni e costumi, non rientra nel campo della scuola pubblica, poiché, se essa educasse in questo senso, perderebbe il suo indispensabile carattere di pluralismo culturale. Nella scuola pubblica ci deve essere spazio per tutti: se ciò non accade, non si ha più una scuola democratica, ma una scuola che ripropone una tradizione definita, in cui non si ha dialogo fra culture, bensì la ripetizione salmodiata della medesima cultura. Da ciò risulta come la concezione della scuola propugnata dall’Agesc sia molto lontana da quella adatta a una società democratica: infatti una scuola democratica non è al servizio delle famiglie, ma è un organismo autonomo, che educa al minimo comun denominatore di tutte le etiche compatibili con la democrazia (dialogo, rispetto delle diversità, responsabilità), lasciando il massimo spazio possibile all’autodeterminazione del giovane, la quale può ovviamente volgersi anche contro l’educazione ricevuta dalla famiglia. <br />
Per questo motivo, in secondo luogo, non s’iscrive nella cultura democratica la proposta di una “la corresponsabilità educativa dei genitori nella scuola”: la scuola anzi deve avere come scopo primario l’incontro fra culture e tradizioni diverse e il conseguente riconoscimento della relatività dei valori e delle convinzioni personali, sulla quale unicamente si possono basare la tolleranza e il rispetto delle libertà individuali. Se le famiglie pretendessero di avere una scuola a propria immagine e somiglianza, si verrebbero a creare delle culture chiuse, non-comunicanti, convinte della loro apodittica Verità, e ciò non potrebbe che portare a un clash of civilizations interno e devastante per la stabilità sociale. Lo stesso discorso vale per l’appello a “percorsi didattici personalizzati”: la scuola non è un negozio on-line che lavora on demand, che ti spedisce a casa via corriere tuo figlio con le idee che tu, genitore, vuoi che abbia in testa, ma il luogo in cui la cittadinanza si forma attraverso la presa di coscienza dell’uguaglianza dei diritti e dei doveri, al di là delle differenze individuali.<br />
In terzo luogo, quando ci si cala sul terreno economico e si chiede che le famiglie possano scegliere “senza oneri economici aggiuntivi” fra scuole pubbliche e cattoliche, le pretese dell’Agesc diventano davvero insostenibili. Infatti siamo costretti a riportare per l’ennesima volta l’art. 33 Cost. “[...] Enti e <br />
privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. [...]”. Senza oneri per lo Stato. Lo Stato non può finanziare le scuole private. Purtroppo, il divieto non è sufficientemente esplicito e sono state considerate legittime forme di finanziamento indiretto, come il nefasto “buono-scuola” formigoniano, che finanziano le famiglie degli studenti delle scuole cattoliche e non direttamente gli istituti. Ma è chiaro che questa pratica va contro lo spirito della Costituzione e deve cessare al più presto. Infatti il cittadino non ha il diritto di esigere che lo Stato finanzi gli studi del proprio figlio in una scuola come quella disegnata dall’Agesc. Se vuole iscriverlo, può farlo senza impedimento, ma pagando i costi del servizio di tasca propria; se non può pagare, chieda ai gestori della scuola cattolica di esentarlo dalla retta: non dubitiamo che, colmi come sono di cristiana carità, i direttori di quegli istituti si faranno carico gratuitamente dell’educazione del giovane fedele e attingeranno dalle pingui casse della Chiesa per pagare gli stipendi degli insegnanti e ogni altro genere di costo.<br />
Concludendo, e in quarto luogo, affermare che la famiglia è “fondamento della persona e della sua identità” è agghiacciante. La famiglia è solo una forma sociale, in cui i rapporti umani possono assumere ogni genere di forma, dalle migliori alle più terribili. Si ricorda che la maggioranza degli episodi di violenza, ivi comprese le violenze sessuali, si verificano in famiglia. Quest’idealizzazione della famiglia è pericolosa da un lato proprio perché rischia di coprire dolore e violenza, dall’altro perché la crescita dell’individuo, il suo uscire dallo stato di minorità per passare all’età adulta e prendere infine possesso di se stesso, comporta spesso una rottura, più o meno netta, con la famiglia di origine. Sacralizzare la famiglia rischia dunque di ostacolare questa maturazione e di bloccare l’evoluzione culturale della società, eternando delle forme che, checché ne pensino coloro che ad esse aderiscono, non hanno nessun merito intrinseco rispetto ad altri, più eterodossi, stili di vita.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=150</comments>
 <pubDate>Thu, 23 Mar 2006 12:51:34 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>La curia di Bergamo e le scuole cattoliche</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=149</link>
<description><![CDATA[Nell’articolo “Scuole cattoliche: la carica dei seimila” di Teresa Capezzuto, pubblicato su “L’eco di Bergamo” del 20-03-06, si leggono spiacevoli dichiarazioni di tre esponenti della curia bergamasca a proposito delle scuole cattoliche.<br />
"Monsignor Amadei ha sottolineato la forza della scuola cattolica che vuole essere un camminare insieme per aiutare i ragazzi a entrare nella vita in maniera critica, con mente aperta e relazioni profonde, per la formazione integrale della persona. «La scuola cattolica non è di parte ed è aperta a tutti, chiede di essere rispettata come le altre scuole, ma questo non avviene quasi mai – sottolinea il vescovo Amadei – È un'ingiustizia perché la realtà viene misurata con pregiudizi e ideologie». «La camminata – afferma monsignor Vittorio Bonati, delegato vescovile per la scuola - rappresenta l'esempio di come le scuole cattoliche si aprono alla vita e coinvolgono le famiglie che hanno un ruolo determinante nella scuola». «Questa occasione rappresenta il cammino in direzione della parità economica da parte anche degli organismi della scuola cattolica come l'Agesc (Associazione GEnitori Scuole Cattoliche ndUAAR) e la Fidae – sottolinea don Fabio Togni, direttore dell'Ufficio per la pastorale scolastica - oltre che per la libertà di educazione nella qualità dell'educazione»."<br />
<br />
Cominciamo da quanto sostenuto da mons. Amadei. In primo luogo non si capisce come i cattolici si possano appropriare di una parola come "critica" che implica il libero uso della ragione per soppesare e stabilire la validità di ogni fede o credenza data. La fede religiosa si  basa sulla sospensione dell'uso della ragione di fronte al mistero della rivelazione ed è dunque incompatibile con qualsiasi forma di critica che non sia gravemente autocensurata e dunque dimidiata. La critica è incompatibile con quel "credo quia absurdum" che dai tempi dei padri latini segna la sostanza culturale del cristianesimo. <br />
In secondo luogo non riesco a capire in che modo possa essere coerente con la fede in un ente sommo l'appello, fatto dai cattolici in ogni occasione, all'uomo, alla natura umana, alla dignità umana ("formazione integrale della persona"). L'umanesimo cristiano non può che essere monco, perché pone la fonte di ogni valore nella divinità, non nell'uomo: se l'uomo, all'interno della tradizione cristiana, vale qualcosa, è solo per la sua relazione privilegiata con Dio. <br />
Infatti: <br />
“et ait faciamus hominem ad imaginem et similitudinem nostram et praesit piscibus maris et volatilibus caeli et bestiis universaeque terrae omnique reptili quod movetur in terra et creavit Deus hominem ad imaginem suam ad imaginem Dei creavit illum masculum et feminam creavit eos”<br />
“E disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza; che governi sui pesci del mare e sui volatili del cielo e sulle bestie di tutta la terra e su ogni rettile che si muova sulla terra; e creò l'uomo a sua immagine, lo creò a immagine di Dio, li creò maschio e femmina»", Genesis, I, 26-27<br />
Oltretutto da questo genere di umanesimo, che si regge su una diretta investitura divina, <br />
è derivata all'uomo occidentale una tendenza a sentirsi padrone del mondo, non suo custode per le generazioni a venire: di qui un modello di sviluppo che ha sempre considerato l'ambiente come materia bruta da plasmare a piacere e che provoca drammatiche e note conseguenze. <br />
In terzo luogo, dire che la scuola cattolica "non è di parte ed è aperta a tutti" è falso. E' di parte in quanto è confessionale, ha delle precise Verità da trasmettere e alcune linee di pensiero avversarie da contrastare. Non è aperta a tutti in quanto non è gratuita (quindi può accedere solo il cliente pagante o finanziato dallo Stato) ed è di fatto chiusa a chi contesti i dogmi o i riti della religione cattolica (credo che se uno studente islamico fosse ammesso al Sant'Alessandro, sarebbe quantomeno emarginato se mostrasse e professasse in quel contesto la sua fede). <br />
In quarto luogo, è ridicolo che un vescovo cattolico attacchi pregiudizi e ideologie, in quanto nulla è più ideologico e pregiudizievole di una religione. Il pregiudizio è infatti l'enunciato che è accettato indipendentemente da ogni discussione razionale, proprio alla stregua di un articolo di fede.Si potrebbe ben dire: "Da che pulpito viene la predica!"<br />
<br />
L'intervento di mons. Bonati offre uno spunto di riflessione: è giusto che le famiglie possano scegliere la scuola che più preferiscono per i loro figli? E' giusto che la scuola sia solo una fedele replica dell'educazione impartita dalla famiglia, che non fornisca valori altri rispetto all'ambiente famliare, che lo studente viva in una continua omogeneità culturale che lo tenga il più possibile distante da ogni genere di Altro? Il presupposto dell'esistenza stessa delle scuole religiose è che ciò sia giusto e buono. Al contrario io ritengo che una delle funzioni più benefiche e salutari della scuola pubblica uguale per tutti sia proprio la mescolanza di culture, di classi sociali e di tradizioni che in essa ha luogo. Se le persone sono lasciate crescere in un continuo gioco di specchi in cui il cattolico si riconosce nel cattolico e il ricco nel ricco, è inevitabile che si manifestino xenofobia e intolleranza verso chi non può essere incluso nell’identità di gruppo che così si è creata.<br />
<br />
Don Fabio Togni tocca il punto più importante, la “parità economica”: dietro quest’etichetta si celano finanziamenti pubblici alle scuole confessionali, che si sono diffusi negli ultimi anni a ogni livello istituzionale. Questa pratica, oltre ad essere incostituzionale (art. 33 Cost. “ […] Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. […] ), presuppone che esista il diritto, da parte dei cittadini, di iscrivere i propri figli alle scuole private, quale che sia la loro condizione economica. Si consideri che le famiglie sono perfettamente libere di impartire ai loro figli un’educazione religiosa, di far frequentare loro corsi di catechesi e di farli partecipare alle attività degli oratori. Il diritto a cui si fa riferimento è solo un diritto negativo, un diritto di libertà (lo Stato non deve agire in modo da ostacolare il funzionamento delle scuole confessionali), non un diritto positivo, un diritto esigibile (lo Stato deve attivarsi perché chi vuole possa iscriversi gratuitamente alla scuola privata). Sarebbe come se io tramutassi il mio diritto negativo di comprare delle azioni in Borsa (lo Stato non deve porre degli ostacoli a questa mia azione) nella rivendicazione del fatto che lo Stato mi debba comprare delle azioni di tasca sua perché io ne ho diritto: una palese assurdità. Di conseguenza, non deve esistere alcuna parità economica, e tutti i finanziamenti, diretti e indiretti, all’istruzione confessionale devono cessare, per essere utilizzati per potenziare quella scuola pubblica che sola garantisce ai cittadini il diritto positivo all’istruzione. Se le famiglie dell’alta borghesia vogliono far studiare (si fa per dire) i loro figli in un ambiente scolastico protetto, in cui non vengano loro in mente idee strane o devianti e in cui non siano a contatto con la prole di extracomunitari e di lavoratori squattrinati, lo facciano pure, ma che non chiedano un solo centesimo al contribuente.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=149</comments>
 <pubDate>Tue, 21 Mar 2006 10:46:36 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Amadei sull&apos;IRC</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=144</link>
<description><![CDATA[Un articolo pubblicato il 16-03-06 su "L'Eco di Bergamo" ("Il Vescovo incontra gli insegnanti di religione" di Carmelo Epis) riporta una significativa frase di Mons. Amadei sull'Insegnamento della Religione Cattolica (IRC) a spese dello Stato.La frase, che risale a una lettera del 15 gennaio scorso, recita così:<br />
"Con l'istituzione scolastica la parrocchia ha un'affinità di missione decisiva soprattutto nel contesto attuale: il compito educativo e la responsabilità della formazione dei giovani rappresentano la vera sfida su cui si giocano la credibilità degli adulti e un futuro della società che sia a misura d'uomo. In questa ottica nella proposta scolastica assume un ruolo particolare l'insegnamento della religione cattolica che è nostro dovere sostenere e promuovere come strumento culturalmente valido e prezioso".<br />
L'elemento interessante è la curiosa definizione dell'IRC come "strumento culturalmente valido e prezioso". Questa definizione non rispecchia affatto lo stato delle cose: infatti, sebbene siano reclutati attraverso un concorso simile a quello dei docenti ordinari, gli insegnanti di religione non sono presenti nelle scuole per sviluppare la cultura degli studenti o per stimolare la loro capacità di riflessione autonoma, bensì per diffondere la Verità della Chiesa Cattolica Apostolica Romana (CCAR), in modi diretti o indiretti. La loro presenza non si inserisce nell'azione educativa messa in atto dal resto del corpo docente, tanto che, sino a poco tempo fa, essi esprimevano sugli studenti una valutazione separata e che non faceva media. Ciò che colpisce nell'IRC è proprio il suo status culturale: è isolato, privo di legami con il resto del sapere, specie con quello scientifico. L'IRC esiste solo perché lo Stato Italiano vive dal 1929 in una situazione di gravissima sudditanza rispetto al Vaticano e alla CCAR, per ragioni di spartizione del potere fra politici e clero. L'unico modo "culturalmente valido e prezioso" di parlare di religione a scuola sarebbe trattare l'argomento da una prospettiva culturalistica e comparativa, mettendo in risalto le funzioni che le religioni assumono nelle società. Per questo urge una revisione del Concordato che liberi gli studenti italiani dalla stortura clericale nota come IRC.<br />
