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CIRCOLO DI BERGAMO - Notiziario
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08 novembre 2009

La sentenza sul crocefisso nelle scuole statali: finalmente in italiano!

Inoltriamo da due atei varesini; li ringraziamo per il prezioso servizio svolto, molto utile a un buon dialogo fra clericali e laici.
Approfittiamo per ricordare che la Corte Europea per i Diritti dell'Uomo (CEDU) non è un'istituzione dell'Unione europea, ma del ben più largo Consiglio d'Europa. Nel Consiglio d'Europa ci sono anche Russia, Turchia, Ucraina e molti altri paesi che non fanno parte della UE a 27.
Il Circolo UAAR di Bergamo


Sulla sentenza della Corte Europea sul crocifisso nelle scuole è stato detto e scritto di tutto e di troppo.
Senza alcuna cognizione di causa, cioè senza conoscere la sentenza.
Per fortuna ci hanno pensato due atei varesini a realizzare e mettere online la traduzione in italiano dall'originale francese di detta sentenza.
Trovate qui il testo italiano della sentenza della Corte Europea per i Diritti dell'Uomo nel caso Lautsi vs. Italia.
Citando i traduttori, chiunque è gratuitamente autorizzato alla pubblicazione.
Almeno se ne parlerà con cognizione di causa. E non per sentito dire al bar.
Cordiali saluti.
Laura Morandi e Bruno Moretti Turri

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11 ottobre 2009

Vietare il Burqa?

Burqa
La mia opinione, del tutto personale, su una questione assai controversa.
Saluti atei
Tommaso Bruni - Coordinatore - Circolo UAAR Bergamo


VIETARE IL BURQA?

L'autonomia individuale è un valore estremamente forte, che ogni Stato democratico ha il dovere di tutelare. All'interno dell'autonomia sta la libertà di espressione religiosa: la manifestazione della propria fede è consentita, attraverso tutti i simboli e abiti che la fede di turno ritiene opportuni, finché essa non nuoce ad altri. Se il Burqa non danneggia nessuno se non chi lo porta, non si vede perché vietarlo, dal punto di vista dell'autonomia. Infatti, in base all'autonomia, è lecito persino lasciarsi morire per aver scelto di non farsi amputare un piede cancrenoso: a maggior ragione è lecito vestirsi di un panno. Se il Burqa dovesse essere vietato perché "contrario alla dignità" di qualcuno, allora bisognerebbe anche vietare alla Binetti o ai membri del Opus Dei di mettersi il cilicio, che, causando dolore fisico, sembra ben più lesivo della dignità umana di qualsiasi indumento. Quindi il valore "autonomia" è tutto a favore della possibilità di Burqa in pubblico.

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Scritto da Tommaso alle 13:00:00    1 commento - aggiungine uno     Stampa e/o salva

11 settembre 2009

La clava del Sant'Uffizio si abbatte sui preti pro choice

Riporto due ottimi articoli de "il manifesto", su come la Congregazione della Dottrina della Fede stia provvedendo a sanzionare dal punto di vista disciplinare i firmatari dell'appello di Micromega a favore dell'autodeterminazione di Eluana Englaro. Come al solito le alte gerarchie vaticane sono rimaste al tempo del Sillabo. Pur essendo capacissima di adattarsi al succedersi dei ceti dirigenti e delle forme di potere nei secoli, la Chiesa Cattolica Apostolica Romana conserva intatto il suo apparato istituzionale autocratico e illiberale, volto a perseguire il dissenso e a far eseguire in silenzio gli ordini dei vertici. Non si vede come si possano accettare lezioni di liberalismo o di morale pubblica da un'istituzione di questo tipo, una monarchia assoluta elettiva che ha la stessa legittimità democratica di un caudillo sudamericano.
Tommaso Bruni - Coordinatore Circolo UAAR Bergamo



ARTICOLO 1

Il Vaticano punisce i preti pro-Eluana

Luca Kocci - ROMA

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01 agosto 2009

L'aborto farmacologico in Francia

Pubblico due articoli sulla vicenda dell'aborto farmacologico.
Comincio con il pubblicare un articolo sull'uso del Mifepristone (RU486) in Francia, per far capire come funziona il farmaco in un paese "normale", dove governa una destra europea. Il Mifepristone è usato ogni anno per interrompere la gravidanza di 60.000 donne francesi circa ogni anno. Interessante quanto si dice sulla necessità di ospedalizzazione.
Tommaso Bruni - Coordinatore Circolo UAAR Bergamo


