Testo completo - "L'aborto farmacologico in Francia"

01 agosto 2009

L'aborto farmacologico in Francia

Pubblico due articoli sulla vicenda dell'aborto farmacologico.
Comincio con il pubblicare un articolo sull'uso del Mifepristone (RU486) in Francia, per far capire come funziona il farmaco in un paese "normale", dove governa una destra europea. Il Mifepristone è usato ogni anno per interrompere la gravidanza di 60.000 donne francesi circa ogni anno. Interessante quanto si dice sulla necessità di ospedalizzazione.
Tommaso Bruni - Coordinatore Circolo UAAR Bergamo


Pillola abortiva - Presto il voto sulla nuova legge
In Francia la destra chiede di estenderne l'uso

di Anna Maria Merlo - Parigi
da "il manifesto", 31 Luglio 2009

In Francia, paese di origine del professor Etienne-Emile Baulieu, capo dell'équipe che ha messo a punto la molecola della RU 486 agli inizi degli anni '80, la cosiddetta «pillola abortiva» è finita sui giornali all'inizio del mese,ma per motivi ben diversi da quelli italiani. Il Consiglio costituzionale, per un vizio di forma della proposta di legge che aveva dimenticato di precisare i tempi della sperimentazione, ha bocciato l'emendamento della parlamentare Bérengère Poletti (del'Ump, il partito di Sarkozy), che voleva estendere alle levatrici la possibilità di prescrivere questo trattamento.
L'emendamento era però passato a larga maggioranza sia all'Assemblea che al Senato, camere dove domina la destra. Bérengère Poletti ha subito affermato di aver già preparato la modifica richiesta dal Consiglio costituzionale - una sperimentazione di due anni - per poter far rivotare l'emendamento, nell'ambito della discussione in corso della legge sulla riforma dell'ospedale.
Dare anche alle levatrici la possibilità di prescrivere la RU 486 è difatti diventata una necessità, per «garantire alle donne l'attuazione di un diritto». La RU 486 deve essere presa entro cinque settimane, i tempi sono brevi e la domanda alta: ormai in Francia un terzo degli aborti praticati ogni anno avviene con l'RU (l'incidenza degli aborti è nel paese stabile da trent'anni: 840mila nascite e 200mila aborti, cioè un'interruzione volontaria di gravidanza ogni cinque nascite, una cifra considerata ancora alta per mancanza di una maggiore prevenzione).

La RU 486 è legale in Francia dall'88 (la legge Veil che legalizza l'aborto è del '75). All'inizio, c'erano state polemiche.
La pillola era stata ritirata per circa un mese, in seguito alle pressione del movimento pro-life, sul modello statunitense, ma l'allora ministro della sanità, il socialista Claude Evin, l'aveva reintrodotta d'ufficio.
Nella prima fase, solo gli ospedali potevano prescrivere la Ru 486.
Ma dal 2004, con Philippe Douste-Blazy ministro della sanità (Ump, destra), la prescrizione è stata estesa ai medici di famiglia e ai ginecologi. Douste-Blazy, che è medico, aveva spiegato allora che «con l'esperienza, ci siamo resi conto che dal punto di vista medico l'ospedalizzazione non è giustificata». Il ministro aveva scelto di estendere la possibilità di prescrizione fuori dalle strutture ospedaliere per «migliorare la situazione delle donne e accorciare i tempi di attesa» che, con l'esclusività ospedaliera, rischiavano di essere troppo lunghi rispetto ai tempi legali di 5 settimane.
E' la stessa ragione che ha spinto oggi la parlamentare dell'Ump a presentare l'emendamento per permettere la prescrizione alle levatrici. In ambulatorio è possibile ricevere la Ru 486 anche in altri paesi, tra cui Usa, Svezia o Tunisia. In Francia non è facile abortire, non tanto per una grande incidenza del ricorso dei medici alla clausola di coscienza, ma soprattutto perché questa specialità attrae poco i medici, visto che non permette di fare carriera in ospedale: i dottori che accettano si trovano poi inchiodati al reparto in cui si praticano le interruzioni di gravidanza, per mancanza di nuove leve.
Il dottor Sakis, che è tra gli inventori della molecola (a cui la Roussel-Uclaf nel '97 aveva ceduto il brevetto per evitare problemi di commercializzazione dei propri prodotti negli Usa a causa della battaglia dei pro-life), afferma che la Ru 486 è semplicemente «un'alternativa medicinale alla tecnica di aspirazione».
Negli ospedali dove viene usata sottolineano che le polemiche sono pretestuose, perché non si tratta affatto di una «scelta di facilità». Anche ora che la prescrizione può essere fatta dal medico di famiglia, le regole sono estremamente vincolanti: la donna deve prendere cinque appuntamenti e i primi due sono di informazione, seguiti da una settimana obbligatoria di «riflessione». Solo al terzo appuntamento, la donna prende la prima pillola, in presenza del medico. Due giorni dopo, verranno somministrate altre due pillole e l'aborto avrà luogo, per espulsione, all'incirca dopo 4 ore nel 60% dei casi, fino a 24-72 ore dopo per il 40%.
«La legge sull'aborto in Francia è molto severa - spiega una dottoressa dell'ospedale di Colombes, una delle strutture più grosse per l'utilizzazione della molecola - e per la Ru 486 le regole sono ancora più severe. Non bisogna
diffondere l'idea che sia un trattamento miracoloso.
Molti pensano che con la Ru 486 la gravidanza sparisca. Ma non è così. La pillola provoca un aborto spontaneo e questo è un argomento di cui, tra l'altro, le donne parlano poco anche tra loro, perché è vissuto come un fallimento dell'organismo».

Scritto da Tommaso alle 14:30:00     Stampa e/o salva
Commenti
Per ora non ci sono commenti