]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=144</comments>
 <pubDate>Thu, 16 Mar 2006 22:30:14 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Giorello a Bergamo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=140</link>
<description><![CDATA[Martedì 7 marzo alle ore 17.30 conferenza di G. Giorello al Caffè letterario di via S. Bernardino a Bergamo.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=140</comments>
 <pubDate>Mon, 6 Mar 2006 18:52:56 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>dal Circolo di Bologna: la conferenza della Hack su internet</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=127</link>
<description><![CDATA[Come gia' detto, alla nostra conferenza con Hack+Celli del 28/1/2006 avevamo invitato Arcoiris TV, che ha ripreso, montato e messo il video liberamente distribuibile da internet.<br />
Al momento, secondo i loro contatori, e' stato scaricato piu' di 3000<br />
volte. Togliamone pure un migliaio (download iniziati e poi abbandonati o ripetuti per cambiare il formato), ma rimangono un duemila persone che ci hanno conosciuto senza particolare fatica.<br />
<br />
Su www.arcoiris.it hanno creato una sezione per noi:<br />
"Categoria: Principale/ASSOCIAZIONI E ORGANIZZAZIONI/U.A.A.R."<br />
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Downloads&d_op=viewdownload&cid=888<br />
<br />
Ok, c'e' U.A.A.R. al posto di UAAR, ma sorvoliamo...<br />
Mettendo UAAR nel loro motore di ricerca si va dritto a quella pagina.<br />
<br />
Vengo al punto: se i vari circoli hanno filmati di conferenze UAAR di<br />
buona qualita' (sia video che di contenuti), che li inviino per la<br />
pubblicazione e la libera distribuzione.<br />
Il costo e' zero, Arcoiris TV cresce l'offerta e noi abbiamo un pubblico e una possibilita' di scambio di documenti multimediali tra circoli e soci.<br />
<br />
R.Grandene (circolo di Bologna)]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=127</comments>
 <pubDate>Mon, 20 Feb 2006 15:54:14 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Domenica 12 febbraio: banchetto in Via XX Settembre</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=119</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20060208-fiore.jpg">Un fiore dall'asfalto</a></div><br />
Domenica 12 febbraio 2006, dalle 10 alle 17, il Circolo UAAR di Bergamo organizza un banchetto di informazione sui temi:<br />
<br />
- della laicità dello Stato, <br />
- del Concordato,<br />
- delle nostre altre battaglie (sbattezzo, scrocifissione, riti civili,...).<br />
<br />
Passaci a trovare, saremo in Via XX Settembre.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=119</comments>
 <pubDate>Wed, 8 Feb 2006 19:52:28 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Un altro sonetto</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=112</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20051114-megafono.jpg">Megafono</a></div><br />
Gli atei dell’Uaar<br />
<br />
Siamo atei e agnostici razionalisti<br />
e dal dibattito assai misti<br />
niente di strano nella nostra scelta<br />
solo voglia di essere liberi e alla svelta<br />
<br />
dichiararci diversi non è proprio il caso<br />
c’è chi prega e storce il naso<br />
siamo persone normali e pensanti<br />
non ci adattiamo a credere ai santi<br />
<br />
per il diritto a parola e pensiero<br />
dobbiamo combattere anche il clero<br />
quello di Roma ostinato avversario<br />
di ogni uomo che pensa il contrario<br />
<br />
la battaglia sarà assai complessa<br />
lo sappiamo, non ci interessa<br />
forti di idee, voglia, desiderio<br />
di uno stato laico, laico sul serio<br />
<br />
non bussiamo alle porte dei cittadini<br />
per convincerli che gli altri sono cretini<br />
non abbiamo scomuniche e benedizioni<br />
per principio per noi sono tutti buoni<br />
<br />
siamo atei e agnostici razionalisti<br />
 non siamo assolutamente tristi<br />
nel nostro spirito c’è ricchezza e piacere<br />
della nostra vita desideriamo godere<br />
<br />
se combattiamo contro la chiesa<br />
 è per affermare la libertà offesa<br />
dai tanti arroganti che si credono i soli<br />
ad avere la verità e la chiave dei cieli<br />
<br />
con calma, grinta e tanta affezione<br />
siam sulla strada della liberazione<br />
a testimoniare la logica umana<br />
per poter vivere su una terra sana<br />
<br />
se vi piace l’idea partecipate<br />
senza pensare di fare crociate<br />
solo per costruire il percorso vincente<br />
di un uomo libero sia ateo, agnostico o credente.]]></description>
 <category>Arte, spettacolo, divertimento</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=112</comments>
 <pubDate>Tue, 24 Jan 2006 20:59:15 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Alcune vignette</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=108</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/Mauro/20060124-vignettapiccola.jpg">Qualche vignetta</a></div><br />
da "La storia d'Italia in 200 vignette", di Giovanni Mosca, Rizzoli Editore abbiamo tratto alcune vignette in tema con il nostro sito Web.<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
<br />
]]></description>
 <category>Arte, spettacolo, divertimento</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=108</comments>
 <pubDate>Tue, 17 Jan 2006 21:12:50 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>essere/fare l&apos;ateo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=102</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20060116-atei.jpg">da &quot;Il Vernacoliere&quot;</a></div><br />
ESSERE  O FARE L’ATEO: QUESTO E’ IL DILEMMA!<br />
<br />
Tento una riflessione a braccio poiché non ho mai affrontato seriamente la scrittura di una tesi vera e propria sull’argomento.<br />
<br />
In seguito  mi sono posto una serie di domande che creano una specie di autointervista.<br />
<br />
Infine, non poteva mancare, un sonetto sugli atei dell’Uaar.La riflessione: già trovare il titolo non è stato semplice, perché ho iniziato con “essere ateo” poi mi sono detto:”perché non aggiungere anche fare”, come piacerebbe molto a Filippo, poi mi sono chiesto “non è meglio semplicemente “l’ateo”, come il nostro giornale. Insomma alla fine l’ha spuntata l’idea che “ciò che viene prima in mente è frutto di ciò che ho elaborato” . Anche se frutto della spontaneità, da lì posso partire per arrivare da qualche altra parte.<br />
Mi concentro e dentro il mio cervello faccio fluttuare il pensiero su “essere ateo”: Le prime parole che compaiono sono “esiste di per sé il Franco ateo” cioè è un dato di fatto o una conseguenza?”. Per intenderci: se affermo “sono ateo semplicemente perché dio non esiste” mi accorgo che sono costretto ad usare la parola “ateo”, perché qualcuno si è inventato un dio e lo ha imposto. Se non ci fosse stata questa operazione mi definirei ateo? Credo proprio di no. Nel mio curriculum personale riservato scriverei:  mi chiamo, vivo a, ho questa posizione politica, amo la libertà, sono contro la pena di morte, ecc. ecc.. Cioè, per intenderci, atti sociali, di vita, scelte sulle questioni umane, stop. Quindi perché dichiararmi ateo? Peraltro, quando lo affermo pubblicamente, qualcuno pensa che per me questa sia una questione fondamentale del mio essere. Francamente, devo dire che se la chiesa non mi rompesse i coglioni tutti i giorni, cercando di impormi, secondo dogma, cosa devo fare, io mi disinteresserei della questione. Ma è vero pure che una persona che si dichiara “essere un qualche cosa”, deve sapere spiegare quali sono i suoi valori, a cosa si rifà per sviluppare le sue idee, chi più l’ha ispirato nel raggiungimento delle attuali convinzioni. E allora compare il bisogno di definire e lo faccio attraverso un’autointervista.<br />
<br />
Quando sono diventato ateo?  Non ho l’esatta data in cui questo è accaduto. So che verso i quindici anni, ancora all’oratorio, durante gli incontri di conoscenza del vangelo, ho iniziato a riflettere seriamente su cosa mi avevano fino ad allora raccontato. Fino ad allora la religione era stato un argomento presente, strutturale, normale, vissuto nella quotidianità della scuola e della famiglia,nell’andare all’oratorio. Vissuto per farmi vedere bravo e allora mi alzavo presto la mattina per servire messa e avere i punti sul tesserino del crociato. Se fosse stata la scuola/oratorio del partito sarebbe stato la stessa cosa. Oggi sono convinto che “l’indottrinamento” può contenere messaggi diversi, addirittura contrapposti e produce gli stessi effetti. Del resto la storia ce lo dimostra ampiamente laddove si sono sviluppati regimi e dittature . Quindi fino  quindici anni  la cosa è funzionata così. Poi grazie ai favolosi anni settanta, altro elemento importante oltre alla fase di riflessione di cui sopra, mi hanno investito e costretto a ragionare. Ecco la parola chiave! E come uno comincia a usare la ragione prima cadono le immaginette e poi piano piano si arriva a dire “ se non posso dimostrare l’esistenza di Dio  come posso accettare ciò che dice la religione ?”. Risposta: “attraverso la fede!” “E cos’è la fede?” Credere!” “ E devo credere in ciò che non c’è, che non vedo, che qualcuno mi dice esiste, ma non ne vedo gli effetti reali, non lo posso incontrare, non posso discutere con lui. O lo posso fare solo attraverso i preti, che non mi stanno particolarmente simpatici soprattutto quando cerco di vivere la mia vita con gioia, con piacere, cercando di capire e di sperimentare. Vogliono che mi muova come un automa sotto dettatura?  Ho bisogno di realizzarmi attraverso la scoperta e loro vogliono gestire i miei sentimenti, desideri aspirazioni. Qualcosa, mi sono detto, non funziona. Esco da questo mondo dell’oratorio e della chiesa. Semmai decidessi di ritornare, sarò arricchito e convinto. Non sono più tornato. Anzi guardandolo da fuori questo mondo mi è apparso: discriminatorio, arrogante, arretrato, legato a tradizioni idiote, non rispettoso dei miei amici gay e delle amiche donne. Fatto di buio e terrore ancora oggi attraverso le guerre di religione, le dichiarazioni sulla scienza e via dicendo.  <br />
Perché affermare l’ateismo? È una necessità, come già dicevo sopra, che nasce come base da cui partire per affermare la libertà, innanzitutto, di non credere e poi per affermare la possibilità di avere valori e dignità umana.<br />
Quali sono questi valori? Innanzitutto, come ho scritto sopra, la libertà. E’ la parola chiave. Partendo da lì io posso affermare: tutti gli uomini hanno diritto di pensiero, di vivere una vita dignitosa, di potere accedere alle opportunità della vita sociale, di essere prima innocenti e poi, se riconosciuti colpevoli, condannati e incarcerati, di scegliere della propria vita in assoluta libertà, ecc.,insomma credo proprio di poter dire: tutto ciò che afferma la libertà. Quindi viene automatico dichiararsi ateo, anticlericale e illuminista. Se,come controprova,  si riflette sulle poche frasi, che sopra ho costruito, intorno alla parola libertà e ci si interroga con: “la chiesa pratica queste libertà?”, si capisce subito quanto sia inconciliabile il mio pensiero con quello della chiesa . Perciò è automatico che io combatta contro di essa. E mi fa ridere l’obiezione, che spesso sento da parte degli “illuminati della chiesa”, che la gente utilizza male la libertà: se introduci l’aborto si metteranno tutte ad abortire, dicevano trent’anni fa. Adesso, che dicono di essere cambiati, affermano:” se introduciamo la pillola del giorno dopo, tutte le ragazzine la mangeranno a merenda”. Impossibile trovare una mediazione: la libertà non può essere per principio limitata. Deve trovare regolamentazione nel comportamento principale e nella regola che dice:” sappi che finisce dove inizia quella dell’altro”. E per chi come le gerarchie della chiesa non conosce limiti si  può capire perché non accettino l’idea. Non ci sono le libertà di Franco, di Mauro,di Filippo, ecc. c’è la libertà del cardinal Ruini di dirti cosa devi o non devi fare!<br />
Sarai ateo per sempre? Proprio non lo so. Io credo che i” mai e i sempre”non esistano se non nel cervello degli integralisti e dei dittatori. La storia personale di ognuno è di una tale ricchezza che lasciare libertà ( eccola di nuovo) di pensiero , di sbagliare, di reinventarsi, di reincarnarsi direttamente in vita attraverso una consapevole follia sia quanto di meglio possiamo fare. <br />
C’è possibilità di dialogo tra fede e ragione? Assolutamente no. La fede è un “dettato dogmatico mentale” che non ammette analisi, revisioni, elucubrazioni. Cioè l’esatta antitesi della ragione che è in costante mutamento. Semmai possiamo sederci e parlare con le persone credenti sul loro concetto di proprietà della vita, di scelte sulla pace, di scelte nel campo sociale e via dicendo, cioè di tutto ciò che riguarda l’essere umano e la sua esistenza su questa terra. Ma non troveremo un accordo né una mediazione: purtroppo sono inconciliabili. E anche se il dialogo avviene con i più laici dei credenti della terra quando si arriva al dunque sulle scelte che riguardano l’individuo ci divideremo irrimediabilmente, poiché chi vive e pensa nella “scatola dogmatica” non riesce ad accettare i cambiamenti imposti dalla conoscenza che provoca la ridefinizione degli atti vitali.<br />
Quindi sarò o farò l’ateo? Qui si torna alla contraddizione in termini e logica. Se io non mi sento ateo, rifiuto la definizione, chiedo che vengano definiti “credenti” i cristiani, musulmani,ecc. e di essere definito semplicemente “individuo”,” uomo”, “persona”. Posso lo stesso essere anticlericale e posso definire le mie teorie, tesi, elementi etici come appartenenti alla sfera del “naturale”. Ho necessità di definirmi ateo per combattere la chiesa, per battermi per la/e libertà? E dopo questo ragionamento dove sono andato ad incastrarmi? Non poso più parlare di ateismo? Sono un “non ateo” appartenente al mondo degli atei? Posso dire di poter vivere con i principi etici condivisi dagli atei. Sto facendo dell’inutile frazionismo? A questo punto accetto di definirmi ateo fino a tempi migliori. <br />