Pillola abortiva - Presto il voto sulla nuova legge
In Francia la destra chiede di estenderne l'uso

di Anna Maria Merlo - Parigi
da "il manifesto", 31 Luglio 2009

In Francia, paese di origine del professor Etienne-Emile Baulieu, capo dell'équipe che ha messo a punto la molecola della RU 486 agli inizi degli anni '80, la cosiddetta «pillola abortiva» è finita sui giornali all'inizio del mese,ma per motivi ben diversi da quelli italiani. Il Consiglio costituzionale, per un vizio di forma della proposta di legge che aveva dimenticato di precisare i tempi della sperimentazione, ha bocciato l'emendamento della parlamentare Bérengère Poletti (del'Ump, il partito di Sarkozy), che voleva estendere alle levatrici la possibilità di prescrivere questo trattamento.
L'emendamento era però passato a larga maggioranza sia all'Assemblea che al Senato, camere dove domina la destra. Bérengère Poletti ha subito affermato di aver già preparato la modifica richiesta dal Consiglio costituzionale - una sperimentazione di due anni - per poter far rivotare l'emendamento, nell'ambito della discussione in corso della legge sulla riforma dell'ospedale.
Dare anche alle levatrici la possibilità di prescrivere la RU 486 è difatti diventata una necessità, per «garantire alle donne l'attuazione di un diritto». La RU 486 deve essere presa entro cinque settimane, i tempi sono brevi e la domanda alta: ormai in Francia un terzo degli aborti praticati ogni anno avviene con l'RU (l'incidenza degli aborti è nel paese stabile da trent'anni: 840mila nascite e 200mila aborti, cioè un'interruzione volontaria di gravidanza ogni cinque nascite, una cifra considerata ancora alta per mancanza di una maggiore prevenzione).

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Scritto da Tommaso alle 14:30:00    Non ci sono commenti - lasciane uno     Stampa e/o salva

20 luglio 2009

Una laicità malintesa

Jaures
Vale la pena soffermarsi su un articolo di P. Roma apparso in prima pagina sulla Eco il 18 luglio 2009.
Trovate l'articolo qui.
L'autore fa una riflessione sul concetto di laicità, interpretandolo alla maniera del pontefice ora regnante. Questa interpretazione della laicità si basa su una dicotomia che non è mai esistita nella storia del pensiero politico sino all'ascesa di Joseph Alois Ratzinger al soglio di Pietro: quella fra “laicità” e “laicismo”.
La laicità, sovente condita con gli aggettivi “sana”, “buona”, “corretta”, si riduce a una generica attitudine al dialogo fra religiosi dell'una o dell'altra fede e a un rapporto collaborativo fra istituzioni statali e religione cattolica. In alcuni casi alla laicità viene addirittura attribuito il significato di “vita laicale”, contrapposta allo stato sacerdotale: indica quindi la vita del buon cattolico che non ha preso gli ordini sacri né ha fatto una scelta di vita consacrata.
Il laicismo invece è il peggiore dei mali possibili: una dottrina vecchia, ottocentesca, statalista e anticlericale. In realtà il laicismo, come lo chiama Ratzinger, non è altro che la laicità, per come è intesa nell'Europa continentale ininterrottamente dai tempi del Conte di Cavour, del Kulturkampf bismarckiano e della legge francese del 1905.

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Scritto da Tommaso alle 22:30:00    1 commento - aggiungine uno     Stampa e/o salva

01 maggio 2009

Berlino, capitale atea

Porta
A Berlino è stata bocciata la proposta di rendere curricolare l'insegnamento delle religioni. Non solo il quorum non è stato raggiunto (ma questo di per sé non è un dato di cui rallegrarsi), ma i "nein" hanno prevalso sugli "ja". In Italia, ricordiamolo sempre, gli insegnanti di religione cattolica sono scelti dai vescovi, sono di ruolo e sono pagati dallo Stato. Spesa annua: quasi un miliardo di euro. Molto interessante l'idea, realizzata a Berlino, di un insegnamento di etica ed educazione civica obbligatorio. Stupisce che i liberali della Fdp fossero favorevoli allo "ja": un liberale confessionalista è una contraddizione in termini.
Tommaso Bruni


PS. il quorum di questi referendum non è come quello italiano: solo i "sì" contano ai fini della soglia del 25% degli aventi diritto.
Senza sapere questo, alcuni passi dell'articolo non sono intelligibili.

