28 maggio 2010
Il Comune di Bergamo attacca la legge 194/1978
Fa specie che un'amministrazione comunale dia il patrocinio a una manifestazione che attacca frontalmente una legge dello Stato.
Ciononostante, è ciò che si verificherà domani a Bergamo.
L'associazione estremista cattolica Scienza e Vita, infatti, organizzerà in Piazza Vecchia una serata di preghiera, chiamata "Dai luce alla vita", a cui pare parteciperanno anche gli esponenti locali della formazione neofascista Forza Nuova, che l'anno passato avevano organizzato analoga iniziativa.
Scopo della manifestazione è l'abrogazione della (pur non perfetta) legge 194/1978, che garantisce in Italia da più di 30 anni la potestà delle donne sul proprio corpo e sancisce il loro diritto di scelta.
Dato che siamo fortunatamente in un regime democratico, è del tutto legittimo che dei cittadini chiedano di modificare delle leggi. Noi della UAAR lo facciamo tutti i giorni. Addirittura chiediamo di modificare la Costituzione!
Tuttavia, ciò che colpisce è che questa legittima manifestazione abbia il
patrocinio del Comune di Bergamo.
Ciò significa che il Comune appoggia la posizione dei manifestanti e che chiede allo Stato di abrogare la 194.
E questo è preoccupante, perché la posizione degli anti-abortisti si basa sul presupposto dell'equivalenza fra un ovulo fecondato (zigote) e esseri umani adulti come il sottoscritto che scrive e voi che mi leggete.
E questa equivalenza è un falso, prima che morale, biologico, perché uno zigote non ha un sistema nervoso, non ha desideri, non ha interessi, non può provare dolore, non ha nessuna delle caratteristiche che possono qualificare me e voi come esseri umani.
E dire che l'embrione va protetto perché è 'vita umana in potenza' non è un buon argomento, perché ciò che è in potenza qualcos'altro
non è, per l'appunto, quel qualcos'altro. Se una ghianda è una quercia in potenza, significa che non è una quercia e che, quindi, non va trattata come se fosse una quercia.
Se ciò non bastasse, si consideri che da uno zigote possono sorgere due esseri umani adulti (come nel caso dei gemelli monozigoti), il che indica che lo zigote
non è una persona, e che normalmente solo una piccola percentuale delle fecondazioni porta a una gravidanza: l'aborto è un fatto che si verifica di continuo nella riproduzione naturale di
Homo sapiens.
Infine, la donna è una parte fondamentale della gravidanza: senza utero non c'è gravidanza. E dato che la cultura politica liberal-democratica incarnata in tutte le Costituzioni europee conferisce ai cittadini e alle cittadine un amplissimo potere sul proprio corpo, sin dai tempi dello
habeas corpus, la donna ha il diritto di rifiutare all'embrione l'uso del proprio utero. Non consentire alla donna di farlo sarebbe una violazione del libero uso del suo corpo: sarebbe come un sequestro o una reclusione senza sentenza di un magistrato ed equo processo.
Insomma, dare il patrocino a "Dai luce alla vita" è come dare il patrocinio a una manifestazione in cui si sostiene che la Terra è piatta e in cui si chiede che tutti coloro che sostengono che sia rotonda siano messi in gattabuia.
Questa volta il Sindaco Tentorio ha proprio preso una cantonata, da cui speriamo rinsavisca presto. A meno che non stia seguendo, per interesse, la scia del peggior clericalismo e dell'asservimento ai poteri forti, di stampo notoriamente cattolico, che da decenni hanno le mani sulla città.
Si ricorda a mo' di chiosa finale che le donne cattoliche o che comunque non vogliono abortire hanno, secondo la legge 194, tutto il diritto di non farlo. La libertà di scelta garantita dalle norme vigenti non è forse la condizione che meglio tutela le convinzioni di tutte le donne, credenti o non credenti che siano?
Per approfondire, vedere
questo articolo di Bergamonewse
questo articolo di BgReport.
Tommaso Bruni – Coordinatore – Circolo UAAR Bergamo
Scritto da Tommaso alle 20:45:00
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