<br />
Ed ora beccatevi il sonetto:<br />
<br />
gli atei dell’Uaar<br />
<br />
Siamo atei e agnostici razionalisti<br />
e dal dibattito assai misti<br />
niente di strano nella nostra scelta<br />
solo voglia di essere liberi e alla svelta<br />
<br />
dichiararci diversi non è proprio il caso<br />
c’è chi prega e storce il naso<br />
siamo persone normali e pensanti<br />
non ci adattiamo a credere ai santi<br />
<br />
per il diritto a parola e pensiero<br />
dobbiamo combattere anche il clero<br />
quello di Roma ostinato avversario<br />
di ogni uomo che pensa il contrario<br />
<br />
la battaglia sarà assai complessa<br />
lo sappiamo, non ci interessa<br />
forti di idee, voglia, desiderio<br />
di uno stato laico, laico sul serio<br />
<br />
non bussiamo alle porte dei cittadini<br />
per convincerli che gli altri sono cretini<br />
non abbiamo scomuniche e benedizioni<br />
per principio per noi sono tutti buoni<br />
<br />
siamo atei e agnostici razionalisti<br />
 non siamo assolutamente tristi<br />
nel nostro spirito c’è ricchezza e piacere<br />
della nostra vita desideriamo godere<br />
<br />
se combattiamo contro la chiesa<br />
 è per affermare la libertà offesa<br />
dai tanti arroganti che si credono i soli<br />
ad avere la verità e la chiave dei cieli<br />
<br />
con calma, grinta e tanta affezione<br />
siam sulla strada della liberazione<br />
a testimoniare la logica umana<br />
per poter vivere su una terra sana<br />
<br />
se vi piace l’idea partecipate<br />
senza pensare di fare crociate<br />
solo per costruire il percorso vincente<br />
di un uomo libero sia ateo, agnostico o credente.]]></description>
 <category>Fare l'Ateo</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=102</comments>
 <pubDate>Thu, 12 Jan 2006 21:36:21 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>La direttiva scomparsa: appello agli insegnanti</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=100</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20060116-mandrake.jpg">Mandrake</a></div><br />
Al fine di  
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/Mauro/20060108-Direttiva3ottobre2002.doc')">direttiva n. 2666 del 3 ottobre 2002</a>, relativa all'esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche e alla relizzazione di un ambiente da destinare al raccoglimento e alla meditazione, chiediamo agli insegnanti che ci leggono di compilare e presentare alla segreteria della propria scuola questa 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/Mauro/20060108-richiestadirettiva.doc')">richiesta di accesso agli atti</a> e di farci sapere. Basterà a fare chiarezza o dovremo rivolgerci a "Chi l'ha visto"?]]></description>
 <category>Croce/via</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=100</comments>
 <pubDate>Sun, 8 Jan 2006 09:24:32 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Aumenti e via libera alle assunzioni. Il 2006 del prof di religione</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=92</link>
<description><![CDATA[Busta paga più pesante e via libera ai 3077 posti annunciati dopo i quasi diecimila immessi in ruolo ad agosto. I Ds: "Basta regali da una parte sola"<br />
<br />
di SALVO INTRAVAIA da www.repubblica.it<br />
<br />
<br />
 Stipendi più pesanti per gli insegnanti di Religione. Il governo ha presentato (sotto forma di emendamento al cosiddetto decreto omnibus di fine anno) la proposta che consentirebbe ai neoassunti docenti di Religione di mantenere lo stesso stipendio che percepivano da precari. In sostanza, i prof di religione cattolica non perderebbero un solo euro degli aumenti (biennali, a partire dal quarto anno in poi) ottenuti da "supplenti" e previsti dalla revisione del Concordato Stato-Chiesa del 1989. <br />
<br />
Per la verità, la legge del 2003 che detta le "Norme sullo stato giuridico degli insegnanti di religione cattolica degli istituti e delle scuole di ogni ordine e grado" stabiliva un'altra cosa. Che maestre e prof di Religione fossero assunti, e retribuiti come avviene per tutti gli altri loro colleghi, con zero anni di anzianità e il conseguente "stipendio iniziale" previsto dal contratto del comparto scuola. Una differenza con gli "altri neoassunti" che potrebbe arrivare anche a 200 euro, ovviamente, sempre a vantaggio degli insegnanti di religione cattolica <br />
<br />
Situazione che Alba Sasso, parlamentare Ds, definisce "singolare": "Gli unici che negli ultimi 5 anni sono stati assunti senza troppe storie sono gli insegnanti di Religione. Con tutto il rispetto non capisco perché si continuano a fare regali a una parte sola", commenta. L'emendamento al disegno di legge numero 3684 (di conversione del decreto legge 250 del 5 dicembre scorso) è il numero 1.0.11 ed è stato presentato dal governo. "Ai fini applicativi dell'articolo 1, comma 2, della legge 18 luglio 2003, n. 186, gli insegnanti di religione cattolica destinatari dell'inquadramento nei ruoli previsti conservano, a titolo di assegno personale riassorbibile con i futuri miglioramenti economici e di carriera, l'eventuale differenza tra il trattamento economico in godimento e quello spettante in applicazione del suddetto inquadramento", recita testualmente. <br />
<br />
"Il governo - commenta Enrico Panini, segretario generale della Flc Cgil - è talmente consapevole di andare oltre le regole che, anziché convocare i sindacati e concordare un inquadramento anche provvisorio, ha preferito mettersi al riparo da possibili inconvenienti con una legge. Per gli insegnanti di Religione vale tutto il contrario di quello che è stabilito per gli altri docenti italiani". <br />
<br />
I "precari" di religione aggiungono, così, un altro tassello alla loro splendida avventura iniziata con l'immissione in ruolo concessa dal governo Berlusconi e che nessuno si sarebbe aspettata. Una specie di concorso-formalità previsto per tutti coloro che avevano insegnato per almeno quattro anni consecutivi negli ultimi dieci anni (al momento dell'emanazione del bando di concorso) ed erano in possesso della certificazione di idoneità (morale) rilasciata dall'ordinario diocesano. Già, perché a quel concorso (gestito a livello regionale) parteciparono un numero di concorrenti di poco superiore ai posti messi in palio e in alcune regioni, come in Lombardia, gli idonei furono meno dei posti disponibili: il concorso sognato da tutti gli italiani. <br />
<br />
E se per i prof di Religione arriva Babbo Natale ricco di regali, per il personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario) c'è solo carbone: "Gli insegnanti di Religione in paradiso, gli Ata all'inferno", aggiunge Panini. Nella Finanziaria approvata due giorni fa, infatti, gli Ata transitati nel 2000 - per effetto di una legge del 1999 - dagli enti locali allo Stato sono stati scippati di una parte dell'anzianità maturata (anche vent'anni) alle dipendenze di comuni e province. Con un complesso artificio legislativo-contabile circa 80 mila persone si ritroveranno di botto con meno anni lavorati e uno stipendio più leggero. I sindacati, nei giorni scorsi, hanno protestato vivacemente definendo la norma "palese ingiustizia". "Si tratta di un provvedimento non solo discriminatorio ma anche, come è evidente, di dubbia legittimità costituzionale. La norma in questione non ha alcuna natura interpretativa, stante la costante consolidata giurisprudenza del Giudice di legittimità; si tratta invero di una norma volta a modificare in pejus e con efficacia retroattiva una precedente norma di legge. Tale norma, qualora venisse approvata, oltre al taglio delle retribuzioni dovute ai lavoratori, sancirebbe un trattamento retributivo discriminatorio tra gli stessi", hanno scritto ai presidenti di Senato e Camera, Pera e Casini. Come dire, due pesi e due misure. <br />
<br />
Intanto le sorprese, ovviamente gradite, per gli insegnanti di Religione non sono finite. Dopo i 9.229 immessi in ruolo lo scorso mese di agosto, si avvicina l'assunzione per altri 3.077 in graduatoria. Il provvedimento (addirittura retroattivo: a decorrere dal primo settembre 2005) ha già ottenuto il benestare dai ministeri dell'Economia e della Funzione pubblica e, in questi giorni, dal ministero del Tesoro. Per il varo di altre 3.077 immissioni in ruolo si aspetta, a questo punto, soltanto l'autorizzazione del Consiglio dei ministri. <br />
(22 dicembre 2005) <br />
]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=92</comments>
 <pubDate>Thu, 22 Dec 2005 13:52:43 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Crocifisso nei luoghi pubblici</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=87</link>
<description><![CDATA[15/12/2005<br />
<br />
Chiesta la sospensione dalle funzioni ed avviato un procedimento disciplinare contro il giudice di Camerino Luigi Tosti che si rifiuta di tenere le udienze a causa del crocifisso <br />
<br />
<br />
Camerino (Macerata) - Dopo la condanna a sette mesi di reclusione con l'interdizione dai pubblici uffici per un anno, inflitta dal Tribunale dell'Aquila il 18 novembre scorso, la Procura Generale presso la Corte di Cassazione ha promosso contro il giudice di Camerino Luigi Tosti, che si rifiuta di tenere le udienze perché l'amministrazione non lo autorizza ad esporre la menorà ebraica a fianco del crocifisso o, in subordine, a rimuovere il simbolo dei cattolici, dapprima un procedimento disciplinare e, poi, la procedura di "sospensione dalle funzioni" e dallo stipendio. L'Avvocato Generale Antonio Siniscalchi e il Procuratore Generale Francesco Favara motivano la richiesta di sospensione dalle funzioni col fatto che “il dott. Tosti, da oltre sei mesi, persiste nel ritenersi legittimato a sottrarsi ai propri doveri di ufficio -che scaturiscono da un rapporto di impiego sorto e tuttora in corso per sua libera determinazione- per un preteso inadempimento da parte dello Stato che continua a non rimuovere dalle aule di udienza il crocifisso, simbolo della religione cattolica che è a lui estranea. I motivi addotti per sottrarsi all'obbligo della prestazione non possono giustificare -a prescindere dallo loro fondatezza o meno- il protratto e ancora attuale inadempimento, così come non lo potrebbe una qualsiasi altra ragione eventualmente legittima con riferimento a posizioni o comportamenti dello Stato in ordine a diverse altre apprezzabili problematiche (partecipazione ad atti di guerra, provvedimenti razziali ecc.) che, comunque, restano estranee agli obblighi derivanti da un rapporto di impiego. La vicenda ha determinato e determina grave disservizio in una struttura giudiziaria di ridotte dimensioni qual'è il Tribunale di Camerino e, per la sua assoluta singolarità, sconcerto e disorientamento nella opinione pubblica; con menomazione del prestigio dell'Ordine Giudiziario cui occorre por termine, tanto più che il dott. Tosti pretende di rimanere fermo nel proprio atteggiamento con il rifiuto di riprendere il proprio lavoro anche in aula di udienza priva di qualsiasi simbolo religioso. L'atteggiamento di sfida nei confronti delle istituzioni esige un provvedimento che valga a far cessare la incresciosa situazione, le cui conseguenze ricadono anche sui cittadini che chiedono giustizia”. La richiesta di sospensione dalle funzioni sarà discussa e decisa dalla Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura il prossimo 16 dicembre. Camerino, 5 dicembre 2005 <br />
<br />
<br />
<br />
Luigi Tosti<br />
luigit1@alice.it <br />
<br />
<br />
<br />
La Francia si è mobilitata contro la condanna del giudice italiano.<br />
<br />
Firma l’appello a difesa e sostegno del giudice Luigi Tosti e del diritto di non discriminazione di tutti i cittadini: http://brightsfrance.free.fr/tosti.htm <br />
<br />
altre info sul tema: <br />
http://nochiesa.blogspot.com ]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=87</comments>
 <pubDate>Mon, 19 Dec 2005 14:54:39 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Il Crocefisso di Gazzaniga ancora sulla stampa nazionale</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=80</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20060116-scarecrow.jpg">Crocifissi?</a></div><br />
La differenza tra la bandiera italiana e il crocifisso<br />
di Davide Romano su Repubblica del 16 Dicembre<br />
<br />
Dopo il caso del giudice Tosti del tribunale di Camerino che si rifiutò di tenere udienza a causa della presenza del crocifisso nell´aula, anche a Gazzaniga (provincia di Bergamo) si presenta un caso simile: il professor Girelli ha chiesto al preside della propria scuola di poter insegnare in una classe senza simboli religiosi.<br />
Al di là delle questioni legali - a questo proposito va ricordato che il giudice Tosti è stato condannato a sette mesi di reclusione a causa della sua obiezione di coscienza - andrebbe fatta una riflessione sul metodo della protesta: contrariamente ai toni offensivi verso la religione cattolica utilizzati in passato da personaggi come Adel Smith, nei due casi di Camerino e Gazzaniga <b>la contestazione è avvenuta in maniera civile e corretta. </b>Comunque la si pensi, chi paga di persona per le proprie idee merita sicuramente maggior rispetto di chi, invece, se ne fa scudo per giustificare anche le prevaricazioni e gli atti vandalici.<br />
Meglio la bandiera italiana che il crocifisso in classe<br />
<br />
Purtroppo <b>il nostro sistema di comunicazione tende troppo a riconoscere le ragioni dei violenti, a discapito di quelle proclamate con una protesta civile.</b><br />
Basta pensare a quanto poco si sia discusso del giudice Tosti, rispetto alle azioni dei "disobbedienti".<br />
Passando dal metodo al merito della questione, va innanzitutto spazzato il campo dai principali luoghi comuni dei due schieramenti pro e contro il crocifisso.<br />