Bocciata l'ora di religione, a scuola vince l'etica
Al referendum col 51,3% passa il «no»

«Grazie a Dio!», titola la libertaria Tageszeitung: il tentativo di rafforzare la presenza delle chiese nella scuola berlinese è stato respinto. Chiamati a pronunciarsi con un referendum, gli abitanti della capitale hanno bocciato la proposta di introdurre l'obbligo di scegliere tra l'insegnamento laico dell'etica o un corso di religione confessionale, come opzioni alla pari.

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Scritto da Tommaso alle 15:30:00    Non ci sono commenti - lasciane uno     Stampa e/o salva

Potere lesbico in Islanda

Johanna
Johanna Sigurðardottir, l'attuale premier islandese e prima omosessuale a essere a capo di un esecutivo nella storia moderna, ha vinto le elezioni parlamentari del 25 aprile, guadagnandosi una salda maggioranza parlamentare.

Dal 1 febbraio guidava un governo provvisorio di minoranza, scaturito dalle proteste dovute alla crisi economica e dalle conseguenti dimissioni del precedente premier Geir Haarde. D'ora in poi, grazie a un congruo numero di seggi nell'Althing, il parlamento islandese, Sigurðardottir potrà proseguire spedita nel suo tentativo di tirare fuori l'isola circumpolare da una crisi economica di dimensioni ciclopiche, dovuta all'eccessiva finanziarizzazione dell'economia.

Molto probabilmente l'attuale premier spingerà per un ingresso accelerato dell'isola nella UE e nell'euro, anche perché il deprezzamento della corona ha ridotto i risparmi di molti islandesi a carta straccia e ha fatto schizzare i prezzi al consumo alle stelle.

Ai 300.000 islandesi e alla loro piccola, fredda isola vanno i miei migliori auguri e, qualora vorranno, un benvenuto nella UE.
Tommaso Bruni


Qui sotto un articolo da "il manifesto", che vale come approfondimento.

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Scritto da Tommaso alle 15:00:00    Non ci sono commenti - lasciane uno     Stampa e/o salva

01 marzo 2009

Ottant'anni di concordato

Concordato

L’11 febbraio 1929, quando papa Pio XI e Benito Mussolini sottoscrivevano in San Giovanni in Laterano i Patti che da quel palazzo presero il nome, si ricuciva lo strappo tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica apertosi con la breccia di Porta Pia il 20 settembre 1870, con le truppe sabaude che occupavano Roma e costringevano il papa – dopo secoli di dominio temporale su vaste aree del centro Italia – nelle anguste mura del Vaticano. La portata dell’evento storico e politico era chiara e inequivocabile: il papa tendeva per la prima volta la mano allo stato invasore. La “questione romana” era da considerarsi definitivamente chiusa, e i tempi erano maturi perché piazza San Pietro si aprisse ai traffici della capitale del regno, attraverso via della Conciliazione, progettata di lì a pochi anni (e portata poi a compimento soltanto nel 1950).
Se è pur vero che, dopo le fasi più roventi della polemica iniziata dopo Porta Pia, i rapporti tra i due enti avevano conosciuto un lento disgelo a partire del primo decennio del Novecento, la firma dei Patti Lateranensi non può, di fatto, leggersi come l’atto finale di quel graduale percorso. Il disgelo era infatti avvenuto sotto le spinte dei tanti cattolici desiderosi di impegnarsi nella vita politica del paese, di adeguarsi in modo più incisivo ai mutamenti sociali e culturali del nuovo secolo, sotto l’egida di un forte impeto di partecipazione collettiva. La conciliazione tra Stato e Chiesa avveniva invece nel momento della costruzione di un regime totalitario, impegnato a chiudere ogni via per la libera partecipazione dei cittadini alla vita collettiva del paese.

