05 febbraio 2008

Invito al Darwin Day

Staino

martedì 12 febbraio 2008 ore 21
Sala del Mutuo Soccorso

Via Zambonate 33 - Bergamo

Modificare il genoma umano: continuazione dell’evoluzione biologica?
Interverrà il Dott. Paolo Vezzoni

( clicca qui per visualizzare la locandina)

La Storia è lo studio di tutto ciò che è avvenuto nel passato. La storia di come gli organismi biologici si siano formati e siano giunti alle forme attuali va spesso sotto il nome di “evoluzione biologica”. Ricostruire gli eventi come sono accaduti non è un’impresa semplice e le nostre concezioni sul passato sono mutate considerevolmente negli ultimi secoli. Circa 150 anni fa Darwin e Wallace diedero un fondamentale contributo alla comprensione della storia biologica della Terra sostenendo che le specie ancora esistenti si erano evolute da altre e non erano state create una per una indipendentemente. Questo deve ritenersi ormai acquisito, anche se i meccanismi che stanno alla base di questo fenomeno non sono completamente chiari.

Vi è comunque un consensus sul fatto che piccole differenze nel genoma (cioè “mutazioni” nel DNA) abbiano un ruolo fondamentale in questo processo. Grazie al sequenziamento di vari genomi e alla loro analisi comparativa, cominciamo ad avere un quadro più chiaro di ciò come ciò sia avvenuto. Ultimamente, con l’acquisizione del genoma dello scimpanzé e del macaco, questa analisi si è estesa anche agli ultimi eventi che hanno portato alla comparsa dell’Homo sapiens.
Lo studio della Storia viene spesso visto come un mezzo per indagare possibili sviluppi futuri. E’ insito nel termine “evoluzione” un aspetto di miglioramento, di progresso. Anche per Darwin, l’uomo è in cima alla scala dell’Essere. Oggi ne siamo meno certi, ma è innegabile che l’uomo sia un organismo stupefacente. Tuttavia l’uomo è ancora un organismo assai fragile che la natura può spazzare via in ogni momento. La sua fisiologia è a grande rischio, ma la sua componente psicologica può provocare danni anche maggiori. La storia dell’umanità è da un lato una lotta continua contro malattie e carestie, ma è anche un elenco infinito di crudeltà indicibili. Anche se l’uomo si è evoluto, non lo ha fatto abbastanza.
Studi recenti di genomica umana hanno mostrato come la variabilità umana sia maggiore di quanto si fosse immaginato. La stima che individui umani avessero fino allo 0,1% di differenze nella sequenza del loro DNA è stata rivista al rialzo, anche a causa del riscontro di numerosi regioni cromosomiche che sono presenti in un numero diverso di copie nelle varie popolazioni umane. Questo dimostra che il substrato su cui l’evoluzione agisce, cioè le mutazioni nel DNA, continuano a verificarsi. Tuttavia non è chiaro se la selezione possa ancora agire su di esse, dal momento che essa richiede una sopravvivenza differenziata della progenie che nelle società occidentali tende a non essere più determinata geneticamente.
Sorge allora il problema della possibilità di indirizzare l’evoluzione dell’uomo verso una specie migliore di quella che occupa oggi il pianeta. Il tema che verrà trattato pertanto è fino a che punto questo sia possibile e consigliabile. La discussione pertanto partirà dalle modifiche del genoma che possono essere oggi compiute nel topo, per discutere le condizioni tecniche che devono essere soddisfatte perché queste possano essere effettuate, in un futuro non prossimo, anche nell’uomo. Si discuterà infine se sia lecito e consigliabile intervenire sull’uomo. Deve essere tuttavia chiaro che il giudizio che ognuno di noi formulerà a questo proposito non potrà essere cercato all’interno di ciò che comunemente viene chiamata scienza biologica, ma dipenderà dalle concezioni che noi condividiamo sulla natura dell’uomo e del mondo in generale. Tra queste certamente vanno inserite anche alcune considerazioni sull’evoluzione e sul suo significato. Un cenno al dibattito tra Newton e Leibniz illustrerà questo punto.


Paolo Vezzoni, nato a Milano il 14.11.1950, dopo aver conseguito il diploma di maturità classica presso l’Istituto Salesiano Sant’Ambrogio di Milano, si è laureato in Medicina e Chirurgia nel 1974 presso l’Università degli Studi di Milano. Ha conseguito la specialità di Endocrinologia presso l’Università di Pavia nel 1977 e quella di Oncologia presso l’Università di Genova nel 1980. Dopo un periodo trascorso presso l’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano, dal 1986 lavora presso l’Istituto di Tecnologie Biomediche del CNR di Segrate (MI), dove si è occupato di genetica umana nell’ambito del Progetto Genoma Umano. E’ stato vicecoordinatore del Progetto Genoma Umano del CNR diretto dal prof Renato Dulbecco. E’ autore di oltre centotrenta pubblicazioni scientifiche e di quattro libri: “Biotecnologie della vita quotidiana”, Laterza, 2000 (con A. Bazzi, vincitore del 1° premio Serono per la divulgazione scientifica, 2003); “Si può clonare un essere umano”, Laterza, 2003; “Intersezioni. Questioni biologiche di rilevanza filosofica”, McGrawHill, 2000; e “Il futuro e il passato dell’uomo”, Bruno Mondadori, 2006. In quest’ultimo libro discute alcuni aspetti dell’evoluzione umana e della possibilità di modificare l’uomo. Per la rivista “Le Scienze” ha curato insieme a Dulbecco il dossier “Il Progetto Genoma Umano”, Le Scienze, Quaderni n. 100 D, 1998 e un inserto su “Clonazione: problemi etici e prospettive scientifiche. Le Scienze, suppl, maggio 1997. Sul numero di dicembre 2007 di “Le Scienze” è uscito un suo articolo per i vent’anni del Genoma Umano “Geni, evoluzione e malattie”.

I Darwin Day nascono negli Stati Uniti a metà degli anni novanta quando le associazioni di creazionisti riuscirono a cancellare l'evoluzionismo dai programmi scolastici di alcuni stati: da allora, il 12 febbraio è diventato un evento di dimensioni planetarie; ovunque si tengono conferenze, incontri, dibattiti ed eventi vari che celebrano i valori della ricerca scientifica e del pensiero razionale. Nel 2003 il Darwin Day è finalmente arrivato anche nel nostro Paese grazie all’UAAR.

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