Innanzitutto le persone contrarie alla sua presenza nei luoghi pubblici dovrebbero tenere conto di quanto la religione cattolica - come del resto le altre religioni presenti in Italia - faccia parte della ricchezza culturale della nostra società.<br />
Spiace invece rilevare come certi laicisti contestino ogni espressione religiosa cattolica, salvo poi esaltare gli usi e costumi (anche i più discutibili) di altre confessioni, come se soffrissero di un complesso di inferiorità o se odiassero le proprie radici.<br />
Riguardo invece ai sostenitori della presenza del crocifisso nei luoghi pubblici, spesso tale scelta viene giustificata spiegando come la rappresentazione di Cristo sulla croce non sia una mancanza di rispetto per le altri confessioni.<br />
In realtà è vero il contrario, visto che nessuno si sente infastidito dalla sua assenza fuori dalle chiese. Peraltro molte perplessità sono state espresse non solo da ebrei e musulmani, ma anche dagli evangelico-protestanti i quali, aderendo a un´interpretazione letterale del primo comandamento, a differenza dei cattolici e dei greco-ortodossi, considerano peccato adorare immagini sacre.<br />
Ovviamente ciascuno è libero di interpretare la Bibbia come vuole, ma diventa difficile confutare - almeno per chi ha uno spirito davveroimprontato alla tolleranza e al dialogo - come la presenza del crocifisso in un´aula possa essere poco rispettosa delle altre fedi.<br />
In un Paese sin troppo diviso come il nostro, meglio sarebbe esporre un simbolo unificante come la bandiera italiana, piuttosto che rischiare di fare del crocifisso uno strumento di divisione.<br />
<br />
]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=80</comments>
 <pubDate>Sat, 17 Dec 2005 12:31:53 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Milano: crocifisso in classe, la rivolta dei presidi</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=77</link>
<description><![CDATA[da "ultimissime" del sito UAAR nazionale<br />
<br />
mercoledì, 14 dicembre 2005<br />
La lettera dell’avvocatura? «È solo un parere». L’obbligo di tenere il crocifisso in classe? «Ne parlerò con i colleghi». La direttiva del ministero dell’Istruzione? «Pochi la rispettano». Un muro di gomma, se va bene. Perché nella maggior parte dei casi presidi e insegnanti contestano senza mezzi termini la lettera dell’avvocatura dello Stato che definisce illegittimo il rifiuto di un docente di insegnare in un’aula con il crocifisso. E dicono: «Andremo avanti come abbiamo sempre fatto. La scuola italiana è laica». Il testo, inviato dal direttore scolastico Mario Dutto ai provveditorati lombardi nel mese di ottobre, fa riferimento al caso di un docente di Bergamo che non voleva svolgere il suo lavoro nelle classi in cui era appeso il crocifisso. Il comportamento è stato definito illegittimo anche sulla base della direttiva ministeriale del 3 ottobre 2002 che dispone l’«esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche». Termini precisi che però non hanno modificato la routine delle scuole milanesi. All’elementare di via Mantegna il problema è già stato risolto con una decisione unanime dei docenti. La preside Tullia Roghi spiega: «Non imporremo nè il sì nè il no. Per noi rispettare ogni alunno è più importante che osservare certe regole». Alla media Rinascita, nata nel 1974, i crocifissi non ci sono mai stati. «Qualcuno li ha aggiunti - dice il direttore, Pietro Calascibetta - ma senza sollevare polemiche». All’elementare Dal Verme i crocifissi non vengono esposti da almeno dieci anni. «E prima di riappenderli - osserva la maestra Grazia De Gennaro - dovrò sentire il parere dei miei studenti». Stessa cosa al comprensivo Cavalieri di via Anco Marzio. La preside Francesca Lavizzari: «Se dovremo osservare questa norma lo faremo. Ma ci dicano se questo è uno stato laico o no». Wolfango Pirelli, segretario di Cgil scuola, commenta: «Sul tema serve una riflessione più profonda. Le regole non bastano». Di regole parla anche il direttore scolastico regionale, Mario Dutto: «Ho inviato un parere dell’avvocatura che conferma la direttiva - molto chiara - del ministro Moratti. Questa norma deve essere rispettata, ma bisogna anche capire che ogni scuola ha la sua autonomia e che decide con buon senso e tranquillità. Del resto noi non siamo gendarmi, non tocca a noi controllare che ogni scuola esponga il crocifisso». E sono decine le scuole di Milano in cui di crocifisso non c’è nemmeno l’ombra. Soprattutto alle superiori. «Ci costerebbe troppo ricomprarli dopo le autogestioni», sospira un professore del Tenca. [...]]]></description>
 <category>Croce/via</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=77</comments>
 <pubDate>Thu, 15 Dec 2005 11:45:01 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Bergamo, docente in guerra col preside per il crocefisso in aula</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=70</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20060116-trapano.jpg">Quando chiodi e martello non bastano: il trapano!</a></div><br />
T.Monestiroli su "La repubblica" del 13 dicembre<br />
<br />
il crocifisso in classe torna a dividere il mondo della scuola. <br />
A far scoppiare la polemica - dopo il caso del giudice di Camerino condannato per omissione di atti d´ufficio - è un professore di italiano di un istituto tecnico in provincia di Bergamo, Luigi Girelli, che da più di un anno chiede al preside di poter togliere il simbolo religioso dall´aula durante le sue lezioni.E, non trovando risposte positive, ha citato il preside Antonio Savoldelli al Tribunale del lavoro di Bergamo per «discriminazione sul posto di lavoro».<br />
La prima udienza è fissata per il 14 febbraio quando preside e professore racconteranno una guerra che da mesi lacera la scuola di Gazzaniga, paese a Nord di Bergamo. Uno scontro ideologico sulla laicità dello Stato e sul valore dei simboli religiosi nelle aule che, nei mesi, si è trasformata in una vera lotta. Con tanto di ripicche e provocazioni. Il preside che affranca ai muri della classe il crocifisso con il trapano, il professore che «occupa» l´aula di religione - unica, fino alla scorsa primavera, a non avere la croce alle pareti - e trasferisce gli studenti in uno scantinato lontano dai poco graditi simboli. Ultima, la decisione dell´insegnante di presentarsi in classe con il ritratto di Vittorio Emanuele III, scaricato da Internet e plastificato per l´occasione, da appendere di fianco alla croce. «La normativa a cui il ministero fa riferimento è un regio decreto del 1924 che recita così: "Ogni istituto ha la bandiera nazionale, ogni aula ha crocifisso e ritratto del Re". Se dobbiamo rispettarla, almeno facciamolo alla lettera».<br />
La provocazione di Girelli arriva dopo il parere dell´Avvocatura di Stato a cui il preside, prima dell´estate, aveva chiesto consiglio. Sul documento - che ora il direttore scolastico regionale della Lombardia Mario Dutto ha inviato a tutte le scuole per mettere fine alle polemiche - si legge: «Non è legittimo il rifiuto del docente di svolgere il proprio lavoro, la libertà di coscienza non giustifica l´intolleranza di ciò che è legittimamente disposto dalla pubblica amministrazione». Il riferimento è alla direttiva del 2002 firmata dal ministro dell´Istruzione Letizia Moratti che ribadisce l´obbligo delle scuole di esporre il crocifisso in classe. Il professore ribatte: «Non ho mai minacciato di non fare lezione. Ho solamente chiesto di poter levare, solo durante le mie ore, il crocifisso oppure di avere a disposizione un´aula senza simboli religiosi. In un periodo delicato sul piano del confronto fra culture come questo è pericoloso sbandierare ogni simbolo. Viviamo in uno stato laico, non più confessionale, e questa imposizione sta violando l´articolo 7 della Costituzione che garantisce che nei pubblici uffici venga assicurata l´imparzialità dell´amministrazione». Il preside Savoldelli, in vista dell´udienza in tribunale, preferisce non rispondere e si limita a commentare: «Non ho mai avuto problemi con nessuno a scuola su questo problema. Ho anche degli studenti musulmani che non hanno mai detto niente. Se domani le leggi cambieranno, toglieremo le croci». <br />
]]></description>
 <category>Croce/via</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=70</comments>
 <pubDate>Wed, 14 Dec 2005 09:54:20 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>La canzone dello sbattezzo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=63</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20051212-philips.gif">Ascolta la canzone dello sbattezzo</a></div>Filippo e Franco hanno prodotto questo pezzo musicale, il primo, ci auguriamo, di una lunga serie.<br />
<br />
Eccovelo, in formato <a href="/media/audio/20051211-La_canzone_dello_sbattezzo.mp3">(WinAmp, ecc.)</a> o in formato <a href="/media/audio/20051211-La_canzone_dello_sbattezzo.wma"> (Windows Media Player)</a>.<br />
Ascoltatelo in streaming in formato <a href="/media/audio/20051211-La_canzone_dello_sbattezzo.ram"> (Real Audio))</a> (qui potete <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://forms.real.com/netzip/intl/intl_getrde601.html?lang=it&amp;h=software-dl.real.com&amp;f=windows/RealPlayer10-5GOLD_it.exe&amp;p=RealPlayer&amp;oem=rp10_it&amp;src=ZG.it.idx,ZG.it.rp.rp.hd.def,ZG.it.rp10_p_f.rp10_p_f.760.rp10_plus_free&amp;tagtype=ie&amp;type=rp10_it')">scaricare gratuitamente il player</a>). ]]></description>
 <category>Arte, spettacolo, divertimento</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=63</comments>
 <pubDate>Sun, 11 Dec 2005 20:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Diritto al razzismo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=62</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20051212-schiavi.jpg">Schiavi</a></div><br />
Il diritto di essere razzisti. Ecco cosa diceva il Card. Joseph Ratzinger quando era Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, ex Sant'Uffizio. <br />
<br />
“Non esiste alcun diritto all’omosessualità” <br />
<br />
La tendenza sessuale non costituisce una qualità paragonabile alla razza, all’origine etnica, etc., rispetto alla non-discriminazione. <br />
<br />
Diversamente da queste, la tendenza omosessuale è un disordine oggettivo e richiama una preoccupazione morale. <br />
<br />
“Vi sono ambiti nei quali non è ingiusta discriminazione tener conto della tendenza sessuale”; per esempio, nella collocazione di bambini in adozione o affido, nell’assunzione di insegnanti o allenatori sportivi, nel servizio militare. <br />
<br />
Gli omosessuali, in quanto persone umane, hanno gli stessi diritti di tutte le altre persone. “Nondimeno, questi diritti non sono assoluti”. Essi possono venire legittimamente limitati a motivo di un comportamento esterno oggettivamente disordinato. Ciò è talvolta non solo lecito ma anche obbligatorio, e inoltre si imporrà non solo nel caso di comportamento colpevole, ma anche nel caso di azioni commesse da persone fisicamente o “psicologicamente malate”. <br />
<br />
“Includere la tendenza omosessuale fra le considerazioni in base alle quali ogni discriminazione è illegale, può facilmente condurre a valutare l’omosessualità come fonte positiva di diritti umani.” <br />
<br />
Ciò è tanto più deleterio, dal momento che “non esiste alcun diritto all’omosessualità”, la quale pertanto non può costituire la base per rivendicazioni giudiziali. <br />
<br />
(Tratto dagli Atti della “Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali - Joseph Ratzinger, Appendice del 1993, nn. 10-14). <br />
<br />
www.arcigaymilano.org/stampa/rs.asp?BeginFrom=0&ID=25461<br />
]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=62</comments>
 <pubDate>Sun, 11 Dec 2005 19:15:10 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Un 8x1000 diverso</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=57</link>
<description><![CDATA[L'8x1000 alla ricerca scientifica, una proposta di legge di iniziativa popolare, non collegata a nessun partito politico. Promossa dal giornalista Enzo Mellano, mira all'inserimento di un'altra opzione di scelta a cui destinare l'8x1000 a favore della ricerca scientifica. <br />
<br />
<br />
Incentivare e promuovere la Ricerca, di qualunque branca essa sia, per un Paese che guardi responsabilmente al futuro, rappresenta la condizione essenziale per produrre progresso sociale e miglioramento della qualità della vita. Di conseguenza, data la rilevante importanza che la Ricerca assume per la collettività, appare scontato che per il raggiungimento di tale scopo, lo Stato dovrebbe predisporre adeguate risorse, percentualmente almeno pari alla media europea. <br />
<br />
Purtroppo la realtà che persiste da un bel po’ di anni è un’altra: per quantità di risorse assegnate alla Ricerca, l’Italia è la cenerentola d’Europa, con tutte le penalizzazioni che ne conseguono in termini di rallentamento della individuazione di quelle risposte innovative che la collettività si attende. <br />
E le conseguenze negative sono evidenti in termini di freno occupazionale di giovani ricercatori, in termini di vera e propria “fuga di cervelli”, che in altri paesi trovano condizioni di lavoro e di carriera più convenienti di quelle italiane. Infine, e non da ultimo, di una Ricerca più lenta perché non beneficia di adeguate attenzioni pubbliche, ne risente anche il prestigio nazionale. <br />
<br />
E allora la necessità di istituire un Fondo Integrativo per la Ricerca (da aggiunge e non da sostituire alla dotazione statale prevista ogni anno dalla Finanziaria), è diventata impellente. Ma dove reperire i fondi aggiuntivi senza pesare né sulla Finanziaria né sulle tasche dei cittadini con ulteriori prelievi obbligatori? Attraverso l’8x1000 istituito dalla legge 20 maggio 1985 n. 222. <br />
<br />
Ma questa legge consente di scegliere solo tra religioni e Stato. Per questa limitazione, circa 22 milioni di contribuenti non devolvono a nessuno il proprio 8x1000 dell’Irpef perché non condividono nessuna delle attuali opzioni di scelta disponibili. Quindi, la proposta di legge formulata dal giornalista Enzo Mellano, non collegata a nessun partito politico, vuole consentire alla maggior parte dei contribuenti italiani, circa il 60 per cento, di non essere più orfani della libertà di fare una scelta laica, diversa dalle religioni e dallo Stato. Ad esempio, di devolvere il proprio 8x1000 alla ricerca scientifica. <br />