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Scritto da Tommaso alle 15:00:00    Non ci sono commenti - lasciane uno     Stampa e/o salva

30 gennaio 2009

Le posizioni di Joseph Ratzinger sulla teoria dell'evoluzione

Telmo Pievani, nel corso di un convegno in Bicocca, cita il pensiero del papa sulla teoria darwiniana.
La posizione espressa da Ratzi sull'evoluzione può essere spiegata in due modi:
- con una sostanziale ignoranza su che cosa sia la biologia oggi;
- con l'adesione a un'ideologia che lo conduce a negare dati di fatto.
Potete vedere il video qui, cliccando poi sulla telecamera o su "guarda l'intervento".

Scritto da Tommaso alle 07:00:00    Non ci sono commenti - lasciane uno     Stampa e/o salva

29 gennaio 2009

Richard Williamson, vescovo della Chiesa Cattolica Apostolica Romana


Per chi è in grado di comprendere la lingua inglese, cinque minuti di falsità grondanti sangue da parte di questo signore.

Scritto da Tommaso alle 12:00:00    Non ci sono commenti - lasciane uno     Stampa e/o salva

24 gennaio 2009

Un mito da sfatare:

l'obiezione di coscienza.
Dopo la dichiarazione di disponibilità di M. Bresso, presidente della Giunta piemontese, ad accogliere il corpo di Eluana per la sospensione di idratazione ed alimentazione forzata, il Cardinale Arcivescovo di Torino, Sua Eminenza Reverendissima Severino Poletto ha esortato i medici cattolici all'obiezione di coscienza in base al fatto che, a suo dire, "la legge di Dio è superiore a quella dell'uomo".
La Dott.sa Bresso ha risposto, in maniera a mio avviso inconsistente, dicendo che il cardinal Poletto si comporta come un ayatollah e che, parimenti, i medici cattolici non possono essere obbligati a fare ciò che la loro coscienza proibisce loro di fare.
Se posso concordare con l'accostamento dell'atteggiamento di Poletto con quello di Alì Khamenei e soci, ritengo invece che occorra fare un po' di luce sulla questione della libertà di coscienza dei dipendenti pubblici.

[Continua...]

Scritto da Tommaso alle 07:00:00    Non ci sono commenti - lasciane uno     Stampa e/o salva

14 gennaio 2009

Il Vaticano, le leggi italiane e l'autonomia dello Stato

da "La repubblica", 05-I-09

di Stefano Rodotà

Lo Stato della Città del Vaticano ha voluto ridefinire le proprie regole sulle fonti del diritto, dunque sulle norme che costituiscono il suo ordinamento giuridico, e la relativa legge è entrata in vigore all´inizio di quest'anno. L'operazione è di grande importanza, come sempre accade quando uno Stato sovrano stabilisce il perimetro della legalità, e anche perché si tratta di una materia particolarmente rilevante dal punto di vista politico e culturale (al tema delle fonti ha recentemente dedicato una riunione l'Associazione italiana dei costituzionalisti). Ma la mossa vaticana ha suscitato attenzione e polemiche perché contiene una rilevantissima novità nei rapporti tra Stato e Chiesa, tra la legislazione della Repubblica Italiana e quella della Città del Vaticano. Fino a ieri questi rapporti erano fondati sul principio della recezione automatica, che portava con sé l'applicabilità delle norme italiane nell'ordinamento vaticano, recezione «solo eccezionalmente rifiutata per motivi di radicale incompatibilità con leggi fondamentali dell'ordinamento canonico», com'è accaduto per leggi come quelle sul divorzio e l'aborto. Ora, invece, «si introduce la necessità di un previo recepimento da parte della competente autorità vaticana», come sottolinea esplicitamente sull'Osservatore Romano il presidente della Commissione che ha preparato la nuova legge, José Maria Serrano Ruiz. Non più automatismi, dunque, ma un filtro, una valutazione preliminare della compatibilità con l'ordinamento canonico di ogni singola legge italiana.

[Continua...]

Scritto da Tommaso alle 07:00:00    Non ci sono commenti - lasciane uno     Stampa e/o salva

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Si riceve, esclusivamente previo appuntamento da prendersi via mail a info@uaarbergamo.it o via telefono al 339.7415298, il primo sabato del mese, dalle 15 alle 18, presso il bar ARCI di via Gorizia 17, 24127 Bergamo.

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