<br />
A tale scopo, la proposta prevede che alle attuali opzioni di scelta, religioni e Stato, si aggiunga la ricerca scientifica. Ovvero si aggiunga un’altra casella su cui apporre la firma appunto per la ricerca scientifica. <br />
Tra l’altro, la proposta di Mellano vuole istituire anche l’ampliamento delle donazioni fiscalmente e totalmente deducibili, a favore non solo del suddetto Fondo Integrativo, ma anche di fondazioni e associazioni onlus che si occupano di Ricerca. Infine vuole istituire la trasparenza obbligatoria dell’utilizzo dei fondi. Quindi più regole, più libertà di scelta, più garanzie. Infatti la proposta mira ad ampliare e non a ridurre la libertà di scelta del contribuente. Chi abitualmente sceglie la Chiesa o un'altra delle opzioni disponibili, potrà continuare a farlo come sempre. Ma chi non intende scegliere una religione o lo Stato (il 60 per cento dei contribuenti), dovrà poter scegliere la Ricerca. <br />
<br />
Inoltre – aggiunge Mellano - secondo quanto riportato in calce alle adesioni che mi sono pervenute da molti esponenti del mondo scientifico e non solo, la Ricerca ha due problemi da risolvere: la carenza di fondi e l'assenza di un organismo autorevole, che sia espressione di tutti i soggetti istituzionali delle varie branche della ricerca. Detto organismo, magari pensato e realizzato collegialmente dalle varie realtà della Ricerca italiana, con o senza la rappresentanza di governo, investito delle dovute attribuzioni di responsabilità gestionale, dovrebbe armonizzare una programmazione della Ricerca più al passo coi tempi e rispondere, con apposita rendicontazione annuale da rendere pubblica, del corretto utilizzo delle risorse assegnate nonché della qualità e della quantità dei progetti adottati e dei risultati conseguiti. <br />
<br />
A sostegno della proposta di legge, è in atto una petizione alla quale è possibile aderire on-line collegandosi al sito http://www.clubfattinostri.it/8x1000. <br />
Il Promotore <br />
]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=57</comments>
 <pubDate>Fri, 9 Dec 2005 09:44:31 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Rodotà: Se il Papa ha paura della libertà</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=54</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20051212-catene.jpg">Catene</a></div><br />
Bisogna avere una gran fede nelle virtù del dialogo per non ritrarsi scorati di fronte ad una affermazione che imputa al "relativismo" la responsabilità d´essere uno dei fattori che contribuiscono alla negazione della libertà religiosa. <br />
<br />
Ora, il relativismo avrà pure mille peccati, sui quali incessantemente insiste Benedetto XVI, tra i quali l´attribuire pari rilevanza a punti di vista tra loro diversi e persino contrastanti. <br />
Ma, proprio per questo, contribuisce ad espandere il rispetto dell´altro, delle sue opinioni e credenze, e quindi la libertà di tutti e di ciascuno in ogni sfera in cui questa voglia manifestarsi.<br />
La libertà dei credenti in una religione è combattuta, negata, limitata, dove incontra un altro punto di vista religioso, ideologico o politico che pretende l´esclusività. <br />
Dove, quindi, s´instaura un conflitto tra assoluti, ciascuno dei quali cerca di sopraffare l´altro. <br />
E´ il caso dei regimi totalitari, delle teocrazie variamente organizzate, dei paesi dove impera una religione di Stato. <br />
Non è quel che accade nelle democrazie che, appunto, si fondano sul pluralismo.<br />
In questo senso, proprio quel "predominio culturale del relativismo", che inquieta il Pontefice, è il miglior vaccino contro le tentazioni di chi vuol comprimere la libertà religiosa.<br />
<br />
Fatte queste considerazioni, che dovrebbero apparire banali, l´ultima sottolineatura<br />
di Benedetto XVI può essere interpretata, in una sua versione più forte, come la pretesa di veder riconosciuta una Verità assoluta, di fronte alla quale dovrebbe tacere ogni dissenso o pensiero critico; o, in una versione più debole, come una ulteriore richiesta di non confinare la religione soltanto nella sfera privata.<br />
<br />
La prima interpretazione è evidentemente inaccettabile, contrastante com´è con i caratteri della democrazia e con i principi costituzionali. <br />
In essa si riflette piuttosto una visione non nuova, quella di una tradizione cattolica<br />
"che nel re legittimo, alleato con la Chiesa, scorgeva il caposaldo per l´opera di ricostruzione" necessaria per "rimediare all´opera deleteria svoltasi a partire del Settecento" (così Arturo Carlo Jemolo in apertura del gran libro su Chiesa e Stato negli ultimi cento anni che dovrebbe essere lettura obbligata in questi tempi difficili).<br />
<br />
La seconda appare piuttosto come una forzatura, poiché storia e cronaca recenti<br />
mostrano con quanta intensità e continuità la religione, giustamente, si manifesti nella sfera pubblica. <br />
Le resistenze, allora, non riguardano questo elemento, ma una conseguenza che se ne vorrebbe trarre: il riconoscimento di un nuovo "temporalismo", con l´attribuzione alla Chiesa di un potere di governo sociale che abbandoni il principio che vuole lo Stato e la Chiesa,"ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani" (articolo 7 della Costituzione).<br />
Due parti autonome e distinte, dunque. <br />
E questo, lo espresse con parole chiare e misurate Giuseppe Dossetti all´Assemblea costituente, vuol dire che "nessuna di esse delega o attribuisce poteri all´altra o può, per contro, in qualsiasi modo, divenire strumento dell´altra". <br />
<br />
È interesse comune che la separazione rimanga, e che la legittima pluralità dei diversi punti di vista venga tenuta ferma, proprio per evitare che si creino condizioni propizie sia alla compressione della libertà religiosa che alla limitazione della libertà di discussione<br />
nella sfera pubblica.<br />
Tracciare nitidamente questa linea di confine, e rispettarla, non è cosa facile. <br />
Con forza, e ripetutamente, le gerarchie ecclesiastiche hanno rivendicato la loro libertà di parola, come manifestazione diretta della libertà religiosa.<br />
E´ ovvio che sia così, e che in società complesse, dove tutto si tiene, la Chiesa ritenga che non vi siano limiti al suo intervento. <br />
Ma questa dilatazione porta con sé due conseguenze. <br />
La prima riguarda il magistero in senso proprio della Chiesa, che evidentemente non può incontrare limiti, e tuttavia non può esprimersi in forme tali da condizionare il libero svolgimento di attività e funzioni pubbliche. <br />
La seconda si riferisce alle valutazioni, anch´esse in principio legittime, sulla vicenda politica quotidiana, si tratti delle intercettazioni telefoniche o della riforma costituzionale. Qui le organizzazioni ecclesiastiche non possono pretendere alcun privilegio, sono<br />
soggetti politici tra gli altri e devono sottostare alle regole della discussione<br />
pubblica. <br />
Che, tra l´altro, permette di consentire o dissentire a seconda delle opinioni espresse, togliendo ogni peso alla tesi di chi vuol cogliere in contraddizione i laici che, caso per caso, apprezzano o respingono le posizioni della Conferenza episcopale, di un cardinale o di un vescovo.<br />
<br />
Ma la separazione tra Stato e Chiesa è stata contestata recentemente, ad esempio da monsignor Caffarra, con una mossa culturale e politica che conferma la propensione, da una parte, ad una "revisione costituzionale indiretta", che mette in discussione proprio punti essenziali della prima parte della Costituzione; e, dall´altra, con un pericoloso avvicinamento tra peccato e reato che può accantonare una delle più importanti acquisizioni della civiltà moderna, la distinzione tra norma morale e norma giuridica. <br />
<br />
Che non è questione formale o nominalistica: riguarda, infatti, l’individuazione del soggetto che ha il potere di valutare e sanzionare i comportamenti individuali o collettivi.<br />
Se il peccato diviene il riferimento fondamentale, quel potere rischia di trasferirsi<br />
interamente nelle mani della Chiesa e i parlamenti potrebbero mantenere qualche<br />
prerogativa solo a condizione di farsi meri strumenti di trasmissione della<br />
sua volontà.<br />
E´ un´altra versione della critica al relativismo, perché la definizione del reato si presenterebbe come il risultato di un processo di valutazione che tiene conto di fattori culturali, sociali, politici, per loro natura variabili e per ciò sospetti, perché non fondati su valori forti e permanenti. <br />
Ma, a parte ogni altra considerazione, è proprio la storia a smentire la fondatezza<br />
di tesi del genere.<br />
<br />
Qualche giorno fa, in tutto il mondo, si è manifestato contro la pena di morte, ricordando che essa era stata cancellata il 30 novembre 1786 dal Granducato  di Toscana. <br />
Una decisione che veniva a pochi anni dalla pubblicazione, nel 1774, Dei delitti e delle pene di Cesare Beccarla, frutto del gran rispetto per il valore della vita di quell´illuminismo oggi presentato come radice di relativismi, o addirittura di orrori. <br />
<br />
Quanto forti e profondi siano i valori che accompagnano la laicità è cosa che può esser colta solo con una attenzione culturale che sembra esser stata travolta da approssimazioni e dogmatismi, da uno sguardo corto quanto i tempi di uno spettacolo televisivo. <br />
E, per tornare ai riferimenti di Jemolo, è troppo chiedere di dare un´occhiata, ad esempio,<br />
ad un libro come Settecento riformatore di Franco Venturi, che tra l´altro sarebbe un buon viatico anche per tanti riformisti dell´ultima ora?<br />
Serve un po´ di buona cultura, e di attenzione reciproca, per far decollare una discussione sui valori che ci riporti all´altezza non di tempi mitici, ma delle giornate in cui laici e cattolici, senza concessioni ma senza strumentalismi, stendevano quella gran carta dei valori che ancora oggi è la Costituzione della Repubblica.<br />
<br />
di Stefano Rodotà<br />
prima pagina di Repubblica - 6 dicembre<br />
]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=54</comments>
 <pubDate>Thu, 8 Dec 2005 13:05:31 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Noi... i non umani</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=46</link>
<description><![CDATA[Storie di atei, negri, barboni e sfollati <br />
di Piero Sansonetti<br />
<br />
Nel discorso tenuto domenica mattina a San Pietro, all’Angelus, contro l’agnosticismo e il relativismo, il papa ha sostenuto due concetti. Il primo, chiarissimo, e ripreso ieri da tutti i giornali, è questo: libertà religiosa vuol dire garantire la supremazia della religione cattolica sul pensiero laico. Non c’è libertà religiosa dove non è assicurata la subalternità del pensiero laico. <br />
Il secondo concetto, che non è stato notato da molti, ma che a noi sembra molto importante, è la messa in discussione della natura umana dell’ateo. Proprio così: la “natura umana”. Ha detto Ratzinger: “L’uomo, tra tutte le creature di questa terra, è l’unica in grado di stabilire una relazione libera e consapevole con il suo creatore”. Da questa particolare condizione “deriva la dignità dell’uomo”. <br />
Voi capite bene che se rovesciate il ragionamento si deduce che chi non è in grado di stabilire una relazione con il suo creatore, non ha dignità di uomo. E’ paragonabile agli esseri viventi non umani. La differenza tra uomo e altre specie animali consiste nell’accettazione di Dio. Non è una teoria rassicurante per quel che riguarda la modernizzazione del pensiero cattolico. E neanche per le conseguenze che potrebbe avere nella concreta applicazione. (Speriamo almeno che in Vaticano siano vegetariani...) <br />
La Suprema Corte di Cassazione ha sostenuto, in una solenne sentenza, che dire “sporco negro” a qualcuno - mentre lo si aggredisce e gli si procurano delle lesioni - non è una cosa molto grave e comunque non può essere considerata una espressione di razzismo. In questo modo ha annullato una sentenza di condanna nei confronti di un triestino (bianco), emessa prima dal tribunale e poi dalla Corte d’Assise. <br />
Perché non è razzismo? Perchè il razzismo si basa solo sulla discriminazione razziale, mentre il grido “sporco negro” appartiene alla “pratica del rapporti quotidiani fra soggetti di diversa razza, o etnia, o nazionalità o religione”. Dunque - ha stabilito la Corte - dire sporco negro è un’ingiuria e basta, e - se capiamo bene - l’ingiuria sta nell’aggettivo sporco e non nella parola negro, che in fondo è solo una forma dialettale. <br />
Con questa sentenza la Corte di Cassazione sdogana in modo formale il razzismo. Oltretutto, nella sua motivazione, la sentenza equipara l’idea di razza - idea scientificamente e giuridamente del tutto infondata - con categorie certe, quali sono la nazionalità o la religione. In questo modo, per la prima volta dopo tanti anni, restituisce valore giuridico a tutte le teorie razziste, come quelle che in Italia portarono alle leggi del ’38, che poi furono alla base dello sterminio degli ebrei. <br />
Per quanto ci sforziamo di trovare le parole giuste, non riusciamo a commentare quello che è successo a Ostia a un senza casa polacco. Questo signore si è sentito male per strada, è stato soccorso e accompagnato in ospedale, rapidamente osservato dal personale e sistemato su una barella perchè non poteva stare sulle sue gambe. Probabilmente aveva bevuto troppo ed era ubriaco. Probabilmente ha dato di stomaco. Questa circostanza ha suggerito a qualcuno di spingere la sua barella all’aperto. E all’aperto faceva freddo. E al freddo, questo signore polacco di quarant’anni, non è stato lasciato dieci minuti, o un’ora, o due ore, o tre ore: è stato lasciato per 17 ore consecutive. Poi qualcuno ha deciso di visitarlo: era morto. <br />
Ieri alcune decine di sfrattati hanno occupato la Basilica di San Giovanni. E’ chiaro, non è bello occupare le basiliche, che sono luoghi di culto. Però può succedere. In fondo, fino a qualche secolo fa, nelle Chiese e nella Basiliche si rifugiavano persino i manigoldi, inseguiti dai gendarmi, e trovavano protezione e soccorso. Possibile che dei poveri senza casa - colpevoli di nessun delitto se non quello di essere stati sfrattati - non debbano trovare un po’ di comprensione? Invece nessuno si è occupato di loro. Gli hanno detto di levarsi i cappelli (ai maschi) e di corpirsi il capo (alle donne) e non sono stati scortesi con loro. Questo è bene. Dopo aver letto le notizie di cui vi abbiamo parlato sopra, potrebbe persino risultare un gesto di inaudita civiltà e generosità. Però forse loro, i senza casa, dai sacerdoti si aspettavano qualcosa di più: un po’ di comprensione, un aiuto, l’impegno a sollevare il probelma. A Roma ci sono centinaia di miglia di appartamenti sfitti (sì: centinaia di migliaia; e non solo a Roma) e ciononostante migliaia e migliaia di persone non hanno un tetto. C’è qualcosa di civile in tutto questo? Davvero chiedere che le case vuote siano date agli sfrattati è pericoloso estremismo comunistoide?<br />
 <br />
da Liberazione 6 dicembre 2005]]></description>
 <category>Fare l'Ateo</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=46</comments>
 <pubDate>Tue, 6 Dec 2005 11:41:34 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Preside da medioevo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=45</link>
<description><![CDATA[A Montescaglioso (MT) un preside impone il frate cappuccino in classe. Un salto indietro nel tempo contro il progresso e la laicità della scuola pubblica Leo Palmisano.La ricaduta del dibattito nazionale sull’ingerenza della chiesa cattolica nell’amministrazione quotidiana dello Stato, in tutte le sue manifestazioni materiali e spirituali, sembra cominciare a diffondersi capillarmente sul territorio italiano, a partire dalla scuola dell’obbligo, cioè dalla prima agenzia educativa formalizzata. <br />
È del 18 ottobre una circolare interna alla scuola media statale Salinari di Montescaglioso, in provincia di Matera, che impone a tutti i docenti, segnatamente a quelli di lettere, l’intervento in classe di un cappuccino, tale Padre Flaviano, per “discutere con i ragazzi i valori fondanti della vita”. <br />
In una discutibile premessa alla circolare di otto punti, snocciolando una overdose di senso comune di chiara ispirazione cattolica e nazional popolare, il dirigente scolastico – il ‘preside’ -, Nunzio Nicola Pietromatera, esibisce il suo fermo proponimento a chiamare ogni studente a “motivare il senso della propria vita […] sui valori dell’uomo inteso come persona che interagisce con gli altri”. E come lo fa? Richiamando tutto il collegio docenti a prendere atto della sua ferma volontà: il prete in classe e la preghiera a inizio mattinata “come spinta per avviare la giornata con i migliori auspici”. Già, il cappuccino e la preghiera. Sembrerebbe un’accoppiata sacro-profana, se quel cappuccino fosse, però, non un frate ma una bevanda da bar! <br />
E come se ciò non bastasse, nella stessa circolare il preside, annullando i diritti dell’altro, del non cattolico, concede a chi professa un credo ‘diverso’ di “espletare il proprio dovere con le loro preghiere”. Dove l’assurdo? In tre punti: nell’imporre la preghiera a tutti, senza eccezione, dimenticando che non tutte le fedi pretendono di addolcire la giornata con delle orazioni mattutine; nell’istituire la preghiera come un ‘dovere’, quasi fosse un esercizio utile all’apprendimento come recitare il Cinque Maggio; infine, fatto forse ancora più grave, nel calpestare il diritto al dissenso, al dubbio, al pensiero critico e/o ateo. <br />
Evidentemente, siamo di fronte a una palese violazione della laicità dell’insegnamento pubblico come principio sul quale incardinare la programmazione didattica e l’offerta formativa, non fosse altro per la severità con cui viene imposto dall’alto un provvedimento all’intera scuola, adottando una metodologia clerico-fascista che fa fare un salto indietro di oltre sessanta anni alla scuola pubblica italiana. <br />
Queste sono le premesse con cui si annuncia il nuovo clericalismo di matrice liberale, frutto di un sodalizio politico tra il reazionario Ratzinger e il potere politico. Viene da chiedersi perché non si sia già provveduto a sconfessare questo preside con le armi della Costituzione, di quella carta dei diritti e dei doveri degli italiani che eguaglia tutti i cittadini davanti allo stato e mai davanti a dio, che li sottopone a un rigido rispetto dell’altro nelle sue manifestazioni di civiltà e di progresso. Se questo preside ritiene la ‘lezione’ di un frate cappuccino più utile di quella di un docente di lettere, opera una mistificazione del suo ruolo e snatura quello dell’intera istituzione scolastica. È inammissibile che gli si conceda l’agio di interferire con la programmazione dei suoi docenti e di interrompere il fluire del progresso di un paese verso l’accoglienza, l’integrazione e, soprattutto, verso il rispetto dei valori laici dello stato. Valori per altro condivisi dai padri costituenti, che certamente non erano tutti atei o anti-clericali. <br />
Pertanto, alla luce di questo episodio indecente, intollerante e intollerabile c’è da chiedersi se non sia il caso di rimettere in discussione l’intero impianto dell’autonomia scolastica. <br />
<br />
da www.aprileonline.info]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=45</comments>
 <pubDate>Mon, 5 Dec 2005 08:22:22 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Sull’insegnamento della religione cattolica e sulla sua valutazione</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=41</link>
<description><![CDATA[dal sito della Federazione Lavoratori della Conoscenza della CGIL.La CM 84/05 contiene un forte elemento di illegittimità: l’inserimento della religione cattolica tra le discipline ed attività da valutare e da riportare all’interno del documento di valutazione.<br />
<br />
Le scuole, uniformandosi alle indicazioni della circolare, rischiano di non rispettare prescrizioni derivanti da norme primarie e di essere oggetto di contenzioso da parte delle famiglie degli alunni che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica e che potrebbero contestare alla scuola l’evidenziazione di scelte che riguardano la sfera personale, tutelata e garantita dalle leggi dello Stato.<br />
<br />
Infatti è illegittimo, oltre che discriminatorio, procedere secondo l’indirizzo della circolare, dal momento che una circolare non può sostituirsi a norme di legge che prevedono, invece, altro comportamento.<br />
<br />
La circolare ministeriale tratta la religione cattolica come fosse una tra le tante discipline e in tal senso, in altra occasione, si è già espresso il Miur (vedasi ad esempio la nota 16 giugno 2004, prot. 10642); in realtà l’insegnamento religioso nella scuola ha uno spessore tutto particolare e si fonda su intese con le rappresentanze delle diverse comunità. Le intese sono poi recepite in leggi dello Stato Italiano e il testo unico di legislazione scolastica riporta compiutamente tutte le disposizioni specifiche.<br />
<br />
Per quanto riguarda la religione cattolica l’accordo con la Santa Sede del 1984 (che pure ha lasciato irrisolti molti nodi problematici e altri ne ha creati) ha rappresentato una innovazione nei confronti delle diversità di professione di fede. Prima di esso, la religione cattolica era inclusa a pieno titolo tra le materie di insegnamento; il caso più estremo era rappresentato dai programmi della scuola elementare del 1955, rimasti in vigore per trent’anni, che assumevano l’insegnamento religioso (che fosse quello cattolico era talmente implicito, che non valeva la pena aggettivarlo) quale “fondamento e coronamento di tutta l’opera educativa”. A chi si riconosceva in una diversa fede religiosa non rimaneva che la possibilità di chiedere l’esonero dalla frequenza; non poteva tuttavia sottrarsi all’impostazione religiosa che avrebbe dovuto caratterizzare tutta la didattica. Erano pochissimi coloro che si avvalevano dell’esonero, anche in considerazione del fatto che ne risultava macroscopicamente la differenza loro e delle loro famiglie.<br />
<br />
Dando esecuzione a quanto invece pattuito con l’accordo del ’84, l’insegnamento della religione è diventato facoltativo. Lo stato italiano si è impegnato ad assicurarlo nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado, attribuendo agli studenti e alle loro famiglie il diritto di scegliere se avvalersi o meno di detto insegnamento e garantendo la non discriminazione di chi non si avvale. Ma l’insegnamento della religione cattolica, pur essendo facoltativo, è rimasto dentro l’orario obbligatorio (DPR 751/85, DI 7 maggio 2001).<br />
<br />
Le intese siglate con altre comunità religiose hanno pattuito comportamenti differenziati. Alla Chiesa Evangelica Luterana e all’Unione delle Comunità Ebraiche lo stato italiano assicura “la possibilità di rispondere ad eventuali richieste degli alunni con modalità concordate con gli organi previsti dall’ordinamento scolastico” e oneri a carico delle comunità stesse. La Tavola Valdese, invece, “nella convinzione che l'educazione e la formazione religiosa dei fanciulli e della gioventù, sono di specifica competenza delle famiglie e delle Chiese” ha rinunciato a svolgere nelle scuole l’insegnamento religioso.<br />
<br />
Non tutte le religioni godono dunque, per quanto riguarda l’insegnamento, di un trattamento analogo. Il tratto unificante di tutte le intese è però costituito dall’impegno che lo stato italiano si assume affinché l'insegnamento religioso non abbia per gli alunni effetti discriminanti.<br />
<br />
Il Testo Unico di legislazione scolastica riporta le norme sull’insegnamento della religione agli articoli 309, 310, 311.<br />
<br />
Per quanto riguarda la valutazione, molto chiaro è il comma 4 dell’articolo 309 del TU (Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione del 16 aprile 1994 n. 297):“per l’insegnamento della religione cattolica…viene redatta a cura del docente e comunicata alla famiglia, per gli alunni che di esso si sono avvalsi, una speciale nota, da consegnare unitamente alla scheda o alla pagella scolastica…”. <br />
<br />
Il dettato è così chiaro che non possono sorgere equivoci: la comunicazione sull’insegnamento della religione non può stare dentro il documento di valutazione, per rispettare l’intento del legislatore che è quello di garantire le scelte diverse, al fine di non creare occasioni discriminanti. Né può valere il ragionamento che nel documento di valutazione sono contemplate anche altre attività non obbligatorie. Le attività facoltative ed opzionali sono unitariamente concepite e programmate con le altre discipline dentro il curricolo della scuola, mentre così non può essere per la religione, a meno di voler tornare alla situazione pre-concordataria della vecchia scuola elementare.<br />
<br />
La circolare sulla valutazione ignora volutamente le disposizioni normative adesso vigenti, arrivando a considerare la scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica quale comportamento ordinario per tutti, come se le disposizioni di maggior favore adottate nei confronti del cattolicesimo rispetto alle altre religioni (insegnamento dentro l’orario obbligatorio, insegnanti stipendiati dallo stato) servissero ad annullare quelle diversità che sono invece garantite. <br />
<br />
Per quanto ci riguarda stiamo già attivando tutti gli strumenti necessari (diffida; ricorsi; richiesta di intervento da parte di alcune Autorità di garanzia) per il rispetto delle leggi, delle scelte e contro un atteggiamento inaccettabile sul versante della laicità della scuola e del rispetto delle scelte individuali che così risultano pesantemente calpestate.<br />
<br />
Roma, 30 novembre 2005]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=41</comments>
 <pubDate>Thu, 1 Dec 2005 19:05:35 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Dibattito sul laicismo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=37</link>
<description><![CDATA[Ho avuto in prestito da un amico il libro di E. Scalfari “ Dibattito sul laicismo” che raccoglie una serie di articoli pubblicati da Repubblica sul tema del laicismo e vorrei stimolare un dibattito aperto a tutti, quindi anche ai non soci, su questo importante e attualissimo tema. Di volta in volta immetterò pezzi degli articoli che sto leggendo con un mio commento a caldo.<br />
<br />
Leggi il 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20051130-dibattitosullaicismo.doc')">primo intervento</a>.]]></description>
 <category>Fare l'Ateo</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=37</comments>
 <pubDate>Wed, 30 Nov 2005 19:55:41 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Appello FCEI</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=35</link>
<description><![CDATA[Alle istituzioni, ai politici, ai nostri fratelli cattolici, al sistema dell'informazione, alla scuola chiediamo piu' laicita'.Lanciamo questo appello proprio perche' cristiani''. <br />
Comincia cosi' l'appello, anche in vista delle elezioni del 2006 e della mobilitazione che si va disegnando nei confronti della legge 194, formulato dal Consiglio della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), riunito oggi a Roma.Per noi evangelici - si legge nell'appello - la laicita' e' un valore centrale della nostra testimonianza, che ci sentiamo impegnati a ribadire e difendere. La laicita' e' innanzitutto la garanzia della liberta' della Chiesa universale nei confronti delle autorita' costituite. <br />
Distinguere tra cio' che appartiene a Dio e cio' che appartiene a Cesare, per noi evangelici significa poter predicare liberamente e senza interferenze istituzionali l'Evangelo della grazia che abbiamo conosciuto nella persona di Gesu' Cristo. Al tempo stesso il principio di laicita' garantisce a tutti i membri di una comunita' civile - proprio perche' prescinde dai loro orientamenti confessionali - la libera espressione della fede o della loro visione del mondo, senza privilegi e riconoscimenti particolari concessi ad una particolare comunita' di fede, sia pure la piu' consistente e radicata. <br />
Richiamiamo questi principi perche' siamo seriamente preoccupati di una tendenza politica e culturale, rafforzatasi in questi ultimi mesi, che finisce per privilegiare la Chiesa cattolica e condizionare le decisioni istituzionali e parlamentari sulla base dei suoi interventi, ad esempio, in ambito scolastico: si pensi all'immissione in ruolo degli insegnanti di religione ed ai crediti scolastici riconosciuti per chi si avvale dell'insegnamento religioso confessionale cattolico. Ma, come e' accaduto in occasione della propaganda astensionista in occasione dei recenti referendum, l'interferenza dei vertici della Chiesa cattolica sul processo politico - rilevano le Chiese evangeliche - si e' espressa in modo pesante ed oggi sembra puntare alla cancellazione della legge 194 sulla tutela sociale della maternita' e sull'interruzione volontaria della gravidanza. <br />
Rileviamo, infine, una serie di interventi ecclesiali e politici tesi a garantire particolari interessi cattolici, ad esempio in materia di esenzione dall'Ici. Il fatto che questo privilegio possa essere esteso ad altre comunita' di fede non cambia la natura di un provvedimento che, garantendo dei privilegi sulla base di un criterio confessionale, e' in contrasto con il principio di laicita'. <br />
Gli attacchi alla laicita' dello Stato ci paiono ancora piu' gravi perche', mentre si concedono alla Chiesa cattolica ulteriori spazi e privilegi nella scuola e in altri settori sociali, nulla o ben poco si muove nel campo della legislazione sulla liberta' di culto o del riconoscimento di altre, consistenti, comunita' di fede come quelle dei buddisti, dei Testimoni di Geova, dei musulmani, degli ortodossi e di altre comunita' evangeliche ancora prive di Intesa. <br />
Nel ribadire la centralita' politica e culturale del valore della laicita', rinnoviamo il nostro impegno ecumenico, in quella linea di franchezza e di fraternita' che si deve esprimere tra fratelli e sorelle in Cristo. <br />
Crediamo pertanto che questi temi debbano rientrare nella fitta agenda ecumenica che si annuncia nel 2006 ed in previsione della III Assemblea ecumenica europea che avra' luogo nel 2007. Al tempo stesso, in previsione del dibattito politico che precedera' le elezioni del 2006, - conclude l'appello - invitiamo i leader delle forze politiche e delle coalizioni a chiarire la loro posizione e la loro strategia sul tema della laicita' che, nel contesto di societa' europee sempre piu' pluraliste e multireligiose, si propone come tema centrale e urgente.<br />
<br />
(ASCA) - Roma, 30 novembre 2005.]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=35</comments>
 <pubDate>Wed, 30 Nov 2005 17:22:49 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Indietro tutta - Articolo di Rossana Rossanda</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=33</link>
<description><![CDATA[Non sorprende che Camillo Ruini, il più autorevole dei nostri vescovi, intervenga così frequentemente sulle scelte del governo italiano. C'è da chiedersi perché si permetta di farlo ora. La gerarchia cattolica non ha mai accettato fino in fondo la separazione di campo tra stato e chiesa. Non è una novità. È dal famoso «non expedit» che i cattolici si sono sentiti addosso l'interdizione vaticana a partecipare alla sfera politica ed è un merito della democrazia cristiana di De Gasperi essere riuscita a far ritirare di fatto questa proibizione, lasciando alla destra o alla disinvoltura di Craxi farsi portavoce dei principi e dei bisogni che oltretevere erano cari. L'avere scomunicato nel dopoguerra chi votava comunista aveva finito con il rivolgersi contro la stessa chiesa e dall'interno del suo stesso gregge. E certo anche per la riflessione aperta dal Vaticano II, sebbene dopo la morte di Giovanni XXIII e del tormentato Montini quel processo sia andato lentamente chiudendosi. In ogni modo le relazioni tra stato e chiesa parevano aver finalmente imboccato una strada corretta. Non che Giovanni Paolo II non facesse sapere quel che pensava di molti aspetti della modernità, a cominciare dalla controversa questione della libertà sessuale; ma i suoi messaggi si indirizzavano al mondo, e non erano - mi sembra - un intervento diretto nel fare quotidiano delle istituzioni pubbliche.<br />
<br />
È dal suo tramonto che la chiesa ha ricominciato a ribadire che il cattolicesimo non riguarda soltanto la coscienza del singolo ma è una scelta obbligata dell'intera nazione italiana. Ed è da allora che la chiesa ottiene dal governo, con la modesta correzione del capo dello stato, inchini e nuovi privilegi (come la detassazione del suo immenso patrimonio immobiliare) e riceve non solo dalla Casa delle libertà - è di ieri la «speciale convergenza» registrata da Berlusconi e Ratzinger - ma dalla sinistra un ossequio che non aveva neppure più sperato di avere.<br />
<br />
Ed è questo, non la persuasione da parte della santa sede di detenere la verità rivelata e di imporla a tutto l'universo, che fa scandalo. Lo scandalo è tutto dalla parte della sfera statuale.<br />
<br />
Era cominciato da prima della morte di Giovanni Paolo II, ricevuto dal parlamento più che come un ospite di riguardo come il vero maestro del paese, tanto che ormai una targa commemora l'ingresso di quegli augusti piedi nella sede del potere legislativo. Oscar Luigi Scalfaro, credente sul serio, non lo avrebbe mai permesso. È stato dunque un processo, una svolta tutta interna alla scena politica. Forse l'inizio sta nella definizione sempre più diffusa di quel pontefice come la massima autorità morale del nostro tempo - aveva cominciato Massimo Cacciari, che del cristianesimo sa davvero tutto - ma poteva essere un seppur smisurato omaggio. Ma poco tempo fa Giuliano Amato apriva dalla sua posizione di laico di sinistra un discorso nel quale riconosceva alla chiesa di Roma un alto magistero e l'additava in particolare come modello di tolleranza. <br />
 <br />
Affermazione davvero temeraria da parte di un uomo così colto giacché non occorre riandare alle crociate o all'inquisizione per ricordare che la tolleranza non è stata certo la sua principale virtù. Basta rifarsi al dopoguerra, dalle dirette pressioni esercitate su Dossetti poi sulla sinistra cristiana e infine sullo stesso Franco Rodano fino al recente gesto di fastidio con il quale Giovanni Paolo II allontanava da sé Leonardo Boff che gli si era gettato in ginocchio davanti. Ad Amato sono seguite dichiarazioni più goffe da parte dell'ex sinistra. Lasciamo stare Pera e Casini, l'ultimo dei due distintosi per la differenza che fa tra laicità, ammessa, e laicismo, condannato. Piero Fassino sentiva di colpo il bisogno di dichiarare che, essendo stato educato dai gesuiti non poteva che provare sentimenti di venerazione per la chiesa. Seguito rapidamente da Fausto Bertinotti che ha fatto sapere via stampa di avere un problema tutto interiore con Dio, si è intrattenuto con i vescovi sulla trascendenza e ieri l'altro dichiarava al Corriere della sera che soltanto la chiesa può essere ai nostri giorni un punto di riferimento morale e che chi, come lui, riflette specialmente sull'uomo, non può non riflettere anche su Dio. Il giorno seguente Piero Sansonetti, su Liberazione, glielo contestava in forma garbata con ragionamenti del tutto condivisibili.<br />
<br />
Non so se questa improvvisa ondata di religiosità un po' sia un modo poco elegante per acchiappare voti di centro, come candidamente confessa Livia Turco, nel lodevole intento di toglierci di torno Berlusconi, o se sia ormai così enorme nella cultura dei nostri leader, sinistra e destra per una volta unite, la confusione di idee fra religiosità, cristianesimo, cattolicesimo e chiesa. Termini dei quali uno solo ha una identità storica indiscutibile ed è il cristianesimo, la religiosità essendo una inclinazione psicologica, il cattolicesimo riflettendo solo una parte dei cristiani, e la chiesa di Roma essendone soltanto l'espressione che più temporale di così non potrebbe essere, con tutti i terrestri guai che alla temporalità sono connessi.<br />
<br />
Quale che sia l'interpretazione autentica, la leadership politica della sinistra o ex sinistra ci fa sapere che il suo revisionismo è andato molto ma molto più in là di quanto sia stato fino a un paio di anni fa. Fino a persuadersi, gli uni soddisfatti, gli altri con preoccupazione, di essere del tutto sprovvisti e incapaci di un'etica. E di avere scoperto di esserlo sempre stati, come se il fatale illuminismo, con la dichiarazione che l'uomo è peribile e deve a se stesso ogni responsabilità di quel che avviene o non avviene in terra, non fosse stato una rivoluzione di ordine non solo culturale ma morale nella storia europea. Come se l'azzeramento della modernità, l'attacco alle illusioni della ragione, rispetto alle ragioni non più del cuore ma addirittura delle viscere, avesse ormai debordato i limiti di una riflessione critica per assumere il carattere di una esorcizzazione di tutto quel che è successo fuori dai palazzi vaticani da Montaigne ai tempi nostri.<br />
<br />
Francamente più che una crisi di cultura sembra una crisi di ignoranza. Se non siamo, e non lo siamo, volgarmente progressisti, dobbiamo ammettere che la storia non è tutta un andare avanti, che le regressioni esistono, e che la riduzione della politica ai giorni nostri, forse in particolare in Italia, fa di essa il più clamoroso e mediatizzato veicolo.<br />
 <br />
da "il manifesto", 20-11-2005]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=33</comments>
 <pubDate>Wed, 23 Nov 2005 13:40:25 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Occhio.... le strade del signore sono davvero infinite!</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=32</link>
<description><![CDATA[PEDOFILIA: VATICANO SEGUE CASO BRASILE CON ATTENZIONE <br />
<br />
L'arresto di un sacerdote pedofilo in Brasile e la pubblicazione del diario di un altro religioso non sono stati commentati dai media vaticani. Ne' la Sala Stampa della Santa Sede ha confermato l'invio in Brasile di una commissione per svolgere indagini su casi di pedofilia che possono aver coinvolto altri sacerdoti cattolici. Riguardo alle "rivelazioni" di un giornale brasiliano, dal Vaticano filtra solo che "e' naturale si stia seguendo il triste caso con la doverosa attenzione". <br />
<br />
da www.repubblica.it<br />
]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=32</comments>
 <pubDate>Mon, 21 Nov 2005 15:09:19 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>La lunga campagna elettorale dei vescovi</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=31</link>
<description><![CDATA[La botte piena e la moglie ubriaca<br />
<br />
Il carrozzone della CEI si è messo in moto per ristabilire il giusto equilibrio tra sinistra e destra che gli servirà per spostarsi dalla parte del vincitore dopo le elezioni di aprile. Ruini nelle sue recenti dichiarazioni ha affermato con molta chiarezza che la Chiesa cattolica deve lasciare lo spazio allo Stato per svolgere le proprie funzioni senza ingerenza alcuna, quindi si è impegnato a dire che nel caso del referendum sulla devolution la Chiesa non prenderà posizione. Ha inoltre auspicato che nel rispetto della sfera etica, i volontari del movimento per la vita entrino nei consultori pubblici. Sapevamo bene che la Chiesa cattolica è come quel marito che vuole la botte piena e la moglie ubriaca e anche stavolta questo vizietto è tornato a galla. Infatti con l’autonomia regionale in campi strategici come quelli di sanità e di educazione, scuola, etc., la Chiesa cattolica può godere dei favori della SUSSIDIARIETA’, di quegli appalti sui servizi alla persona pagati dalle casse pubbliche (Stato ed enti locali) che già ad oggi fanno la fortuna economica degli enti religiosi. Fortuna che aumenterà con l’esonero completo al pagamento dell’ICI, ultimo regalo in ordine di tempo concesso dal governo di destra, per tutti gli enti cattolici a carattere commerciale (cliniche private, case di riposo, etc.). <br />
<br />
E certamente non c’è il bisogno di nessuna ingerenza della Chiesa cattolica in termini di indicazione di voto per il referendum sulla devolution perché i favori di un regime di appalti da parte dell’amministrazione pubblica, ottenuti dalla precedente revisione federalista ad opera del centro sinistra, potranno solo aumentare con la nuova riforma dello Stato del centro-destra. <br />
Infatti dove le Regioni si troveranno ancora più sole a portare avanti una politica pubblica in termini di sanità e di educazione, saranno costrette a pagare terzi per sviluppare i servizi che da sole non riescono a garantire e la Chiesa cattolica sarà pronta ad offrire servizi alla persona e ad incamerare soldi pubblici per promuovere i valori cattolici e non i valori di tutti, alla faccia della laicità. <br />
<br />
Tuttavia chi ha la coscienza sporca, perché sa di guadagnare sulla pelle degli altri, si deve anche guardare le spalle temendo che le regalie provenienti da destra e sinistra possano terminare, e allora nel caso in cui qualcosa non andasse come la CEI ha previsto, sarebbe strategico che anche nei consultori pubblici, ormai ridotti all’ombra di quello che erano all’atto della loro istituzione, debbano presentarsi i volontari del movimento per la vita, pronti a dirottare in cliniche cattoliche o in case famiglia cattoliche, ma sempre pagate dai soldi delle lavoratrici e dei lavoratori, le donne alla ricerca di informazioni su contraccezione, oppure in difficoltà di fronte ad una scelta difficile come quella dell’aborto. <br />
<br />
Di fronte al solito balletto di politici e di preti, occorre capire che sul corpo delle donne e sulla procreazione passa non solo il volere dei maschi patriarchi, che siano preti o politici o medici o mariti, ma passano milioni di euro, fiumi di soldi che l’amministrazione pubblica getta nelle tasche dei preti che ne fanno una gestione privatistica e confessionale. <br />
<br />
Impediamo che si continui a lucrare sulla nostra vita e sulle nostre scelte, impediamo che i consultori siano luoghi di interesse privato, riprendiamoci i consultori per poter offrire a tutte, immigrate e italiane, servizi sanitari e legali gratuiti ed atti a promuovere salute e libertà di scelta e di vita. <br />
<br />
Commissione di genere della FdCA http://www.fdca.it/ <br />
]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=31</comments>
 <pubDate>Mon, 21 Nov 2005 15:04:42 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>OMOSESSUALE SI FA &apos;SBATTEZZARE&apos; PER PROTESTA CONTRO RUINI</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=39</link>
<description><![CDATA[BOLZANO 17/11/05 - Un omosessuale altoatesino di 35 anni è uscito dalla Chiesa cattolica per protesta contro le affermazioni del card. Ruini in materia di referendum sulla fecondazione assistita, unioni omosessuali e Pacs. Lo ha fatto facendo annotare la sua scelta sul registro dei battesimi di Rio Pusteria, il paese di origine della famiglia di papa Ratzinger. <br />
"Come omosessuale mi sento discriminato dalla chiesa cattolica", ha spiegato l'uomo, A.H, un impiegato. In un mese - ha raccontato - e rifacendosi ad una sentenza del 1999 del Garante della Privacy, ha chiesto ed ottenuto dal parroco di Rio Pusteria l'annotazione sul registro dei battesimi della sua volontà inequivocabile di non essere considerato appartenente alla Chiesa cattolica apostolica e romana. Il sacerdote, ha aggiunto, gli ha chiesto di ripensarci ma è stato inutile. L'uomo ha anche fatto presente che, se non avesse ottenuto l'annotazione, si sarebbe rivolto alla autorità giudiziaria. <br />
<br />
Intervistato dal quotidiano Alto Adige, l'uomo ha raccontato che la sua decisione è maturata nel tempo. In internet ha trovato il sito dell'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti da cui ha scaricato le procedure per farsi "sbattezzare". <br />
ANSA]]></description>
 <category>Cronaca nazionale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=39</comments>
 <pubDate>Fri, 18 Nov 2005 20:34:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Rifondazione contro il crocifisso in classe. Esplode la polemica</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=38</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20051212-1spaventapasseri.jpg">Spaventapasseri</a></div><br />
Cercola. «L'immagine di Gesù è prima di tutto l'immagine di un figlio del popolo ebraico che viene messo a morte atrocemente, ma è anche il terribile ricordo di una religione che in nome di quel simbolo, sollevato come un'arma, ha perseguitato, emarginato, umiliato tanti popoli, cercando d'imporlo come l'unica fede possibile e legittima», Renato Ardone, segretario di Rifondazione comunista, punta l'indice contro l'amministrazione comunale che nei giorni scorsi ha deciso di acquistare 104 crocifissi da apporre nelle aule scolastiche del territorio.L'esponente politico del gruppo di maggioranza che esprime anche il vicesindaco ha alzato il tiro con un'esternazione che rischia di creare una vera e propria spaccatura in maggioranza. <br />
<br />
«Voglio fare delle verifiche - aggiunge Ardone - per capire le reazioni dei genitori a questa decisione visto che la storia passata della Chiesa ha trasformato quel simbolo d'amore in un segno d'oppressione e intolleranza. Il grande papa Woytjla nell'ultimo Concilio ha cambiato nettamente la direzione, ma la ripetuta richiesta di occupare il luogo pubblico con quel segno, ripropone, il tema dell'intolleranza». Ma la giunta non intende mollare e contrattacca. <br />
<br />
«Crediamo - dice Aniello Pietropaolo assessore alla Pubblica istruzione - nella scelta che abbiamo fatto. È una scelta di pace e non certo di scontro. Il crocifisso è un pezzo della nostra identità culturale. La scelta di acquistare questo simbolo da apporre nelle aule scolastiche non significa che non diamo la massima attenzione anche alle altre religioni». <br />
<br />
Toni durissimi arrivano da Liberato Terracciano, segretario della Margherita. «Le esternazioni di Ardone ci <br />
sembrano fuori luogo - dice l'esponente del maggior partito della coalizione di governo - per noi i valori sono importanti e certamente non volevamo offendere altre religioni con il nostro gesto. Se, poi, Rifondazione si rivede nelle dichiarazioni di Ardone e se ritengono che la questione dei crocifissi sia un fatto politico, allora siamo anche pronti a mettere i comunisti fuori dalla maggioranza e se non abbiamo i numeri per governare andremo a casa». <br />
<br />
Uno scontro, quindi, piuttosto acceso che rischia di minare i buoni rapporti in maggioranza. Ma Ardone non demorde e aggiunge: «La domanda che si pone a quella parte del mondo cattolico che si batte tanto per il crocefisso - dice - è se siano tornati o non sono mai finiti, i tempi in cui la religione cattolica ha pensato d'imporsi e diffondersi non con la testimonianza e la pratica esemplare delle sue virtù, ma con l'invasione, la forza, l'occupazione. Sarebbe opportuno, definire i limiti e i diritti d'ogni religione nella società laica, e rivolgo ai cattolici una domanda preoccupata sulla loro identità, sul loro modo di vivere e proporre la fede al mondo circostante». <br />
<br />
Pronta la risposta di Terracciano. «Siamo consapevoli che lo stato italiano è uno stato laico, ma l'atteggiamento di Rifondazione sembra frutto di uno stalinismo di altri tempi visto che è noto che in Italia il 90% della popolazione è cristiana e il crocifisso è anche un simbolo di pace e tolleranza. Poi abbiamo massimo rispetto per le altre religioni». <br />
<br />
da Il mattino]]></description>
 <category>Croce/via</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=38</comments>
 <pubDate>Thu, 10 Nov 2005 20:31:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Due sondaggi interessanti</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=15</link>
<description><![CDATA[<div class="rightbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20060117-sondaggi.jpg">Sondaggi</a></div><br />
Il primo è del 4/10/2005 e riguarda le <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/asp/visualizza_sondaggio.asp?idsondaggio=1552')">questioni eticamente sensibili</a>, il secondo, del 8/11/2005, è relativo ad eventuali <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/asp/visualizza_sondaggio.asp?idsondaggio=1593')">ritocchi al concordato</a>.<br />
<br />
Entrambi provengono dal sito <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.sondaggipoliticoelettorali.it')">www.sondaggipoliticoelettorali.it</a></a>.]]></description>
 <category>Segnalazioni</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=15</comments>
 <pubDate>Wed, 9 Nov 2005 00:21:40 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Sonetto</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=7</link>
<description><![CDATA[Allego il 
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<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaarbergamo.it/media/documenti/20051108-losbattezzo_sonetto.doc')">sonetto</a> che ho scritto sullo sbattezzo, è già stato musicato, ve lo farò sentire alla prima occasione.<br />
]]></description>
 <category>Arte, spettacolo, divertimento</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=7</comments>
 <pubDate>Thu, 6 Oct 2005 23:23:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>E&apos; nato...</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=1</link>
<description><![CDATA[<div class="leftbox"><a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20051212-ggaribaldi.jpg">Giuseppe Garibaldi</a></div><br />
..., ma di certo non lo battezzeremo,<br />
il Circolo di Bergamo della UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti)<br />
<br />
e quasi contemporaneamente ne inauguriamo il sito Web (questo) per ora noto solo a pochi intimi (gli iscritti ed i simpatizzanti del Circolo).<br />
<br />
Quella che state vedendo è una prima bozza: i contenuti sono tutti da definire e da organizzare (conto di fare qualche proposta a breve) ma è già possibile "scriverci sopra" (vi metterò presto in grado di farlo).<br />
<br />
Tornate spesso... Ciao.]]></description>
 <category>Cronaca locale</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=1</comments>
 <pubDate>Fri, 30 Sep 2005 20:40:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Benvenuti all&apos;UAAR di Bergamo !</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=73</link>
<description><![CDATA[Benvenuti nel sito del Circolo Bergamasco dell'UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) che riunisce persone che Negano o pongono in Dubbio l'esistenza di Entità Soprannaturali, e riconoscono nella Ragione lo strumento fondamentale di comprensione della Realtà.]]></description>
 <category>CHI SIAMO</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=73</comments>
 <pubDate>Sat, 30 Jul 2005 01:15:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Che cosa ci proponiamo ?</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=74</link>
<description><![CDATA[L'UAAR si propone di Promuovere e Affermare Concezioni del Mondo Atee e Agnostiche e di perseguire l'effettiva Laicità dello Stato, principio cardine delle moderne democrazie liberali, oggi minato da un'offensiva controriformista vaticana volta a ripristinare la confusione fra peccato e reato, e cioè fra norma morale e norma giuridica.<br />
(<a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaar.it/uaar')">vedi sito nazionale UAAR</a>) ]]></description>
 <category>CHI SIAMO</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=74</comments>
 <pubDate>Thu, 28 Jul 2005 01:27:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Come intervenire su questo sito</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=76</link>
<description><![CDATA[Questo sito si compone di tre parti:<br />
il Notiziario, il Forum Pubblico e il Forum Riservato (vedi voci in alto a destra sotto "Navigazione").<br />
Chiunque può partecipare al dibattito con articoli e commenti nel Forum Pubblico dopo essersi registrato (vedi voce "registrati" anch'essa in  alto a destra)]]></description>
 <category>CHI SIAMO</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=76</comments>
 <pubDate>Tue, 26 Jul 2005 01:48:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>E il Forum Riservato ?</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=79</link>
<description><![CDATA[Beh, il Forum Riservato è il luogo dove si confrontano  gli iscritti al nostro circolo.<br />
Se sei interessato all'aspetto più creativo della nostra attività, e cioè all' ideazione e alla realizzazione di iniziative locali in favore della Laicità e della promozione della Cultura Atea, puoi iscriverti contattando il <a href="mailto:coordinatore@uaarbergamo.it">coordinatore</a> o il <a href="mailto:tesoriere@uaarbergamo.it">tesoriere</a> del circolo bergamasco.<br />
Oppure vieni a trovarci !]]></description>
 <category>CHI SIAMO</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=79</comments>
 <pubDate>Sun, 24 Jul 2005 01:43:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Ti stuzzica l&apos;UAAR ma non hai modo di aggregarti al Circolo ?</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=85</link>
<description><![CDATA[Peccato ! Puoi comunque <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaar.it/uaar/adesione/iscrizione')">iscriverti direttamente</a> all'UAAR.<br />
Ci sono diversi validi <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaar.it/uaar/adesione')">motivi per farlo </a>fra cui anche quello di ricevere la bella rivista bimestrale <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.uaar.it/uaar/ateo')">L'Ateo</a>, una vera e propria boccata d'ossigeno nella cassetta della posta...]]></description>
 <category>CHI SIAMO</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=85</comments>
 <pubDate>Wed, 20 Jul 2005 21:23:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Dove e quando incontrarci</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=379</link>
<description><![CDATA[<a href="http://www.uaarbergamo.it/media/immagini/20071118-targaanimazione-p.gif">La nostra sede</a>Tutti coloro che s'interessano di laicità e ateismo o che vogliono rispondere alla stretta sempre più feroce dell'oscurantismo vaticano possono trovarci presso il Circolo Arci di Grumello al Piano <a href="http://www.tuttocitta.it/tc/mappa/index.jsp?com1=Bergamo&to1=Via Gorizia&civ1=3" target=mappa>in Via Gorizia 17</a> a Bergamo tutti i sabati dalle ore 15 alle ore 17 (festivi esclusi). <br />
<br />
La nostra sede è facilmente raggiungibile anche con i <a href="javascript:apri('nuovafinestra','http://www.atb.bergamo.it/notizia.asp?IDNotizia=216&amp;IDCategoria=51')">mezzi pubblici (la fermata è nei pressi di Lallio)</a><br />
<br />
L’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR) è l’unica associazione italiana di atei e di agnostici ed è indipendente da forze politiche o da gruppi di pressione di qualsiasi genere. <br />
<br />
Potete venire da noi non solo per informarvi sull'associazione e le sue attività,  ma anche per segnalare abusi di vario genere da parte di ecclesiastici, per denunciare violazioni della laicità delle istituzioni pubbliche, per proporre campagne e iniziative o semplicemente per discutere di ateismo e agnosticismo. <br />
<br />
Per informazioni potete in ogni caso rivolgervi anche a <a href="mailto:info@uaarbergamo.it">info@uaarbergamo.it</a>, se siete interessati a ricevere il nostro notiziario potete farne richiesta scrivendo a <a href="mailto:news@uaarbergamo.it">news@uaarbergamo.it</a>.]]></description>
 <category>CHI SIAMO</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=379</comments>
 <pubDate>Fri, 15 Jul 2005 07:53:00 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Fare l&apos;Ateo</title>
 <link>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=88</link>
<description><![CDATA["Fare l'Ateo" e non solamente "essere ateo". <br />
E' quanto ci richiede la deriva clericale in corso nel nostro Paese.<br />
Sotto questo argomento saranno progressivamente raccolte riflessioni, proposte e provocazioni, sottoposte ai commenti nei nostri forum. ]]></description>
 <category>Fare l'Ateo</category>
<comments>http://www.uaarbergamo.it/index.php?itemid=88</comments>
 <pubDate>Thu, 30 Jun 2005 20:24:00 +0200</pubDate>
</item>

  </channel>
</rss>
